
Più inquinamento da qui al 2031 con l’Accordo di Programma per l’ILVA.

Movimenti di Lotta per la Salute, l"Ambiente, la Pace e la Nonviolenza



Tre anni e mezzo di reclusione per 25 dirigenti ed ex dirigenti di Tirreno Power, imputati per disastro ambientale e sanitario colposo causato – secondo l’accusa – dai fumi dell’ex centrale a carbone di Vado Ligure. Sono le miti richieste formulate dalla pm savonese Elisa Milocco al termine del dibattimento iniziato il 31 gennaio 2019, a cinque anni dal sequestro – avvenuto nel 2014 – dei gruppi a carbone VL3 e VL4, smantellati nel 2016.
La pm, ha parlato di eccesso di mortalità elencando numeri: 298 ricoveri di bambini per patologie respiratorie tra gennaio 2005 e dicembre 2010, 2.161 ricoveri di adulti per malattie cardiovascolari e respiratorie tra gennaio 2005 e dicembre 2010, 657 morti per malattie cardiovascolari e respiratorie da gennaio 2000 a dicembre 2007.
Kyoto Club e Legambiente, dal 2020 sono impegnate in una campagna di sensibilizzazione che ha l’obiettivo principale di informare cittadini e decisori politici, sottolineando la necessità di fermare la diffusione di impianti di riscaldamento da fonti fossili in Italia. Leggi l’articolo

Clicca qui l’organizzazione e il programma dal 30/7 al 8/8 del Camp di Ostuni. E’ organizzato dalla Campagna Nazionale Per il Clima Fuori dal Fossile, dalla Confederazione COBAS, dal Movimento No TAP/SNAM di Brindisi e dagli studenti di EmergenzaClimatica.it. E’ una chiamata per tutte le associazioni e movimenti italiani ed europei sull’Emergenza Climatica, contro l’estrattivismo e l’”economia di guerra”. Sappiamo bene in che direzione ci stanno portando i Governi col loro capitalismo verde, megaprogetti, transizione col gas fossile, guerre e promesse non mantenute. Vogliamo organizzare la lotta per la prossima Cop27 di Sharm el Sheik: la 27a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2022.
Dopo il Climate Camp Ostuni 2021 e la Cop26 di Glasgow molte cose sono cambiate: la speculazione post covid sui prezzi del gas, la guerra in Ucraina, l’indipendenza dal gas russo e le nuove politiche energetiche dei governi europei e della UE. Le solite compagnie Oil&Gas hanno fatto extraprofitti enormi (ENI ultimo quadrimestre + 4700%) e tutti i Governi hanno peggiorato la loro politica climatica promessa per il 2030: ritorno al carbone, potenziamento dei gasdotti esistenti (TAP, Algeria, Libia) e nuovi gasdotti (Poseidon); nuovi rigassificatori (Brindisi e Taranto) e tanto GNL, carissimo, da paesi democratici “amici”: USA, Quatar, EAU, Mozambico, Congo, poi nuovi inceneritori, impianti a biomasse e nuove trivelle del Pniec. Paghiamo tutto noi con le bollette dal benzinaio. Un passo indietro di 10 anni. E intanto le emissioni di gas climalteranti come il metano sono stati ai massimi storici nel 2021.

A carico della Tirreno Power di Vado Ligure il procedimento penale, pur derubricato da disastro ambientale doloso e omicidio colposo plurimo a disastro ambientale e sanitario colposo, è pur sempre un processo chiave per stabilire nella giurisprudenza italiana la correlazione tra le emissioni killer della combustione del carbone e l’eccesso di morti per malattie respiratorie e circolatorie. Secondo l’epidemiologo, per gli uomini la mortalità per tumori cresce del 50 per cento, più del 39 per cento per malattie cardiovascolari e addirittura più 90 per cento per quelle respiratorie. Clicca qui.
Con i suoi programmi, il governo ignora il Global Methane Assessment (clicca qui) , il rapporto dell’Onu pubblicato da UNEP e Climate and Clean Air Coalition, che sottolinea che tagliare le emissioni di gas metano è urgente per limitare il riscaldamento globale e le crisi sanitarie che l’accompagnano. Dunque bisogna eliminare i contributi ai combustibili fossili, fermare gli investimenti in ulteriori infrastrutture di gas fossile.

