Prevenzione primaria e Maccacaro.

Malgrado si fossero raccolte tante sigle sulla carta, in seno al Fronte comune ligure per la salute” si sta discutendo sul perché della chiusura, dopo tre anni, della tentata esperienza di coordinamento regionale di comitati e associazioni.
Una delle due tesi afferma che è stato “perchè i promotori non hanno aggregato i Movimenti, cioè non hanno puntato sugli obbiettivi di prevenzione primaria. Senza autocritica, l’altra tesi fa lo scaricabarile ribattendo: “perché semplicemente è accaduto che politica e sindacato non hanno colto il significato della possibile costruzione di un movimento alternativo ‘forte’ sui temi della salute e sanità pubblica e sul disastro vecchio e attuale, e ciò non è accaduto perché ognuno ha continuato a comportarsi con le proprie modalità e sostanzialmente in piena ‘autonomia’ (termine inesatto) e senza ‘provare’ a mettere in atto iniziative comuni”.
 
Senza autocritica: quale errore per il futuro! Il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, erede dello scienziato militante degli anni ‘70 (clicca qui la lezione di Giulio Alfredo Maccacaro), invano aveva invitato a saper distinguere tra “prevenzione primaria”, “prevenzione secondaria” (diagnosi precoce di una malattia già presente ma asintomatica) e “cura” (gestire le conseguenze della malattia), cioè a non ignorare che la “prevenzione primaria” mira a impedire nelle persone sane l’insorgenza delle malattie, agendo prima che si sviluppino, eliminando cause e fattori di rischio, tramite interventi sull’ambiente e sui luoghi di lavoro per eliminare (rischio zero) e ridurre l’esposizione alle sostanze nocive.
 
Dunque, avevamo indicato che, piuttosto che della politica (contingente, elettoralista del centrosinistra), era nel “Fronte” necessario il coinvolgimento dei Movimenti sul territorio: da realizzarsi sui loro obbiettivi di lotta. Che, in Liguria, significa affrontando le criticità ambientali: come l’elevato rischio idrogeologico, l’inquinamento marino da scarichi (Pfas!! soprattutto Genova e Rapallo) non depurati (specialmente foci dei fiumi), l’erosione costiera, le spiagge senza accesso al mare,  i problemi di qualità dell’aria a Genova con alti livelli di biossido di azoto e benzo(a)pirene a Cairo Montenotte, le bonifiche delle acciaierie di Cornigliano, dell’Acna di cengio, la cabinovia in Val Bisagno, la funivia al forte Begato, la Gronda autostradale, la diga foranea, l’inceneritore, il rigassificatore, la centrale termoelettrica,  il tav terzo valico… Obbiettivi, insomma, che vanno sotto il nome di prevenzione primaria! Obbiettivi di “salute” a monte della questione “sanità”.
 
E’ un errore di mobilitazione ignorare la prevenzione primaria nelle tragedie di un Servizio sanitario nazionale, dove il diritto alla salute è diventato una variabile dipendente del pareggio di bilancio, con oltre 4 milioni di persone che rinunciano alle cure per motivi economici e liste d’attesa che superano i 12 mesi per esami oncologici.

