Lo Stato Sociale come voleva Franco Basaglia.

E’ impietoso il quadro di come è strutturato lo Stato Sociale: non tutela né gli utenti, né gli operatori e nell’ultimo anno la pandemia ha messo letteralmente a nudo tutte le gravi carenze presenti nel settore sanitario, socioassistenziale ed educativo. E’ il momento di ripensarlo e che sia pubblico, come voleva Franco Basaglia negli Anni Settanta. (continua…)

Alessandro Marescotti, il professore per la pace e l’ambiente.

Professore di lettere in una scuola superiore a Taranto, fondatore di PeaceLink e autore di vari libri, dal 2005 Marescotti si è occupato tenacemente dell’inquinamento causato dell’acciaieria ex Ilva, contribuendo al maxi processo Ambiente Svenduto. Insignito del “Premio Honoris Causa” per Giornalismo d’Inchiesta, Marescotti è anche referente del progetto Ecodidattica.

Marescotti, qual è il suo stato d’animo dopo la sentenza?  La sensazione è quella di partecipare ad una lotta di Resistenza, con la forza nonviolenta della ragione, insieme a tanti altri concittadini. Una lotta dal basso, per la salute e l’ambiente. Purtroppo il Consiglio di Stato ha negato lo spegnimento dell’area a caldo (richiesta dall’ordinanza del sindaco di Taranto). Una sentenza favorevole alle ragioni aziendali. Ma noi andiamo avanti, ancora più determinati. Clicca qui l’intervista.

Il governo continua a non tutelare i diritti umani della popolazione esposta all’inquinamento dell’Ilva di Taranto.

Dopo tutte le riprovevoli violazioni, addirittura a fronte di tre importanti gravi novità:

la nuova valutazione di danno sanitario (VDS);

la persistenza di eccessi di mortalità anche recenti;

i gravi effetti neurotossici di piombo e arsenico sui bambini.

Clicca qui il Comitato Cittadino per la salute e l’ambiente di Taranto.

Ilva, prima di tutto va fermata l’attuale produzione inquinante e insicura per i lavoratori.

Da sempre per l’Ilva Alessandro Marescotti è il punto di riferimento del Movimento di lotta per la salute Maccacaro. Clicca qui l’intervista al fondatore di Peacelink: l’ambientalista che per primo si è battuto contro l’Ilva e i suoi 210 chili di veleni l’anno (diossina ecc.) per ogni cittadino di Taranto. Fu denunciato per procurato allarme. In questi anni, dalla sinistra non ha mai avuto la solidarietà di nessuno. La sinistra è rappresentata da Nichi Vendola, nella sentenza condannato per  concussione  a 3 anni e 6 mesi di reclusione per le pressioni sull’Arpa Puglia  affinché ammorbidisse la sua linea dura contro l’Ilva Clicca qui il commento della sua ex portavoce. Marescotti conferma: “I pm ci ascoltavano, la politica ci considerava allarmisti”. Poi annuncia: “Presenteremo un  nuovo esposto sul periodo 2013-oggi, non considerato dalla sentenza”.“ Finora sono esistiti due stati paralleli: i governi e i magistrati”. Nonché i  sindacati e altre associazioni ambientaliste che vorrebbero continuare a produrre acciaio per garantire i livelli occupazionali. “La sentenza può portare a un movimento unitario, cioè la riconversione  senza acciaio». Taranto è incompatibile con la produzione di acciaio? Neanche con la decarbonizzazione o i forni elettrici? “Genova ha rifiutato i forni elettrici per le scorie radio: si tratta di una tecnologia sorpassata. Per quanto riguarda la decarbonizzazione noi non siamo mai stati contrari ma mettiamo due condizioni: che sia sostitutiva e non aggiuntiva con la produzione tradizionale e che sia anticipata da una Valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (Viias). Non c’è un pregiudizio ma penso anche che la produzione di acciaio verde non abbia più mercato. E comunque prima di tutto va fermata l’attuale produzione inquinante e insicura per i lavoratori”.

Dopo la sentenza il governo ancora non decide la chiusura dell’aerea a caldo dell’Ilva.

La sentenza è la  grande vittoria della cittadinanza attiva che con le sue lotte e le sue denunce ha saputo raccogliere le prove del disastro ambientale. E ancora una volta la domanda al governo è: per la chiusura servono ulteriori certezze sull’impatto che questa industria ha avuto e avrebbe in futuro sulla salute della popolazione tarantina? Clicca qui.

No al trattamento coatto e all’istituzionalizzazione delle persone con disabilità.

