Complici sindacati e istituzioni, fermi governo e magistratura, si muove il prefetto sul caso Solvay.

Si muove perfino il prefetto  Iginio Olita  in soccorso delle popolazioni alessandrine e degli ambientalisti. Solvay dice (lo dice anche per le acque contaminate di  Pfoa, C6O4, Adv) che anche le recenti fughe di gas (a base di composti di cloro e fluoro ecc.) sono “accidentali”. Accidentali?! E ci mancherebbe altro che fossero cagionate ad arte. Consapevolmente  rilasciate: questo sì. E sono a decine gli avvelenamenti “accidentali” nei cocktail tossici e cancerogeni propinati a feriti e ammalati tra lavoratori e cittadini. Ebbene, nella corresponsabile inerzia di sindacati amministrazioni governo magistratura, si è mosso il Prefetto agendo sul Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (revisione del piano di emergenza) e intimando  direttamente a Solvay la procedura delle comunicazioni sugli incidenti di questa industria di Spinetta Marengo ad alto rischio ambientale. Il Prefetto non si fida ed è perentorio rispetto agli abituali ritardi e omissioni di Solvay, e non le lascia alibi: “Anche in caso di interventi non aventi (secondo Solvay, ndr) rilevanza esterna devono essere informati, immediatamente per vie brevi, questa Prefettura e gli Enti che leggono per conoscenza (Vigili del Fuoco, Questura, Carabinieri, Comuni di Alessandria – Frugarolo e Castellazzo – 118, Arpa e Provincia, ndr) facendo seguire nella stessa giornata il rapporto completo dell’incidente”.

Cosa aspetta la Magistratura a sequestrare a Solvay le sconvolgenti cartelle cliniche Pfas?

La pistola fumante caricata a Pfas

Lettera aperta al procuratore capo Enrico Cieri presso il tribunale di Alessandria. (via Pec) 

Campane stonate. Inquina sì. Inquina no. Danni alla salute sì. Danni alla salute no. Ma insomma, ci sono le prove? Ci sono, c’è anche la “pistola fumante”. E’ a portata di mano della Magistratura. Ad Alessandria dormiente. La Magistratura cosa aspetta a sequestrare le secretate cartelle cliniche dei lavoratori di Spinetta con tutte le (noi ne abbiamo alcune) analisi del sangue che Solvay conosce sconvolgenti e volutamente “ignora” da sempre? E, riteniamo noi, ad accertare i reati colposi o dolosi eventuali ed avviare i relativi procedimenti penali? Tenga conto che con quegli accertamenti l’INAIL individua a centinaia di lavoratori la malattia professionale derivante dai danni provocati dai PFAS: le stesse patologie che colpiscono migliaia di cittadini esposti. Già allo stato di spermatozoi.  (continua).

Cartelle cliniche come proiettili.

Limiti zero Pfas. Il governo mena il can per l’aia.

Rimangiato l’impegno “limiti zero” del ministro all’ambiente Costa. Rinvio di un anno (poi due ecc.) tramite un intorbidito disegno di legge. Intanto avviata una pastoia di gratifichevoli  “tavoli tecnici” in cui MammeNoPfas e ComitatoStopSolvay saranno facilmente fagocitati dalla cricca ministeriale e confindustriale che opera per conto di Solvay e Miteni.  Quanto prima verificheranno la presa in giro. Tra i Movimenti ambientalisti l’interpretazione più probabile  è di  un ennesimo tradimento dei Cinquestelle. (Clicca qui).

Clicca qui il Giudizio delle MammeNoPfas.

Il governo  mena il can per l’aia, prende tempo, quello che serve a Solvay per continuare -se indisturbata dalla Magistratura– ad inquinare e ammalare, e a Miteni per sgusciare dal processo.

Morti d’amianto alla Scala di Milano, si riapre il processo.

Già dal 1986 la Asl aveva segnalato la necessità di dismettere tutto ciò che conteneva la fibra killer, contenuta persino nelle lampadine dei lampadari e nella scuola di ballo per ragazzi. Dopo lunghe battaglie giudiziarie si approda in aula. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio “Morti d’amianto alla Scala di Milano, dopo anni si apre il sipario sul processo”.

Una lettera dal carcere di Nicoletta Dosio: la questione amnistia sociale.

