Pfas e Bisfenolo riducono la qualità dello sperma, il volume dei testicoli e la lunghezza del pene.

Gli studi scientifici americani (clicca qui) allarmano il declino della fertilità femminile ma soprattutto di quella maschile. Infatti  Pfas e Bisfenolo riducono  la qualità dello sperma, il volume dei testicoli e incidono  sulla lunghezza del pene. Già era stato accertato l’aumento del tasso di aborto spontaneo. Le stesse anomalie genetiche da anni erano già state riscontrate in pesci, rettili e altre specie.  I Pfas (Pfoa, C6O4, ADV) in Italia sono  indagati in particolare per Piemonte e Veneto per la contaminazione di acque, suoli e aria. La presenza di Bisfenolo per lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo (AL) è stata denunciata con esposto dal Movimento di lotta per la salute Maccacaro. Analoghi studi sono stati compiuti in Cina. Greta Thunberg  e Erin Brockovich, paladine ambientali e attiviste avvertono: “In pericolo il futuro della razza umana.  La rapida morte e il declino dello sperma devono essere affrontati e devono essere affrontati ora. Semplicemente non c’è tempo da perdere”.

Ridere per non piangere. Scienziati e generali made in Alessandria.

Come noto, Gianfranco Lorenzo Baldi, presidente della Provincia di Alessandria, per dimostrare l’innocuità del Pfas C6O4 che ha appena autorizzato alla Solvay di Spinetta Marengo,  avrebbe ordinato al dirigente della Conferenza dei servizi, Claudio Coffano, quale Scienziato, di condurre un importante esperimento scientifico: ogni giorno mangiare un chilo di vongole con C6O4 a dimostrazione che gli scienziati dell’Università di Padova sono dei coglioni a dichiararne -anche con studi sulle ostriche- la pericolosità comprese le mutazioni genetiche agli organismi acquatici.

Ora, segretamente, ha promosso Coffano anche Generale dello Stato Maggiore della Polizia Provinciale. Lo scienziato-generale, tra una cozza e l’altra, dovrebbe riferirsi ai  sistemi di neutralizzazione PFAS praticati dall’esercito americano, rapportarsi con i pari grado USA, all’insaputa di ‘sto Antoine Lavoisier, e, di concerto con gli strateghi Solvay, individuare la localizzazione in provincia di un inceneritore PFOA C6O4 ADV Bisfenolo (pardon: termovalorizzatore) aggiuntivo di quello presente all’interno dello stabilimento di Spinetta.

Finalmente, oltre a Lavosier, mettiamo a tacere anche quell’altro rompiballe del prof. Carlo Foresta che adesso ha tirato anche fuori  Parkinson e Alzheimer.

Ridiamoci su per non piangere.

  1. Mentre l’Onu chiede la messa al bando totale dei PFAS, la Provincia di Alessandria, a firma dello scienziato Coffano, dà dei coglioni agli scienziati internazionali e non chiude il pfas C6O4 a Spinetta Marengo bensì autorizza alla Solvay l’ampliamento della produzione. Lo fa con una Determinazione Dirigenziale che, come per tutti i drammi, si conclude con una frase farsa:  “Siccome Solvay ritiene che le informazioni siano riservate, la presente determina non può essere resa pubblica nella sua forma integrale per ragioni di tutela della proprietà intellettuale, di riservatezza industriale e commerciale, perciò non deve essere soggetta a pubblicazione. Si prescrive quindi alla Solvay di produrre una versione epurata di tali informazioni inerenti la descrizione dell’impianto per la pubblica consultazione”.  Ridiamoci su per non piangere. “Si prescrive”: si ordina alla Solvay di  epurare censurare quello che le pare ad ambientalisti e opinione pubblica. Finchè non ci mette le mani la Magistratura.
  2. Gianfranco Lorenzo Baldi, presidente della Provincia di Alessandria, avrebbe  ordinato al dirigente della Conferenza dei servizi, Claudio Coffano, di condurre un importante esperimento scientifico: ogni giorno mangiare  un chilo di vongole con C6O4 a dimostrazione che l’Università di Padova sono dei coglioni a dichiararne la pericolosità

Ancor più del PFOA, il C6O4 provoca mutazioni genetiche agli organismi acquatici.

