Controsservatorio Valsusa a presidio della democrazia contro la campagna di disinformazione dei media.

Cerchiamo di dare qualche risposta a chi si chiede a che punto è il TAV, quali cantieri sono aperti in Italia e in Francia, cosa c’è di vero nelle veline diffuse dai grandi mezzi d’informazione, quali ricatti alle amministrazioni locali vengono utilizzati per dividere il fronte di opposizione, quali  dati sull’impatto climatico reale della “grande opera” contrastano la narrazione che il TAV Torino-Lione ridurrebbe le emissioni di CO2. Dunque per diradare la nebbia soffocante calata dall’alto (anche) sulla resistenza popolare contro il TAV in Val di Susa: clicca qui.

uno dei  pochi spazi rimasti di informazione libera e di pensiero critico.

Torna il Tav a Rivalta.

Da mesi si susseguono notizie e indiscrezioni sul ritorno del progetto TAV su Rivalta. Recentemente il governo, per tramite del commissario straordinario da poco nominato, ha annunciato la ripartenza della progettazione a partire da quanto interrotto dieci anni fa. Dove vorrebbero far passare il TAV a Rivalta? Dove sarebbero i cantieri? Con quali conseguenze per Rivalta? Quali sono i motivi per costruire una nuova ferrovia? Oltre alla serata informativa, clicca sulla newslettera di Doriella&Renato  le altre iniziative dalla Valle Susa.

“Nazionalismo e guerra tra nazisti buoni e nazisti cattivi”.

Il battaglione Azov.

I paradossi nella narrazione della guerra in Ucraina tra propaganda patriottica, militarismo e la messa in scena di uno scontro di civiltà tra est e ovest:  questo dibattito lo trovate sulla newslettera di Doriella&Renato (clicca qui).

Un altro dei dibattiti organizzati in Valsusa questa settimana è titolato “Guerra, nonviolenza, decrescita”:   Il portato di morte e distruzione di questa guerra è destinato a sconvolgere l’assetto del mondo. Sotto le macerie sono finiti i fragili equilibri geopolitici stabilitisi dopo l’89, le gerarchie di potere tra istituzioni politiche e il complesso industriale-militare, gli scambi economici transnazionali, i pur modesti impegni fin qui assunti in campo ambientale, fino alle stesse relazioni pacifiche di convivenza tra i popoli che vengono ora sospinti dalla propaganda bellicista dei governi su campi opposti. Come fermare la catastrofe? Come riuscire a far emergere dal fallimento di questo mondo un’altra idea di società? Su quali valori potrà basarsi il riscatto delle ragioni della vita? Il percorso del dibattito ci porterà all’incontro di Venezia del 7-8-9-10 settembre sulla decrescita (www.venezia2022.it).  

Il Tav ormai è mezzo morto.

Abbandonato  il  “Corridoio 5” Lisbona-Kiev, di cui doveva far parte, il progetto Torino-Lione, già passato da linea ad alta velocità (passeggeri) a linea ad alta capacità (merci), viaggia da dieci anni a velocità bassissima. Ora rischia di tramontare. A parte il super-tunnel sotto le Alpi di cui finora sono stati scavati solo 10 chilometri dei 115 totali e tutti in territorio francese, la Francia infatti sembra aver abbandonato l’idea di costruire la sua tratta nazionale, per mancanza di benefici economici, ripiegando sull’ammodernamento della linea esistente. Se questo sarà confermato, salteranno i finanziamenti europei. E’ la conferma della sostanziale inutilità del Tav, privo di benefici economici visto che sulla tratta Torino-Lione i passeggeri scarseggiano e le merci trasportate, tanto su treno quanto su strada, negli anni diminuiscono. L’Italia fa finta di niente e cerca di rilanciare i lavori  della sua tratta nazionale. Clicca qui

Dana è finalmente libera! Rieducata.

Nel 2022. Fu arrestata nel 2020. La manifestazione per la quale è stata incarcerata avvenne nel 2012.  Otto anni prima. Complessivamente sono 10 anni. Nessuna prescrizione intercorsa, in questa Italia delle prescrizioni. Evidentemente si è trattato di un reato gravissimo. Così descritto dai giornali: “La manifestazione è avvenuta il 3 marzo 2012 a un casello dell’A32, giorno in cui alcuni manifestanti No Tav  distrussero l’impianto di videosorveglianza e bloccarono con del nastro adesivo le sbarre, per consentire a tutti i viaggiatori di passare senza pagare il pedaggio”. Sarebbe bastata una condanna di risarcimento danni. Invece l’aggravante fu che Dana Labriola… “impugnava un megafono” e soprattutto era “portavoce del movimento No Tav” rendendosi in precedenza verbalmente  “protagonista di manifestazioni di protesta  contro la costruzione della linea ferroviaria in Val Susa”. Scopo della detenzione è stata di farle percepire la funzione rieducativa di espiazione della pena”.  E’ stata “rieducata”? Clicca qui come commenta Dana.  