“Ripercorro con commozione e meraviglia la storia NoTav che ha riempito di senso e di efficacia l’ultimo trentennio della nostra esistenza”… “Negli anni il movimento NO TAV è diventato in Italia simbolo e speranza di riscatto e la Valle di Susa luogo di esperienza e di elaborazione culturale e sociale”… “Per questo, contro di noi e contro quanti sono venuti a condividere la nostra mobilitazione, si è alzata la repressione”… “La lobby del TAV ha trovato nelle forze di polizia il braccio armato e nelle Procure (in  primo luogo la Procura di Torino) il braccio giudiziario.”… E nei governi l’ausilio dei decreti sicurezza. Si riempiono le carceri.

Si discute della possibilità dell’amnistia sociale. “L’amnistia come riconoscimento delle resistenze collettive contro le ‘grandi male opere’, le guerre e gli armamenti, lo sfruttamento dei lavoratori e le ‘fabbriche della morte’, per il diritto alla casa, alla salute, ad un lavoro dignitoso, contro fascismi e schiavismi, per una cultura di pace e di liberazione. L’amnistia come estinzione anche dei reati di povertà”… Clicca qui tutto l’intervento.

Valsusa: laboratorio di nuove pratiche repressive.

Luca, Nicoletta e gli  Altri. Che fare? Convegno a Bussoleno promosso dal Controsservatorio Valsusa.

Nella Newslettera di Doriella&Renato  (clicca qui) troverete anche, fra le tante iniziative di lotta NoTav, il convegno sui tragici avvenimenti del confine italo-jugoslavo e sulle manipolazioni storiche emerse a seguito dell’introduzione della Giornata del Ricordo delle foibe.

Strage di Viareggio: condanne scontate per la prescrizione.

Prescrizione  scattata per i reati di incendio colposo e lesioni personali colpose. Nella notte del 29 giugno 2009, un convoglio di gas propano liquido deragliò all’altezza della stazione di Viareggio, mentre viaggiava a 90 chilometri orari. A causare il disastro fu la frattura di un assile (un fusto di acciaio che collega due ruote sotto a una cisterna). La cisterna si squartò mentre il treno era ancora in corsa provocando la fuoriuscita del gpl. L’incendio esplosivo avvolse le vie accanto alla stazione, uccidendo le persone nelle loro case o mentre erano per strada: 32 le vittime. Clicca qui.

Il “delitto perfetto” della Solvay assolto anche in Cassazione.

Come di  norma: i “grandi processi” in sede penale garantiscono  impunità sicura ai crimini tramite prescrizioni, assoluzioni, nessun risarcimento alle Vittime, nessuna bonifica; ma sono il bengodi degli avvocati. Lo stesso Procuratore generale della Cassazione è sconsolato:  “Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente [Solvay] nel portafoglio”. Dopo tre gradi di giudizio, infatti, Solvay è stata condannata ad indecenti risarcimenti di 10mila euro ad esempio per la leucemia di un bambino. Le sentenze penali, pur avendo definito la catastrofe ecosanitaria di Spinetta Marengo “un evento distruttivo di proporzioni straordinarie, un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile, uno sprezzo assoluto degli imputati all’incolumità pubblica”, poi  non hanno applicato la relativa legge 439 del codice penale (18 anni di reclusione), anzi non hanno comminato neppure un giorno di galera.  E’ una sentenza che getta un’ombra scura sull’imminente processo a Vicenza contro Miteni, fornitrice dei Pfas a Solvay. Clicca qui la controinformazione giornalistica nel comunicato stampa del Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Il blocco della prescrizione si fonda su un principio di civiltà.

C’è chi sostiene (soprattutto imputato): “La prescrizione si fonda su un principio di civiltà: nessuno Stato può mantenere indefinitivamente un cittadino nella condizione di imputato”.

Noi invece riteniamo di prevalenza costituzionale: “ Il blocco della prescrizione si fonda su un principio di civiltà: nessuno Stato può mantenere indefinitivamente un cittadino nella condizione di Vittima parte lesa fino quando  la prescrizione cancella processo e pena.”

Sentenza di Barcellona: stuprata dal branco, violentata dallo stato.

14enne violentata a turno da cinque uomini: il giudice riduce la pena perché la ragazza era “incosciente” “La vittima non sapeva cosa stesse e cosa non stesse facendo, di conseguenza non aveva la capacità di accettare od opporsi ai rapporti sessuali che la maggior parte degli imputati ha avuto con lei”. Lo stato di incoscienza della ragazza, così come la sua età,  invece di essere un’ aggravante agli stupratori, per il giudice  non ci sarebbe stato stupro di gruppo ma solo “abuso“! Perchè la ragazza non si è opposta con la forza (se non fosse tragica la cosa sarebbe ridicola: ma se era incosciente…?!).

