Processo strage di Viareggio, ennesima prescrizione.

Il secondo grado per 32 imputati del disastro che nel 2009 provocò 32 morti. Non solo sarà “cancellato” il reato di incendio colposo, ma, se la corte non dovesse riconoscere l’aggravante del disastro sul lavoro, cadranno pure l’omicidio colposo plurimo e le lesioni gravi e gravissime. Intanto il dispositivo anti-deragliamento è ancora “facoltativo”, dopo 10 anni nulla è cambiato in tema di sicurezza. Un altro capitolo da aggiungere su “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia, pagg. 518. Tutti processi che ingrassano solo gli avvocati. Clicca qui Ilaria Lonigro.

Incontro con i familiari delle vittime della strage di Viareggio.

Venerdì 26 Gennaio, circolo Arci Barabini di Trasta, (Genova) ore 21:00 proiezione del DOCUFILM “Ovunque Proteggi“, parteciperanno Mauro Piagentini, Presidente dell’Ass. “Il mondo che vorrei” ONLUS Massimo Biondelli, regista del documentario, Mauro Ravarino, giornalista, autore del libro “Terzo Valico. L’altra TAV”, Riccardo Antonini, il ferroviere reo di aver dichiarato Rfi, poi condannata, colpevole per la strage di Viareggio.

“Medicina democratica si divide” titola Il Manifesto.

In un articolo su Il Manifesto (clicca qui) e su gli altri giornali Barbara Tartaglione ha espresso il parere che la sentenza per Viareggio è “dignitosa ma insoddisfacente” mentre quella di Spinetta Marengo è “scandalosa”, ma ancora più scandaloso è che la presidenza di Medicina democratica l’abbia giudicata “soddisfacente” e non abbia fatto ricorso in appello a fianco del PM.

Il vicepresidente replica che (continua)

Se i giudici di Lucca fossero stati ad Alessandria, come sarebbe stata la sentenza Solvay.

La sentenza per il crimine ferroviario di Viareggio cambia la giurisprudenza italiana: vengono considerati responsabili anche gli amministratori delegati, non ci si ferma all’ultimo anello nella catena delle responsabilità. Anche la sentenza della Corte di assise di Alessandria avrebbe potuto cambiare la giurisprudenza italiana, condannando Cogliati & C. Invece non l’ha fatto, tant’è che il Pubblico Ministero è ricorso alla Corte di appello di Torino affinchè riformi la sentenza e condanni – per dolo- gli amministratori Solvay Cogliati & C. (continua)

Clicca qui il dispositivo della sentenza di Lucca.
Clicca qui il dispositivo della sentenza di Alessandria.
Clicca qui Il Manifesto “Sulla strage di Viareggio Medicina democratica si divide”
Clicca qui Alessandria Post
Clicca qui Il Piccolo “La sentenza di Viareggio e quella di Spinetta ‘soddisfacenti’? 
Clicca qui Pennatagliente “Cos’hanno in comune le sentenze di Viareggio e Spinetta”
Clicca qui Partito Comunista dei Lavoratori “Il capitalismo assolve se stesso”.

L’uomo che deve fuggire dal sole. «Sulla pelle porto i segni della strage di Viareggio»

«Io lo so bene che cos’è il fuoco che ti brucia la pelle» racconta Marco Piagentini. «Mio figlio Luca aveva quattro anni ed è arso vivo dentro una macchina. Lorenzo aveva due anni e quando le fiamme gli sono arrivate addosso era in braccio a mia moglie Stefania… Mi resta Leonardo che oggi ha 14 anni e che quella notte rimase sotto le macerie per ore a chiedere aiuto. Io vivo per lui». Trentadue morti, anni di indagini e il processo di primo grado in corso per 33 imputati e nove società. Dopo sei anni e mezzo la prescrizione è quasi certezza. Clicca qui

Medicina Democratica dice: Stato vergognati!