Marcia della pace Comiso-Niscemi.

In tre tappe da lunedì 9 a mercoledì 11 maggio. L’iniziativa, voluta dalla Fondazione degli Archi e dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, è denominata MARCIA DEL SOLE ed intende protestare contro le guerre per proporre una alternativa nonviolenta…. Clicca il programma sulla newslettera di Doriella&Renato, dove anche tutte le altre iniziative No Tav dalla Valsusa.

Fermiamo la corsa alle armi.

Da un giorno all’altro il governo Draghi ha stanziato 13 miliardi per le spese militari, dopo due anni di pandemia in cui non un centesimo in più fu dato alla sanità pubblica, impiega i nostri militari in operazioni al confine con la Russia e l’Ucraina e invia armi spacciandole per aiuti umanitari.

Il nostro Paese si trova pienamente coinvolto in questo scenario: membro della Nato, con oltre 160 basi militari Nato al proprio interno e con un centinaio di testate nucleari presenti ed un governo completamente asservito agli interessi di chi cerca lo scontro ad ogni costo…. Dibattito a Bussoleno. Clicca qui sulla newslettera di Doriella&Renato le altre iniziative in Valsusa.

Lottiamo contro le devastazioni e le guerre per il nostro futuro.

Marcia popolare NO TAV Bussoleno-San Didero sabato 16 aprile partenza ore 14 Piazza del mercato. Clicca qui.

In oltre trent’anni di lotta No Tav abbiamo osservato il mondo trasformarsi, ricevendo molte conferme delle ragioni della nostra lotta, e molte altre se ne sono aggiunte lungo il cammino. Oggi ci troviamo di fronte ad un punto critico della storia:  crisi ecologica, pandemia, crisi economica e sociale di proporzioni solo ipotizzabili e il timore di una guerra totale. Una combinazione in grado di sconvolgere l’umanità per come la conosciamo.

Ci troviamo di fronte ad un’economia di guerra, ma anche ad una guerra che ha dei presupposti economici: l’estrazione di risorse, il controllo dei mercati, la finanza, la globalizzazione. La vita di migliaia di persone è considerata come una merce sacrificabile per tutelare gli interessi di pochi. I corridoi logistici, come quello che dovrebbe collegare Torino a Lione,  vengono venduti come opere strategiche non solo per speculare e fare cassa, ma anche per trasportare armamenti.In un’economia di guerra si possono sacrificare servizi essenziali e costringere le famiglie a fare enormi sacrifici, però  non si può rimettere in discussione un’opera inutile ed ecocida come il Tav.  Quanti soldi che potrebbero essere destinati a scuola, sanità, servizi, sostenibilità e reddito dobbiamo ancora sprecare?

Mentre i prezzi alle colonnine crescono a fronte della speculazione finanziaria, più che per una reale scarsità, si intravede tutta la miopia dei nostri governanti che per decenni hanno perseguito le politiche delle lobbies del fossile, invece di intavolare un serio progetto di transizione ecologica e di rilancio del trasporto pubblico locale. In Valsusa da anni stiamo assistendo al progredire di cantieri altamente dannosi per l’ambiente, con conseguenze allarmanti anche per la salute dei cittadini. La deforestazione messa in atto dai promotori dell’opera ha raggiunto livelli preoccupanti: circa di 5000 piante abbattute. Un solo albero può soddisfare il fabbisogno di ossigeno di 10 persone e che è in grado di assorbire dai 20 ai 50 Kg di CO2 presenti nell’aria: in futuro in Valsusa, a causa dei lavori legati alla costruzione del tunnel di Chiomonte, potrebbero essere emesse nell’atmosfera ben 12 mln di tonnellate di CO2. Mentre affrontavamo la pandemia, tentando di prenderci cura della nostra comunità chiedendo risorse per la salute di tutti/e, ci venivano inviate nuove truppe di occupazione per costruire un recinzione vuota a San Didero.

