Accendiamo insieme il nuovo Planetario di Genova.

Aiutateci a continuare a farvi sognare!!! Accendiamo insieme il nuovo Planetario  di Genova. La grande Aula Didattica Planetario dell’Osservatorio Astronomico  sarà una struttura di 8 metri di diametro e 6 metri di altezza. La grande cupola di proiezione posta al suo interno avrà un diametro di 6 metri e potremo ospitare fino a 50 ospiti per volta. Un moderno proiettore digitale specifico per cupole ed un classico proiettore “meccanico” di stelle, ci daranno la possibilità di viaggiare nel tempo e nello spazio con voi poiché un Planetario è una vera e propria macchina del tempo che, sicuramente contribuirà grandi e piccoli ad appassionarsi ai misteri del nostro immenso Universo. Per contribuire al completamento della struttura: clicca qui

Sampierdarena in rivolta contro il “Modello Genova”.

Il  sindaco Marco Bucci annuncia il trasferimento dell’attuale polo chimico di Superba, attualmente a Multedo, a Ponte Somalia a Sampierdarena , molo sì ubicato in un contesto portuale ma a meno di 300 mt dalle case del popoloso quartiere ( vicino a scuole, municipio, strutture sportive, tangenziale e negozi). Sampierdarena in rivolta contro il “Modello Genova”. Leggi l’aggiornamento completo.

Una nuova berlusconata per le infrastrutture ferroviarie.

ll PNRR nel campo delle infrastrutture di trasporto finanzia quasi solo quelle ferroviarie. Non c’è alcuna analisi per le singole opere che giustifichi questa nuova ondata di grandi opere “berlusconiane”. Il progetto di gran lunga  più rilevante è la nuova linea AV alta velocità Salerno-Reggio Calabria, affiancherebbe quella esistente e ne farebbe risparmiare ben mezz’ora di tempo; i costi risultano essere circa 5 volte maggiori dei benefici sociali. Il secondo per importanza è la “trasversale” Orte-Falconara, i benefici sociali sono un cinquantesimo dei costi, i risultati ambientali  addirittura negativi: il progetto emette in fase di costruzione più CO2 di quanto risparmia lo scarso traffico, dunque genera un danno netto all’ambiente. Un terzo riguarda una serie di miglioramenti sulla linea adriatica da Bologna a Brindisi, e qui i benefici sociali superano i costi. Nel Restiling della Tirrenica prevedibili modesti benefici ambientali netti e il totale dei benefici risulta di poco inferiore ai costi. Clicca qui una analisi di Marco Ponti.

Le richieste di Legambiente Liguria.

Riteniamo che la nostra regione debba dare il proprio contributo per raggiungere il 30% di aree protette sul territorio delineando definitivamente la superficie del Parco Nazionale di Portofino. La situazione è critica  anche per altre aree protette regionali: il Parco del Beigua e il Parco dell’Aveto, dove si stanno rispettivamente organizzando manifestazioni e ricorsi al TAR, e osservazioni al Ministero della Transizione Ecologica. Il territorio del Comune di Urbe (SV) deve essere integrato nell’area protetta del Beigua. Alle aree marine protette di Portofino, Cinque Terre, Isola Gallinara, Bergeggi, Capo Mortola e Porto Venere, bisogna aggiungerne una nell’imperiese nell’area delle Rateghe. Valorizzare il progetto Stonewallsforlife nel Parco delle Cinque Terre, il parco più piccolo d’Italia nonché il più densamente popolato. Clicca qui.

Draghi decide dove costruire il Deposito nazionale delle scorie nucleari.

Per decidere il sito del  futuro Deposito nazionale delle scorie nucleari, Sogin (la società pubblica per lo smantellamento degli impianti nucleari) aveva annunciato l’avvio del  Seminario nazionale previsto nel processo di consultazione pubblica per la realizzazione dell’impianto (legge 31 del 2010). Dovrebbe aver discusso le osservazioni (di enti locali, aziende, associazioni e cittadini) arrivate dai territori dove -secondo la Cnapi del 5 gennaio scorso, la Carta delle aree potenzialmente idonee- dovrebbe sorgere il Deposito: 67 siti in 7 regioni, Piemonte, Toscana, Lazio, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna. Dovrebbe essersi tenuto un webinar con manager Sogin, esperti e operatori stranieri. Dovrebbero essersi tenuti incontri nelle regioni coinvolte.

Sogin aveva annunciato che il  Seminario si conclude il 24 novembre, dunque fra pochi giorni, in modo che  il 15 dicembre siano pubblicati gli atti finali. Dunque, sulla base dei lavori del Seminario, la Sogin ha già pronta a Carta definitiva delle aree idonee per il deposito, la Cnai. In base a questa, spetta al governo individuare il sito definitivo. Tale Carta dovrebbe già essere nelle mani dei ministri di Mario Draghi. Se ne sta discutendo?

