Il modello di transizione ecologica di Cingolani – Draghi (e Grillo?).

Il problema, per il ministro (grillino?), è che “il mondo è pieno di ambientalisti radical chic e di ambientalisti oltranzisti, ideologici: sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati”. Altrimenti il suo modello è il Piano di ripresa scritto dal suo Ministero al quale spetta circa il 40% dei fondi del Recovery Fund. Tale piano, commenta Marco Palombi, non è altro che un copia-incolla, una non libera rielaborazione di progetti già presentati da grandi imprese a cui  viene assegnata una corsia velocissima per le autorizzazioni: la riconversione delle raffinerie per produrre carburanti (waste to fuel dell’Eni); lo stoccaggio di CO2 (sempre Eni a Ravenna); mega-impianti per rinnovabili in aree industriali (Enel); gasdotti ovunque  compresi i due per la Sardegna bocciati dall’Autorità per l’energia; i poteri sull’end of waste, cioè quali rifiuti smaltire e come, attribuiti alle Regioni (Confindustria Ambiente).

Cingolani e Draghi (e Grillo?) ritengono che la transizione energetica consista nel far pagare allo Stato gli investimenti in gas – che resta un fossile, anche travestito da idrogeno – di grandi aziende e affidarsi al laissez-faire paesaggistico e industriale, altrettanto sussidiato, quanto alle rinnovabili. Dunque gli inceneritori di rifiuti diventano opere strategiche per la transizione, si possono autorizzare un po’ di trivellazioni in mare o buttare lì che sul nucleare bisogna essere pragmatici, guardare ai numeri e alle tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante (mature fra 40 anni).

Scatenata la repressione contro i Movimenti dal nord al sud dell’Italia.

La repressione del dissenso è il comune filo rosso che si snoda tra lotte e territori, travolgendo specificità e motivi del conflitto, non appena si supera la soglia minima di allarme del consenso popolare; non appena si accendono i riflettori mediatici su aspetti e vicende pubbliche da custodire gelosamente come affari privati. Gli esempi sono tanti, come tanti sono i modi con cui si articola il ricatto sui territori per ridurre al silenzio e tutto ricomporre alla logica unitaria del dogma degli affari privati e del profitto. E’ il caso delle lotte No Tav e No Tap, dei No Muos a Niscemi, dei 45 ragazzi antimilitaristi No basi Nato del processo “Lince” in Sardegna, dei No Grandi Navi a Venezia, dei No Pfas di Alessandria e Vicenza, dei No Carbone a Brindisi, Civitavecchia, Imperia, di chi da decenni si oppone No Ilva a Taranto, della Rete campana No Rifiuti contro le discariche della morte, di chi lotta No nucleare contro il traffico di rifiuti, di chi, infine, No espulsioni, per aver compiuto il solo gesto di lavare i piedi dei migranti che giungono in Italia dalla rotta balcanica, si ritrova imputato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Clicca qui l’Appello per sostenere le spese legali dopo la recente sentenza di primo grado emessa dal GUP di Lecce, che condanna oltre un terzo dei 92 imputati per reati connessi alle proteste messe in campo dal 2017 al 2018 contro l’approdo a Melendugno (Lecce) del megagasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline), proveniente dall’Azerbaigian, ed in prosecuzione lungo la dorsale adriatica per congiungersi con quelli del nord Italia.

Profonde critiche su metodo e contenuti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le scelte obsolete del governo nel PNRR  vanno nel verso contrario alla declamata “transizione ecologica” che di fatto è una “spinta autoritaria” a grandi opere e progetti fonti di grande inquinamento e fermi da tempo (puntare sul metano ed estendere gli impianti di biogas e biometano, proseguire la rete di alta velocità, costruire la rete 5G wifi, recuperare il fallimento del superbonus 110% per l’edilizia ecc ….). Clicca qui  il comunicato del Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare.

Nucleare e idrocarburi: due attività non compatibili.

Tra i 67 luoghi inseriti da Sogin nella Cnapi, la Carta nazionale aree potenzialmente idonee per la realizzazione del deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi , c’è anche la più grande riserva d’Italia di idrocarburi, dove si concentra l’80% della produzione nazionale e dove già esiste un centro nucleare, quello di Rotondella (Matera). Clicca qui.