Repressione ed esplosivi in Valsusa.

In Val di Susa la repressione nei confronti del movimento No Tav prosegue imperterrita, mentre sembra che gli addetti ai lavori possano procedere indisturbati anche nel mettere in atto azioni illegali e dannose per la salute dei cittadini. Ancora una volta il paese di Chiomonte si è visto invaso da fitte nubi di fumi tossici e maleodoranti. L’origine sembrano essere i roghi con i quali gli operai del cantiere, sito a meno di un chilometro in linea d’aria dal paese, smaltiscono gli esplosivi utilizzati per aprire le nicchie all’interno del tunnel di Alta velocità.  Gli attivisti sono riusciti a filmare uno degli operai intento a bruciare gli scarti dell’esplosivo, operazione che causa il rilascio di una densa nube velenosa. Peraltro nella valle è in vigore un divieto di accendere roghi, fossero solo sterpaglie, a meno di 50 metri di distanza dai boschi o dai terreni coperti di arbusti.

SABATO 16 APRILE MARCIA POPOLARE NO TAV da Bussoleno a San Didero.

Nella newslettera (clicca qui) di Doriella&Renato troviamo anche fra le altre iniziative Valsusa:

“IL TAV ALL’INTERNO DEI CORRIDOI DI MOBILITÀ MILITARE EUROPEI”

“SALVIAMO TRENTO DALLA CIRCONVALLAZIONE TAV/TAC”

“CONTRO TUTTE LE GUERRE E CHI LE ARMA, CONTRO LE POLITICHE GUERRAFONDAIE DELL’ENI”

“LA VERITÀ È LA PRIMA VITTIMA DELLA GUERRA. DAL COPRIFUOCO PANDEMICO AL COPRIFUOCO DELLA RAGIONE”

“RISCHI E MINACCE SULL’ACQUA QUALI IMPATTI SULLA RISORSA IDRICA”

Ennesimo strappo tra M5S e ambientalisti.

Tramonto

A questo punto gli ecopacifisti non sapranno più chi votare alle prossime elezioni. Pare definitivamente perso il loro appoggio che era stato determinante  nelle ultime trionfali  elezioni con il 33% (oggi ridotto nei sondaggi ad un terzo).  In  questi cinque anni, sono stati dagli ecopacifisti accusati di essere dei traditori, o quanto meno degli  impotenti, su Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, Ponte Morandi, fanghi tossici, PNNR, TAP, Ilva, trivelle, nucleare, energie rinnovabili, pace, Nato, spese militari, inceneritori, reddito di cittadinanza, terra dei fuochi, migranti, eccetera. Ora sopra i Cinquestelle,  “governisti ad oltranza incollati alle poltrone”, piomba fatale l’ultima tegola: per PFAS e bisfenoli, i famigerati tossici e cancerogeni, bioaccumulabili e indistruttibili, che sono messi al bando in quasi tutto il mondo, con eccezione proprio dell’Italia.

Per i Pfas, il M5S infatti  ha avviato la discussione in Senato il Decreto Legge (prima firmataria Vilma Moronese) che invece aveva trovato la più ferma opposizione – “E’ispirato dalla Confindustria” –  da parte dei movimenti in lotta dal Veneto al Piemonte,  Comitati e associazioni: Movimento di lotta per la salute Maccacaro, Mamme No Pfas, ISDE, Comitato Stop Solvay, Greenpeace, Fryday For Future. 

Infatti, a differenza dei Movimenti, che chiedono immediati  limiti zero alle micidiali  emissioni di queste sostanze in suolo aria acqua, e dunque chiedono la drastica fermata degli impianti nocivi (della multinazionale  Solvay di Spinetta Marengo AL e di altre aziende in Italia soprattutto conciarie) invece il DDL Moronese blandamente  si limita a “ridurre, e se possibile annullare, l’immissione di Pfas nell’ambiente”, con tanto di “periodo transitorio di adeguamento”.  In altre parole dà il via libera legale  alle aziende (Solvay) per un tempo indeterminato di produrre e inquinare.

Polizia e militarizzazione in Valsusa.