Come avevamo per il tossico cancerogeno teratogeno Pfas PFOA già evidenziato nelle nostre denunce del 2009, le mutazioni genetiche negli organismi acquatici (es. cambio sesso nei pesci) dal Bormida al Po avvengono anche per le vongole. La conferma procede dalle analisi dell’Università di Padova per il  C6O4, il sostituto Pfas che Solvay vuole addirittura incrementare a Spinetta Marengo come innocuo. Anzi, la ricerca dell’Università  afferma che il C6O4  altera «in modo significativo, e per alcuni versi ancora maggiore del Pfoa, i processi biologici» delle vongole, le “sentinelle biologiche” delle acque. 

Nel cocktail con i Pfas c’è anche il Bisfenolo.

Sarebbe grave sottovalutare che alla Solvay di  Spinetta Marengo, nel cocktail con i Pfas (PFOA, C6O4, ADV), tra gli interferenti endocrini c’è anche il Bisfenolo nelle sostanze in uso. E precisamente il Bisfenolo AF della “sporca dozzina” dei teratogeni-tossici-cancerogeni “composti fluorurati organici” ormai segnalati come una calamità mondiale. Il Bisfenolo  è stato oggetto del nostro esposto all’Arpa (clicca qui) e soprattutto del nostro 4° esposto alla Procura della Repubblica di Alessandria, e per conoscenza al  Prefetto di Alessandria e alla Commissione parlamentare ecomafie Clicca quiEbbenel’Arpa ha dovuto confermare la presenza del Bisfenolo ma, poverina, prima della nostra denuncia non lo aveva mai cercato nelle analisi a tutela della salute delle popolazioni. Con l’apertura del procedimento giudiziario la Procura di Alessandria non ha certo mancato di approfondirne tutti gli elementi omissivi e probanti.

Prossima manifestazione davanti al tribunale di Alessandria.

La prossima manifestazione si svolgerà necessariamente davanti al Tribunale di Alessandria. Che è diventato l’interlocutore fondamentale dei Comitati, dopo che su di esso è stata scaricata la responsabilità di fermare gli impianti inquinanti della Solvay di Spinetta Marengo. Cambio di strategia per tutti dopo che la connivente Provincia ha annunciato la definitiva autorizzazione AIA a Solvay per il tossico e cancerogeno Pfas C6O4. Questa ha rappresentato la prima  mossa della lunga partita a scacchi che la casa madre belga intende concludere con lo scacco matto ai Movimenti  risoluti per la fermata dei famigerati Pfas (C6O4 e ADV) che stanno – secondo le tragiche indagini epidemiologiche e idrogeologiche – proseguendo la devastazione sanitaria e ambientale  avviata dal famigerato fratello Pfoa, a tacere del Bisfenolo e degli altri 21 veleni mai bonificati in falda, acquedotti e atmosfera. (continua)

I Movimenti in piazza mentre Solvay avvia lo scacco matto per il PFAS. Ma se la Procura…

La partita ora si svolge in Tribunale. Anche se non c’è più stato il tempo, soprattutto in epoca covid, di spostare il 13 marzo davanti al palazzo di giustizia di Alessandria la manifestazione organizzata di fronte alle sedi di Provincia e Comune. Pochi giorni avanti infatti la connivente Provincia ha annunciato la definitiva autorizzazione AIA alla Solvay di Spinetta Marengo per il tossico e cancerogeno Pfas C6O4. Questa ha rappresentato la prima  mossa della lunga partita a scacchi che la casa madre belga intende concludere con lo scacco matto ai Movimenti  risoluti per la fermata dei famigerati Pfas (C6O4 e ADV) che stanno – secondo le tragiche indagini epidemiologiche e idrogeologiche – proseguendo la devastazione sanitaria e ambientale  avviata dal famigerato fratello Pfoa, a tacere degli altri 21 veleni mai bonificati in falda, acquedotti e atmosfera.