Questa sentenza vergognosa grida complicità, doppia violenza; è un messaggio di incentivo ai maschi a stuprare rischiando solo una lieve condanna, e crea un pericolosissimo precedente. Essa dimostra che anche il giudice è parte degli “uomini che odiano le donne”, che le donne sono violentate non solo dagli uomini, ma dopo dallo Stato, dai governi

I processi amianto sono inutili. Inutili per le Vittime.

Ennesima assoluzione. Senza colpevoli e senza risarcimenti in Cassazione per la morte di 12 lavoratori dell’Olivetti di Ivrea. Prosciolti i 13 imputati, da Carlo e Franco De Benedetti all’ex ministro Corrado Passera. Una storia già scritta in “Ambiente  Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

Come invece si affronta l’emergenza amianto fuori dalle aule giudiziarie: clicca qui il report di Vito Totire    portavoce Aea-associazione esposti amianto e rischi per la salute.

Pfoa Solvay. Continuano le rappresaglie contro chi la denuncia.

La sentenza d’Appello, immediatamente esecutiva, riconosce anche a me, fra le Vittime (tumori, leucemie ecc.) di Spinetta Marengo, 10mila euro di  risarcimento (che peraltro devolvo  per Casale Monferrato alla Ricerca per la cura del mesotelioma).  Però solo a me Solvay – illegalmente- non paga. Perché?  Per vendetta di un passato o anche di un presente? Dopo  40 anni di denunce e proposte, reduce da 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione; infatti poi in pensione Lino Balza resta il principale accusatore di Solvay, in particolare per la incessante denuncia dell’avvelenamento PFOA delle acque e del sangue (continua).

Clicca qui La Stampa e Il Secolo xix “Processo Solvay, tutti risarciti tranne il dipendente attivista.  

Ministro Costa: “Trovare sostanze alternative ai PFAS.

Il ministro all’Ambiente Sergio Costa  ha  conferito l’incarico all’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri di Milano di trovare  sostanze alternative ai micidiali Pfas per l’industria.

Ma alla Solvay di Spinetta Marengo esse sono già in lavorazione dopo che l’azienda belga è stata obbligata a cessare l’utilizzo del PFOA a seguito della denuncia e della campagna nazionale  nel 2008  della Sezione di Alessandria per il bando del PFOA (padelle antiaderenti, goretex, eccetera).  Questi sostituti (ADV e C604) sono a vario titolo tossici/cancerogeni/mutageni/teratogeni  e, abbiamo denunciato,  sono addirittura  già presenti insieme al PFOA nel sangue dei lavoratori. Ma senza controllo e intervento delle autorità sanitarie pubbliche. Clicca qui, nel documento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”,  tutte le gravissime responsabilità  della Regione Piemonte.

Clicca qui la testimonianza del lavoratore al quale Solvay rifiuta il risarcimento danni alla salute addirittura dopo  la sentenza del Tribunale: ennesima rappresaglia dopo  7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione, tutte concluse con vittoria ma piene di sofferenze: dequalificazione professionale, cassa integrazione, mobbing, trasferimenti, licenziamento…   

Ambientalisti e sindacati di base contrari all’immunità penale per ArcelorMittal (Ilva).

Pubblicato il “decreto imprese“  in Gazzetta ufficiale che per l’ex Ilva prevede lo scudo penale alle  operazioni di attuazione delle prescrizioni fissate dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), con scadenza finale 2023 e secondo cronoprogramma. Clicca qui USB e Associazione Genitori Tarantini. Intanto l’azienda proroga per altre 13 settimane la cassa integrazione.

26a Marcia per la Giustizia – Agliana/Quarrata.

“Se voi però avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.  Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri” don Lorenzo Milani, “L’obbedienza non è più una virtù”. Clicca qui  il  Manifesto 26a Marcia per la Giustizia – Agliana/Quarrata con Claudio e Paola Regeni e Luigi Ciotti.

I processi risarciscano le Vittime e non le associazioni.

