Acthung Acthung ventennio Giorgia.

Crisi eco-climatica, guerra, emergenza sociale, diritti del lavoro, democrazia:

serve un’alternativa di società!

Assemblea nazionale di convergenza

Roma – sabato 1 ottobre ore 10.00-17.30

Scup Sportculturapopolare – Via della Stazione Tuscolana 84

Per discutere tutte e tutti assieme il nuovo quadro politico-sociale in cui dovranno collocarsi le lotte, per confrontarsi su come attraversare collettivamente un autunno drammatico, per proporre percorsi di mobilitazione sociale capaci di costruire luoghi e orizzonti comuni per tutte le persone e le realtà che sono in campi per un’alternativa di società.

Siamo alle soglie di un autunno drammatico. L’inflazione e l’impennata dei prezzi dell’energia prefigurano una stagione di pesante peggioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione e di possibile chiusura di moltissime attività economiche.

Tutto questo dentro un contesto di crisi plurime di un modello economico che ha già prodotto emergenza sociale e povertà, attacco ai diritti del lavoro, una guerra che rischia di precipitare tutte e tutti nel baratro e una crisi eco-climatica che ha mostrato, per tutta l’estate, l’anteprima delle devastazioni possibili.

Tutto questo dentro un contesto di crisi della democrazia e della rappresentanza, con l’arrivo di un governo di destra. Un governo che, mantenendo inalterata l’agenda delle politiche liberiste, peggiorerà il clima sociale mettendo a rischio i diritti delle donne, i diritti civili, il reddito di cittadinanza per le fasce di povertà e i diritti dei migranti.  

In questi anni, molte realtà sociali hanno contribuito a costruire importanti percorsi di convergenza dal basso, affermando come dalle multiple crisi del modello dominante si possa uscire solo costruendo un’altra società. Sono stati percorsi ricchi, articolati, inclusivi, che hanno permesso l’intreccio tra esperienze di lotta e culture differenti. Sono percorsi che richiedono un ulteriore salto di qualità nella loro capacità di convergenza, sia per allargare il perimetro di quanti vi partecipano, sia per essere capaci di trasmettere indignazione e speranza ad una società che vive di paura e di rancore.

Prepariamoci ad affrontare il dopo elezioni.

Crisi eco-climatica, guerra, emergenza sociale, diritti del lavoro, democrazia

Il nuovo quadro politico-sociale che si profila induce a programmare già una Assemblea nazionale di convergenza a Roma – sabato 1 ottobre ore 10.00-17.30. Infatti, siamo alle soglie di un autunno drammatico. L’inflazione e l’impennata dei prezzi dell’energia prefigurano una stagione di pesante peggioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione e di possibile chiusura di moltissime attività economiche. Tutto questo dentro un contesto di crisi plurime di un modello economico che ha già prodotto emergenza sociale e povertà, attacco ai diritti del lavoro, una guerra che rischia di precipitare tutte e tutti nel baratro e una crisi eco-climatica che ha mostrato, per tutta l’estate, l’anteprima delle devastazioni possibili. Tutto questo dentro un contesto di crisi della democrazia e della rappresentanza, che rende probabile l’arrivo di un governo di destra dopo le elezioni del prossimo 25 settembre. Un governo che, mantenendo inalterata l’agenda delle politiche liberiste, che virano verso una nuova austerity, peggiorerà il clima sociale mettendo a rischio i diritti delle donne, i diritti civili, il reddito di cittadinanza per le fasce di povertà e i diritti dei migranti.

Serve un’alternativa di società!

In questi annimolte realtà sociali hanno contribuito a costruire importanti percorsi di convergenza dal basso, affermando come dalle crisi plurime del modello dominante si possa uscire solo costruendo un’altra società. Sono stati percorsi ricchi, articolati, inclusivi, che hanno permesso l’intreccio tra esperienze di lotta e culture differenti. Sono percorsi che richiedono un ulteriore salto di qualità nella loro capacità di convergenza, sia per allargare il perimetro di quanti vi partecipano, sia per essere capaci di trasmettere indignazione e speranza ad una società che vive di paura e di rancore. Per questo “Società della cura” propone a tutte e tutti di vederci, confrontarci e discutere assieme in assemblea. Per analizzare assieme il nuovo quadro politico-sociale in cui dovranno collocarsi le lotte, per confrontarsi su come attraversare collettivamente un autunno drammatico, per proporre percorsi di mobilitazione sociale capaci di costruire luoghi e orizzonti comuni per tutte le persone e le realtà che sono in campi per un’alternativa di società.

Non c’è bisogno di sondaggi: vince il partito dell’astensione.

Alcune forze politiche valorizzano la propria presenza con l’imperativo di NON votare per i due schieramenti di centrosinistra (PD più cespugli e cespuglietti, Calenda, Renzi, Bonino, Fratoianni) e di centrodestra (Meloni, Salvini, Berlusconi). Spiegano, soprattutto il M5S, che si tratta di due coalizioni falsamente contrapposte ma in realtà del tutto organiche all’attuale sistema, si differenziano – per ragioni meramente strumentali ed elettoralistiche – solo nel modo di interpretare l’ideologia politicamente dominante, alla quale in realtà aderiscono in toto, perciò va scongiurato un bipartismo… fra due destre.

