Lo spauracchio Askatasuna.

Un covo di barbari? Oppure un centro sociale di quartiere, da sempre attraversato e vissuto da giovani, universitari e dalle persone che fanno parte integrante  del Movimento No Tav, nel quale appunto  varie componenti del territorio si alternano e si completano da oltre 20 anni? Cattivi venuti da fuori? Oppure parte di un popolo che poteva desistere e sedersi sul bordo della strada contando i camion passare con il loro carico di inquinamento e morte; parte di un popolo che invece ha deciso di lottare insieme e di raggiungere la vittoria sognando di guardare andare via dalla propria terra chi da anni ha deciso di provare a distruggerla e devastata in nome del becero profitto? Clicca qui

Ago e filo contro il Tav. Cuciamo la lotta.

Confezioniamo  una grande bandiera tutti insieme in una giornata di festa e mobilitazione. Utilizziamo il tessuto delle nostre lenzuola, coloriamola con le nostre mani e esponiamola sulla nostra terra! Per realizzare questa iniziativa abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti! Puoi trovare delle lenzuola matrimoniali? Sai cucire a macchina? Contattaci! Nelle lenzuola restano impigliati i nostri sogni e i nostri incubi. E in Val Susa abbiamo in comune un grande incubo… ma condividiamo anche molti sogni!…. Per info e contatti: Comitati di Caprie e Condove notav_condove@autisctici.org; https://www.facebook.com/events/827407587957131?ref=newsfeed; https://www.notav.info/agenda/18-19-settembre-cuciamo-la-lotta/

Per le altre iniziative di lotta, clicca la newslettera di Doriella&Renato.

Radio No Tav radio dei pirati.

“Va in onda ogni giovedì, dalle 13 alle 14,30  sulle frequenze radiofoniche torinesi dei 105:250 FM di #radioblackout ed in STREAMING. Il programma ha origine come Radio Maddalena Libera, radio pirata che emetteva dalla Libera Repubblica della Maddalena, Val Susa, pianeta Terra. Stralci dell’epoca potete sentirli nella sigla iniziale…. Ogni settimana approfondiamo avvenimenti di attualità sulla lotta e cerchiamo di socializzare tutte le informazioni utili a chi si batte contro il treno veloce, in Valsusa e altrove. Sul sito potete trovare un buon archivio, ordinato tramite tag, con le registrazioni delle trasmissioni di questi ultimi anni…. Potete contattare la redazione al nostro numero 3770862441 attivo durante il programma”. Clicca qui

TAV. Le bugie hanno le gambe corte e il naso lungo.

In più la lunghezza delle  orecchie di Alessandro Morelli, viceministro alle Infrastrutture per il governo italiano dei “migliori” nonchè leghista già direttore di Radio Padania,  negli incontri internazionali ha raggiunto dimensioni  già viste ai suoi partner: clicca qui.

Hanno blaterato per anni che in Valsusa i lavori procedevano, hanno militarizzato un’intera Valle costruendo  cantieri tra cemento, reti di ferro e filo spinato e questo non gli è bastato per proseguire con l’opera devastatrice. Che a lor signori piaccia di più intascarsi i denari che procedere con i lavori? La nostra lotta infatti si fonda sulla convinzione che questa “grande opera” devastatrice non serve che ad arricchire i soliti panzuti, che da troppo tempo mangiano sulle teste di tutte e tutti, a discapito proprio dei bisogni di primaria necessità come la salvaguardia dell’ambiente e dei territori per una vita in salute, che sicuramente in tempi di pandemia andrebbe messa al primo posto.

La Rete italiana delle Donne in Nero in strada per l’Afghanistan.

20° settimana di  MOBILITAZIONE CONTRO L’OCCUPAZIONE DELLE TERRE DEL PRESIDIO EX-AUTOPORTO A SAN DIDERO, al fine di  contrastare la preparazione del cantiere per costruire UN NUOVO AUTOPORTO e spostare quello attuale a Susa lasciando il posto a opere per la Nuova Linea TAV Torino Lione. Conferenze a Bussoleno su “Ecologia è politica”. La Rete italiana delle Donne in Nero in strada per l’Afghanistan. Campeggio giovanile dall’8 all’12 settembre nei territori liberati di Venaus. Preparazione dello sciopero globale per clima del 24 settembre.  EXTINCTION REBELLION dal G20 alla COP26. Queste e le altre iniziative No Tav Valsusa nella newslettera di Doriella&Renato: clicca qui.