L’attività lobbystica di Legambiente a favore del Recovery fund?

Draghi peggiora Conte nel Recovery Fund, secondo (clicca qui): Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare, ISDE Italia medici per l’ambiente, Centro Europeo Terza Rivoluzione Industriale – CETRI-TIRES,Gruppo Unitario per le Foreste Italiane – G.U.F.I. Gruppo di Intervento Giuridico – GrIG Associazione Consumatori Utenti – Movimento Sostenibilità Equità Solidarietà – SequS. “Viene chiamato ‘transizione ecologica’ un vecchio sistema di ‘economia lineare’ in cui ancora si premiano grandi infrastrutture, 5Gm alta velocità ecc. Questo a scapito della falsità con cui viene speso il termine di ‘economia circolare’ dato che molti di questi investimenti non produrranno alcun effetto nella diminuzione delle emissioni in atmosfera. Anzi”. Inoltre, secondo le sette associazioni nazionali, le dieci “opere faro” proposte da Legambiente per il Recovery fund non sono che “attività lobbystica“ a favore del governo.

“Rifiuti radioattivi ieri, oggi e domani: un problema collettivo”.

Il Rapporto di Legambiente clicca qui denuncia che “i rifiuti radioattivi in Italia sono in depositi insicuri, pericolosi e spesso a rischio idrogeologico e che vengono anche trafficati e smaltiti illegalmente da mafia e ‘ndrangheta per decine di migliaia di tonnellate: clicca qui

L’eredità lasciata dalla centrali nucleari e la pericolosità dei depositi attualmente in uso nel nostro Paese corrisponde ai rifiuti radioattivi collocati in 24 impianti, distribuiti in 8 regioni,  e ammonta a 31mila metri cubi. All’appello mancano quelli ad alta attività, che rientreranno in Italia dopo il ritrattamento all’estero del combustibile esausto proveniente dagli ex impianti nucleari italiani e quelli che si genereranno quando gli impianti dismessi verranno smantellati. Per la designazione a deposito unico nazionale sono individuati  67 siti in  7 regioni (Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Lazio, Toscana e Piemonte). Resa praticamente impossibile la consultazione pubblica sui territori. 

La mega-discarica dei veleni tossici di Bussi sul Tirino continua ad inquinare.

E’ la conferma, come a Spinetta Marengo, che non sono bonifica gli interventi di copertura e impermeabilizzazione dei terreni, ed il sistema di emungimento delle acque sotterranee, vale a dire il procedimento che permette di prelevare l’acqua di falda, depurarla e rimetterla in circolo pulita. Clicca qui.

Per il deposito nucleare non è prevista una reale partecipazione democratica.

La consultazione pubblica per l’avvio della procedura per la localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico, è partita con anni di incredibile ritardo ed ora il governo pretenderebbe che si concludesse in appena 60 giorni: è impossibile – per la mole impressionante di documentazione- la completezza e la facilità di comprensione anche a chi non possiede le competenze tecniche, tanto meno è possibile l’informazione e la consultazione delle popolazioni. Dunque, ci appare compromessa ogni possibilità di reale partecipazione a questa consultazione in assenza dei seguenti  presupposti: 1) introdurre preliminarmente alla fase di consultazione pubblica una campagna informativa dedicata alla scelta del sito e alle tematiche dello smaltimento/immagazzinamento dei rifiuti, da svolgersi in ognuno dei 67 comuni indicati nella CNAPI (Carta nazionale aree potenzialmente idonee); 2) sostituire Sogin con una figura terza, di natura istituzionale finalmente tale da garantire alla pubblica opinione che tutte le scelte tecnico-gestionali ubbidiscano ad una logica di interesse generale. Con queste argomentazioni le associazioni si esprimono al Governo con una lettera proposta da Giorgio Ferrari (clicca qui) alla quale aderisce il Movimento di lotta per la salute Maccacaro.  

A Rosignano, chi vive a fianco di Solvay non si fa mancare nulla.

