Il mistero della transizione ecologica.

Il PNRR italiano e il suo padre, il RRF della Commissione europea, e la sua madre, il programma NextgenerationEU, altro non sono che armi di distrazione di massa, finalizzate a bloccare l’attenzione intorno a misure e progetti assolutamente inconsistenti, se non controproducenti. Se il ministro della Transizione sembra sensibile soprattutto alla lobby del gas (Eni ed Enel), il PNRR, nel suo insieme, destina il giusto tributo anche a quella del cemento e delle Grandi opere: il piano pullula di autostrade, aeroporti e treni ad Alta velocità, chiamati infrastrutture, tutti finanziati a spese del trasporto locale (compreso il TAV Torino-Lione, ricompreso nel PNRR, senza nominarlo, nelle vesti del fallito Ten-T). Continua Guido Viale.

Noi siamo la marea, voi siete solo (G) 20.

Mobilitazione a Venezia contro il meeting della finanza: il G20, rappresenta gli Stati con le economie più importanti a livello planetario, che vorrebbe ro ricondurre il mondo alla regola neoliberale che ha eliminato i diritti dal suo vocabolario, costruendo un divario sempre maggiore tra ricchi e poveri. 150 economisti chiedono alla BCE di cancellare i debiti sovrani che rappresentano una catastrofe economica e sociale all’orizzonte: ne discutiamo con alcuni firmatari. Sulla newslettera di Doriella&Renato (clicca qui)  anche gli altri appuntamenti di una grande estate di lotta su tutto il territorio nazionale.

La “finzione ecologica” del ministro Cingolani.

Altro che “transizione ecologica”. Ennesimo esempio: la Valutazione Ambientale positiva del ministro ai progetti delle trivelle in Adriatico. “Se davvero vogliamo abbattere le emissioni di gas serra, occorre fermare le nuove trivellazioni e smetterla di dire che il gas fossile è amico del clima perché è falso. Non abbiamo tempo da perdere con il greenwashing di Cingolani e di Eni: chiediamo che in questo mare, e in nessun mare, ci sia più posto per le trivelle.”: clicca qui.

“Stop Trivelle” di Greenpeace davanti alla piattaforma petrolifera al  largo di San Benedetto del Tronto.

Un primo bilancio sul governo Draghi, al di là del coro estasiato dei grandi media.

Assembramento senza mascherina

Da questo articolo (clicca qui) estrapoliamo alcuni capitoli riguardanti ambiente e salute.

Ambiente. La transizione a misura di grandi imprese. La transizione ecologica, per come disegnata nel Pnrr e nei decreti collegati, è in sostanza una ristrutturazione del sistema industriale a misura di (grande) impresa, peraltro lautamente sussidiata dallo Stato (vedi la Valutazione d’impatto ambientale da concedere subito e con priorità ai progetti più grandi). Di fatto si punta a modificare il mix energetico usato con un occhio di riguardo al gas (un fossile) e spesso secondo progetti già inseriti dai grandi gruppi nei loro piani industriali: i molti gasdotti che in futuro forse serviranno per l’idrogeno misto (Snam) e il progetto di cattura della CO2 (l’Eni nelle piattaforme di Ravenna) ne sono gli esempi più eclatanti. Non mancano scelte di fondo che il ministro Roberto Cingolani non ha mai discusso in pubblico: citeremo solo il caso degli inceneritori, bizzarramente inseriti tra gli impianti sottoposti ad autorizzazione veloce per gli obiettivi fissati dal Pniec (piano per il clima), che teoricamente sarebbe focalizzato sulla riduzione delle emissioni climalteranti.