Qualsiasi autorizzazione costituisce una violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, in particolare degli articoli 14 (Libertà e sicurezza della persona), 15 (Diritto di non essere sottoposto a tortura, a pene o a trattamenti crudeli, inumani o degradanti), 17 (Protezione dell’integrità della persona) e 25 (Salute). continua…)

C’è giustizia a Brindisi. Adesso tocca a Genova (ponte Morandi), Vicenza e Alessandria (Pfas)?

Fabio Riva è la persona che nel corso di una conversazione intercettata disse: ‘Due tumori in più al mese? cosa vuoi che siano? una merda.  Ora possiamo dirgli: 22 anni di reclusione cosa vuoi che siano? una merda.

Questa sentenza rappresenta una svolta storica sul piano giudiziario per la città di Taranto.  E non solo, speriamo. Questa sentenza è un macigno  sulle azioni del Governo: non saremmo un Paese credibile e giusto se all’interno del PNRR, a partire dall’ex Ilva, non si avviasse  una vera transizione ecologica che parta dalla chiusura immediata dell’area a caldo dell’acciaieria (confiscata dalla sentenza e in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato).

Per l’Ilva di Taranto, al processo “Ambiente svenduto” durato cinque anni, per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari, corruzioni in atti giudiziari, omicidio colposo e altre imputazioni, la Corte di Assise di Brindisi condanna a vario titolo: 22 anni di reclusione a Fabio Riva e 20 al fratello Nicola21 anni e 6 mesi a Girolamo Archinà responsabile delle relazioni istituzionali e definito dall’accusa come la “longa manus” dei Riva verso istituzioni e politica; 21 anni a Luigi Capogrosso direttore dello stabilimento; 18 anni e 6 mesi a Lanfranco Legnani, Alfredo Ceriani, Giovanni Rebaioli e Agostino Pastorino considerati una sorta di “governo ombra” dei Riva; 3 anni e 6 mesi a Niki Vendola ex governatore della Puglia accusato di concussione aggravata in concorso; 3 anni a Gianni Florido ex presidente della Provincia e a Michele Conserva ex assessore provinciale all’ambiente per concussione,  15 anni e 6 mesi a Lorenzo Liberti ex consulente della procura;   2 anni per favoreggiamento a Giorgio Assennato ex direttore di Arpa Puglia; 5 anni e 6 mesi a Francesco Perli avvocato dei Riva; eccetera per un totale di 47 imputati (44 persone fisiche e 3 società); trasmissione degli atti alla procura per l’ipotesi di falsa testimonianza per l’ex arcivescovo della diocesi di Taranto Benigno Papa. Insomma una bella associazione a delinquere industriale, politica, amministrativa, legale, ecclesiale.

 

Clicca qui Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink.

Clicca qui i giornali:

La gazzetta del mezzogiorno

Il corriere della sera

La Stampa

Il Fatto quotidiano

G20 SALUTE: ipocrisia, cinismo e indecenza.

Nella Dichiarazione finale di Roma  il divenire della concretizzazione del diritto universale alla salute non è  messo sui binari giusti nell’interesse di tutti gli abitanti della Terra e in sintonia con il rispetto dei diritti della natura. Anche nel campo della salute la Dichiarazione è arroccata alla regolazione “mondiale” fissata nelle logiche del commercio inter-nazionale dominata dai mercanti e dai finanziari dei paesi più potenti al mondo, i quali non dissociano e liberano la politica pubblica della salute dallo stato attuale di sudditanza dei poteri pubblici nei confronti delle loro grandi imprese farmaceutiche e chimiche multinazionali.  La scelta operata è un atto di cinismo:  assume come postulato di base il mantenimento delle ineguaglianze e del fossato tra i paesi ricchi e “sviluppati” del Nord, in particolare “occidentali”, e i paesi poveri, sotto o poco sviluppati La sospensione provvisoria dei brevetti è stata rimandata. L’abolizione dei brevetti è il primo lucchetto di bloccaggio da far saltare. Clicca qui.

Ponte, industria e meno ospedali.

