Perché no ai termovalizzatori, da chiamarsi inceneritori.

Sulla newsletter di Doriella&Renato (clicca qui): il ricorso all’incenerimento dei rifiuti tramite i termovalorizzatori (da chiamarsi più propriamente inceneritori) è una tecnologia superata. A sostenerlo non è solo la stragrande parte del mondo ambientalista, ma anche la scienza internazionale. Una delle voci più autorevoli è quella di Paul Connett, scienziato di fama internazionale, fondatore della strategia “Rifiuti-Zero”. Con lui, in foto, Rossano Ercolini vincitore del prestigioso premio ambientale Goldman, ad Alessandria nel 2005.

Tera e Aqua di febbraio-marzo 2023.

Se clicchi qui:

– 70 bombe nucleari ad Aviano e Ghedi: siamo il primo obiettivo di una guerra nucleare

– Verona, in 1200 con sindaco, vescovo, Landini e Valpiana: “Cessate il fuoco!”

– Due vittorie per la Foresta del Cansiglio

– L’inizio della fine dei Pfas: la 3M non li produce più dal 2025

– Cara ENI, quanto è green bruciare fanghi tossici a Marghera?

– Appello a governo e amm.penitenziarianon lasciate morire Cospito!

– Comunità energetiche, l’energia gestita dal basso

– Fermiamo l’inutile e costosissima pista da bob dentro Cortina

– Sabato 11.3 IncontriamoCittAperta “Infanzia e potere, origini e conseguenze di una oppressione”

– Staffetta di Libera sulle Olimpiadi inv.26 da Verona-Cortina-Trentino AA – a Milano

“Vogliamo d’urgenza le analisi Pfas del sangue”. Ma il sindaco fa lo gnorri.

“I pomodori di Spinetta li ho mangiati, vorrei sapere come i Pfoa sono entrati nel mio corpo”

Detto volgarmente: prende per il culo i cittadini. Questi, con una petizione, chiedono che tutta la popolazione alessandrina sia sottoposta a monitoraggio con urgenza: a maggior ragione perché l’indagine dell’università di Liegi, da noi commissionata, ha accertato, con analisi a campione di lavoratori e abitanti, che i Pfas scorrono nelle loro vene. Da che parte stai, sindaco? dalla parte di Solvay? Ebbene come risponde Giorgio Abonante?: clicca qui il video. Eppure ha di fronte persone che piangono parenti di vittime decedute e ammalate del polo chimico di Spinetta Marengo, e che loro stesse -con il sangue avvelenato- sono in predicato di fare la stessa fine. “Vivo a Spinetta da quando ho 5 anni,” è stato contestato da uno dei firmatari della petizione: clicca qui, “ho partecipato all’indagine e ho scoperto di avere nel sangue livelli di Pfoa preoccupanti. Non devo più entrare in contatto con questa sostanza perché potrei essere soggetto ad alcune malattie come il cancro alla tiroide, ai reni, colesterolo eccetera, e vorrei sapere come curare me e i bambini della mia città”. Nella stessa condizione infatti si trovano i bambini e gli adulti di Alessandria. Cosa avrebbe dovuto fare, da tempo, un sindaco onesto e responsabile da anni in possesso di inequivocabili indagini epidemiologiche e ambientali? Avrebbe dovuto emettere una ordinanza urgente di chiusura degli impianti inquinanti della Solvay di Spinetta Marengo. E, subito dopo, far sottoporre la cittadinanza a monitoraggio, per il quale ci vogliono, ammette anche lui, tempo e soldi. Il tempo è scaduto. Ma l’intero consiglio comunale se ne lava le mani: la vecchia e la nuova maggioranza complici della Solvay.        

Pfas al Rajasthan International Film Festival.

Dopo il premio “Ambiente e Società” vinto al 25° Festival CinemAmbiente di Torino, un altro riconoscimento prestigioso per il documentario “Chemical Bros” del regista Massimiliano Mazzotta: è stato selezionato per la nona edizione del Rajasthan International Film Festival, diretto da Somendra Harsh, in programma in India sino al 5 febbraio.

Il documentario di Mazzotta, che è anche direttore artistico di Life After Oil”, il festival internazionale che si tiene in Sardegna, mostra le terribili conseguenze della produzione e dell’utilizzo del fluoro. Un viaggio-inchiesta che è partito dalle miniere di Silius in Sardegna, dove viene estratto il minerale, e ha toccato numerose realtà come il Veneto e il parco nazionale del Derbyshire in Inghilterra. Realtà dove l’ambiente e la salute delle persone sono a rischio per le conseguenze legate all’estrazione dai giacimenti di fluorite, alla produzione e all’utilizzo del fluoro a livello industriale.

Ad accompagnare Mazzotta nel tour l’attivista veneto Alberto Peruffo, in prima linea per la questione dei Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) affrontata  in “Chemical Bros”.

Le tasche dei lavoratori piangono.