Da parte dell’ex Sezione di Alessandria di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, la denuncia del Pfoa nel sangue dei lavoratori e nelle acque da Spinetta Marengo alla foce del Po, nonchè relativa campagna nazionale per l’eliminazione del killer, risalgono al 2008. Purtroppo non esisteva omologa Sezione in Veneto. Così, sei anni dopo, molte Associazioni presentano esposti alle Procure: che ora sfociano in un processo contro Miteni (fornitrice del Pfoa a Montedison/Solvay di Spinetta). Il Movimento di lotta per la salute Maccacaro ritiene che in questo processo, come in tutti gli altri analoghi,  debbano presentarsi come parti civili le Vittime persone fisiche danneggiate nella salute e negli interessi, mentre non è eticamente ammissibile che lo facciano -per lucro– le Associazioni, a meno che le stesse si impegnino pubblicamente che devolveranno in toto i propri risarcimenti alle Vittime. D’altronde, salvo eccezioni, la regola è che questi processi (vedi Ambiente Delitto Perfetto di Lino Balza e Barbara Tartaglione) sono la panacea degli avvocati e si risolvono in assoluzioni e senza tangibili risarcimenti alle Vittime, intendendo come vittime ammalati, morti e ambiente senza bonifica.

Ai cittadini di Tamburi neanche una lira di risarcimento dai Riva.

Il denaro e i beni che la miliardaria famiglia Riva  doveva rimborsare alle vittime del rione di Taranto sono svaniti nel nulla. Quando i legali dei danneggiati chiedono il pignoramento  trovano un pianoforte e una affettatrice.  Scomparsa l’eredità di Emilio, fondatore dell’impero Ilva, arrestato con i figli Nicola e Fabio, per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, omissioni dolose di cautele sui luoghi di lavoro, corruzione in atti giudiziari ecc.

Il M5s muore non solo di Tav ma anche di Ilva.

Arcelor Mittal incassa la marcia indietro di Di Maio tramite il ritorno all’immunità penale (“a scadenza”) e ora vuole stravincere bloccando  il riesame dell’autorizzazione ambientale AIA del ministro Costa alla luce dei nuovi drammatici dati sul rischio sanitario. Mangiare la minestra o saltare dalla finestra: in Europa ci sono 30milioni di tonnellate di sovracapacità produttiva, i clienti dell’Ilva se li è già presi, dunque ad Acelor non può fregar di meno chiudere lo stabilimento di Taranto.

Rischio salute a Bussi gemellata con Spinetta Marengo.

I due stabilimenti Montedison  acquistati da Solvay  con un carico di inquinamenti tuttora immutati non sono in cima all’agenda politica. Dopo due processi per disastri ecosanitari (quello abruzzese definitivamente concluso e quello piemontese verso la Cassazione), le bonifiche sono tutte al palo  mentre le patologie in crescendo. Emblematico  (Clicca qui)  il capitolo nel rapporto “Sentieri”  realizzato dal Ministero della Salute.

Tutti assolti anche in Appello per l’amianto dell’Alfa Romeo.

Nessuna condanna per ex vertici ed ex manager di Fiat, Alfa Romeo e Lancia, imputati per una quindicina di casi di operai morti per forme tumorali provocate dall’esposizione all’amianto negli stabilimenti dell’Alfa Romeo di Arese. L’assoluzione è in linea con tutti gli altri verdetti di giudici e corti milanesi, da Pirelli a Falck, dalla Breda alla Franco Tosi all’Enel di Turbigo ecc.

Schmidheiny condannato per omicidio colposo.

A Torino 4 anni di reclusione e 15mila euro di risarcimento per i due lavoratori morti d’amianto: sono una condanna “mite“. Sperando che addirittura non faccia la fine delle precedenti negli appelli. Dopo la scandalosa assoluzione per prescrizione in Cassazione, e lo spezzettamento in filoni,  restano aperti altri tre processi a Vercelli per omicidio volontario, Reggio Emilia e Napoli. Clicca qui Il Fatto Quotidiano.

Allarme Pfoa in USA, Unione Europea, Governo e Regioni (eccetto Piemonte).

Rischio contaminazione per 19 milioni di americani.  http://www.rinnovabili.it/ambiente/pfas-rischio-contaminazione-italia/

Veleni connection nel Delta del Po  https://estremeconseguenze.it/2019/05/06/veleni-connection-nel-delta/

Inquinanti organici persistenti: la posizione dell’Unione europea : eliminare il PFOA.

Pfas, sangue contaminato anche a Trissino centro http://www.vicenzatoday.it/cronaca/pfas-trissimo-analisi-sangue-3-maggio.html

L’Emilia Romagna chiede un tavolo interregionale  https://veronanetwork.it/news/pfas-emilia-romagna-chiede-tavolo-interregionale/

Convocato il tavolo tecnico nazionale  https://www.rovigooggi.it/n/87259/2019-05-02/veneto-esperto-in-pfas-convocato-il-tavolo-tecnico-nazionale

Il nuovo processo amianto Eternit.