Note sul processo per la strage di Viareggio
Invio alcune foto scattate alla manifestazione che ha preceduto l’inizio del dibattimento al Tribunale di Lucca (Un salone della fiera di Lucca attrezzato appositamente a causa del numero delle parti in
causa: avvocati, parti civili, pubblico, forze di sicurezza).
E’ li che si celebra il processo contro gli imputati rinviati a giudizio per la strage di Viareggio con 32 …
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respinto il ricorso contro il licenziamento di Riccardo Antonini

E’ immensa l’indignazione di fronte all’ingiusta sentenza del giudice del lavoro di Lucca Nannipieri che ha respinto il ricorso di Riccardo Antonini per il reintegro nel suo posto di lavoro in ferrovia. Con questa vergognosa sentenza è stata scritta l’ennesima pagina antioperaia con la quale si è fatto strame dei diritti di libertà fondamentali ed indisponibili di ogni lavoratore, lavoratrice e cittadino/a.
Chiediamo agli eletti che fanno riferimento alla classe operaia – nelle istituzioni ad ogni livello, dal Comune di Viareggio al Parlamento nazionale a quello europeo, di denunciare il contenuto di questa sentenza antidemocratica, lesiva dei diritti umani, tramite interrogazioni nelle rispettive sedi istituzionali, con la richiesta al vertice delle Ferrovie dello Stato di revocare/annullare il licenziamento inflitto per rappresaglia a Riccardo Antonini con la contestuale Sua piena reintegra nel posto di lavoro e nella retribuzione.
Medicina Democratica nazionale, in accordo con la sua Sezione di Viareggio e con l’Assemblea 29 Giugno della stessa città, promuoverà una petizione nazionale, coinvolgendo la più ampia base
di lavoratori, lavoratrici, movimenti, associazioni, comitati, popolazioni autoorganizzate, per sostenere la predetta richiesta alla direzione delle F.S. di revoca/annullamento del licenziamento di
Riccardo Antonini. Sosterremo tutte le iniziative di mobilitazione e lotta per conseguire la reintegra nel lavoro e nella retribuzione del lavoratore Riccardo Antonini colpito in modo così grave ed indelebile, pena subire ulteriori attacchi ai diritti fondamentali di ogni lavoratore e lavoratrice. Sosterremo concretamente il lavoratore nell’impugnazione della sentenza avanti la Corte d’Appello di Firenze, Sezione Lavoro. La vergognosa sentenza subordina la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro a potenti e poteri forti. E’ una sorta di istigazione a penalizzare salute, sicurezza ed ambiente. E’ una sentenza che avrà pesanti responsabilità sulla vita dei lavoratori, dei viaggiatori e dei cittadini come le 32 Vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009.
Lo stillicidio di morti sui binari proseguirà incessantemente. Dal 2007 ad oggi sui binari sono morti 38 lavoratori: uno ogni due mesi! Si tratta di una vile aggressione all’attività dei ferrovieri
impegnati sulla sicurezza e in difesa della salute. Questo giudice si è assunto una responsabilità pesante come un macigno. Riverente e succube dei poteri forti, complice di “datori di lavoro” che sacrificano la sicurezza per il profitto. Abbiamo visto la vergogna dei periti nell’incidente probatorio della strage di Viareggio (sul libro paga delle ferrovie) smentiti dalla Commissione ministeriale rispetto alla foratura della cisterna; assisteremo anche alla vergogna delle falsità dei testimoni di Moretti addetti alla sua scorta (e sul libro paga delle ferrovie).

Comunicato stampa 4 giugno 2013: Sentenza a lutto!