A  causa dell’aumento del costo della vita, innescato anche dalle ben note sanzioni antirusse, nel 2022 gli occupati italiani hanno subìto una pesante perdita di potere d’acquisto: la differenza tra l’incremento dei prezzi al consumo e quello delle retribuzioni è arrivato a quota 7,6 punti, mai così alto dal 2001. Sono  6,2 milioni i dipendenti nel nostro Paese con il contratto di lavoro scaduto, quasi la metà del totale. Siamo l’unico Paese Ocse in cui le retribuzioni reali sono scese nell’ultimo trentennio, ma in questi mesi viviamo un’ulteriore emergenza data dall’inflazione. A differenza dell’Italia, gli altri Stati stanno rinforzando le reti di protezione sociale. La Germania ha riformato il reddito minimo riducendo le sanzioni per chi non accetta lavori. La Spagna è intervenuta sia con una stretta contro il precariato sia con norme per contrastare il dumping salariale nelle catene degli appalti. In Italia, invece, a luglio sarà sottratto il Reddito di cittadinanza a 400 mila famiglie e a breve saranno allentati i vincoli sui contratti a tempo determinato. Questo indebolimento delle tutele rischia di riversarsi sui salari, poiché fa crescere il potere negoziale delle imprese. Peraltro, essendo tolto agli “occupabili”, il Rdc non potrà più svolgere un’altra funzione svolta finora: quella di integrare le buste paga più basse.

Dove vanno a finire gli aiuti all’Ucraina.

Un nuovo repulisti  contro la corruzione della classe dirigente. A seguito degli scandali degli ultimi mesi, oggi è stata licenziata “l’intera dirigenza dell’agenzia delle dogane” ed è stata perquisita l’agenzia delle entrate, la cui responsabile ad interim è accusata di operazioni illegali per 375 milioni di euro. A casa della funzionaria sarebbero stati trovati circa 1,3 milioni di euro in contanti, gioielli, orologi e due auto di grossa cilindrata. I media locali parlano anche di “avvisi di garanzia ad alti funzionari del ministero della Difesa” per lo scandalo delle forniture alimentari dell’esercito.

L’Italia dall’inizio della guerra ha fornito all’Ucraina circa 1 miliardo di dollari in armamenti, e nessuno dei principali media ha ricordato a chi stiamo fornendo queste armi e questi soldi. Zelensky, quasi fuori tempo massimo, ha fatto una purga di sapore staliniano, dove cojo cojo, liquidando quindici alti dirigenti ucraini, viceministri, governatori, membri della magistratura, accusati a vario titolo di corruzione e di aver speculato sulla guerra ai danni di chi stava combattendo sul campo (la cosa non è nuova, almeno alle orecchie di noi italiani: durante la Prima guerra mondiale mentre i soldati contadini – vedi i Malavoglia di Verga – si battevano e morivano al fronte, la borghesia faceva affari d’oro ai loro danni). Ma la corruzione dell’Ucraina non è cosa di oggi, secondo i dati dell’International Transparency l’Ucraina è al 122esimo posto in questa poco commendevole classifica che vede al primo la virtuosa Danimarca (secondo lo stesso istituto, l’Italia è al 42esimo).

La battaglia per chiudere il buco dell’ozono.

Le Nazioni Unite (ONU) hanno rilasciato un comunicato storico: per il 2045 il buco nello strato di ozono sopra l’Artico si sarà completamente riformato, tornando ai livelli del 1980. Nell’Antartico invece questo recupero è previsto entro il 2066 circa. L’ozono è un gas che in atmosfera costituisce uno strato protettivo (l’ozonosfera) che blocca il passaggio dei raggi UV provenienti dal sole e le conseguenti radiazioni ultraviolette che mettono in pericolo la vita sul nostro Pianeta. Clicca qui il blog di Prontobolletta.

La chiusura del buco dell’ozono è un’ottima notizia per il Pianeta, ed è un avvenimento che è potuto accadere grazie anche alle lotte condotte in Italia. Il “buco dell’ozono” nella stratosfera, causa dei tumori maligni melanoma, era soprattutto originato dai clorofluorocarburi CFC, i gas contenuti nei frigoriferi e nelle bombolette spray. Nel 1992, nella fabbrica che li produceva (Montefluos-Ausimont di Spinetta Marengo oggi Solvay), gli attivisti diGreenpeace scalarono le ciminiere con striscioni che chiedevano l’eliminazione dei CFC. In quella vittoriosa campagna con Greenpeace: in prima linea un lavoratore che dal colosso chimico subì rappresaglie (fino al licenziamento) sanzionate dalla Magistratura. Con quella battaglia noi segnammo una crescita della coscienza ecologica su scala mondiale. Per saperne di più: clicca qui stralci da “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza prefazione di Giorgio Nebbia, e da “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”. 

“La rivoluzione della cura” è in libreria.

Come in un tempo sospeso, in questi ultimi quindici anni siamo passati da una crisi finanziaria a una crisi climatica, da una pandemia a una guerra, senza soluzione di continuità. Ciascuna di queste crisi viene raccontata come priva di contesto, come episodio a sé stante, senza antecedenti né causalità. Sembra di vivere dentro un eterno presente fatto di emergenze a cui rispondere, con l’angosciante sensazione che quella attuale non sarà l’ultima e che sembra essersi innescato un circolo vizioso, senza via d’uscita.
È giunto il momento di guardare la luna oltre il dito e ricostruire una chiave di lettura delle crisi multiple del capitalismo: se lette come insieme concatenato rivelano che la sua ferocia è dovuta alla propria intrinseca debolezza.

LA RETE GENOVESE.

Rete di Comitati, Associazioni, Movimenti sul territorio

Sono scesi in piazza a Genova oltre 22 Comitati che stanno dando vita ad altrettanti presidi sparsi in molte zone della città per protestare “contro le scelte dell’amministrazione comunale che prevedono investimenti per centinaia di milioni e sono calate dall’alto a danno dei cittadini”. Tra gli altri, a Sampierdarena contro i depositi chimici, a Oregina e Lagaccio contro la funivia, il Comitato di via Vecchia, i contrari allo Skymetro in Valbisagno, il Comitato Banchelle, il Comitato liberi cittadini di Certosa contro la nuova linea ferroviaria, la nuova diga foranea eccetera. Clicca qui il volantino.

