Giornata di lotta internazionale delle donne.

Con banchetti, musica, djset, microfono aperto, azioni e performance collettive. A un anno dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, le condizioni di vita e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori stanno ulteriormente peggiorando, e a pagare il prezzo della crisi sono soprattutto le donne. I recenti dati Istat sono impietosi: dei 101.000 posti di lavoro persi in Italia nel dicembre 2020 a dispetto del cosiddetto “blocco dei licenziamenti”, oltre il 98% riguarda le donne; su base annua il 70% dei nuovi disoccupati sono donne….”. Clicca qui la Newslettera di Doriella&Renato con le altre iniziative NoTav Valsusa.

Ursula von der Leyen non sa rispondere? E il Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini?

Un gruppo di sei autorevoli scienziati (Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana, Angelo Tartaglia, Politecnico di Torino, Ugo Bardi, Università di Firenze, Sergio Ulgiati, Università degli Studi di Napoli Parthenope, Gianni Silvestrini, President of the scientific committee, Kyoto Club, Pietro Salizzoni, Ecole Centrale, Lyon) ha inviato una Lettera Aperta a Ursula von der Leyen, Presidenta della Commissione europea contenente due brevi domande:

1 – Lo scavo del tunnel internazionale tra Italia e Francia comporterebbe, secondo i proponenti l’opera, un’emissione complessiva di 10 milioni di tonnellate di CO2 (valutazione non certificata da alcuna autorità indipendente): in che modo la Torino-Lione è coerente con la strategia climatica dell’Unione europea?

2 – Gli investimenti ad alta intensità di capitale producono più posti di lavoro degli investimenti finalizzati al perseguimento dell’obiettivo della neutralità climatica e della resilienza diffusa?

Clicca qui le altre iniziative NoTav Valsusa nella newslettera di Doriela&Renato.

Sì Tav? No Draghi!

Rientra pure, si è già lanciato Grillo con metà paracadute.

Fermare il TAV è il minimo sindacale dell’ecologia. Il compitino da prima elementare per qualsiasi politica veramente “verde”. Ma la questione TAV dimostra anche che la “transizione ecologica” è una questione molto politica e poco tecnica. La difesa dell’ambiente non è un’abbuffata confindustriale: ci sono industriali da scontentare, lobby d’interessi che remano contro, colate di cemento da fermare. È una questione che richiede coraggio e idee chiare, quelle che sembrano siano sempre mancate ai vari partiti (leggi M5S) che si professavano notav fino all’arrivo in parlamento ma che non hanno mai fatto della salvezza del Val Susa una questione dirimente che potesse rimettere in dubbio la loro permanenza sull’agognata poltrona.

Allora ci chiediamo: a cosa serve un ministero della transizione ecologica se non si riesce nemmeno a fermare il TAV? Clicca qui NoTav Info.

Maxiprocesso NoTav.

Appello bis per lo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena 27 giugno 2011 e la giornata di resistenza del 3 luglio 2011. Gli imputati si difendono e accusano “La risposta alla nostra lotta da parte della politica istituzionale ai suoi massimi livelli non si è basata sulla dialettica e il confronto. NO! Nessuna ragione si è mai voluta sentire, ancorché discutere. La risposta è stata una feroce repressione. Il processo odierno, che si ripete in questa Corte d’Appello dopo la bocciatura in Cassazione ha solamente rappresentato la volontà dello Stato di voler annientare il Movimento No Tav con anni e anni di galera inflitti sulla sola base della presenza in zona degli imputati, insieme oltretutto a decine di migliaia di altre persone….. ”. Clicca qui la Newslettera di Doriella&Renato anche con le altre iniziative di lotta della Valsusa.

Venerdì 29 gennaio sciopero generale per non pagare la crisi.

1) Introduzione di una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione…..

2) Protocollo di sicurezza per la prevenzione e il contrasto dei contagi sui luoghi di lavoro…..

3) Piano nazionale straordinario di assunzione di infermieri e medici,….

integrale riorganizzazione del servizio sanitario pubblico unico, universale, gratuito, dotato di una diffusa rete territoriale….

4) Rinnovo immediato dei contratti nazionali CCNL scaduti, con adeguati aumenti salariali ….

5) No ai licenziamenti di massa: drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario….

6) Salario medio garantito per disoccupati, sottoccupati, precari e cassintegrati.

7) Libertà di sciopero e agibilità sindacale,….