E’ stato arrestato e portato in carcere Stefano Mangione condannato a 1 anno e 6 mesi per resistenza aggravata per i fatti accaduti dieci anni fa (26 luglio 2013) durante un presidio davanti al Tribunale di Torino in solidarietà con una compagna NO TAV pisana, Marta Camposano, arrestata una settimana prima in una manifestazione al cantiere della Clarea di Chiomonte, che aveva denunciato di aver subito violenze e molestie sessuali da parte delle forze dell’ordine dopo il fermo. Clicca qui sulla newslettera di Doriella&Renato  per il video e come esprimere solidarietà . Troverai anche  l’importanza rilevante del TAV  anche a livello militare, in quanto fa parte dei corridoi di mobilità militare europea (TEN-T) che sono estremamente strategici la NATO, al fine di garantire il veloce spostamento di mezzi pesanti per il continente in caso di teatri di guerra.

TAV: come togliere l’acqua a 600mila persone.

Mentre imperversa la siccità in Piemonte, nel cuore delle montagne della Valsusa e della Maurienne (in Francia) si verifica da anni un colossale spreco d’acqua. Infatti, i lavori per la realizzazione del cunicolo esplorativo del TAV Torino-Lione, lungo 7 km, dal 2013 causano fuoriuscite d’acqua provenienti dalle falde intercettate dalle ‘trivelle’. Il volume d’acqua fuoriuscito in un anno dal cunicolo è pari al fabbisogno idrico annuo di circa 40.000 persone.  Per l’intera galleria di 57 km, oltre 8 volte la lunghezza del cunicolo, si può ipotizzare, al termine dello scavo, la fuoriuscita di un volume d’acqua ogni anno pari a: 24.590.500 mc corrispondente al fabbisogno idrico annuo di 300.000 persone. Considerata la doppia canna prevista dal progetto, il dato potrebbe raddoppiare, arrivando a corrispondere al fabbisogno annuo di ben 600.000 persone. Clicca qui.

Al fianco degli studenti in agitazione.

La morte di due studenti, Lorenzo e Giuseppe, durante l’alternanza scuola-lavoro ha soffiato sul fuoco della rabbia studentesca, e gli studenti continuano a mobilitarsi contro il modello di scuola del governo Draghi, in opposizione all’alternanza scuola-lavoro, alla nuova maturità del ministro Bianchi e contro la mancanza di sicurezza all’interno delle scuole.

Il tema delle scuole e dell’istruzione pubblica è da sempre legato a doppio filo con i temi che da anni agita il movimento No Tav riguardo quelle che dovrebbero essere le reali priorità del Paese. Quello di cui ha bisogno questo Paese non sono le grandi opere inutili, ma rivoluzionare completamente questo modello di scuola”. Clicca qui le altre iniziative No Tav Valsusa.

La storia dell’attivista No Tav che sarà consegnato alla Francia.

Emilio Scalzo, 66 ani, è accusato di aver aggredito un gendarme francese durante una manifestazione a favore dei migranti che valicavano la frontiera lungo la cosiddetta “rotta delle Alpi”: Claviere è a 1.760 metri di altitudine, e il cammino, spesso sotto la neve e con il ghiaccio, dura almeno cinque ore. Le operazioni di aiuto ai migranti cominciarono nel 2017, e furono promosse dalla rete No Tav della Val Susa: la loro attività ha come obiettivo quello di dare rifugio e aiuto alle tante persone che tentano il passaggio in Francia per poi raggiungere, se riescono, la Germania. Il 15 maggio ci furono scontri: attivisti italiani e francesi da una parte e gendarmi dall’altra.  Scalzo è molto conosciuto tra gli attivisti No Tav e No Border: da anni è uno dei più attivi tra i militanti. Aveva finito a marzo di scontare una precedente pena di nove mesi agli arresti domiciliari per fatti sempre legati alla sua militanza. È inoltre sotto processo per l’occupazione di una ex casa cantoniera a Oulx trasformata in rifugio per i migranti.

Solidarietà per Emilio.

Sono arrivati scavalcando il cancello, come degli intrusi, bloccando la statale con le camionette e circondando la casa con decine di digos. Tra le grida di rabbia di chi da giorni presidia casa di Emilio per rendere più difficile il suo arresto, tra le urla che invocano libertà, Emilio è stato tradotto in carcere a Torino in attesa di essere portato in Francia. Continua su newslettera di Doriella&Renato, insieme alle altre iniziative No Tav Valsusa.

Per Tav Valsusa non sfugge dalla condanna anche questo governo.

