Legambiente capofila nell’emergenza Pfoa: come affrontarla.

 

Al convegno di Alessandria del 19 gennaio presenti per Legambiente il presidente nazionale Giorgio Zampetti con Fabio Dovana e Piergiorgio Boscagin presidenti piemontesi e veneti. Sotto la lente di ingrandimento i rischi per la salute nel territorio di Alessandria. (clicca qui il comunicato stampa). Sotto accusa Regione, Comune, Asl, Arpa, Provincia, Sindacati e la stessa Magistratura (clicca qui l’esposto denuncia). Come affrontare l’emergenza nazionale.

Infatti il Pfoa, perfluoroalchilico cancerogeno e interferente endocrino, è stato da anni scaricato dalla Solvay di Spinetta Marengo e si è propagato nell’ambiente e nelle falde acquifere defluendo attraverso Bormida e Tanaro fino ad inquinare le acque del Po. E’ arrivato ai prodotti alimentari e al corpo delle persone: è presente nel sangue dei lavoratori del Polo Chimico e presumibilmente dei cittadini di Alessandria. Con la collusione delle inerti Autorità pubbliche.

Cosa avvelena la Puglia e uccide gli Ulivi secolari.

Clicca qui Giuseppe Altieri. Cure agroecologiche e non campi di sterminio chimico della biodiversità o distruzione degli Ulivi secolari. Fondi europei a disposizione per tutti gli agricoltori, obbligatori e prioritari per l’agricoltura biologica. Siano i Sindaci a imporre il divieto dei Pesticidi chimici dichiarando i territori biologici con ordinanze sanitarie:

Marcia per la dignità di Venezia 10 giugno 2018.

Per la città storica e per la terraferma – Per estromettere le grandinavi da crociera dalla Laguna – Per Salvare Venezia dallo spopolamento e dalla turistificazione. Parliamo di casa, di ripopolamento del centro storico, di qualità dell’aria in terraferma e in Laguna, di trasformazione di Mestre, con l’edificazione di nuovi alberghi ed ostelli, in “dormitorio” per il turismo “mordi e fuggi”, parliamo della cessazione della svendita del patrimonio pubblico, del rispetto dell’ambiente, della fine del consumo di suolo, dei diritti al lavoro e al reddito e dei conflitti di interessi del sindaco.

Clicca qui l’organizzazione della marcia
Clicca qui la conferenza sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico dalla navigazione nel Mediterraneo
Clicca qui il manifesto fondativo della rete SET città del sud Europa

Aderite alla Campagna Sindaci contro l’uso dei pesticidi chimici.

Fate pressione verso i vostri Sindaci affinché emettano un’ordinanza sanitaria di divieto territoriale dei Pesticidi, in qualità di tutori della salute ambientale dei cittadini. Dal momento che non vi sono ostacoli economici grazie ai Pagamenti Agroambientali europei dei Piani di Sviluppo Rurale regionali, che coprono tutti i mancati ricavi e i maggiori costi degli agricoltori per la riconversione biologica. Cui si aggiunge un 30% di maggiorazione se il Sindaco attua un’azione collettiva dichiarando il TERRITORIO COMUNALE BIOLOGICO. Clicca qui

Non se ne parla di isole pedonali.

Piuttosto si inventano tutte le “cazzate antismog” immaginabili, tutte a spese della salute e dei portafogli dei cittadini. Passiamo dai “cubetti di porfido stradali mangia smog” ai “pannelli di licheni&pneumatici Michelin mangia Co2” alle “fioriere mangia smog”. Ne discutono i politici senza pisciarsi addosso dalle risate. In una città come Alessandria: recordtown italiana per superamento di tutti limiti legali di inquinamento urbano. Una città che neppure pianta un albero da cento anni e spende milioni per rose che lascia appassire.  

Meglio un figlio ammalato che un sindaco ambientalista.

Si sprecano i titoli sui giornali: “Alessandria medaglia di bronzo in Italia per lo smog”, “Inefficaci le (finte n.d.r.) chiusure al traffico auto”, “Alessandria fuorilegge”. Sono i sindaci di Alessandria ad essere fuorilegge. Per tutti, ne abbiamo denunciato uno ma… Gup e cittadini non sono d’accordo (continua)

Nuovo colpo di mano della Provincia per la centrale di Predosa.