Dunque, invece di fermare C6O4 e ADV, prima mossa: la Provincia,  che (con Comune e Regione) bada ai voti leghisti e alle relazioni industriali, rilascia l’AIA e scarica la patata bollente ai tribunali affermando:  “Visto che la Procura ci ha avviato contro, sulla scia della sentenza di Cassazione e sulla spinta dei Movimenti, procedimento penale per disastro ambientale e omessa bonifica, si assuma perciò la Procura la responsabilità di fermare gli impianti”. Altrimenti – ha studiato Bruxelles – andiamo avanti con le mosse successive, cioè il processo di primo grado, poi quello di appello e poi di cassazione; passano cioè almeno altri dieci anni e noi con l’AIA provinciale,  il minimo di  manutenzione e l’occhio opaco di Arpa e Asl e sindacati, nel frattempo consolidiamo i profitti sfruttando gli impianti fino all’osso, tanto la gente è assuefatta agli inquinamenti che peraltro noi spergiuriamo inesistenti. Infine, ultima mossa, saremo capaci noi di chiudere gli impianti. 

Per il dopo scacco matto, cioè per non pagare la bonifica, è già pronta la mossa del cavallo, collaudata a Livorno per lo stabilimento di  Rosignano analogamente sottoposto a  procedimenti giudiziari per catastrofi ambientali. Consiste nello scorporo in una nuova società, una legal entity scollegata dalla casa madre, un nuovo soggetto industriale su cui scaricare le  responsabilità processuali.

Nello schema scacchistico di Solvay sono da valutare due variabili. Una è che il ministero della transizione ecologica fissi limiti zero alle emissioni dei Pfas: equivalente all’automatica fermata degli impianti. Eventualità assai improbabile perché già disimpegnata dal precedente ministero per l’ambiente (addirittura grillino). L’altra preoccupa la multinazionale belga sulla base dell’eclatante emergenza sanitaria ed ecologica: la fermata degli impianti inquinanti da parte della Procura: già oggi, prima di aprire il processo, senza attendere altre “pistole fumanti”.  C’è il precedente dell’Ilva di Taranto.

Perciò da oggi l’interlocutore principale per noi, con ComitatoStopSolvay e Legambiente, diventa il Tribunale di Alessandria, davanti al quale è facile prevedere le prossime manifestazioni popolari che magari ripetano quella del 23 marzo a Vicenza. A maggior ragione se è vero quanto afferma la Provincia (clicca qui) di essere d’accordo con i PM Eleonora Guerra e Fabrizio Alessandria. 

Sulla chiusura della Solvay di Spinetta Marengo.

Il polo chimico nel bel mezzo del paese

Solvay  dice di essere costretta chiudere Spinetta Marengo: senza i Pfas le produzioni gamma algoflon non sono più economicamente competitive. Non c’è ragione per non crederle osservando il mercato e soprattutto la bufera che si sta scatenando nel mondo contro i tossici e cancerogeni PFAS che imperversano in tutti i settori merceologici, dai biberon all’astronautica. Ovvio il parallelo con Eternit e Ilva. Dunque la chiusura è una eventualità reale e non una minaccia, come sembrano interpretarla i succubi sindacati con il ricatto all’opinione pubblica dei posti di lavoro in pericolo. Finora la minaccia aveva pagato grazie alla complicità di politici e giornali  e all’inerzia della magistratura, e soprattutto nascondendo gli scheletri nell’armadio (cartelle cliniche e dati epidemiologici). Finalmente la Procura di Alessandria è intervenuta, dopo oltre dieci anni di esposti che avevano posto fine al pfas PFOA ma non ai sostituti C6O4 e ADV. L’accusa è disastro ambientale e mancata bonifica in barba alla precedente sentenza della Cassazione. Di conseguenza Solvay ammette la chiusura. Però Bruxelles pensa: chiusura ma non subito, prima spremiamo fino in fondo la fabbrica, basta che gli avvocati menino per le lunghe il processo. A sua volta il ministro della transizione ecologica (continua il lungo articolo).  

Confermato: nel cocktail Solvay con i PFAS c’è anche il Bisfenolo.