Il ministro Pichetto non è in grado di gestire la pesante eredità dell’era nucleare.

Mentre il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si trastulla a insistere sull’energia dell’atomo puntando sulla quarta generazione, affidati alla commissariata Sogin procedono a rilento lo smantellamento e la messa in sicurezza degli impianti nucleari italiani, dunque la realizzazione del deposito nazionale che dovrebbe definitivamente ospitare 95mila metri cubi di rifiuti radioattivi. Inoltre l’Italia non è più in grado di riprendersi le migliaia di tonnellate di scorie radioattive inviate per riprocessamento all’estero.

Lo smantellamento riguarda le centrali nucleari di Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano, il reattore Ispra-1 (Varese), l’Eurex di Saluggia, Opec e Ipu di Casaccia (Roma) e l’Itrec di Rotondella (Matera), mentre la dismissione dell’impianto FN di Bosco Marengo (Alessandria) si è conclusa a giugno 2022. In particolare l’Eurex è una bomba ecologica irrisolta da decenni.

Per quanto concerne il mitico deposito azionale, finalmente è pronta, ma non approvata, la bozza della Carta nazionale delle aree idonee (Cnai): i siti potenzialmente idonei sarebbero 57, in sei regioni. Nessuna delle aree indicate vuole ospitare il deposito.

Clicca qui

Si sta votando per il Premio Attila 2022.

Per la più alta onorificenza italiana a incoronare vincitori i nostri figli peggiori: industriali, politici, amministratori che nel corso dell’anno si sono particolarmente distinti a danno dell’ambiente, della salute e della pace.

Sono ammessi max due voti. Uno per l’ambiente, l’altro per la pace. Entro e non oltre il 14 febbraio 2023 le espressioni di voto dovranno pervenire a movimentodilottaperlasalute@reteambientalista.itmovimentolotta.maccacaro@gmail.com; o con SMS a 3470182679. Si possono indicare le motivazioni di merito, possibilmente nei limiti di un foglio di word, saranno pubblicate.

Per non influenzare il voto, al primo scrutinio pubblichiamo le candidature: senza graduatoria ma in ordine alfabetico, e con motivazioni telegrafiche.

Amadeus (Sanremo è musica e non propaganda di guerra di Zelenski).

Calderoli Roberto (Il garibaldino “qui o si fa l’Italia o si muore” citato dal sig. Meloni: nella versione turbo-leghista di Calderoli porterebbe alla divisione dell’Italia).

Cingolani Roberto (Prima nomina di Meloni: un classico della peggior politica italiota: affidare la soluzione dei problemi a chi li ha creati).

Crosetto Guido (Invio armi di Crosetto-Moschetto ministro della Guerra: e giù nuove commesse ai suoi ex soci, clienti e committenti della lobby armata).

Denaro Messina Matteo (Il collettivo palermitano Offline, quello dei manifesti “Forza mafia”, ha affisso cartelloni che annunciano le “elezioni primarie di Cosa nostra” per eleggere un nuovo capo).

Draghi Mario (Nel solco ormai consolidato di uno zerbinismo atlantico senza alcuna dignità).

Meloni Giorgia (Antropocentrismo nel discorso alla Camera: “Vogliamo difendere la natura con l’uomo dentro” perciò sono il presidente e non la presidente).

Moratti Letizia (Candidata dal duo Ollio & Ollio in Lombardia contro le destre, per le quali ha ricoperto qualunque carica. E iniziativa: nel 2007 aderì al Family Day col marito Gianmarco, ovviamente divorziato).

MSC Crociere e i suoi passeggeri (Per l’assoluto disprezzo del mare, dell’aria e dei territori).

Nobel Comitato per il (Ha conferito il Premio Nobel per la Pace all’Ong Center for Civil Liberties (Ucraina), che insiste sul fatto che la guerra è necessaria e che non sono possibili negoziati”.

Nordio Carlo (A chi gli ha rinfacciato d’esser troppo vecchio per fare il ministro, ha replicato che alla sua età Winston Churchill sconfisse Hitler).

Renzi Matteo (Rivendica di aver fatto il bene dell’Italia procurando la caduta di Conte pro Draghi).

Salvini Matteo (Dopo che Salvini ha rottamato 12 miliardi di pendenze esattoriali graziando 19 milioni di debitori, ai berluscones spetta ora il compito di devitalizzare i reati di corruzione e concussione).

Veronesi Giampiero, sindaco di Anzola (Ammonisce i consiglieri a non votare contro il supermercato perché l’azienda potrebbe intentare causa contro di loro).

Zelensky Volodymyr (Si esibisce dappertutto, scula ovunque in Europa e negli States, per aumentare il suo ego mentre la popolazione ucraina che non ne può più di questa guerra infinita).

Zelensky 2 (A Sanremo ci andò anche Gorbaciov: “Distruggi un Impero e andrai a San Remo”).

Zelensky 3 (Tra continui scandali e bavagli, annunciando personalmente il rimpasto, ha provato a trasformare la crisi in un’opportunità di mostrare agli alleati i suoi sforzi nella lotta alla corruzione).

Pfas: né analisi del sangue né degli alimenti.