Man mano che si scorrono le 2.500 pagine del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), si vede qual è l’indirizzo del governo Draghi. Per esempio sulla sanità: mentre il piano di Conte puntava sul rafforzamento dei piccoli ospedali e dei poliambulatori, la nuova versione inverte i pesi dei finanziamenti. Ci saranno più soldi per i medici di base, quindi per le cure domiciliari e la telemedicina (risposte ai quesiti dei malati via telefono), mentre briciole per i piccoli nosocomi territoriali e per gli ambulatori. Ma la parte del leone le faranno le infrastrutture, addirittura il Ponte di Messina, che dopo 50 anni e palate di milioni buttati, ritorna sul tavolo. L’opera non è contenuta nel Pnrr, ma sembra essere la naturale prosecuzione dell’Alta velocità Salerno-Reggio Calabria. Il governo dei Migliori  vuole fare  quello che Berlusconi aveva sempre tentato: un’opera che è già costata solo per fantasiosi studi e progetti quasi 1 miliardo di euro. Insomma il governo, dopo aver costruito un Recovery Plan che non affronta la transizione ecologica perché sottrae risorse al trasporto pubblico, alla depurazione, alla dispersione delle reti idriche e alle energie rinnovabili,  lavora per realizzare un’opera dall’impatto ambientale devastante continuando ad ignorare le emergenze del Sud del paese.

Con il Pnrr la politica dei trasporti si concentra sull’Alta Velocità.

Meglio se anche adatta alle merci e diretta verso le regioni del Sud . Interventi infrastrutturali inutili, e disastrosi per l’ambiente:  le notevoli emissioni di CO2 non possono essere compensate nel tempo ipotizzando di trasferire alla ferrovia flussi di merci inesistenti. Esempio, per la linea Salerno-Reggio Calabria si opta per un  inutile costosissimo corridoio interno, caratterizzato da oltre 160 km di gallerie e da 30 miliardi di costo previsto. Esempio , per il traforo ferroviario di base del Brennero (lungo 55 km), le emissioni in fase di costruzione vengono stimate in circa 3,1 milioni di tonnellate di CO2, compensabili in circa 20 anni di esercizio a fronte di un traffico compreso fra i 20 ed i 30 milioni di t/anno. Il risultato sarà di emettere, nel prossimo decennio, una enorme quantità di CO2 recuperabile forse soltanto dal XXII secolo. Con buona pace della transizione ecologica. Clicca qui.

Sanità, meno spesa pubblica più spesa privata.

L’analisi incrociata della missione “Salute” del Piano di ripresa (Pnrr) e del Documento di economia e finanza (Def) per il triennio 2022-2024 dimostrano che l’attuale esecutivo, ancor più del precedente, intende tornare al pre covid. L’Italia tornerà dunque a essere tra i Paesi europei che spendono meno in salute. Se la spesa pubblica è bassa, tende ovviamente a salire quella privata diretta. Clicca qui.

Lettera dal carcere per rompere i muri di silenzio.

Con il covid  stiamo scontando una doppia pena. Stiamo pagando per aver infranto le leggi scontando una pena in questi luoghi e con questo sistema a sua volta condannato dalla Corte Europea per i Diritti perché disattende principi fondamentali: ci troviamo in una “bolla” intrisa di contraddizioni oltre che di ingiustizie accentuate ancor più dalla pandemia. (continua)

Liberiamo le prossime generazioni dalle malattie e dalle morti per Amianto.

L’amianto rimane la causa della maggiore morbilità e mortalità per i lavoratori ed aumenta anche la quota dei cittadini inermi e inconsapevoli che per trasmissione familiare o ambientale vengono colpiti dalle patologie causate dall’amianto. L’unico modo per ridurre, interrompere questa strage silenziosa, è accelerare la bonifica dell’amianto in tutti gli ambienti di vita e di lavoro e garantire una migliore assistenza sanitaria e tutela sociale. Clicca qui la lettera aperta al governo per interventi immediati.

Processi amianto ennesima assoluzione.

I quattro ex dirigenti del Teatro alla Scala di Milano sono stati assolti con la formula «perché il fatto non sussiste», erano imputati per omicidio colposo nel processo a Milano sulla morte di ventisette lavoratori esposti ad amianto al Piermarini, prima delle bonifiche dei locali. Quelle penali non sono le sedi più adatte per tutelare le Vittime.

Festa di Liberazione dal fascismo e di Resistenza al nuovo fascismo.

76 anni dopo, cosa  sono fascismo e antifascismo oggi?  Antifascismo sono stati  lo Statuto dei Lavoratori, il Sistema Sanitario Nazionale, la legge Basaglia, le leggi sul divorzio, sull’interruzione volontaria di gravidanza, ecc. Chi sono i fascisti di questo millennio?  Coloro che si oppongono all’attuazione della Costituzione e che negano l’esercizio dei diritti civili, politici e sociali affermati nella carta costituzionale: il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, all’ambiente salubre, alla partecipazione alla vita politica, la parità di genere, il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ecc..