Grandi opere. Tanto Tav e torna la legge obiettivo. Con le “semplificazioni”, il ministro Enrico Giovannini si è dotato del potere di gestire le faraoniche (e spesso inutili) opere infrastrutturali sul modello della legge Obiettivo. Oltre al ritorno dell’“appalto integrato” (progettazione ed esecuzione dell’opera allo stesso soggetto), ispirato alla legge dei tempi di Silvio Berlusconi – travolta dalle inchieste e definita “criminogena” da Raffaele Cantone – è la procedura lampo per le “opere di particolare complessità e rilevante impatto”: una lista affidata a un “comitato speciale” che – con Soprintendenza e Commissione Via altrettanto “speciali” – delibera in 45 giorni esprimendo “pareri lampo” che hanno effetto di “variante urbanistica”, aggirando Comuni e stazioni appaltanti. La lista, destinata a crescere, oggi conta 10 mega opere: dall’Alta velocità Palermo-Catania alla Roma-Pescara fino alla diga “foranea” di Genova. Il fiore all’occhiello è però l’alta velocità Salerno-Reggio Calabria (10 miliardi stanziati nel fondo “complementare” al Pnrr, che ne mette altri 25): trattasi del completamento ideologico del Ponte sullo Stretto di Messina, su cui Giovannini ha non a caso riaperto il dibattito.

Covid. Il Caos eterologa e le giravolte sui vaccini. A maggio il governo si è fatto bocciare dal Garante della Privacy il Green pass: tra le altre cose, non era chiaro chi potesse accedere ai dati sanitari e si demandava parte della disciplina a regolamenti, di rango inferiore alla legge. Tra il 9 e il 16 giugno, dopo varie correzioni, è arrivato l’ok. Nel frattempo si fa avanti e indietro su AstraZeneca. Il 12 maggio il Comitato tecnico scientifico dà via libera alle Regioni sugli Open Day a base di AZ per i “volontari” dai 18 anni in su benché da marzo, per quanto autorizzati senza limiti d’età da Ema e Aifa, i vaccini a vettore virale siano “raccomandati” solo per gli over 60 a seguito delle trombosi rare che hanno indotto alcuni Paesi a eliminarli. Dopo gli appelli di medici e scienziati e la tragedia della 18enne ligure Camilla, l’11 giugno arriva lo stop: AZ vietato agli under 60 anche per le seconde dosi. Come in altri Paesi, i richiami si faranno con i vaccini Pfizer e Moderna, mentre per Johnson & Johnson resta solo la “raccomandazione”. Una settimana dopo, mezzo dietrofront: gli under 60 possono fare AZ col parere del medico.

Il governo non è intenzionato ad affrontare l’emergenza climatica.

Con i suoi programmi, il governo ignora il Global Methane Assessment (clicca qui) , il rapporto dell’Onu pubblicato da UNEP e Climate and Clean Air Coalition, che sottolinea che  tagliare le emissioni di gas metano è urgente per limitare il riscaldamento globale e le crisi sanitarie che l’accompagnano. Dunque  bisogna eliminare i contributi ai combustibili fossili, fermare gli investimenti in ulteriori infrastrutture di gas fossile.

Prima causa legale contro lo Stato italiano per inazione climatica.

Per la prima volta la società civile fa causa allo Stato affinché si assuma le sue responsabilità di fronte all’emergenza climatica. Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione intitolata evocativamente “Giudizio Universale”, la causa è stata avviata di fronte al Tribunale Civile di Roma nei confronti dello Stato, rappresentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dei 203 ricorrenti della causa, 24 sono associazioni, 17 minori – rappresentati in giudizio dai genitori e 162 adulti. Clicca qui.

Società della Cura avvia il Gruppo di lavoro sulla Riforma fiscale.

Dopo la presentazione del proprio Recovery Planet, con le riuscitissime iniziative del 10 e del 26 Aprile, pronti a partire con il Gruppo di Lavoro Riforma Fiscale attivato all’interno del precedente gruppo Debito e Finanza. Siccome la riforma fiscale è la madre di tutte le battaglie, le misure individuate risulteranno indispensabili per avere a disposizioni risorse certe per finanziare le proposte contenute nelle  14 aree tematiche del Recovery Planet, dal reddito universale garantito al potenziamento strutturale di sanità e scuola pubblica, per garantire la gratuità dei trasporti pubblici locali, per attivare le misure di contrasto ai cambiamenti climatici.