Sempre più allarmate le direttive internazionali in merito ai Pfas: oltre ad essere tossici e cancerogeni, non si degradano, sono indistruttibili, quindi si accumulano nell’ambiente, nei suoli e nelle acque, dunque si accumulano negli organismi viventi, negli alimenti, e in ultima analisi si accumulano negli organismi umani, distruggendoli. Dunque è fondamentale monitorare la presenza dei Pfas nel sangue delle popolazioni più esposte: quelle venete per le quali la Regione è parzialmente intervenuta in zona rossa, e quelle piemontesi per le quali non è stato assolutamente intrapreso il monitoraggio ematico di tutta la popolazione a rischio.

Le persone più a rischio sono quelle alle quali è già stata riscontrata la presenza nel sangue di Pfas, che appunto si bioaccumulano. Per evitare il tragico fenomeno è indispensabile che gli alimenti assunti siano totalmente privi di Pfas. Ne consegue l’obbligo per le Regioni di procedere a campionare animali e alimenti. Tant’è che l’Europa ha ridotto di tremila volte i limiti presumibilmente massimi  di Pfas  assumibili giornalmente dagli individui. Però, mentre in Veneto l’accusa è che i laboratori dotati per analizzare la presenza di Pfas negli alimenti sono pochi e poco attrezzati, in Piemonte l’accusa non è di carenza ma praticamente di assenza: eppure le analisi, privatamente eseguite su un campione di abitanti dall’Università di Liegi, hanno allarmato livelli preoccupanti di Pfas nel sangue.

Ciononostante, il sindaco di Alessandria non ha emesso ordinanza di fermata degli impianti inquinanti della Solvay di Spinetta Marengo.

L’ARPA: ad Alessandria Pfas in acqua, in aria, in suolo (e dunque nel sangue).

Dall’anno scorso Arpa Piemonte, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente, ha avviato un’attività sperimentale di monitoraggio delle deposizioni di PFAS nella zona di Spinetta Marengo, in prossimità del polo chimico Solvay di Spinetta Marengo. Cioè il trasferimento di queste sostanze tossiche e cancerogene dai camini all’atmosfera e dall’atmosfera con ricaduta al suolo, alla vegetazione, all’acqua. Attraverso la loro presenza in aria, i pfas si accumulano nella catena alimentare: un dato che va collegato quindi a un altro studio della regione Piemonte in base al quale nell’aprile 2022 era emersa la presenza di c6o4 nelle uova e nel latte delle aziende agricole vicine al polo chimico.

Il monitoraggio è stato avviato attraverso il posizionamento di due punti -insufficienti- di controllo in via Genova e in strada Bolla.  I risultati hanno evidenziato cC6O4 e ADV N2, con valori mediamente sempre maggiori presso la postazione di via Genova, e in alcuni campioni anche la presenza di PFOA, PFBA e PFNA con valori prossimi al limite di quantificazione (LOQ).

Inoltre l’Arpa ha completato per il 2022 i campionamenti delle acque sotterranee a Spinetta Marengo ed aggiornati gli esiti con i dati di giugno: INQUINAMENTO DA PFAS “ADV N2” A GIUGNO 2022 oltre 55.000 nanogrammi/litro all’interno del sito, e oltre 5.000 all’esterno. Clicca qui.

Neppure questi dati convincono il sindaco a emettere ordinanza di chiusura delle produzioni inquinanti. 

Mangiare un pesce d’acqua dolce equivale a bere per un mese acqua fortemente contaminata da PFAS.

Uno studio americano ha rilevato che i pesci d’acqua dolce in natura (fiumi e laghi) sono talmente contaminati dalle PFAS, le famigerate “sostanze chimiche per sempre”, tossiche e cancerogene, che consumarli rischia di far accumulare livelli altissimi degli inquinanti nel nostro corpo. Un team di ricerca statunitense guidato da scienziati dell’Environmental Working Group (EWG) di Washington, hanno collaborato con i colleghi della Nicholas School of the Environment dell’Università Duke: sono giunti alle loro conclusioni, “Mangiare un pesce d’acqua dolce equivale a bere per un mese acqua fortemente contaminata da PFAS”, dopo aver analizzato i dati di oltre 500 campioni di filetti di pesce d’acqua dolce raccolti nell’ambito di vari programmi di monitoraggio condotti da diversi enti degli USA. Fra essi l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA), il Great Lakes Human Health Fish Fillet Tissue Study e il National Rivers and Streams Assessment. Nei pesci dei fiumi 9.500 nanogrammi per chilogrammo (ng/kg), nei pesci dei Grandi Laghi si arrivava a 11.800 ng/kg. Meglio acquistare quelli allevati.

Già negli anni duemila sollevammo l’allarme dell’inquinamento di Bormida-Tanaro -Po con conferenze in Italia ed esposti in magistratura: Clicca qui.

Il dolo di Solvay e Miteni nei processi Pfas.

Al Processo di Vicenza, una testimonianza dell’Istituto Superiore della Sanità inchioda le responsabilità di Miteni e Solvay che conoscevano -senza intervenire- i gravissimi rischi PFAS per la salute dei lavoratori e dei cittadini, quanto meno dalle vicende della Dupont negli Stati Uniti e dalla mole degli studi internazionali. E’ quanto già sostenemmo nell’esposto del 2009 alla Procura della Repubblica di Alessandria. Clicca qui il video di Rainews. Perciò insistiamo a definire dolose quelle condotte imprenditoriali. 

Pfas anche in Svizzera.

