Ilva, l’indagine si allarga: “Associazione a delinquere per disastro ambientale. Non facevano le manutenzioni”. Inoltre: “Truffa ai danni dello Stato”.

Non facevano le “dovute manutenzioni sulle tubazioni” nei reparti Cokeria e Sottoprodotti  E quindi, dentro e fuori l’acciaieria, “determinavano un incremento, significativo e misurabile, delle concentrazioni” di benzene. Ancora: non avrebbero mantenuto in efficienza gli impianti di pressurizzazione e filtrazione aria a servizio di macchine operatrici ed uffici finendo per esporre gli operai “ad elevate concentrazioni di sostanze cancerogene”. Non solo, perché in questa maniera “esponevano a pericolo” anche “la popolazione residente” vicino all’impianto. Insomma, il siderurgico continuerebbe a mettere a rischio la salute di operai e cittadini tarantini a causa della sua cattiva gestione, alla radice dei “Associazione a delinquere per disastro ambientale”.

Sono le nuove accuse mosse a Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di Acciaierie d’Italia, la società che ha in gestione la fabbrica tarantina, e ad altre otto figure di vertice, già indagati per truffa ai danni dello Stato. Si allargano così le ipotesi di reato, facendosi pesantissime: “Associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale e all’inquinamento ambientale”, ha messo nero su bianco la procura di Taranto. Per quanto riguarda il filone della truffa ai danni dello Stato, già noto come anche l’accusa di inquinamento nei confronti di Morselli e Labile, tutto ruota intorno alla restituzione delle quote CO2 consumate nell’anno 2022 e all’assegnazione di quelle a titolo gratuito per l’anno 2023. 
Clicca qui Andrea Tundo.

Ilva. Esposto alla procura per bloccare migliaia di morti.

Il recente studio scientifico “Mortality cost” ha valutato l’impatto sanitario delle emissioni di CO2 dell’acciaieria Ilva di Taranto su tutto il pianeta. Lo studio stima che le emissioni di CO2 dell’Ilva, partendo dai dati emissivi del 2020 e considerando solo le ondate di calore, potrebbero causare 1.876 decessi nel mondo entro il 2100. Ogni anno di continuazione di immissione di CO2 in atmosfera aggiungerebbe nuove vittime, moltiplicando il numero di decessi stimati. Per esempio, se l’Ilva continuasse le sue emissioni del 2020 per altri 10 anni, i decessi stimati nel mondo aumenterebbero a 18.760. Più dei lavoratori dello stabilimento siderurgico.
Alla luce di quanto sopra, Alessandro Marescotti di PeaceLink, d’intesa con il prof. Michele Carducci, ha consegnato  un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto affinchè valuti l’ipotesi di reato di pericolo transfrontaliero e trangerazionale, adottando le iniziative di competenza affinché non si verifichi il “mortality cost” previsto nello studio scientifico.
E’ la prima azione legale in Italia di lotta agli effetti sanitari dei cambiamenti ambientali associati a una grande fonte emissiva di C02.

Stima dei morti per CO2 dell’Ilva di Taranto.

Un recente studio scientifico, clicca qui, ha valutato l’impatto sanitario delle emissioni di CO2 dell’acciaieria Ilva di Taranto su tutto il pianeta. E’ stato pubblicato su “Epidemiologia & Prevenzione”. 
 
Questo studio contiene preoccupanti previsioni di possibili decessi connessi alla CO2 dello stabilimento siderurgico tarantino. E’ la prima Valutazione di Impatto Sanitario compiuta sulle emissioni di C02 dello stabilimento ILVA. 
 
Lo studio stima che le emissioni di CO2 dell’Ilva, partendo dai dati emissivi del 2020 e considerando solo le ondate di calore, potrebbero causare 1876 decessi nel mondo entro il 2100. Ogni anno di continuazione di immissione di CO2 in atmosfera aggiungerebbe nuove vittime, moltiplicando il numero di decessi stimati. Per esempio, se l’Ilva continuasse le sue emissioni del 2020 per altri 10 anni, i decessi stimati nel mondo aumenterebbero a 18.760. Più dei lavoratori dello stabilimento siderurgico.

I polmoni distrutti del pianeta.

Il governo di Bolsonaro è stato, secondo i dati ufficiali, il peggiore della storia per la deforestazione in Amazzonia. Nel solo dicembre 2022, che è stato per lui l’ultimo mese di presidenza, sono stati eliminati oltre il doppio degli alberi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un aumento del 150%. Le immagini satellitari mostrano la distruzione di 218,4 chilometri quadrati di vegetazione nella parte brasiliana, circa il 60% della più grande foresta tropicale del mondo. Si tratta del terzo dicembre più distruttivo per il “polmone verde” della terra da quando la situazione viene monitorata, dopo quelli del 2017 e del 2015.