Dunque gli antifascisti sono gli avversari di  coloro che hanno fiaccato il Sistema Sanitario Nazionale a tal punto da farlo crollare sotto Covid; che hanno smontato pezzo per pezzo la Scuola Pubblica; che hanno reso precario il lavoro; che hanno finanziato e continuano a finanziare le fabbriche di armi e a sostenerne le esportazioni in tutto il mondo; che impongono restrizioni alle libertà ed ai diritti costituzionali (vedi Decreti Sicurezza e situazione carceri in Italia); che consentono che il 10% della popolazione residente nelle aree SIN continui ad ammalarsi e a morire di tumore; che finanziano i paesi in cui è consentito detenere e torturare impunemente uomini, donne e bambini in veri e propri lager (vedi caso Libia); che trattano e fanno affari con regimi incuranti del rispetto dei diritti civili e politici (vedi casi Turchia ed Egitto); che reprimono il dissenso processando, carcerando (vedi fatti del G8 di Genova e torture nella Caserma di Bolzaneto, arresti degli attivisti No Tav e No Tap, ecc.) e sopprimendo spazi di utilità sociale (vedi Labas a Bologna, Casa Internazionale delle Donne e Cinema Palazzo a Roma, ecc.). Clicca qui.

Le responsabilità del Governo nel mancato rispetto delle disposizioni relative ai “nuovi” OGM.

Il Governo sta di fatto aprendo le porte alla sperimentazione e coltivazione in campo dei nuovi OGM. I quali  non sono la strategia per uscire dalla crisi pandemica e climatica, ma una falsa promessa che nell’interesse di pochi affosserà ulteriormente l’Italia, andando a ledere la sua filiera agroalimentare aumentando la dipendenza del settore agricolo da input sempre più costosi, brevettati, come le sementi OGM. Porterà con se una contaminazione irreversibile della nostra biodiversità, con danni economici ed ambientali incalcolabili. Clicca qui.

–>(1) Pfas una calamità ambientale e sanitaria mondiale.

Facciamo riferimento al più recente Studio ENEA. Le sostanze perfluoroalchiliche (PFOA, PFOS, C6O4, ADV ecc.) sono diffusissime in tutto il mondo: trattamenti pelli e tessuti (Goretex) rivestimenti carta e cartone detergenti e cera per pavimenti vernici, pesticidi e insetticidi schiume antincendio pellicole fotografiche, olii idraulici fondi antiaderenti per cottura cibi eccetera. Perciò sono purtroppo rintracciabili  in tutto il mondo, in particolare in Italia) e in tutti i comparti (acqua, aria, suolo) e  perfino nei tessuti degli orsi polari.

Già negli anni 90’ denunciamo gli scarichi di Pfoa in Bormida (come per l’Ohio utilizzato a scopo potabile), ma il direttore sguscia dalle mani della Giustizia. Nel 2008 denunciamo che anche in Italia, prove alla mano (le cartelle cliniche saranno sequestrate solo nel 2021), i lavoratori hanno tassi altissimi di Pfoa nel sangue. 

Denunciamo l’esistenza degli studi internazionali: la correlazione tra PFAS e ipercolesterolemia, malattie tiroidee, colite ulcerosa,  ipertensione in gravidanza eclampsia, tumori del testicolo, tumori del rene, arterosclerosi, ischemie cerebrali e cardiache, infarto miocardico acuto, diabete, infertilità maschile e femminile, aborti spontanei e alterazioni dello sviluppo del feto, tumori del rene, testicolo, prostata, vescica, ovaio, mammella, fegato, pancreas, linfoma NH, leucemie, mieloma multiplo. Ce n’è abbastanza per fermare subito il Pfoa, che invece è tollerato fino al 2013, sgusciando grazie all’Arpa anche dal processo, e  sostituito dal C6O4 (e ADV): dalla padella alla brace. 

Il governo non fissa limiti zero ai PFas, bensì nel 2014  come concentrazione ammissibile in acqua pone… l’obiettivo PFOA ≤ 500 ng/l. E nel sangue? E’ pacifico che dovrebbe essere zero?

–>(3) Amnistia? Fra ulteriori allarmi del mondo scientifico.

Solvay  all’indulto (estinzione della pena)  preferirebbe per il futuro l’amnistia (estinzione del reato): un compiacente Governo dovrebbe rinunciare -come fatto dalla provincia di Alessandria) a perseguire il reato, dunque, non fissando Limiti Zero PFAS,  dovrebbe consentire la produzione del Pfas C6O4 a Spinetta Marengo. Però pende la spada di damocle del Processo per reati continuati di disastro ambientale e omessa bonifica, e incalzano le proteste dei Movimenti sull’onda degli ulteriori allarmi che provengono dal mondo scientifico.