C’è anche chi sottolinea che votare non è sufficiente.

MIR Italia  Movimento Internazionale della Riconciliazione”: Votare non basta. Occorre una nostra azione politica, che vada oltre le associazioni per pace e nonviolenza Bisogna fare una protesta sociale incisiva, nonviolenta, come l’obiezione alle spese militari. (clicca qui).

Sui media circolano però anche programmi alternativi… alle elezioni stesse:

“Partito Comunista del Proletariato d’Italia”:  L’astensione attiva, politica, cioè il boicottaggio di queste elezioni farsa, è la tattica giusta, (clicca qui)

“Nuovo – Partito comunista italiano”: Votare e far confluire i voti su una sola delle liste anti Larghe Intese (Unione Popolare, Italia Sovrana e Popolare, Partito Comunista Italiano, Italexit per l’Italia, Vita e altre minori)  per rendere il Parlamento ingestibile .

Reddito di cittadinanza Salario minimo”: La lotta è un’alternativa. Non è rappresentata dall’astensione, necessaria ma sterile, è un’alternativa all’astensione, come lo è al “voto utile antifascista” e a liste che pretendono di rappresentare gli interessi proletari e popolari senza essere dentro le lotte, senza essere fuori e contro il sistema dei partiti parlamentari e il sindacalismo gestito dalle direzioni collaborazioniste.

“Coordinamenta femminista e lesbica – Roma  AED femminismo Associazione Educazione Demografica – Bergamo”:  Non votare è l’unica salvaguardia di un minimo di dignità che ci può essere rimasta come subalterne/i. Il nostro orizzonte deve essere la modifica dei rapporti di forza, è l’unica strada che abbiamo. Possediamo degli strumenti storici come le piazze, il boicottaggio, il sabotaggio, lo sciopero, la disubbidienza civile singola e collettiva, e dobbiamo inventarci altre forme di lotta perché da qui in poi sarà durissima e la risposta del potere estremamente violenta. (clicca qui)

I programmi elettorali secondo gli ecopacifisti e il volontariato.

Quelli che avrebbero più motivo di andare alle urne, i più fragili, i più poveri, i più emarginati, sono proprio quelli che non votano. E, al contrario, il nucleo costante dell’elettorato è costituito dalle categorie superiori, dai ceti più ricchi e più istruiti, dai maschi delle regioni del centro-nord. La crescita dell’astensione obbedisce a una logica implacabile: accentua le disuguaglianze economiche, sociali, demografiche. Se gli uni finiscono per essere estromessi, allontanati, dimenticati, gli altri sono sovrarappresentati. Il Parlamento eletto rischia di dare come non mai un’immagine falsata del Paese. Finora i partiti hanno fatto poco o nulla per arginare l’astensione. Le liste dei candidati, i soliti nomi, noti e arcinoti, avranno semmai contribuito allo sconforto e alla frustrazione. Soprattutto sono sottovalutati i programmi. Su questo insistono ecopacifisti e volontariato.

 “s o s t e n i b i l i t a e q u i t a s o l i d a r i e t a . i t” : Con l’auspicio che si possa formare un’aggregazione comprendente buona parte del variegato mondo ambientalista intorno a pochi punti essenziali, elenchiamo di seguito alcuni punti  (La transizione ecologica. Conversione economica dell’ecologia. La leva fiscale. Riforme sociali per ridurre le disuguaglianze)

su cui riteniamo necessario avviare un confronto per provare a costruire un’alleanza sul fronte ecologista: (clicca qui).

Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera”: Occorre una coalizione contro la guerra. Fermare la guerra, cessare la produzione e l’invio di armi assassine, revocare le folli e scellerate “sanzioni” che stanno devastando l’economia europea e gettando nell’abisso della miseria le classi lavoratrici e popolari. (clicca qui).

“OMAR (Osservatorio Malattie Rare) con lAMR (Alleanza Malattie Rare)”: Incontro-confronto con i  responsabili Sanità delle varie forze politiche, per sottoporre le proprie istanze, con l’auspicio che esse possano essere da subito considerate dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo. (continua…)

Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap): Servirebbe in un vero e proprio contratto da sottoscrivere con l’intero movimento associativo delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che obblighi chi andrà al governo a dare concretezza alle pari opportunità e all’inclusione sociale delle stesse persone con disabilità. (continua…)

Ecoitaliasolidale:  Non si intravedono validi programmi elettorali sull’ambiente, siamo aperti al confronto per valutare se può esistere ancora in Italia una rappresentanza politica competente. (clicca qui).

Unione Popolare: L’unione che raccoglie senza simboli o bandiere di singoli partiti un insieme di realtà politiche di sinistra e associative ha esplicitamente messo tra le sue priorità la transizione ambientale nel suo programma allegato in sintesi (clicca qui).

“Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera”: Ed ancora una volta saranno esclusi dal voto milioni di persone che in Italia vivono, lavorano, crescono i loro figli, fanno un gran bene al nostro paese. Milioni di persone che continuano a subire nel nostro paese un regime di apartheid, una violenza razzista istituzionale che è strettamente connessa ed complice della violenza razzista e schiavista e assassina dei poteri criminali e del regime dei predatori e della corruzione. Cosa si attende ancora a riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che in Italia vivono? Cosa si attende ancora a far cessare il regime della segregazione razzista nel nostro paese?

“CSVnet”, la rete che riunisce 48 Centri di Servizio per il Volontariato: Mancano nel dibattito elettorale idee e proposte strategiche per potenziare il Terzo Settore e valorizzare l’impegno del volontariato per un Paese più inclusivo, solidale e sostenibile.  Lettera ai leader delle principali forze politiche chiedendo impegni precisi per sostenere il Terzo Settore e i volontari che in questi anni hanno tenuto unito un Paese indebolito dalla crisi economica e sociale e dalla pandemia (continua…)

“Federazione FISH Liguria”:  Quante persone sorde o ipoudenti escluse dal dibattito pre-elettorale!
Richiedere, ricevere e comunicare informazioni e idee su base di uguaglianza con gli altri: lo prescrive la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che dal 2009 è una Legge Italiana, e tuttavia, come denunciano due Associazioni aderenti alla Federazione FISH Liguria, chiedendo in tal senso un intervento dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), «le persone sorde o ipoudenti stanno incontrando molte difficoltà, in ogni sede, ad ascoltare e comprendere bene quanto viene detto dai candidati alle prossime elezioni politiche nazionali» (continua…)

AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla):  Dare continuità alle azioni sulla sclerosi multipla e le patologie correlate; e per le persone con disabilità in generale. Documento con le priorità di azione urgenti
(continua…)

Fridays for Future Italia:  Volete il nostro voto ma ignorate la nostra voce. La politica dei partiti si è presa tutto il palcoscenico e la facoltà di scegliere cosa è meglio per il paese, ma è lontana dalle istanze e dalle preoccupazioni delle persone che dicono di rappresentare. Non potete rappresentarci se non ci ascoltate. Clicca qui https://fridaysforfutureitalia.it/lagenda-climatica/

 APRI Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale: Quanto mai necessari alcuni provvedimenti  aumentando la qualità di vita delle persone con autismo e del loro contesto familiare e sociale nel presente e nel futuro, oltre a ridurre la grande spesa pubblica che oggi costituisce un eclatante esempio di spreco di risorse. (continua…)

Centro Studi Erickson: Il tema del riconoscimento nella scuola delle differenze e di un approccio educativo attento alle diversità è praticamente assente dai programmi elettorali delle principali forze politiche. E invece facilitare inclusione, equità e pari opportunità è esplicitamente previsto dall’“Obiettivo 4” (“Istruzione di qualità”) dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. (continua…)

Silenziato il tema del conflitto in Ucraina durante la campagna elettorale.

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA
Sottoscrivi anche tu il nostro appello di “Costruttori di Pace *” al Presidente della Repubblica e a tutte le organizzazioni della società civile affinché promuovano e sostengano una trattativa per l’immediato cessare del fuoco in Ucraina. (Questo il link) Un segnale necessario, in questo particolare momento, poiché alcuni schieramenti politici – che hanno silenziato il tema del conflitto in Ucraina durante la campagna elettorale – continuano a individuare nelle sanzioni e nell’invio delle armi l’unica soluzione possibile, rinunciando a farsi parte attiva in Europa di iniziative di garanzia tramite l’ONU. Ecco perché chiediamo l’istituzione – nel governo che verrà – di un Ministero per la Pace: per garantire che la PACE venga considerata come valore costituente irrinunciabile della nostra Repubblica

Ci appelliamo inoltre al Presidente affinché l’Italia si faccia promotrice di un processo costituente che rilanci l’ambizione di dotare l’Europa di una Carta fondamentale che poggi sulla pace, sul ripudio della guerra, sulla cura della Terra, sul rapporto con la natura, sulla fratellanza, sulla solidarietà interna e internazionale e sul superamento delle disuguaglianze e dei privilegi. Abbiamo già raccolto quasi 800 adesioni. Cerchiamo di arrivare a 1000 sottoscrizioni. Consegneremo al Quirinale la lettera il 21 settembre 2022, in occasione della giornata internazionale della Pace.

Senza il Disegno di legge Crucioli, la strategia della Solvay è vincente.

La più grossa delle “bufale Pfas” propinate a giornali e istituzioni  dalla multinazionale Solvay è sempre stata l’inverosimile innocuità sanitaria di PFOA e poi di C6O4 e ADV ovunque prodotti.

 Cominciò a contraddirla  con l’annuncio del “Lancio di nuove tecnologie non fluorotensioattive  che saranno in piena produzione presso lo stabilimento di Solvay a West Deptford, NJ entro la fine di giugno 2021. A quel punto, Solvay non utilizzerà più coadiuvanti di processo fluorotensioattivi in qualsiasi parte degli Stati Uniti. Le nuove tecnologie consentono lo sviluppo di prodotti che i clienti utilizzano in una varietà di applicazioni che supportano una società più sostenibile”. Obtorto collobasta Pfas negli Stati UnitiE in Italia? L’Italia è considerata terzo mondo, la Provincia di Alessandria per Spinetta Marengo infatti autorizza addirittura l’ampliamento del C6O4.

