Risorgimento Valbormida. Acna fabbrica di armi chimiche.

“Occorre rivedere la bonifica e il danno ambientale” commenta Ilvo Barbiero nella recensione al il libro “Veleni di stato” di Gianluca de Feo, che ha esaminato documenti dei Servizi Segreti inglesi, contenuti nei National Archives, desecretati dopo la fine della guerra fredda, che si riferiscono al periodo che va dagli anni ’20 alla fine della seconda guerra mondiale. Clicca qui.

I processi amianto sono inutili. Inutili per le Vittime.

Ennesima assoluzione. Senza colpevoli e senza risarcimenti in Cassazione per la morte di 12 lavoratori dell’Olivetti di Ivrea. Prosciolti i 13 imputati, da Carlo e Franco De Benedetti all’ex ministro Corrado Passera. Una storia già scritta in “Ambiente  Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

Come invece si affronta l’emergenza amianto fuori dalle aule giudiziarie: clicca qui il report di Vito Totire    portavoce Aea-associazione esposti amianto e rischi per la salute.

La sicurezza al primo posto.

Nella foto di repertorio, coadiuvato dal futuro capogruppo Lega alla Camera (Riccardo Molinari) e dal futuro sindaco di Alessandria (Gianfranco Cuttica), il futuro esperto per la sicurezza nazionale Matteo Salvini insegna ai dirigenti Solvay come si tiene in sicurezza la fabbrica di Spinetta Marengo. Il direttore Stefano Bigini gli mostra il libro “Ambiente Delitto Perfetto”, prefazione di Giorgio Nebbia (che nessuno dei presenti mostra di conoscere). Il capo del personale Paolo Bessone gli chiede l’espulsione dall’Italia degli autori Barbara Tartaglione e Lino Balza.    

5 per mille alla LILT Lega Italiana per la lotta contro i tumori.

Codice fiscale 96030940066. Ricordiamo che alla Sezione Lilt di Alessandria, in particolare per la Ricerca della cura del mesotelioma,  continuiamo a destinare integralmente le sottoscrizioni che ci pervengono da chi fa richiesta dei nostri  libri “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza prefazione di Giorgio Nebbia, “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” e “Luigi Mara & Medicina democratica”.  

Proposta di legge Rodotà: si faccia decidere al Popolo dei Beni Comuni.

Dopo la spaccatura fra “giuristi” e fra “sigle” se avviare una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare basata sul testo scaturito dieci anni fa dalla Commissione Rodotà. Si apra infine una consultazione popolare via web affinché sia il popolo dei beni comuni a decidere. La Rete Ambientalista mette a disposizione i propri mezzi. I termini della discussione sono ormai noti. Li riproponiamo:
clicca qui “La proposta Rodotà è ancora valida?”
clicca qui “Sui beni comuni la bussola resta la Commissione Rodotà”
clicca qui. “Al via i banchetti per la raccolta di un milione di firme.”
clicca qui. “La proposta di legge è pericolosa”
clicca qui. “Ma per favore…”
clicca qui. “Limiti e riserve sul metodo e sul merito”
clicca qui. “Una questione di metodo e tre di merito”
Il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”: si eviti l’epilogo della diaspora post referendum del 2011 che è descritta da pag. 41 su “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza: clicca qui la sconfitta epocale.

Proposta di legge di iniziativa popolare per i beni comuni.

Al via i banchetti per la raccolta di un milione di firme: clicca qui.
Però non tutti sono d’accordo: “La proposta di legge è pericolosa”, clicca qui.
Aspra la replica: “Ma per favore…” clicca qui.
Che non convince il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua: clicca qui.
Anche Attac Italia non aderisce: clicca qui.Insomma si ripete la diaspora post referendum del 2011 che è descritta da pag. 41 su “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza: clicca qui la sconfitta epocale.

Ennesima assoluzione nei processi per morti d’amianto.