Quello che in Italia non si fa: “setacciato” il suolo svizzero a caccia dei PFAS: presenti nell’80% dei terreni esaminati in tutte le regioni della Svizzera, anche in quelle più discoste: vedi la cartina. Lo studio è stato condotto dall’Università di Zurigo di scienze applicate (ZHAW) e Agroscope (il centro di competenza per la ricerca agronomica), su mandato dell’Ufficio federale dell’ambiente. La mediana dell’inquinamento è di 1,4 µg/kg (per ogni chilo di terra), alcune quantità riscontrate superano addirittura i 6 microgrammi (zone del Ticino comprese, nella cartina  appaiono come punti arancioni). I risultati possono essere considerati come concentrazioni di fondo, tuttavia, per i terreni più fortemente inquinati, si cercano fonti specifiche, come i fanghi di depurazione o magari insediamenti industriali come Solvay e Miteni, comunque industrie che utilizzano i pfas. Gli esperti e le autorità si dichiarano oltremodo preoccupati per queste sostanze tossiche e cancerogene, bioaccumulabili e indegradabili, e chiedono al Consiglio federale di intervenire. La sezione “Siti contaminati” dell’Ufficio federale dell’ambiente, sezione che accompagna i progetti di ricerca per la gestione di siti inquinati, oltre ai divieti coordina e sostiene i Cantoni nei risanamenti: dove ci sono siti fortemente inquinati, allora lì si agisce per primi nella bonifica.

I governanti svizzeri dimostrano quel senso di responsabilità che manca in Italia: non è ancora stato ripresentato nel nuovo parlamento il Disegno di Legge (ex Crucioli) che vieta l’uso,  la commercializzazione e la produzione di PFAS o di prodotti contenenti PFAS, detta  norme per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento,  per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi, e per la riconversione produttiva e il controllo sull’inquinamento.

Cosa facciamo dei Pfas? Li inceneriamo?

Il Coordinamento No Inceneritore Fusina lancia la massima allerta alla popolazione di Venezia, della Riviera del Brenta, del Miranese e di tutta la cintura metropolitana sul progetto di ENI Rewind: la costruzione di due nuovi forni per bruciare 190.000 ton/anno di fanghi tossici che derivano non solo dai reflui domestici, ma anche da quelli industriali e artigianali e dai depuratori, in particolare con alte concentrazioni di diossine, idrocarburi, PCB, metalli e soprattutto PFAS. L’incenerimento di questi ultimi composti costituisce una vera e propria bomba ecologica e sanitaria.

Il Coordinamento sta lavorando a una grande manifestazione e ad altre azioni mirate a sensibilizzare i cittadini e a promuovere il boicottaggio della multinazionale petrolifera, e sta valutando l’indizione di un grande referendum popolare autogestito.

Il collasso della sanità viene da lontano.

Tra ospedale e territorio mancano più di 20 mila medici, 4.500 nei pronto soccorso, 10 mila nei reparti ospedalieri, 6 mila medici di medicina generale”. Mentre un parlamentare o un ministro sono in grado di spendere magari ventimila euro in una clinica e senza il bisogno di sorbirsi tre-sei mesi in lista d’attesa, la sanità è al collasso, falcidiata da tagli e inflazione, medici e infermieri costretti a turni massacranti e ridotti allo stremo, i bilanci risicati delle aziende ospedaliere non riescono neppure a fare fronte alle richieste di materiale sanitario e di nuove tecnologie, insomma anche questo governo è indirizzato a favorire la sanità privata.

A svendere la sanità sono state le controriforme del ‘92 e del ‘99 targate Pd nelle quali sono state protagoniste l’Emilia Romagna (che sul campo anticipò le Aziende prima della legge) e la ministra Bindi alla quale dobbiamo la creazione della vera “seconda gamba”, cioè una sanità privata che non si limita ad essere integrativa ma che è autorizzata, per legge, a sostituire quella pubblica. Contro il riproposto modello di controriforma neoliberista, clicca qui Il Manifesto.

Via libera alle armi contro la Russia.

DL Ucraina, via libero definitivo della Camera a larghissima maggioranza. Contrari solo M5s, Avs (Verdi e Sinistra Italiana) e un deputato del Pd (Paolo Ciani). La cessione di materiali militari a Kiev sarà possibile fino al 31 dicembre 2023.

Prezzi, raffica di rincari nel 2023: aumenti per bus, autostrade e benzina. (Adnkronos) – Il 2023 si apre all’insegna dei rincari, con una stangata per le famiglie stimata intorno ai 2.400 euro per il 2023. Cifra che, secondo il Codacons, non tiene conto dei possibili aumenti delle bollette di luce e gas.

Inflazione media annuale:  -0,2% nel 2020    +1,9% nel 2021    +8,2% nel 2022.  

Nel 2022 l’incremento medio delle retribuzioni è  stato pari  al 3%, rispetto all’inflazione il salario reale dei lavoratori è diminuito del 5%.

Le rivalutazioni delle pensioni per il 2023 vanno dall’ 8,91% (sino trattamento minimo € 525,39) per scaglioni fino al 2,36% (oltre 10 volte il minimo).

Comuni contro, Regione a favore dello sfregio.

Il progetto SIOT, società della multinazionale TAL, punta all’efficientamento del trasporto del greggio tramite l’oleodotto da Trieste all’Austria, con l’obiettivo di “riscaldare” il greggio per ridurne  la viscosità, utilizzando motori cogenerativi di alta potenza. I Sindaci denunciano: sul territorio carnico stazionerà una nuvola tossica persistente contenente monossido di carbonio, anidride carbonica e polveri sottili con conseguenti piogge acide dannose; è assicurato l’inquinamento acustico per il funzionamento continuo dei motori. Clicca qui il volantino del Comitato.

