Indagine epidemiologica Asl Arpa per il polo chimico di Spinetta Marengo. E il PFOA nel sangue?

Monitoraggio purtroppo limitato (appena 30mila euro di finanziamento dal Comune) a Solvay e al sobborgo, e non esteso, come abbiamo chiesto, all’area e alla popolazione della Fraschetta. Comprende uno studio di correlazione tra patologie (ricoveri ospedalieri, mortalità dal 1996) e distribuzione degli inquinanti. Quali inquinanti presi in esame? Sono previste per il Pfoa le analisi del sangue pubbliche per lavoratori e cittadini? Ancora una volta, da una Giunta all’altra, è stato eluso il confronto democratico e la partecipazione.

Da “sindaco per caso” a “sindaco a sua insaputa”.

Cuttica alla mostra “C’era una volta Cascinagrossa”

E’ il rischio che corre chi non si aspettava di essere eletto sindaco di Alessandria e che non sa che il suo compito è affrontare la più importante emergenza ambientale e sanitaria: la Fraschetta (Cascinagrossa è nella Fraschetta).

Tutta la Valle Scrivia contro il biodigestore di Isola del Cantone (Genova).

Gli amministratori dei paesi alessandrini con gli ambientalisti liguri contrari all’impianto di trattamento rifiuti di 33mila tonnellate l’anno in riva agli acquedotti dello Scrivia. Medicina democratica presente con Carmelo Ciniglio, presidente dell’Osservatorio ambientale di Tortona.

Clicca qui Giampiero Carbone “Tredici sindaci della Valle Scrivia con i colleghi liguri alla manifestazione di protesta”.

Secondo l’Arpa nella Fraschetta si muore di più ma per cause “voluttuarie”: sigarette e alcol.

Ma anche per ereditarietà o carenza di vaccinazioni. Giammai per inquinamento atmosferico e idrico della Solvay di Spinetta Marengo. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa preelettorale della Giunta di Alessandria di concerto con Asl e Arpa: storici corresponsabili del disastro ecosanitario. (continua)
Clicca qui Corriereal “Fraschetta: stato di malattia più che di salute!”
Clicca qui Città Futura on line “Qual è lo stato di salute della Fraschetta?”
Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?

Dopo 30 anni i bidoni dell’Ecolibarna spuntano qua e là nel territorio alessandrino.

Carmelo Ciniglio di Medicina democratica, consigliere comunale di Tortona e presidente dell’Osservatorio ambientale, con un dossier denuncia che -oltre a quelli incombenti a Serravalle Scrivia, Castelnuovo Scriva e Villalvernia- sono ancora desaparecidos, da bonificare, 10mila fusti tossici e cancerogeni, che affiorano di quando in quando dai terreni: Carbonara Scrivia (2010), Casalnoceto (2014) e chissà quanti portati via dal fiume Scrivia, per non parlare del contrabbando di rifiuti tossici internazionali. Perché non intervengono i carabinieri del Nucleo operativo ecologico? Che fine hanno fatto i 160mila euro stanziati per la bonifica di Carbonara?

Clicca qui Maria Teresa Marchese “ Mancano all’appello 10mila fusti tossici. L’allarme del presidente dell’Osservatorio ambientale. Intervenga il Noe”.
Clicca qui Stefano Brocchetti “I bidoni di Cadano sono ancora un pericolo”.

Indagine epidemiologica sui tumori finanziata dai comuni di Alluvioni Cambiò, Alzano Scrivia, Castelnuovo Scrivia, Guazzora, Isola Sant’Antonio, Molino dei Torti, Piovera, Pontecurone e Sale.

Siccome l’origine delle patologie è prevalentemente ambientale, tale ottimo studio oncologico andrebbe inserito in una più vasta (per territorio) e completa (per casistica patologica) indagine epidemiologica. Analogamente abbiamo chiesto come Indagine epidemiologica della Fraschetta.

Clicca qui La Stampa “Concluso lo studio in Bassa Valle Scrivia sull’incidenza tumori negli ultimi 20 anni”.   

Allarme M5Stelle sulle minacce per la salute a Tortona. Accuse per la mancata conclusione dell’indagine epidemiologica promossa dall’Osservatorio ambientale comunale.

Troppi gli episodi su cui non si sono fornite informazioni adeguate nè sviluppate azioni concrete: incendio raffineria Sannazzaro de’ Burgondi, sversamento idrocarburi oleodotto Eni, rifiuti a Castello Armellino, bidoni tossici interrati a Cadano Scrivia, smog urbano oltre ogni limite. Fondamentale è concludere l’indagine epidemiologica.Clicca qui Stefano Brocchetti “Emergenza ambientale, sono troppi i casi sorti nel Tortonese. Interpellanza dei consiglieri M5s” 

Gli spinettesi hanno il sindaco che si meritano. Il peggiore d’Italia secondo IlSole24Ore.

Riceve 18 milioni di euro dal governo e cosa ne fa? Per l’Osservatorio ambientale della Fraschetta? O per l’Indagine epidemiologica della Fraschetta? O per la bonifica del disastro ecologico sotto sopra intorno la Solvay? O per sostenere il dolo nel processo d’Appello contro Solvay? O per il Lovassina? Niente affatto. Li destina a cose più importanti chiedendo consiglio ai cittadini di Spinetta Marengo. Cioè: percorso ciclopedonale da Alessandria con passerella sul Bormida, centro gioco, parco di Marengo, orti solidali, marciapiedi, fioriere, lampadine e qualche miliardo di lire alla povera Solvay per teleriscaldamento. Nell’incontro pubblico applaudono i cittadini insieme al direttore che li ospita. E vissero (si fa per dire) tutti felici e contenti. Più felice di tutti Rita Rossa, la sindaco, che si ricandida perché porta bene essere anche quest’anno l’ultima fra i sindaci italiani nella classifica di gradimento.
Clicca qui Pennatagliente
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Clicca qui Alessandria Post

Alessandrini, guardatevi questo drammatico servizio delle Iene su Mediaset.