Chiesta dal PM e sentenziata dal tribunale di Padova. La Marina militare è innocente per la strage di oltre mille morti e ammalati: “il fatto non sussiste”. Un altro capitolo da inserire nel libro “Ambiente delitto perfetto”. Processi penali inutili, senza risarcimenti, per le Vittime. Mentre il governo non vara un piano nazionale per l’eliminazione dell’amianto: questa sì che sarebbe una “grande opera” di prevenzione di altre decine di migliaia di morti.

Impunità e lobby nelle aule penali.

 

Di norma i “grandi processi” in sede penale corrispondono a delitti perfetti contro l’ambiente e la salute, garantiti da una impunità sicura nelle aule dei tribunali. Si pensi a quelli sull’amianto. Tralascio tutta la rovente tematica giuridica ed etica già trattata in alcuni libri (“Ambiente Delitto Perfetto”, “Luigi Mara & Medicina democratica”) per estrapolare un aspetto aberrante: questi procedimenti penali servono né a condannare gli assassinii né a risarcire le Vittime e l’Ambiente, bensì unicamente ad ingrassare la lobby degli avvocati d’accusa&difesa e ad impinguare le casse delle parti civili non fisiche (associazioni e amministrazioni) che accorrono ogni volta come avvoltoi sulle carcasse ambientali. Ne è il paradigma Medicina democratica nel processo Solvay: di cui le sentenze assolutorie del disastro ecosanitario della Fraschetta, uno dei maggiori in Italia. Ebbene (continua)

In 72 pagine assolti i manager Pirelli imputati di omicidio colposo plurimo.

La V Sezione Penale del Tribunale di Milano motiva l’ennesima assoluzione per le morti amianto: sono rilevanti solo le prime esposizioni della fibra killer, le esposizioni successive non hanno alcuna rilevanza nella storia del mesotelioma. Altro capitolo da aggiungere al nostro libro “Ambiente Delitto Perfetto”.

Regalati a Natale una sottoscrizione a favore della Ricerca per la cura del mesotelioma.

<<Luigi Mara compare spesso nei miei libri in quanto il nostro sodalizio è durato più di quaranta anni, interrompendosi bruscamente qualche mese prima della sua morte. Della sua vita terrena e postuma, questo taccuino raccoglierà aspetti nel bene ma anche nel male, perciò non li leggerete mai nelle rituali commemorazioni dei cortigiani e degli pseudoaccademici: incapaci di affrontare un confronto-scontro di idee e, nel contempo, di rendersi conto che in questa epoca “web al quadrato” ogni censura è velleitaria.>>. 

La seconda e definitiva edizione del libro, che ha integrato i capitoli già pubblicati sul Blog (clicca qui l’ultimo), sarà spedita in forma cartacea all’indirizzo di chi comunicherà a balzamd@gmail.com di aver fatto un bonifico di almeno 20 euro su IBAN IT25R0558410400000000002329, oppure su Paypal lubaja2003@yahoo.it . Tutte le sottoscrizioni saranno, come sempre – interamente – devolute alla Ricerca per la cura del mesotelioma.

Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro. Chi siamo, da dove veniamo.

Dopo la scissione, abbiamo stilato una “carta di identità”. La trovate (cliccando qui) sulla sesta parte di “Luigi Mara & Medicina democratica” “Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il ‘sessantotto’ alla nascita dell’Associazione di Maccacaro e, passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione”. La prima parte del libro è stata pubblicata sul Blog l’8/11/18: clicca qui. La seconda il 15/11: clicca qui. La terza il 22/11: clicca qui . La quarta il 29/11 (clicca qui). La quinta il 6/12 (clicca qui).

Luigi Mara & Medicina democratica.