Perciò annuncia un’altra truffa mediatica: quella dei presunti filtri che sarebbero in grado a Spinetta  di  rilevare e trattare, gestire e monitorare i contaminanti Pfas nelle falde e  nelle reti idriche, ovviamente non nell’atmosfera. La multinazionale promette “zero tecnico” delle emissioni di Pfas (C6O4, ADV) negli scarichi di acqua con tecnologie al carbone attivo granulare (GAC), allo scambio ionico (IO) e alle tecnologie di osmosi inversa (RO (metodo di filtrazione meccanica in uso dagli anni ’50 del secolo scorso): diventerebbe “acqua distillata” e addirittura riutilizzata e non scaricata in Bormida, insomma “ciclo chiuso”. Premio nobel per la chimica alle giovanissime ricercatrici? insegniamo agli americani?  Tutto risolto? Niente affatto. Innanzitutto non c’è la ben che minima garanzia che rimuovano il 100% dei PFAS contaminanti. Inoltre prevedono costi insopportabili data l’ampiezza del territorio inquinato e inquinante, si pensi solo alla vastità di frequenti cambi di membrane filtranti. A tacere dello smaltimento a loro volta dei solidi e dei liquidi di questi trattamenti, cioè incenerimento. I Pfas fanno parte del cocktail di tossici cancerogeni presenti a Spinetta in atmosfera e nelle falde, i filtri dell’osmosi inceneriti manderebbero altri Pfas in atmosfera e falde. Inoltre -attenzione- i Pfas sono utilizzati per produrre tantissimi materiali (padelle, imballaggi, vestiti): come verrebbero bonificati?

Stanti ad Alessandria i disastri ambientale (in acqua e atmosfera) e sanitario (nel sangue), non c’è altra alternativa etica che chiudere le produzioni. Subito, nel 2022 (DDL Crucioli). Ma Solvay scrolla le spalle, e manda l’opinione pubblica sulla luna (nel pozzo): Volontariamente, Solvay entro il 2026 realizzerà quasi il 100% dei suoi fluoropolimeri senza l’uso di fluorotensioattivi presso il suo stabilimento di Spinetta Marengo,  per eliminare pressoché totalmente le emissioni di fluorotensioattivi”.

Quasi e pressoché sono tradotti: “Una piccola linea di prodotti, strategica per i settori industriali dei semiconduttori e dell’energia che rappresenta meno dell’1% del volume produttivo, richiederà ulteriori attività di ricerca per eliminare completamente l’uso dei fluorotensioattivi. Per questa linea verrà utilizzato un processo di produzione a ciclo chiuso, strettamente controllato, a zero reflui”. Cioè la fantomatica “osmosi inversa”. Dunque NON c’è impegno a fermare gli impianti entro il 2026. 

Dei sostituti dei Pfas, presunti quasi e pressoché a impatto zero, non si fa menzione tossicologica, altri segreti industriali, non autorizzati da nessuno, tutti da verificare se si sta cadendo dalla padella alla brace. Verifica rinviata a dopo il 2026, nel mentre gli impianti con Pfas staranno  marciando e inquinando a pieno volume.

 La data 2026 è una promessa, in fede di una “scelta” assunta da Solvay volontariamente, non in forza di una legge.

Solvay invita l’opinione pubblica e le istituzioni a guardare la luna nel pozzo, per distogliere l’attenzione dal Disegno di Legge Crucioli, il solo strumento concreto  che metterebbe -da subito- al bando in Italia la produzione, l’uso e il consumo dei Pfas. I quali, ribadiamolo, sono solo la punta d’iceberg del disastro ecosanitario del polo chimico di Spinetta Marengo. Purtroppo la strategia della multinazionale belga è vincente.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute

Modello Genova, soldi e politica: il nuovo potere fondato sulla tragedia del ponte.

Per effetto della tragedia del 2018, in città è arrivata una quantità di denaro pubblico senza precedenti, quasi 8 miliardi di euro, intorno alla quale si è cementata l’alleanza tra il presidente di regione Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci. Il  crollo del Ponte Morandi ha trasformato il capoluogo ligure in un prototipo politico economico che molti vorrebbero esportare nel resto d’Italia. Invece parliamo di un sistema che utilizza soldi – 6 miliardi, forse in futuro addirittura 8 – per realizzare opere, ma soprattutto per cementare un sistema di potere. Per costruire e comprare consenso. Parliamo, prima di tutto, di finanziamenti dall’Italia e dall’Europa; una quantità forse mai vista in una sola città. 

La Lanterna. Perfino lei. Intorno al simbolo di Genova nascerà una distesa di container: un’opera bocciata anni fa dal ministero dei Beni Culturali che oggi viene realizzata con la scorciatoia delle procedure straordinarie. Così arrivano 30 milioni di finanziamenti pubblici per tombare una calata, portare migliaia di contenitori sotto il faro più famoso del mondo. A beneficio, secondo alcuni, di una persona sola: Aldo Spinelli, imprenditore e finanziatore del centrodestra di Giovanni Toti e Marco Bucci. 