La repressione del dissenso è il comune filo rosso che si snoda tra lotte e territori, travolgendo specificità e motivi del conflitto, non appena si supera la soglia minima di allarme del consenso popolare; non appena si accendono i riflettori mediatici su aspetti e vicende pubbliche da custodire gelosamente come affari privati. Gli esempi sono tanti, come tanti sono i modi con cui si articola il ricatto sui territori per ridurre al silenzio e tutto ricomporre alla logica unitaria del dogma degli affari privati e del profitto. E’ il caso delle lotte No Tav e No Tap, dei No Muos a Niscemi, dei 45 ragazzi antimilitaristi No basi Nato del processo “Lince” in Sardegna, dei No Grandi Navi a Venezia, dei No Pfas di Alessandria e Vicenza, dei No Carbone a Brindisi, Civitavecchia, Imperia, di chi da decenni si oppone No Ilva a Taranto, della Rete campana No Rifiuti contro le discariche della morte, di chi lotta No nucleare contro il traffico di rifiuti, di chi, infine, No espulsioni, per aver compiuto il solo gesto di lavare i piedi dei migranti che giungono in Italia dalla rotta balcanica, si ritrova imputato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Clicca qui l’Appello per sostenere le spese legali dopo la recente sentenza di primo grado emessa dal GUP di Lecce, che condanna oltre un terzo dei 92 imputati per reati connessi alle proteste messe in campo dal 2017 al 2018 contro l’approdo a Melendugno (Lecce) del megagasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline), proveniente dall’Azerbaigian, ed in prosecuzione lungo la dorsale adriatica per congiungersi con quelli del nord Italia.
Tra cui quella di Brindisi il più grande impianto termoelettrico oggi operativo. La proposta di riconversione avanzata dall’Enel ha suscitato molte perplessità: un nuovo mostro a gas? Nella sua consultazione il WWF ha invece tracciato cinque ipotesi , non necessariamente alternative tra loro: Industria, energie rinnovabili, agricoltura, turismo, trasporti. Clicca qui Marina Forti.
Il Comitato presenta un progetto per una riconversione ecologica che riguarda la centrale e l’area delle attività portuali. Clicca qui Mario Agostinelli.
La ricerca del CNR nelle zone vicine alla centrale a carbone calcola 4mila decessi dal 2001 al 2013. L’azienda smentisce: nessun collegamento tra le emissioni e la salute degli abitanti.
Disastro ambientale e sanitario per l’ex centrale a carbone di Vado Ligure: 427 morti “anomale, oltre 2mila ricoveri “sospetti”.
I dati del CNR tenuti nascosti dalla Regione per mesi. Prossima l’udienza decisiva. Dal 30% al 60% di mortalità in eccesso, con punte del 100% di decessi per malattie respiratorie per le donne, e del 200% per i linfomi negli uomini. Confermati (e ulteriormente aggravati) i dati sanitari emersi anni fa dalla maxiconsulenza della Procura. Viene inoltre confermato il grande lavoro dei Comitati savonesi aderenti alla Rete fermiamo il carbone, con diffide, denunce, ricorsi e analisi sul territorio (con un costo di 120.000 euro frutto delle donazioni di singoli cittadini e associazioni)
Clicca qui Ferruccio Sansa “Il CNR: fino a 60% di morti in più vicino alla centrale”.
Per l’inquinamento di mercurio arsenico cadmio cromo i licheni non crescevano ma le autorità facevano finta di niente e rifiutavano le indagini epidemiologiche: già 440 morti invece secondo le perizie della Procura al processo, ma altri decessi sopravvengono.
Dopo 440 morti accertati dalla Procura, dopo anni di lotte dei savonesi. Dalle due ciminiere, in mezzo alle case e alle scuole, uscivano i veleni di cinquemila tonnellate di carbone bruciate al giorno.
Bebo Storti nel suo spettacolo “Sotto questo sole” racconta la storia.
Ennesima sentenza contro l’ambiente. Questa volta nel Polesine, nell’area protetta del Parco regionale del Delta del Po. “Il fatto non sussiste”: i fumi color solforoso rosa della più alta ciminiera d’Italia, visibili dall’Istria e dall’Emilia, non sussistono.
Clicca qui Jacopo Giliberti “Porto Tolle: assolti in appello Conti, Scaroni e Tatò”.
Il circolo Nuova Ecologia Legambiente ha organizzato un presidio di protesta a San Benigno : “Dopo che abbiamo combattuto vent’anni perché potesse chiudere questa centrale, assieme ai campi di carbone che ha intorno e che contribuiscono a circa il 20% del particolato, una riapertura è intollerabile”.
Clicca qui Massimo Minella “Carbone, in arrivo la prima nave. Riapre la centrale”
Il progetto approvato senza altri controlli. Autorizzate le ceneri delle centrali termoelettriche a carbone di Sassari e Vado Ligure (sequestrata dalla Procura di Savona). La VIA era stata negata anche per la Cementir di Arquata Scrivia.
Non c’è nessun pericolo per lavoratori e cittadini. Lo garantisce il PD in consiglio comunale. E chi lo garantisce al PD? L’Italcementi. E chi lo garantisce all’Italcementi? La Tirreno Power appena incriminata e sequestrata a Vado Ligure. State sereni, cittadini.
Tirreno Power di Vado Ligure, sequestro degli impianti: una prima misura da consolidare ed estendere. Stato dell’arte di processi penali ai quali partecipiamo che riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro. Amianto: quale giustizia per le vittime e per gli ex esposti.
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