La valle che lotta non si potrà mai arrestare.

“Dodici compagne e compagni del movimento No Tav sono stati condannati in via definitiva a un anno di carcere per una mobilitazione del marzo 2012.

Tra questi Nicoletta Dosio. Le scrive Haidi Giuliani: “Così Nicoletta andrà in prigione. E’ una signora minuta e gentile, Nicoletta, una professoressa in pensione. E’ sempre vissuta dalla parte del diritto: quello degli esseri umani, degli animali, delle piante, della terra. Per questo motivo andrà in prigione, per questo motivo una volta le hanno rotto il naso. Lei no, lei non ha mai fatto violenza a nessuno.

Per questo andrà in prigione. Chi l’ha ferita, e insultata, e condannata, sta dalla parte dei soldi. Dalla parte di un mondo affaristico cieco e sordo. Dalla parte di pochi che si vogliono arricchire a spese

dei molti. E per i soldi devastano territori e raccontano falsità. Hanno grandi mezzi, molto potere. Nicoletta ha solo la propria dignità…..”

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Val di Susa, fotoviaggio tra sprechi, inutilità e fatiscenza.

Non  solo fotografie, ma la storia di una Valle la nostra, che qualcuno vorrebbe svuotare di vita e resistenza per consegnarla inerme a quella devastazione che accomuna la Valle di Susa agli infiniti territori messi a ferro e fuoco da un sistema sempre più irresponsabile e violento. Presentazione di Nicoletta Dosio. Clicca qui nella newslettera di Doriella&Renato, insieme alle altre iniziative di lotta:  corteo per sostenere la resistenza della popolazione e delle Forze Siriane Democratiche, Fridaysforfuture, assemblee, cene, dibattiti…

Voi siete delle merde e chi vi ha dato fiducia è stato un coglione.

E’ un pensiero comune fra i NoTav,  e non solo. Ci chiediamo ora cosa faranno tutti quelli del Movimento 5 stelle che al parlamento si sono detti notav, ci chiediamo se faranno una sceneggiata parlamentare tirando a campare oppure se avranno coraggio e coerenza di far cadere il governo.

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Divieto di dimora a Nicoletta Dosio in Val Susa. Persecuzione giudiziaria.

I carabinieri hanno bussato ancora una volta alla porta di Nicoletta Dosio, la “pasionaria” No Tav che si trova agli arresti domiciliari per una dimostrazione del giugno del 2015 in Valsusa e che ha fatto notizia per le sue ripetute evasioni per partecipare a manifestazioni contro la linea ferroviaria Torino-Lione. Stavolta l’atto che i militari le hanno notificato è stato il divieto di dimora a Susa per alcune proteste contro i carotaggi dei terreni avvenute nel dicembre 2015 e nel febbraio 2016. Proprio nei giorni scorsi Nicoletta Dosio è stata condannata a 8 mesi di reclusione per evasione: avendo più di 70 anni non può essere mandata in carcere, ma le sue uscite e le violazioni degli arresti domiciliari hanno fatto di lei un caso giudiziario. Al punto che il procuratore capo in persona, Armando Spataro, aveva chiesto al Tribunale del riesame (ma non ottenuto) di revocare la misura cautelare perché non esiste il pericolo di fuga e soprattutto per evitare la controproducente ricaduta mediatica che hanno le fughe della nota attivista.

No Tav: notificati a Nicoletta Dosio i domiciliari.

Il provvedimento è stato notificato stamattina. Definisce la mancata obbedienza alle misure cautelari “ribellione giusta e doverosa”
Clicca qui Nicoletta Dosio “Trent’anni di lotta meriterebbero una medaglia, non imposizioni e restrizioni”
Clicca qui Notav.info “Notificati a Nicoletta Dosio i domiciliari”
Clicca qui La Repubblica “Non rispetta l’obbligo di firma la pasionaria No Tav ai domiciliari”

No Tav. Obbligo di dimora per la pericolosissima Nicoletta Dosio.

Che aveva deciso di non sottostare ad alcun tipo di misura restrittiva dichiarando “non accetto di far atto di sudditanza con la firma quotidiana, non accetterò di trasformare i luoghi della mia vita in obbligo di residenza né la mia casa in prigione; non sarò la carceriera di me stessa “.

Questo procedimento si riferisce alla manifestazione del 28 giugno 2015 in cui migliaia di persone di tutte le età sfilarono per le vie di Chiomonte ed Exilles provando a raggiungere il cantiere della devastazione. Questa operazione giudiziaria vede coinvolti, oltre a Nicoletta, molti altri attivisti che sono ad oggi ancora obbligati a presentarsi per le firme quotidiane o agli arresti domiciliari. Alcuni di loro tra cui Luca e Giuliano, sottoposti agli arresti domiciliari, sin da subito hanno preso la decisione di non rispettare le limitazioni della propria libertà imposte dalla procura torinese e per questo motivo al momento i due ragazzi si trovano presso il carcere delle Vallette….”