Gli studi dell’Università di Padova, sulle relazioni tra inquinamento da PFAS e anomalie congenite del sistema nervoso o disturbi comportamentali e neurologici come l’Alzheimer, processo degenerativo del Parkinson, l’autismo e i disturbi dell’attenzione e iperattività, hanno infatti registrato importanti segni di accumulo di Pfas in diverse aree del tessuto cerebrale (Clicca qui)

Inoltre, sulla base degli studi epidemiologici, il team del professor Carlo Foresta, professore ordinario di endocrinologia dell’Università degli studi di Padova, in collaborazione con il dottor Luca De Toni , il dottor Andrea Di Nisio, e il professor Paolo Simioni,  hanno pubblicato gli esiti sull’importante rivista scientifica internazionale “International Journal of Molecular Sciences”: Lo PFOA nel sangue è in grado di attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione, predisponendo così ad un aumento del rischio cardiovascolare: infarto cardiaco e ictus cerebrale. (clicca qui). 

Anche per quanto concerne l’aspetto della catena alimentare, sia in ambito animale che umano, suona sempre più l’allarme dopo lo studio delle mutazioni genetiche negli organismi acquatici effettuato dal Dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione e dal Dipartimento di biologia dell’Università di Padova, in collaborazione con l’istituto di ricerca sulle acque del Cnr, appena pubblicato sulla rivista scientifica Environmental International. Tale studio illustra gli effetti della molecola Pfas C6O4, che avevamo denunciato già nell’esposto del 2009 al Tribunale di Alessandria come tossico cancerogeno teratogeno. Clicca qui

Pesanti conseguenze della pandemia nei luoghi di lavoro, per i diktat della Confindustria.

Non aver fatto il lockdown come nella prima ondata ed aver lasciato che fabbriche, magazzini, hub etc. funzionassero a pieno regime, come ha preteso confindustria, ha esposto molti e molto di più lavoratrici e lavoratori al contagio e, in alcuni casi, alla morte da Covid. Clicca qui il rapporto dell’INAIL.

L’ONU chiede la messa al bando totale dei Pfas.

Il gruppo di esperti ONU del Comitato di revisione della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti  chiede la messa al  bando totale  degli acidi perfluoroacrilici PFAS (PFOA, PFOS, C6O4): le diffusissime sostanze chimiche alla base Teflon  delle padelle antiaderenti, indumenti impermeabili, imballaggi,  tappeti, schiume antincendio ecc, veleni nelle falde e negli acquedotti,  veleni  presenti  nel sangue dei lavoratori e dei cittadini e collegati a una gravissima serie di rischi per la salute tra cui cancro, malattie del sistema immunitario e problemi di sviluppo nei feti ecc. I PFAS sono al centro del più grande scandalo di contaminazione dell’acqua potabile del secolo, scoppiato dagli Stati Uniti  all’Australia all’Italia: in Italia dal 2008 per la Solvay di Spinetta Marengo e dal 2013 per la Miteni di Trissino; i processi sono in corso ad Alessandria e Vicenza.

ll Consiglio di Stato non spegne l’ex Ilva. Noi andiamo avanti nella battaglia.

La popolazione chiede la chiusura dell’Ilva.

La prosecuzione dell’attività costituisce pericolo di vita per i lavoratori e per cittadini e determina rilevanti danni all’ambiente, in violazione di quanto previsto dalla Costituzione. Invece il  Consiglio di Stato ha  deciso di accogliere la richiesta di sospensiva dell’ordinanza del Tar di  Lecce che convalidava la decisione presa un anno fa dal sindaco di Taranto che intimava ad ArcelorMittal e all’Ilva in Amministrazione straordinaria di spegnere l’area a caldo dello stabilimento siderurgico. L’udienza di merito è invece programmata per il 13 maggio. Per nulla sorpreso della decisione il sindaco Rinaldo Melucci certo di riuscire a fermare l’area a caldo dello stabilimento siderurgico, «con ogni mezzo possibile, ogni giorno sarà una pena per loro e per chi intenderà danneggiare ancora la vita dei tarantini e interferire con la svolta della città». «Nessuna sorpresa, nessuna variazione sul percorso che abbiamo impostato con l’intera comunità – ha  dichiarato – e quand’anche gli esiti dell’udienza di maggio del Consiglio di Stato dovessero prevaricare l’aspirazione di mezzo milione di cittadini e i diritti fondamentali sanciti dal Tar di Lecce  con l’ordinanza di spegnimento dei forni, noi andremo avanti in ogni grado di giudizio, anche in sede europea.” Anche la  Regione si era costituita nel giudizio amministrativo dinanzi al Consiglio di Stato schierandosi a sostegno delle tesi del Comune di Taranto,  ricordando di aver già impugnato il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 29 settembre 2017 con il piano valevole come autorizzazione integrata ambientale per l’ex Ilva, stabilimento oggi gestito da ArcelorMittal, ricorso che pende tutt’ora dinanzi al Tar del Lazio. Non solo, lo stabilimento non risulta neppure  adeguato alla decisione della Commissione Europea del 28 febbraio 2012.