Clicca qui il servizio delle Iene
 

La Sezione di Medicina democratica di Alessandria è stata la prima in Italia a condurre una campagna nazionale per la messa al bando del PFOA (perfuorurato) scaricato in Bormida fino alla foce del Po (clicca qui intervista a Lino Balza), denunciando anche ai massimi livelli sanitari la presenza del veleno nel sangue dei lavoratori, a loro volta addirittura donatori di sangue. Sul nostro blog (sezione Argomenti, clicca qui) sono archiviati almeno 63 interventi sulle questioni sollevate. Il libro “Ambiente Delitto Perfetto” ne parla diffusamente.

Medicina democratica ha denunciato, oltre al PFOA, la presenza nel sangue dei lavoratori Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) di ADV e C6O4, a vario titolo sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene, e ha rivendicato l’intervento dell’ASL e della Sindaco a tutela dei lavoratori nonchè dei cittadini tutti. Inoltre ha chiesto al direttore generale ASL Alessandria, all’assessore Regione Piemonte alla Sanità e a Beatrice Lorenzin Ministro della salute, di impedire su tutto il territorio nazionale trasfusioni di sangue contenenti tali veleni. Il documento è stato inviato alla Procura, a tutti i sindaci della provincia, a tutti gli ospedali, Arpa, Avis ecc.

A tutt’oggi nel territorio alessandrino non hanno riscontro in ambito Asl e Arpa analisi e interventi ispettivi che invece si stanno svolgendo in Veneto (vedi il video delle Iene). Di contro, l’inerzia e il silenzio di Asl e Arpa alessandrini ai nostri esposti rappresentano uno scandalo che colpisce la salute della cittadinanza: immaginiamo di quale entità. Altrettanto responsabile è la sindaco di Alessandria peraltro già insolvente del Referto epidemiologico e dell’Indagine epidemiologica della Fraschetta.

Clicca qui Agora Magazine “Alessandria – Medicina Democratica commenta il servizio delle Iene sul veleno nell’acqua potabile”

Tumori alla mammella: tasso del 74,7 in Provincia contro il 58,2 del Piemonte.

Mortalità: 14,7 in Alessandria, 12,4 in regione. Puntando alla prevenzione primaria, il Comune di Tortona ha avviato una indagine ambientale per capire come intervenire sulle fonti di rischio sul territorio. Lo studio sull’incidenza dei tumori in relazione all’ambiente coinvolge l’Asl e l’Osservatorio Ambientale che si è costituito su proposta di Medicina democratica. L’Indagine epidemiologica dell’intera Fraschetta resta la nostra rivendicazione completa ma che finora non ha trovato Alessandria trainante come Comune capoluogo. Dopo la prevenzione primaria, la diagnosi precoce riesce a ridurre i casi di mortalità: Tortona ospita uno dei centri di eccellenza nazionali per la ricerca del tumore al seno.
Clicca qui Maria Teresa Marchese “Troppi tumori alla mammella. Una indagine epidemiologica. Tortona aderisce alla ricerca già avviata in Bassa Valle Scrivia”.

Osservatorio ambientale della Fraschetta e Indagine epidemiologica sono le storiche rivendicazioni di Medicina democratica che i Comuni criminalmente non stanno realizzando.

L’unico Comune che si sta muovendo è Tortona (clicca qui). Alessandria ha annunciato una mini indagine epidemiologica di cui si sono perse le tracce. A pensare che avevamo indicato il capoluogo quale coordinatore di tutti gli altri Sindaci della Fraschetta. Questi Sindaci a loro volta non hanno neppure provveduto a fornire alle loro popolazioni il Referto epidemiologico da noi ufficialmente rivendicato. Eppure il processo Solvay ha ultimamente celebrato il disastro ambientale di Spinetta Marengo, che continuerà per responsabilità politiche a mietere morti e ammalati.
Se vai sul nostro blog http://medicinademocraticaalessandria.blogspot.it puoi approfondire le informazioni nella sezione “Argomenti“: sull’Osservatorio trovi 32 recenti post e sull’Indagine 23, su Solvay 268 ecc.

Due posizioni antitetiche di Medicina democratica per l’Appello Solvay.

  

La posizione della Sezione dovrebbe, avrebbe dovuto, essere la determinante in quanto è la Sezione, non altri, che sul territorio per 40 anni, pagando salati prezzi personali, ha condotto le lotte denunciando ripetutamente gli inquinamenti e le vittime degli inquinamenti, a cominciare dall’avvelenamento doloso delle falde, e proponendo invano agli Enti locali gli strumenti per contrastarli ed eliminarli, tramite l’Osservatorio ambientale della Fraschetta. L’approdo del processo in Corte di Assise non è stato altro che un risultato delle lotte della Sezione di Alessandria, non di altri. Perciò la Sezione ritiene di essere l’unica ad avere legittimo titolo storico a pronunciarsi sul merito della sciagurata sentenza di primo grado e sull’appello. Non ha purtroppo la Sezione titolo giuridico per impugnare la sentenza, il quale compete al presidente che invece non farà opposizione. Lino Balza, in quanto parte lesa, ha titolo di esercitare il ricorso, e infatti lo farà, revocando il mandato all’avv. Laura Mara. Ad Alessandria, e non solo, Lino Balza è pur sempre l’identificazione quarantennale di Medicina democratica e tale resterà: speriamo sia sufficiente a salvaguardare l’immagine e la prospettiva dell’Associazione. (continua)

Sul libro “Ambiente Delitto Perfetto” come è maturata l’impunità e la prescrizione della ingiusta e niente affatto storica sentenza salva inquinatori della Corte di Assise di Alessandria al processo Solvay di Spinetta Marengo.

“Sono arrivato al punto che non ho più la minima fiducia nella Giustizia… Penso al passato, ai lavoratori che lottavano per portare a casa la pelle, ai cittadini di Spinetta Marengo che non hanno bisogno della conferma delle indagini epidemiologiche, alle rappresaglie subìte, ma anche ai giornalisti che non pubblicano le denunce, ai giudici che ignoravano le denunce, agli amministratori pubblici complici degli enormi inquinamenti (e anche concussi secondo Solvay)… E, dopo questa sentenza, penso al futuro, che non ci sarà vera bonifica del territorio della Fraschetta, né dell’acqua né dell’aria, che tutti torneranno a dire che tutto è a posto e sotto controllo, vedo i volti dei morti che ho conosciuto, penso alle future malattie e morti…”
continua Lino Balza, ex responsabile della sezione provinciale di Medicina democratica.