La Sezione di Alessandria “Movimento di lotta Giulio A. Maccacaro” (clicca qui) pubblica la parte quinta di “Luigi Mara & Medicina democratica” (clicca qui): “Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il “sessantotto” alla nascita dell’Associazione di Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione in “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”. La prima parte del libro è stata pubblicata l’8/11/18 sul Blog: clicca qui. La seconda il 15/11: clicca qui. La terza il 22/11: clicca qui . La quarta il 29/11 (clicca qui).
La parte quinta (Lo spettro della scissione) inizia con “A tutti è chiaro che la crisi dell’Associazione va al di là dello scandalo dell’attacco congiunto Caldiroli-Solvay a Marchi- Livorno. Dall’anamnesi dello stato di salute rileviamo una mutazione genetica accentuata negli anni duemila: l’attività si sposta prevalentemente sul versante dei processi penali, dunque sul centro lombardo, mentre trascura la partecipazione ai Movimenti di lotta sui territori, dunque il ruolo delle Sezioni diventa superfluo e marginale, anzi un intralcio, scompaiono Sezioni e Soci. Rileviamo che della mutazione genetica è figlio legittimo il golpe avviato al Congresso di Napoli: un esiguo numero di Soci bypassa le Sezioni e si autonomina grande elettore e consegna definitivamente le leve del potere economico e” [continua]

“Luigi Mara & Medicina democratica”, quarta puntata.

 
Movimento di lotta per la salute
Giulio  A. Maccacaro
Sezione di Alessandria

La Sezione di Alessandria (clicca qui) pubblica la parte quarta di “Luigi Mara & Medicina democratica” (clicca qui): “Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il “sessantotto” alla nascita dell’Associazione di Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione in “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”. La prima parte del libro è stata pubblicata l’8/11/18 sul Blog: clicca qui. La seconda il 15/11: clicca qui. La terza il 22/11: clicca qui . La quarta inizia da pag. 48 : <<Con l’autoconvocazione di Rosignano del 7 aprile 2018, i Soci di Alessandria, Livorno, Cecina, Ferrara, Genova, Firenze, sottopongono a tutti i Soci un documento dal titolo: “” L’esigenza di rifondare Medicina Democratica quale Movimento lotta per la salute è assai diffusa tra i Soci e si esprime con apatia e anche con spinte a scissione. Ma anche con [continua]

Pubblichiamo la parte terza di “Luigi Mara & Medicina democratica”.

 
Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il “sessantotto” alla nascita dell’Associazione di Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione in “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”.
La prima parte del libro è stata pubblicata l’8/11/18 sul Blog: clicca qui. La seconda il 15/11: clicca qui.
Da pag. 33 la terza parte: clicca qui
LA QUESTIONE SEZIONI

L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” vol. 2 pag. 312: “” In questa tristissima vicenda di stupro politico del processo Solvay ci sono, è vero, responsabilità personali, di una presidenza che andrebbe rimossa come chiederò al Congresso. Ma non basterebbe: purtroppo è la struttura apicale di Medicina Democratica che induce a disconoscere il ruolo e i diritti delle Sezioni territoriali, senza le quali però perde la caratteristica di Movimento di Lotta. La ‘questione Sezioni’ è il grosso problema che ha di fronte Medicina Democratica. Questione ribadita dalla Sezione di Alessandria quando infine ha reso pubblica la sua totale divaricazione con la Presidenza proprio con una decisa rivendicazione del ruolo delle Sezioni: ‘La
Continua la lettura.
Chi intende prenotare il libro in forma cartacea deve comunicare a balzamd@gmail.com di aver fatto un bonifico di almeno 10 euro su IBAN IT25R0558410400000000002329, oppure su Paypal lubaja2003@yahoo.it. Tutte le sottoscrizioni saranno, come sempre, interamente devolute alla Ricerca per la cura del mesotelioma.

Malaterra. Come hanno avvelenato l’Italia.

Un libro di Marina Forti (ed Laterza) con il racconto dei principali casi di inquinamento massiccio del territorio : Seveso, Brescia e la Caffaro, valle del Sacco e cianuri, Ilva e Taranto, porto Marghera, Montichiari (BS) e le sue mille discariche, Sicilia e i petrolchimici, Portoscuro e il piombo in sardegna, Bagnoli a Napoli.

Pubblichiamo la seconda parte di “Luigi Mara & Medicina democratica”.