A chi Draghi ha affidato la gestione del 37% dei palanchi del Recovery Plan.

Tutti i contenziosi che i Movimenti ambientalisti avevano con Sergio Costa, “ministro dell’ambiente”, resteranno tali con Roberto Cingolani che viene chiamato “ministro della transizione ecologica” ma che a noi -privo dell’accorpamento del “ministero dello sviluppo economico”- sembra niente altro che la ripetizione dei trascorsi ministeri dell’ambiente? Contrariamente a Grillo, siamo scettici esaminando, oltre al curriculum di Cingolani (e di Giancarlo Giorgetti ministro allo sviluppo economico, nonché dello staff tecnico di Draghi) anche la targa (clicca qui) dei “tecnici” che lui ha scelto: Roberto Cerreto, Marcello Cecchetti, Marco Ravazzolo.

Vaccini: si accumulano soldi sulla pelle degli altri. Uno sconcio sociale.

Una consapevole manipolazione del mercato in un settore legato a un diritto universale, quello alla salute. Un vero “sconcio sociale” in quanto parliamo di un bene comune che in quanto tale non può essere oggetto di brevetto, che oltre a tutto impedisce la concessione ad altre aziende per la fabbricazione del vaccino. Se l’Europa volesse porre mano alla questione questo sarebbe un banco di prova decisivo visto che in ballo c’è la vita o la morte delle persone.

All’annuncio dell’efficacia al 90% prima e al 95% poi del vaccino Pfizer-BioNTech le azioni Pfizer sono aumentate di oltre il 7% e lo stesso giorno il Ceo di Pfizer Albert Bourla ha venduto le sue azioni della società per 5,6 milioni di dollari, cedendo il 62% di tutte le sue azioni per quella cifra. Sally Susman, vicepresidente di Pfizer, lo stesso giorno ha venduto 43.662 azioni, per 1,5 milioni di euro. I dirigenti di Moderna, l’altra società che produce il vaccino, non sono rimasti a guardare. Dopo la pubblicazione dei risultati sulle sperimentazioni cliniche, c’informa il Wall Street Journal, i top manager di Moderna hanno ceduto azioni per 321 milioni di dollari. Il Ceo di Moderna Stèphane Bance nell’ultimo anno ha ricavato 98 milioni di dollari dalle azioni, undici volte la retribuzioni complessive dichiarata dal manager nel 2019. Per quanto riguarda il ricavo ottenuto dalle società produttrici per i vaccini anti-Covid parliamo di una cifra stimata tra i 50 e i 75 miliardi di dollari per il 2021 sui contratti già firmati. Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson e Novavax dopo l’annuncio hanno visto lievitare il loro valore in Borsa fino a 100 miliardi. La capitalizzazione di Moderna è cresciuta di 60 miliardi in un anno, quella di Biontech è raddoppiata a 117 e Novavax, produttrice di un altro farmaco ad alta efficacia, ha registrato un più 6000%.  Clicca qui.

Genova: documento su errori e proposte in pandemia.

Non è andato tutto bene: 10 errori.  E 10 proposte per una Sanità pubblica, gratuita, adeguata ai bisogni dei cittadini e dei territori alla luce dell’esperienza del Covid-19 a Genova. Clicca qui. Allegato anche breve  bilancio sanitario a Genova e in Liguria al tempo della pandemia: la salute è trattata come  una merce e  un privilegio per pochi, invece è un Bene Comune.

Non vede non sente non parla l’Arpa di Alessandria.

Abbiamo chiesto all’Arpa la relazione riferita all’anno 2020 relativa ai Monitoraggi qualità aria nell’area circostante l’azienda Solvay di Spinetta Marengo. Gli episodi di inquinamento nell’anno trascorso non hanno fatto che accrescere le forti  preoccupazioni sui sistemi di controllo che avevamo espresso a Magistratura ed  Enti locali.; nonchè all’opinione pubblica tramite comunicato stampa (clicca qui).  Cioè stazioni di monitoraggio (Hcl, Hf) completamente inefficienti, per ammissione della stessa inerte Arpa.  Altro esempio: dall’impianto di depurazione, dove dovrebbero essere trattate le acque reflue di Solvay e Arkema, sono rilasciate senza soluzione di continuità  in atmosfera sostanze tossiche che il direttore dell’Arpa di Alessandria non vuole o non sa neppure definire chimicamente, però rassicurando come sempre la popolazione che lo irrita per la sua protesta dei forti miasmi. A tacere dei conseguenti scarichi in Bormida. A tacere delle falde e degli acquedotti inquinati.  A tacere del cancerogeno Bisfenolo di cui l’Arpa non sa o non vuole rilevare la presenza nel territorio. A tacere di tutta la storica condotta omissiva Arpa-Asl riguardante la catastrofe ecosanitaria dei Pfas (Pfoa, C6O4, ADV).