Al termine della sessione conclusiva del Tribunale Permanente dei Popoli dedicata a “Diritti fondamentali, partecipazione delle comunità locali e grandi opere (5 – 8 Novembre 2015)“, è stata pronunciata una sentenza storica di condanna dell’intero SISTEMA DELLE GRANDI OPERE.
Una sentenza che accoglie l’impianto accusatorio e lo rafforza, che riconosce la violazioni di diritti fondamentali non soltanto in Val di Susa, che denuncia la violazione di convenzioni internazionali da parte degli stati che le hanno sottoscritte, che chiede per la Valsusa la sospensione dei lavori e la cessazione dell’occupazione militare. Clicca qui.

Tragica farsa della sentenza del tribunale di Torino.

Tragica per Nicoletta Dosio che dovrebbe andare in galera. Farsesca per la giustizia italiana che condanna per “evasione” Nicoletta che non è mai scappata e non si è mai sottratta alla giustizia, quando ha avvertito che sarebbe uscita da casa sua, dove ingiustamente detenuta, per partecipare liberamente e pacificamente a manifestazioni No Tav. Clicca qui.

Una valanga di querele contro il direttore di Repubblica.

I no tav sono un’organizzazione violenta, quanto resta del terrorismo italiano degli anni settanta. Aggrediscono sistematicamente le istituzioni, la polizia, anche i giornali, minacciano giornalisti a Torino e la cosa forse più grave che sono in gran parte italiani che si nutrono anche di volontari che arrivano da Grecia Germania e a volte dalla Francia, quindi  sicuramente…”E poco dopo ha aggiunto: “Per un torinese ‘No Tav’ significa sicuramente terrorista metropolitano, chiunque vive a Torino ha questa accezione…“.

Sono le dichiarazioni di Maurizio Molinari nel corso della trasmissione “Mezz’ora in più” andata in onda su RAI3 il 10 ottobre 2021. Venerdì 19 novembre 2021, al mattino,  verranno depositate al palazzo di giustizia di Torino le prime querele per diffamazione : sarà una pioggia di querele perché i notav accorreranno in tanti a Torino per trovare un posto in prima fila. In contemporanea un altro folto gruppo di notav depositerà altre querele alla caserma dei carabinieri di Susa. Ma sarà solo l’inizio perché seguiranno nei giorni successivi altre querele da parte di coloro che, come notav, si sentono diffamati da Molinari: che vivano in Val di Susa, a Torino o in qualsiasi altra città poco conta. Lo faranno  associazioni, singoli amministratori locali della valle, lo faranno molti singoli attivisti no tav e sostenitori del Movimento che si sentono diffamati per diverse ragioni. Gli avvocati hanno  predisposto un facsimile di querela e dettagliate istruzioni. Clicca qui Controsservatorio Valsusa.

Una valle di cultura e di lotta.

Sulla newsletter (clicca qui) numerose le iniziative e le manifestazioni dalla  Valsusa su temi diversi. Il divieto di manifestazione. Giornata nazionale di protesta. Energia nucleare e gas fossile. COP26 fallimento. Sovranità alimentare. Giornata nazionale degli alberi. Difesa dell’acqua e dei beni comuni. Corteo antimilitarista. Violenze di genere. Le vittime della repressione. Radio No Tav. No green pass. Presidio San Didero. Askatasuna. Eccetera.

Enorme spreco idrico prodotto dagli scavi del TAV.

Clicca qui Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino.

La classe di governo, nazionale e locale, anziché ribadire atteggiamenti fideistici sulle sorti “magnifiche e progressive” delle grandi opere, dovrebbe finalmente  riflettere e approfondire con obiettività sull’effettivo impatto che queste hanno sul territorio e sulla vita delle loro comunità.

Conclusa la lunga crociata contro il TAV del “PM con l’elmetto”.

La carriera  di Andrea Padalino si conclude con la richiesta della Procura di Milano a 3 anni di carcere con l’accusa per corruzione in atti giudiziari e per altri reati che vanno da rivelazione di segreto a abuso d’ufficio. Il più “scivoloso” dei casi di corruzione è costituito da diversi soggiorni di Padalino, gratis, all’Hotel San Rocco di Orta San Giulio «talvolta anche con la sua scorta e in un’occasione accompagnato dai suoi familiari» si legge agli atti. Clicca qui il commento di Info No Tav, che ricostruisce la storia di questo nemico giurato del Movimento definita “una lunga e infame crociata, condotta insieme al pm Rinaudo, contro chiunque fosse No Tav, senza guardare in faccia nessuno, incarcerando manifestanti dai 18 ai 72 anni”.

Il Tav, grande opera oppure assedio? Le ragioni del no.