 

Luci e ombre di un grande protagonista. Il filo rosso che lega il “sessantotto” alla nascita dell’Associazione di Giulio Alfredo Maccacaro, e passando per la mutazione genetica, fino alla sua scissione.
La prima parte del libro è stata pubblicata l’8/11/18 sul Blog. Clicca qui. Da pag. 20 la seconda parte:

MACCACARO TRADITO
L’articolo censurato (L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza vol. 2 pag. 308) proseguiva: “” Intestardirsi a voler conservare la Rivista negli anni 2000 come un feticcio del passato ha rappresentato il secondo grande errore di Luigi. Ma forse è stato inevitabile se è vero che la Rivista altro non è che lo specchio dell’Associazione, della sua natura. Infatti Il primo errore non è scaricabile tutto addosso a Luigi Mara, ma va distribuito fra altri, me compreso. Continua la lettura.

Chi intende prenotare il libro in forma cartacea deve comunicare a balzamd@gmail.com di aver fatto un bonifico di almeno 10 euro su IBAN IT25R0558410400000000002329, oppure su Paypal lubaja2003@yahoo.it. Tutte le sottoscrizioni saranno, come sempre, interamente devolute alla Ricerca per la cura del mesotelioma.

Processo strage di Viareggio, ennesima prescrizione.

Il secondo grado per 32 imputati del disastro che nel 2009 provocò 32 morti. Non solo sarà “cancellato” il reato di incendio colposo, ma, se la corte non dovesse riconoscere l’aggravante del disastro sul lavoro, cadranno pure l’omicidio colposo plurimo e le lesioni gravi e gravissime. Intanto il dispositivo anti-deragliamento è ancora “facoltativo”, dopo 10 anni nulla è cambiato in tema di sicurezza. Un altro capitolo da aggiungere su “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia, pagg. 518. Tutti processi che ingrassano solo gli avvocati. Clicca qui Ilaria Lonigro.

Amianto alla Fincantieri Palermo: ennesima prescrizione.

In primo grado il processo penale è durato 10 anni per i 3 prescritti dirigenti accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime a 10 operai. Per il risarcimento dei quali occorrerà attendere il processo civile. Altri 6 processi a Palermo sono in corso (di prescrizione) per il decesso di centinaia di operai ammalatisi di mesotelioma pleurico e asbestosi.

Insomma, ennesimo capitolo da aggiungere a “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia, pagg. 518 terza edizione. La sottoscrizione dei libri, editi dagli autori, è interamente devoluta alla Ricerca della Cura del mesotelioma.

Una voce fuori dal coro, ” Luigi Mara & Medicina democratica Movimento di lotta per la salute”.

Sarà il libro che i compagni distribuiranno al Convegno altrimenti apologetico e nostalgico di Milano, dal quale sono state escluse le voci dissidenti dell’Associazione, che non sono poche bensì comprendenti intere Sezioni in un delicato momento storico sull’orlo della scissione. Questo libro analizza nel corso di alcuni decenni, come recita il sottotitolo, luci e ombre di un grande protagonista dell’Associazione fondata da Giulio Maccacaro. Purtroppo, prima ancora di averlo letto, vi è chi vorrebbe aggiungere una ottava fattispecie del reato di vilipendio, a tacere del clima di caccia streghe o, peggio, di sasso in bocca. Invece si tratta di un libretto modesto ma onesto, dettagliato storicamente, che invita alla riflessione non solo sul presente dell’Associazione mutata geneticamente, ma anche sul futuro dell’ambientalismo. C’è un filo rosso che lega il “sessantotto”… (continua).
Clicca qui Salvatore Palidda

Summer School “Comunicare la Giustizia Ambientale”. Cioè l’ingiustizia.

Si terrà a Taranto, nella sede della più grande acciaieria d’Europa, dal 20 al 26 agosto e avrà l’obiettivo di formare 20 giovani attivisti nel campo della comunicazione sociale a comprendere i meccanismi chiave della in-giustizia ambientale e a trovare forme innovative ed efficaci per raccontarle al grande pubblico. La scuola è organizzata da Mani Tese in collaborazione con Peacelink, Centro Giustizia, Pace e Integrità del Creato e Genitori Tarantini ed è finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Per iscrizioni: ecg@manitese.it.
Raccomandiamo come testo “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia (al quale si potrebbe chiedere una lectio magistralis)

Ennesima sentenza contro l’ambiente. Ennesima assoluzione per l’amianto.