Un partito da non votare.

I Verdi ad Alessandria hanno segnalato la loro inesistenza. Interrompono la catalessi  al fine di presentarsi, come “Europa Verde-Verdi Alessandria”, alle elezioni. Usano come pretesto il monitoraggio Arpa delle acque di  falda relativo alla Solvay di Spinetta Marengo. Benchè questo monitoraggio del drammatico inquinamento altro non è che la ripetizione dei precedenti, improvvisamente i Verdi si sdegnano e decidono di rompere il (loro) silenzio: Non è più tollerabile che i nostri concittadini siano esposti ad inquinanti 12 volte oltre il limite consentito dalla legge. Adesso basta. Chiedono forse la chiusura della fabbrica? No, esprimono  fiducia e collaborazione  alla dirigenza della Solvay alla quale chiedono di mostrare a tutte le cittadine ed i cittadini quanto è stato fatto sino a oggi. Insomma imputano a Solvay un difetto di comunicazione rispetto agli ottimi risultati di miglioramento ambientale conseguiti a suon di investimenti.

Alle elezioni senza il nuovo soggetto politico dei Movimenti?

Peggio di una bestemmia.

E’ dura consapevolezza che a nessuno schieramento partitico sono minimamente attribuibili -nel futuro come nel passato- né attenzione né coerenza alle istanze rappresentate dai Movimenti di lotta per l’ambiente, la salute, la pace e la nonviolenza. E’ scontato, come conseguenza, il fenomeno dell’astensionismo. 

Ebbene, poche settimane fa, nell’universo ecopacifista, era stato ripreso e rinviato in autunno  un dibattito per l’eventuale presentazione alle elezioni politiche di un “Nuovo soggetto politico nazionale per un modello alternativo di sviluppo e di politica”, per la riattivazione cioè di un disegno che si era arenato dieci anni fa, quando si sprecò l’occasione storica della  vittoria dei Referendum che ci aveva indiscutibilmente promosso quale Soggetto  protagonista della politica nazionale.

Occasione non irripetibile, secondo alcune proposte nel dibattito (ad esempio nell’intervista di Laura Trussi a Giorgio Cremaschi: clicca qui).

Giovanni Tomei (Sovranità Popolare, clicca qui) mette in rilievo l’importanza della strutturazione organizzativa del soggetto politico:  tutta l’attenzione comunicativa e di servizi devono essere resi disponibili per preparare il terreno all’evento elettorale, perchè noi siamo maggioranza inespressa di popolo che sa quel che vuole, per cui viene prima la puntuale organizzazione del modello funzionale alla vicina tornata elettorale.

Nel frattempo, però, la data del voto è stata fissata per il 25 settembre. Dunque i tempi sono saltati?

Secondo Peppe Sini (Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera, clicca qui) forse è possibile tentare comunque di proporre candidati in queste elezioni palesemente truccate per  far vincere o la destra neofascista o la destra tecnocratica.

Forse è il caso che comprendiamo, noi attivisti sociali dotati di competenze temprate nel fuoco delle lotte, di dover convergere per promuovere un nuovo soggetto dell’alternativa all’élite che proponga l’opposizione alla guerra prospettando la pace come condizione di vita e di giustizia nonché modello complessivo  di sviluppo:  puntualizza Alfonso Navarra di Disarmisti esigenti & partners (clicca qui).

Per Marzia Marchi,  invece, (clicca qui), non è il momento di dar vita a un nuovo contenitore politico bensì di riempire con le nostre istanze i movimenti che già esistono; non senza perplessità, auspica una interlocuzione con Conte e M5S. Allo scopo, per Dino Caliman (clicca qui), invece esisterebbe Popolo d’Italia Liberi e forti. Addirittura c’è chi (Paolo D’Arpini) segnala un sondaggio lampo con le liste antisistema riorganizzate.

Organizzata, piuttosto, si mostra già la Rete Movimento Ecologista con un “Manifesto Ecologista” di impegni precisi (clicca qui) già ampiamente sottoscritto da Associazioni e Comitati, e al quale aderire con urgenza: serve una immediata e radicale conversione ecologica dell’economia di cui non  troviamo traccia nelle dichiarazioni e soprattutto nelle decisioni dei partiti.

Dunque, allo stato dei fatti in pieno ferragosto, non è improbabile  che si debbano aspettare altri dieci anni per vedere all’opera nelle elezioni politiche  un “Nuovo soggetto politico nazionale per un modello alternativo di sviluppo e di politica”, anzi, per una alternativa al modello di sviluppo. Maurizio Pallante (Movimento per la decrescita felice) ci aveva spedito un prezioso pamphlet dal titolo “Fondamentali 1.O d’un progetto politico in costruzione” che fin dalla prefazione afferma: “Il tentativo è, con ogni evidenza, velleitario. Per essere ottimisti le sue possibilità di riuscita sono prossime allo zero. Eppure contro ogni evidenza va fatto. Non ci sono alternative”. “Non ci sono alternative al superamento di questo sistema economico e produttivo”“E’ eticamente necessario, anche se razionalmente può apparire velleitario, verificare la possibilità di costituire un soggetto politico che, a differenza dei partiti politici esistenti, si proponga come obiettivo principale l’attenuazione dei problemi ecologici, con la piena consapevolezza che ciò richiede di rimettere in discussione la finalizzazione dell’economia”. “Un soggetto politico che, a differenza dei partiti esistenti, si proponga di cambiare il sistema economico e produttivo”. Nel pamphet seguono i capitoli: Per una conversione economica dell’ecologia, Politica agricola e alimentare, Politica energetica, Politica fiscale ecc.