Dopo i nostri esposti a Procura-Prefetto-Arpa, l’Arpa conferma quanto avevamo denunciato: alla Solvay di  Spinetta Marengo nel cocktail con i PFAS (PFOA, C6O4, ADV) tra gli interferenti endocrini c’è anche il Bisfenolo nelle sostanze in uso. E precisamente il Bisfenolo AF della “sporca dozzina” dei teratogeni-tossici-cancerogeni “composti fluorurati organici” ormai segnalati come una calamità mondiale. Purtroppo, prima della nostra denuncia, l’Arpa non aveva mai cercato il Bisfenolo nelle analisi a tutela della salute delle popolazioni. Clicca qui il 4° esposto alla Procura della Repubblica di Alessandria, e per conoscenza a    Prefetto di Alessandria e Commissione parlamentare ecomafie.

Complici sindacati e istituzioni, fermi governo e magistratura, si muove il prefetto sul caso Solvay.

Si muove perfino il prefetto  Iginio Olita  in soccorso delle popolazioni alessandrine e degli ambientalisti. Solvay dice (lo dice anche per le acque contaminate di  Pfoa, C6O4, Adv) che anche le recenti fughe di gas (a base di composti di cloro e fluoro ecc.) sono “accidentali”. Accidentali?! E ci mancherebbe altro che fossero cagionate ad arte. Consapevolmente  rilasciate: questo sì. E sono a decine gli avvelenamenti “accidentali” nei cocktail tossici e cancerogeni propinati a feriti e ammalati tra lavoratori e cittadini. Ebbene, nella corresponsabile inerzia di sindacati amministrazioni governo magistratura, si è mosso il Prefetto agendo sul Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (revisione del piano di emergenza) e intimando  direttamente a Solvay la procedura delle comunicazioni sugli incidenti di questa industria di Spinetta Marengo ad alto rischio ambientale. Il Prefetto non si fida ed è perentorio rispetto agli abituali ritardi e omissioni di Solvay, e non le lascia alibi: “Anche in caso di interventi non aventi (secondo Solvay, ndr) rilevanza esterna devono essere informati, immediatamente per vie brevi, questa Prefettura e gli Enti che leggono per conoscenza (Vigili del Fuoco, Questura, Carabinieri, Comuni di Alessandria – Frugarolo e Castellazzo – 118, Arpa e Provincia, ndr) facendo seguire nella stessa giornata il rapporto completo dell’incidente”.

Amministratori danno man forte a Regione-Provincia-Comune.

Roba da chiodi.

Ma sono tutti alessandrini di matrice leghista. Il ritrovamento dei Pfas della Solvay di Spinetta Marengo, mano a mano che Arpa-Asl analizzano,  si allarga a centri concentrici e sempre più alto è il numero dei Comuni con acquedotti contaminati. Tra i “minimalisti” si segnalano il sindaco Federico Chiodi : “La concentrazione di PFAS totali trovata a Tortona è pari al limite massimo consentito dalla Regione Veneto ( 90 ng/l)”. Nonché l’Amv Azienda multiservizi valenzana che approvvigiona il Comune inquinato di Bassignana: “I toni usati sono eccessivamente allarmistici, i composti sono presenti solo in ‘tracce’ e comunque inferiori alle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità”. Noi, che saremmo “gli allarmisti”, siamo quelli che abbiamo lanciato per tempo l’allarme sacrosanto dei cancerogeni PFOA-C6O4-ADV, perciò abbiamo accolto tra le nostre file il ministro Sergio Costa col suo  inequivocabile  preciso impegno: “Abbiamo stabilito di abbassare in Italia i limiti PFAS fino allo zero laboratoriale”. Perfino un prudentissimo direttore dell’Arpa -da noi avversatissimo come abituale negazionista/minimalista- si è trovato forzato ad indagini idrogeologiche ed epidemiologiche, per ciò infatti Alberto Maffiotti sta per essere fatto fuori. 

Non di solo PFOA e C6O4 si muore ad Alessandria.