Filo spinato lungo la ferrovia in Valsusa.

L’azione è considerata terrorismo dalla procura.

Collocato lungo un tratto della linea ferroviaria che da Torino porta verso la Francia in corrispondenza al nuovo fortino di San Didero e posto proprio dietro il nuovo presidio No Tav che, in seguito allo sgombero, è sorto di fronte a quel cantiere illegittimo. Il progetto della nuova linea Torino-Lione prevede diversi cantieri a Susa, Bussoleno, Caprie e Salbertrand larghi centinaia di migliaia di metri quadrati. Davvero intendono procedere in questo modo? Con prove di forza, barriere metalliche e rotoli di  filo spinato militare? Per vent’anni? Troverà come al solito pane per i suoi denti. Clicca qui.

Agosto notav in Valsusa.

Per iniziative, aggiornamenti e documentazione si possono consultare:

www.notav.info

https://www.rete-ambientalista.it/

https://gancio.cisti.org/

https://radioblackout.org/eventi/

https://www.facebook.com/radioblackout105250fm/

https://gabrio.noblogs.org/;  https://www.facebook.com/pg/csoa.gabrio/events/?ref=page_internal

https://www.facebook.com/ManituanaTorino/

https://www.notav.info/post/presidio-di-san-didero-appuntamenti-della-settimana/

https://www.facebook.com/Presidio-ex-autoporto-di-San-Didero-106691468062035

https://www.facebook.com/notav.info

www.notavtorino.org

http://www.autistici.org/spintadalbass/?cat=2

 www.notav.eu

www.notav-valsangone.eu

http://www.presidioeuropa.net/blog/?lan=2

https://www.notavterzovalico.info/

www.ambientevalsusa.it

https://www.facebook.com/notavtorino.org/

https://www.facebook.com/controsservatoriovalsusa/

http://lucaxino.altervista.org/

http://www.tgvallesusa.it/?page_id=135

https://www.facebook.com/festivalaltafelicita/

www.mavericknews.wordpress.com

https://invictapalestina.wordpress.com/

Non bastano 10.000 agenti per fermare i No Tav in Val Susa.

Il grido No Tav di nuovo squarcia il silenzio in Val di Susa. In 7.000, nonostante un tempo incerto, hanno infilato scarpe e scarponi per lasciare le tende del Weekend Alta Felicità alla volta del cantiere della nuova Torino-Lione. Nulla può un esercito mercenario e spaesato contro la determinazione e la conoscenza del territorio di chi è radicato in questa valle.  Un lungo serpentone  inizia dalle 14:30 a snodarsi dalle strade di Venaus… il corteo  prima raggiunge il centro abitato di Giaglione per poi spostarsi sul sentiero gallo romano dove un jersey di cemento armato e filo spinato sbarra la via nel bosco… mentre alcuni No Tav provano a tirare giù la barriera con mezzi di fortuna, un altro centinaio prende i sentieri alti dove  ingaggia una serie di azioni di disturbo alle forze dell’ordine impegnate nella difesa del cantiere della vergogna…gli agenti gasano i manifestanti… un terzo gruppo di No Tav, scendendo dai boschi, riesce ad entrare all’interno del cantiere nei pressi dell’area archeologica di Chiomonte tagliando le reti e mettendo fuori uso una jeep lince dell’esercito… Continua.

Mentre la politica istituzionale invecchia sui suoi scranni parlamentari, in Val Susa, generazione dopo generazione, la lotta contro la grande opera inutile ed ecocida si rinnova e conquista nuove speranze e motivazioni. Fallisce la strategia di silenziamento del movimento No Tav messa in atto dalla maggior parte dei giornali mainstream in concerto con la questura.