Il percolato della discarica Scapigliato finiva nei tombini: 5600 tonnellate, con un risparmio illecito criminale di 340.000 euro. I video delle intercettazioni: i rifiuti liquidi degli scarichi civili contenuti in autobotti, invece di essere conferiti negli impianti di smaltimento o recupero, venivano riversati in un tombino collegato alla rete fognaria nel piazzale. Clicca qui

Nucleare: storia di connivenze complicità corruzioni ignavie, sulla pelle delle generazioni presenti e future.

In 101 pagine la Storia del nucleare in Alessandria. Ovvero da Bosco Marengo al Forum nazionale dei Movimenti Antinucleari e al Referendum 2011, dal dopo Referendum ai governi verde-giallo-rossi (tutti colori inappropriati). Ovvero storia della mobilitazione popolare che  contrastò il nucleare e che perseguì la fuoriuscita definitiva anche tramite una sentenza pilota valida per tutti i  siti nucleari italiani. Ovvero storia dello strapotere politico-giudiziario che la impedì sulla pelle delle generazioni presenti e future. Storia -documentata- anche di connivenze complicità corruzioni ignavie, tratta in breve da stralci dei libri “Ambiente Delitto Perfetto” (Barbara Tartaglione – Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) e “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”, nonché (350 articoli) del Sito “Rete Ambientalista Movimenti di lotta per la salute, l’ambiente, la pace e la nonviolenza” gestito dal “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”.

Il libretto, che (temporaneamente) si conclude con il convegno del 6 novembre scorso, è a disposizione di chi ne fa richiesta.

Piombino ridotto a discarica.

Di attivo in città resta ben poco: solo cumuli di rifiuti che si prova a tombare, senza bonificare, per aggiungerne altri. Il Comune cerca di fare squadra con altre realtà, però al momento la battaglia si gioca sul territorio e con armi spuntate. Intanto aumenta l’incidenza delle malattie nella popolazione. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio.

Abbiamo vinto contro lo Sblocca Italia.

Il Tar Lazio accoglie il nostro ricorso: la qualificazione degli inceneritori come “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale” deve comunque “garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana e senza recare pregiudizio all’ambiente, in particolare senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora e la fauna”.  Clicca qui il Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia Circolare.

Livorno tra morti e bonifiche mai fatte.

L’affare per la Darsena da oltre 700 milioni non ha previsto il risanamento ambientale. Ora Eni ha annunciato di voler realizzare all’interno dell’area un impianto di gassificazione, utilizzando rifiuti, da cui verrà prodotto metanolo. I cittadini sono spaventati. Nelle zone interessate 174 mila cittadini sono finiti nello studio sugli eccessi di mortalità. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio “Livorno attende dal 2001 le bonifiche: tra morti, rimpalli e soldi non stanziati”

Memoria ligure in vista delle elezioni.

E’ prevista la costruzione di un biodigestore a Saliceti in provincia di La Spezia. La Regione ha favorito non il governo della materia “rifiuti come risorsa “ ma piuttosto la privatizzazione del settore lasciando da parte ogni tentativo di programmazione. Sostanzialmente la Liguria è rimasta ancorata alla visione del combustibile secondario da bruciare fuori regione  senza mai affrontare il nodo di riduzione degli imballaggi e dei rifiuti in genere, di riuso, di riciclo, differenziata porta a porta , di rifiuti zero, di prevenzione e di educazione ambientale. Questa situazione può portare alla nascita d impianti come quello a Saliceti con tecnologia discutibile e assolutamente sovradimensionato: pronto ad ospitare l’umido genovese e non solo che viaggerebbe in tutta la Liguria, piuttosto che  realizzare impianti di trattamento dell’umido nell’ambito della vera Raccolta differenziata.

Da “Foresta Incantata” a “discarica di paese”.

Questa può essere la fine  di un monumento della natura, nella “civilissima” Italia, ed è la fine che sta facendo il Bosco di Policoro, o meglio quello che ne resta. Era un grandissimo Bosco, plurisecolare, intramezzato da aree palustri ricchissime di fauna, uno degli ultimi boschi planiziari, a carattere mezzo idrofilo sulle coste mediterranee. Chi vide questa meraviglia, nel 1956, ancora quasi intatta, parla di un bosco esteso sulla riva sinistra della Valle del Sinni, dalla foce a santa Maria d’Anglona, per ben 13 km, ma… (continua Gianni Gobbi, naturalista entomologo).