Il nostro allarme sul pfas ADV fa data 2008 quando ne descrivemmo le pericolosità (assieme a Pfoa e C6O4) nell’esposto alla Procura di Alessandria. Nessuno dei tre cancerogeni era ricercato dall’Arpa: infatti furono omessi nel capo di imputazione del processo per avvelenamento doloso delle acque e omessa bonifica. Ora, decenni dopo, PfOA e C6O4 inesorabilmente affiorano  nelle acque superficiali- destinate al consumo umano già fino a 30-40 Km di distanza dalla Solvay di Spinetta Marengo. E l’ADV no. Perché? Perché l’Arpa continua a non cercarlo. Perché questa ennesima omissione? se lo chiede anche il Comitato Stop Solvay (clicca qui). Solvay, subendo la nostra campagna nazionale, annunciò finalmente l’eliminazione nel 2012 del Pfoa (sostituendolo con C6O4, ahimè, altrettanto cancerogeno) ma anche dell’ADV se ne fregarono tutti (a parte noi tramite altri esposti in Procura).

Alessandrini, guardatevi questo drammatico servizio delle Iene su Mediaset.

Clicca qui il servizio delle Iene
 

La Sezione di Medicina democratica di Alessandria è stata la prima in Italia a condurre una campagna nazionale per la messa al bando del PFOA (perfuorurato) scaricato in Bormida fino alla foce del Po (clicca qui intervista a Lino Balza), denunciando anche ai massimi livelli sanitari la presenza del veleno nel sangue dei lavoratori, a loro volta addirittura donatori di sangue. Sul nostro blog (sezione Argomenti, clicca qui) sono archiviati almeno 63 interventi sulle questioni sollevate. Il libro “Ambiente Delitto Perfetto” ne parla diffusamente.

Medicina democratica ha denunciato, oltre al PFOA, la presenza nel sangue dei lavoratori Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) di ADV e C6O4, a vario titolo sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene, e ha rivendicato l’intervento dell’ASL e della Sindaco a tutela dei lavoratori nonchè dei cittadini tutti. Inoltre ha chiesto al direttore generale ASL Alessandria, all’assessore Regione Piemonte alla Sanità e a Beatrice Lorenzin Ministro della salute, di impedire su tutto il territorio nazionale trasfusioni di sangue contenenti tali veleni. Il documento è stato inviato alla Procura, a tutti i sindaci della provincia, a tutti gli ospedali, Arpa, Avis ecc.

A tutt’oggi nel territorio alessandrino non hanno riscontro in ambito Asl e Arpa analisi e interventi ispettivi che invece si stanno svolgendo in Veneto (vedi il video delle Iene). Di contro, l’inerzia e il silenzio di Asl e Arpa alessandrini ai nostri esposti rappresentano uno scandalo che colpisce la salute della cittadinanza: immaginiamo di quale entità. Altrettanto responsabile è la sindaco di Alessandria peraltro già insolvente del Referto epidemiologico e dell’Indagine epidemiologica della Fraschetta.

Clicca qui Agora Magazine “Alessandria – Medicina Democratica commenta il servizio delle Iene sul veleno nell’acqua potabile”

Le trasfusioni di sangue infetto da PFOA, ADV, C6O4 devono essere vietate.

Medicina democratica ha denunciato (clicca qui) la presenza nel sangue dei lavoratori Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) di PFOA, ADV, C6O4, a vario titolo sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene e ha rivendicato l’intervento dell’ASL e della Sindaco a tutela dei lavoratori nonchè dei cittadini tutti. Inoltre ha chiesto (clicca qui) a Paolo Marforio direttore generale ASL Alessandria, Antonino Saitta assessore Regione Piemonte alla Sanità e a Beatrice Lorenzin Ministro della salute di impedire su tutto il territorio nazionale trasfusioni di sangue contenenti tali veleni. Il documento è stato inviato alla Procura, a tutti i sindaci della provincia, a tutti gli ospedali, Arpa, Avis ecc.

Clicca qui  I veleni nel sangue. Commenti dei giornali.
Clicca qui l’intervista a Lino Balza su Radiondadurto
Clicca qui Cobas Pisa “Veleni nel sangue dei lavoratori e dei cittadini di Alessandria”
Clicca qui Piercarlo Lava “Sangue infetto da PFOA, ADV, C6O4. Violazione della sicurezza trasfusionale”
Clicca qui Pennatagliente “Sangue infetto da PFOA, ADV, C6O4. Violazione della sicurezza trasfusionale”
Clicca qui La Stampa “Medicina democratica chiede di controllare anche i donatori. Sollecito all’ASL: esami su sostanze tossiche nel sangue dei lavoratori della Solvay.”