Dentro il consiglio dei ministri, le posizioni sul nucleare sono sufficientemente contrapposte. Il  ministro per la Transizione ecologica Cingolani con le sue dichiarazioni (a parte gli insulti agli ecopacifisti) non ha trovato di meglio che contraddire il risultato dei referendum popolari del 1987 e del 2011. Il “nuovo nucleare” riacceso da Stefano Cingolani – fissione e mini-reattori di ultima generazione  (Smr, Small Modular Reactors) – non dispiace a Matteo Salvini tentato dalla lobby degli interessi del nucleare e della conservazione nel campo delle politiche innovative nell’ambiente e nell’energia.

Di opposto avviso dovrebbe essere il Movimento Cinque Stelle. Il condizionale è d’obbligo, anche se le posizioni di Beppe Grillo sono chiare. Si veda a proposito il libro “Storia del nucleare” di Lino Balza (disponibile a chi ne fa richiesta). Vero è che Cingolani è stato voluto da Grillo, ma pregnante resta il ruolo decisivo che il fondatore M5S svolse a sostegno delle lotte dei  Movimenti nel 2011, coadiuvati   dall’allora giovane avvocato Mattia Crucioli, oggi senatore.

Lino Balza. Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Tribunale Internazionale sui Diritti della Natura – sessioni di Glasgow.

Clicca qui per firmare la  petizione internazionale per la creazione di un Tribunale Internazionale sulla Giustizia Climatica ed i diritti della  Natura, proposta contenuta nella Dichiarazione dei Popoli sul Clima e la Madre Terra a conclusine del Summit dei Popoli di Cochabamba del 2010. La sessione del Tribunale,  in occasione della COP di Glasgow, verterà su due tematiche: le false soluzioni ai cambiamenti climatici e l’ecocidio in Amazzonia, clicca qui.

In Valsusa si estendono le aree di interesse strategico del TAV.

Nuovo attacco del governo al Movimento No Tav e a tutti gli abitanti della Val Susa: La Commissione Trasporti della Camera ha approvato un emendamento presentato da Roberto Rosso, vicepresidente di Forza Italia, che ha l’obiettivo di estendere ad altri sette Comuni la qualifica di aree di interesse strategico per procedere con i lavori del Tav. Clicca qui.

Per un cammino radicalmente ecologista e non violento.

Un contributo al dibattito che attualmente infiamma e spacca la società: necessario un pensiero critico sulla pervasività degli interessi economici e politici nella medicina e nella sanità, sull’invadenza del digitale e delle tecnologie del controllo, sul mito della crescita economica infinita, sulla deriva scientista che si accanisce contro visioni del mondo e approcci di cura considerati non conformi. Clicca qui.

Nuovo attacco alla Valle Bormida.

La bretella autostradale Predosa-Carcare-Albenga è un progetto il cui costo ammonterebbe a circa 3 miliardi e andrebbe a devastare l’entroterra di Finale e della Val Bormida, sventrando montagne e vallate bellissime con gallerie e viadotti di cemento, disperdendo torrenti e falde acquifere e aumentando il rischio di frane e alluvioni molto frequenti negli ultimi decenni. Negli ultimi mesi si è costituito un comitato che promuove questo scempio e raccoglie i soliti: autorità, mercanti e industriali, imprenditori e sindacalisti, speculatori e parassiti che si presentano eleganti e “qualificati”. Hanno realizzato conferenze e c’è confusione, il tracciato dell’autostrada è ancora da definire e hanno ipotizzato diverse possibilità (vedi immagine) ma l’unica certezza è la volontà di ottenere il denaro pubblico per spartirselo.

A Genova il 24% degli edifici costruito in aree a rischio esondazione.

Inoltre il 18,6% degli stabili  sono in aree soggette a rischio di incendio di interfaccia e l’1,95% in aree soggette a rischio frana: secondo la Protezione civile in collaborazione con l’Università di Genova. In questa situazione si collocano le costruzioni alla foce del Bisagno Fiera del mare e la prospettiva di una mastodontica diga.

La transumanza della sostenibilità nel foggiano.

Per valorizzare il percorso tra i Monti Dauni e Vieste (tre tratturi che tagliano da Ovest a Est la Capitanata) organizzata il 10 ottobre dall’Associazione Tratturi e Transumanze, in collaborazione con Italia NostraAMODO – Alleanza Mobilità DolceAIPAI – Associazione Italiana Patrimonio Archeologico Industriale Azienda TURCO.

Proposte porti verdi.

