Donne vittime di violenza escluse e discriminate dalle Case rifugio.

Da un recente rapporto dell’ISTAT risulta che ben il 94% delle Care rifugio presenti nel nostro Paese ha adottato criteri di esclusione dall’accoglienza delle ospiti. Tra i criteri di esclusione figurano, ad esempio, essere soggette ad abuso di sostanze e dipendenze, la presenza di un disagio psichiatrico, essere senza fissa dimora, tutte categorie di persone che hanno oggettivamente minori possibilità di cavarsela da sole. Si tratta di pratiche discriminatorie illegittime sotto il profilo giuridico, politico ed etico (continua…)

Donna, vita, libertà.

A sostegno della lotta nonviolenta delle donne per la vita, la dignità e i diritti , clicca qui  il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo:

“Donne contro le guerre”. Resoconto dell’iniziativa organizzata da “Erinna”.
Un appello di donne: Addio alle armi. Nel mondo con uno sguardo femminile amorevole e irriducibile.
Scriviamo all’ambasciata dell’Iran in Italia per chiedere che cessino persecuzioni ed uccisioni.
Sosteniamo il Coordinamento Italiano di Sostegno alle Donne Afghane.

Il coinvolgimento diretto delle donne con disabilità che fa la differenza.

La Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha pubblicato una Relazione sull’attuazione delle “Linee Guida sanitarie per il soccorso alle donne vittime di violenza” e questa volta l’avere coinvolto le coordinatrici del Tavolo sulle Donne con Disabilità dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e alcune esponenti dell’associazionismo di settore, ha fatto la differenza nel descrivere in modo appropriato le attuali conoscenze sul fenomeno della violenza contro le donne con disabilità, e nel proporre misure di contrasto alle discriminazioni multiple (continua…)

Sterilizzazione forzata delle persone con disabilità: nemmeno l’Italia è assolta.

La sterilizzazione forzata è una forma invasiva di violenza che distrugge la vita delle vittime, porta a traumi permanenti e mette in discussione la capacità delle persone con disabilità, in larghissima maggioranza donne, di prendersi cura di un bambino e di crearsi una famiglia. Lo afferma l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, in un recente rapporto che mira a far sì che questa specifica forma di violenza diventi reato in tutta l’Unione Europea, dove è ancora legalmente ammessa in 14 Stati Membri e non nel nostro. E tuttavia, nemmeno l’Italia è assolta. Vediamo perché (continua…)

Bruciano i veli, tagliano i capelli, si scontrano con la polizia.

Nella protesta in Iran che si sta allargando in prima fila ci sono le donne: bruciano i veli, tagliano i capelli, si scontrano con la polizia. A scatenare la sollevazione è stata l’uccisione, per mano della polizia morale, della 22enne curda Mahsa Amini, venerdì scorso. “Non è una rivolta di quelle che ormai si verificano ogni anno: stavolta ha le caratteristiche di una rivoluzione. Per quattro motivi: Clicca qui dall’intervista a Fariborz Kamkari, regista curdo-iraniano – da il manifesto

Una valle di cultura e di lotta.

Sulla newsletter (clicca qui) numerose le iniziative e le manifestazioni dalla  Valsusa su temi diversi. Il divieto di manifestazione. Giornata nazionale di protesta. Energia nucleare e gas fossile. COP26 fallimento. Sovranità alimentare. Giornata nazionale degli alberi. Difesa dell’acqua e dei beni comuni. Corteo antimilitarista. Violenze di genere. Le vittime della repressione. Radio No Tav. No green pass. Presidio San Didero. Askatasuna. Eccetera.

La voce delle donne per prendersi cura del mondo.

TUTTE LE DONNE SABATO 25 SETTEMBRE ORE 14 PIAZZA DEL POPOLO ROMA Clicca qui. Torniamo in piazza con una consapevolezza in più, perchè dalla pandemia abbiamo imparato una lezione: contro l’incuria del potere, occorre lottare per praticare la cura che metta al centro la vita degli esseri umani della natura e di tutti i viventi. Torniamo in piazza mentre si svolge il dramma dell’Afghanistan. Un altro, e altri crimini provocati dalle guerre dei potenti: in Siria, Yemen, Kurdistan, Palestina, Iraq, Libano, Libia, in tanta parte dell’Africa… La guerra, sempre scatenata da interessi economici e di potere, opera distruzione. La violenza chiama violenza. Mai crea democrazia, libertà, diritti. Per questo le nostre prime parole sono contro la guerra. Contro la guerra patriarcale in nome della libertà delle donne. Contro la guerra distruttiva in nome della “esportazione” di democrazia. Contro la guerra che arricchisce l’industria delle armi e i poteri militari, che porta occupazioni e guerre civili. Contro la guerra, che esprime con la massima violenza l’incuria, dell’umanità e della natura. Torniamo in piazza per svelare l’ipocrisia di una politica che oggi si strappa i capelli per “le donne e i bambini afghani” dopo aver occupato per 20 anni il paese e sostenuto i signori della guerra ed il oro governi corrotti legati all’economia della droga e autori, essi stessi, di crimini Il nostro paese non è innocente. Basta con la retorica mediatica, basta con l’esaltazione del “ventennio di libertà”. Torniamo in piazza per altri tre buoni motivi (continua)

La Rete italiana delle Donne in Nero in strada per l’Afghanistan.