I cittadini stavano respirando da 18 mesi, da quando cioè la centrale a biomasse Esseti Energia era stata fermata. Fino a quando, pur sprovvista di autorizzazione scaduta da maggio, improvvisamente oggi, senza neppure informare il presidente della Provincia, il responsabile ing. Coffano ne ha autorizzato la ripresa, con l’espediente del “periodo di prova”. Un colpo di mano di estrema gravità, considerato che i Comitati definiscono l’impianto “obsoleto e altamente inquinante”, anzi, privo addirittura di apparecchiature per controllare le emissioni in atmosfera. Medicina Democratica, come da sempre, è solidale con le azioni amministrative e legali intraprese dal Comitato “Vivere a Predosa” per la tutela dell’ambiente della salute dei cittadini.
Clicca qui la richiesta del Comitato Vivere a Predosa
Clicca qui Corriereal “Centrale di Predosa: nuovo colpo di mano”

Vacanze omaggio della Michelin al vicesindaco e a due assessori.

O pagate dal Comune di Alessandria? I tre giovani hanno passato tre piacevoli giorni a Clermond-Ferrand intenzionati a sprecare i soldi dei contribuenti  per “pannelli verdi ricchi di muschi e licheni”: la bufala che il colosso francese pubblicizza per… “pulire l’aria dai PM10 e polveri sottili”. Al colmo della loro cultura ambientale, inoltre progettano di comprare un miracoloso strumento capace di “risucchiare l’aria inquinata per poi rilasciarla ripulita del 50/70 per cento”. Gli ambientalisti la smetteranno finalmente di rompere con l’isola pedonale.

Aggiudicato a Marco Ricci di Ercolano il Premio Luisa Minazzi all’ambientalista dell’anno.

Antonello Brunetti commenta: tutti gli otto candidati sono vincitori poiché hanno fatto la scelta di vivere non per ottenere benefici personali, ma per il bene dell’intera collettività e di madre Natura. Sul Tav Terzo Valico accusa: i giornali hanno dimenticato tutto sul passato e i sindaci, che non so se definire sprovveduti o conniventi, fanno polemica solo sui 60 milioni di compensazioni. Se alcune opere sono realmente necessarie perché non le finanzia lo Stato visto che tanto è lui che paga le spese Cociv? Se si tratta di ulteriori rotatorie, cavalcavia e altre strade allora puzzano di mancetta a carico di tutti noi (lo Stato) per svendere paesaggio, vivibilità, salute. (continua)

Indagine epidemiologica Asl Arpa per il polo chimico di Spinetta Marengo. E il PFOA nel sangue?

Monitoraggio purtroppo limitato (appena 30mila euro di finanziamento dal Comune) a Solvay e al sobborgo, e non esteso, come abbiamo chiesto, all’area e alla popolazione della Fraschetta. Comprende uno studio di correlazione tra patologie (ricoveri ospedalieri, mortalità dal 1996) e distribuzione degli inquinanti. Quali inquinanti presi in esame? Sono previste per il Pfoa le analisi del sangue pubbliche per lavoratori e cittadini? Ancora una volta, da una Giunta all’altra, è stato eluso il confronto democratico e la partecipazione.

I pannelli “assorbenti lo smog” della Michelin: una bufala.

I pannelli “assorbenti lo smog” della Michelin sono una bufala? Probabilmente sì. Come le “famose” asfaltature antismog. Nella migliore delle ipotesi sono un palliativo (della forza dei blocchi del traffico). Secondo Michelin, ogni “pannello mangia polveri sottili” ridurrebbe del 30% PM10 e biossidi di azoto in un raggio di 50 metri. Se è una iniziativa gratuita della Michelin: meglio di niente. Invece il sindaco (nella fattispecie: di Alessandria) , se ha i soldi, li spenda per piantare alberi, la cui efficacia è garantita. Soprattutto realizzi l’isola pedonale integrale: l’unico provvedimento efficiente per ridurre drasticamente lo smog. Non regali soldi alla Michelin. Non truffi la gente. Ascolti il primario pneumologo Gabriele Ferretti: durante i “picchi di inquinamento” i tassi di mortalità aumentano del 6-7%.

Da “sindaco per caso” a “sindaco a sua insaputa”.

Cuttica alla mostra “C’era una volta Cascinagrossa”

E’ il rischio che corre chi non si aspettava di essere eletto sindaco di Alessandria e che non sa che il suo compito è affrontare la più importante emergenza ambientale e sanitaria: la Fraschetta (Cascinagrossa è nella Fraschetta).

Iniziativa per inserire l’area Solvay di Spinetta Marengo tra i siti di interesse nazionale.