Nella versione della Questura di Torino (clicca qui) i manifestanti si riducono a 1.200 mentre i facinorosi, respinti mediante l’utilizzo calibrato di lacrimogeni, feriscono due poliziotti con fumogeni e bombe carta.

Clicca qui, nella newslettera di Doriella&Renato , anche le altre iniziative in corso.

Dopo 30 anni la lotta No Tav non si ferma.

Tre luoghi che sono simbolo della nostra lotta lunga oltre 30 anni. Ci saranno momenti di incontro, socialità e iniziative. Avremo modo di tornare sui sentieri della Val Clarea per avvicinarci e raggiungere i luoghi toccati dal cantiere di Chiomonte che avanza con la sua devastazione. Arriveremo anche a San Didero perché non vogliamo essere condannati ad anni di inquinamento provocato dai lavori per la costruzione del nuovo autoporto.

Il mistero della transizione ecologica.

Il PNRR italiano e il suo padre, il RRF della Commissione europea, e la sua madre, il programma NextgenerationEU, altro non sono che armi di distrazione di massa, finalizzate a bloccare l’attenzione intorno a misure e progetti assolutamente inconsistenti, se non controproducenti. Se il ministro della Transizione sembra sensibile soprattutto alla lobby del gas (Eni ed Enel), il PNRR, nel suo insieme, destina il giusto tributo anche a quella del cemento e delle Grandi opere: il piano pullula di autostrade, aeroporti e treni ad Alta velocità, chiamati infrastrutture, tutti finanziati a spese del trasporto locale (compreso il TAV Torino-Lione, ricompreso nel PNRR, senza nominarlo, nelle vesti del fallito Ten-T). Continua Guido Viale.

Dalla valle alla laguna contro il G20 della finanza.

In pullman dalla Valsusa alla manifestazione di Venezia. Inoltre, sempre sulla nwslettera di Doriella&Renato (clicca qui), convegno sul tema “IL TAV ALL’INTERNO DEI CORRIDOI DI MOBILITÀ MILITARE EUROPEA”, partecipa anche il Movimento No Muos. Nell’ambito di questa militarizzazione assistiamo all’allargamento del cantiere in Val Clarea e all’avvio di un nuovo cantiere a San Didero.

Voci e volti del Movimento No Tav.

Le immagini delle persone, dei tanti militanti di base (spesso anziani) che costituiscono l’ossatura del movimento. La dimensione umana di una lotta attraverso racconti che partono dal vissuto precedente, spesso da ricordi dell’infanzia, dalla formazione scolastica, da precedenti esperienze di impegno nel sociale; e non di rado sono presenti richiami alla Resistenza al nazifascismo e alla lotta partigiana. Il progetto, è curato dal Centro di documentazione del Controsservatorio Valsusa (clicca qui).

Noi siamo la marea, voi siete solo (G) 20.

Mobilitazione a Venezia contro il meeting della finanza: il G20, rappresenta gli Stati con le economie più importanti a livello planetario, che vorrebbe ro ricondurre il mondo alla regola neoliberale che ha eliminato i diritti dal suo vocabolario, costruendo un divario sempre maggiore tra ricchi e poveri. 150 economisti chiedono alla BCE di cancellare i debiti sovrani che rappresentano una catastrofe economica e sociale all’orizzonte: ne discutiamo con alcuni firmatari. Sulla newslettera di Doriella&Renato (clicca qui)  anche gli altri appuntamenti di una grande estate di lotta su tutto il territorio nazionale.

Un primo bilancio sul governo Draghi, al di là del coro estasiato dei grandi media.

Assembramento senza mascherina

Da questo articolo (clicca qui) estrapoliamo alcuni capitoli riguardanti ambiente e salute.