 

Sentenza definitiva della Cassazione a favore della Pirelli di Milano e contro 11 operai. Altro capitolo da aggiungere al libro “Ambiente Delitto Perfetto” (Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione Giorgio Nebbia, pagg. 518). Questi processi in sede penale non risarciscono né le Vittime né l’Ambiente, trascinati per anni fino al terzo grado servono solo a impinguare schiere di avvocati adepti di Sisifo.

In Appello colpo di spugna definitivo al processo Montedison-Solvay per il disastro ecosanitario di Spinetta Marengo.

 

Neanche un giorno dei 17 anni di reclusione chiesti per gli amministratori : per la Corte d’Assise l’avvelenamento doloso delle falde non sussiste. Nessuna consapevolezza dell’inquinamento storico neppure per i tre imputati minori: ridotte le pene a 1 anno e 8 mesi con doppi benefici di condizionale e non menzione, in pratica totale assoluzione per tutti. Non esistono malattie e morti per tumore. Si tratta, ha accusato la Sezione provinciale di Alessandria di Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, dell’ennesima scandalosa sentenza che esclude il dolo, dell’ennesimo capitolo da aggiungere al nostro voluminoso libro “Ambiente Delitto Perfetto”, sottotitolo “Non esiste Giustizia in campo ambientale”. I processi in sede penale non portano nulla alle Vittime e all’ambiente… (continua)

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La sentenza Montedison-Solvay della Corte di Assise d’Appello di Torino: “Delitto perfetto” oppure “Giustizia”?

Per il disastro ecosanitario del polo chimico di Spinetta Marengo (Alessandria) si è svolto il più importante processo italiano imperniato sul disatteso art. 439 del codice penale: “avvelenamento doloso delle falde acquifere”. In 36 pagine di memoria (clicca qui) Lino Balza, l’unico titolato da mezzo secolo di storia e lotte a rappresentare nel processo Medicina democratica Movimento di lotta per la salute, ha replicato a ciascuno dei 13 avvocati difensori fornendo alla Corte (presidente Fabrizio Pasi, giudice a latere Paola Dezani) le prove del “dolo” di ciascuno degli 8 amministratori e dirigenti imputati per pene che vanno dagli 11 ai 17 anni di reclusione. La sentenza il 20 giugno.

Premio Acqui Storia.

Dedicato alla memoria della Divisione Acqui che nel 1943 a Cefalonia e Corfù, col proprio sacrificio dette avvio alla lotta armata di Liberazione dal nazifascismo. Alla cinquantunesima edizione, per la Sezione storico divulgativa, partecipa “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”. Esaurito il primo, il secondo volume è disponibile a chi ne fa richiesta (balzamd@gmail.com) e sottoscrive per la “Ricerca per la cura del mesotelioma. Alla stessa sarà devoluto anche l’eventuale Premio.

La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ringrazia.

Clicca qui il Presidente della LILT di Alessandria.
Il ricavato della sottoscrizione dei nostri libri è interamente devoluto alla Ricerca per la cura del mesotelioma. “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” secondo volume è ancora disponibile richiedendolo a linobalzamedicinadem@gmail.com. Sono invece esauriti il primo volume e “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza terza edizione.

Maratona difensiva in Corte di Assise d’Appello a Torino.

Balza ai Caraibi per incontrare l’AD monsieur De Laguiche. Prossimamente il video dell’avvenimento.

Continua tra Montedison e Solvay lo scaricabarile dell’avvelenamento doloso della falda di Alessandria. Nel più importante processo italiano per questo reato, chiesti 110 anni di reclusione per 7 amministratori e dirigenti difesi dai più famosi e costosi avvocati. E’ il turno di Dario Bolognesi: anticipiamo l’arringa che pronuncerà l’11 aprile: clicca qui.

