Una lettera dal carcere di Nicoletta Dosio: la questione amnistia sociale.

“Ripercorro con commozione e meraviglia la storia NoTav che ha riempito di senso e di efficacia l’ultimo trentennio della nostra esistenza”… “Negli anni il movimento NO TAV è diventato in Italia simbolo e speranza di riscatto e la Valle di Susa luogo di esperienza e di elaborazione culturale e sociale”… “Per questo, contro di noi e contro quanti sono venuti a condividere la nostra mobilitazione, si è alzata la repressione”… “La lobby del TAV ha trovato nelle forze di polizia il braccio armato e nelle Procure (in  primo luogo la Procura di Torino) il braccio giudiziario.”… E nei governi l’ausilio dei decreti sicurezza. Si riempiono le carceri.

Si discute della possibilità dell’amnistia sociale. “L’amnistia come riconoscimento delle resistenze collettive contro le ‘grandi male opere’, le guerre e gli armamenti, lo sfruttamento dei lavoratori e le ‘fabbriche della morte’, per il diritto alla casa, alla salute, ad un lavoro dignitoso, contro fascismi e schiavismi, per una cultura di pace e di liberazione. L’amnistia come estinzione anche dei reati di povertà”… Clicca qui tutto l’intervento.

Valsusa: laboratorio di nuove pratiche repressive.

Luca, Nicoletta e gli  Altri. Che fare? Convegno a Bussoleno promosso dal Controsservatorio Valsusa.

Nella Newslettera di Doriella&Renato  (clicca qui) troverete anche, fra le tante iniziative di lotta NoTav, il convegno sui tragici avvenimenti del confine italo-jugoslavo e sulle manipolazioni storiche emerse a seguito dell’introduzione della Giornata del Ricordo delle foibe.

Dibattito. Grazia o amnistia sociale?

Nicoletta Dosio è in carcere per una condanna a un anno, per violenza privata e interruzione di pubblico servizio in concorso con altri perché aveva retto uno striscione, al bordo dell’autostrada, nel corso di una manifestazione No Tav. Nicoletta ha ritenuto di non doversi trasformare in carceriere di sé stessa, di non avere nulla di cui pentirsi e, per questo, di non doversi riabilitare. Dunque non ha chiesto misure alternative alla galera per trasformare il suo “corpo detenuto”, in un’“un’arma non violenta” che denuncia a sua volta l’abuso di repressione della Procura di Torino – decine di processi, centinaia di indagati e condannati, misure di prevenzione, fogli di via – contro il più duraturo conflitto ambientale e sociale di questo paese. Analogamente avverrebbe  in molte parti giudiziarie dell’Italia. E’ stata lanciata una petizione di richiesta di “grazia” ma Nicoletta ha espresso il suo «No a richieste di grazia o a provvedimenti di clemenza che riguardino soltanto la mia persona», invitando a invece a parlare di “amnistia sociale”. Su questo tema clicca qui un intervento di Italo Di Sabato.

Nell’Italia dei ladri e degli inquinatori vanno in galera i pacifisti.

Prima di una galleria e di un ponte anche gli atei si fanno il segno della croce. Benetton si dichiara “parte lesa” e chiede -lui- i risarcimenti dallo Stato. I Riva si sono ingozzati con l’Ilva. La mafia si rimbocca le maniche per il Tav. E in galera chi ci va? Nicoletta Dosio che impugna uno striscione in una manifestazione pacifica: sblocco  per 40 minuti di un casello che ha inferto alle autostrade (proprio ai miliardari!) un danno di… ben 700 euro per mancato introito dei pedaggi. Ma 49 milioni di euro truffati dalla Lega saranno restituiti (?) in… 80 anni. Garzia presidenziale a Bossi. Ai pacifisti un anno di galera, neppure un minuto per bancarottieri e grandi evasori e per gli avvelenatori di Eternit, Solvay, Ilva eccetera. Vergogna. Manifestazioni in tutta Italia.

Clicca qui Paolo Frosina e Sarah Buono “A26. Crolla il soffitto di una galleria: nuovo caso per i PM”. “La prof No Tav finisce in cella a 73 anni”.

Clicca qui Sandra Amurri: “Taranto, mancano i pediatri per i bambini malati di tumore”

Clicca qui Nicoletta Dosio “Contro l’ingiustizia la resistenza è un dovere”.

Clicca qui Pennatagliente: Fanno i danni e pretendono di essere risarciti.

Clicca qui le manifestazioni contro l’arresto di Nicoletta Dosio e altre iniziative NoTav in Valsusa.

La valle che lotta non si potrà mai arrestare.

“Dodici compagne e compagni del movimento No Tav sono stati condannati in via definitiva a un anno di carcere per una mobilitazione del marzo 2012.