Non è tempo di passerelle preelettorali.

Il presidente del consiglio comunale di Alessandria ci ha invitato, insieme a decine di partecipanti istituzionali, alla convocazione della commissione consiliare sicurezza e ambiente congiunta con politiche sociali e sanitarie, dal titolo “Analisi ambientale alla luce dell’insediamento Solvay. Evitando di incorrere in una passerella preelettorale, noi abbiamo deciso di partecipare per iscritto informando la popolazione locale e nazionale del prossimo deposito in Senato di un Decreto Legge preparato con il senatore Mattia Crucioli (clicca qui). Con ciò chiedendo che ad esso si conformino Comune, Provincia e Regione, i cui  comportamenti omissivi e complici con Solvay hanno portato all’attuale drammatica situazione ambientale e sanitaria di Alessandria.  Pfas e Bisfenolo  sono paradossalmente “soltanto” la punta di un immenso iceberg di sostanze tossiche e cancerogene che piovono da 72 ciminiere. Con la nuova legge Crucioli  sarà ancor più palese che gli Enti politici sono fuorilegge al pari dell’azienda.

Clicca qui la presa di posizione di Vincenzo Cordiano (ISDE Medici per l’ambiente), Lino Balza (Movimento di lotta per la salute Maccacaro) e Claudio Lombardi (ex assessore all’ambiente).

Memoria ligure in vista delle elezioni.

E’ prevista la costruzione di un biodigestore a Saliceti in provincia di La Spezia. La Regione ha favorito non il governo della materia “rifiuti come risorsa “ ma piuttosto la privatizzazione del settore lasciando da parte ogni tentativo di programmazione. Sostanzialmente la Liguria è rimasta ancorata alla visione del combustibile secondario da bruciare fuori regione  senza mai affrontare il nodo di riduzione degli imballaggi e dei rifiuti in genere, di riuso, di riciclo, differenziata porta a porta , di rifiuti zero, di prevenzione e di educazione ambientale. Questa situazione può portare alla nascita d impianti come quello a Saliceti con tecnologia discutibile e assolutamente sovradimensionato: pronto ad ospitare l’umido genovese e non solo che viaggerebbe in tutta la Liguria, piuttosto che  realizzare impianti di trattamento dell’umido nell’ambito della vera Raccolta differenziata.

600 bambini nati malformati a Taranto: attentato alla salute con censura di Stato.

Un dato non presentato pubblicamente ai giornalisti prima delle elezioni europee bensì confinato in un angolino della Valutazione Danno Sanitario ILVA, che quasi nessuno ha letto. E così l’informazione non è diventata una notizia. Il M5s doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Adesso che sono al governo hanno tenuto nel cassetto il nuovo studio epidemiologico Sentieri.

La “questione morale” trentacinque anni dopo la morte di Berlinguer.

Sono trentacinque anni che è morto Enrico Berlinguer, dopo che aveva realizzato alle europee 1984 lo storico sorpasso del PCI sulla DC. E proprio nella coincidenza di questo anniversario con le elezioni europee 2004, scrivevo su Il Manifesto  “La questione morale dopo Berlinguer”:

“ Nel mondo c’è grande sporcizia. Materiale e morale.  Pensiamo all’ambiente e alla guerra.  Temi su cui pur si dividono i giudizi. Che diventano unanimi solo per la politica: sporca per definizione.  Probabilmente lo è né più né meno delle altre attività umane.  Dove si mente, si imbroglia, ci si arricchisce, si ruba, si uccide.  Ma si sta nascosti mentre in politica si diventa pubblici.  In più, non si è perdonati a razzolare male proprio per aver predicato il disinteressato bene pubblico.  Questa denigrazione della politica, in determinati momenti, si eleva a “questione morale”. Vi è chi propone di reagire, di estirpare il marcio.  In altri momenti no,  nessuno raccoglie il persistente malcontento popolare, il distacco, l’astensionismo. Attualmente siamo in questa seconda fase. La “questione” non compare nella campagna elettorale. Neppure in quei piccoli partiti che fanno ancora raro riferimento a Enrico Berlinguer, che della questione morale fece il terreno etico-politico sul quale combattere la sua ultima e più popolare battaglia, preparando la stagione di Mani pulite.  Con essa, c’è stato l’affondamento della prima repubblica e dei partiti che l’avevano governata. Ma nessuno può dire, oggi, che la questione è risolta, anzi che non si sta aggravando. E in entrambi gli aspetti posti da Berlinguer. Quello della corruzione dei politici, imprenditori, amministratori,  burocrati. E quello dell’occupazione del potere da parte della partitocrazia, dell’ uso privato delle istituzioni, dell’abbandono del concetto di gratuità nella politica,  della divaricazione cioè tra Costituzione scritta e costituzione materiale. Chiedersi come avrebbe reagito Berlinguer, è forse esercizio improponibile. E’ doveroso però chiederci perché, oggi, mancano figure del suo carisma. Perché questa epoca produce, a tutti i livelli, classi dirigenti  dell’attuale statura? Perché, insomma, le società contemporanee raggiungono il degrado che tutti abbiamo sotto gli occhi?”