I SIN rappresentano aree contaminate molto estese classificate più pericolose dallo Stato Italiano e che necessitano di bonifica. Medicina democratica ha chiesto, e rinnova la richiesta al neo sindaco di Alessandria, di promuovere un Comitato scientifico internazionale considerata la complessità degli interventi di bonifica non gestibile a livello locale, preso atto delle richieste del Ministero dell’Ambiente nel processo e a maggior ragione dopo la sentenza in Corte di Assise. Alessandria sta pagando in salute l’inerzia del Comune: le bonifiche costano mediamente tra 450 mila a 1 milione di euro per ogni ettaro inquinato, pressoché tutti stanziati dai fondi statali, mentre i privati, oltre alle prescrizioni penali, finiscono per godere anche delle prescrizioni economiche. Solvay ha dimostrato di non volersi assolutamente impegnare.

Maxi scandalo rifiuti illeciti Sud-Nord e la ex sindaco Rita Rossa.

Se fossi in lei darei le dimissioni da consigliere capogruppo PD del Comune di Alessandria. (continua)

Clicca qui Pennatagliente “Se fossi in lei darei le dimissioni”
Clicca qui Corriereal “Se fossi in Rita Rossa darei le dimissioni”
Clicca qui Alessandria Post “Se fossi in lei darei le dimissioni”

“Alessandria in movimento” fa nomi e curricula degli impigliati nella ragnatela del maxi traffico illecito di rifiuti Sud-Nord.

A quelli noti arrestati e indagati aggiunge i responsabili di Waste Italia al cui vertice è salito l’ex presidente del CSM Michele Vietti, e degli altri “amici” del deus ex machina Paolo Bonacina, ex sindaci, ex assessori, tra cui Valerio Bonanno dell’inchiesta rifiuti “Triangolo” sulla ‘ndrangheta, A quale livello si estendono le connivenze di Bonacina in Alessandria: è tempo di smascherare il lato oscuro della gestione PD di Alessandria, questione morale che non sarà cavalcata dalla nuova giunta di centrodestra. La Fraschetta è martire usata scientemente come contenitore dello schifo comunale. Spietati e inquietanti i curricula di Ezio Guerci e Fulvio De Lucchi, che chiamano in causa Paolo Zaccone (ragioniere capo), Rita Rossa (sindaco), Franco Sofio e Gino Mamone (‘ndrangheta), Angelo Riccoboni (discariche),… (continua)

Il traffico di rifiuti cambia rotta: da Sud a Nord per seppellirli o bruciarli. Coinvolti i dirigenti dei colossi Hera, A2A Ambiente e Aral.

Inchiesta dei carabinieri del Noe di Milano con la Direzione distrettuale antimafia di Brescia. Per la prima volta emerge che un flusso di immondizia smaltita illegalmente arriva da Campania e Lazio per finire non trattata anzi interrata o bruciata in Piemonte e Lombardia. Traffico illecito e associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti. Indagate 26 persone dei colossi Herambiente (gruppo Hera) e A2A Ambiente e della Aral di proprietà dei Comuni della provincia di Alessandria. La custodia cautelare è subito scattata per l’imprenditore lombardo dei rifiuti Paolo Bonacina e per il responsabile tecnico di Aral, Giuseppe Esposito. Ma l’inchiesta è destinata ad allargarsi. Bonacina era il fulcro del sistema che ha fruttato almeno 10 milioni di euro, coinvolgendo sindaci, intermediari, responsabili commerciali, trasportatori, gestori di inceneritori e discariche, nonché provocando inquinamento ambientale, alterazione del mercato, danni alle casse pubbliche.

Clicca qui tutti i particolari nel servizio di Veronica Ulivieri.

Tra le ripercussioni, per lo stop dei conferimenti all’impianto di smaltimento Aral di Castelceriolo: allarme emergenza rifiuti per 148 Comuni della provincia di Alessandria. Dove si è già dimesso l’indagato presidente-direttore Aral, Fulvio De Lucchi, “l’uomo banda”. Chieste anche le dimissioni da consigliere e capogruppo PD dell’ex sindaca di Alessandria (non rieletta il mese scorso) Rita Rossa, essendo il marito Ezio Guerci (già vicesindaco) indagato per aver ricevuto mazzetta (un Suv) quale “consulente” Aral, A2a e inceneritore di Acerra. Il “conflitto di interessi” era determinato dal fatto che Aral è posseduta al 93,52% dal Comune di Alessandria. Il Comune ora rischia un secondo dissesto.

Decide l’astensione: la sindaco bocciata per non aver affrontato l’emergenza sanitaria ambientale più importante. E il neo sindaco la conosce?

In due raggiungono il 40% dei voti

Le proposte elaborate da Medicina democratica sono sempre a disposizione su come affrontare concretamente l’emergenza Solvay. I numeri elettorali parlano chiaro (continua)

Clicca qui Pennatagliente “Chi vince chi perde nel gioco delle tre carte”
Clicca qui Corriereal “Elezioni Alessandria: chi vince chi perde nel gioco delle tre carte”

Voto ambientalista.