Ambiente. La transizione a misura di grandi imprese. La transizione ecologica, per come disegnata nel Pnrr e nei decreti collegati, è in sostanza una ristrutturazione del sistema industriale a misura di (grande) impresa, peraltro lautamente sussidiata dallo Stato (vedi la Valutazione d’impatto ambientale da concedere subito e con priorità ai progetti più grandi). Di fatto si punta a modificare il mix energetico usato con un occhio di riguardo al gas (un fossile) e spesso secondo progetti già inseriti dai grandi gruppi nei loro piani industriali: i molti gasdotti che in futuro forse serviranno per l’idrogeno misto (Snam) e il progetto di cattura della CO2 (l’Eni nelle piattaforme di Ravenna) ne sono gli esempi più eclatanti. Non mancano scelte di fondo che il ministro Roberto Cingolani non ha mai discusso in pubblico: citeremo solo il caso degli inceneritori, bizzarramente inseriti tra gli impianti sottoposti ad autorizzazione veloce per gli obiettivi fissati dal Pniec (piano per il clima), che teoricamente sarebbe focalizzato sulla riduzione delle emissioni climalteranti.

Grandi opere. Tanto Tav e torna la legge obiettivo. Con le “semplificazioni”, il ministro Enrico Giovannini si è dotato del potere di gestire le faraoniche (e spesso inutili) opere infrastrutturali sul modello della legge Obiettivo. Oltre al ritorno dell’“appalto integrato” (progettazione ed esecuzione dell’opera allo stesso soggetto), ispirato alla legge dei tempi di Silvio Berlusconi – travolta dalle inchieste e definita “criminogena” da Raffaele Cantone – è la procedura lampo per le “opere di particolare complessità e rilevante impatto”: una lista affidata a un “comitato speciale” che – con Soprintendenza e Commissione Via altrettanto “speciali” – delibera in 45 giorni esprimendo “pareri lampo” che hanno effetto di “variante urbanistica”, aggirando Comuni e stazioni appaltanti. La lista, destinata a crescere, oggi conta 10 mega opere: dall’Alta velocità Palermo-Catania alla Roma-Pescara fino alla diga “foranea” di Genova. Il fiore all’occhiello è però l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria (10 miliardi stanziati nel fondo “complementare” al Pnrr, che ne mette altri 25): trattasi del completamento ideologico del Ponte sullo Stretto di Messina, su cui Giovannini ha non a caso riaperto il dibattito.

Covid. Il Caos eterologa e le giravolte sui vaccini. A maggio il governo si è fatto bocciare dal Garante della Privacy il Green pass: tra le altre cose, non era chiaro chi potesse accedere ai dati sanitari e si demandava parte della disciplina a regolamenti, di rango inferiore alla legge. Tra il 9 e il 16 giugno, dopo varie correzioni, è arrivato l’ok. Nel frattempo si fa avanti e indietro su AstraZeneca. Il 12 maggio il Comitato tecnico scientifico dà via libera alle Regioni sugli Open Day a base di AZ per i “volontari” dai 18 anni in su benché da marzo, per quanto autorizzati senza limiti d’età da Ema e Aifa, i vaccini a vettore virale siano “raccomandati” solo per gli over 60 a seguito delle trombosi rare che hanno indotto alcuni Paesi a eliminarli. Dopo gli appelli di medici e scienziati e la tragedia della 18enne ligure Camilla, l’11 giugno arriva lo stop: AZ vietato agli under 60 anche per le seconde dosi. Come in altri Paesi, i richiami si faranno con i vaccini Pfizer e Moderna, mentre per Johnson & Johnson resta solo la “raccomandazione”. Una settimana dopo, mezzo dietrofront: gli under 60 possono fare AZ col parere del medico.

Contro il governo dei “migliori” da Roma a Bussoleno.