Il ghetto per anziani non autosufficienti.

In continuità con Draghi, il governo Meloni ha approvato il Disegno di Legge Delega sulla Non Autosufficienza, ovvero il DdL Delega sulle “Politiche in favore delle persone anziane”, che è in realtà una controriforma epocale che esclude dalle cure sanitarie e socio-sanitarie i malati cronici non autosufficienti (per ora anziani, ma con prevedibile estensione a tutti coloro che sono giudicati assimilabili). Si tratta di un testo inaccettabile per le persone malate non autosufficienti e le loro famiglie: un provvedimento che – se approvato – non concederà un solo nuovo diritto alle persone anziane malate croniche non autosufficienti (e alle persone con disabilità grave) e, anzi, sottrarrà clamorosamente diritti a queste categorie di italiani, emarginandole rispetto ai servizi cui hanno diritto gli altri cittadini, in violazione della Costituzione. Clicca qui  il Coordinamento per il Diritto alla Sanità per le Persone Anziane malate e non autosufficienti – CDSA.

Il governo decreta la pena di morte per Taranto.

24/1/2023, questo https://webtv.senato.it/4621?video_evento=241695 è il link ai vari interventi alle audizioni al Senato sullo scudo penale Ilva. L’intervento di PeaceLink comincia al minuto 60.

Il decreto non è emendabile e se viene convertito in legge equivale a riportare in Italia la pena di morte, per di più verso persone innocenti di cui non conosciamo nome, sesso, età e volto.

Clicca qui il video con l’intervento di Alessandro Marescotti.

Si pone il legittimo quesito: Chi è punibile? Di chi è la eventuale responsabilità penale? Oppure il governo afferma che ci sono “fatti” per i quali è esclusa ogni responsabilità penale?  Che possano contemplarsi per forza di legge reati per i quali l’artefice non sia punibile e persone impunibili alle quali è concesso commettere reati?

Contro il decreto del governo, per il documento ACP (Associazione Culturale Pediatri)  redatto dalla dottoressa Annamaria Moschetti: cliccare qui. La video intervista di Moschetti è cliccabile qui.

In particolare, esiste un grave e concreto rischio rappresentato dalla esposizione alle sostanze neurotossiche immesse in ambiente dall’impianto siderurgico e che in presenza di una continuità produttiva, sono fortemente da temersi ritardi cognitivi e riduzioni del Quoziente Intellettivo (QI) nei bambini così come documentato dalla letteratura scientifica.

Sullo stesso decreto, per il documento di Gianfranco Amendola: cliccare qui: ll nuovo governo ci ha dimostrato che al peggio non c’è mai fine.

Si aprono le votazioni per il Premio Attila 2022.

Il Premio Attila è nel suo genere dal 2004 la più alta onorificenza italiana che incorona vincitori i nostri figli peggiori: industriali, politici, amministratori che nel corso dell’anno si sono particolarmente distinti a danno dell’ambiente, della salute e della pace. Annoveriamo grandi calibri ma anche piccoli che nel loro piccolo sanno fare grandi danni: Marcellino Gavio, Fabrizio Palenzona, Carlo Cogliati, Angelo Riccoboni, Bruno Binasco, Tribunale di Alessandria, Rita Rossa, Matteo Salvini, Famiglia Benetton, Matteo Renzi, Mario Draghi…

Sotto il patrocinio del “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”, emettiamo questo bando per il 2022.

Al voto sono ammessi i nostri 900.000 lettori mensili del Sito e i 38.000 mila plurisettimanali della mailinglist e i circa 7.000 mila membri del nostro gruppo e pagina facebook.

Sono ammessi max due voti. Uno per l’ambiente, l’altro per la pace.

Entro e non oltre il 14 febbraio 2023 le espressioni di voto dovranno pervenire a movimentodilottaperlasalute@reteambientalista.itmovimentolotta.maccacaro@gmail.com; o con SMS a 3470182679.

Indicare le eventuali motivazioni di merito, possibilmente nei limiti di un foglio di word. Saranno pubblicate.

La rassegna dei Premi Attila (118 pagine) è disponibile a chi ne fa richiesta a movimentolotta.maccacaro@gmail.com

Solvay gongola: usciremo indenni dal processo di Alessandria.

L’AD: io non pago.

Solvay gongola, non trattiene la propria soddisfazione nel comunicato stampa che commenta la conclusione delle indagini del Procuratore della Repubblica di Alessandria, Enrico Cieri, in merito al disastro ecosanitario del polo chimico di Spinetta Marengo: ridimensionato da doloso a disastro ambientale colposo.

La Procura ha partorito un topolino, esulta, “rispetto allo scenario configurato alla partenza delle indagini e alle accuse sostenute dalle denunce e dagli esposti presentati in Procura, le imputazioni appaiono ridimensionate”. Il riferimento quanto mai opportuno è alla pesante mole di documentazione accusatoria presentata dagli ambientalisti, ad esempio dal ‘Movimento di lotta per la salute Maccacaro’ tramite ben otto esposti di dati scientifici locali e internazionali.