Al ballottaggio si può votare il candidato sindaco che finalmente assuma formalmente questi seguenti impegni consapevoli che la questione Fraschetta è l’emergenza ambientale e sanitaria più importante per Alessandria, a conoscenza delle proposte concrete e particolareggiate elaborate da Medicina Democratica:

a) Il Comitato scientifico internazionale per la bonifica della falda sottostante la Solvay di Spinetta Marengo, altrimenti i palliativi in corso non impediranno nei secoli a venire il percolamento in falda di cromo e altri 21 veleni cancerogeni sotterrati per un milione di metri cubi.

b) Il Monitoraggio di massa del cancerogeno e teratogeno PFOA (e sostituto) sia nelle acque che nel sangue, alla stregua di quanto sta facendo per decine di migliaia di cittadini la Regione Veneto su iniziativa dei Comuni: con risultati epidemiologici allarmanti, in particolare sui bambini. Le analisi devono essere tassativamente di matrice pubblica (Asl, Arpa) mentre ad es. oggi il sangue viene privatamente analizzato dalla sospettabile Solvay su alcuni lavoratori (con responsi comunque allarmanti).

c) L’Indagine epidemiologica della Fraschetta che, opportunamente finanziata, finalmente integri e completi quelle parziali che già in questi anni hanno evidenziato dati di malattie e morti impressionanti, a cominciare dai bambini.

d) Il Piano di sicurezza emergenza evacuazione soccorso del polo chimico di Spinetta Marengo discusso e approvato democraticamente con tutta la popolazione a rischio.

Una domanda che è stata posta alla Redazione del Blog.

Avete evidenziato una motivazione (condivisibile, peraltro) per non votare sindaco il candidato Tizio o Caia, ma insomma secondo voi chi dovremmo votare?”. Risposta: Purtroppo la scelta cadrà ancora una volta sul meno peggio. Il meglio sarebbe chi considera la salute il bene più prezioso da tutelare, e dunque considera la Fraschetta l’emergenza ambientale e sanitaria più importante da affrontare secondo impegni ben precisi (noi le proposte le abbiamo elaborate).

L’emergenza ambientale e sanitaria più importante per Alessandria.

Il Piccolo, con diretta streaming di Radio Gold, organizza per mercoledì 7 giugno ore 21, in sala Ferrero del Teatro comunale, un confronto tra gli 8 candidati sindaco di Alessandria. Come da invito, Medicina democratica ha trasmesso al giornale alcune domande da rivolgere ai partecipanti:

 
A tutti: 
Se il candidato ritiene che la questione Fraschetta sia l’emergenza ambientale e sanitaria più importante per Alessandria, quali azioni più urgenti intende promuovere: 
  1. Comitato scientifico internazionale per la bonifica della falda sottostante la Solvay di Spinetta Marengo, altrimenti i palliativi in corso non impediranno nei secoli a venire il percolamento in falda di cromo e altri 21 veleni cancerogeni sotterrati per un milione di metri cubi.
  2. Monitoraggio di massa del cancerogeno e teratogeno PFOA (e sostituto) sia nelle acque che nel sangue, alla stregua di quanto sta facendo per decine di migliaia di cittadini la Regione Veneto su iniziativa dei Comuni: con risultati epidemiologici allarmanti, in particolare sui bambini. Le analisi devono essere tassativamente di matrice pubblica (Asl, Arpa) mentre ad es. oggi il sangue viene privatamente analizzato dalla sospettabile Solvay su alcuni lavoratori (con responsi comunque allarmanti).
  3. Indagine epidemiologica della Fraschetta che, opportunamente finanziata, finalmente integri e completi quelle parziali che già in questi anni hanno evidenziato dati di malattie e morti impressionanti, a cominciare dai bambini.
  4. Piano di sicurezza emergenza evacuazione soccorso del polo chimico di Spinetta Marengo discusso e approvato democraticamente con tutta la popolazione a rischio.  
N.B. Su tutti i punti Medicina Democratica ha elaborato proposte concrete e particolareggiate di soluzione.
 
A Rita Rossa: Non ritiene di aver meritato il Premio Attila 2016 (213 preferenze su 429 votanti) non avendo ottemperato a nessuno dei suddetti punti?

Non votate Rita Rossa. Perché.

