Crisi energetica ambientale militare.

22 maggio ore 15 mobilitazione alla centrale nucleare di Caorso. Stacchiamo la spina a questo sistema. Fermiamo il rilancio del nucleare civile e militare. Smascheriamo la truffa della tassonomia verde.

A fine maggio il Parlamento Europeo sarà chiamato a ratificare la decisione della commissione europea d’inserire il gas e l’energia da fissione nucleare nella tassonomia verde, ossia la lista di fonti considerate sostenibili e finanziabili sul mercato, propedeutiche alla cosiddetta “transizione ecologica”….. L’intensificazione della competizione multipolare – sfociata nell’escalation bellica in Ucraina – viene colta dall’Unione Europea come occasione per accelerare il proprio processo di rafforzamento e indipendenza. La guerra in Ucraina sta provocando conseguenze pesantissime che peggiorano ulteriormente la vita nei paesi europei e che mostrano le problematiche e le responsabilità dei paesi occidentali. Il nostro governo, come i governi dei paesi UE, con una retorica guerrafondaia fortissima, continuano ad inviare armi, soffiando sul fuoco di una guerra potenzialmente mondiale e aumentando il carovita. Sappiamo bene che una della cause di questo conflitto è proprio la crisi energetica e delle materie prime che mostra quanto la questione ecologica sia centrale e non rimandabile….. Il 20 maggio si riuniscono a Venaria i Ministri Esteri del consiglio d’Europa: alcuni dei responsabili diretti di questa crisi che discutono su politica estera e guerra, alla faccia di “Torino città della pace, Torino città del bello” e della retorica di queste ultime settimane propinateci dall’ennesimo grande evento. Costruiremo una piazza in risposta! Contro il tentativo di scaricare i costi di questa crisi militare e energetica verso false soluzioni, rubandoci presente e futuro, è compito di noi giovani ragionare collettivamente per opporci fermamente al riarmo e alla falsa soluzione del nucleare.

Perché dire no a inserire il nucleare tra le fonti verdi.

L’appello agli eurodeputati si articola su 10 punti: 1) L’energia nucleare non è una fonte di energia rinnovabile. 2) Non è vero che l’energia nucleare sia priva di emissioni di CO2. 3) I rischi di incidenti nucleari sono già stati gravi e catastrofici. 4) Le scorie nucleari restano radioattive per decine o centinaia di migliaia di anni. 5) Il costo dell’energia nucleare è oggi più del doppio di quello da fotovoltaico. 6) L’energia da nucleare costituisce comunque una fonte marginale e senza futuro. 7) La prospettiva dei “mini e micro” reattori nucleari è ancora più dannosa. 8) Gli studi sulla quarta generazione di reattori sono solo all’inizio. 9)  I tempi per costruire una centrale nucleare sono in media di 10 anni. 10) Ultimo e non da ultimo, in un mondo di guerre e di conflitti, la diffusione dell’energia nucleare favorisce la proliferazione di armamenti nucleari e di prodotti fissili e/o radioattivi utilizzabili a fini terroristici, con conseguenze gravissime per l’intera umanità. Clicca qui.

La Commissione Ue ha presentato la tassonomia pro nucleare e pro gas.

Bruxelles ha impiegato più di un anno per decidere se il gas e l’energia nucleare debbano essere considerati investimenti verdi nella tassonomia dell’UE, un corpus di regole per gli investitori progettato per aiutare a raccogliere enormi quantità di capitale privato per raggiungere gli obiettivi dell’UE in materia di cambiamenti climatici. (clicca qui) . Proteste in Italia e altri Paesi europei: c’è ancora la possibilità di fermarli.

Soprintendenza Unica, colpo di grazia alla tutela paesaggistica.

Gli ingranaggi del Recovery Plan faranno strame della natura, della cultura, della storia e dell’identità, di quello che a pieno titolo, ma ancora per poco, possiamo chiamare il Bel Paese. La capillare diffusione delle “rinnovabili”, così come prevista, per la nostra Italia, non è sostenibile: non è possibile spargere sul territorio nuovi impianti di estensione dieci volte maggiore di quanto già orrendamente impiantato negli ultimi quindici anni. Sarà un massacro e l’ultimo insulto al paesaggio. Clicca qui Italia Nostra.

Entro cinque anni le nove centrali a carbone ancora attive andranno chiuse o riconvertite.

Tra cui quella di Brindisi il più grande impianto termoelettrico oggi operativo. La proposta di riconversione avanzata dall’Enel ha suscitato molte perplessità: un nuovo mostro a gas? Nella sua consultazione il WWF ha invece tracciato cinque ipotesi , non necessariamente alternative tra loro: Industria, energie rinnovabili, agricoltura, turismo, trasporti. Clicca qui Marina Forti.

Casale Monferrato non rischia più per la fusione nucleare.

Fortunatamente per Casale Monferrato, sarà Frascati, nel Lazio, a ospitare il primo centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare, costruendo al suo interno la cosiddetta Dtt (Divertor Tokamak Test facility), struttura cilindrica all’interno della quale, con processo opposto alla fissione nucleare, si tenta di riprodurre il meccanismo fisico che alimenta le stelle, al fine di ottenere energia rinnovabile. Un progetto ambizioso, da 500 milioni, che coinvolgerà oltre 1500 persone, di cui 500 direttamente e altre 1000 nell’indotto con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro. Frascati, dopo mesi di sopralluoghi nei siti che si erano candidati, e l’analisi di documentazione e prospettive delle aree utilizzate, ha sconfitto otto proposte, tra le quali quella arrivata dalla Regione Piemonte, che proponeva Casale Monferrato.

Clamoroso ritardo dell’Italia nell’auto elettrica.

Nel 2016 nel mondo sono state vendute 800.000 auto elettriche, un incremento sensibile rispetto alle 550.000 del 2015 e alle 316.000 del 2014. Di queste 800.000, in Italia ne sono vendute solo 2.560 senza variazioni rilevanti sul 2015. Olanda, Norvegia, India, Cina, Germania, hanno varato un programma ambizioso di sviluppo della mobilità elettrica, prevedendo entro un ventina di anni di sostituire una gran parte degli attuali veicoli ad energia fossile.
Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna crescono ugualmente, in modo costante. (continua)

Il fermo nucleare francese danneggia l’ Italia e torna il carbone a scapito delle fonti rinnovabili.

Tra carbone e rinnovabili si torna al punto di prima, con buona pace per la vista sul porto da Sampierdarena, per chi vuole continuare a trivellare in mare, per A2A che brucia lignite in Montenegro, per le nostre bollette in aumento e per l’accordo per la riduzione di emissioni di anidride carbonica COP21, che recentemente è andato in vigore anche con l’approvazione di governo e parlamento italiani.

Clicca qui Mario Agostinelli.

Il 2016 è l’anno record per l’incremento della temperatura e nell’Artico la situazione è drammatica.

Si va verso il picco delle emissioni? Non solo per l’arrivo della presidenza Trump che rallenterà la crescita delle rinnovabili, ma per l’accelerazione sul fronte dei fossili che determinerà una riduzione dei prezzi di gas e petrolio e per l’allontanamento dell’adozione di una carbon tax.
Quali le variabili in gioco? Clicca qui una analisi di Gianni Silvestrini.

Altre centraline elettriche sullo Scrivia.

In programma: a Tortona (354 kW) Arquata Scrivia (275 kW), Serravalle Scrivia (416 kW). Legambiente Valle Scrivia è critica sul proliferare di queste centraline: impatto ambientale devastante per un ritorno di energia irrisorio sostenibile solo grazie ai contributi statali che si pappano i privati.