Luci e ombre di Report.

Report, condotto su RAI 3 da Sigfrido Ranucci, nel servizio su Solvay del 2 dicembre 2019 di Adele Grossi, al quale ho collaborato, può aver deluso se lo si considera concluso e non una prima puntata di una più ampia investigazione, tipica del giornalismo che caratterizza la trasmissione. Aver concentrato, come prologo,  in una unica serata la rappresentazione di tre territori – Alessandria, Livorno e Ferrara – devastati da Solvay, infatti non poteva evitare il rischio di superficialità e inconcludenza  soprattutto per Spinetta Marengo (AL). Qui, infatti, il servizio giocoforza si è limitato per grandi linee a raccontare ai telespettatori più ignari la fotografia della catastrofe sanitaria e ambientale, marcando dunque due grandi limiti di visibilità. Il primo riguarda il tragico passato: non sono emerse le responsabilità di coloro che hanno provocato il disastro, eppure esse hanno nomi cognomi precisi che per 50 anni chi scrive [1] ha, urbi et orbi su giornali e libri,  denunciato e documentato (e incassato rappresaglie), responsabilità di morti  e malattie – passate e future –  che vanno oltre Montedison/Solvay e che investono direttamente sindacati, magistratura, arpa, asl, comune, provincia e regione. Il secondo limite della trasmissione, che deriva dal primo ma che è fondamentale, concerne il tragico futuro: è un dovere etico e morale, anche dei giornalisti di Report, non solo del sottoscritto, scongiurare nuove  criminali azioni  volte a incrementare inquinamento e morti. Il buco giornalistico non dubito che verrà con urgenza colmato scovando l’Indagine epidemiologica che Solvay riesce a nascondere nei cassetti della Regione, e tramite una documentata denuncia del tentativo in corso di Solvay Speciality Polimers Italy  di far approvare dalla Provincia di Alessandria l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale per  “Estensione della produzione ed uso di cC6O4” nello stabilimento di Spinetta Marengo. Questa operazione Solvay sta cercando di concretizzare da un lato  ricattando con minacce di licenziamenti  il silenzio-assenso dei sindacati, dall’altro cercando di opporre un fantomatico “segreto industriale” ovvero chiedendo alla Provincia di censurare sulla richiesta di AIA, con 56 omissis, informazioni essenziali che ci consentirebbero  la valutazione dei potenziali effetti ambientali del cancerogeno C6O4 soprattutto per quanto riguarda il quadro emissivo. Addirittura Solvay chiede e ottiene dalla  Provincia, complici  Regione e Comune, di allontanare dalla Conferenza dei Servizi il rappresentante di Legambiente nazionale onde  occultare i drammatici dati Arpa. Stante questo scandalo, è stato annunciato esposto anche alla Procura di Vicenza dove è avviato il processo Miteni (fornitrice di Solvay) sulla catastrofe ecosanitaria in Veneto procurata dai PFAS, di cui appunto il  C6O4. [2]. Su questo pericoloso scandalo, con ricadute nazionali, attendiamo, a breve, la prossima puntata di Report. Al quale si chiede  il ruolo di investigatore, non certo di comminare sentenze: queste competono ai tribunali che, ahinoi, come confermerà prossimamente la Cassazione, per l’avvelenamento doloso delle falde di Alessandria assolvono gli imputati principali dei reati più gravi e per i reati minori condannano i piccoli imputati a lievi pene in prescrizione.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

[1] “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

      “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”

[2] Comunicato stampa 19/11/19 del “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”. Clicca qui.

[Nota]. I PFAS-PFOA-C6O4 sono oggi una emergenza ecologica nazionale. Il C6O4, Pfas a catena corta, nei nostri esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria (e a tutte le Istituzioni locali e nazionali)  già dieci anni fa era  stato additato, presente nel sangue,  come sospetto cancerogeno in sostituzione del PFOA contro il quale avevamo lanciato una campagna nazionale che ne aveva decretato la scomparsa nella lavorazione dello stabilimento di Spinetta Marengo.  Ma non nelle acque e nel sangue dei lavoratori e dei cittadini, ancora oggi privati di ogni tutela Asl Arpa!

Per le  responsabilità storiche dell’Arpa, ad esempio, si possono consultare, nella colonna “Argomenti” del Sito www.rete-ambientalista.it,  102 “post”  alla voce “Arpa” ovvero 24 “post”  alla voce “Maffiotti”; a tacere dei quasi 400 “post” alla voce “Solvay”.

Sotto processo, in tribunale e TV, Miteni in Veneto e Solvay in Piemonte e Toscana.

Report, il programma che ha fatto la storia nell’ambito del giornalismo investigativo in tv.  Sigfrido Ranucci e la squadra di Report, lunedì 2 dicembre su RAI 3 ore 21,20 ancora una volta in prima fila con un servizio alla realizzazione del quale abbiamo attivamente collaborato…

… i Pfoa e C6O4 scaricati nei fiumi e Spinetta Marengo (Alessandria): clicca qui;

… il mercurio scaricato in mare a Rosignano (Livorno): clicca qui.

Solvay ordina alla Provincia di cacciare Legambiente per autorizzare il Pfas C6O4. Intervenga la Magistratura.

Le Procure di Vicenza e Alessandria acquisiscano la relazione integrale dell’Autorizzazione AIA chiesta da Solvay: con 56 “omissis” tenta di nascondere i rischi per la salute del cancerogeno C604. I sindacati, ricattati dai licenziamenti, tacciono. Clicca qui, nel documento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, tutti gli elementi dello scandalo .

CGIL CISL UIL di Alessandria testimoni PFAS a favore di Miteni?