In collegamento con la Valsusa  al XIII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. A cura del Comitato Giovani NoTav e Fridays For Future Val Susa in dialogo con la Commissione Tecnica – Unione Montana Val Susa, la Ass. NoTav Torino&Cintura, Nicoletta Dosio ecc.  Tutti gli appuntamenti del Festival saranno visibili, in diretta, attraverso la pagina Facebook. Clicca qui la newslettera di Doriella&Renato per il programma completo.

Filo spinato per le manifestazioni in Italia?

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare“.

(Brecht, Niermoller)

Vietare le manifestazioni ai “no vax” o “no green pass” è il primo  passo per arrivare a vietare le manifestazioni di chiunque?

Premesso che il precedente citato dalla direttiva Lamorgese è quello di Roberto Maroni del 2009  che dopo la manifestazione di solidarietà con la striscia di Gaza impose limiti ai cortei nei centri storici e davanti ai luoghi di culto per salvaguardare il decoro urbano,  pubblichiamo alcune risposte.

Draghi all’assalto della democrazia. Attac Italia:  Come nel più prevedibile dei copioni di teatro, dopo aver sapientemente preparato il terreno per un paio di mesi, il cerchio si chiude e il governo Draghi-Lamorgese porta l’affondo finale: nell’Italia della ripresa-resilienza sarà vietato manifestare. L’esito è stato preparato attraverso diverse tappe… Continua .

No Tav Valsusa: Questa misura non ha nulla a che vedere col fatto di essere a favore o meno del green pass o del vaccino. PD, Movimento 5 Stelle e la varia “sinistra” governista plaudono delle misure che neanche nella peggiore democratura sarebbero applicate a cuor leggero. I sindacati confederali? Assenti. Il diritto a manifestare  è calpestato, diventa un privilegio di concessione regale… Continua.

Su Il Manifesto: La “Direttiva recante indicazioni sullo svolgimento di manifestazioni di protesta contro le misure sanitarie in atto”si rivolge alle manifestazioni Covid, ma per la formulazione di chiusura le modalità richiamate potranno essere adottate per altre manifestazioni. Ad ogni modo le determinazioni prefettizie non devono ritenersi  lesive della Costituzione… Continua.

Telebavaglio a Report.  L’assalto del Pd con Renzi e forzisti: puntata “no vax”. Il punto sui vaccini. Durata dell’immunità, terze dosi e Green pass, i temi. La vigilanza Rai: “Il programma fa propaganda e disinformazione”. La replica di Sigfrido Ranucci: “Un fatto non ha colori, è un fatto, punto, che piaccia o no. Noi siamo pro immunizzazioni”. Clicca qui su Il Fatto.

Movimento di lotta per la salute Maccacaro: Ci dobbiamo interrogare tutti sullo stato di salute della Democrazia in Italia: la polizia che carica  con idranti e manganelli i manifestanti nonviolenti al porto di Trieste e che scorta  gli squadristi fascisti verso la sede della Cgil perché non sbaglino strada, il 60% che non va più a votare, nessuna opposizione parlamentare ad un governo che raggruppa tutti i “migliori”, e appunto l’unica opposizione reale nel Paese – la Democrazia Diretta cioè i Movimenti – che viene  criminalizzata a parole e repressa sui campi del conflitto… Continua.

Le informazioni No Tav dalla Valsusa.

LA NEWSLETTER di Doriella&Renato  (clicca qui) È POSTATA OGNI GIOVEDÌ, SU TRANCEMEDIA.EU NELLA SEZIONE “SOTTO IL MOLOCH”:  https://www.trancemedia.eu/sotto-il-moloch/ . Inoltre è reperibile sul nostro Sito e trasmessa tramite la nostra Lista.

RADIO NO TAV va in onda ogni giovedì ORE 13 -14.30 sulle frequenze radiofoniche torinesi dei 105:250 FM di #radioblackout ed in STREAMING http://stream.radioblackout.org/ ; potete contattare la redazione al numero 3770862441 attivo durante il programma https://gancio.cisti.org/radioblackout.org/shows/radionotav/

In Valsusa si estendono le aree di interesse strategico del TAV.

Nuovo attacco del governo al Movimento No Tav e a tutti gli abitanti della Val Susa: La Commissione Trasporti della Camera ha approvato un emendamento presentato da Roberto Rosso, vicepresidente di Forza Italia, che ha l’obiettivo di estendere ad altri sette Comuni la qualifica di aree di interesse strategico per procedere con i lavori del Tav. Clicca qui.