Perché, nell’intervista a La Stampa (l’ultima ai candidati sindaci delle otto in programma) si è confermata degna vincitrice del Premio Attila 2016. In quanto, pur consapevole che la questione Fraschetta è l’emergenza ambientale e sanitaria più importante per Alessandria, pur a conoscenza delle proposte concrete e particolareggiate elaborate da Medicina Democratica, pervicacemente continuerà a non intraprendere:

a) Il Comitato scientifico internazionale per la bonifica della falda sottostante la Solvay di Spinetta Marengo, altrimenti i palliativi in corso non impediranno nei secoli a venire il percolamento in falda di cromo e altri 21 veleni cancerogeni sotterrati per un milione di metri cubi.

b) Il Monitoraggio di massa del cancerogeno e teratogeno PFOA (e sostituto) sia nelle acque che nel sangue, alla stregua di quanto sta facendo per decine di migliaia di cittadini la Regione Veneto su iniziativa dei Comuni: con risultati epidemiologici allarmanti, in particolare sui bambini. Le analisi devono essere tassativamente di matrice pubblica (Asl, Arpa) mentre ad es. oggi il sangue viene privatamente analizzato dalla sospettabile Solvay su alcuni lavoratori (con responsi comunque allarmanti).

c) L’Indagine epidemiologica della Fraschetta che, opportunamente finanziata, finalmente integri e completi quelle parziali che già in questi anni hanno evidenziato dati di malattie e morti impressionanti, a cominciare dai bambini.

d) Il Piano di sicurezza emergenza evacuazione soccorso del polo chimico di Spinetta Marengo discusso e approvato democraticamente con tutta la popolazione a rischio.

Non votate Gianni Ivaldi. Perché.

Perché, nell’intervista a La Stampa (la quinta ai candidati sindaci delle otto in programma) si dice “attento alla qualità dell’acqua dell’aria del suolo” ma cade dalle nuvole su come affrontare l’emergenza ambientale e sanitaria più importante per Alessandria, non indicando alcuna delle azioni più urgenti da intraprendere: né il Comitato scientifico internazionale per la bonifica della falda sottostante la Solvay di Spinetta Marengo; né il Monitoraggio di massa del cancerogeno e teratogeno PFOA (e sostituto) sia nelle acque che nel sangue; né la completa Indagine epidemiologica della Fraschetta; né il Piano di sicurezza emergenza evacuazione soccorso del polo chimico di Spinetta Marengo.

Non votate Emanuele Locci. Perché.

Perché, nell’intervista a La Stampa (la quarta ai candidati sindaci delle otto in programma) nulla sa come affrontare l’emergenza ambientale e sanitaria più importante per Alessandria, non indicando alcuna delle azioni più urgenti da intraprendere: né il Comitato scientifico internazionale per la bonifica della falda sottostante la Solvay di Spinetta Marengo; né il Monitoraggio di massa del cancerogeno e teratogeno PFOA (e sostituto) sia nelle acque che nel sangue; né la completa Indagine epidemiologica della Fraschetta; né il Piano di sicurezza emergenza evacuazione soccorso del polo chimico di Spinetta Marengo. O non conosce o non condivide le proposte concrete e particolareggiate elaborate da Medicina Democratica.

Non votate Oria Trifoglio. Perché.

Perché nell’intervista (clicca qui) non prende neppure un impegno per salute a ambiente: ignora il Pfoa nel sangue di lavoratori e cittadini, la bonifica delle falde sotto Solvay quale principale emergenza sanitaria di Alessandria, gli allarmi epidemiologici per i bambini di Spinetta. Tanto è più grave perché Trifoglio è medico, addirittura ginecologa.

Perché i Comuni non sostengono i Comitati NoTav Terzo Valico.

Per la puzza sotto il naso dei Comitati verso le istituzioni borghesi? Anche. Ma la ragione fondamentale sono i 60 milioni di euro promessi agli 11 Comuni come “compensazioni” ai danni provocati dal maxi tunnel. E’ in arrivo la prima tranche: 11 milioni. I sindaci di Alessandria (Rossa), Novi Ligure (Muliere), Pozzolo Formigaro (Miloscio), Vignole Borbera (Teti), Arquata Scrivia (Basso), Voltaggio (Bisio), Fraconalto (Di Vanni), Carrosio (Cassano), Gavi (Semino), Serravalle Scrivia (Carbone), Tortona (Bardone). Nel libro dei sogni ci stanno finanziamenti per qualunque cosa (che nulla c’entra con il Tav): rotatorie, luci a led, spartitraffici, fognature, controviali, area mercati, asfaltature, fonti sulfuree, videosorveglianza, parcheggi e chi più ne ha ne metta.

Fraschetta: tragico esempio per i Comitati Scrivia e Bormida.