Se  ad Alessandria l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale  promuove alla Solvay il C6O4  (Pfas a catena corta), Miteni avrà buon gioco a contestare alla Procura di Vicenza che questa sostanza  non può entrare come tossica e cancerogena nel capo di imputazione.  Solvay chiede ai sindacati alessandrini questa “licenza di uccidere” tramite silenzio-assenso in Conferenza dei Servizi, in cambio, si sospetta, del ritiro di 28 licenziamenti. Perciò il “Movimento di lotta Maccacaro” ha intimato ai sindacati –clicca qui la lettera aperta– di troncare di netto lo sconcertante  sospetto di inciucio sottoscrivendo integralmente il documento degli ambientalisti di opposizione all’AIA.   

Alzi la mano chi sa perché a Spinetta si muore di più.

“Si muore di più ma non si sa il perché…” E’ il titolo di prima pagina su Il Piccolo bisettimanale di Alessandria. Un paradosso -penso- chiaramente sarcastico -penso- chiunque conosce il perché: il complesso chimico Solvay (ex Montedison). Agli spinettesi infatti basta contare quanti tumori in famiglia. Gli altri alessandrini da 50 anni hanno letto le mie quotidiane denunce, anche sul Piccolo quando a dirigerlo era Paolo Zoccola. Quando è subentrato Roberto Gilardengo mi hanno letto sugli altri giornali  soprattutto su internet. Vado alle pagine 14  e 15 dove sono annunciati i servizi, per verificare se il neo direttore, Alberto Marello, ha ripristinato la dignità giornalistica. Evidentemente non basta cambiare direttore quando i giornalisti restano gli stessi. Monica Gasparini e Roberto Giladengo ci tengono  mostrare la contraddittorietà delle accuse di dolo ai dirigenti e perfino  le  pene che la Cassazione dovrà ulteriormente dimensionare a quattro “pesciolini”  a fronte di un banale disastro colposo che, in fondo, non preoccupa affatto gli abitanti di Spinetta intervistati. Non aggiungo un pesante commento personale a quello che, di spalla, fa Claudio Lombardi, ex assessore all’Ambiente. Rinvio alle letture sul Sito della Rete Ambientalista, prevedendo che sulla libera stampa locale  non comparirà questo scritto.

Lino Balza       

PFAS PFOA: il C6O4 processato a Vicenza, barattato ad Alessandria in cambio di licenziamenti.

Clicca qui il Comunicato stampa del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”:

L’8 novembre Solvay incontra ad Alessandria i sindacati ai quali offre di convertire 28 licenziamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo a Spinetta Marengo del tossico e cancerogeno C6O4: per il quale infatti ha chiesto alla Provincia -malgrado l’opposizione delle Associazioni ambientaliste- l’Autorizzazione Integrata Ambientale.

L’11 novembre inizia a Vicenza il processo contro Miteni di Trissino per avvelenamento doloso delle acque: ne fa parte anche il C6O4 (PFAS a catena corta) che è stato trovato nel sangue.

Clicca anche Pfas, la Regione controlla tutti gli alimenti in Veneto

Clicca anche https://www.vicenzatoday.it/politica/pfas-ricerca-inquinanti-emergenti-regione-veneto-guarda-novembre-2019.html

La Provincia di Alessandria neghi alla Solvay l’Autorizzazione Integrata Ambientale al C6O4/ PFAS di Spinetta Marengo (AL).

No all’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Solvay.

Il nostro allarme partì da Alessandria anche con esposti denuncia alla Procura già nel 2009,  attualmente il C6O4 (Pfas a catena corta, tossico e cancerogeno)   è oggetto di indagine in concomitanza con il processo Miteni di Trissino al tribunale di Vicenza, (clicca qui),  nonché per lo stesso la Solvay  -sotto ricatto di licenziamenti-  ha chiesto alla Provincia di Alessandria   l’Autorizzazione Integrata Ambientale AIA: contro la quale si oppone Legambiente nazionaleclicca qui il documento a Provincia e Comune. Le analitiche contestazioni scientifiche di Legambiente integrano esemplarmente quelle contenute negli innumerevoli esposti succedutisi dopo il 2009. Clicca qui il Comunicato stampa di “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”.

Parte il processo PFAS contro Miteni e rimbomba per Solvay in Alessandria, tra mancate bonifiche, possibili inceneritori, allarmi per alimenti e contenitori, licenziamenti e omertà sindacali. Allarme nazionale.

Alla vigilia del processo PFOA contro la Miteni di Trissino (11 novembre),

dopo le critiche del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” nella costituzione delle Vittime parti civili nel procedimento penale e il sopraggiungere di nuove testimonianze: clicca qui,

si infittisce la polemica in merito alla bonifica, questione che sarà centrale nel corso del processo: clicca qui.

All’orizzonte della bonifica compare addirittura un inceneritore  che la società Ecoprogetto Venezia  intende realizzare anche a quello scopo nel sito di Fusina-Venezia: clicca qui.

D’altronde, quando si parla di Pfas si intende anche il C6O4 (Pfas a catena più corta) anche esso  trovato nel sangue. A sua volta, l’Istituto superiore di sanità ISS ha divulgato i dati che dentro il corpo dei bambini stanno arrivando  “dosi settimanali” di Pfoa, segno  che il veleno bioaccumulabile viene assunto tanto negli alimenti che dalle confezioni degli alimenti. L’allarme dunque è nazionale: clicca qui.

L’attenzione dunque si sposta di nuovo sulla Solvay di Spinetta Marengo dove il C6O4 ha sostituito il Pfoa, per anni scaricato in Bormida/Tanaro/Po.

Ebbene, ad Alessandria Solvay ha contemporaneamente inaugurato un nuovo impianto e annunciato che intende aumentare del 30% la capacità produttiva di fluoroelastomeri, cioè il Tecnoflon, perciò estendere la produzione e l’uso di C6O4: clicca qui l’autorizzazione AIA Autorizzazione Integrata Ambientale  chiesta alla Provincia,

e contemporaneamente ha annunciato la procedura di licenziamento per 28 persone.

