Smetti di fumare o almeno di inquinare.

Sono dati  impressionanti: ogni singolo mozzicone può inquinare fino a 1.000 litri d’acqua,
  • 1 mozzicone = 1.000 litri d’acqua contaminati
  • 40% dei rifiuti in mare sono filtri di sigaretta
  • 13.000 tonnellate/anno di rifiuti da mozziconi in Italia
  • 7.000+ sostanze chimiche rilasciate, oltre 70 cancerogene
  • 2-12 anni per degradarsi
  • 60% del filtro è acetato di cellulosa, una plastica riciclabile
Eppure, esiste la Direttiva europea SUP (Single Use Plastic, 2019/904) che dal 2021 impone ai produttori di tabacco di sostenere i costi di raccolta e trattamento. Nessun Comune italiano ha ancora attivato questa opportunità di progetti di impianti pilota di riciclo di mozziconi sfruttando la Direttiva.
Un progetto, il primo in Italia, è scaturito a Genova, frutto di un partenariato inedito guidato dagli studenti dell’International School of Genoa e dell’Istituto Nautico San Giorgio, finanziato dal programma europeo ProBleu e patrocinato dal Comune di Genova. Coinvolge 15 partner tra mondo scientifico, imprese, associazioni e istituzioni: dal Porto Antico all’Acquario (Costa Edutainment), dall’Istituto Italiano di Tecnologia all’Università di Genova, da AMIU alla startup Re-Cig, fino alle realtà civiche come SAL, OUTBE, PuliAmo la Foce, Pegli Bene Comune e il Comitato regionale Liguria per l’UNICEF. L’iniziativa ha anche ottenuto il riconoscimento UNESCO.
Re-Cig, partner del progetto, ha già dimostrato la fattibilità industriale trasformando i filtri raccolti in plastica riciclabile per occhiali, abbigliamento tecnico e imbottiture, installando posaceneri dedicati anche nelle stazioni Trenitalia.

Gaza: una generazione cancellata prima della nascita.

Israele continua il genocidio biologico. Clicca qui.
 
(*) Tratto dal sito del Palestinian Centre for Human Rights. Traduzione: La Zona Grigia.
(**) Immagini dal sito del PHCR e dell’Unicef. L’ultima immagine è quella della piccola Sabreen al-Rouh, estratta viva dal ventre della mamma in fin di vita dopo un bombardamento israeliano nell’aprile 2024, ma sopravvissuta solo 5 giorni al resto della sua famiglia.

Vaccini: “Migliora la copertura globale, ma ancora troppi bambini ‘zero dosi’”.

Ogni bambino escluso da un vaccino è una vita a rischio. E sono ancora troppi. Nel 2024, oltre 14 milioni di bimbi nel mondo non hanno nemmeno una dose di vaccino. Sono i cosiddetti “zero dosi”, i più vulnerabili, spesso invisibili alle statistiche ufficiali e ai sistemi sanitari. Lo rivela l’ultimo rapporto congiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dell’Unicef, che fotografa un mondo in cui le coperture vaccinali migliorano, ma con lentezza e disuguaglianze profonde. Se da un lato, infatti, aumentano le vaccinazioni infantili e cresce la percentuale di copertura per morbillo, Hpv e difterite-tetano-pertosse, dall’altro persistono barriere strutturali, economiche e culturali che lasciano milioni di bambini senza protezione. E mentre i Paesi a basso reddito recuperano terreno, preoccupano i segnali di flessione nei Paesi più ricchi.
 

La povertà è ai massimi storici.

Il Report statistico Povertà 2024 della Caritas, incontrate e supportate 269.689 persone, registra che in Italia nel 2023 la povertà è ai massimi storici: dal 2019 il numero delle persone che bussano a parrocchie e diocesi in cerca di aiuto è esploso: l’aumento in quattro anni è stato del 40,7%sul 2019, gli Isee familiari medi degli assistiti sono di 4.316 euro, poco più di 350 euro al mese, due persone su tre sono genitori e le famiglie con figli minori sono quasi 151 mila, il 55,9% del totale. “Sono proprio i bambini sino a 3 anni a registrare l’incidenza più alta di povertà assoluta, pari al 14,7% a fronte del 9,8% della popolazione complessiva. Praticamente oggi, più di un bambino su 7 sino a 3 anni è povero in termini assoluti e lo sono ovviamente anche i suoi genitori. Nascere e crescere in una famiglia povera può essere il preludio di un futuro e di una vita connotata nella sua interezza da stati di deprivazione e povertà, anche in virtù del nesso che esiste tra povertà economica e povertà educativa”, osserva la Caritas.

Situazione in Italia secondo Unicef: 1,4 milioni di bambini e adolescenti in povertà assoluta. Clicca qui.