Genova blocca di nuovo le navi delle armi.

Per la seconda volta nell’arco di un mese, la mobilitazione dal basso dei lavoratori del porto di Genova, insieme ad antimilitaristi e pacifisti, impedisce il carico di generatori destinati all’esercito saudita  da anni principale attore nella guerra in Yemen,  unanimemente considerata la tragedia umanitaria peggiore degli ultimi trent’anni: decine di migliaia di vittime civili, compresi migliaia di bambini e 22 milioni di persone che sopravvivono di aiuti esterni. Clicca qui.

Clicca qui: la lettera che i portuali di Genova hanno inviato agli operai della Teknel di Roma che produce armamenti destinati all’Arabia saudita per la guerra in Yemen.  

Festa della Repubblica antifascista fondata sul lavoro, e non dell’esercito.

Il 2 giugno sarebbe giusto e bello far sfilare, al posto dei soldati in alta uniforme o tuta mimetica, i giovani disoccupati e i pensionati come rappresentanti del popolo italiano in sofferenza, e vedere i rappresentanti delle istituzioni mettersi sull’attenti davanti  a loro.  La corona d’alloro andrebbe deposta davanti alle tombe dei morti sul lavoro. I militari avrebbero già la loro festa, il 4 novembre, giorno adatto anche per  deporre la corona d’alloro al milite ignoto.  Clicca qui Mao Valpiana.

La nonviolenza non è un pacifismo passivo bensì una strategia di lotta dura senza paura.

Il conflitto si realizza tramite un insieme di tecniche senza violenza, tra cui la protesta simbolica (appelli, manifestazioni, sciopero della fame), la non collaborazione (picchetti, scioperi, boicottaggi) e la disobbedienza civile, ossia la violazione consapevole e pubblicizzata di una legge.

Clicca qui il Manuale dell’organizzatore dell’azione diretta nonviolenta, suddiviso in quindici sezioni. Secondo Gandhi una campagna nonviolenta provoca cinque reazioni: l’indifferenza, il ridicolo, l’insulto, la repressione, il rispetto. Infine la vittoria.

Cosa fare della Nato.

Secondo il  “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo, direttore Peppe Sini.  Scioglierla e processarne i responsabili per i crimini commessi. Cosa fare di tutte le organizzazioni armate? Abolirle. Cosa fare di tutte le armi assassine? Distruggerle. Le guerre sempre e solo consistono dell’uccisione di esseri umani. Ogni organizzazione finalizzata alla guerra è ipso facto criminale. Ogni essere umano ha diritto a non essere ucciso. Salvare le vite e’ il primo dovere.

La “Carta” del Movimento Nonviolento.

Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunità mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti. Le fondamentali direttrici d’azione del movimento nonviolento sono: 1. l’opposizione integrale alla guerra; 2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l’oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione; 3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario; 4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell’ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra delle forme di violenza dell’uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell’uccisione e della lesione fisica, dell’odio e della menzogna, dell’impedimento del dialogo e della libertà di informazione e di critica. Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l’esempio, l’educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

Sciopero mondiale per il futuro.

Il  15 marzo, in occasione del ‘Global Strike For Future‘, in Italia e in altre città del mondo centinaia di  migliaia di studenti scenderanno in piazza per chiedere provvedimenti concreti contro i cambiamenti climatici. Una manifestazione senza bandiere, che parte del movimento internazionale ispirato da Greta Thunberg. Ci siamo anche noi.

Clicca qui  Antonio Lupo – Comitato Amigos Sem Terra MST Italia

Clicca  qui uno studio d’Airparif e del King’s CollegeLa qualità dell’aria urbana  migliora poco perché le emissioni reali di ossido di azoto restano alte.

Clicca qui il Dossier di AmbienteVenezia.

Clicca qui una ricerca dall’European Heart JournalMortalità europea superiore a alla mondiale. Pianura Padana maglia nera.

Guarda la mappa degli eventi. In Italia.

Firma qui la petizione di Greenpeace.

One Billion Rising: un evento mondiale in 200 nazioni, mobilitando un miliardo di persone.

Con ogni espressione artistica: danza, musica, teatro, lettura, proiezioni, ecc. a febbraio, in particolare nella settimana di San Valentino, saremo insieme nelle strade, nelle piazze, nei teatri, nelle scuole d’Italia e del mondo per manifestare contro ogni violenza e discriminazione. Partecipa anche tu: clicca qui.

Coordinamento toscano contro Camp Darby per la Pace e la Costituzione.