Tra questi Nicoletta Dosio. Le scrive Haidi Giuliani: “Così Nicoletta andrà in prigione. E’ una signora minuta e gentile, Nicoletta, una professoressa in pensione. E’ sempre vissuta dalla parte del diritto: quello degli esseri umani, degli animali, delle piante, della terra. Per questo motivo andrà in prigione, per questo motivo una volta le hanno rotto il naso. Lei no, lei non ha mai fatto violenza a nessuno.

Per questo andrà in prigione. Chi l’ha ferita, e insultata, e condannata, sta dalla parte dei soldi. Dalla parte di un mondo affaristico cieco e sordo. Dalla parte di pochi che si vogliono arricchire a spese

dei molti. E per i soldi devastano territori e raccontano falsità. Hanno grandi mezzi, molto potere. Nicoletta ha solo la propria dignità…..”

Clicca anche nella newslettera Val Susa: Beni comuni, Con quale diritto, NOTAV, FFF, Solidarietà, Emergency, Curdi, Decreto Sicurezza, Flores Solis, A21 e aggiornamenti.

Val di Susa, fotoviaggio tra sprechi, inutilità e fatiscenza.

Non  solo fotografie, ma la storia di una Valle la nostra, che qualcuno vorrebbe svuotare di vita e resistenza per consegnarla inerme a quella devastazione che accomuna la Valle di Susa agli infiniti territori messi a ferro e fuoco da un sistema sempre più irresponsabile e violento. Presentazione di Nicoletta Dosio. Clicca qui nella newslettera di Doriella&Renato, insieme alle altre iniziative di lotta:  corteo per sostenere la resistenza della popolazione e delle Forze Siriane Democratiche, Fridaysforfuture, assemblee, cene, dibattiti…

Voi siete delle merde e chi vi ha dato fiducia è stato un coglione.

E’ un pensiero comune fra i NoTav,  e non solo. Ci chiediamo ora cosa faranno tutti quelli del Movimento 5 stelle che al parlamento si sono detti notav, ci chiediamo se faranno una sceneggiata parlamentare tirando a campare oppure se avranno coraggio e coerenza di far cadere il governo.

Clicca qui il Comunicato del Movimento Notav.

Clicca qui Alberto Perino.

Clicca qui Nicoletta Dosio.

Clicca qui Lele Rizzo.

Clicca qui Marco Scibona.

Divieto di dimora a Nicoletta Dosio in Val Susa. Persecuzione giudiziaria.

I carabinieri hanno bussato ancora una volta alla porta di Nicoletta Dosio, la “pasionaria” No Tav che si trova agli arresti domiciliari per una dimostrazione del giugno del 2015 in Valsusa e che ha fatto notizia per le sue ripetute evasioni per partecipare a manifestazioni contro la linea ferroviaria Torino-Lione. Stavolta l’atto che i militari le hanno notificato è stato il divieto di dimora a Susa per alcune proteste contro i carotaggi dei terreni avvenute nel dicembre 2015 e nel febbraio 2016. Proprio nei giorni scorsi Nicoletta Dosio è stata condannata a 8 mesi di reclusione per evasione: avendo più di 70 anni non può essere mandata in carcere, ma le sue uscite e le violazioni degli arresti domiciliari hanno fatto di lei un caso giudiziario. Al punto che il procuratore capo in persona, Armando Spataro, aveva chiesto al Tribunale del riesame (ma non ottenuto) di revocare la misura cautelare perché non esiste il pericolo di fuga e soprattutto per evitare la controproducente ricaduta mediatica che hanno le fughe della nota attivista.

No Tav: notificati a Nicoletta Dosio i domiciliari.

Il provvedimento è stato notificato stamattina. Definisce la mancata obbedienza alle misure cautelari “ribellione giusta e doverosa”
Clicca qui Nicoletta Dosio “Trent’anni di lotta meriterebbero una medaglia, non imposizioni e restrizioni”
Clicca qui Notav.info “Notificati a Nicoletta Dosio i domiciliari”
Clicca qui La Repubblica “Non rispetta l’obbligo di firma la pasionaria No Tav ai domiciliari”

No Tav. Obbligo di dimora per la pericolosissima Nicoletta Dosio.

Che aveva deciso di non sottostare ad alcun tipo di misura restrittiva dichiarando “non accetto di far atto di sudditanza con la firma quotidiana, non accetterò di trasformare i luoghi della mia vita in obbligo di residenza né la mia casa in prigione; non sarò la carceriera di me stessa “.

Questo procedimento si riferisce alla manifestazione del 28 giugno 2015 in cui migliaia di persone di tutte le età sfilarono per le vie di Chiomonte ed Exilles provando a raggiungere il cantiere della devastazione. Questa operazione giudiziaria vede coinvolti, oltre a Nicoletta, molti altri attivisti che sono ad oggi ancora obbligati a presentarsi per le firme quotidiane o agli arresti domiciliari. Alcuni di loro tra cui Luca e Giuliano, sottoposti agli arresti domiciliari, sin da subito hanno preso la decisione di non rispettare le limitazioni della propria libertà imposte dalla procura torinese e per questo motivo al momento i due ragazzi si trovano presso il carcere delle Vallette….”