La questione è di estrema importanza per ISDE (clicca qui) i medici che si occupano di ambiente stanno esprimendo forte preoccupazione per ciò che sta accadendo alla foresta amazzonica, il cui stato di salute è direttamente correlato alla crisi globale del clima e che per questo non è patrimonio del solo Brasile ma del mondo intero.

Conservare e preservare le foreste è infatti fondamentale per aiutare il nostro pianeta a ridurre la quantità di anidride carbonica (CO2) presente nell’atmosfera. La CO2 è il principale imputato della crisi climatica tra i gas serra e la sua alta concentrazione è responsabile per il 70% del surriscaldamento globale. Il problema della CO2 si affronta da un lato diminuendo drasticamente le nuove emissioni nell’atmosfera causate dalle attività umane e dall’altra aiutando l’atmosfera a “disintossicarsi” dalla CO2 in eccesso, attraverso il ricorso a ‘strumenti’ in grado di assorbire l’anidride carbonica, come la fotosintesi clorofilliana svolta dai vegetali.

Una nuova berlusconata per le infrastrutture ferroviarie.

ll PNRR nel campo delle infrastrutture di trasporto finanzia quasi solo quelle ferroviarie. Non c’è alcuna analisi per le singole opere che giustifichi questa nuova ondata di grandi opere “berlusconiane”. Il progetto di gran lunga  più rilevante è la nuova linea AV alta velocità Salerno-Reggio Calabria, affiancherebbe quella esistente e ne farebbe risparmiare ben mezz’ora di tempo; i costi risultano essere circa 5 volte maggiori dei benefici sociali. Il secondo per importanza è la “trasversale” Orte-Falconara, i benefici sociali sono un cinquantesimo dei costi, i risultati ambientali  addirittura negativi: il progetto emette in fase di costruzione più CO2 di quanto risparmia lo scarso traffico, dunque genera un danno netto all’ambiente. Un terzo riguarda una serie di miglioramenti sulla linea adriatica da Bologna a Brindisi, e qui i benefici sociali superano i costi. Nel Restiling della Tirrenica prevedibili modesti benefici ambientali netti e il totale dei benefici risulta di poco inferiore ai costi. Clicca qui una analisi di Marco Ponti.

Ilva, prima fonte di CO2 in Italia.

Il nuovo rapporto ONU sul clima è il più dettagliato  allarme mai presentato fino ad ora. Afferma che i cambiamenti climatici sono “inequivocabilmente” causati dalle attività umane e stanno provocando disastrosi effetti “senza precedenti”.

In Italia il simbolo dell’emergenza climatica sono gli altoforni a carbone e le cokerie dell’ILVA di Taranto, gli unici impianti di questo genere ancora rimasti nella nostra nazione. Siamo di fronte, oltre al disastro ecosanitario, anche al disastro climatico. Siamo di fronte a due disastri ecologici, uno locale e uno globale. Quello di Taranto è un ciclo siderurgico insostenibile per gli uomini e per il clima. Va fermato. Clicca qui il cronoprogramma chiesto da Peacelink al Governo.

L’Eni punta a stivare in fondo ai nostri mari 500 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Dopo l’ipotesi di produrre, con fondi pubblici, idrogeno da metano con connessa cattura e stoccaggio di CO2, l’Eni rilancia sull’ipotesi di stivare CO2 a Ravenna in fondo all’Adriatico, tramite un progetto sperimentale di stoccaggio geologico.  Lo stoccaggio di CO2, come hanno dimostrato analoghe attività in altre aree, potrebbe provocare un progressivo incremento della sismicità; cosa molto pericolosa nel territorio ravennate, che già presenta un rischio sismico medio-alto ed è soggetto a significativi fenomeni di subsidenza. Clicca qui il  Coordinamento Nazionale No Triv.

La CO2 nell’atmosfera si avvicina ai livelli di 15 milioni di anni fa.

Secondo gli autori di uno studio pubblicato su Nature, l’attuale quantità di anidride carbonica nella nostra atmosfera si avvicina a livelli mai visti in 15 milioni di anni. Si stima che entro il 2025 il livello di CO2 passerà a 427 parti per milione -ppm-, un valore osservato durante il  Miocene (epoca geologica), in particolare 15 milioni anni fa, quando le temperature erano tra 3 e 4 gradi più alte di quelle attuali ed il livello del mare era 20 metri più alto di oggi…. – Continua.

La produzione di cemento è la terza più importante sorgente di emissione di CO2.

Dopo l’uso dei fossili e il cambio dell’uso del suolo. Rappresenta il 90% delle emissioni globali di tutti i processi industriali. Le grandi opere da molti invocate richiedono molto calcestruzzo (quindi cemento) e anche questo dovrebbe far riflettere ed entrare come fattore determinante nelle scelte politiche.  Clicca qui  Dario Zampieri.