Insomma si offre ai sindacati di convertire i licenziamenti in prepensionamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo del C6O4: emissioni in atmosfera, emissione di liquidi e reflui, e relativi effetti sulla salute di lavoratori e cittadini.

Per quanto riguarda liquidi e reflui, altra coincidenza, la notizia di un inceneritore (tra Alessandria e Asti)  grazie ad un colossale finanziamento regionale ad una società mista pubblico-privata. Coincidenza, solo temporale? con l’inceneritore veneto?

Il tutto sta avvenendo coperto dal massimo silenzio delle Istituzioni e dei Sindacati. Silenzio che rompiamo.

DOCUMENTO TRASMESSO A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE DAL “MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE MACCACARO”

Quando le mamme s’incazzano.

Miteni di Trissino: processo da record per la contaminazione da PFAS. Clicca qui la video inchiesta di Andrea Tomasi.

Clicca qui un video di Nadia Toffa del 2016. Si tenga presente che le stesse Iene avevano sei anni prima trasmesso i servizi di Luigi Pelazza sulla Solvay di Spinetta Marengo. E che la campagna anti-PFOA era addirittura partita da Alessandria nel 2008.  

Ci sarà finalmente giustizia per le vittime del PFOA?

Alla vigilia del processo, il 20 ottobre a Venezia era prevista una grande manifestazione organizzata da Comitati e Associazioni per chiedere la bonifica del terreno sottostante l’ex fabbrica Miteni di Trissino, terreno ancora pieno di PFOA. L’udienza del processo, slittata all’11 novembre, non è  l’inizio né, purtroppo, sarà la  conclusione della  lunga battaglia, iniziata nel 2008 ad Alessandria,  per chiedere equilibrio tra sviluppo economico, industria, agricoltura e salute. Clicca qui.  In Corte di assise di Vicenza il reato contestato dovrebbe essere “Avvelenamento doloso delle acque destinate all’alimentazione”, come già per il processo di Alessandria contro Solvay. Clicca qui

Dal 2008 abbiamo allertato l’inquinamento di PFOA dal Bormida al Tanaro al Po all’Adriatico. Clicca qui

Dal 2008 abbiamo denunciato la presenza di PFOA nel sangue dei lavoratori e nei cittadini, anche donatori di sangue. Clicca qui.  Dal 2008 abbiamo anche affermato pericolose le pentole antiaderenti realizzate con il PFOA. Clicca qui.

Il PFOA è pericoloso anche per le ossa: affermano i ricercatori di Padova. Clicca qui.

La denuncia del comitato Mamme No Pfas: « Ci sentiamo abbandonati. Il ministro Costa parla e basta da due anni». Clicca qui.

Il M5S difende il ministro Costa: clicca qui.

Class action in Usa contro 3M, Dow DuPont, Chemours e altre sei società che hanno consapevolmente contaminato di PFOA il sangue dei cittadini. Il team dell’avv. Rob Bilott ha rappresentato decine di migliaia di vittime delle sostanze PFAS alcune delle quali sono state collegate a cancro, danni al sistema immunitario e riproduttivo ecc. Clicca qui.

Solvay: a Spinetta Marengo nuovo impianto di distillazione per incrementare la produzione di PFPE. Clicca qui.

Solvay benefattore dell’ambiente.

Dei quattro, il Country Manager è il secondo da sinistra.

Anche i dipendenti italiani della multinazionale  chimica hanno volontariamente (su semplice invito) dedicato una giornata (retribuita) di “volontariato collettivo” a favore del territorio, nello spirito dell’azienda da sempre impegnata in strategie di sviluppo sostenibile. Clicca qui lo sketch.   

Pfoa Solvay. Continuano le rappresaglie contro chi la denuncia.

La sentenza d’Appello, immediatamente esecutiva, riconosce anche a me, fra le Vittime (tumori, leucemie ecc.) di Spinetta Marengo, 10mila euro di  risarcimento (che peraltro devolvo  per Casale Monferrato alla Ricerca per la cura del mesotelioma).  Però solo a me Solvay – illegalmente- non paga. Perché?  Per vendetta di un passato o anche di un presente? Dopo  40 anni di denunce e proposte, reduce da 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione; infatti poi in pensione Lino Balza resta il principale accusatore di Solvay, in particolare per la incessante denuncia dell’avvelenamento PFOA delle acque e del sangue (continua).

Clicca qui La Stampa e Il Secolo xix “Processo Solvay, tutti risarciti tranne il dipendente attivista.  

Il governo dovrebbe fare ogni sforzo per tutelare la salute pubblica dal PFOA.

Pfas, già prodotti dalla Miteni di Trissino e utilizzati dalla Solvay di Spinetta Marengo, scaricati in falde e fiumi,  sono sostanze chimiche di sintesi utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti. E ancora per rivestire padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico. L’Onu ne chiede la messa bando entro il 2020. Clicca qui: Il corpo dei bambini è pieno di sostanze plastiche e PFOA, il nuovo studio

Ministro Costa: “Trovare sostanze alternative ai PFAS.

Il ministro all’Ambiente Sergio Costa  ha  conferito l’incarico all’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri di Milano di trovare  sostanze alternative ai micidiali Pfas per l’industria.

Ma alla Solvay di Spinetta Marengo esse sono già in lavorazione dopo che l’azienda belga è stata obbligata a cessare l’utilizzo del PFOA a seguito della denuncia e della campagna nazionale  nel 2008  della Sezione di Alessandria per il bando del PFOA (padelle antiaderenti, goretex, eccetera).  Questi sostituti (ADV e C604) sono a vario titolo tossici/cancerogeni/mutageni/teratogeni  e, abbiamo denunciato,  sono addirittura  già presenti insieme al PFOA nel sangue dei lavoratori. Ma senza controllo e intervento delle autorità sanitarie pubbliche. Clicca qui, nel documento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”,  tutte le gravissime responsabilità  della Regione Piemonte.