Perché Medicina Democratica Movimento di lotta per la salute, alla realizzazione della manifestazione del 27 maggio ad Alessandria organizzata dai Comitati della Valle Bormida e della Valle Scrivia, ha partecipato anche promuovendo con il libro “Ambiente Delitto Perfetto” una sottoscrizione nelle assemblee? Perché la sua storica peculiarità è la “prevenzione primaria”, da non confondersi con la pur necessaria “prevenzione diagnostica”. Questa è utile per individuare in tempo con visite e analisi la malattia, quella per impedire l’insorgenza della malattia. Il cancro da amianto (peraltro finora incurabile) si previene non perforando l’Appennino con il Tav Terzo Valico e non riempiendo le cave di veleni, si previene non ammassando mega discariche sulla falda acquifera come a Sezzadio. Se non si impediscono queste calamità ambientali destinate a diventare calamità sanitarie, si rischia di fare la fine della Fraschetta. Fanno un errore i Comitati a non insistere su questo tragico esempio. Cromo e ventun veleni di un milione di metri cubi sotterrati stanno sciogliendosi nella vitale riserva d’acqua sormontata dalla Solvay di Spinetta Marengo. Le pur parziali indagini epidemiologiche evidenziano che neppure i bambini sono risparmiati. Ci siamo, solitariamente, battuti per impedirlo. La realizzazione dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta sarebbe stata “prevenzione primaria”. Oggi, purtroppo, siamo costretti alla “diagnostica”, cioè a chiedere di misurare il cancerogeno PFOA nel sangue dei lavoratori e dei cittadini. Oggi, purtroppo, siamo costretti alla “cura”, cioè è necessaria la bonifica di questo disastro altrimenti destinato all’infinito, bonifica complessa e costosa che può essere garantita solo da un Comitato scientifico internazionale. Ma il sindaco uscente, al pari di quelli precedenti, non si è adoperato neppure nella “diagnostica” né nella “cura” della più grave malattia ambientale dell’alessandrino. Continuiamo a denunciarli. Il prossimo sindaco? I programmi elettorali ci lasciano perplessi.

Clicca qui Corriereal “Fraschetta tragico esempio per i Comitati Scrivia e Bormida”
Clicca qui Damiela Terragni “Solvay tragico esempio. E i Comitati sbagliano”
Clicca qui Il Piccolo “Ambiente: perché conta molto la prevenzione”
Clicca qui Pennatagliente “Fraschetta tragico esempio per i Comitati Scrivia e Bormida”

https://www.scribd.com/document/349323720/Medicina-democratica
 

Vince il Premio Attila Alessandria 2016 il sindaco più sgradito d’Italia.

 
Premio Attila Alessandria 2016
Ad imperitura memoria dei nostri figli peggiori

Alla personalità che si è particolarmente distinta a danno dell’ambiente e della salute, una giuria sul serio popolare, composta da 429 votanti in 9 assemblee in provincia,

ha attribuito a

Maria Rita Rossa
la più alta onorificenza ambientalista della provincia di Alessandria.

Rita Rossa, nella duplice veste di sindaco di Alessandria e presidente della Provincia, vince con 213 voti. Al secondo posto con 96 preferenze: Ettore Pagani ‎direttore generale Consorzio COCIV TavTerzo Valico. Al terzo, con 69, Stephan Schmidheiny amministratore delegato Eternit. Quarto con 36 voti: Angelo Riccoboni amministratore delegato Riccoboni. Seguono a pari merito (3 preferenze): Luca Amoroso direttore raffineria Eni Sannazzaro de’ Burgondi che scoppia con frequenza allucinante, Gianluca Bordone sindaco di Tortona, Rocchino Muliere sindaco di Novi Ligure, e altri con 1 voto.

La classifica del Sole24Ore l’ha relegata all’ultimo posto fra i sindaci italiani. Una giuria di 429 votanti le ha conferito quest’anno la più bassa onorificenza ambientale, sulla scia di Marcellino Gavio e Fabrizio Palenzona, e battendo concorrenti del calibro di Stephan Schmidheiny. I Comitati hanno chiamato migliaia di cittadini in piazza per contestarle la rielezione. Eppure i sondaggi danno Rita Rossa vincitrice.

Clicca qui la pergamena: perché ha vinto il Premio e perché sarebbe rieletta.