 L’impunito disastro sanitario rappresenta  il disastro della Giustizia italiana: leggi “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia. 

Eternit bis. Schmidheiny a processo per la morte di 392 persone a Casale Monferrato e dintorni.  Soltanto una parte delle vittime aveva lavorato nello stabilimento.  Come Napoli, anche la procura di Vercelli ritiene che il reato sia di omicidio volontario. Nel primo processo  la condanna a Schmidheiny, in primo e secondo grado, era stata scandalosamente spazzata poi dalla prescrizione pronunciata in Cassazione.

Clicca qui Silvana Mossano.

Diverse tesi scientifiche: così per i giudici diventa difficile individuare i responsabili: clicca Manuela Gatti e Ambra Orengo.

Casacomune di Don Luigi Ciotti.

L’associazione Casacomune è stata fondata da don Luigi Ciotti. “Sorella” del gruppo Abele e di Libera, è una scuola di formazione scientifica, di dialogo culturale e incontro sociale nata per promuovere i valori e le azioni dell’ecologia integrale e della giustizia. Clicca il programma dei corsi dei mesi di  maggio e giugno.

Reati ambientali: per le Vittime meglio processi in penale o in civile?

Gli esempi sono incessanti: i processi penali  si concludono senza sostanziali condanne agli inquinatori e senza bonifiche,  e senza risarcire le Vittime.

Luca Masera: “Applicare il diritto penale equivale a porre la salute su un piano superiore, un piano sul quale non esiste possibilità di monetizzazione.”

Lino Balza: “La salute non si vende: è un  principio validissimo in prevenzione (sul luogo di lavoro), ma non può essere cinicamente  applicato quando la prevenzione ha fallito e si deve giocoforza  trattare  per i risarcimenti alle Vittime”.

Continua

Esposto contro l’uso della dinamite per il ponte Morandi a Genova.

Il  Comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ ha presentato in Procura un esposto-denuncia sul potenziale rischio amianto e presenza di polveri nocive legato al crollo del ponte e chiesto «la valutazione del rischio e procedure rigorose per i lavori di abbattimento dei tronconi rimasti e delle abitazioni sottostanti per evitare altre aerodispersioni e dunque l’aggravio di una situazione già di per sé drammatica, dovuta anche all’utilizzo del minerale nelle aree portuali e industriali nella città di Genova».

Ennesima assoluzione nei processi per morti d’amianto.

Chiesta dal PM e sentenziata dal tribunale di Padova. La Marina militare è innocente per la strage di oltre mille morti e ammalati: “il fatto non sussiste”. Un altro capitolo da inserire nel libro “Ambiente delitto perfetto”. Processi penali inutili, senza risarcimenti, per le Vittime. Mentre il governo non vara un piano nazionale per l’eliminazione dell’amianto: questa sì che sarebbe una “grande opera” di prevenzione di altre decine di migliaia di morti.

Pietra tombale su Ambiente e Vittime di Montedison/Solvay.

 

Sommandosi a quelle delle amministrazioni (di ogni colore), comunali, regionali, asl, arpa, anche le responsabilità della Magistratura sono storicamente enormi. Finalmente, come effetto di una lotta condotta per quasi mezzo secolo, anche pagando salati prezzi personali, finalmente nel 2008 fu avviato un procedimento penale contro Montedison/Solvay di Spinetta Marengo. Il quale si è concluso, anche in Appello, con una sentenza scandalosa. Le motivazioni, nella sentenza, si gonfiano con esclamazioni catastrofiche, corrispondenti alla realtà: “un evento distruttivo di proporzioni straordinarie”, “ un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile”, “sprezzo assoluto degli imputati all’incolumità pubblica”. Poi, nella condanna, la sentenza si sgonfia come un palloncino: assolve praticamente tutti gli imputati, a cominciare dagli amministratori; non riconosce risarcimenti alle centinaia di Vittime morte e ammalate, se non indecenti elemosine ad alcune; e la bonifica –checchè ne scrive la propaganda Solvay sui giornali- è una balla: quella vera non è mai stata avviata e dunque non sarà mai conclusa, altro che “entro il 2029”. Lo affermo ora per allora, visto che mi sto trasferendo da Alessandria, lontano da questa classe dirigente di fatto e di diritto storica connivente con il suo maggiore inquinatore. Dopo il mezzo secolo delle mie battaglie, con la coscienza a posto, credo di avere il diritto di ribadire (canto del cigno però Cygnus cygnus): una sentenza scandalosa, anch’essa a profitto degli avvocati (clicca qui), che ben merita il posto d’onore nel nostro libro “Ambiente delitto perfetto”, una sentenza che ha anche prodotto il mio abbandono a Medicina democratica dopo 40 anni dalla fondazione, a causa del rifiuto della presidenza a tutelare le Vittime (morti e ammalati) in un processo in sede civile. Resterà il “Movimento di lotta per la salute Giulio Alfredo Maccacaro”.