Clicca qui la testimonianza del lavoratore al quale Solvay rifiuta il risarcimento danni alla salute addirittura dopo  la sentenza del Tribunale: ennesima rappresaglia dopo  7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione, tutte concluse con vittoria ma piene di sofferenze: dequalificazione professionale, cassa integrazione, mobbing, trasferimenti, licenziamento…   

Vallebormidapulita. Pfoa da Spinetta all’Adriatico.

Solvay in Bormida e in Po: il fiume più inquinato d’Europa.

Acqua rubinetto potabile, limiti sostanze nocive sbagliati per legge. Pesante accusa

Pfas, ecco i limiti proposti da Roma Corsi d’acqua: guai

Pfas, Istituto Superiore di Sanità: «Rischio più alto dall’acqua dei pozzi»

Ciò che i consumatori possono fare come regolatori pesare composti’ rischi

https://m.ilgiornaledivicenza.it/home/veneto/pfas-ecco-i-limiti-proposti-da-roma-corsi-d-acqua-guai-1.7495634

https://www.businessonline.it/medicina-salute/acqua-rubinetto-potabile-limiti-sostanze-nocive-sbagliati-per-legge-pesante-accusa_n64142.html

https://m.larena.it/territori/bassa/pfas-la-regione-non-studia-i-danni-causati-1.7491210

https://m.ilgiornaledivicenza.it/home/veneto/caso-pfas-in-aula-il-21-ottobre-con-10-imputati-1.7493609

L’Iss, Pfas negli alimenti? Situazione nei limiti

Pfas. Ricevuto dalla Regione Veneto lo studio dell’istituto superiore di sanità sull’esposizione …

Vallebormida pulita. Pfoa da Alessandria al Veneto.

Gli scarichi della Solvay di Spinetta Marengo dei Pfoa prodotti dalla Miteni di Trissino:

Gli Pfas in commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e …

https://m.ilgiornaledivicenza.it/territori/arzignano/inquinamento-da-pfas-ora-serve-lo-screening-1.7480778

https://m.larena.it/home/provincia/allarme-pfas-peggiora-l-inquinamento-1.7479277

https://www.vvox.it/wp-content/uploads/2019/07/Relazione-PFAS_ISS-2019_finale.pdf

https://www.vvox.it/2019/07/18/pfas-cibi-acqua-inquinati-relazione-vicenza-padova-verona/amp/#amp_tf=Da%20%251%24s

 

Emergenza nazionale per Pfoa/Pfas.

L’ultima rassegna stampa sul disastro:

http://www.greenreport.it/news/inquinamenti/pfas-audizione-dellispra-alla-commissione-antimafia-peggioramento-della-qualita-di-molti-corsi-dacqua/

I rappresentanti di Ispra hanno inoltre evidenziato «La necessità di mettere in piedi un osservatorio sui Pfas e su tutte le sostanze chimiche emergenti, in modo da poter intercettare la loro presenza nell’ambiente in maniera tempestiva. Accanto ai Pfas diffusi da più tempo, infatti, ci sono nuove sostanze perfluoroalchiliche come GenX e C6O4, per le quali al momento non c’è metodologia analitica condivisa». Queste sostanze hanno sostituito il PFOA alla Solvay di Spinetta Marengo.

Pfas, dallo studio Ispra sono coinvolte 14 Regioni . Il Piemonte continua a tenere la testa sotto la sabbia.

 “I limiti di Pfoa e Pfas nell’acqua potabile dovrebbero essere un milione di volte più bassi”

https://m.ilgiornaledivicenza.it/home/veneto/nella-zona-rossa-128-contaminanti-sorvegliati-speciali-1.7422322

Pentole antiaderenti e cancro? L’Airc ci spiega tutto

http://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=3321096

PFAS: l’ennesimo disastro che non risparmia neppure la Toscana

https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2019/06/15/news/ecografie-gratuite-alla-tiroide-per-le-residenti-nell-area-rossa-1.33960529

https://www.vicenzapiu.com/leggi/lavoratori-miteni-cgil-cisl-uil-il-punto-sulle-iniziative-per-la-salute/

Pfas, prosegue il piano di screening: quasi 52.000 persone invitate e più di 31.000 visitate

La sicurezza al primo posto.

Nella foto di repertorio, coadiuvato dal futuro capogruppo Lega alla Camera (Riccardo Molinari) e dal futuro sindaco di Alessandria (Gianfranco Cuttica), il futuro esperto per la sicurezza nazionale Matteo Salvini insegna ai dirigenti Solvay come si tiene in sicurezza la fabbrica di Spinetta Marengo. Il direttore Stefano Bigini gli mostra il libro “Ambiente Delitto Perfetto”, prefazione di Giorgio Nebbia (che nessuno dei presenti mostra di conoscere). Il capo del personale Paolo Bessone gli chiede l’espulsione dall’Italia degli autori Barbara Tartaglione e Lino Balza.    

Il mistero del Pfoa che in USA e Veneto è letale e in Piemonte no.