Clicca qui Alberto Perino

Contro il Governo, mentre a Roma si manifesta “BENI COMUNI, ACQUA E NUCLEARE: INDIETRO NON SI TORNA!” per un Recovery Plan dei diritti e per un futuro ecocompatibile, nelle stesse ore da Bussoleno parte la MARCIA POPOLARE NO TAV VERSO SAN DIDERO. Torna a farsi sentire la nostra voce con i tecnici e con gli amministratori, una voce di un popolo contrario alla distruzione della Valle, dell’ecosistema, della Natura e delle nostre scarse finanze alimentate sempre, e non scordiamocelo, dalle nostre tasse, con il taglio dei servizi: dalla sanità alla scuola, dalla mobilità locale alla ricerca…. Un popolo che  non accetta la finta di fare una ferrovia per togliere i TIR dalle strade e regalare alla SITAF un nuovo autoporto per aprire anche la seconda canna del traforo autostradale del Frejus e spostare attraverso la Valle di Susa anche il traffico che oggi passa per il traforo del Monte Bianco. Vogliono rubare il  nostro futuro, ma soprattutto il futuro dei nostri figli e delle generazioni future con un’opera che non avrà mai un saldo positivo di emissioni di CO2, che nel momento più delicato di svolta per migliorare il clima e salvare il Pianeta riversa nell’aria milioni di metri cubi di veleni oggi, raccontando la favoletta che domani andrà meglio. Dicono che non c’è più’ l’opposizione al TAV, alla distruzione della Valle, ad un nuovo autoporto a San Didero in sostituzione di quello di Susa che deve far posto allo smarino delle gallerie. Parlano dell’opposizione dei partiti, in quanto sono tutti al governo. Invece nel Paese non siamo tutti favorevoli al grande saccheggio delle casse dello Stato per foraggiare i soliti ben noti: dai Gavio (SITAF) a TELT, dalla ‘Ndrangheta che ci mette la manovalanza, a qualche piccolo im-prenditore locale che pensa di lucrare le briciole segando il ramo su cui è seduto! Clicca qui nella newslettera di Doriella&Renato le altre iniziative.

Clicca qui il video.

Giù le mani dalla Valsusa.

Sesta settimana di iniziative: continua la mobilitazione contro l’occupazione delle terre del Presidio di San Didero, al fine di  contrastare la preparazione del cantiere per costruire un nuovo autoporto spostando quello attuale a Susa e lasciare il posto a opere per la Nuova Linea Torino Lione. Si prepara la marcia popolare del 12 giugno da Bussoleno a San Didero di un popolo contrario alla distruzione della Valle, dell’ecosistema, della Natura…..Che non accetta la finta di fare una ferrovia per togliere i TIR dalle strade, che scongiura futuro dei nostri figli e delle generazioni future con un’opera inutile che non avrà mai un saldo positivo di emissioni di anidride carbonica, che si oppone  al grande saccheggio delle casse dello Stato per foraggiare i soliti ben noti: dai Gavio (SITAF) a TELT, alla ‘Ndrangheta . Clicca qui.

Continua la mobilitazione contro l’occupazione militare in Valsusa.

Le iniziative di lotta contro l’occupazione delle terre del presidio ex autoporto a San Didero per contrastare la preparazione del cantiere di un nuovo autoporto TAV spostando  quello attuale di Susa per lasciare il posto a opere per la Nuova Linea Torino Lione.

Inoltre sulla newsletter di Doriella&Renato (clicca qui): troverete: ENI killer  i cinque appuntamenti in tutta la penisola per denunciare il ruolo dell’estrattivismo fossile nella crisi climatica e l’immobilità di ENI di fronte alle reali esigenze di transizione ecologica. Inoltre troverete la grande manifestazione a Roma del 22 maggio contro la privatizzazione dei brevetti. per la produzione del vaccino su vasta scala.  

L’uso dei lacrimogeni è vietato negli scenari bellici dalla Convenzione di Parigi sulle armi chimiche.

Non è la prima volta che si verifica un  drammatico episodio simile a quello che ha provocato il grave ferimento di Giovanna Saraceno in Valle Susa. Più volte i manifestanti hanno lamentato di essere stati attinti dalle cartucce dei lacrimogeni, con lesioni anche gravi tanto da imporre in alcuni casi un immediato ricovero in ospedale per lesioni al capo o al ventre. Le cronache ricordano che un tifoso perse un occhio nel 1998, uno nel 1999; tre manifestanti persero la vita nel 1970, 1972, 1989. Clicca qui la posizione degli avvocati che hanno seguito i processi.

Continua la mobilitazione contro l’occupazione militare in Valsusa.