8) Diritto al lavoro per tutte le donne,…

9) Abrogazione dei decreti-sicurezza:….

10) Permesso di soggiorno europeo a tempo indeterminato per tutti gli immigrati e le immigrate….

11) Drastico taglio alle spese militari e alle grandi opere inutili e dannose (Tav, Tap, Muos, ecc.).

12) Piano straordinario di edilizia scolastica e di assunzione di personale docente e non docente.

13) Blocco immediato degli affitti, dei mutui sulla prima casa e di tutte le utenze (luce, acqua, gas, internet) per i disoccupati e i cassintegrati; ….”

La Newslettera Valsusa di Doriella e Renato (clicca qui) inoltre ospita un dibattito a più voci sulla possibile introduzione di una tassa patrimoniale e su come reperire le risorse per affrontate l’emergenza i sanitaria e sociale.

A questo proposito, segnaliamo ( clicca qui ) l’importanza dell’innovativo  progetto emergenziale  per rivoluzionare l’approccio clinico al covid proposto da Roberto Gramiccia specialista in Medicina Interna e Geriatria, già Direttore sanitario di Struttura complessa territoriale, progetto che si prefigge anche di mettere mano, mentre si interviene sull’emergenza, agli antefatti di una finalmente nuova riforma sanitaria che richiami e adatti i principi di quella del ’78.

2021 No Tav: di lotta e libertà.

I punti di partenza per questo nuovo anno sono la liberazione della Val Clarea dalle truppe di occupazione e da Telt, la salvaguardia del territorio di San Didero dagli eventuali lavori di costruzione del nuovo autoporto, la lotta per la libertà di dissenso e contro la repressione.  Lo sguardo è  rivolto anche a territori e bisogni distanti geograficamente a noi ma così vicini nelle mancanze, in un momento tanto delicato come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia e di questo sistema sociale ed economico che continua insensatamente a foraggiare le lobby del tondino e del cemento a discapito del bene collettivo. Clicca qui il calendario delle prossime iniziative.

La sola adesione ad un Movimento non può portare in carcere: è criminalizzazione del dissenso.

“Ritenere che l’adesione ad un movimento sociale o di protesta costituisca di per sé un elemento di pericolosità tale da richiedere una revisione critica (pentimento), è davvero qualcosa di non condivisibile”. Si conclude con queste parole l’intervista in video  su “Il carcere al tempo del coronavirus” fatta a Giovanni Torrente, docente di Sociologia del Diritto all’Università di Torino e membro del Direttivo nazionale dell’Associazione Antigone, che definisce quello della notav Dana un “reato bagatellare” e descrive l’accesso alle misure alternative come una “corsa ad ostacoli”….“E’ in corso un processo di criminalizzazione del dissenso che meriterà di essere valutato attentamente”. Clicca qui la newslettera di Doriella&Renato anche le  iniziative di lotta  programmate in Valsusa insieme ai commenti sulle più recenti.

Per chi vuole informarsi davvero sul Tav Torino-Lione.

Ecco questa importante relazione del prof. Angelo Tartaglia che dimostra, su dati reali, la disinformazione e la vergognosa manipolazione messa in atto per giustificare il Tav e i miliardi che ci costa, tutta basata su dati falsi, gonfiati a ad arte  sulla previsione sia del traffico ferroviario in aumento sia della riduzione di CO2. In realtà è una truffa attuale ai bilanci statali e un’opera criminale contro la salute delle generazioni future.

A 15 anni dalla liberazione di Venaus, il futuro nella lotta.

Ci sarà ancora Grillo? Chi del governo?

Nell’anniversario dell’8 dicembre, anche quest’anno il Movimento No Tav della Valsusa sarà in piazza: a Chiomonte, Giaglione, Torino e  San Didero e in presidio ai Mulini. In questa situazione di drammatica emergenza sanitaria, affermiamo il No, a cominciare dalla Torino-Lione,  il No alla devastazione ambientale, il No allo Spreco delle risorse economiche pubbliche, e il Sì urgente al loro utilizzo (NextGeneration-EU)  per il benessere collettivo: sostenere le persone in difficoltà economica, potenziare il sistema sanitario pubblico con adeguate strutture e personale, rafforzare il sistema educativo e formativo pubblico, potenziare il servizio di trasporto locale e realizzare una mobilità sostenibile, ricostruire i territori devastati dalle alluvioni, dalle frane e dai terremoti, accelerare la transizione ecologica creatrice di veri posti di lavoro. Clicca qui.