I No Tav sono terroristi.

Una mappa delle aggressioni fasciste.

“I No Tav sono un organizzazione violenta, quanto resta del terrorismo italiano anni ‘70. Diciamo che per un torinese, No Tav significa sicuramente terrorista metropolitano, chiunque vive a Torino ha questa percezione. La cosa più grave nei confronti dei No Tav è che siccome si avvolgono di una motivazione ambientalista, quando questa motivazione viene legittimata loro reclutano, con una dinamica che ci riporta davvero agli anni 70”. Su RAI 3 queste sono le dichiarazioni  di Maurizio Molinari, oggi direttore di Repubblica, ieri corrispondente da Tel Aviv dove dava dei terroristi ai palestinesi mentre erano massacrati dagli israeliani. Portavoce di Berlusconi da quando è in difficoltà a controllare la dentiera, a  dargli manforte è Antonio Tajani, il quale di rosso ha solo il naso, il che spiega l’affermazione “Si comincia con lo spinello e si arriva all’eroina” (come dire: si comincia a tagliare il filetto e si finisce per sbudellare il cognato). Entrambi sarebbero lì per commentare l’aggressione fascista alla sede della CGIL, ma ne vogliono ridimensionare la gravità e dunque  parlano d’altro, piuttosto che di antifascismo e di scioglimento di  Forza Nuova. Su queste enormità il silenzio di Maurizio Landini, presente in studio, la dice lunga sullo stato della CGIL.

Il Movimento No Tav gli ha replicato come segue. “Forse vale la pena ricordare a Molinari che sabotaggi, manifestazioni, picchetti e Disobbedienza Civile sono pratiche di resistenza portate avanti dai Movimenti ambientalisti in tutto il globo, tra l’altro regolarmente celebrate proprio sulle pagine del suo giornale purché si verifichino a quella distanza di sicurezza che non infastidisce i finanziatori del suo gruppo editoriale. Forse vale la pena ricordare a Molinari che la sua percezione del Movimento No Tav non è quella di ‘chiunque vive a Torino’ ma quella di un ristrettissimo circolino formato da qualche esaltato che si è entusiasmato per le madamine del rotary club il tempo di un happening in Piazza Castello. Forse vale la pena ricordare a Molinari che nel movimento No Tav si riconoscono, da decenni, centinaia di migliaia di cittadini tra Torino e la Val Susa, la totalità delle Associazioni ecologiste italiane e dei partiti verdi che siedono al Parlamento Europeo senza contare sindaci, consiglieri regionali, unione montana e decine di enti in tutta la regione Piemonte. Forse vale la pena ricordare a Molinari che “i no tav” non sono un’organizzazione, violenta o non-violenta che sia, ma un Movimento che fa paura per una sua peculiarità davvero unica in Italia: fa quello che dice e dice quello che fa. Forse vale la pena ricordare a Molinari che ‘il terrore’ in Val di Susa lo largisce uno Stato che manganella una popolazione con ha la sola colpa di aver tenuto la schiena dritta per troppo tempo, che minaccia di togliere i figli ai genitori coi quali manifestano, che entra all’alba nella case per portarsi via parrucchieri, pescivendoli, studenti, commesse e pensionati per rinchiuderli tra quattro mura. Forse vale la pena ricordare a Molinari che lui fa il direttore del principale quotidiano sedicente “di sinistra” e che sta parlando del più longevo e radicato Movimento Ambientalista italiano”.

Ma forse non vale la pena di ricordare queste cose a Molinari, le conosce benissimo ma è pagato altrimenti.

L’equiparazione comunisti/fascisti, destra/sinistra, opposti estremismi, torna ad essere il sistema e la narrazione decisiva del vero controllo sociale e autoritario del paese, altro che green pass. I fascisti sono serviti a questo, come sempre, come da sempre in questo paese che con i fascisti e il fascismo i conti non li ha mai voluti fare.

Con Emilio sempre. Presidio a Bussoleno.

Presidio sotto la sua casa per  attendere insieme a lui e alla sua famiglia la risposta del Tribunale della Cassazione che deciderà  sul ricorso per la sentenza della Corte d’Appello di Torino che ha decretato la concessione dell’estradizione per Emilio allo Stato francese. Clicca qui con gli altri appuntamenti di lotta la newslettera di Doriella&Renato.

I Movimenti sanno anche fare a meno dei partiti.