Quella denuncia potrei scriverla anche oggi, parola per parola se, (continua)

Fare campagna elettorale: votare contro questi partiti.

Per il Movimento di lotta per la salute Maccacaro, intervento di Lino Balza all’assemblea organizzata il 10 maggio 2019 ad Alessandria dal Comitato Torrente Orba. Altri interventi di:  Legambiente, Pro Natura, Comitato Vivere a Predosa, Comitati della Valle Bormida, Comitati di Carentino, Casalcermelli, No Tav, Comitato Terrasana, medici, sindaci e cittadini.

Clicca qui il video.

Clicca qui la trascrizione dell’intervento.

Coordinamento nazionale Forum Acqua.

Roma, sabato 24 marzo (ore 11.00 – 16.00) presso il Cinema Palazzo (Piazza dei Sanniti 9/A [1] – quartiere S. Lorenzo). All’ordine del giorno: – discussione su quadro politico-istituzionale emerso dalle elezioni; – aggiornamento e discussione su strategia e prospettiva del movimento per l’acqua con particolare riferimento a: valutazione della carovana, campagna per la soppressione dell’ARERA, vertenze sui conguagli, leggi d’iniziativa popolare su scuola, modifica dell’art. 81 e legge elettorale;- campagna di autofinanziamento e organizzazione.

Rompere la cappa di silenzio su Nato e nucleare, che non sono temi elettorali.

Le domande (del Comitato No Guerra No Nato) da porre ai candidati:
1) Lei è favorevole all’uscita dell’Italia dalla Nato?
2) Lei è favorevole all’immediata rimozione dall’Italia delle armi nucleari Usa? Cioè Lei si impegna, nella prossima legislatura, per l’immediata rimozione dall’Italia delle bombe nucleari Usa B-61 e per la non installazione delle B-61-12?

Avviato il voto per il Premio Attila.

 
Premio Attila Alessandria 2017
Ad imperitura memoria dei nostri figli peggiori

Quest’anno è dedicato al peggior programma elettorale sui temi ambiente salute pace nonviolenza (clicca qui).

Riportiamo alcuni giudizi autorevoli:

Michele Boato (economista, ecopacifista): “ Sono allibito che i 5stelle nel Veneto candidano il peggior (ex magistrato) “ambientalista” che io abbia conosciuto, Antonino Abrami. E che Liberi e Uguali abbiano invece lasciato a casa Felice Casson”.

Ermete Realacci (presidente onorario Legambiente): “Matteo Renzi è convinto che il tema (mondiale) della sfida ambientale non sia centrale e non sia pagante dal punto di vista elettorale”.

Alex Zanotelli (missionario comboniano): “È il tradimento del Referendum da parte di tutti i partiti. È in particolare il tradimento del Pd che ha continuato con la sua politica di privatizzazione dell’acqua, ma anche dei Cinque Stelle, nati dalla lotta contro la privatizzazione dell’acqua, incapaci a Roma come a Torino a ripubblicizzare l’acqua. La prima cosa che tutti dobbiamo fare è quella di riportare il tema dell’acqua nell’attuale campagna elettorale, chiedendo a ogni politico e ogni partito di esprimersi su questo tema vitale.”

Lino Balza: “I Comitati dovrebbero fare campagna elettorale per i partiti che nel programma si sono impegnati e a bloccare i Tav Valsusa e Terzo Valico”.

Marco Caldiroli (vicepresidente di Medicina democratica): “Medicina democratica non può diventare un trampolino di lancio elettorale per SiAmo, la lista del socio fondatore Dario Miedico radiato dall’ordine dei Medici per la sua posizione sui vaccini”.

Federico Pizzarotti (sindaco di Parma): “L’ambiente è il tema elettorale dimenticato. Eppure era una delle bandiere del M5S. Accantonato da Di Maio per temi di più facile consenso mediatico”.

Natangelo si propone per vignetta-premio a Berlusconi:

Pubblicità elettorale ambientalista.

Daniele Borioli è candidato PD al Senato. Ottimi motivi per non votarlo: è strenuo avversario dei No Tav e degli antinuclearisti, nonché ostinato sostenitore degli inceneritori. Numerosi episodi del suo infausto carrierismo politico si trovano documentati sia sul primo che sul secondo volume di “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”.

Non stiamo in attesa messianica di un “governo amico”.