Clicca qui CorriereAl “Ho perso ogni fiducia nella Giustizia: lascio la presidenza di Medicina Democratica”
Clicca qui Pennatagliente “La goccia che ha fatto traboccare il vaso al (l’ex) responsabile di Medicina democratica”

Può essere una cosa seria il “nuovo” piano di emergenza di Spinetta Marengo?

Non è il Piano di emergenza della Fraschetta che noi stiamo rivendicando da 40 anni, in solitudine. Non è in grado di affrontare la sicurezza, l’allarme, l’evacuazione, il soccorso e le cure della popolazione. Sia sottoposto a referendum, liberato dalle complicità del Comune. Continua.

Clicca qui La Stampa “Ci sono voluti 6 mesi per scoprire le cause dello scoppio e dell’incendio all’Arkema: “Mai più quella produzione”
Clicca qui Il secolo XIX “Ci sono voluti 6 mesi per scoprire le cause dello scoppio e dell’incendio all’Arkema: “Mai più quella produzione”
Clicca qui Ovada on line “Piano di emergenza: ci stiamo lavorando”
Clicca qui sul sito della Provincia di Alessandria la bozza del Piano di emergenza.
Clicca qui Pennatagliente “Piano di emergenza in sordina, sia sottoposto a referendum consuntivo”.

Conferenza stampa del Comune di Alessandria su “Ambiente Fraschetta. Indagine sul rischio sanitario e sullo stato di salute della popolazione”. Conferenza lampo, indagine lampo?

L’Indagine l’avevamo promossa noi su larga scala ma così come presentata non ci soddisfa. Non affidabile l’Asl che nasconde il Referto epidemiologico ai Comuni e che “non ha i soldi” per le analisi di 3 cancerogeni nel sangue dei lavoratori e dei cittadini. Altri 30 anni per la realizzazione dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta? E dove sta il Comitato scientifico internazionale per la bonifica della Solvay? Aspettiamo la chiusura dello stabilimento? Continua.

Clicca qui Marcello Feola “Più tumori in Fraschetta? I numeri parlano chiaro”.
Clicca qui Piero Bottino “Rischio tumori a Spinetta. Arpa: il più elevato in città”.
Clicca qui Corriereal “L’ambiente in Fraschetta: una conferenza stampa ‘lampo’, e nessuna vera risposta”
Clicca qui Corriereal “Salute a rischio in Fraschetta? Al via l’ennesimo progetto su otto sobborghi alessandrini”
Clicca qui Alessandrianews “Salute in Fraschetta, avviata indagine su ricoveri e mortalità”
Clicca qui Alessandrianews “Medicina Democratica: conferenza lampo, indagine lampo?”
Clicca qui Pennatagliente “Conferenza lampo, indagine lampo?”
Clicca qui La Stampa “Uno studio in Fraschetta dirà di cosa si muore”
Clicca qui Il Piccolo “Rischio sanitario in Fraschetta, al via un’indagine”
Clicca qui Lino Balza “Sulla Fraschetta un’indagine lampo”

Contrasti tra la sindaco Rossa e l’assessore all’ambiente di Alessandria.

Numerose le divergenze? Oltre a quelle elencate da Carlo Romagnoli (clicca qui) aggiungeremmo quelle più importanti: l’Osservatorio ambientale della Fraschetta e l’Indagine epidemiologica. Non ce n’è abbastanza per Claudio Lombardi per dimettersi? Probabilmente no in una Giunta dove un assessore viene definito “Malaussène” e un’altra “fantoccio“, mentre la stessa sindaca è ultima in classifica in Italia per gradimento (perciò si propone per il prossimo mandato, in alternativa per il parlamento).

E i politici scoprirono l’acqua calda dopo l’ennesimo incidente al polo chimico di Spinetta Marengo.

Manca il piano di emergenza. Ma se è da trenta anni che l’abbiamo rivendicato dentro l’Osservatorio ambientale della Fraschetta! Ma se nel 2002 denunciammo subito che quello approvato era fasullo! Ma se ancora l’anno scorso il Consiglio comunale di Alessandria ha bocciato la Mozione dei 5Stelle! E’ una classe politica senza pudore.
Clicca qui Massimo Putzu “La città senza piano di emergenza. Scaduto da 10 anni riguarda come comportarsi all’esterno del polo chimico. Il dato preoccupante emerso durante la Commissione comunale ambiente” 

L’assessore Lombardi usato di nuovo dalla sindaco Rossa come parafulmine.

O, peggio ancora, come “monsieur Malaussène di Spinetta Marengo”. Insomma come capro espiatorio. Da amici, avevamo consigliato all’assessore all’ambiente di dimettersi dignitosamente. I fatti parlano. Si conclude con una farsa (clicca qui) la delibera per la salvaguardia ambientale di Tanaro e Bormida (clicca qui). Stessa fine per l’Osservatorio ambientale, il Referto epidemiologico, l’Indagine epidemiologica della Fraschetta, il piano di sicurezza emergenza evacuazione del polo chimico di Spinetta ecc. La sindaco non manda neppure un avvocato a presenziare al processo Solvay in Corte di Assise ad Alessandria.

Ennesimo incidente al polo chimico di Spinetta Marengo. Una sindaco superficiale, anzi irresponsabile. L’assessore parafulmine.

