
Il disastro lo pagano i cittadini con morti e malattie, lo pagano i dipendenti con i posti di lavoro. Ma i padroni, a partire dalla famiglia Riva, e i politici, compreso l’attuale governo, non pagano. Al più, sono chiesti i domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d’Italia, per l’ex direttore dello stabilimento Alessandro Labile e per Francesco Astorri, capo del Nucleo ispettivo di Ispra. Le richieste sono arrivate nell’ambito di una inchiesta che abbraccia la gestione 2019-2024 e ipotizza reati che vanno dal disastro ambientale alla truffa sulle quote di anidride carbonica Co2 e delle quote Ets, fino all’associazione per delinquere e alla corruzione. Morselli è anche coinvolta in un’inchiesta per bancarotta fraudolenta avviata dalla Procura di Milano dopo una relazione dei commissari straordinari dell’ex Ilva.
Insomma, secondo l’accusa della procura di Taranto, la conduzione del Siderurgico sarebbe stata orientata (da ArcelorMittale e Acciaierie d’Italia) a massimizzare i profitti a scapito dell’ambiente. Tra le contestazioni emergono omissioni nelle manutenzioni e la presunta promessa di un incarico dirigenziale ad Astorri per ammorbidire i controlli Aia. Otto persone rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l’ambiente, l’incolumità pubblica e la pubblica amministrazione. Pesci piccoli.