Una novità importante nel panorama dei Movimenti Liguri.

E’ nato il Forum Civico Ligure per i Diritti Fondamentali, costituito da esponenti delle 4 province liguri attivi finora soprattutto nel movimento per l’acqua, nella sanità, nella gestione dei rifiuti, nella partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Il Forum si sta ora concentrando  sulla sanità, che merita una particolare attenzione anche a prescindere dall’attuale pandemia. La “Rete Ambientalista dei Movimenti di lotta per la salute, l’ambienta, la pace e la nonviolenza” mette a disposizione del Forum i proprio strumenti: Sito e Lista.

Termovalorizzatore a Rende? Una scelta criminale.

Clicca qui CAT CALABRIA (Coordinamento delle Assemblee Territoriali): Non siamo contro il termovalorizzatore qui a Rende. Siamo contro il termovalorizzatore ovunque: una scelta vetusta ed irrazionale che pensa di risolvere il problema rifiuti nascondendoli sotto terra oppure bruciandoli. Da vent’anni come movimenti ambientalisti, coordinamenti territoriali, comitati civici, lottiamo per imporre la strategia Rifiuti Zero: raccolta differenziata spinta, tariffa puntuale, gestione pubblica, trasparente e condivisa con i cittadini.

Le scorie di armi chimiche non considerate nella bonifica dell’Acna.

Alla luce dei documenti dei Servizi Segreti inglesi, contenuti nei National Archives, desecretati dopo la fine della guerra fredda, e da un esame del materiale contenuto nel Centro di Documentazione “Patrizio Fadda” di Monesiglio,  appare  indispensabile rivedere tutto il progetto di bonifica (conformità del sito? spostamento dei rifiuti?) compresi i 250 milioni di euro quantificati per il risarcimento del danno ambientale. Clicca qui Ilvo Barbiero.

Rifiuti Zero: i dieci passi per la rivoluzione ecologica.

Domenica 22 dicembre all’interno del villaggio di Natale allestito negli spazi di Music for Peace (Via Balleydier, zona elicoidale di Sampierdarena) si svolgerà un incontro con Rossano Ercolini, coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, il Nobel alternativo per l’ambiente, che presenterà il suo libro “Rifiuti Zero: i dieci passi per la rivoluzione ecologica”.

La raccolta differenziata di plastica va all’inceneritore.

Il caso Parma-Pizzarotti  riaccende i riflettori su limiti e inganni dell’industria del riciclo che si presenta come “green“. In Italia viene avviato al riciclo il 51% della plastica che i cittadini raccolgono. La raccolta dei Comuni è scorretta. Non tutte le plastiche sono riciclabili.  Obbiettivi:  aumentare l’efficienza della filiera del riciclo e soprattutto ridurre il consumo di plastica. Clicca qui Luisiana Gaita.

Parte il processo PFAS contro Miteni e rimbomba per Solvay in Alessandria, tra mancate bonifiche, possibili inceneritori, allarmi per alimenti e contenitori, licenziamenti e omertà sindacali. Allarme nazionale.

Alla vigilia del processo PFOA contro la Miteni di Trissino (11 novembre),

dopo le critiche del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” nella costituzione delle Vittime parti civili nel procedimento penale e il sopraggiungere di nuove testimonianze: clicca qui,

si infittisce la polemica in merito alla bonifica, questione che sarà centrale nel corso del processo: clicca qui.

All’orizzonte della bonifica compare addirittura un inceneritore  che la società Ecoprogetto Venezia  intende realizzare anche a quello scopo nel sito di Fusina-Venezia: clicca qui.

D’altronde, quando si parla di Pfas si intende anche il C6O4 (Pfas a catena più corta) anche esso  trovato nel sangue. A sua volta, l’Istituto superiore di sanità ISS ha divulgato i dati che dentro il corpo dei bambini stanno arrivando  “dosi settimanali” di Pfoa, segno  che il veleno bioaccumulabile viene assunto tanto negli alimenti che dalle confezioni degli alimenti. L’allarme dunque è nazionale: clicca qui.

L’attenzione dunque si sposta di nuovo sulla Solvay di Spinetta Marengo dove il C6O4 ha sostituito il Pfoa, per anni scaricato in Bormida/Tanaro/Po.

