
Violenza chiama violenza.

Movimenti di Lotta per la Salute, l"Ambiente, la Pace e la Nonviolenza


Newsletter dal mondo delle autonomie
Udine – Firenze – Napoli 25/07/2026
Il mondo delle autonomie contro la violenza e gli estremismi
Una riflessione dalle autonomie europee prima della pausa estiva, con l’annuncio della V assemblea confederale, che si terrà a Roma, il prossimo 13 novembre 2026, presso la Fondazione Giacomo Matteotti. Buona festa di San Giacomo – San Iacopo a tutti.
Auguri di avere questa estate momenti sereni di riposo con le proprie famiglie e comunità.

Avvenne nei primi anni ’50 quando parlare di non violenza e di vegetarismo sembrava un’utopia… Il mondo era appena reduce da una guerra mondiale e si viveva in piena guerra fredda, mentre il messaggio (propagandato dagli USA) della bistecca facile cominciava ad imporsi come nuovo modello alimentare e sociale.
Aldo Capitini maturò la sua esperienza vegetariana e non violenta attraverso lo studio e l’esempio di Gandhi, il liberatore pacifico dell’India dal giogo coloniale britannico.
Capitini fu un accademico famoso e stimato ma allorché si oppose alla conquista dell’Etiopia da parte del governo di Benito Mussolini fu ostracizzato e messo in disparte. Purtroppo anche dopo la caduta del fascismo non fu riabilitato come sarebbe stato giusto (infatti l’Italia era caduta sotto l’influenza nordamericana, che non è certamente una potenza pacifista).
Gandhi nella sua minuscola stanzetta dell’ashram da lui fondato teneva alle pareti solo due ritratti, quello di Giuseppe Mazzini e quello di San Francesco d’Assisi, che lui riteneva esempi ispirativi per la non violenza e per l’acume politico sul concetto di libertà.


Sei invitato a partecipare ad AI4Peace, l’iniziativa che l’Università per la Pace delle Nazioni Unite (UPEACE) promuove a Roma il 21 e 22 settembre 2026, insieme alla Pontificia Accademia per la Vita e alla Pontificia Università Lateranense, dedicata al rapporto fra intelligenza artificiale e costruzione della pace.
Le due giornate riuniranno studiosi, istituzioni e rappresentanti della società civile attorno ai temi della governance etica dell’intelligenza artificiale, della prevenzione dei conflitti e della tutela dei diritti umani nell’era algoritmica.
Per partecipare è necessario iscriversi tramite il modulo dedicato, raggiungibile a questo indirizzo: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf-kTawVaSdx3JKbrLUzbXYns5vP92WnuSKN0x2mddwLOJ-SQ/viewform


Nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è parlato ancora una volta del genocidio di Gaza. Bene. Ma le parole non fermano le bombe e le dichiarazioni non fermano gli assassini che continuano ad uccidere dove e quando vogliono sotto i nostri occhi. Nel Consiglio Europeo è continuata la celebrazione di Zelensky ma niente è stato deciso per mettere fine alle sofferenze del suo popolo. La guerra continua la sua escalation innalzando il livello e l’ampiezza dello scontro. L’uso della bomba atomica è sempre più vicino.
Nel quartier generale della Nato i signori della guerra rilanciano l’aumento delle spese militari, la corsa al riarmo e il militarismo. Tutti i servizi pubblici dedicati alla tutela della nostra dignità, lavoro, salute e diritti sono a rischio.
Per questo abbiamo deciso di organizzare il Giro d’Italia per la Pace che culminerà il 9 e 10 ottobre a Perugia con una grande assemblea delle città per la pace e di tutti gli operatori e operatrici di pace. Nel tuo comune, quartiere, parrocchia, scuola, università,… organizza una tappa del Giro d’Italia per la pace.
Clicca qui le prossime 66 città che accoglieranno il Giro.