I giornali si interrogano. Il Pfoa nella falda sottostante lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo ha concentrazioni enormi  di centinaia di microgrammi/litro. Per il Veneto è una emergenza nazionale affrontata tanto dalla Regione che dal Governo per le conseguenze sanitarie subìte da centinaia di migliaia di persone.  Per il direttore dell’Arpa, Alberto Maffiotti, invece, si tratta di un allarme  ingiustificato in quanto considera i Pfoa  “solo interferenti endocrini dagli effetti dubbi ma non si sa se siano causa di cancro o di altre malattie mortali”.  Tanto è tranquillo che affida i monitoraggi di controllo… alla stessa Solvay. L’Asl, da parte sua, non rende pubbliche le analisi del Pfoa nel sangue dei lavoratori. Nulla si sa degli esposti alla Procura della Repubblica che abbiamo ripetuto più volte negli ultimi dieci anni. Dopo la nostra denuncia in prima nazionale, Solvay ha finalmente eliminato il Pfoa  ma l’ha sostituito con C6O4 senza garanzie preventive. Gli scarichi Pfas vanno da Bormida al Tanaro al Po passando per il Veneto. E’ stupefacente l’affermazione di Maffiotti: “non si sa se i Pfoa siano causa di cancro o altre malattie mortali”. Come fa un direttore di Arpa a non conoscere  quanto meno dal 2018 che il Centers for Disease Control, una delle agenzie per la salute pubblica USA, aveva appurato che l’esposizione ai perfluorurati può aumentare il rischio di cancro, quello di incorrere in malattie che compromettono il sistema immunitario, rischia di diminuire la fertilità femminile e di alzare i livelli di colesterolo oltre a limitare lo sviluppo mentale e fisico dei bambini? Tant’è che l’Environmental Working Group supportato dal Northeastern University’s Social Science Environmental Health Research Institute ha lanciato un allarme per circa 19 milioni di persone negli stati Uniti. Tant’è che, a febbraio 2019, l’Environmental Protection Agency (EPA) aveva annunciato il proprio piano d’azione per contrastare la diffusione dei PFAS sul suolo americano. Come fa Maffiotti a non conoscere?

Clicca qui Silvana Mossano.

Il mistero della bonifica della falda con solventi cento volte oltre i limiti di legge.

I giornali si interrogano. I pozzi della cosiddetta “barriera idraulica” non stanno bonificando la falda  sottostante lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo da solventi clorurati, cromo esavalente e Pfoa, cancerogeni per i quali la multinazionale belga è stata condannata anche in appello per disastro ambientale. Il direttore dell’Arpa, Alberto Maffiotti, sa benissimo, ma non lo dice, che questa bonifica è impossibile finchè dai terreni sovrastanti la falda i veleni stanno percolando nella stessa. Anche questo tipo di cosiddetta “bonifica dei terreni”, senza asportare la montagna di veleni,  infatti, è  completamente inidonea, insomma una  balla per prendere tempo e  risparmiare miliardi. Clicca qui Silvana Mossano.

Il mistero dei pozzi con solventi cento volte oltre i limiti di legge.

I giornali si interrogano. I solventi clorurati (cloroformio, tetracloroetilene, benzene eccetera)  sono gli stessi della falda sottostante lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, a pochi chilometri dal Basso Pieve di Novi Ligure, gli stessi inquinanti per i quali è stata condannata anche in appello la multinazionale belga per disastro ambientale. Il direttore dell’Arpa, Alberto Maffiotti, brancola nel buio: non riusciamo a far luce su questo fenomeno che si spinge verso la città di Novi, il problema è di qualità di acqua di falda che potrebbe riflettersi sui corsi d’acqua.  Clicca qui Gino Fortunato

Difesa dell’Acqua pubblica e della Salute ad Alessandria.

IL COMITATO “TORRENTE ORBA”,  con l’adesione di Italia Nostra, Legambiente Piemonte, Legambiente Ovadese, Movimento di lotta per la salute Maccacaro, Pro Natura Piemonte, Comitati di Carentino, Casalcermelli Predosa e Sezzadio, organizza un dibattito pubblico su Difesa dell’Acqua pubblica e della Salute. Venerdì 10 maggio 2019 alle ore 21,00 in Alessandria, Ex Taglieria del Pelo Via Wagner n. 38/d.

Le popolazioni alessandrine vivono sulla propria pelle gravi ed irrimediati inquinamenti: dalla Solvay a Spinetta Marengo al disastro ambientale della Valle Bormida prima con l’Acna di Cengio e ora con la discarica di Sezzadio, all’area non bonificata della Pedaggera, al Tav Terzo Valico ecc. Infine la mega discarica sull’Orba a Frugarolo/Casalcermelli: clicca qui sul Sito della Rete Ambientalista.   

 

Il C6O4 nel Po proviene dalla Solvay di Spinetta Marengo.

La sostanza appartiene alla famiglia dei Pfas di ultima generazione e  ha sostituito il PFOA nello stabilimento alessandrino che la scarica in Bormida e, via Tanaro, nel Po. Il presidente della Regione Veneto dichiara i Pfas una emergenza nazionale. Da Alessandria,  alla Regione Piemonte e ai Governi lo stiamo dicendo dal 2008. Clicca qui.

A “Presa diretta” il disastro dei PFAS: sapevano e hanno nascosto.

Clicca qui il video della trasmissione. Da notare le affermazioni false dell’amministratore delegato Nardone della Miteni. Nel 2008 denunciammo anche in magistratura l’inquinamento -delle acque e del sangue- da parte  della Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) con il  PFOA prodotto dalla Miteni, avviammo una campagna nazionale di informazione e denuncia che portò all’eliminazione del veleno nello stabilimento di Spinetta. Però il PFOA persiste nel sangue dei lavoratori e dei cittadini, grazie all’ignavia delle autorità sanitarie.  Clicca sul Sito della Rete ambientalista tutta la storia: https://www.rete-ambientalista.it/category/pfoa/

Disastro PFOA e non solo. Un dirigente Solvay chiama in correo la CGIL.