Il tutto è stato oggetto di quattro recenti esposti (clicca qui)   alla Procura della Repubblica di Alessandria, nonché a Prefetto di Alessandria, Direzione Arpa, Commissione parlamentare ecomafie.

Ilva. Quello che il Governo non dice sul nuovo accordo con Arcelor – Mittal.

Una operazione propagandistica del governo sulla pelle dei tarantini e dei contribuenti italiani. Vincono le condizioni poste da ArcelorMittal: senza il dissequestro degli impianti inquinanti se ne andrà senza pagare penali. Torna l’acciaio di Stato? Tramite una operazione in perdita economica, senza prospettive di riconversione e di tutela della salute. Addirittura ci sarà  la somma degli inquinamenti degli impianti vecchi con quelli nuovi. Intanto il Processo Ilva si concluderà come l’ennesimo Delitto Perfetto consumato nel tribunale (vedi il libro omonimo di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) e perpetrato dalla classe politica connivente e collusa? Clicca qui l’intervista di PeaceLink a Radio Radicale.

Bisogna uscire dall’economia del profitto e costruire un altro modello sociale.

L’obbiettivo è avviare, anche in vista dell’arrivo dei fondi europei, un piano di radicale conversione  ecologica, sociale, economica e culturale della societàLe lotte, il mutualismo, la solidarietà e la Costituzione indicano la strada. Le  proposte per uscire dall’emergenza di “Per la società della cura”, condivise da oltre 350 realtà collettive e da oltre 1200 persone attive individualmente,  si articolano in tre capitoli:

  • Misure di sostegno alle persone e alle piccole attività.
  • Investimenti immediati sui servizi pubblici essenziali
  • I soldi ci sono: ecco dove prenderli

e in  15 paragrafi con relative voci di spesa.

Clicca qui la bozza.

Il mercurio in Toscana, Marche e Lazio.

Oltre agli scarichi in Tirreno della Solvay di Rosignano, le centrali geotermiche dell’Amiata sono  un continuo “rubinetto “aperto di mercurio sul fiume Paglia, affluente del Tevere che sfocia nel Tirreno. In più,  gli inquinanti geotermici non sono  riducibili al  solo mercurio ma abbinati ad altre sostanze tossiche, come arsenico, ammoniaca, acido solfidrico, ecc.  La Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)  indirizza una lettera alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati: clicca qui.

Bagnoli, 850 milioni per una bonifica inesistente. E il piano per il parco è fermo.

L’ importo è stanziato dallo Stato per la bonifica dell’area industriale  nella zona occidentale di Napoli, dove sorgevano gli stabilimenti Italsider ed Eternit. Lì dove oggi giacciono contaminanti pericolosi per la salute e per l’ambiente, come l’amianto, vari metalli pesanti cancerogeni e idrocarburi policiclici aromatici, il Piano di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana (Praru) avrebbe dovuto creare un vasto parco pubblico, un porto turistico, strutture turistiche e commerciali e infrastrutture per la viabilità, oltre al recupero dell’archeologia industriale e degli edifici edificati con i finanziamenti europei. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio.

Ilva. Regione e Comune per la chiusura dell’area a caldo, Uil contraria.

Fiaccolata per i bambini morti di cancro

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e il  governatore della Puglia, Michele Emiliano, convocano  il governo  per costituire il Tavolo che giunga all’accordo che “dovrà contenere le previsioni necessarie per addivenire  alla chiusura delle lavorazioni siderurgiche a caldo dell’acciaio”. Cioè il contrario dell’accordo tra Invitalia (il Governo) e ArceloMittal che prevede, accanto alla decarbonizzazione, anche il mantenimento della micidiale area a caldo. Per la UIL invece la chiusura è populismo. Non salute.  

“Nessun posto è sicuro!” Incontro-dibattito su sicurezza e salute.