Champagne per brindare alla vittoria.
Clicca qui Ansa “Danni all’ambiente, premio ‘Attila’ a sindaca di Alessandria”
Clicca qui Quotidiano Piemontese “Rita Rossa, sindaco di Alessandria, vince il Premio Attila: ha fatto più danni all’ambiente di tutti”
Clicca qui Libero Gossip “Danni all’ambiente, premio ‘Attila’ a sindaca di Alessandria”
Clicca qui Abbiategrasso “Danni all’ambiente, premio ‘Attila’ a sindaca di Alessandria”
Clicca qui Corriereal “Danni all’ambiente, premio ‘Attila’ a sindaca di Alessandria”
Clicca qui Pennatagliente “vince il premio attila il sindaco più sgradito d’italia, ma rita rossa è favorita alla rielezione”

Corruzione e traffico illecito di rifiuti attorno al depuratore di Alessandria.

8 mila metri cubi rovesciati a pochi metri dal Tanaro. Imputato principale, anche per corruzione di un consigliere, Lorenzo Repetto ex presidente della municipalizzata AMAG e braccio destro del sindaco Piercarlo Fabbio.

Clicca qui Silvana Mossano “Discarica abusiva vicino al Tanaro”. 

Solvay ed emergenza PFOA nei programmi elettorali.

Confesso di non essere una appassionata lettrice dei programmi fotocopia dei candidati alle elezioni di Alessandria. Però mi pare, contenta di essere smentita, che nessuno/a di essi ha preso in considerazione l’emergenza sanitaria dell’avvelenamento dell’acqua e del sangue da PFOA della Solvay di Spinetta Marengo (continua)

Clicca qui Pennatagliente “Emergenza PFOA nei programmi elettorali”
Clicca qui Corriereal “Emergenza PFOA grande assente nei programmi elettorali alessandrini”
Clicca qui Città Futura on-line “Il PFOA è ovunque tranne che nei programmi elettorali delle Amministrative”
Clicca qui Alessandria Magazine “Perchè l’emergenza PFOA non appare nei programmi elettorali dei candidati sindaco di Alessandria?”
Clicca qui Alessandria Post “Emergenza PFOA nei programmi elettorali”
Il “PFOA” è ovunque tranne che nei programmi elettorali delle Amministrative…Il “PFOA” è ovunque tranne che nei programmi elettorali delle Amministrative…

Doppiogioco elettorale PD sul Tav Terzo Valico

Settima assemblea ad Arquata Scrivia

I sindaci Rossa (Alessandria) e Muliere (Novi Ligure), presidente e vice della Provincia, al presente continuano a sostenere il tunnel mentre mostrano le unghie in un eventuale futuro per una costituzione di parte civile nei processi Cociv. Ma, preparata da sette assemblee in provincia, i Comitati a fine maggio li contesteranno con una grande manifestazione ad Alessandria.

Amianto fino a 300 mila fibre per litro nei campioni di falda prelevati Arpa nei pozzi intorno alla cava Clara e Buona ad Alessandria.

Pur consapevole che la cava è poco distante dai pozzi dell’acquedotto cittadino e che l’area è in zona esondabile, la sindaco Rita Rossa ha ritirato l’ordinanza comunale che vietava i conferimenti di smarino del Tav Terzo Valico.
Clicca qui notavterzovalico.info “305.000 ff/l di amianto in falda a Clara e Buona. La salute è a rischio ma la Rossa tace”

Il veleno invisibile fa ammalare il Veneto mentre ad Alessandria miracolosamente no.

Miracolosamente? Ad Alessandria no solo perché Arpa e Asl non hanno fatto le indagini (o hanno taciuto i dati), indagini sulle acque e nel sangue che Medicina democratica aveva ufficialmente chiesto per il PFOA della Solvay di Spinetta Marengo, omissioni di indagini che sia il Comune sia la Magistratura hanno ignorato. Occhio non vede, cuore non duole. E i partiti alessandrini di cosa si occupano? di occupare le sedie nelle imminenti elezioni?

Clicca qui Andrea Tornago “Pfas il veleno invisibile che fa ammalare il Veneto. L’ultimo studio epidemiologico: le patologie che colpiscono donne incinte e neonati hanno numeri allarmanti. Le persone contaminate sarebbero più di 250mila”

Ci sono città che combattono lo smog e altre che fanno finta.

I giorni di sforamenti dei limiti massimi per le pm10 vanno da 3 a 6 per Biella, Cuneo, Novara, Cesena. Invece dall’inizio dell’anno le polveri sottili hanno sforato nell’80% dei giorni a Cremona, nel 76% a Torino, nel 60% a Reggio Emilia, Padova, Vicenza e Alessandria. Alessandria è il tipico esempio di sindaco che emette finte ordinanze anti smog: clicca qui Valentina Frezzato: “La lotta anti-smog a giorni alterni”.

Gli spinettesi hanno il sindaco che si meritano. Il peggiore d’Italia secondo IlSole24Ore.