Non è nostro compito avventurarci in disamine del voto. Azzardiamo l’ipotesi che l’astensionismo record sia rimpolpato da quanti si sentano rappresentati dai Movimenti piuttosto che dai partiti. Lo dimostrerebbe l’emorragia del voto grillino che è tornato  a rifugiarsi nell’astensionismo. I grillini, dopo essere esplosi in promesse e percentuali, al governo  si sono rivelati la delusione cocente dei Movimenti ambientalisti e pacifisti, dal Tav in avanti. Che un Cingolani sponsorizzato da Grillo o un “democristiano” come Conte  possano riportare il M5S, non più movimento bensì partito, a riferimento elettorale dei Movimenti, non pare prevedibile. Altrettanto non pare l’offerta di un “nuovo centrosinistra rosaverde” con l’altra palla al piede, il PD, difficilmente identificabile di sinistra, insomma piuttosto Dc che PCI. Conte e Letta, a loro volta,  non sono figure che scaldino il cuore degli attivisti eco pacifisti… con “linguaggi e contenuti di populismo gentile e competente” ormai percepiti come bla bla bla (l’unica cosa “green” sostenuta è stata il green pass che di verde o arcobaleno non ha proprio nulla). Insomma non pare che milioni di cittadini, convinti che votare sia diventato inutile, abbiano sotto mano  una rappresentanza partitica alternativa. Ma la democrazia non  scricchiola perché i Movimenti, ancorché orfani di rappresentanza, sono ben vivi, in particolare i giovani, come hanno anche recentemente dimostrato riempiendo le piazze insieme a Greta.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Tutti gli errori nella gestione della pandemia.

La distruzione della medicina territoriale, la riduzione ai minimi termini dei servizi di prevenzione, l’ignoranza sul ruolo dell’epidemiologia, l’enorme peso della sanità privata nel Servizio Sanitario Regionale, una gestione del Servizio Sanitario pubblico condotta secondo le logiche, gli obiettivi e gli interessi di un Sevizio Sanitario privato ed infine una medicina centrata in gran parte sulle cure d’eccellenza, innovative ed estremamente costose, che non solo ha ignorato ogni forma di medicina di comunità e di continuità assistenziale, ma ha anche prosciugato le risorse da destinare all’assistenza sanitaria quotidiana dell’insieme della popolazione…efficacia dei vaccini… effetti collaterali… Continua la lettura (clicca qui) di Vittorio Agnoletto sulla newslettera di Doriella&Renato, insieme alle altre iniziative No Tav Valsusa.

Manifestazione per i morti sul lavoro e dei disastri ambientali.

Nella GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DEI DISASTRI INDUSTRIALI E AMBIENTALI. Unire le lotte ambientali a quelle dei morti sul lavoro, unire le vittime di tutte le stragi con il movimento dei lavoratori per la difesa della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio significa è l’unico modo per difenderci. Sulla newslettera di Doriella&Renato altre iniziative No Tav: clicca qui.

Lo spauracchio Askatasuna.

Un covo di barbari? Oppure un centro sociale di quartiere, da sempre attraversato e vissuto da giovani, universitari e dalle persone che fanno parte integrante  del Movimento No Tav, nel quale appunto  varie componenti del territorio si alternano e si completano da oltre 20 anni? Cattivi venuti da fuori? Oppure parte di un popolo che poteva desistere e sedersi sul bordo della strada contando i camion passare con il loro carico di inquinamento e morte; parte di un popolo che invece ha deciso di lottare insieme e di raggiungere la vittoria sognando di guardare andare via dalla propria terra chi da anni ha deciso di provare a distruggerla e devastata in nome del becero profitto? Clicca qui

Ago e filo contro il Tav. Cuciamo la lotta.

Confezioniamo  una grande bandiera tutti insieme in una giornata di festa e mobilitazione. Utilizziamo il tessuto delle nostre lenzuola, coloriamola con le nostre mani e esponiamola sulla nostra terra! Per realizzare questa iniziativa abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti! Puoi trovare delle lenzuola matrimoniali? Sai cucire a macchina? Contattaci! Nelle lenzuola restano impigliati i nostri sogni e i nostri incubi. E in Val Susa abbiamo in comune un grande incubo… ma condividiamo anche molti sogni!…. Per info e contatti: Comitati di Caprie e Condove notav_condove@autisctici.org; https://www.facebook.com/events/827407587957131?ref=newsfeed; https://www.notav.info/agenda/18-19-settembre-cuciamo-la-lotta/

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