Ebbene, ad Alessandria Solvay ha contemporaneamente inaugurato un nuovo impianto e annunciato che intende aumentare del 30% la capacità produttiva di fluoroelastomeri, cioè il Tecnoflon, perciò estendere la produzione e l’uso di C6O4: clicca qui l’autorizzazione AIA Autorizzazione Integrata Ambientale  chiesta alla Provincia,

e contemporaneamente ha annunciato la procedura di licenziamento per 28 persone.

Insomma si offre ai sindacati di convertire i licenziamenti in prepensionamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo del C6O4: emissioni in atmosfera, emissione di liquidi e reflui, e relativi effetti sulla salute di lavoratori e cittadini.

Per quanto riguarda liquidi e reflui, altra coincidenza, la notizia di un inceneritore (tra Alessandria e Asti)  grazie ad un colossale finanziamento regionale ad una società mista pubblico-privata. Coincidenza, solo temporale? con l’inceneritore veneto?

Il tutto sta avvenendo coperto dal massimo silenzio delle Istituzioni e dei Sindacati. Silenzio che rompiamo.

DOCUMENTO TRASMESSO A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE DAL “MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE MACCACARO”

Risorgimento Valbormida. Acna fabbrica di armi chimiche.

“Occorre rivedere la bonifica e il danno ambientale” commenta Ilvo Barbiero nella recensione al il libro “Veleni di stato” di Gianluca de Feo, che ha esaminato documenti dei Servizi Segreti inglesi, contenuti nei National Archives, desecretati dopo la fine della guerra fredda, che si riferiscono al periodo che va dagli anni ’20 alla fine della seconda guerra mondiale. Clicca qui.

Cambiare sistema e non il clima: non è per Fridays For Future uno slogan.

L’assemblea nazionale, rappresentata  a Napoli da oltre 80 assemblee locali, ha condiviso le posizioni per rilanciare le lotte per la giustizia climatica. Tra queste: TAV  Val di Susa, No-Grandi navi  Venezia, no Muos  Catania e Siracusa, no TAP  Lecce,  terra dei fuochi Napoli, Bagnoli, Enel Civitavecchia, Snam Abruzzo, Terzo Valico Alessandria, metanodotto sardo, ecc. Clicca qui. L’assemblea, mentre chiede al governo di dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica nazionale, lancia il quarto sciopero globale per il 29 novembre, proponendolo a livello internazionale sotto lo slogan “block the planet”.

Risorgimento Valbormida. Presidio in Provincia contro la discarica Riccoboni di Sezzadio.

Una lotta iniziata più di 7 anni fa è che è ben lontana dalla scrittura della parola fine, nonostante le manovre del ministro Raffaele Costa (a destra nella foto) e del presidente provincia  Gianfranco Baldi (a sinistra). Clicca qui il Comitato Sezzadio per l’Ambiente.

Risorgimento Vallebormida. La Liguria insegna l’economia circolare al Piemonte.

Lo stop a “l’attentato alla salute” della valle Bormida Piemontese, a mezzo  della discarica Filippa  a Cascina Pitocca, tra Frugarolo e Casalcermelli, era stato imposto da:  Comitato torrente OrbaMovimento di lotta per la salute Maccacaro, Italia Nostra, Legambiente, Comitati di Carentino, Casalcermelli Predosa e Sezzadio. Sarebbe la copia della discarica di Cairo Montenotte che il proprietario, Massimo Vaccari,  pubblicizza come simbolo dell’economia circolare, e una specie di parco giochi per bambini, insomma un gioiello donato al Comune della valle Bormida Ligure. Dopo lo stop, il Vaccari è ritornato alla carica approdando alla nomina della commissione esaminatrice richiesta da Legambiente: clicca qui.

Neoplasie e termocombustore di Acea a San Vittore di Frosinone, gemellino di Acerra.