“In particolare” sottolinea Solvay tirando un sospiro di sollievo “al termine di approfondite e lunghe indagini preliminari condotte dalla Procura e dai Noe Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, viene escluso il reato di omessa bonifica e il dolo originariamente contestato”. Per noi l’ipotesi è scandalosa, e la stessa Solvay si mostra sorpresa: “Le residue ipotesi d’accusa riguardano una responsabilità colposa (cioè non intenzionale) relativa ad una presunta alterazione dell’ambiente.” Solvay ha ben presente la differenza di condanne fra reati di colpa (negligenza e imprudenza) invece che aggravati in dolo (precisa e cosciente volontà di compiere un’azione criminosa).

 E’ comprensibile che gioisca perché innanzitutto delle 8 persone inizialmente indagate ne sono rimaste solo 2, e addirittura solo per il reato di colpa, e non può che concludere il comunicato stampa ammiccando: “Solvay è certa che tutti i propri manager hanno sempre operato con correttezza e nell’osservanza delle normative ambientali e conferma la propria fiducia nella giustizia e nel lavoro dei magistrati che sapranno fare pienamente chiarezza sul loro corretto operato”. La multinazionale belga esclude la responsabilità amministrativa ex articolo 25 del 18 giugno 2001 con riferimento al reato di disastro ambientale colposo.

Solvay esprime fiducia, cioè aspettativa, che anche questo processo si concluda come un delitto perfetto (vedi “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia).  Esprime fiducia che i due direttori imputati, ben protetti dal collegio di avvocati e consulenti, non rischieranno neppure un giorno di galera, che la simbolica condanna (ampiamente coperta dalle retribuzioni) li usi come capri espiatori a copertura delle responsabilità dolose dei livelli alti della catena di comando, fino a Bruxelles. Stefano Bigini e Andrea Diotto, infatti, si giustificheranno che hanno fatto tutto il possibile con i pochi soldi messi loro a disposizione da chi si cura dei profitti e non della salute, da chi dovrebbe essere imputato di omessa bonifica, la quale perciò resterà tale anche in futuro. A tacere che ammalati e morti non riceveranno risarcimenti.

Tragica pantomima del sindaco di Alessandria.

Continua la “pantomima pfas” al Comune di Alessandria. Il sindaco dovrebbe, in forza delle indagini epidemiologiche e ambientali già sul suo tavolo (clicca qui Disastroso l’attuale inquinamento della Solvay di Spinetta Marengo.), emettere ordinanza di chiusura delle produzioni inquinanti della Solvay di Spinetta Marengo. Invece continua a parlare senza mai arrivare al dunque, ovvero cerca di cambiare discorso per evitare l’argomento sgradito (mena il can per l’aia, insomma). In questo senso fa convocare dalla Commissione Ambiente il Comitato che ha presentato una raccolta firme per affrontare l’inquinamento della Fraschetta. La Commissione trasmetterà al Sindaco, che ne prenderà atto per trasmetterla alla Regione a corto di soldi, la raccomandazione di effettuare un biomonitoraggio dei pfas nel sangue della popolazione, una ulteriore indagine epidemiologica/ambientale e quant’altro eccetera chiesto dall’ingenuo Comitato. Cioè dati già acquisiti e sufficienti per emettere l’ordinanza, semmai ulteriormente utili per rivendicare risarcimenti.

In Veneto, a differenza del pilatesco Piemonte, intanto continua il piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione dell’area rossa (circa 300 mila persone di Vicentino, Veronese e Padovano), esposta direttamente a Pfas. L’ultimo rapporto, risalente al 21 novembre, mette in evidenza come per il primo round di screening, su più di 100 mila persone invitate a sottoporsi all’esame, hanno già aderito poco meno di 61 mila.

La speculazione energetica nei mari della Sardegna.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha presentato il quattordicesimo atto di opposizione alla quattordicesima istanza di concessione demaniale marittima per la realizzazione dell’ennesima centrale eolica offshore nei mari della Sardegna, in assenza di alcuna pianificazione preventiva, di alcuna considerazione della necessità dell’energia producibile, di alcuna verifica dell’utilizzabilità dell’energia producibile, di alcuna valutazione dell’impatto ambientale… LEGGI L’ARTICOLO >

Appello per la vita di Alfredo Cospito.

Facciamo appello all’Amministrazione penitenziaria, al Ministro della Giustizia e al Governo perché escano dall’indifferenza in cui si sono attestati in questi mesi nei confronti della protesta di Alfredo Cospito e facciano un gesto di umanità e di coraggio. Le possibilità di soluzione non mancano, a cominciare dalla revoca nei suoi confronti, per fatti sopravvenuti e in via interlocutoria, del regime del 41 bis, applicando ogni altra necessaria cautela. È un passo necessario per salvare una vita e per avviare un cambiamento della drammatica situazione che attraversano il carcere e chi è in esso rinchiuso. Continua qui l’appello sottoscritto da numerose personalità italiane.

Diritto di voto a tutte le persone che vivono in Italia.

Il fondamento della democrazia e’ il principio “una persona, un voto”; l’Italia essendo una repubblica democratica non può continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone non native che vivono stabilmente qui, qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all’Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano.
Rinnovato l’appello al Parlamento italiano sottoscritto da numerose persone di volontà buona ed esperienze della società civile (clicca qui).

27 gennaio, “Giorno della memoria”.

Legge 20 luglio 2000, n. 211: “Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.

Art. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto e’ accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.

Pale eoliche nel paesaggio della Gioconda – Montefeltro.