Riceviamo da un manager Solvay un documento redatto dalla CGIL di Alessandria che dimostra – a suo dire- che anche i sindacati, al pari dei dirigenti aziendali, hanno consapevolmente accettato per anni nello stabilimento di Spinetta Marengo produzioni nocive e che delle derivanti condizioni ecosanitarie sono dunque responsabili quanto lui, il quale, perciò, è stato giustamente -secondo lui- assolto nel processo per avvelenamento doloso delle falde e dolosa omessa bonifica.  (Continua su file allegato di Movimento di Lotta per la Salute Maccacaro)

Preoccupanti notizie per sostanze prodotte nel polo chimico di Spinetta Marengo.

La denuncia arriva dagli avvocati ambientali di ClientEarth e dagli esperti dell’ European Environmental Bureau, insieme a un folto gruppo di ONG europee. Tutti insieme hanno scritto al comitato europeo REACH:  mettete definitivamente al bando piombo, triossido di cromo, biossido di titanio, ftalati come il DEHP o il PFOA: metalli e composti chimici altamente inquinanti, cancerogeni e interferenti endocrini. (continua)

Maxi discarica nell’alessandrino.

Come già scriveva a gennaio il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”  Clicca qui   questa mega discarica in autorizzazione a Frugarolo/Casalcermelli  rappresenta una ulteriore minaccia  alla  popolazione di un territorio che vive sulla propria pelle gravi ed irrimediati inquinamenti: dalla Solvay a Spinetta Marengo al disastro ambientale della Valle Bormida prima con l’Acna di Cengio e ora con la discarica di Sezzadio, all’area non bonificata della Pedaggera, al Tav Terzo Valico eccetera

Pfoa: aumentata la mortalità fra i lavoratori.

Le mamme No PFAS mostrano le analisi del sangue dei figli prima di firmare la delega legale.

Per neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per la Miteni lo precisa la Regione Veneto nella sua stizzita replica a ISDE Medici per l’Ambiente: clicca qui. Per quanto riguarda gli addetti alle produzioni fluoropolimeri della Solvay di Spinetta Marengo non sono pubblici i dati di competenza dell’Asl di Alessandria.

Il Ministro Costa si attivi per i danni da PFOA della Solvay di Spinetta Marengo.

Premessa. Abbiamo già sollecitato il ministro all’ambiente Sergio Costa a intervenire –causa civile di risarcimento danni- per la bonifica in Alessandria dell’ecocrimine della Solvay di Spinetta Marengo, analogamente all’impegno preso per quello gemello di Bussi in Abruzzo. Ne abbiamo responsabilizzato anche amministrazioni, partiti, sindacati. Peraltro anche per la Solvay di Rosignano (LI) il ministero si è attivato. (Clicca i link per Solvay. Spinetta, Bussi e Rosignano).
Col presente documento, un ulteriore sollecito lo rivolgiamo in merito al disastro PFOA. Chiediamo:
“Come il Ministero dell’ambiente si costituirà nel procedimento a carico della Miteni di Trissino (VI) per i danni del PFAS del Veneto, così si impegni per quelli causati in Piemonte dalla Solvay di Spinetta Marengo”.

Si consideri che nell’audizione alla Commissione Ecomafie, il ministro Costa ha quantificato il danno ambientale veneto in 136,8 milioni di euro, come certificato da Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Clicca i link per il PFOA. Veneto e Piemonte.

Link per il PFOA. Veneto e Piemonte. Clicca:

PFAS, DANNO AMBIENTALE IN VENETO DA 136,8 MILIONI DI EURO. DATI ISPRA 
Alessandria – “Rete ambientalista in Procura per l’inquinamento” resoconto convegno di ieri 
https://www.iene.mediaset.it/2019/news/pfas-veneto-acqua-contaminata-miteni-toffa-emergenza-ambientale_293698.shtml
https://www.rivistamicron.it/temi/la-crisi-chimica-delle-pfas-aggiornamenti-da-oltre-oceano/
https://estremeconseguenze.it/2018/12/03/pfas-inquinamento-delle-prove/?amp

Link per Solvay. Spinetta Marengo, Bussi e Rosignano. Clicca:

https://alessandria.today/2019/01/26/balza-per-lecocrimine-di-spinetta-il-ministro-costa-disponga-lintervento-come-per-bussi/ 
http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2018/12/06/news/m5s-porta-a-roma-la-richiesta-di-una-indagine-epidemiologica-1.17536609
https://www.primadanoi.it/news/politica/574964/bussi-indagine-epidemiologica-ridicola-condotta-solo-su-100-persone.html
http://www.zonedombratv.it/bussi-il-sindaco-lagatta-sulla-bonifica-dei-terreni-cambia-idea-perche/
http://www.zonedombratv.it/bussi-al-comune-arrivano-carabinieri-e-guardia-di-finanza/
https://mag.corriereal.info/wordpress/2019/02/02/solvay-fe-pu-atension-la-nostra-pel-a-le-antel-voster-mon-porca-vaca-lissondria-tra-tani-e-burmia/

Solvay inquina grazie a complicità e connivenze.