Nell’ambito del dibattito Notav sulla eventuale partecipazione attiva dei Movimenti alla campagna elettorale, si può inserire l’intervento di Livio Pepino (clicca qui) che conclude: “ Le decisioni del Governo francese aprono nuovi scenari anche per l’Italia. Non si tratta dell’attesa messianica di un ‘Governo amico’ che probabilmente non ci sarà, né a breve né a medio termine. Ma della convinzione che tenere alta la mobilitazione e aperta la partita anche sul versante istituzionale sarà, forse prima di quanto si pensi, pagante”.
Clicca qui Lino Balza “Terzo Valico, comitati ed elezioni politiche”

Prosegue la Campagna nazionale “CAMBIAMO L’ARIA” con l’appello per chi non votare.

Per contrastare il Piano nazionale di incenerimento contenuto nella Legge 133/2014 e nel Decreto attuativo del ministro ambiente Galletti. In vista del Terzo Firma Day 24-25 febbraio, clicca qui il comunicato Rifiuti Zero, in cui si ribadisce l’opportunità in questa fase elettorale per il rinnovo del Parlamento di NON VOTARE per le forze politiche che hanno votato nel 2014 A FAVORE della conversione in legge del DECRETO SBLOCCA-ITALIA, voluto e perseguito con forza dal governo di Matteo Renzi e da 278 parlamentari, di cui 224 del PARTITO DEMOCRATICO – 14 di ALTERNATIVA POPOLARE – 13 di CIVICI ed INNOVATORI – 11 di CENTRO DEMOCRATICO – 15 del GRUPPO MISTO – 1 della LEGA NORD i cui NOMI E COGNOMI potete visualizzare da qui https://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/decreto-sblocca-italia-ddl-2629-ar-voto-finale/13731

Il candidato presidente di Medicina democratica alla guida dell’elettorato No-Vax.

 

Mentre sono sempre più pesanti le accuse (Clicca qui Il Foglio “L’accusa di Bruxelles: i No Vax uccidono i bambini”), è in corso una raccolta di firme fra i Soci per eleggere Dario Miedico presidente di Medicina Democratica, a sostegno del suo movimento. Alle prossime politiche, infatti, il movimento SiAmo, guidato dall’ex medico radiato dall’Ordine, dovrebbe unirsi con il partito “Governo Etico”, guidato da un free-vax di lungo corso come Franco Tinca. E per completare l’offerta, dallo stesso humus è nato “Valore Umano”, che potrebbe contare sull’ appoggio di un altro dottore prestato alla battaglia contro la legge Lorenzin, Stefano Montanari. Intorno a loro, poi, con altre priorità di governo, si muovono Mario Adinolfi, Giulietto Chiesa e l’ex del M5S, Paolo Del Pin, ognuno con il proprio carro. Insomma, anche la prestigiosa associazione fondata da Giulio Maccacaro farebbe da sponda ad una dozzina di formazioni politiche, nel tentativo di recuperare quel consenso creato attorno alla battaglia contro l’obbligo vaccinale, che già a metà luglio vide a Pesaro sfilare quindicimila manifestanti. Forzando in questo modo anche un recupero di Cinquestelle e Leganord che dopo l’appoggio iniziale si erano intimiditi. La quota no-vax è minoritaria ma peserà sulla campagna elettorale. La raccolta firme per Dario Miedico peserà nei rapporti interni di Medicina Democratica alla vigilia del suo Congresso a Napoli. L’Associazione che fu di Giulio Maccacaro non aveva sposato esplicitamente le tesi di Miedico, evitando al suo presidente il timore di analogo procedimento di radiazione dall’Ordine dei Medici, ma favorendo l’esposizione punitiva di Miedico. Però Pier Giorgio Duca non ha neppure lanciato la candidatura di Miedico che lo sostituisse alla presidenza, quale forte segnale di contestazione al sistema sanitario, al di là del reintegro del radiato. Così, spontaneamente all’interno di Medicina Democratica si è avviata l’iniziativa di raccolta firme, ponendo -si legge nell’appello- finalmente l’Associazione al centro dell’attenzione nazionale quale Movimento di lotta, recuperando la propria vocazione originaria, così come si era presentata con Giulio Maccacaro e Luigi Mara a rivoluzionare nel ‘68 il rapporto con la medicina, la società e la storia, riappropriandosi a pieno titolo della denominazione “Medicina democratica Movimento di lotta per la salute”.

I “bonus” sono elemosine elettorali, non il riconoscimento dei diritti.

Sono stati introdotti bonus per i giovani, per l’ingaggio di lavoro (anche a tempo determinato), per i bebè, per le mamme, per i ricercatori, per il gas e l’energia elettrica, l’acqua, per i mobili e gli elettrodomestici, per la cultura (frequentazione dei musei, dei teatri…), per i docenti, gli 80 euro alla Renzi … Più le società sono ingiuste e ineguali, più i loro gruppi dominanti tendono a far ricorso alle tariffe sociali, ai bonus. I bonus sociali sono degli strumenti tipici delle oligarchie compassionevoli che praticano l’assistenza sociale verso i disagiati, da loro stesse creati. Un “bonus acqua” agli impoveriti non significa realizzare il diritto all’acqua.
Continua Riccardo Petrella