Contro l’intervento assistenziale del Governo che prolunga di pochi mesi l’agonia dell’ILVA.

bruciando centinaia di milioni di euro che sarebbero invece necessari per una riconversione del sistema economico. Oggi l’ILVA perde cento milioni di euro al mese. E’ un’azienda fallita da anni che non si sorregge più. Di fronte a questa evidenza bisogna  predisporre un piano B per salvare prima di tutto il lavoro di operai che con l’ILVA non arriveranno mai in pensione. Il Recovery Fund è una grande opportunità di riconvertire l’economia. Ma se si sprecheranno quei miliardi per ritardare la fine di un sistema insostenibile per l’ecologia e l’economia, il drammatico risultato sarà solo quello di scaricare sulle generazioni future costi economici e sanitari enormi, un  furto di futuro. La decarbonizzazione è uno spreco insensato: lo stabilimento è comunque fuori mercato,  è strategico solo per i politici.  Clicca qui PeaceLink.

L’Ilva è come il Paltò di Napoleone in “Miseria e Nobiltà”.

Radio Radicale intervista Alessandro Marescotti  presidente di PeaceLinkINVITALIA non può salvare l’ILVA. La sua mission è differente rispetto a quella che fu la mission di GEPI. Tra il 1971 e il 1992 a GEPI lo Stato erogò circa 4.000 miliardi di lire per gestire 108.000 lavoratori. Una prospettiva non più proponibile oggi:  INVITALIA non può tornare a diventare un carrozzone per mascherare i fallimenti. Cliccate qui per saperne di più.

I sindacati non sono pacifisti.

A Genova blocco di una delle navi della compagnia saudita Bahri, che dopo le proteste ed i blocchi di maggio non carica più armi però nella sua pancia ci sono armamenti ed esplosivi destinati alla guerra in Yemen che da anni sta facendo strage di migliaia civili. Alcuni lavoratori di turno nel pomeriggio hanno fatto obiezione di coscienza, rifiutando di lavorare al carico della nave, ma sono stati sostituiti da altri camalli. La CGIL, nonostante le richieste di lavoratori, ha rifiutato di proclamare sciopero. Clicca qui l’intervista  con  Cristian, lavoratore portuale ed antimilitarista.

Dopo l’incontro con l’amministratore delegato di Leonardo, clicca qui, pesante commento dei pacifisti: “ Quando si tratta di produrre armi CGIL-CISL e UIL sono più guerrafondai dei padroni”.

Ilva: conflitto tra lavoro e salute, conflitto tra padroni e operai, conflitto tra operai e popolazione.

Una storia vista tante volte in Italia per le fabbriche della morte.

Accordo con AcelorMittalSmantellare l’impianto, risanare il sito e ricostruirlo altrove? Tenerne in vita solo una parte e cercare soluzioni alternative – il risanamento del sito – per le maestranze “superflue”? Chiuderlo come Icmesa, Acna, Farmoplant ecc.?  Che fare: clicca qui Guido Viale

Nazionalizzare: la macchina assassina non può restare ai privati. Clicca qui Marco Revelli

Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un bambino. Il dibattito di questi giorni oscura ancora una volta la sentenza della  Corte dei diritti dell’Uomo che condanna lo Stato Italiano. La posizione critica di PeaceLink nella situazione attuale della trattativa Conte-Mittal  clicca qui.

Il coraggio di dire la verità sull’Ilva.

Salvate i bambini di Taranto

I governi  hanno delegato ad AcelorMittal  la scelta scomodissima di chiudere l’ILVA: clicca qui  Alessandro Marescotti Peacelink.

La prosecuzione della produzione di acciaio a Taranto non è l’unica scelta possibile: clicca qui ISDE Italia

L’Ilva uccide, non garantisce l’occupazione: clicca qui Marco Bersani Attac Italia

Cala la produzione ILVA e calano i dati dell’inquinamento: clicca qui il monitoraggio

I gravi dati epidemiologici dei Siti contaminati italiani sono adesso online.

Grazie alle proteste di PeaceLink, infine  il V Rapporto Sentieri relativo a tutti i SIN è apparso sul sito di Epidemiologia e Prevenzione. I M5s dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Adesso che sono al governo hanno nascosto nel cassetto il nuovo studio epidemiologico fin dopo le elezioni europee.

Basta! L’Ilva va chiusa. Manifestazione il 4 maggio a Taranto.

Il tradimento dei Cinquestelle contestato ai ministri Di Maio (Mise), Grillo (Salute) e Costa (Ambiente)  al tavolo di confronto governo/associazioni .

Clicca qui il video con  Massimo Battista e Michele Riondino rappresentanti dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”

Clicca qui il video con Alessandro Marescotti  presidente dell'”Associazione PeaceLink

Con la gestione Arcelor Mittal c’è più inquinamento di prima. Clicca qui i dati.

Primo Maggio a Taranto. Corteo e concerto autofinanziati da “Comitato cittadini  e lavoratori liberi e pensanti”.  Sul palco Movimenti e Artisti di tutta Italia. Michele Riondino: i Cinquestelle ci hanno sedotti e abbandonati. Se si vuole conciliare la salute con il lavoro: bisogna chiudere l’Ilva.  Clicca qui Maria Teresa Totaro (Il Fatto).

Osservatorio nazionale amianto: +500% di tumori tra i lavoratori Ilva. Clicca qui.