Assai pochi, fra i nostri 23mila utenti della Rete ambientalista, conoscono l’esistenza de Il Piccolo di Alessandria. Anche gli alessandrini lo conoscono sempre meno. Soffocate le valide eccezioni in redazione, appare il tipico esemplare -da manuale- di disinformazione e censura giornalistica. Non è sempre stato così in tempi lontani. Guardiamo al futuro: al vaglio il nuovo direttore. Chi non crede, legga attentamente questa pagina del bisettimanale che (pur non presente!) riferisce del convegno nazionale sul PFOA organizzato da Legambiente, Pro Natura e Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro. Dalla lettura, noterà che il Movimento non è neppure citato: come se Lino Balza – il primo in Italia nel 2008 a denunciare i danni del PFOA! – non avesse svolto una relazione con tanto di video. Lo scopo della censura allo “J’accuse” è omettere le documentate denunce di connivenza e complicità con l’inquinatore Solvay/Spinetta Marengo rivolte agli amministratori di comune, provincia e regione, ai funzionari asl e arpa, ai sindacalisti, ai magistrati E ai giornalisti che hanno anche loro sulla coscienza morti e ammalati. Di seguito, forniamo le prove e i nomi.
Clicca qui la pagina di disinformazione e censura de Il Piccolo.
Clicca la relazione di Lino Balza, in video e trascrizione: Pfoa: rischi per la salute nel territorio di Alessandria.
Clicca le responsabilità dei magistrati: Pietra tombale su Ambiente e Vittime di Montedison/Solvay. Clicca qui come Il Piccolo censura il comunicato stampa.
Clicca Catastrofe ecosanitaria Solvay: le responsabilità dei giornalisti. che si nascondono dietro l’Arpa.
Per la censura sulla falsa bonifica clicca: Per l’ecocrimine di Spinetta il ministro Costa disponga l’intervento come per Bussi. Lo rivendichino i responsabili politici e amministrativi di Alessandria.

E’ il quarto allarme che nel mese lanciamo per la Solvay di Spinetta Marengo.

Rottura di un serbatoio all’impianto Monomeri della Solvay di Spinetta Marengo. Grosso sversamento in Bormida di acido fluoridrico non neutralizzabile dall’impianto di depurazione .
Finalmente gli organi di informazione l’hanno recepito: è il nostro quarto allarme del mese di gennaio. Segno che la manutenzione preventiva , dunque la sicurezza ambientale, viene sacrificata sull’altare della produzione. Quanto potrà durare tale situazione prima che si verifichino incidenti catastrofici? L’Arpa indaga, si muove solo dopo i nostri calci negli stinchi.

Per l’ecocrimine di Spinetta il ministro Costa disponga l’intervento come per Bussi. Lo rivendichino i responsabili politici e amministrativi di Alessandria.

La bonifica delle discariche e delle falde sottostanti lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria), catastrofe ecologica sancita di nuovo dalla recente sentenza in appello,  non può essere lasciata alla discrezione dell’inquinatore. Il quale infatti denomina “bonifica” una prudenziale “messa in sicurezza” peraltro trascinata  fino e oltre il 2029. Il contrabbando dei termini è funzionale alle Amministrazioni locali che fingono di credere. La sostanza è che Solvay risparmia miliardi mentre la simulata  bonifica rende irreversibili l’immane inquinamento e l’ecatombe di morti e ammalati.

La soluzione non può essere che quella in atto per il sito di Bussi (Pescara), stabilimento gemello di Spinetta, simmetrico anche nelle vicende processuali: stessi imputati e stesse assoluzioni (salvo che in Abruzzo essi indossavano la casacca Edison mentre in Piemonte quella Solvay). Due dei più gravi ecocrimini d’Italia. Per il disastro ambientale di Bussi il ministro dell’ambiente Sergio Costa ha dato mandato al ministero di intraprendere la causa civile di risarcimento danni contro la società Edison. “Ho già firmato il mandato all’Avvocatura dello Stato per iniziare la causa civile verso chi ha inquinato, perché se leggete la sentenza, è vero che gli illeciti penali sono prescritti, ma i danni civili restano: chi inquina, paga”, ha chiarito il ministro. Analoga iniziativa dovrebbe essere rivendicata dalle forze politiche e sociali di Alessandria, tra cui quelle parti civili –Comune, Sindacato, Associazioni- che si apprestano ad un ricorso in Cassazione lucroso per gli avvocati e i loro assistiti quanto inutile per le Vittime e l’Ambiente.

Enorme discarica nell’alessandrino.

Minaccia ulteriormente la popolazione di un territorio che vive sulla propria pelle gravi ed irrimediati inquinamenti: dalla Solvay a Spinetta Marengo al disastro ambientale della Valle Bormida prima con l’Acna di Cengio e ora con la discarica di Sezzadio, all’area non bonificata della Pedaggera, al Tav Terzo Valico eccetera, e ora con la mega discarica in autorizzazione a Frugarolo/Casalcermelli. Clicca qui il comunicato stampa.
Clicca qui come propaganda l’impresa di smaltimento rifiuti.

Tutti assolti in Cassazione. Bussi si è inquinata da sola. Come Spinetta Marengo.

Ribaltato il verdetto di Appello: le dieci condanne per disastro ambientale delle falde acquifere – il più grave in Italia – si trasformano in altrettante assoluzioni per non aver commesso il fatto. Il “fatto” esiste ma non i colpevoli, né dolosi né colposi dei danni alla salute pubblica. La bonifica della discarica più grande d’Europa, 3.7 milioni di euro di danni: se li paghi la collettività. In Cassazione il processo gemello Solvay per Spinetta Marengo (AL) subirà la stessa sorte. Altri due capitoli degni del libro “Ambiente Delitto Perfetto”.

Clicca qui  “Antonio Massari
Clicca qui Il Fatto “Edison si tira fuori dalla bonifica dei veleni in Abruzzo”.

Riflettori puntati sull’inquinamento da pfoa. Occhi bendati in Piemonte.

Metterli al bando e imporre vincoli nazionali: 14mila cittadini italiani al governo attraverso una nuova petizione Legambiente e Coordinamento Acqua Libera dai Pfas consegnata al ministro dell’Ambiente Sergio Costa. La Regione Veneto è l’unica in Italia ad aver fissato dei limiti a queste sostanze nelle acque potabili. Ma la presenza dei Pfas interessa l’intero territorio nazionale e le Agenzie regionali protezione Ambiente di Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Sicilia e Umbria stanno effettuando dei monitoraggi mirati. Clamorosa l’assenza della Regione Piemonte malgrado da decenni la Solvay di Spinetta Marengo (AL) abbia sversato Pfoa (oggi C6O4) dal Bormida all’Adriatico, e malgrado le nostre denunce.