Non è il primo scoppio all’impianto Perossidi Arkema, questa volta senza morti e feriti, ma rispetto a questo ennesimo incidente al polo chimico di Spinetta Marengo nuovamente arrivano le pronte rassicurazioni della sindaco di Alessandria, Rita Rossa, vice Premio Attila 2014 che non realizza Osservatorio ambientale e Indagine epidemiologica della Fraschetta, piano di emergenza… (continua)

Clicca qui Alessandrianews “Nube nera su Spinetta”
Clicca qui Il Piccolo on line “Esplosione al polo chimico di Spinetta: per il sindaco Rossa, “la situazione sotto controllo”
Clicca qui La Stampa on line “Scoppio e incendio al polo chimico: nube di fumo alta decine di metri. Non ci sono feriti”
Clicca qui Giovanni Maccarino per USB Vigili del Fuoco “Ma quale situazione sotto controllo!”
Clicca qui Giancarlo Pozzi “A Spinetta tutto sotto controllo?”
Clicca qui Corriereal “Incidente al polo chimico: “Situazione sotto controllo: nube nera non pericolosa?”
Clicca qui Alessandria Post “Una sindaco superficiale, anzi irresponsabile”
Clicca qui Corriereal “Da più parti si levano voci critiche”
Clicca qui Pennatagliente “Una sindaco superficiale, anzi irresponsabile”
Clicca qui Massimo Putzu “Scoppiano le polemiche. I timori di genitori, ecologisti, sindacati”
Clicca qui La Stampa “Il Comune avvertito mentre si discute dell’aria”
Clicca qui La Stampa “L’esplosione allarma Spinetta. L’aria invasa da una nube di fumo. Ancora da chiarire le cause”
Clicca qui Monica Gasparini “Un boato tremendo, poi incertezza e paura. Manca il piano di emergenza”
Clicca qui Il Piccolo “Esplosione e fiamme. Col fumo salgono le polemiche”
Clicca qui Pennatagliente “Cittadino della fraschetta, stai sereno”
Clicca qui Massimo Putzu “L’incendio al polo chimico rimane ancora un rebus”

Solvay propone di costruire il secondo ponte sul Bormida a spese sue… e della salute degli alessandrini.

Cioè a patto che gli Enti locali rinuncino a pretendere una vera bonifica e si accontentino di quella finta in corso. Continua…

Clicca qui Carlo Romagnoli “Per quel ponte servono 12 milioni”

Istituito l’Osservatorio Ambientale Comunale di Tortona.

Grande soddisfazione di Medicina democratica per l’obbiettivo raggiunto. Lo consideriamo una tappa intermedia per la realizzazione della nostra elaborazione di Osservatorio ambientale della Fraschetta. In questo ambito Tortona sarà sicuramente esempio virtuoso agli altri Comuni nell’approntare uno strumento urgente e indispensabile per la tutela della salute cittadina, quale il Referto epidemiologico comunale: propedeutico alla realizzazione dell’Indagine epidemiologica della Fraschetta. Una nota di merito per il sindaco Bardone. Buon lavoro a Ciniglio, Bottiroli, Raggi, Seghesio, Carbonato.
Clicca qui la Nota di presentazione dell’Osservatorio Ambientale Comunale del comune di Tortona.
Clicca qui Stefano Brocchetti “Tutte le priorità stabilite dall’Osservatorio ambientale”

Dimissioni di Claudio Lombardi assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria?

Dovrebbe dimettersi dopo che la Giunta ha bocciato in Consiglio la mozione 5Stelle che (ri)proponeva la proposta dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta e della collegata Indagine epidemiologica? Stima della persona e dignità del ruolo.
Clicca qui il comunicato stampa di Medicina democratica
Clicca qui il comunicato stampa del Movimento 5 Stelle
Clicca qui Il Piccolo “Niente Osservatorio? Lombardi si dimetta”
Clicca qui Corriereal “Osservatorio ambientale della Fraschetta: l’assessore Lombardi si dimetta”
Clicca qui I cittadini prima di tutto “Claudio Lombardi dovrebbe dimettersi da assessore”
“E’ sbagliato chiedere le dimissioni di Lombardi”: clicca qui Pierluigi Cavalchini
“Dovrebbe dimettersi anche Cavalchini”: clicca qui la replica di Lino Balza

Medicina democratica rivendica ai sindaci della Fraschetta il “referto epidemiologico”.

Abbiamo inviato raccomandata ai sensi di legge (risposta entro 30 giorni) ai sindaci di Alessandria, Tortona, Novi Ligure, Bosco Marengo, Pozzolo Formigaro, Predosa, Frugarolo, Cassano Spinola, Serravalle Scrivia, che sono, per legge i primi responsabili della sanità comunale. I sindaci potrebbero migliorare lo stato di salute dei propri cittadini. Invece non lo conoscono e quindi non agiscono. Ebbene con il “referto epidemiologico” potranno avere coscienza in tempo reale delle criticità sia per gruppi di residenti che di lavoratori. Questa esigenza è particolarmente avvertita nella Fraschetta: dove si fa unanime la proposta di urgente Indagine epidemiologica per tutto il territorio interessato da numerose fonti di rischio tra loro interdipendenti, tra cui aziende ad alto tasso di inquinamento. Continua
Clicca qui La lettera ai sindaci.
Clicca qui La nota informativa ai consiglieri comunali.

Clicca qui Pennatagliente “L’importanza di sapere ‘come sta’ la comunità”
Clicca qui I cittadini prima di tutto “L’importanza di sapere ‘come sta’ la comunità”
Clicca qui Il Piccolo “L’importanza di sapere come sta la comunità”

Nasce l’Osservatorio ambientale a Tortona.

E’ affidato a Carmelo Ciniglio di Medicina democratica. Non è ancora la nostra elaborazione di Osservatorio ambientale della Fraschetta ma è un concreto passo in quella direzione.
Clicca qui Stefano Brocchetti: “Ciniglio annuncia la nascita dell’osservatorio del’ambiente. Suoi componenti anche Danilo Bottiroli e Giuseppe Raggi”.
Clicca qui La Stampa “Nasce l’osservatorio per la salvaguardia di ambiente e salute”

Si svegliano Comune e Provincia dopo le nostre denunce di fughe di gas alla Solvay

Convocati i dirigenti della multinazionale belga. Ma non si parla di Osservatorio ambientale della Fraschetta. La sindaco Rita Rossa, l’assessore all’ambiente Claudio Lombardi per il Comune, Claudio Coffano per la Provincia, Marco Colatarci e Paolo Bessone per la Solvay si sono invece ritrovati a porte chiuse! per concludere con le solite chiacchiere la comparsata ad uso e consumo dei giornali. Addirittura l’obiettivo comune è stato comicamente dichiarato: “Quanto prima impatto zero dell’inquinamento”. 