Il problema numero uno è il cambiamento climatico.

Con valutazioni e proposte,  30 scienziati ed esperti di Ambiente e Salute scrivono a Draghi in merito alla ripartizione dei finanziamenti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e al contesto in cui esso deve operare, ponendo il cambiamento climatico come questione principale presente e futura. Clicca qui.

Giornata mondiale di azione per il clima.

Anche in Italia Fridays For Future torna a riempire le piazze, reali e digitali! Clicca qui il programma.

I politici e le grandi aziende inquinanti fissano obiettivi di riduzione delle emissioni da raggiungere tra 20 o 30 anni e promettono che, in un lontano futuro, faranno qualcosa per contrastare la crisi climatica. Ma queste promesse vuote non servono a nulla perchè non si può scendere a patti con le leggi della fisica. Abbiamo bisogno di azioni immediate e concrete in linea con il principio di giustizia climatica e con la scienza, ed essa ci dice che dobbiamo agire già ora perché abbiamo poco meno di 7 anni per invertire la rotta. I fondi del Next Generation Eu devono essere subito investiti in politiche per azzerare le emissioni di gas serra, la causa della crisi climatica. Clicca qui anche le altre iniziative NoTav Valsusa sulla newslettera di Doriella&Renato.

Un grande progetto europeo per Venezia.

Riproponiamo un Dossier AmbienteVenezia dove si affrontavano diversi problemi di Venezia tra Cambiamenti Climatici, innalzamento dei livelli del mare, sistema MOSE e portualità (clicca qui). Nonché il documento, per un grande progetto europeo per  Venezia, delle  Associazioni al Presidente del Consiglio nell’occasione della presentazione del Piano Italiano relativo alla Next Generation EU: clicca qui.

Scusa Babbo Natale se ti scrivo un po’ in ritardo.

Sul camino di Palazzo Chigi

Voglio scrivere un libro,  più precisamente una graphic novel, cioè a fumetti, adatto ad un pubblico giovane magari intimidito dal  libro a cui si ispira: “CLIMA – Lettera di un fisico alla politica” del prof. Angelo Tartaglia. Per realizzarlo ho bisogno del tuo aiuto… (continua la  “Lettera a Babbo Natale e alle amiche e agli amici del Controsservatorio Valsusa”). Per i lettori del nostro Sito il libro è disponibile quasi in omaggio: da 1 a 30 euro e oltre.

Covid-19 sta coprendo tutto e noi gli stiamo andando dietro come i topi seguivano il pifferaio.

Ha allentato diabolicamente la già bassissima attenzione sui mali strutturali del Paese, esempi inquinamento urbano o strage di amianto o assetto del territorio. Se la cavano inventano  la “bomba d’acqua”. Come quella di Crotone, e nel giro di pochi giorni si dimenticano la responsabilità della cementificazione in Calabria, che non è da meno della Lombardia e del Veneto. Si tampona alla meglio. Non si agisce preventivamente sulla pianificazione urbanistica e i suoi sodali fermando i loro appetiti ingordi di cemento e asfalto. Il suolo, il bosco, l’area agricola in collina, la natura non hanno il cellulare per telefonare al presidente del Consiglio per chiedergli di aprire un tavolo come fanno persino gli operatori dello sci in pieno Covid-19.

Vedremo quante risorse del Recovery saranno destinate alla manutenzione del territorio, a fermare il dissesto idrogeologico, a non consumare più suolo, a manutenere in ordine i fiumi, a gestire i boschi, etc. Clicca qui.

È in corso la sesta estinzione di massa.