Per il disastro ecosanitario del polo chimico di Spinetta Marengo clicca qui la memoria di Lino Balza.

Per altri dettagli: “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia , terza edizione pagg. 518

Progetto di ricerca sul mesotelioma.

Sarà l’anno buono? L’Afeva (l’associazione dei familiari delle vittime) ne chiede il varo entro maggio. Quanti malati, che avevano accolto con speranza l’annuncio della ricerca tra partner così autorevoli, sono morti nel frattempo? E quanti coloro che due anni fa erano vivi e ignari, nel frattempo si sono ammalati? Clicca qui Silvana Mossano.
Abbiamo effettuato un altro versamento di euro 110,00 alla Ricerca della Cura del Mesotelioma. I nostri libri stampati a spese degli autori, “Ambiente Delitto Perfetto “di Barbara Tartaglione e Lino Balza terza edizione prefazione di Giorgio Nebbia, nonché “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” volume secondo (il primo è esaurito), infatti possono essere spediti a chi ne fa richiesta a balzamd@gmail.com accompagnata da sottoscrizione che devolveremo interamente alla Ricerca.   

Il più importante processo italiano per avvelenamento doloso delle acque. 110 anni di reclusione per 7 imputati Solvay.

In Corte di Assise di Appello di Torino, presidente Fabrizio Pasi, giudice a latere Paola Dezani, procuratore generale Marina Nuccio. Per il disastro ecosanitario del polo chimico di Spinetta Marengo – Alessandria (clicca qui la memoria di Lino Balza), gli amministratori delegati italiani e belgi sono difesi dai più famosi penalisti: clicca qui le prossime arringhe di Carlo Baccaredda Boi per Carlo Cogliati, Massimo Dinoia per Pierre Jaques Joris, e Leonardo Cammarata per Luigi Guarracino.

Sul Blog già pubblicate le arringhe di Giovanni Paolo Accinni, Tullio Padovani e Carlo Sassi (per Cogliati); Giulio Ponzanelli (per Bernard de Laguiche); Nadia Alecci e Francesco Certonze (per Francesco Boncoraglio). Seguiranno: Domenico Pulitanò per De Laguiche; Roberto Fanari per Giorgio Canti; Luca Santa Maria e Dario Bolognesi per Giorgio Carimati.
Per altri dettagli: “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia , terza edizione pagg. 518.



Il PM: 17 anni agli Amministratori di Solvay/Montedison in Corte d’Assise d’Appello di Torino.

 

Per il disastro eco sanitario del polo chimico di Spinetta Marengo (Alessandria) anticipiamo in esclusiva le arringhe difensive che saranno pronunciate a marzo:
Clicca qui “Cosa diranno gli avvocati in difesa di Carlo Cogliati
Clicca qui “Cosa diranno gli avvocati in difesa di Bernard de Laguiche
Clicca qui “Cosa diranno gli avvocati in difesa di Pierre Jaques Joris
Per altri dettagli:
Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia , terza edizione pagg. 518.
Memoria di Lino Balza depositata il 7/3/18 (Clicca qui)

Lettera all’egregio, mica tanto, monsieur amministratore della Solvay, pensionato ai Caraibi.

 

Al processo Solvay-Montedison in Corte d’Assise d’Appello di Torino, nella sua memoria Lino Balza presenterà due testimonianze che sono emblematiche del dolo diretto, cioè della piena conoscenza –diretta- degli Amministratori delegati per l’avvelenamento doloso delle acque di Spinetta Marengo destinate all’alimentazione (art. 439 c.p.). Uno dei tre è il belga Bernard de Laguiche, clamorosamente assolto in primo grado ad Alessandria benché non fosse imputato solo per la carica di amministratore né per il teorema “non poteva non sapere”, degli arcinoti archivi “segreti” ad esempio, o delle denunce penali per i muri che trasudavano cromo esavalente, bensì per la sua conoscenza diretta e documentata dell’avvelenamento. De Laguiche, che nel frattempo è andato a godersi la pensioncina ai Caraibi, è stato raggiunto dalla seguente lettera (pubblicata su Ambiente Delitto Perfetto, di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia, pagg. 518, terza edizione), clicca qui.  