Clicca qui La Stampa “Fughe di gas il sindaco ora convoca Solvay”
Clicca qui Miriam Massone “Il cartellino giallo a Solvay. Più attenti alla sicurezza. Incontro tra sindaco e vertici dell’azienda: chiesto un tavolo permanente”
Clicca qui Giuseppe Parola “Caso Solvay: popolo di indifferenti”

Ausimont e Solvay responsabili del record di tumori ad Alessandria. Ma anche i politici.

Sono trenta anni che, tramite la proposta di Osservatorio ambientale della Fraschetta, rivendichiamo anche una indagine epidemiologica completa per abitanti e lavoratori e per un considerevole periodo temporale. Indagine che non è mai stata fatta più per non toccare Ausimont Solvay che per i considerevoli costi.  Ora si è aggiunta un’altra indagine epidemiologica parziale a cura del Dipartimento di prevenzione dell’ASL di Alessandria.  Ed è anch’essa terribile. A Spinetta Marengo rispetto alla media regionale l’incidenza di tumori arriva anche al 127%. in più.

Clicca qui La Stampa “Una tesi di laurea ha indagato i casi di mortalità dal 1996 al 2012. Individuati tre tumori killer in Fraschetta. Per encefalo, pancreas e reni incidenza maggiore che in Piemonte. Le donne più colpite degli uomini.”

E’ morto Paolo Zoccola.

Ex direttore de Il Piccolo, al quale si deve la primogenitura della denominazione di “Osservatorio ambientale della Fraschetta

Due tre episodi mi ritornano in mente. Ai primi anni ’80, Paolo Zoccola venne con altri giornalisti, quando i giornalisti entravano in fabbrica e si sedevano fra migliaia di lavoratori, ad un Convegno nazionale sul rilancio della ricerca chimica in Italia che sindacalmente tenemmo nel gigantesco salone  della Montedison di Spinetta Marengo, prima che ricerca e chimica fossero distrutte. In mattinata ai giornalisti avevo promesso che più tardi avrei rilasciato un’intervista; invece mi dimenticai mentre sbattevo la testa nell’organizzazione dell’evento. Appena mi beccò, Zoccola quasi mi cacciò in bocca acceso il suo puzzolente sigaro: ti fai desiderare? chi ti credi di essere? In effetti lui era il direttore-padrone de Il Piccolo. Lusso per pochi che possono fare vero giornalismo, nel bene e nel male. Anni dopo, scrissi sul giornaletto ambientalista “Quale Futuro” un pesante pezzo contro Il Piccolo che aveva sponsorizzato con tutta la classe politica l’inceneritore a San Michele (lo impedimmo anche occupando Palazzo Rosso accerchiato dai trattori). Zoccola  mi masticò  il toscano sul filo telefonico: allora fai senza Il Piccolo. Per qualche mese infatti non mi pubblicò più, da socialista vendicativo. Poi mi telefonò con la scusa “sto perdendo lettori” e ripresi la mia presenza quasi settimanale sul giornale. La quale tra l’altro procurò ad entrambi una querela miliardaria, poi ritirata, da parte di Michelin, accusata per le morti dei lavoratori.  Di Zoccola è anche la primogenitura della denominazione “Osservatorio ambientale della Fraschetta”.  Ultimo episodio, quello che mi è più caro. Quando Montedison (Ausimont) si scatenò in rappresaglie contro le mie denunce ambientaliste: mobbing, trasferimenti, cassa integrazione, licenziamento. Ancor più de La Stampa, Zoccola allora intraprese per anni una vera e propria campagna a favore della vicenda esaltando in ogni edizione del  giornale  tutti i vari passaggi processuali (23 udienze in tribunale, 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione) e tutte le espressioni di solidarietà che arrivavano da ogni parte d’Italia. Creando così una positiva sinergia fra opinione pubblica e giudici. Non l’ho mai fatto, non c’era bisogno, ma lo ringrazio adesso perché senza il suo aiuto forse non sarei riuscito a salvare le piume, la mia vita sarebbe stata sconvolta se non avessi impedito il licenziamento finale. Eh sì, l’informazione è il quarto potere. Quando vuole, cioè quando ha il coraggio, perfino dà voce a chi non ce l’ha. A proposito, l’altro licenziato era Gianni Spinolo, di cui Zoccola diceva: è il mio lettore di riferimento, la rubrica “Io la penso così” non deve essere scritta dai politici. Per chi ci crede, entrambi ne staranno discutendo in questo momento.

Lino Balza

Mani avanti e giudizio sospeso.

Leggendo su La Stampa alcuni elementi in bozza dell “Accordo di programma” che il PD presenterà alla sindaco Rossa, si rizzano i capelli in testa, d’istinto mettiamo le mani avanti come si fa di fronte ad uno sconosciuto dirupo. La Fraschetta va bonificata (ci vorranno decenni), lasciata in pace da subito, non caricata di altri rischi e pesi ambientali, ha già dato fin troppo in salute. Noi siamo abituati a non dare giudizi affrettati e dunque attendiamo di esaminare il progetto PD. Invitiamo perciò questo partito a metterlo in rete, a disposizione di tutti, come facciamo noi sui nostri blog. Sospendiamo il giudizio: ci preme questa breve precisazione affinchè il silenzio non sia interpretato come assenso.
 
Clicca qui La Stampa “Attenti: la Fraschetta va lasciata in pace”

 

 

Ausimont boccia il presunto “Piano di bonifica” Solvay.

Anche secondo questo consulente si tratta di un progetto fasullo. Medicina democratica per prima l’aveva giudicato tale: clicca qui. Sulla metodologia del prof. Maurizio Onofrio ci esprimeremo quando sarà conosciuta. Ribadiamo che su un progetto di bonifica di tanta complessità, come quello di Spinetta Marengo, è necessario un Comitato scientifico internazionale gestito dall’Osservatorio ambientale della Fraschetta, quello Vero.

Il progetto di bonifica con ditionito appena presentato da Solvay è una clamorosa bufala.