Potere esecutivo e giudiziario sono coalizzati nella repressione del dissenso, che è il sale della democrazia.

La procura torinese sta abbattendo la sua mano pesante contro questa società, istituendo centinaia di processi, chiedendo  il massimo della pena, rifiutando le pene alternative, utilizzando le misure cautelari come punizione preventiva e dissuasiva contro gli attivisti delle lotte sociali. Il presidio permanente e le altre iniziative nella newslettera di Doriella&Renato: clicca qui.

Dati gonfiati, zero benefici. Il dossier che stronca il Tav.

Dalla Corte dei Conti Europea una sonora bocciatura: su valutazioni del tutto fantasiose e manipolate il Tav Torino-Lione è un progetto che non sta in piedi né dal punto di vista economico, perché è basato su previsioni di traffico del tutto irrealistiche; né dal punto di vista ambientale perché il bilancio della Co2 peggiora e diventa positivo solo nel 2037, quasi 25 anni dopo l’inizio dei lavori. Clicca qui. Dunque il Governo butta via miliardi necessari per scuola e sanità.

Ciò che i Movimenti chiamano “giustizia climatica e sociale”.

FrIday for Future sta preparando il Climate Strike. Nel secondo Climate Meeting di Venezia è stato varato un Manifesto di intenti  su dieci punti. Il Forum sociale mondiale delle economie trasformative sta organizzando un mese di iniziative. La Rete dei beni comuni  emergenti e degli usi civici… Arci… Attac… Casa delle donne… Controsservatorio Valsusa… Navdanya International … Botteghe del mondo… Quali sono le convergenze dei Movimenti: clicca qui Paolo Cacciari.

Un autunno intenso ancora in marcia contro la devastazione ambientale e lo sperpero di denaro pubblico.

Premio Bruno Carli a “Centocelle che resiste”, con Vauro e spettacolo ”L’unica volta che ho usato il rossetto”. La 24^ edizione del Valsusa Filmfest premia la libreria “La Pecora Elettrica” e la “LAC – Libera Associazione Centocelle”. Clicca qui Doriella&Renato con il calendario completo dei  prossimi appuntamenti NoTav.

La caporetto dei Cinquestelle. Marco Travaglio vs Beppe Grillo e la Democrazia diretta.

Avevo identificato la caporetto dei Cinquestelle come una conseguenza del  “tradimento” dell’alleanza programmatica con i Movimenti ecopacifisti, ovvero dell’immolazione della “Democrazia diretta”  sull’altare della “Democrazia rappresentativa”. In loro difesa, Travaglio non convince: “Caro Lino, capisco tutto. Ma forse ti è sfuggito che i 5Stelle nell’estate del 2019 hanno votato in Parlamento il Tav, ovviamente da soli, anche al costo di far saltare il governo con la Lega. E purtroppo hanno perso”. Con questa debole posizione Travaglio dimostra di non conoscere o riconoscere il fondamentale pezzo di Storia patria scritto dai Movimenti tramite la prassi della Democrazia diretta, dimostra il limite di un (ottimo) notista della Politica rappresentata esclusivamente dai Partiti, come se la Politica si esaurisse nell’intermittente rapporto fra eletti ed elettori, come se tanta costante sostanza della Politica non la facessimo noi dei Movimenti fuori dai Partiti, anche influenzando le stesse votazioni. Va da sé che Travaglio, all’autocritica di Beppe Grillo“Non credo più nella rappresentanza parlamentare, preferisco la democrazia diretta che è la sua evoluzione”, rischia di fare la caricatura. Travaglio dunque merita una replica: clicca qui.  

Regionali Puglia, a Taranto c’è clima di disincanto.

Forse c’è solo una parola che può riassumere efficacemente la situazione attuale. E quella parola è disincanto. Siamo ormai oltre la protesta, oltre la rabbia, oltre la delusione. Siamo al disincanto verso un M5S che non ha mantenuto le promesse. Siamo al disincanto politico, ossia a quello stato dell’animo di chi si sente ormai vaccinato dal virus dell’illusione. Un amaro disincanto. Dall’Ilva, alla Tap, alla Tav, agli F-35, il Movimento aveva promesso due anni fa cose che oggi ha accantonato. Ma se questa è la situazione nell’area del M5S, non va meglio la situazione per il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (continua Peacelink).

Avevamo annunciato la caporetto dei Cinquestelle.