Ieri mattina il giudice del lavoro del Tribunale di Lucca, Luigi Nannipieri, ha confermato il licenziamento di Riccardo. Di fronte al Tribunale vi è stato un presidio molto partecipato di familiari, cittadini, ferrovieri, lavoratori … Una partecipazione superiore a quella delle precedenti udienze. La decisione del giudice è semplicemente una sentenza ingiusta. Una sentenza “partigiana” schierata dalla parte sbagliata: quella dell’imputato cav. Moretti che anziché garantire la sicurezza di cui c’è bisogno in ferrovia, continua a ripetere che in ferrovia “non esiste un problema sicurezza”. In questo viene clamorosamente smentito anche dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf) e dalla stessa Commissione investigativa del Ministero delle Infrastrutture che proprio in questi giorni “raccomanda” le ferrovie ad eliminare o sostituire i picchetti (elemento che ha forato la cisterna dalla quale è fuoriuscito il Gpl che ha provocato la strage). Quindi non sono solamente i ferrovieri, i familiari, i cittadini a rivendicare sicurezza e a puntare il dito sulle gravi responsabilità del gruppo dirigente delle ferrovie. Si è trattato di una sentenza complice con chi sacrifica la vita sull’altare del profitto. Una sentenza che oggettivamente istiga a penalizzare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e che, come conseguenza, rischia di avere pesanti responsabilità sulla vita dei lavoratori, dei viaggiatori e dei cittadini. Cittadini come erano le 32 Vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, uccisi/e mentre riposavano nelle proprie abitazioni credendo di essere nel luogo più sicuro della propria vita. Lo stillicidio di morti sui binari, già impressionante (dal 2007 ad oggi sono 38 i lavoratori morti: uno ogni due mesi!), rischia di appesantirsi enormemente. Per il semplice fatto che di fronte a pesanti sanzioni come sospensioni e licenziamenti a ferrovieri ed Rls impegnati a tutelare salute e sicurezza, sui binari non scorre solo il sangue, ma anche il terrore a causa dell’intimidazione, del ricatto, della minaccia …
Dopo aver assistito alla relazione-vergogna dei periti del Gip poi smentiti clamorosamente, oggi assistiamo ad una sentenza-vergogna. Periti e falsi testimoni (addetti alla scorta di Moretti) sul libro paga delle ferrovie. Noi non tolleriamo e non ci stiamo.
Lunedì 10 giugno ore 21.15 assemblea pubblica nella stazione di Viareggio.
Sabato 29 giugno, 4° anniversario della strage ferroviaria, giornata della memoria e di mobilitazione!
– Associazione “Il Mondo che vorrei”
– Assemblea 29 giugno
– Medicina democratica – Sez. Viareggio                                
Viareggio, 05 giugno 2013

Strage di Viareggio: Report 25 marzo, udienza preliminare disastro ferroviario 29 giugno 2009

All’interno dell’aula, presenti circa 80 parti offese, soprattutto familiari e rappresentanti di Associazioni che intendono costituirsi parte civile. Inoltre, presenti assessori in rappresentanza dei Comuni della Versilia e di Lucca, nessuna rappresentanza del Comune di Viareggio. Nessuno dei 32 imputati presente, solo i loro avvocati. L’inizio dell’udienza, previsto per le ore … Leggi tutto.

Malagiustizia

I passi della Giustizia sono lenti, indecisi. Troppo. A quasi quattro anni dalla strage di Viareggio (esplosione gpl di treno merci con 32 arsi vivi e decine di feriti) la Procura di Lucca chiede il rinvio a giudizio per 32 dirigenti delle ferrovie accusati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Sulle nostre ferrovie sono insufficienti le misure di sicurezza e le manutenzioni, soprattutto per le merci pericolose.

Giustizia Lenta A Viareggio

Dopo 18 mesi di indagini la procura di Lucca ha reso noti i nomi delle 38 persone ad oggi indagate per la strage di Viareggio.

Contestati i reati di incendio e disastro ferroviario colposo ,omicidio e lesioni colpose plurime.
Tra gli indagati, oltre a Mauro Moretti, vi sono, l’intero stato maggiore delle F.S. (amministratori e alti dirigenti), i vertici austriaci e tedeschi dell’impresa Gatx-Rail (proprietaria dei carri cisterna), funzionari e responsabili della controllata Jugenthal, di Hannover (officina che aveva revisionato l’asse all’origine del disastro) ma anche l’amministratore della “cima” riparazioni di Mantova (che aveva montato sul carro il medesimo asse).
La giustizia ha iniziato il suo corso con molta lentezza e il processo si preannuncia lungo e complesso. Medicina democratica vi parteciperà come parte civile.