Dunque Ausimont boccia il presunto “Piano di BonificaSolvay. Sul quale Medicina democratica ribadisce il suo giudizio (vedi pagina 60 del dossier: clicca qui). Mentre su quello del prof. Maurizio Onofrio di Ausimont ci esprimeremo quando sarà conosciuto. Ribadiamo che su un progetto di bonifica di questa complessità è necessario un Comitato scientifico internazionale gestito dall’Osservatorio ambientale della Fraschetta, quello Vero.
Clicca qui La Stampa
Clicca qui Alessandrianews

La ragione essenziale per cui non è mai stato realizzato l’Osservatorio ambientale della Fraschetta.

Detto brutalmente: hanno il coraggio di firmarla anche i dipendenti Michelin e Solvay la petizione contro la discarica Guarasca a Spinetta Marengo tra il pozzo pubblico Molinetto e i pozzi privati Solvay. Questa sarebbe nella Fraschetta solo una goccia di inquinamento in più, eppure rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso gigantesco della intolleranza popolare. Clicca qui per continuare a leggere.

Clicca qui Il Piccolo “Fraschetta inquinata. Peggio di Taranto”
Clicca qui La Stampa “5Stelle per l’Osservatorio”
Clicca qui Pennatagliente
Clicca qui La Stampa “Le paure di Spinetta sulla discarica. E la conferenza dei servizi è slittata”
Clicca qui La Stampa Lino Balza “Vero Osservatorio per vera bonifica”

L’Osservatorio ambientale elaborato per Alessandria vedrà la luce a Tortona?

Carmelo Ciniglio, di Medicina democratica, sarà chiamato dal candidato sindaco del PD a dirigere il programma ambientale che prevede l’Osservatorio quale strumento di democrazia diretta e partecipata.
Si tratta di un esperimento assolutamente innovativo nel territorio nazionale, sulla base di una elaborazione ambientalista che da trent’anni attende inutilmente di essere realizzata nella Fraschetta e che avrebbe evitato la catastrofe ecologica di Spinetta Marengo.

Dice Solvay: “Le acque di Spinetta non hanno causato pericolo per la salute”

Solvay ridisegnerà l’Uomo Vitruviano di Leonardo

Solvay dice che l’acqua della Fraschetta è ed è sempre stata potabile. Ebbene, chiunque di noi può andare su Internet e verificare: cromo esavalente, solventi clorurati, cloroformio, tetrafluoroetilene, arsenico, nichel, selenio, clorofluoruri, solfati, ddt, bromoclorometano, bromoformio, dicloroetano, dicloetilene, tetracloroetano, tetracloroetilene, tetracloruro di carbonio, tricloroetano, tricloroetilene, acido perfluoroottanoico. Chiunque verifica: è scientificamente assodato che sono tutte sostanze altamente tossiche, cioè danneggiano gravemente l’organismo con patologie acute e croniche, e che sono definite cancerogene a vari livelli, dal possibilmente al probabilmente al sicuramente carcinogene. Attenzione: le tabelle considerano queste sostanze una per una. A Spinetta Marengo siamo addirittura in presenza di un cocktail di almeno 21 veleni! Nel cocktail reagiscono,interagiscono tra di loro, gli effetti tossici e cancerogeni si combinano, non solo si sommano ma si moltiplicano. Un mix devastante per la salute. Su Internet, ad esempio,digitando Erin Brockovich e Zhang, chiunque verifica che non è vero ciò che sostiene Solvay, che il cromo esavalente è cancerogeno solo se inalato e per contatto e non se ingerito… clicca qui per continuare a leggere.
Clicca qui La Stampa “Solvay: cromo non cancerogeno”
Clicca qui Il Piccolo “Ghio: la Solvay ha omesso documenti importanti”
Clicca qui Corriereal 

I consulenti di Solvay ad Alessandria sono arrivati ad affermare che l’inquinamento ha origini naturali. Dunque ammalati e morti sono per cause naturali.

Fanno flop i loro consulenti al processo: ma intanto agli avvocati Solvay non interessano argomenti scientifici, di cui sono consapevoli mancano le basi difensive, preme bensì l’obbiettivo psicologico. Che è quello di ripetere ossessivamente poche affermazioni affinchè penetrino come una pubblicità nelle teste dei giurati. Lo slogan è: la colpa anzi il dolo del disastro ecologico di Spinetta Marengo è tutto dell’Ausimont e dei complici Enti locali. Così i loro consulenti “si dimenticano” che dal 2002 è direttamente il nuovo proprietario Solvay a inquinare il territorio e in maniera fraudolenta: non solo ha nascosto agli Enti i dati compromettenti in suo possesso, ma anche li ha manomessi e falsificati, per non assumersi gli oneri di bonifica, intralciando e ritardando dunque la stessa messa in sicurezza.

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Gli avvocati della difesa ci accusano, noi vittime di decessi e malattie, di fare sul blog commenti sgradevolmente non diplomatici alla loro orchestra di violini e tromboni. Cosa rispondiamo ?

Rispondiamo che nel loro piccolo anche le formiche si incazzano.

Solvay, Osservatorio, Governo. I politici alessandrini devono mettersi in testa

che non possono continuare nel bluff, che i cittadini non hanno fiducia in loro, che l’alternativa è la democrazia diretta e partecipata. Clicca qui per continuare a leggere.

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Bilancio di un anno di attività di Medicina democratica

Un anno segnato da tanti avvenimenti, positivi e negativi e altrettante azioni. Lo sa chi segue la nostra pagina Facebook (450 “mi piace”), il nostro gruppo Facebook (5.200 iscritti), il nostro blog  (200.000 visite), la mailinglist settimanale (6.000 contatti), o chi ci legge (quando non censurati) sui mass media cartacei e on line. Il nostro blog offe uno spaccato abbastanza preciso dell’attività di Medicina democratica: nell’anno sono stati pubblicati 486 post (più di uno al giorno)