Come avevamo avvertito, la caporetto dei Cinquestelle è già evidente nei territori dove il tradimento degli impegni ecopacifisti (Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, TAP, ILVA, PFAS, Acqua pubblica, F35 ecc.) ha direttamente gelato la pelle delle popolazioni, e si estenderà a tutto il territorio nazionale. Il M5S  dalla “alleanza con nessuno”, disinvolto e repentino è passato tra il lusco e il brusco alla “alleanza con chiunque”, a prescindere dai temi identitari ossia dall’alleanza con chi l’aveva votato. Non guardando più in faccia l’interlocutore ecopacifista, ha dato di sé una immagine non sincera e non sicura, inaffidabile anzi traditrice. Appunto: tra il lusco e il brusco. Ora la questione grillina sembra diventare: “sì o no ad una intesa stabile con il PD?”. Assieme al  PD,  resuscitato l’anno scorso dal miracolo di quel genio di Salvini, arroccarsi al governo infatti garantirebbe il più a lungo possibile i posti in parlamento che le prossime elezioni taglieranno per effetto del referendum ma soprattutto del consenso. “La questione grillina” è invece un problema di contenuti, di alleanze, sì, ma di alleanza con quel mondo dei Beni Comuni che  credette di aver finalmente identificato i propri temi con quelli del movimento di Grillo. Insomma la sopravvivenza è la questione del recupero di una identità.

Crollano i ponti delle autostrade ma in galera ci va chi protesta ai caselli.

Il “reato” per il quale è stata condannata Dana Lauriola è compreso nei metodi di lotta sostenuti dal Movimento Nonviolento? Riguarda la sua partecipazione ad una manifestazione NoTav in Valsusa durante la quale “una decina di persone tennero sollevate le sbarre del casello autostradale per alcuni minuti mentre altri esponevano striscioni di protesta”. Dunque non vi fu violenza contro persone. Dunque rientra nell’esercizio della Nonviolenza. Ha comportato danni? Probabilmente il mancato pedaggio autostradale: prevedibile dunque una richiesta di risarcimento danni a carico di quei dieci manifestanti. Tutto qui. Cosa c’entra lo Stato, otto anni dopo, a condannare la portavoce NoTav a due-anni-due di galera, negandole perfino ogni forma di pena alternativa al carcere. La giustizia degli Stati, sappiamo, non riconosce la Nonviolenza, ma va al di là di ogni comprensione etica chiudere tra le sbarre, fosse anche per un solo giorno, chi si batte pacificamente per l’ambiente. Quando poi è appieno  impunita nei tribunali la Violenza: ad esempio di chi consapevolmente cioè dolosamente per decenni ha avvelenato con cancerogeni centinaia di migliaia di persone (vedi processi Montedison/Solvay e Miteni). 

Dove Dante collocherebbe i Cinquestelle? E Beppe Grillo?

Abbiamo chiesto un incontro, urgente, al ministro all’ambiente Andrea Costa. Per sapere la verità. Vale il suo impegno solenne di fissare LIMITI ZERO alle emissioni dei PFAS? Oppure valgono i limiti cancerogeni che Solvay/Miteni hanno dettato al suo ministero? Ebbene, Costa non ha convocato né i piemontesi né i veneti. Brutto segnale. Procrastinare il volta gabbana a dopo le elezioni pare una furbizia che non salva i voti ai Cinquestelle. I grillini sono già accusati di tradimento ad ambiente e ambientalisti: Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, TAP, Ilva, Acqua Pubblica, nonché alla pace e ai pacifisti.  Non ci voleva anche il tradimento PFAS. Dante colloca i traditori nella zona più bassa dell’Inferno, i più lontani da Dio. Infatti hanno violato il patto “di che la fede spezïal si cria”: rappresentano il peggio  della degradazione umana e nel gelido contrappasso sono retrocessi nella loro immobilità a “pietre umane”. Dante non perdona: “Mei foste state qui pecore o zebre!”. Lo faranno gli elettori Cinquestelle? perdoneranno la violazione del patto? in quale misura i grillini subiranno la legge del contrappasso? Il loro ex voto andrà all’astensione piuttosto che all’ancòra più immeritevole concorrenza. Magra consolazione. Ma a Beppe Grillo piacerà il Purgatorio, tra i pigri e gli accidiosi? 

Radio No Tav.