Compagni che sbagliano: quelli della redazione attuale de Il Manifesto.

Compagni della Redazione, l’articolo di Marco Bascetta del 15 gennaio è una vergogna. In prima pagina, sotto la testata “quotidiano comunista”, mostra lo smarrimento di un giornale che, ieri, era capace di “dare la linea” e che, poi, pencola tra Vendola e Ferrando, oscura Rifondazione e sbeffeggia i Cinquestelle. Così Battisti non è stato un folle stupido assassino non solo di uomini ma anche della classe operaia, bensì sarebbe stato un compagno dei proletari armati per il comunismo “caduto nelle mani” della destra brasiliana e italiana, a tempo scaduto perché ormai è un “ex terrorista” “celebre scrittore” “uomo esausto e in età di pensione”, vittima di “accanimento” e di “spirito di vendetta” e di una “ordalia propagandistica di per sé un atto di ingiustizia e gratuita violenza”, che giustificano le rifiutate estradizioni essendo state le sentenze “esercizio della giustizia non limpida e imparziale” quando lo Stato “giocò duro e non si astenne dal forzare le regole e fare ricorso a strumenti tutt’altro che ortodossi”, al punto che “anche alcuni intellettuali presero le difese del militante dei Pac” “chi ritenendolo cambiato e innocuo e dunque perseguitato per una mera questione di principio”. Per quella questioncella (2 ergastoli per 4 innocenti assassinati) il povero Battisti è vittima di “linciaggio mediatico e inutili vessazioni (come il semestrale isolamento diurno a 37 anni dalla sentenza)”. Infine Bascetta si appella ai governi stranieri: “Riflettere seriamente prima di estradare chicchessia nel paese governato da Salvini e Di Maio”.

Lino Balza (ai tempi dei Pac iscritto alla Sezione Guido Rossa del PCI).

Sono i padroni a denunciare gli schiavi.

Il presidio davanti al tribunale di Alessandria

Prende avvio il processo contro 26 braccianti, attivisti, militanti e sindacalisti accusati di aver procurato nell’anno 2012, durante gli scioperi, danni morali e materiali, ai due padroni dell’azienda agricola Lazzaro Bruno e Mauro di Castelnuovo Scrivia che, dopo averli sfruttati, licenziati, non pagati, li hanno pure denunciati chiedendo loro un risarcimento danni di 1.533.635 euro! Una vicenda incredibile, messa sotto silenziatore dai media e dalla politica che conta. Necessario il sostegno alle spese: clicca qui.

Impunità e lobby nelle aule penali.

 

Di norma i “grandi processi” in sede penale corrispondono a delitti perfetti contro l’ambiente e la salute, garantiti da una impunità sicura nelle aule dei tribunali. Si pensi a quelli sull’amianto. Tralascio tutta la rovente tematica giuridica ed etica già trattata in alcuni libri (“Ambiente Delitto Perfetto”, “Luigi Mara & Medicina democratica”) per estrapolare un aspetto aberrante: questi procedimenti penali servono né a condannare gli assassinii né a risarcire le Vittime e l’Ambiente, bensì unicamente ad ingrassare la lobby degli avvocati d’accusa&difesa e ad impinguare le casse delle parti civili non fisiche (associazioni e amministrazioni) che accorrono ogni volta come avvoltoi sulle carcasse ambientali. Ne è il paradigma Medicina democratica nel processo Solvay: di cui le sentenze assolutorie del disastro ecosanitario della Fraschetta, uno dei maggiori in Italia. Ebbene (continua)

In 72 pagine assolti i manager Pirelli imputati di omicidio colposo plurimo.

La V Sezione Penale del Tribunale di Milano motiva l’ennesima assoluzione per le morti amianto: sono rilevanti solo le prime esposizioni della fibra killer, le esposizioni successive non hanno alcuna rilevanza nella storia del mesotelioma. Altro capitolo da aggiungere al nostro libro “Ambiente Delitto Perfetto”.