Continua la mobilitazione contro l’occupazione delle terre del  presidio ex autoporto a San Didero, a contrastare la preparazione del cantiere per costruire un nuovo autoporto TAV. Assemblea davanti al Polivalente di San Didero. Assemblea ad Almese: terre e rocce di scavo via camion. Manifestazione ANPI a San Didero. Assemblee a Torino. Convegno del Controsservatorio Valsusa su “Pensiero unico, dissenso, repressione”. Queste e altre iniziative NoTav sulla newslettera di Doriella&Renato: clicca qui.

Festa di Liberazione dal fascismo e di Resistenza al nuovo fascismo.

76 anni dopo, cosa  sono fascismo e antifascismo oggi?  Antifascismo sono stati  lo Statuto dei Lavoratori, il Sistema Sanitario Nazionale, la legge Basaglia, le leggi sul divorzio, sull’interruzione volontaria di gravidanza, ecc. Chi sono i fascisti di questo millennio?  Coloro che si oppongono all’attuazione della Costituzione e che negano l’esercizio dei diritti civili, politici e sociali affermati nella carta costituzionale: il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, all’ambiente salubre, alla partecipazione alla vita politica, la parità di genere, il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ecc..

Dunque gli antifascisti sono gli avversari di  coloro che hanno fiaccato il Sistema Sanitario Nazionale a tal punto da farlo crollare sotto Covid; che hanno smontato pezzo per pezzo la Scuola Pubblica; che hanno reso precario il lavoro; che hanno finanziato e continuano a finanziare le fabbriche di armi e a sostenerne le esportazioni in tutto il mondo; che impongono restrizioni alle libertà ed ai diritti costituzionali (vedi Decreti Sicurezza e situazione carceri in Italia); che consentono che il 10% della popolazione residente nelle aree SIN continui ad ammalarsi e a morire di tumore; che finanziano i paesi in cui è consentito detenere e torturare impunemente uomini, donne e bambini in veri e propri lager (vedi caso Libia); che trattano e fanno affari con regimi incuranti del rispetto dei diritti civili e politici (vedi casi Turchia ed Egitto); che reprimono il dissenso processando, carcerando (vedi fatti del G8 di Genova e torture nella Caserma di Bolzaneto, arresti degli attivisti No Tav e No Tap, ecc.) e sopprimendo spazi di utilità sociale (vedi Labas a Bologna, Casa Internazionale delle Donne e Cinema Palazzo a Roma, ecc.). Clicca qui.

Draghi go home!

Ieri sera, al termine della manifestazione, i No Tav si sono avvicinati al piazzale per portare un saluto ai presidianti che resitono ancora sul tetto. La reazione delle forze dell’ordine è stata come al solito spropositata, con un enorme lancio di lacrimogeni.
UN’ATTIVISTA NO TAV E’ GRAVE ALL’OSPEDALE CON EMORAGGIA CELEBRALE E FRATTURE AL VISO, COLPITA GRAVEMENTE DA UN LACRIMOGENO SPARATO AD ALTEZZA UOMO DALLE TRUPPE D’OCCUPAZIONE!

Reati di opinione.

Dopo 7  mesi, Dana Lauriola esce dal carcere. Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la richiesta di misure alternative e disposto la detenzione domiciliare. Diversi artisti, musicisti ed esponenti della società civile avevano lanciato un appello per la sua liberazione. Dana deve scontare una pena di due anni di detenzione dopo una sentenza definitiva per un episodio avvenuto nel 2012 durante un’azione dimostrativa pacifica sull’autostrada Torino-Bardonecchia. Gli attivisti avevano bloccato con il nastro adesivo l’accesso ad alcuni tornelli del casello, facendo passare le auto senza pagare. Lauriola spiegava al megafono le ragioni della manifestazione, e indirizzava le macchine. Amnesty International: “Chi esprime il proprio dissenso pacificamente non può essere punito con il carcere. L’arresto di Dana è emblematico del clima di criminalizzazione del diritto alla libertà d’espressione e di manifestazione non violenta, garantiti dalla Costituzione e da diversi meccanismi internazionali”. Clicca qui.

O Lamorgese si scambia il ministero con Figliuolo, oppure Draghi la promuova generale.