RADIO NO TAV va in onda ogni giovedì. Il programma ha origine come Radio Maddalena Libera, radio pirata che emetteva dalla Libera Repubblica della Maddalena, Val Susa, pianeta Terra. Ogni settimana approfondiamo avvenimenti di attualità sulla lotta e cerchiamo di socializzare tutte le informazioni utili a chi si batte contro il treno veloce, in Valsusa e altrove. (Continua) sulla newslettera di Doriella&Renato insieme al programma di tutte le prossime iniziative dalla Valsusa.

Notte di tensione in Val Susa: idranti contro i manifestanti No Tav vicini al cantiere.

I resistenti dei Mulini, come di consueto, hanno fatto visita al cantiere in piena notte. Le forze dell’ordine hanno risposto con l’idrante

Come ogni notte, puntuale, la protesta dei No Tav fa sentire la propria voce in Val Susa. È stata l’ennesima serata di tensione con le forze dell’ordine quella appena trascorsa: i residenti dei Mulini hanno fatto visita il cantiere, un blitz seguito dalla solita “battitura” della recinzione con pietre e bastoni.

La polizia, stufa delle continue visite, ha risposto utilizzando l’idrante per allontanare e disperdere i manifestanti. Nelle ultime ore il presidio dei Mulini, che le forze dell’ordine avevano provato a sgomberare qualche settimana fa, si è invece rinforzato: i No Tav hanno ripristinato alcune barricate sul sentiero, sia a ridosso dei Mulini che più avanti.

Azioni quotidiane, che si alternano a quelle di disturbo messe in campo da polizia, militari e Cacciatori di Sardegna nei boschi della Val Susa. Facile quindi immaginare un agosto “caldo” e movimentato: il dispiego di forze dell’ordine a protezione del cantiere è ingente, così come il fronte dei manifestanti che pare rinfoltirsi ogni giorno di più.

Decidiamo noi sulla nostra terra, sui nostri corpi e sul nostro futuro.

Un’assemblea molto partecipata e composita, all’interno della tre giorni di lotta organizzata dal Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno. Il momento assembleare dal titolo “Prospettive tra ecologia, difesa dei territori e lotte globali”, ha visto la partecipazione di Movimenti e lotte da tutta Italia. L’assemblea ha toccato svariati temi, con la consapevolezza che il messaggio che porta avanti da decenni il Movimento No Tav oggi assume nuovi significati che si accompagnano a quelli storici: i temi del cambiamento climatico, dell’inquinamento, del ricatto tra salute e lavoro,  di come vengono utilizzate le risorse pubbliche, della salute delle persone e della cura dei territori sono stati al centro del dibattito. Clicca qui il report. E’ stato fissato un primo calendario di appuntamenti: Campeggio di Ecologia Politica: 20 – 22 Luglio – Venaus Campeggio dei Giovani No Tav: 29 Luglio – 2 Agosto – Venaus Venice Climate Camp: 8 – 12 settembre – Venezia Dibattito sull’estrattivismo alla Festa Antifascista: 29 agosto – Massa

Continua la mobilitazione NoTav.

Tutte le iniziative sulla Newslettera di Doriella&Renato (clicca qui), tra cui:  la costruzione di  un cartello  di realtà italiane dell’ambientalismo, del sociale, del mondo del lavoro, del mutualismo; la Radio No Tav pirata; presidi a Bussoleno Torino San Didero ecc.; il campeggio giovani notav; assemblee, stand, spettacoli, film, mostre, passeggiate ai cantieri eccetera.

Grandi opere: illusioni, inganni, alterantive.

Controsservatorio Valsusa, Centro Studi Sereno Regis e Volere la luna organizzano una iniziativa nazionale per inaugurare un percorso teso a costruire un cartello di realtà dell’ambientalismo, del sociale, del mondo del lavoro, del mutualismo decise a voltare davvero pagina, abbandonando il modello, sbagliato e fallimentare, delle Grandi Opere, e ad aprire una stagione propositiva e un confronto-scontro con una politica vecchia e incapace di dare risposte adeguate alla gravità della crisi in atto. Clicca qui il programma.

Tav, Corte dei conti Ue: inutile, costoso e infinito.

Stroncatura totale: il Tav Torino-Lione è antieconomico, non sarà ultimato nel 2030, l’inquinamento prodotto per la costruzione supera i benefici ambientali dell’opera, i cui costi sono lievitati enormemente negli anni così come i ritardi che da soli giustificano il dirottamento dei fondi Ue. Due anni fa era già arrivata la bocciatura dell’Alta velocità ferroviaria europea. Clicca qui la sintesi della critiche.