Devono finire! I criminali vanno fermati e le guerre devono finire! Continuiamo a dare voce a chi non ha più voce! Non smettiamo di pensare a chi continua ad essere braccato dalle bombe, dalla fame e del disumanesimo dilagante!
Gaza, Palestina, Libano, Iran, Ucraina, Sudan, Sud Sudan,… ma anche Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Somalia,…
Per loro e per tutte le famiglie che sono costrette a pagare il conto di tante guerre che non hanno mai deciso, continua la mobilitazione nazionale del Giro d’Italia per la Pace. Oggi a Barletta e Taranto. Domani 30 maggio prende il via la Marcia di 4 giorni da Bagno di Romagna a Cesenatico. E poi saremo a Gattinara, Romano di Lombardia, Lesmo, Oulux, Alba,…
Il Giro d’Italia per la Pace culminerà il 9 e 10 ottobre a Perugia con una grande assemblea delle città per la pace e di tutti gli operatori e operatrici di pace.

La filosofia sociale, il marxismo, la critica del comunismo e del capitalismo, Nietzsce, Gandhi, Hegel … Clicca qui.

In una conversazione ampia e senza peli sulla lingua, l’economista americano Jeffrey Sachs descrive un mondo spinto al limite dalle guerre di Washington contro l’Iran e la Russia, dal suo confronto economico con la Cina e dal suo tentativo di riaffermare il dominio in tutto l’emisfero occidentale. I pilastri che hanno tenuto insieme il sistema globale per decenni – rotte commerciali stabili, flussi energetici, scambi tecnologici e integrazione finanziaria – vengono trasformati in armi o smantellati del tutto. L’Europa, sostiene Sachs, si è «tagliata fuori dal suo principale fornitore di risorse naturali» ed è ora «completamente alla deriva dal punto di vista economico», mentre l’Asia accelera verso una maggiore integrazione e un vantaggio a lungo termine. Gli Stati Uniti, nel frattempo, sono «irrazionali, mal guidati e disperati nel voler mantenere il controllo su ciò che non controllano più», creando un mondo frammentato e profondamente instabile. Al punto di rottura. L’Europa è la più grande perdente in questo nuovo ordine.



Sono decine di migliaia i manifestanti e centinaia le realtà sociali, sindacali e associative, dalla Cgil, all’Arci fino ad Askatasuna, scese in piazza a Roma per la manifestazione di No Kings Italia, tappa nazionale della mobilitazione globale del weekend “Together. Contro i Re e le loro guerre”. È una piazza collegata a quella di Togheter contro l’estrema destra a Londra e a quelle del movimento No Kings negli Stati Uniti. Una piazza volutamente senza partiti.


Chi non ripudia la guerra è fuori-legge!
Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. E’ un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale.
Ci duole ripeterlo ma “chi non ripudia la guerra -ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite- è fuori-legge”.
Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e viola l’art. 2 che stabilisce che gli stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Ancora una volta vengono stracciati i principi e le norme contenute nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale dei diritti umani.
Mentre a Gaza e in Cisgiordania continua il genocidio e la persecuzione del popolo palestinese, dopo i bombardamenti americani nello Yemen nel marzo 2025, in Iran contro i siti nucleari nel giugno 2025, in Qatar contro la leadership di Hamas nel settembre 2025, in Siria e in Nigeria nel dicembre 2025, questa guerra conferma la volontà di Israele e Stati Uniti di imporre la legge della forza sulla forza della legge.
Chi ha sferrato questa nuova guerra deve rispondere dei crimini che sta compiendo. Nessuno è al di sopra della legge. Chi non la condanna, è complice. Chiediamo alla Corte penale internazionale di esercitare la propria giurisdizione ai sensi dello Statuto di Roma.
Il regime iraniano – come tutti i sistemi autocratici e dittatoriali – va contrastato con coerenza dall’intera comunità internazionale e dalle Nazioni Unite con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale di cui oggi disponiamo. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie. Dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile.
Marco Mascia, Presidente Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” – Università di Padova
Flavio Lotti, Presidente Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace
28 febbraio 2026

E’ di una giornalista de Il Manifesto presente sul fatto. Clicca qui.

Per la realizzazione dell’ospedale di Duhla a Shengal (nord Iraq) e aiuti sanitari al Rojava. Clicca qui.

Clicca qui il Progetto e Come aderire.

Il “Board of Peace” di Trump è un nuovo atto eversivo diretto a sostituire il diritto internazionale dei diritti umani con la legge del più forte.
Entrare nel “Board of Peace” di Trump costituirebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione, il “Board of Peace” di Trump è una minaccia esistenziale all’Onu che è e resta l’unica autorità legale universale.
Il fine del “Board of Peace” non è quello di promuovere la pace e la cooperazione internazionale bensì quello di difendere gli interessi del suo presidente, anche con la minaccia e l’uso della forza.
La distruzione sistematica in corso dell’architettura internazionale e dei pilastri della convivenza, che dalla fine della seconda guerra mondiale ci hanno consentito di superare molte crisi difficili, è un crimine che deve essere fermato senza ulteriori indugi.