1976. Prevenzione primaria. Maccacaro costituisce Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute.

In queste ore si svolge, a ben quattro anni dal precedente, il XI congresso nazionale di Medicina democratica. Il titolo “50 anni con G. A. Maccacaro e L. Mara” ci richiama alla memoria la dolorosa scissione conclusasi nel 2018 (vedi “Ambiente Delitto Perfetto”, o più brevemente clicca qui “Luigi Mara & Medicina democratica”, sottotitolato “Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il ‘sessantotto’ alla nascita dell’Associazione di Giulio Alfredo Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione”).
Ma adesso soffermiamoci sul presente, occupiamoci del sottotitolo, clamoroso, di questo congresso: “La prevenzione primaria è diritto alla salute”. Dunque, di come il concetto cristallino di ieri è stato oggi corrotto dall’immarcescibile presidente di Medicina democratica, che di fatto ha venduto la salute (altrui) tramite il patteggiamento con Solvay. L’associazione è stata comprata con un mercimonio bollato dai Comitati di Alessandria e dal “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” come scandalo: clicca qui https://www.rete-ambientalista.it/2025/03/29/scandalosa-medicina-democratica-al-processo-solvay/. A sua volta, Marco Caldiroli ha difeso il patteggiamento come… esigenza di cassa, cioè come segue: clicca qui https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=18320. Una toppa peggio del buco.
Insomma, nel 2025 il Direttivo di Medicina democratica (“a maggioranza”: precisa Caldiroli) ha ripetuto (come a maggioranza dieci anni prima) il tradimento del pensiero e dell’opera di Maccacaro, ha rinnovato il tradimento delle Vittime del popolo inquinato alessandrino, a tacere di tutte le Vittime italiane dei PFAS. Per quaranta denari.
Ebbene, in queste ore, il congresso del 2026, immemore del sottotitolo, sta annegando in un oceanico dibattito le suddette tre turpi carrette del mare?  In quali termini ne parlano, o non ne parlano, i relatori?  Rivendicano che “La prevenzione primaria è diritto alla salute”? Francesco Pallante nella relazione “Il diritto alla salute è ancora nella Costituzione”? O Edoardo Bai nella relazione “Fabbriche di morte: inquinanti e produttrici di armi”?  O Maria Antonietta Cuomo nella relazione “Da vittima a protagonista di giustizia”? O Felice Casson nella relazione “Rafforzare i diritti delle vittime con l’art. 42 della Costituzione”? O Alessandro Rombolà nella relazione “L’omicidio lavorativo, per una nuova e idonea fattispecie penale”? O Gianni Tamino nella relazione “Il ruolo delle associazioni per una consapevolezza collettiva e di promozione di un ambiente salubre”? O Marino Ruzzenenti nella relazione “Uscire dal capitalocene, il conto della bonifiche non ancore fatte”? O Rossano Ercolini nella relazione “L’economia circolare non include l’incenerimento dei rifiuti”? O Claudia Marcolungo nella relazione “Contaminanti eterni: uscire dalla produzione dei PFAS”? O nella relazione “Crimini ambientali e procedimenti giudiziari” Edoardo Bortolotto (il quale per Miteni NON ha patteggiato come invece per Solvay)?
Insomma, per onorare davvero 50 anni di Maccacaro, nessuna di codeste relazioni, ognuna dai propri punti di esame,  può eludere il nodo nazionale “Pfas e Solvay”, come tagliarlo, come fare prevenzione primaria per tutelare il diritto alla salute: clicca qui https://www.rete-ambientalista.it/2026/04/06/il-principio-e-chi-inquina-paga/.
 
Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Assemblea Rinascimento Genova.

Assemblea Mercoledì 11 dicembre, dalle ore 17:00 alle 19:00 Circolo Lo Zenzero, via Torti 35 Genova. Prevenzione primaria del dissesto idrogeologico. Monitoraggio dei fumi portuali e prevenzione inquinamento. Genovina, la nuova strada a mare proposta. Iniziative di  promozione mobilità cittadina a basso impatto ambientale e sanitario.

Conte 2. La Sanità di svolta nel “governo di svolta”?

Chi ricorda che l’art. 32 della Costituzione sancisce che la salute sia il fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, afferma  da troppo tempo che la Sanità non  è più  pubblica. Se lo ricorderà il Ministro della salute che rappresenterebbe l’ala sinistra del governo? L’attuale sistema infatti non garantisce né la  prevenzione né le cure gratuite. Ricopre di soldi gli ospedali privati, specie cattolici, a scapito di quelli pubblici, falcidiati dai tagli di spesa, a cominciare dalla mancata sostituzione dei medici collocati in pensione. I baroni della medicina (contro cui tuonava Maccacaro) furoreggiano negli studi privati, a braccetto con le case farmaceutiche. Insomma, chi è ricco guarisce, chi è povero (o anche solo nella Regione più povera) muore.