Presentazione con dibattito del libro QUELLI DELLE CAUSE VINTE.

Il 23 febbraio a Torino, con Michele Boato ne discutono Enzo Ferrara del Centro Sereno Regis, Lino Balza (autore di vari capitoli) e Barbara Tartaglione di Medicina Democratica, Emilio Del Mastro di Pro Natura, Elena Camino dell’Ecoistituto del Piemonte, Marinella Correggia autrice della prefazione e di vari capitoli del libro, Liza Binelli co-autrice su val Bormida, Mirta Da Pra del Gruppo Abele, Federico Valerio di Italia Nostra ed Ecoistituto di Genova, Oreste Magni dell’Ecoistituto della Valle del Ticino. Clicca qui

Il Movimento per l’acqua a dieci anni dalla sua nascita.

 

Il Movimento per l’acqua a dieci anni dalla sua nascita ha prodotto (scaricabile al link) un documento per definire a 360° la cornice dentro cui si muove il suo percorso.
Clicca qui un commento critico “Una sconfitta epocale” tratto da “Ambiente Delitto Perfetto” (Lino Balza – Barbara Tartaglione. Prefazione di Giorgio Nebbia. Pagg. 518. Terza edizione).

Non esiste il reato di dolo nel codice penale italiano?

Per l’ennesima volta parrebbe di no (cfr. Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza), considerata la sentenza del processo per l’omessa bonifica del Sito di interesse nazionale di Bagnoli, conclusosi con 6 condanne per disastro ambientale colposo e non doloso, dunque con pene fino a 4 anni, ovviamente nell’ombra della prescrizione. Già prescritto il reato di traffico illecito di rifiuti. Per la omessa anzi peggiorata bonifica e la truffa sono morti e stanno ammalandosi gli abitanti mentre il danno erariale è stato di oltre 100 milioni. Tra i “colpevoli”: amministratori PD e Arpa. Occorre cominciare da capo la bonifica sbandierata da Renzi: commenta il Comitato di Bagnoli.

Pubblicità elettorale ambientalista.

Daniele Borioli è candidato PD al Senato. Ottimi motivi per non votarlo: è strenuo avversario dei No Tav e degli antinuclearisti, nonché ostinato sostenitore degli inceneritori. Numerosi episodi del suo infausto carrierismo politico si trovano documentati sia sul primo che sul secondo volume di “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”.

Luigi Mara un gigante dell’ambientalismo.

A due anni dalla sua scomparsa, e alla vigilia di un appuntamento congressuale delicato stante lo stato di salute dell’organizzazione che fu di Giulio Maccacaro, è doveroso ricordare la figura di Luigi Mara, un gigante nella storia di “Medicina democratica Movimento di lotta per la salute”. Maccacaro volle nella denominazione che fosse marcato il termine “Movimento di lotta per la salute”. E Mara, fino a pochi anni dalla morte, ha esaltato col suo esempio lo spirito e la sostanza di questa eredità politica e culturale. Chi sfoglia le 527 pagine dei due volumi de “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” incontra ripetutamente il nome di Luigi Mara: del libro è uno dei protagonisti principali. In 40 anni, infatti, le nostre vite si sono incrociate con frequenza perché entrambi impegnati là dove eravamo utili quali attori del “Movimento di lotta”. Così ci ritrovavamo in questa e quell’altra parte dell’Italia. Nel primo, e soprattutto nel secondo volume del libro, in tante belle pagine ripercorro -senza retorica- gli appuntamenti storici nei quali ho avuto l’onore di essere stato fianco a fianco. Anche nei momenti più difficili, quando lui o io eravamo buttati fuori dalla fabbrica (e gli altri erano assenti). Mi ha insegnato molto, gli devo molto. Purtroppo ci siamo divisi. Purtroppo l’ultimo capitolo del secondo volume (chiedilo a balzamd@gmail.com ) è intitolato “Che fine farà Medicina Democratica?”. Il terzo volume chiarirà la risposta definitiva, di nuovo senza retorica, soprattutto senza l’ipocrisia dei più ma con la franchezza che meritano Giulio Maccacaro e Luigi Mara: due giganti fra tanti pigmei.
Lino Balza.