Cinque volte nel corso di 500 milioni di anni la vita, il Pianeta ha subito una catastrofe pari a quella che  incombe sulla Terra e sull’uomo: è l’insieme delle crisi ecologiche causate dal sistema produttivo consumistico e capitalistico. Sono necessari cambiamenti drastici e repentini del nostro modo di vivere collettivo e individuale e delle scelte politiche.  Clicca qui Claudio Gianotti

Vendetta dell’ENI: perquisito il Centro Sociale Rivolta.

Decine di poliziotti  in assetto antisommossa e diversi blindati. L’intimidazione è conseguente alla seconda edizione del Venice Climate Camp, nell’ambito del quale lo scorso 10 settembre attiviste e attivisti hanno bloccato l’impianto di Eco-progetto di Veritas, in cui dovrebbe sorgere il nuovo inceneritore, e il 12 settembre la neonata rete Rise Up 4 Climate Justice ha sanzionato la raffineria ENI di Porto Marghera.  Clicca qui.

Ciò che i Movimenti chiamano “giustizia climatica e sociale”.

FrIday for Future sta preparando il Climate Strike. Nel secondo Climate Meeting di Venezia è stato varato un Manifesto di intenti  su dieci punti. Il Forum sociale mondiale delle economie trasformative sta organizzando un mese di iniziative. La Rete dei beni comuni  emergenti e degli usi civici… Arci… Attac… Casa delle donne… Controsservatorio Valsusa… Navdanya International … Botteghe del mondo… Quali sono le convergenze dei Movimenti: clicca qui Paolo Cacciari.

MoSE: promemoria per i governi.

Un’opera sbagliata che è stata approvata e ha potuto evolversi avvalendosi di un sistema corruttivo diffuso e ramificato, come è stato accertato dalle indagini della Magistratura. Il sistema MoSE è inutile pericoloso dannoso e incompatibile con il sistema lagunare e le attività portuali. Saranno i cambiamenti climatici ad affondare il MoSE. Bisogna bloccare i lavori , con varianti in corso d’opera.  Ecco la città ed il territorio che vogliamo: clicca qui.

Occupata raffineria ENI di Porto Marghera.

A conclusione del Venice Climate Meeting gli attivisti e le attiviste del Venice Climate Camp si sono diretti verso la raffineria ENI di Marghera.

L’azione di sanzionamento rientra nel percorso che da oggi vuole unire le tante realtà che hanno partecipato alla settimana di discussione e confronto.

Eni è tra le massime aziende italiane responsabili dell’estrazione dei carburanti fossili e delle emissioni clima alteranti.

Azione diretta contro chi provoca il cambiamento climatico.

È il momento di fermare chi sfrutta e devasta il pianeta.

Le persone con disabilità “vulnerabili tra le vulnerabili” ai cambiamenti climatici.

I pesanti effetti del cambiamento climatico in corso nel nostro pianeta si distribuiscono seguendo i medesimi modelli di disuguaglianza già presenti nella società, rendendo quindi ancora una volta le persone con disabilità, vittime di discriminazioni multiple e intersezionali, “vulnerabili tra le vulnerabili”. (continua…)

Campagna Stop TTIP.

Conferenza stampa alla Camera: clicca qui. Il governo respinga anche  l’offensiva di Trump per un nuovo trattato transatlantico come e peggio del TTIP, fermi il CETA con il Canada bocciandone la ratifica fermando, così, trattati discutibili come l’EU-Vietnam  e il pericolosissimo EU-Mercosur che premia con una facilitazione commerciale l’attacco di Bolsonaro all’Amazzonia e al clima.

La Valsusa non si ferma mai.

Clicca qui tutte le prossime iniziative di lotta NoTav nella newslettera di Doriella&Renato:  Antifascismo, Mal di Balcani, Friday For Future, Contro la repressione, CAAT, A21, Clima e aggiornamenti. La newlettera è postata anche ogni giovedì su Trancemedia.EU nella sezione Sotto il Moloch: https://www.trancemedia.eu/sotto-il-moloch/

Presidente Conte, blocca il Mose.