Un altro anno è passato e il nostro lavoro non si è mai arrestato, le nostre inchieste e le nostre azioni sono rimaste sempre al di sopra della soglia di attenzione per poter raccontare e tentare di assicurare solidarietà e appoggio concreto a tutti coloro che ne hanno avuto bisogno. Un anno segnato da tanti avvenimenti, positivi e negativi e altrettante azioni. Lo sa chi segue la nostra pagina Facebook (450 “mi piace”), il nostro gruppo Facebook (5.200 iscritti), il nostro blog (200.000 visite), la mailinglist settimanale (6.000 contatti), o chi ci legge (quando non censurati) sui mass media cartacei e on line. Lo sa che cerchiamo di interessare e coinvolgere  i vari aspetti della vita sociale della nostra provincia, in particolare ma non solo, dalle problematiche sanitarie, ambientali, lavorative a quelle di sostegno alla lotta in ambiti diversi.  Ad esempio, nel contrastare le inutili dannose “grandi opere” locali quali il TAV Terzo Valico, contro il quale si è sviluppato  un fortissimo movimento ligure piemontese. 
Per ovvi motivi siamo molto presenti e impegnati sul nostro territorio, di cui conosciamo a fondo le problematiche e ove le necessità vengono vissute e sentite anche in prima persona, ma l’interessamento è rivolto a chiunque ne abbia necessità con collaborazioni con altre sedi provinciali di Medicina democratica.    
Quest’anno le energie sono state fortemente assorbite dal  grande processo Solvay di Spinetta Marengo, giunto finalmente in corte d’Assise del Tribunale di Alessandria, di cui Medicina democratica è parte civile assistita  dall’avvocato Laura Mara, che patrocina –gratuitamente- le vittime: ammalati e famigliari dei deceduti. Senz’altro è il processo (per inquinamento doloso della falda acquifera dell’acquedotto di Alessandria e dolosa omessa bonifica) più complesso che si sia mai svolto ad Alessandria (è infatti  presieduto dalla stessa Presidente del Tribunale) con udienze quasi settimanali, decine e decine di testi, testimoni, consulenti, giornalisti, parti lese e… centinaia di avvocati della difesa per gli 8 dirigenti imputati. Oltre ai risarcimenti, il nostro obbiettivo fondamentale è la bonifica dell’area del polo chimico per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini, e per scongiurare la altrimenti inevitabile chiusura della fabbrica.
 Abbiamo respinto la richiesta d’archiviazione della denuncia penale  al  sindaco di Alessandria per quanto riguarda il superamento avvenuto oltre i limiti ammessi per legge della soglia di inquinamento dell’aria nella città di Alessandria con PM10 e le altre polveri sottili.
Abbiamo continuato a seguire il nostro ricorso al Consiglio di Stato contro il deposito atomico di Fabbricazioni Nucleari a Bosco Marengo, la cui minaccia alle generazioni future pesa sulla coscienza della politica locale.
Medicina democratica è parte civile al processo Eternit di Casale Monferrato, a favore delle vittime di cancro (mesotelioma) per l’amianto, processo che quest’anno finalmente si è concluso con una prima storica condanna a carico dell’amministratore delegato Schmidheiny.
                Quest’anno ha visto anche avviarsi il processo Michelin, che coinvolge la multinazionale francese presente sul nostro territorio a Spinetta Marengo, per reati di omicidio colposo e lesioni personali gravi per operai morti di cancro ed altri ammalati.
Inoltre, come succede da vent’anni, anche quest’anno con forza e convinzione abbiamo affermato la necessità assoluta di istituire l’Osservatorio Ambientale della Fraschetta, che per Medicina democratica risulta essere l’unico efficace strumento di controllo e verifica ambientale della nostra zona altamente inquinata in acqua, aria e terra. Istituzione mai avvenuta nel concreto, mai accettata dalle amministrazioni che si sono succedute nella nostra provincia, né negli anni passati né in questo ultimo appena trascorso, in quanto li avrebbe costretti a rigidi controlli e verifiche e bonifiche, eliminando una irresponsabile valutazione del danno che ha portato il nostro territorio a questo livello d’inquinamento. L’Osservatorio Ambientale della Fraschetta rimane il nostro obiettivo principale, assolutamente fondamentale da raggiungere, in quanto porterebbe ad effettuare azioni reali di bonifica nel nostro territorio così altamente inquinato.
Il nostro blog offe uno spaccato abbastanza preciso dell’attività di Medicina democratica: nell’anno sono stati pubblicati 486 post (più di uno al giorno), relativi a argomenti svariati in ambito ambientale, sanitario, di amministrazione locale, politico, e talvolta ci siamo dilettati a fare della satira, sempre mantenendo un (ir)rispetto che riteniamo fondamentale, con vignette o fotografie o piccole frasi. In Particolare abbiamo documentato l’inquinamento della nostra provincia e della nostra regione andando a verificare noi stessi sul posto e effettuando registrazioni video e fotografie, che poi abbiamo pubblicato sul blog. La rubrica più gettonata e copiata dalla satira anche in ambito nazionale è Ultim’ora . Nella rubrica Frasi celebri si apre invece un sorridente siparietto anche sulla politica locale. Le etichette specializzate riguardano:
Complessivamente il blog comprende 114 Argomenti , con migliaia di post.  I Post più ricorrenti quest’anno hanno riguardato:  Acqua pubblica – Amianto – Cementir  – Cromo – Ecolibarna –Eolico –Bombardieri F35 – Sindaci – Giornali che non fanno informazione –  Inquinamento urbano –Michelin -Morti sul lavoro – No tav – Nucleare – Pace non violenza -Polemiche con i sindacati -Ponte cittadella -Processi dove Medicina democratica  è parte civile -Processo Solvay Solexis – Processo Eternit – Rifiuti –Sanità – Scuola pubblica -Sindaci che vendono  la salute dei cittadini – Termovalorizzatori –Thyssenkrupp –Vegetarismo – Vivere con i veleni -.
Abbiamo cercato di fare controinformazione,  informazione e diffusione sulla stampa locale, sempre con molta difficoltà, in quanto spesso siamo stati censurati e boicottati, mentre abbiamo deciso, con risultati soddisfacenti, di solcare, in modo più deciso, le vie della rete internet, su cui troviamo riscontro favorevole e interessato. A tal riguardo l’anno appena trascorso è stato anche spartiacque tra il nuovo ed il vecchio, abbiamo ricostruito il nostro blog in una veste grafica più moderna e luminosa, le informazioni importanti saltano subito all’occhio, alto è stato il  gradimento e ne siamo felici.
Un altro anno si conclude, ma un altro ancora inizierà e le nostre lotte saranno sempre più decise e determinate a raggiungere giustizia per tutti coloro subiscono soprusi e violenze, il nostro è un Movimento di lotta che fonda le sue radici profonde nel principio fondamentale che deve garantire il rispetto dei diritti umani per tutti.
Si regge esclusivamente sul volontariato dei soci. Dunque sulla tua sottoscrizione. Che ha un valore pecuniario modesto e indispensabile ma incommensurabile come sostegno psicologico e morale per mantenere le forze per andare avanti.
Lino Balza Responsabile della Sezione provinciale di Alessandria.
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Può essere potabile un’acqua che sgorga da sotto la Solvay?