Nel 13° anniversario della strage operaia alla Thyssenkrupp. 17.000 morti sul lavoro in 10 anni, 6.000 morti di amianto ogni anno, stragi da profitto di lavoratori e fra la popolazione, oltre 50.000 morti per Coronavirus fra cui circa 300 operatori sanitari, inquinamento e devastazione ambientale. Clicca qui.

Complici sindacati e istituzioni, fermi governo e magistratura, si muove il prefetto sul caso Solvay.

Si muove perfino il prefetto  Iginio Olita  in soccorso delle popolazioni alessandrine e degli ambientalisti. Solvay dice (lo dice anche per le acque contaminate di  Pfoa, C6O4, Adv) che anche le recenti fughe di gas (a base di composti di cloro e fluoro ecc.) sono “accidentali”. Accidentali?! E ci mancherebbe altro che fossero cagionate ad arte. Consapevolmente  rilasciate: questo sì. E sono a decine gli avvelenamenti “accidentali” nei cocktail tossici e cancerogeni propinati a feriti e ammalati tra lavoratori e cittadini. Ebbene, nella corresponsabile inerzia di sindacati amministrazioni governo magistratura, si è mosso il Prefetto agendo sul Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (revisione del piano di emergenza) e intimando  direttamente a Solvay la procedura delle comunicazioni sugli incidenti di questa industria di Spinetta Marengo ad alto rischio ambientale. Il Prefetto non si fida ed è perentorio rispetto agli abituali ritardi e omissioni di Solvay, e non le lascia alibi: “Anche in caso di interventi non aventi (secondo Solvay, ndr) rilevanza esterna devono essere informati, immediatamente per vie brevi, questa Prefettura e gli Enti che leggono per conoscenza (Vigili del Fuoco, Questura, Carabinieri, Comuni di Alessandria – Frugarolo e Castellazzo – 118, Arpa e Provincia, ndr) facendo seguire nella stessa giornata il rapporto completo dell’incidente”.

Il covid aggrava le diseguaglianze sociali?

2.189 “super-ricchi”, il numero più alto di sempre, hanno in tasca più di un miliardo di dollari (850 milioni di euro), avendo accresciuto il proprio patrimonio complessivo del 27%, passando da 8.000 miliardi a 10.200 miliardi. FCA ex Fiat ha goduto crediti bancari per quasi 7 miliardi garantiti dallo Stato; 3,3 miliardi sono usciti dalla fusione con la francese PSA;  ha avuto in dono il taglio dell’IRAP, con soldi presi dalla sanità, e il taglio dell’IRES (tassa sui profitti) dal 34,5% al 20% circa nel corso degli ultimi tredici anni; oltre che i dividenti, John Elkann si premia  manager stipendiandosi con 37,7 milioni di euro, cioè 1.250 volte quanto guadagna il salariato medio della FCA: il quale per guadagnare quanto Elkann dovrebbe lavorare 1.250 anni.  le
imprese italiane, grazie allo sciopero degli investimenti, hanno accresciuto del 21% le proprie somme in banca, per 365 miliardi di euro, mentre 10 milioni di lavoratori su 1  guadagnano meno di 1.200 euro, e in media tra 700 e 800. Una condizione storica da bomba sociale.

Le fabbriche della morte a Massa e Carrara.

Da 40 anni Massa e Carrara attendono le bonifiche: metalli pesanti, ammoniaca, benzene, cloruro di vinile, tricloroetano ecc. Resta attivo lo stabilimento di Solvay di Massa: bario ecc., e tricloroetano e tetracloroetilene di origine incerta: forse da Carrara dove sono registrati. superamenti dei limiti per metalli, solfati e composti alifatici clorurati ecc.  A Carrara senza bonifiche anche Ferroleghe (ferro-cromo, carburo di calcio ecc.), Syndial-Eni (arsenico, piombo, fitofarmaci, diossine ecc.), e soprattutto  Farmoplant che  come “Presidio permanente” nell’87 facemmo chiudere con un referendum al 72%. Sommariamente lo studio Sentieri segnala “il rischio neoplastico nelle classi infantili e giovanili, quali l’eccesso di mortalità per leucemie in età pediatrica e l’eccesso di mortalità per tutti i tumori e per leucemie in età giovanile tra i 20 e i 29 anni”. Degli operai morti manca un censimento completo. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio

Stop al militare in Sardegna: i soldi vadano alla sanità.

Il movimento contro l’occupazione militare della Sardegna A Foras manifesta davanti alla  base di Capo Frasca. Clicca qui il comunicato. La sanità sarda è sprofondata in un abisso di disorganizzazione e mancanza di risorse governo, mentre  sull’utilizzo del Recovery Fund il governo intende  spendere ben 30 miliardi nel settore della Difesa.