7 pale eoliche alte 180 metri, questo è Badia del Vento, un ecomostro che, se autorizzato, deturperà l’Alta Valmarecchia e l’area dello storico Montefeltro che ospita scorci riconosciuti tra i più suggestivi dell’Appennino, quali i Balconi di Piero della Francesca e le morbide colline del paesaggio della Gioconda. Clicca qui Italia Nostra.

Gli emendamenti proposti dalla FISH al “Decreto Milleproroghe”.

Educazione inclusiva, “lavoro agile,” sorveglianza attiva dei lavoratori con disabilità grave, quote riservate nell’assumere personale ministeriale, stabilizzazione e assunzione di assistenti sociali: sono i temi delle proposte di emendamento elaborate in una Memoria della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), in vista di un’audizione presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio del Senato, che lavorano alla conversione in legge del Decreto Legge su “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi”, meglio noto come “Decreto Milleproroghe” (continua…)

Il più grande corteo pacifista mai verificatosi in Italia.

15 Febbraio 2003, tre milioni di persone sfilano per le strade di Roma per dire non alla guerra (all’Iraq) “senza se e senza ma”: clicca qui il video.

Per varare l’iniziativa sul ventennale: martedì 24 gennaio on line alle ore 17:30  In Zoom
https://us06web.zoom.us/j/87998634614?pwd=WXpjVVhrU0IyUlEvODZGbkJZaENRQT09  ID riunione: 879 9863 4614 Passcode: 882053

Non siamo nelle condizioni fisiche di poter scendere in piazza.

Siamo coloro che si sono ammalati a causa dell’inquinamento, i primi a subire sulla nostra pelle le sue conseguenze. Abbiamo tutti subìto il trapianto di midollo osseo in seguito alla diagnosi di Leucemia e, chi più chi meno, sono anni che lottiamo per sopravvivere. Ovviamente di Leucemia ci si ammala ovunque ma qui a Taranto i numeri sono da strage. Per non parlare dei bambini.

Abbiamo deciso di aderire al Coordinamento Tarantocontrastare la recente decisione del Governo di dare nuovamente l’immunità penale a chi gestisce l’ex Ilva. Non siamo nelle condizioni fisiche di poter scendere in piazza a protestare e l’unico modo che abbiamo è unirci simbolicamente alla mobilitazione, firmando i comunicati come è già stato fatto o inviando dei messaggi sui nostri profili social che sono ormai la nostra finestra sul mondo, esprimendo quella che è la nostra posizione Per questo invitiamo la cittadinanza a partecipare con noi.

Non avrei messo al mondo mio figlio.

Una delegazione del Coordinamento Taranto che si batte contro il nuovo scudo penale concesso all’ILVA ha incontrato il Prefetto di Taranto. Nell’incontro ha parlato una mamma affetta da una grave leucemia: Se io potessi tornare indietro non avrei messo al mondo mio figlio in queste condizioni per la paura che si ammali. Continua qui la sua testimonianza. Il Prefetto si è avvicinato e le ha dato la mano. E’ stata accompagnata anche dalla Digos giù fino all’auto. Aveva le gambe deboli e malferme. I giornalisti hanno chiesto una dichiarazione, lei ha abbassato il finestrino e ha parlato, rilasciando la sua testimonianza di portavoce dei pazienti del suo reparto. Poi l’auto si è allontanata fra due ali di manifestanti che la applaudivano.

Vuoi capire cosa è la campagna Riprendiamoci il Comune?

Vuoi sapere cosa propone la legge d’iniziativa popolare per la riforma della finanza locale? Vuoi sapere cosa propone la legge d’iniziativa popolare per la socializzazione di Cassa Depositi e Prestiti? Vuoi capire cosa cambierebbe nella vita delle persone e delle comunità locali? Partecipa all’incontro di formazione online che si terrà giovedì 19 gennaio ore 21. Clicca qui.

Dalla parte di chi imbratta con la vernice.

L’informazione parla degli attivisti come se fossero dei pericolosi terroristi che minano l’arte; sugli schermi si parla delle loro “urla”, ma si omette il messaggio di quelle urla; mentre si mostra l’arancione sulle pareti, c’è già chi, con un getto d’acqua ripulisce quel gesto e quella tinta lavabile. Siamo capaci di ascoltare questo loro messaggio o ne abbiamo troppa paura? Clicca qui.

La strage dei delfini soldato.

Secondo le immagini satellitari diffuse dall’Istituto navale Usa, Mosca sta impiegando i delfini contro l’esercito gialloblu nel porto di Sebastopoli, ripetendo una strategia già rodata sulle coste di Tartus, in Siria. Poiché sono capaci di recuperare relitti, andare in missioni di ricognizione, individuare e sventare attacchi nemici, l’impiego militare di questi cetacei non è esclusivo del Cremlino: anche Washington, Pyongyang e Tel Aviv addestrano delfini da combattimento. (continua a leggere)

Per la miniera ambientalisti contro Verdi.

Un migliaio di agenti della polizia tedesca sta tentando di sgomberare i manifestanti ambientalisti che ormai da mesi hanno occupato il piccolo paese di Lützerath, nello stato tedesco del Nord Reno-Westfalia. Gli ambientalisti protestano contro l’espansione della locale miniera di carbone di Garzweiler, che comporterà fra le altre cose la demolizione integrale del paese per fare posto alle cave dove estrarre carbone. Per sgomberare del tutto Lützerath potrebbero volerci settimane. Gli ambientalisti hanno costruito decine di case sugli alberi, si sono nascosti nei lunghissimi tunnel sotterranei della miniera e imbozzolati in alcune amache costruite fra i pali della luce.

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