L’udienza del 20 novembre (clicca qui) è stata la solita solfa di Solvay (ingenua acquirente) di scaricare le proprie responsabilità penali su Ausimont (truffaldina venditrice) ed Enti pubblici. A questi ultimi, i politici e anche i sindacati, si possono senz’altro attribuire (e Medicina democratica in solitudine l’ha sempre fatto) grandissime responsabilità, ma politiche e morali, di inefficienza ovvero complicità. La tesi ulteriore di Bruxelles, che ASL, ARPA ecc. nientemeno nascondessero i dati allarmanti proprio ad Ausimont e Solvay, fa letteralmente scoppiare dalle risate. A maggior ragione quando si esibiscono analisi di potabilità dell’acqua su campioni forniti… dalla stessa Azienda inquinatrice. Acqua che non poteva mai e poi mai essere potabile in quanto proveniente da sotto uno stabilimento chimico!!!! Insomma, la multinazionale belga mente sapendo di mentire nelle veline che rifila ai giornalisti: “Tutti sapevano”, è falso. Vero è che “Non tutti sapevano tutto” perché Ausimont e Solvay nascondevano tanto a tutti”. “Solo Solvay sapeva tutto, e non ha fatto nulla”. Si torna a parlare con insistenza dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta. Al processo Solvay gli avvocati della difesa lo citano come realizzato. Il Movimento 5 Stelle, invece, al fine della bonifica ne chiede la realizzazione tramite una mozione in consiglio comunale. Insomma, esiste o non esiste? Clicca qui il nostro parere e quello dei dirigenti ARPA.
Clicca qui Il Piccolo “Una difesa strenua, con un’unica nota stonata”
Clicca qui La Stampa “La Solvay punta il dito sugli enti: sapevano che lì era inquinato”
Clicca qui La Stampa “Processo polo chimico oggi fra i testimoni un europarlamentare”
Clicca qui Pennatagliente “resoconto udienza processo”
Clicca qui Pennatagliente “Osservatorio ambientale della fraschetta tema scottante”

Senza l’Osservatorio ambientale della Fraschetta non si fa bonifica, senza bonifica Solvay chiude.

Il 14 di ottobre si terrà in Corte di Assise di Alessandria la prossima udienza del processo Solvay. Ma il principale imputato per avvelenamento doloso delle acque e dolosa omessa bonifica del territorio, il miliardario Bernard de Laguiche, non ci sarà a chiedere perdono alle vittime, e presumibilmente neppure in seguito. Infatti lascia la posizione di Group Chief Financial Officer della multinazionale belga per trasferirsi prepensionato in Brasile. Qui potrà godersi nell’incantevole e allegra cornice dei tropici il meritato prepensionamento dopo ben 26 anni di “duro lavoro”, tra cui l’acquisizione di Ausimont nel 2002. Ovvero, ci auguriamo di no, potrà impegnare gli ingenti capitali per disboscare la foresta amazzonica. Soprattutto ci preoccupa, però, che dal lontano emisfero australe difficilmente sarà disposto, emulo del barone dell’Eternit, a trasferire i miliardi necessari per la bonifica del sito di Spinetta Marengo. E proprio la bonifica è la questione principale che hanno riproposto Sinistra Ecologia Libertà e Movimento 5 Stelle, mentre nel sobborgo si sta innalzando un’altra montagna di scorie industriali, come in video abbiamo documentato al Comune sul nostro blog [clicca qui], e incombono rifiuti amiantiferi dal Tav Terzo Valico. Una bonifica da avviare oggi perché, come insegnano Acna ed Ecolibarna, diventerebbe impossibile un domani a fabbrica chiusa. A maggior ragione perché la multinazionale belga intende allontanarsi dalla chimica per impegnare le risorse nel business hydrofracking. Insomma, il futuro non può essere il Luna Park col quale Solvay si sta esercitando, ma deve gioco forza passare per la bonifica.
Sinistra Ecologia Libertà con una lettera aperta ha replicato… [continua: clicca qui]

Clicca qui la mozione comunale del Movimento 5 Stelle.
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Nuova Indagine della Procura sui Rischi alla Solvay

Per quanto riguarda il fascicolo aperto dalla Procura e l’ipotesi di catastrofe industriale per la stessa azienda, ci sembra di nuovo il caso di ribadire che un Piano di emergenza deve contenere tre elementi di garanzia. Il sistema di allarme con sirene percepibili in ogni abitazione, efficiente e senza falsi allarmi che ingenerino la favola “al lupo al lupo”. Il piano di evacuazione per trasferire la popolazione il più lontano possibile dalla fabbrica, in luogo sicuro. Infine il piano di soccorso, affinchè gli ospedali siano pronti e attrezzati ad assicurare le immediate cure. Non ci pare proprio che il Piano di emergenza Solvay garantisca questi tre aspetti, sia cioè stato predisposto per preparare le azioni dei mezzi di evacuazione e di soccorso nonchè i comportamenti della popolazione. Per i cittadini, chiudersi in casa e accendere la radio: non pare proprio la soluzione. Né sufficiente la proposta di dotare le abitazioni di apparecchiature di rilevamento del vento per fuggire dalla parte opposta. Resta la soluzione di dotare le famiglie della Fraschetta di maschere antigas che diano il tempo sufficiente alla Protezione civile di procedere all’evacuazione.
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