20° settimana di  MOBILITAZIONE CONTRO L’OCCUPAZIONE DELLE TERRE DEL PRESIDIO EX-AUTOPORTO A SAN DIDERO, al fine di  contrastare la preparazione del cantiere per costruire UN NUOVO AUTOPORTO e spostare quello attuale a Susa lasciando il posto a opere per la Nuova Linea TAV Torino Lione. Conferenze a Bussoleno su “Ecologia è politica”. La Rete italiana delle Donne in Nero in strada per l’Afghanistan. Campeggio giovanile dall’8 all’12 settembre nei territori liberati di Venaus. Preparazione dello sciopero globale per clima del 24 settembre.  EXTINCTION REBELLION dal G20 alla COP26. Queste e le altre iniziative No Tav Valsusa nella newslettera di Doriella&Renato: clicca qui.

Donne con disabilità: il covid aumenta invisibilità e discriminazioni.

L’invisibilità delle donne con disabilità è la costante negativa che le caratterizza. Un’invisibilità che impedisce loro di essere riconosciute come cittadine e titolari di diritti; e dall’inizio dell’emergenza Covid, la loro situazione di esclusione e abbandono si è ulteriormente aggravata, mostrando tutta la sua crudezza e tragicità. (continua…)

Nato nel 1993 per rispondere “eccoci!” alle sollecitazioni del femminismo.

Noi del gruppo uomini di Pinerolo (vedi la storia del gruppo) abbiamo pensato a questo sito web come ad una ulteriore possibilità di comunicare e condividere percorsi di ricerca, di autocoscienza e di approfondimento da parte di uomini su temi quali il patriarcato dominante, l’identità maschile, il rapporto uomo-donna in tutte le sfere della vita quotidiana (famiglia, lavoro, politica, scienza, economia,…).
Questo sito vuole essere un contenitore dove mettere il nostro cammino di gruppo e il cammino che altri gruppi e singoli uomini stanno facendo sulle tematiche prima citate. Da qualche anno stiamo venendo in contatto con tante persone che si muovono nella nostra direzione e vogliamo condividere questo spazio di comunicazione con loro e con chiunque voglia contribuirvi. Mail carlobeppe@libero.it.

Sentenza di Barcellona: stuprata dal branco, violentata dallo stato.

14enne violentata a turno da cinque uomini: il giudice riduce la pena perché la ragazza era “incosciente” “La vittima non sapeva cosa stesse e cosa non stesse facendo, di conseguenza non aveva la capacità di accettare od opporsi ai rapporti sessuali che la maggior parte degli imputati ha avuto con lei”. Lo stato di incoscienza della ragazza, così come la sua età,  invece di essere un’ aggravante agli stupratori, per il giudice  non ci sarebbe stato stupro di gruppo ma solo “abuso“! Perchè la ragazza non si è opposta con la forza (se non fosse tragica la cosa sarebbe ridicola: ma se era incosciente…?!).

Questa sentenza vergognosa grida complicità, doppia violenza; è un messaggio di incentivo ai maschi a stuprare rischiando solo una lieve condanna, e crea un pericolosissimo precedente. Essa dimostra che anche il giudice è parte degli “uomini che odiano le donne”, che le donne sono violentate non solo dagli uomini, ma dopo dallo Stato, dai governi

Ritorna “Uomini in Cammino”

Dopo tanti mesi di silenzio esce un nuovo numero di “Uomini in Cammino” che ha ripreso forma all’indomani della giornata mondiale per l’eliminazione della violenza maschile sulle donne, grazie a due “temi” che si sono imposti con forza e dolcezza alla riflessione: la bambina e la lingua materna. Continua

Non una di meno.

A Roma sarà nuovamente marea femminista senza bandiere e simboli identitari e di partito, Privilegiamo i contenuti, la costruzione di rete e relazioni. Abbiamo un Piano femminista contro la violenza maschile e di genere con cui vogliamo trasformare la società, il mondo intero.

Accendi anche tu una luce per i diritti umani!

Interi popoli prigionieri della guerra, atti barbarici compiuti su persone indifese, mucchi di cadaveri ripescati dal mediterraneo, bambini con il volto sfigurato dalla fame e dalle sofferenze, persone uccise, torturate, vendute come schiavi, stupri, anziani abbandonati alla peggior solitudine, donne e uomini che perdono il lavoro, giovani che non lo trovano, donne violentate e uccise in famiglia, famiglie che non trovano casa, persone che non riescono a curarsi, giornalisti ammazzati e perseguitati dalle mafie e dalla criminalità, beni comuni privatizzati, terra, aria, acqua e cibo devastati. Clicca qui: Giornata mondiale d’azione per i Diritti Umani