Inviate da Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova e Rinascimento Genova, in rappresentanza dei Popoli Inquinati, con una lettera aperta ai rappresentati dei G20 infrastrutture riuniti a Genova. Chiedono metodi trasparenti e partecipati nella scelta delle future infrastrutture che devono avere chiari obiettivi di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente e di essere in grado di realizzare un efficace e rapido contrasto ai cambiamenti climatici. E per far sì che tutti i porti del mondo possano essere  finalmente “verdi”, si propongono cinque richieste particolari: clicca qui.

Manifestazione per i morti sul lavoro e dei disastri ambientali.

Nella GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DEI DISASTRI INDUSTRIALI E AMBIENTALI. Unire le lotte ambientali a quelle dei morti sul lavoro, unire le vittime di tutte le stragi con il movimento dei lavoratori per la difesa della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio significa è l’unico modo per difenderci. Sulla newslettera di Doriella&Renato altre iniziative No Tav: clicca qui.

Un modello alternativo al “gigantismo navale”.

Che  proponiamo in occasione del G20 sulle infrastrutture che si terrà a Genova il 27 – 28 settembre. Le alternative alla nuova diga al largo e al riempimento dell’attuale porto tramite i materiali di risulta della Gronda e del cosiddetto Terzo Valico. Clicca qui il  Convegno “Le infrastrutture che vogliamo per le generazioni future: modelli alternativi al Summit G20”: i contenuti e i partecipanti.

Oggi più che mai un altro mondo è necessario e possibile.

La trasformazione ecologica sarà terreno di forte conflitto sociale, soprattutto grazie a un ministro che non fa velo di voler considerare l’ecologia una semplice possibilità di innovazione e stabilizzazione del modello capitalistico. Si apre una partita impegnativa in autunnoNelle prossime settimane si terranno in Italia grandi mobilitazioni nazionali e internazionali: clicca qui.

Contro la miniera di titanio nel parco del Beigua.

Un esempio degli enormi volumi di materiali di scarto prodotti dall’attività mineraria. Miniera di magnesite di Gerakini (Grecia).

Uno dei più grandi giacimenti minerari di biossido di titanio in Europa è localizzato in Liguria nel Massiccio di Voltri, a cavallo tra le province di Savona e di Genova ed è noto come giacimento di Piampaludo o del Monte Antenna. L’attività mineraria comporta inevitabilmente la produzione di enormi volumi di materiali  derivanti sia dalle operazioni di coltivazione del giacimento sia dalle varie fasi di arricchimento del minerale estratto. Tali materiali sono di norma deposti nell’area mineraria in cumuli a cielo aperto di dimensioni considerevoli o entro bacini naturali e artificiali. I rischi correlati riguardano la presenza di metalli potenzialmente ecotossici (ad esempio Co, Ni, Cr, V, Zn) e di minerali classificati come amianto. **** Il rischio amianto è in particolare significativo nei giacimenti associati a rocce ofiolitiche come le eclogiti del giacimento ligure di Piampaludo.   Il permesso di ricerca mineraria, presentato dalla Compagnia Europea del Titanio – CET s.r.l., interessa per circa un 50% della sua superficie un’area classificata come Riserva Generale Orientata e per circa il 60% la Zona Speciale di Conservazione Beigua – Monte Dente – Gargassa – Pavaglione.  Il comprensorio del Beigua è una delle zone più ricche di biodiversità della Liguria, e viene difeso dalle comunità locali: clicca qui Pennatagliente.

**** Maggiori notizie sul Biossido di Titanio sono contenute  ne “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” (volume primo da pagina 60). Era l’impianto più importante dello stabilimento Montedison di Spinetta Marengo, sempre al centro di problemi di inquinamento al punto di essere fermato dal Pretore. La nostra famosa piattaforma nazionale (detta dei cinque consigli di fabbrica) nel 1978 elabora una riconversione ecologica della produzione compreso il completo riutilizzo delle scorie nella chimica fine. Il Gruppo Montedison ormai in liquidazione ignora il progetto e chiude l’impianto. Resta in eredità l’inquinamento dei suoli e delle falde acquifere, già sancito da una condanna della Cassazione (Vedi “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) e attualmente di nuovo oggetto di un procedimento penale per disastro ambientale e omessa bonifica (diffusamente trattato nelle trecento pagine del dossier  “Pfas. Basta!” del Movimento di lotta per la salute Maccacaro).

Il modello di transizione ecologica di Cingolani – Draghi (e Grillo?).