Amianto Fibronit di Broni, ennesima “giustizia di classe” nei tribunali.

L’aggiungiamo alle 518 pagine di “Ambiente Delitto Perfetto” (clicca qui). La Cassazione ha definitivamente assolto, per non aver commesso il fatto, gli imputati accusati delle morti e delle malattie di centinaia di lavoratori e cittadini. Tutti i processi per amianto (e non solo) si stanno concludendo, a distanza di anni e anni e tre gradi di giudizio, con prescrizioni e assoluzioni, senza risarcimenti per le vittime. Vale ancora la pena affrontare questa “giustizia di classe” che ha come unico risultato di pagare le spese processuali e le parcelle degli avvocati?

La chimica in Italia oggi è Solvay. Meriterebbe un premio.

Per un secolo la chimica in Italia è stata l’italiana Montedison: 150.555 dipendenti nel 1975, quinta in Europa, settima nel mondo. I governi democristiani e socialisti se la sono divorata tutta con le speculazioni finanziarie, la corruzione industriale, il clientelismo politico. Tangentopoli, suicidi e galera (poca). In questo secolo la Chimica (e la Ricerca!) in Italia si è ridotta alla belga Solvay: 2.000 dipendenti, che ha comprato i resti della Montedison. Solvay si compra anche i premi: vedi la “velina” che ha spedito ai giornali. Se fosse istituito, Solvay oggi avrebbe meritato il premio come l’azienda più processata in Italia per inquinamento ambientale: vedi il libro “Ambiente Delitto Perfetto”. A Spinetta Marengo (Alessandria), galleggia nella falda sotto lo stabilimento un cocktail di 21 sostanze tossiche cancerogene e mutagene, il sangue dei lavoratori è arricchito con massicce dosi del micidiale PFOA. Oltre agli impianti, dalla Montedison la Solvay ha ereditato la licenza di avvelenare e non bonificare, tramite la complicità politica e sanitaria e l’impunità giudiziaria. E’ veramente il modello dell’Italia.

In copertina di “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”: una rara immagine del capolavoro distrutto di Gio’ Pomodoro.

 

L’imponente “Monumento al lavoratore ignoto” era esposto in piazza Donegani a Spinetta Marengo (Alessandria), creazione di uno fra i più importanti scultori astratti del panorama internazionale del XX secolo, nonché orafo, incisore e scenografo: Giorgio Pomodoro, in arte Gio’ Pomodoro. Pomodoro ha esposto alla Biennale di Venezia e di Parigi, alle gallerie di Milano e di New York eccetera, è presente nelle collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, da Città del Messico a Querceta. Pomodoro, colpito da ictus, non fece in tempo a trasferire alla sua quinta biennale di Venezia questo suo ultimo capolavoro, che rimase preda dell’iconoclastia distruttiva tipica del provincialismo alessandrino.
A pagina 15 del secondo volume: la cronaca dell’ infausto avvenimento (chiedine una copia a alessandriamd@gmail.com).
post scriptum
Ci viene chiesto della figura umana che compare nell’opera d’arte di Giò Pomodoro. Qui sta il colpo di genio dell’artista: nel “Monumento al lavoratore ignoto” emerge invece… il lavoratore più noto dello stabilimento. Una scelta rivoluzionaria nell’ars scultorea del secolo che introduce nell’opera la figura vivente, così esaltando “la centralità della persona umana, frutto della convinzione che la sorte personale dell’uomo sia necessariamente tragica e rivelatrice della sua connessione all’universale”. Una scelta però anche politica: il soggetto che compare (il licenziato per rappresaglia) non è stato gradito dal committente (Montedison): spiegazione che sta alla base della sciagurata scelta di distruzione del monumento.