La protesta dei sindaci: “Ci aspettavamo vaccini, ci portano cantieri e polizia. Qua si calpestano diritti, sia dei cittadini che degli amministratori che rappresentano una comunità. È assurdo che la politica l’unica cosa che sappia dire è il Tav deve andare avanti, condanniamo le violenze. Alla manifestazione di ieri sera si è toccato il fondo perché sparare lacrimogeni dentro un centro abitato in piena notte, con il fumo che entrava nelle case, è allucinante”. Clicca qui.

La Politica incapace di governare il conflitto sociale.

Incapace di cogliere la domanda di ascolto, di tutela dei diritti e di giustizia che, inascoltata, si trasforma appunto in conflitto sociale aperto e a volte aspro. Responsabile delle tensioni in Valsusa è il governo Draghi. Ma anche nel resto del Paese domina la repressione  delle lotte, l’insofferenza nei confronti del dissenso, della protesta, dell’opposizione radicale, del pensiero diverso. Insomma la  democrazia è alla prova del dissenso e del conflitto. Su questi temi si svolge il convegno in due sessioni: la prima come da locandina  il 22 aprile per dibattere il quesito. La seconda il 20 maggio, risponderà alle domande: che fare? di fronte a “Pensiero unico, dissenso, repressione”?

Promotori delle due iniziative sono: CENTRO PER LA RIFORMA DELLO STATO, CONTROSSERVATORIO VALSUSA, FONDAZIONE LELIO E LISLI BASSO, SOCIETÀ DELLA RAGIONE, STUDI SULLA QUESTIONE CRIMINALE, UDIPALERMO, VOLERE LA LUNA.

NO TAV. SI VATtene dalla Valsusa

Lo scenario che si sono trovati di fronte, alla luce del giorno, è ancora più impressionante. Statale bloccata, centinaia di agenti in antisommossa, mezzi da cantiere che si spostano bulimici tra i boschi della Località Baraccone, alla ricerca di pezzi di terra da distruggere. I sindaci di San Didero e dei paesi limitrofi (Bruzolo, Bussoleno, Mattie e San Giorgio), insieme ai No Tav, hanno raggiunto il check-point della polizia per accertarsi che i ragazzi che si trovano, ancora ora, sul tetto del presidio stessero bene ma non c’è stato nulla da fare. Gli amministratori locali sono stati bloccati e non hanno tutt’ora modo di andare a verificare cosa succede sul proprio territorio. Nel frattempo i manifestanti accorsi da tutta la valle vengono quasi subito caricati dalla polizia che, continua a difendere solertemente Telt e i suoi operai.

Quanto sono costati agli italiani i mille agenti inviati in Valsusa.

A fronte della grave emergenza sanitaria, a cui si aggiunge la mancanza di fondi a sostegno di chi perde il lavoro o chiude l’attività, il governo “investe” milioni per spostare nel polmone verde di  San Didero mille poliziotti a imporre  con i  manganelli  il nuovo cantiere Tav della  faraonica stazione internazionale  Telt,  ditta che ha come scopo di radere al suolo con le ruspe e accedere ai nuovi fondi europei devastando la Valle e condannando  la popolazione  a malattie respiratorie e cardiovascolari. Ci mancava solo il generale Figliuolo: mille agenti nella notte hanno avuto ragione dei cento ragazzi del presidio. Ma la resistenza continua: hanno annunciato i sindaci che stigmatizzano il “distanziamento” tra Popolazione e Stato.

Radio No Tav.

Va in onda ogni giovedì ore 13 -14.30 sulle frequenze radiofoniche torinesi dei 105:250 FM di #radioblackout ed in STREAMING (clicca qui). “Il programma ha origine come Radio Maddalena Libera, radio pirata che emetteva dalla Libera Repubblica della Maddalena, Val Susa, pianeta Terra”. Dalla Valsusa le iniziative di lotta sulla newslettera di Doriella@Renato: clicca qui.

Giornata mondiale di azione per il clima.

Anche in Italia Fridays For Future torna a riempire le piazze, reali e digitali! Clicca qui il programma.