PFOA: allarmato perfino il giornale della Confindustria.

Oltre alle ricadute delle vecchie produzioni Miteni nella zona di Trìssino (Vicenza) sono state trovate quantità importanti di Pfas agli scarichi della Solvay Solexys (ex Montefluos) a Spinetta Marengo (Alessandria) che usava i prodotti della Miteni per produrre l’antiaderente Algoflon. A monte dello scarico vi sono tracce appena percettibili di Pfas, mentre a valle dello scarico nella Bormida di Spigno il tasso è (secondi i punti) tra i 300 e i 6.500 nanogrammi per litro d’acqua. La confluenza con il Tanaro abbassa la concentrazione a 150-800 nanogrammi e la diluzione nel Po scende a 10-125 nanogrammi per litro. VAI AL DOSSIER PFAS de Il Sole 24Ore

Sapete cosa significa non poter lavare un’insalata? Non potersi lavare i denti? Fare una doccia al figlio?

Perché sapete che l’acqua è avvelenata da PFOA della Miteni? Le mamme di Vicenza dicono: basta! Cinque giorni e cinque notti di presidio permanente davanti alla Procura per chiedere risposte concrete. Un disastro ambientale che coinvolge tre province – Vicenza, Padova e Verona – con 30 comuni e oltre 500 mila persone. Clicca qui. Le Sostanze Perfluoro Alchiliche sono acidi molto forti, altamente tossici che agiscono come interferenti endocrini, accumulandosi nei tessuti e provocando – tra l’altro – alterazioni alla tiroide, innalzamento del colesterolo e infertilità maschile. Sono state assunte quotidianamente per decenni da migliaia di persone che pensavano di utilizzare acqua potabile. Ad Alessandria, malgrado le nostre denunce su lo scarico di Solvay fino al Bormida, è grave l’indifferenza delle Istituzioni.

PFOA: presidio davanti alla Procura per chiedere la chiusura della fabbrica e la bonifica del territorio.

Si conclude il lungo agosto “No Pfas”, che ha portato la questione del grave inquinamento sui tavoli dei ministeri dell’Ambiente e della Salute. Intanto, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una risoluzione per avviare la bonifica e continua il monitoraggio sanitario della Regione sui residenti della “zona rossa”: clicca qui. In preparazione una iniziativa di Legambiente ad Alessandria per il PFOA della Solvay.

Ma gli ambientalisti sanno dire solo no?

Giuseppe Teti, sindaco di Vignole Borbera (AL), chiede
“Cosa sono tutti sti no no no parliamo di inquinamento o di chiudere delle aziende ?”

Il sindaco si riferisce alla mailinglist dal titolo: “PER LA PREVENZIONE PRIMARIA I MOVIMENTI NO No solvay, No pfoa, No benetton, No tav, No ilva, No muos, No tap, No carbone, No nucleare, No dal molin, No glifosato, No amianto, No acqua privata, No razzismo, No guerra, No violenza…….”.

Domanda retorica, altrimenti strana da parte di un sindaco coraggioso ed encomiabile, come ha dimostrato in alcune occasioni: clicca qui Giornale7 e clicca qui La Stampa.

Tutti quei NO dei rispettivi Movimenti di lotta intendono affermare la PREVENZIONE PRIMARIA, cioè impedire a monte il realizzarsi di gravi attentati all’ambiente e alla salute, ciascuno dei quali era trattato sul Blog della Rete ambientalista. Il NO difficilmente si riferisce alla chiusura di un’azienda, semmai intende prevenire l’apertura di nuove fonti di rischio.

Gravissimi illeciti ambientali: Solvay sotto la lente.

Estesa contaminazione dei terreni e delle acque sotterranee con arsenico, mercurio e altre sostanze chimiche che possono nuocere ai lavoratori esposti ai vapori, ma anche ai pozzi delle abitazioni a ridosso del sito industriale di Rosignano, oltre che al mare antistante le Spiagge Bianche e alle acque del fiume Fine. Le indagini sono scaturite da una serie di esposti e denunce presentati da lavoratori e cittadini, in particolare storicamente dalla Sezione di Medicina democratica… per paradosso infine oggetto di querela per diffamazione a mezzo stampa. Clicca qui la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate.

Ennesima fuga di gas dallo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo. Solvay querelerà per diffamazione a mezzo stampa?

Per l’ennesima volta enti locali ed Arpa non sono stati avvertiti nonostante sia stata data l’Allerta di Stabilimento. Ricorrenti le denunce da parte della Sezione di Medicina democratica che definisce gravissimi questi eventi per una azienda ad alto rischio chimico. Interviene sui giornali anche l’ex assessore ambiente Claudio Lombardi: “La centralina Solvay di via del Ferraio a Spinetta ha segnalato la presenza di PFIB (Perfluoroisobutene) in concentrazione di circa 5 microgrammi/m3, anche se è ad una notevole distanza dallo stabilimento: ci chiediamo quale sarà stata la concentrazione misurata all’interno e nelle immediate adiacenze dello stesso. Le fughe di tale pericolosissimo gas non devono tassativamente avvenire: ne va della salute di lavoratori e cittadini. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) prescrive che il monitoraggio venga effettuato dall’ente pubblico e non da Solvay (il controllato non deve essere controllante) e nel punto di maggior ricaduta dei gas inquinante come fu fatto realizzare dal Comune nel 2016 per quanto riguarda acido cloridrico e fluoridrico ”. L’azienda come sempre ha definito l’incidente “un episodio limitato sia nel tempo che nella consistenza”. Per un “episodio” del genere, segnalato dalla Sezione di Livorno, Solvay ha denunciato Medicina democratica per diffamazione a mezzo stampa.