Nel documento consegnato al presidente del consiglio, Nograndinavi, NoMose, Fridays for future ribadiscono la necessità di bloccare i lavori del Mose incentivando invece interventi di salvaguardia della laguna veneziana.  E rilanciano  una grande giornata di mobilitazione europea nei prossimi mesi con l’obiettivo di porre la lotta alla crisi climatica al centro della discussione politica e mediatica. E’ quanto chiede l’assemblea del  23 novembre: una partecipazione  mai vista a Venezia, strapieno anche il campo San Leonardo dove le centinaia di persone che non sono riuscite ad entrare hanno potuto seguire gli interventi dal maxischermo.

Crollano i ponti autostradali ma non i Benetton e i Gavio che li gestiscono.

Prima di avventurarsi sui viadotti ormai gli autisti si fanno il segno della croce, o altri gesti. Le due dinastie invece sono salde come rocce. Infatti sono vincitrici, a furor di popolo, degli ambìti Premi Attila. L’ultimo l’ha meritato la famiglia Benetton: clicca qui.  E’ più vecchio il Premio Attila per i Gavio (clicca qui)  perché fu dedicato  al capostipite, perciò alleghiamo un aggiornamento riferito agli eredi: clicca qui.  

Salviamo Venezia: dal Mose, dal cambiamento climatico, dalle navi, da Brugnaro.

Ripartiamo da noi: comitati, associazioni, giovani, studentesse e studenti, cittadini e cittadine. Assemblea e corteo organizzati e promossi da Comitato NOGrandiNavi – Laguna Bene Comune – Fridays For Future – Venezia : clicca qui. Clicca qui il contributo al dibattito.

Costituzione di un’area ECA a maggior controllo delle emissioni nel Mediterraneo.

Conferenza internazionale ad Atene. Clicca qui.  AmbienteVenezia  e Comitato NOGrandiNavi, assieme a diverse associazioni e comitati di città portuali italiane e del Mediterraneo, hanno aderito: il trasporto marittimo contribuisce in modo molto rilevante all’inquinamento atmosferico (particolato, black carbon, ossidi di azoto e ossidi di zolfo) che danneggia la salute umana, l’ambiente e il clima. Clicca qui le proposte dell’associazione AmbienteVenezia.

Cosa distingue XR (Extinction Rebellion) da FFF (Fridays For Future).

Quale differenza fra Carola Rackete  e Greta Thunberg. Il parere di Alfonso Navarra, tra i promotori del Forum Antinucleare di XR (clicca qui), che sta organizzando manifestazioni per il summit a Londra del 70ennale della NATO.

Cambiare sistema e non il clima: non è per Fridays For Future uno slogan.

L’assemblea nazionale, rappresentata  a Napoli da oltre 80 assemblee locali, ha condiviso le posizioni per rilanciare le lotte per la giustizia climatica. Tra queste: TAV  Val di Susa, No-Grandi navi  Venezia, no Muos  Catania e Siracusa, no TAP  Lecce,  terra dei fuochi Napoli, Bagnoli, Enel Civitavecchia, Snam Abruzzo, Terzo Valico Alessandria, metanodotto sardo, ecc. Clicca qui. L’assemblea, mentre chiede al governo di dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica nazionale, lancia il quarto sciopero globale per il 29 novembre, proponendolo a livello internazionale sotto lo slogan “block the planet”.

Il futuro è ora: acqua e giustizia climatica.

Far fronte al cambiamento climatico significa ripensare, adesso, i nostri sistemi di vita. Con Angelo Tartaglia ne discutono Gruppo Abele, Fridays For Future, Associazione A Sud, Comitato Salviamo Valsessera,  Comitato provinciale acqua pubblica Torino, Associazione Medici per l’Ambiente.

Nella newslettera di Doriella&Renato anche gli altri servizi NoTav Valsusa:  Rojava, Palestina, FFF, Rivoluzione spagnola, Giudizio universale, Rifiuti Zero, Giornalismo, A21,, LAV, Antimilitarismo . Clicca qui.