Secondo la denuncia alla Procura dell’associazione  “Fare Verde”, la consistente diffusione di neoplasie nella zona, potrebbe essere ricondotta alle emissioni nocive in acqua, aria e suolo. Dallo studio  dei medici dell’ospedale Regina Elena di Roma, risulterebbe, tra la popolazione che vive nell’area, un alto indice di incidenza tumorale alle vie respiratorie e al sistema digerente. Una relazione dell’Ispra (l’Istituto superiore per la ricerca ambientale) sul biennio 2014/2015 anni in cui tale inceneritore, non ha bruciato soltanto rifiuti solidi urbani, ma anche materiali “altri”, che hanno prodotto ceneri pericolose finite anche su Ferentino e Patrica, a oltre 70 km di distanza. Il tutto si accompagnerebbe a numerose e gravi irregolarità inerenti l’ iter autorizzativo.

Vallebormidapulita. Un bel carcere sul sito dell’Acna.

Il sindaco di Cengio è entusiasta: un ‘residence’ con centinaia di ospiti (detenuti, guardie carcerarie, addetti alle cucine e alle pulizie, impiegati amministrativi…) – molti ovviamente incapacitati a fuggire – a 50 metri da una discarica di rifiuti pericolosissimi di milioni di metri cubi e a un depuratore di reflui urbani e industriali (i percolati emunti tutt’intorno), il tutto periodicamente olezzante.

Clicca qui dalla lettera aperta di Roberto Meneghini al sindaco.

Clicca qui il comunicato stampa  dell’Associazione per la Rinascita della Valle Bormida.

Gli inquinanti stanno oltrepassando la (presunta) barriera Acna e vanno verso Bormida.

Esposto a Procure piemontesi e liguri, Province e Regioni piemontesi e liguri, Ministeri ambiente e salute, Unione Europea. Oltre a documentare l’inquinamento, la denuncia ricorda che in Valle  Bormida ogni famiglia sconta ancora  i gravi danni alla salute provocati dalle lavorazioni di Cengio, sia per gli addetti  sia tra i residenti loro famigliari e concittadini. I medici locali sono testimoni dell’alta incidenza di specifiche neoformazioni correlate ai prodotti aromatici lavorati e depositati nelle discariche.  Dei residui di tali sostanze, nel sito ubicato tra Cengio (SV) e Saliceto (CN), com’è noto, ve n’è una ben visibile ed inquietante collina di milioni di metri cubi. Clicca qui l’esposto.

L’intera valle si solleverà contro l’impianto Syndial.

A Cengio, in una sala comunale folta di amministratori locali e di cittadini sia Liguri che Piemontesi, il sindaco Dotta e Syndial (l’erede di ACNA) hanno provato a presentare un progetto di riutilizzo di parte delle aree del Sito di Interesse Nazionale (SIC) dove si è svolta per più di cento anni una delle tragedie ambientali e umane più gravi d’Europa in tempo di pace. L’immensa discarica era lì, a due passi, (continua)

Fare campagna elettorale: votare contro questi partiti.

Per il Movimento di lotta per la salute Maccacaro, intervento di Lino Balza all’assemblea organizzata il 10 maggio 2019 ad Alessandria dal Comitato Torrente Orba. Altri interventi di:  Legambiente, Pro Natura, Comitato Vivere a Predosa, Comitati della Valle Bormida, Comitati di Carentino, Casalcermelli, No Tav, Comitato Terrasana, medici, sindaci e cittadini.

Clicca qui il video.

Clicca qui la trascrizione dell’intervento.

Difesa dell’Acqua pubblica e della Salute ad Alessandria.

IL COMITATO “TORRENTE ORBA”,  con l’adesione di Italia Nostra, Legambiente Piemonte, Legambiente Ovadese, Movimento di lotta per la salute Maccacaro, Pro Natura Piemonte, Comitati di Carentino, Casalcermelli Predosa e Sezzadio, organizza un dibattito pubblico su Difesa dell’Acqua pubblica e della Salute. Venerdì 10 maggio 2019 alle ore 21,00 in Alessandria, Ex Taglieria del Pelo Via Wagner n. 38/d.

Le popolazioni alessandrine vivono sulla propria pelle gravi ed irrimediati inquinamenti: dalla Solvay a Spinetta Marengo al disastro ambientale della Valle Bormida prima con l’Acna di Cengio e ora con la discarica di Sezzadio, all’area non bonificata della Pedaggera, al Tav Terzo Valico ecc. Infine la mega discarica sull’Orba a Frugarolo/Casalcermelli: clicca qui sul Sito della Rete Ambientalista.