Riceve 18 milioni di euro dal governo e cosa ne fa? Per l’Osservatorio ambientale della Fraschetta? O per l’Indagine epidemiologica della Fraschetta? O per la bonifica del disastro ecologico sotto sopra intorno la Solvay? O per sostenere il dolo nel processo d’Appello contro Solvay? O per il Lovassina? Niente affatto. Li destina a cose più importanti chiedendo consiglio ai cittadini di Spinetta Marengo. Cioè: percorso ciclopedonale da Alessandria con passerella sul Bormida, centro gioco, parco di Marengo, orti solidali, marciapiedi, fioriere, lampadine e qualche miliardo di lire alla povera Solvay per teleriscaldamento. Nell’incontro pubblico applaudono i cittadini insieme al direttore che li ospita. E vissero (si fa per dire) tutti felici e contenti. Più felice di tutti Rita Rossa, la sindaco, che si ricandida perché porta bene essere anche quest’anno l’ultima fra i sindaci italiani nella classifica di gradimento.
Clicca qui Pennatagliente
Clicca qui Corriereal 
Clicca qui Alessandria Post

Du Pont costretta a risarcire: “Il PFOA è cancerogeno”. E la Solvay?

Per il PFOA della Solvay di Spinetta Marengo (AL) non c’è stato nessun risarcimento del Tribunale di Alessandria. Eppure è stato trovato nel sangue dei lavoratori. Ma Comune, Asl e Arpa hanno fatto orecchie da mercante alle nostre denunce: clicca sul Blog in Argomenti.
Clicca qui l’ultimo risarcimento americano di 10,5 milioni di dollari.

Le città italiane sono fuorilegge per la qualità dell’aria.

Secondo i dati raccolti dall’Agenzia europea per l’ambiente l’inquinamento urbano è il principale fattore ambientale di rischio per la salute: le morti in Italia sono oltre 60.000. Fallimentare il Piano nazionale anti smog del governo. Le amministrazioni locali violano la legge non prendendo eco misure di limitazione del traffico. I tribunali archiviano le nostre denunce: clicca qui.  

Presidio dei Comitati davanti alla sede della Provincia.

Il rischio per la falda che alimenta gli acquedotti permane anche dopo il ridimensionamento del progetto Grassano Riccoboni.

Clicca qui il duro commento di Lelio Moricone Presidente del Comitato Vivere a Predosa
Clicca qui Giampiero Carbone ” Conferenza dei servizi: Recupero rifiuti a Predosa”.

Alessandrini, guardatevi questo drammatico servizio delle Iene su Mediaset.

Clicca qui il servizio delle Iene
 

La Sezione di Medicina democratica di Alessandria è stata la prima in Italia a condurre una campagna nazionale per la messa al bando del PFOA (perfuorurato) scaricato in Bormida fino alla foce del Po (clicca qui intervista a Lino Balza), denunciando anche ai massimi livelli sanitari la presenza del veleno nel sangue dei lavoratori, a loro volta addirittura donatori di sangue. Sul nostro blog (sezione Argomenti, clicca qui) sono archiviati almeno 63 interventi sulle questioni sollevate. Il libro “Ambiente Delitto Perfetto” ne parla diffusamente.

Medicina democratica ha denunciato, oltre al PFOA, la presenza nel sangue dei lavoratori Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) di ADV e C6O4, a vario titolo sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene, e ha rivendicato l’intervento dell’ASL e della Sindaco a tutela dei lavoratori nonchè dei cittadini tutti. Inoltre ha chiesto al direttore generale ASL Alessandria, all’assessore Regione Piemonte alla Sanità e a Beatrice Lorenzin Ministro della salute, di impedire su tutto il territorio nazionale trasfusioni di sangue contenenti tali veleni. Il documento è stato inviato alla Procura, a tutti i sindaci della provincia, a tutti gli ospedali, Arpa, Avis ecc.

A tutt’oggi nel territorio alessandrino non hanno riscontro in ambito Asl e Arpa analisi e interventi ispettivi che invece si stanno svolgendo in Veneto (vedi il video delle Iene). Di contro, l’inerzia e il silenzio di Asl e Arpa alessandrini ai nostri esposti rappresentano uno scandalo che colpisce la salute della cittadinanza: immaginiamo di quale entità. Altrettanto responsabile è la sindaco di Alessandria peraltro già insolvente del Referto epidemiologico e dell’Indagine epidemiologica della Fraschetta.

Clicca qui Agora Magazine “Alessandria – Medicina Democratica commenta il servizio delle Iene sul veleno nell’acqua potabile”