In seguito all’aggressione militare perpetrata dal Governo e dalle Forze Armate degli Stati Uniti d’America contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela nella notte del 3 gennaio 2026, Pax Christi International ha immediatamente rilasciato una dichiarazione in cui condanna fermamente l’operazione.
Tali dimostrazioni di forza, si legge nella dichiarazione, sono in palese contrasto con il diritto internazionale e rischiano di legittimare azioni simili da parte degli Stati più potenti.
Facendo eco alle parole di Papa Leone XIV, Pax Christi International chiede la cessazione immediata delle azioni militari in Venezuela, continuando a schierarsi fermamente dalla parte di una pace giusta e disarmata.

Appello per la difesa della legalità e del diritto internazionale, clicca qui.



Alla vigilia del 29 novembre, Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, la Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace e il Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” denunciano la grave decisione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu
Gaza. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approva un piano di guerra e non di pace


Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunità mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d’azione del movimento nonviolento sono:
1. l’opposizione integrale alla guerra;
2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l’oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell’ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra delle forme di violenza dell’uomo.
Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell’uccisione e della lesione fisica, dell’odio e della menzogna, dell’impedimento del dialogo e della libertà di informazione e di critica.
Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l’esempio, l’educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la non-collaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.


Il premier israeliano Netanyahu ha ordinato all’esercito di effettuare «raid massicci» sulla Striscia, accusando Hamas di violazione delle intese dopo che i miliziani palestinesi hanno consegnato i resti di un ostaggio il cui corpo era stato già recuperato in precedenza. Per questa “truffa di cadavere”, in un solo giorno i bombardamenti hanno causato 104 morti, di cui 46 bambini e 20 donne. Trump ha applaudito.





Il due agosto abbiamo indetto una manifestazione in Contrada Ulmo, con partenza dal presidio no muos e arrivo alla base militare della US Navy, preceduta la sera prima dalla proiezione del film “Valentina e i MUOStri” in piazza Vittorio Emanuele a Niscemi.
Ci teniamo a raccontare cosa è successo il giorno della manifestazione per rendere noto a tutti/e come in Contrada Ulmo si vive in uno stato di polizia.


La tua collaborazione è importante!
90 giorni per la pace
Aiutaci ad organizzare una Marcia imponente contro il genocidio di Gaza, la guerra in Ucraina, la più
folle corsa al riarmo della storia. Clicca qui.



La Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace invita tutte e tutti a partecipare. È promossa da centinaia di reti, organizzazioni sociali, sindacali, politiche nazionali e locali che hanno aderito all’appello europeo Stop Rearm Europe.
Clicca qui dal sito della Rete Italiana Pace e Disarmo.


Il vertice dell’aviazione militare israeliana a febbraio di quest’anno era nella base aerea di Amendola per un breefing di rilevanza strategico-operativa denominato “F-35 Air Chiefs Meeting”. Qualche mese prima era stato l’ammiraglio Cavo Dragone a incontrare i vertici militari israeliani.
Albert Bollettino pacifista settimanale La voce della ragione in tempo di guerra. https://www.peacelink.it/pace/


Ti invitiamo a partecipare alla riunione del Comitato organizzatore della prossima Marcia PerugiAssisi che si svolgerà mercoledì 28 maggio 2025 dalle 17.30 alle 19.00 via ZOOM.
Per iscriversi e partecipare



Chissà se fra le parole d’ordine della manifestazione ascolteremo: “L’Italia firmi il Trattato di non proliferazione nucleare” e “Fuori la Nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato”.

Il Parlamento europeo approva con 399 sì contro 198 no e 71 astenuti, la relazione sulla politica di sicurezza e di difesa comune dell’Unione europea. Il Pd approva (ad eccezione di Cecilia Strada e Marco Tarquini) insieme a Forza Italia mentre il principale partito di governo, Fratelli d’Italia, si astiene. Votano contro, invece, Lega, M5S e Alleanza Rossoverde. Passa anche per alzata di mano l’emendamento che accoglie il piano di riarmo proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