A Empoli il 26 gennaio. Il Tavolo per la Pace della val di Cecina sta cercando di coordinarsi con altre realtà associative toscane per ricreare, con più forza, un movimento contro la militarizzazione, sempre più crescente, in Italia e in Toscana in particolare. Il “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro” aderisce. Clicca qui.

Non esistono posti di lavoro su un Pianeta morto.

“Non c’è giustizia climatica senza giustizia” E quindi “non c’è giustizia climatica senza pace, in quanto non c’è giustizia senza pace! Soprattutto se la guerra oggi può significare la scomparsa anche in un attimo dell’intero genere umano. Clicca qui, se vuoi esprimere parere e aggiungere firma, un contributo al dibattito per il convegno che la Coalizione Clima sta organizzando. Primi firmatari: Giuseppe Farinella – Il Sole di Parigi, Giovanna Pagani – WILPF Italia, Alfonso Navarra  – Disarmisti Esigenti , Oliviero Sorbini – Accademia Kronos.

La rivoluzione nonviolenta. Danilo Dolci, alla scuola di Socrate e Gandhi.

A ventun anni dalla scomparsa del sociologo ed educatore, tra le figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo. Partigiano, protagonista delle lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti, il lavoro e la dignità: subisce persecuzioni e processi. Clicca qui una biografia.

Flash mob in Piazza Montecitorio per difendere i diritti umani.

Il 10 dicembre 2018 in tutto il mondo si celebrerà il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: la Carta scritta, dopo due guerre mondiali e cento milioni di morti, per dire basta a tutti gli atti di barbarie e spingere l’umanità sulla via della pace. Un documento importante che è alla base di molte grandi conquiste dell’umanità oggi minacciate da crisi e politiche pericolose. Clicca qui l’appello al Parlamento e al Governo.

La “Casa per la nonviolenza” di Verona ha subito un atto vandalico e un furto.

E’ un punto di riferimento fondamentale per l’intero movimento per la pace, oltre che la sede nazionale del Movimento Nonviolento e la sede della redazione di “Azione nonviolenta“. Per aiutare: tramite conto corrente postale: Movimento Nonviolento, ccp 18745455 – tramite bonifico bancario: Movimento Nonviolento, Iban n. IT 35 U 07601 11700 000018745455 tel. 0458009803.

Il pacifismo.

Le fonti di ispirazione del movimento pacifista. Il pacifismo come movimento sociale: a) i cicli della protesta, b) la partecipazione ai movimenti sociali. I cicli di protesta del pacifismo, a) dal 1815 alla prima guerra mondiale, b) il periodo tra le due guerre, c) il secondo dopoguerra. Clicca qui.

Il 4 novembre sia giorno di lutto e non di festa.

E’ tempo che l’anniversario della fine dell'”inutile strage” della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinchè non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni. Clicca qui.

Marcia e presidio No Dal Molin.

Il movimento, che per anni si è opposto al nuovo insediamento militare americano a nord di Vicenza, oggi si batte a favore del progetto del Parco della Pace per difendere un ideale, quello della pace: contro presenza di basi militari imposte ma non volute dalla popolazione. Le basi devono essere chiuse, nessuna nuova pista per elicotteri e aerei deve essere costruita nel parco Dal Molin.

Proteggiamoli! Il 7 ottobre deve esserci anche tu! Organizziamo la più grande Marcia della Fraternità.

 
 

Annegati in mare, respinti alle frontiere, abbandonati alla fame, torturati nelle carceri, aggrediti per strada, insultati nel web, uccise in famiglia, morti sul lavoro, ammazzati in guerra,… Quello che sta succedendo a tante donne e bambini, giovani e anziani, fuori e dentro il nostro paese, è scandaloso. Dov’è finita la nostra umanità? Dove sono finiti il rispetto per l’altro, il sentimento della pietà, della compassione, il valore della solidarietà, la capacità di accogliere e condividere? Dobbiamo reagire! Un clima di violenza e intolleranza diffusa ci sta soffocando.
Non si tratta solo della nostra umanità. Alcune delle più importanti conquiste degli ultimi decenni rischiano di essere cancellate: l’universalità dei diritti umani, il diritto alla dignità di ogni persona, il principio di uguaglianza e di giustizia, il dovere di soccorrere, il principio di non respingimento, la democrazia, l’Europa, l’Onu…Dobbiamo reagire! Non possiamo essere complici!

La “Carta” del Movimento Nonviolento.

Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunità mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti. Clicca qui la “Carta”.