Il problema, per il ministro (grillino?), è che “il mondo è pieno di ambientalisti radical chic e di ambientalisti oltranzisti, ideologici: sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati”. Altrimenti il suo modello è il Piano di ripresa scritto dal suo Ministero al quale spetta circa il 40% dei fondi del Recovery Fund. Tale piano, commenta Marco Palombi, non è altro che un copia-incolla, una non libera rielaborazione di progetti già presentati da grandi imprese a cui  viene assegnata una corsia velocissima per le autorizzazioni: la riconversione delle raffinerie per produrre carburanti (waste to fuel dell’Eni); lo stoccaggio di CO2 (sempre Eni a Ravenna); mega-impianti per rinnovabili in aree industriali (Enel); gasdotti ovunque  compresi i due per la Sardegna bocciati dall’Autorità per l’energia; i poteri sull’end of waste, cioè quali rifiuti smaltire e come, attribuiti alle Regioni (Confindustria Ambiente).

Cingolani e Draghi (e Grillo?) ritengono che la transizione energetica consista nel far pagare allo Stato gli investimenti in gas – che resta un fossile, anche travestito da idrogeno – di grandi aziende e affidarsi al laissez-faire paesaggistico e industriale, altrettanto sussidiato, quanto alle rinnovabili. Dunque gli inceneritori di rifiuti diventano opere strategiche per la transizione, si possono autorizzare un po’ di trivellazioni in mare o buttare lì che sul nucleare bisogna essere pragmatici, guardare ai numeri e alle tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante (mature fra 40 anni).

Siamo un branco di ambientalisti radical chic, oltranzisti, ideologici.

Caro Cingolani, oltranzista è il modello di sviluppo che ci uccide: il tuo modello.

Raccomandato da Beppe Grillo, il cosiddetto  ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, mette in guardia contro un mondo “pieno di ambientalisti radical chic, oltranzisti, ideologici”. Ci definisce “peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati […] Spero che rimaniate aperti a un confronto non ideologico, che guardiate i numeri”. Il commento di Luca Mercalli clicca qui

Ilva, prima fonte di CO2 in Italia.

Il nuovo rapporto ONU sul clima è il più dettagliato  allarme mai presentato fino ad ora. Afferma che i cambiamenti climatici sono “inequivocabilmente” causati dalle attività umane e stanno provocando disastrosi effetti “senza precedenti”.

In Italia il simbolo dell’emergenza climatica sono gli altoforni a carbone e le cokerie dell’ILVA di Taranto, gli unici impianti di questo genere ancora rimasti nella nostra nazione. Siamo di fronte, oltre al disastro ecosanitario, anche al disastro climatico. Siamo di fronte a due disastri ecologici, uno locale e uno globale. Quello di Taranto è un ciclo siderurgico insostenibile per gli uomini e per il clima. Va fermato. Clicca qui il cronoprogramma chiesto da Peacelink al Governo.

Ecoreati: non fermate i processi!

Il governo non è riuscito a far diventare legge la riforma Cartabia. La maggioranza alla Camera dei Deputati si è spaccata sugli ecoreati. Il testo è stato approvato alla Camera ma non al Senato. E i tempi si sono allungati: la riforma slitta a settembre. A settembre ritorniamo alla carica con i senatori che si vorranno battere sugli ecoreati. Nel frattempo continuiamo la raccolta di firme, dobbiamo coinvolgere anche le associazioni e i sindaci. Clicca qui per firmare.

“Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia, in 518 pagine contiene una antologia dei maggiori disastri ecosanitari italiani rimasti impuniti nelle aule giudiziarie soprattutto per effetto  del colpo di spugna della prescrizione. Il libro è stato stampato in un migliaio di copie totalmente a spese degli autori e il ricavato interamente devoluto alla Ricerca per la cura del mesotelioma. Purtroppo è esaurito e non abbiamo le risorse personali per ristamparlo. Se vi è chi, soprattutto editore, vuole impegnarsi nell’impresa: contatti movimentolotta.maccacaro@gmail.com.

Gli eventi disastrosi confermano: altro che “Green Deal”, il Pnrr è un vero attacco all’ambiente.

Invece di puntare davvero alla transizione ecologica, il piano destina le risorse a progetti con fonti fossili e alle grandi opere, grazie agli “sblocca cantieri” modello Berlusconi. Per evitare che la “cascata di miliardi” si traduca in nuovi sfasci ambientali e sociali occorre (continua)

Non chiamatela calamità. Le responsabilità sono precise.

Un disastro immane che ha azzerato la biodiversità, distrutto interi ecosistemi, carbonizzato boschi secolari, sterminato migliaia di animali: dai mammiferi agli uccelli, dagli insetti agli anfibi e ai rettili. Enormi porzioni di paesaggio sono ormai irriconoscibili. Un disastro per l’agricoltura, la pastorizia e le migliaia di persone coinvolte. Clicca qui.