I politici e le grandi aziende inquinanti fissano obiettivi di riduzione delle emissioni da raggiungere tra 20 o 30 anni e promettono che, in un lontano futuro, faranno qualcosa per contrastare la crisi climatica. Ma queste promesse vuote non servono a nulla perchè non si può scendere a patti con le leggi della fisica. Abbiamo bisogno di azioni immediate e concrete in linea con il principio di giustizia climatica e con la scienza, ed essa ci dice che dobbiamo agire già ora perché abbiamo poco meno di 7 anni per invertire la rotta. I fondi del Next Generation Eu devono essere subito investiti in politiche per azzerare le emissioni di gas serra, la causa della crisi climatica. Clicca qui anche le altre iniziative NoTav Valsusa sulla newslettera di Doriella&Renato.

“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato,

l’ultimo animale libero ucciso, vi accorgerete che i soldi non si possono mangiare… né respirare ….” è scritto su una piastra di lamiera adagiata alla base di un gruppo di betulle, all’interno dei terreni sotto esproprio. Dalla fine del 2020 hanno iniziato ad allargare l’area di cantiere Tav di Chiomonte in Val Clarea devastata e militarizzata. L’esproprio dei terreni acquistati collettivamente nel 2012 fa parte di questa operazione che i NoTav stanno contrastando. Clicca qui la storia nella newslettera di Doriella&Renato.

Giornata di lotta internazionale delle donne.

Con banchetti, musica, djset, microfono aperto, azioni e performance collettive. A un anno dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, le condizioni di vita e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori stanno ulteriormente peggiorando, e a pagare il prezzo della crisi sono soprattutto le donne. I recenti dati Istat sono impietosi: dei 101.000 posti di lavoro persi in Italia nel dicembre 2020 a dispetto del cosiddetto “blocco dei licenziamenti”, oltre il 98% riguarda le donne; su base annua il 70% dei nuovi disoccupati sono donne….”. Clicca qui la Newslettera di Doriella&Renato con le altre iniziative NoTav Valsusa.

Ursula von der Leyen non sa rispondere? E il Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini?

Un gruppo di sei autorevoli scienziati (Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana, Angelo Tartaglia, Politecnico di Torino, Ugo Bardi, Università di Firenze, Sergio Ulgiati, Università degli Studi di Napoli Parthenope, Gianni Silvestrini, President of the scientific committee, Kyoto Club, Pietro Salizzoni, Ecole Centrale, Lyon) ha inviato una Lettera Aperta a Ursula von der Leyen, Presidenta della Commissione europea contenente due brevi domande:

1 – Lo scavo del tunnel internazionale tra Italia e Francia comporterebbe, secondo i proponenti l’opera, un’emissione complessiva di 10 milioni di tonnellate di CO2 (valutazione non certificata da alcuna autorità indipendente): in che modo la Torino-Lione è coerente con la strategia climatica dell’Unione europea?

2 – Gli investimenti ad alta intensità di capitale producono più posti di lavoro degli investimenti finalizzati al perseguimento dell’obiettivo della neutralità climatica e della resilienza diffusa?

Clicca qui le altre iniziative NoTav Valsusa nella newslettera di Doriela&Renato.

Sì Tav? No Draghi!

Rientra pure, si è già lanciato Grillo con metà paracadute.

Fermare il TAV è il minimo sindacale dell’ecologia. Il compitino da prima elementare per qualsiasi politica veramente “verde”. Ma la questione TAV dimostra anche che la “transizione ecologica” è una questione molto politica e poco tecnica. La difesa dell’ambiente non è un’abbuffata confindustriale: ci sono industriali da scontentare, lobby d’interessi che remano contro, colate di cemento da fermare. È una questione che richiede coraggio e idee chiare, quelle che sembrano siano sempre mancate ai vari partiti (leggi M5S) che si professavano notav fino all’arrivo in parlamento ma che non hanno mai fatto della salvezza del Val Susa una questione dirimente che potesse rimettere in dubbio la loro permanenza sull’agognata poltrona.

Allora ci chiediamo: a cosa serve un ministero della transizione ecologica se non si riesce nemmeno a fermare il TAV? Clicca qui NoTav Info.