Un atto di vigliaccheria nei confronti della libertà di informazione.

La Camera ha respinto la mozione dei deputati di Alternativa (il gruppo formato in gran parte da ex M5s fuoriusciti alla nascita del governo Draghi) che impegnava il governo italiano a concedere lo status di rifugiato politico a Julian Assange, il fondatore di Wikileaks di cui gli Stati Uniti chiedono l’estradizione al Regno Unito, dov’è detenuto dal 2019. Il testo – su cui il governo aveva espresso parere contrario – è stato bocciato con 225 no, 22 sì e 137 astenuti. Ad astenersi sono stati i parlamentari di Liberi e uguali, 5 Stelle e Fratelli d’Italia, contro si sono espressi tutti gli altri gruppi. “In nome di un’inesistente fratellanza atlantica, il Parlamento ha consumato l’ennesimo atto di vigliaccheria nei confronti della libertà di informazione. La totale subalternità a Washington che detiene italiani falsamente accusati e si è sempre fatta beffe della giustizia italiana, come nel caso della strage del Cermis, ha spinto la gran parte dei deputati a disinteressarsi della persecuzione che Assange sta subendo da anni dalla democrazia di Guantanamo”. Clicca qui Amnesty International: La richiesta di estradizione da parte degli Usa si basa su accuse che derivano direttamente dalla diffusione di documenti riservati nell’ambito del lavoro giornalistico di Assange con Wikileaks. Rendere pubbliche informazioni del genere è una pietra angolare della libertà di stampa e del diritto dell’opinione pubblica ad avere accesso a informazioni di interesse pubblico. Tutto questo dovrebbe essere oggetto di protezione e non di criminalizzazione.

La storia dell’attivista No Tav che sarà consegnato alla Francia.

Emilio Scalzo, 66 ani, è accusato di aver aggredito un gendarme francese durante una manifestazione a favore dei migranti che valicavano la frontiera lungo la cosiddetta “rotta delle Alpi”: Claviere è a 1.760 metri di altitudine, e il cammino, spesso sotto la neve e con il ghiaccio, dura almeno cinque ore. Le operazioni di aiuto ai migranti cominciarono nel 2017, e furono promosse dalla rete No Tav della Val Susa: la loro attività ha come obiettivo quello di dare rifugio e aiuto alle tante persone che tentano il passaggio in Francia per poi raggiungere, se riescono, la Germania. Il 15 maggio ci furono scontri: attivisti italiani e francesi da una parte e gendarmi dall’altra.  Scalzo è molto conosciuto tra gli attivisti No Tav e No Border: da anni è uno dei più attivi tra i militanti. Aveva finito a marzo di scontare una precedente pena di nove mesi agli arresti domiciliari per fatti sempre legati alla sua militanza. È inoltre sotto processo per l’occupazione di una ex casa cantoniera a Oulx trasformata in rifugio per i migranti.

Arrestato ancora il pacifista Turi Vaccaro.

Turi Vaccaro è stato arrestato dalla polizia ferroviaria di Firenze. Dicono che deve scontare un residuo di pena di 5 mesi più altri due mesi di arresto.
Nei confronti di Turi, pacifista integrale e conseguente, è in atto un vero e proprio accanimento;  persecuzione che è in corso in ogni parte d’Italia nei confronti dei Movimenti di lotta. Oltre tutto Turi è malato ed è reduce da un ricovero ospedaliero in Sicilia da cui è uscito molto provato. Il Movimento NO MUOS esprime tutta la massima solidarietà al compagno e invita i movimenti e gli attivisti contro la guerra e contro le sopraffazioni del capitale a chiedere e lottare per la sua liberazione immediata. Contro la repressione la solidarietà è un’arma. Turi libero, Emilio libero, tutti e tutte liberi.

Si parla dei vaccini ai bimbi per occultare i veri problemi.

“Sarà molto importante vaccinare anche i bambini. Per loro il danno del Covid è modesto ma possono infettare gli adulti non protetti, perché il vaccino protegge solo al 90%, e quelli che non si sono voluti vaccinare. D’altra parte questi ultimi possono infettare i bambini. Se gli adulti fossero tutti vaccinati ci sarebbe meno fretta di vaccinare i bambini”… “I dati a disposizione sono relativamente pochi. Forse la via migliore è aspettare di vedere cosa succede nei Paesi in cui si stanno vaccinando i bambini, Israele ma anche gli Stati Uniti. Soprattutto porre l’attenzione sui bimbi al di sotto dei 12 anni è un modo per dimenticare tutti gli altri problemi. È il gioco anche dei mass media, che puntano sempre su qualcosa di nuovo. Le priorità sono altre”. Clicca qui Silvio Garattini, farmacologo di fama internazionale, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri.

I dati non bastano: meglio aspettare le iniezioni ai bambini.

Secondo Antonio Cassone, membro dell’American Academy of Microbiology ed ex direttore delle Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità. Il trial di Pfizer-Biontech ha numeri troppo esigui. Non si è rispettata la regola secondo cui la sperimentazione si fa con numeri che diano certezze sul rapporto rischi-benefici. Si è spinti dal terrore che se il virus circola molto tra i bambini si rischia di infettare gli adulti. Invece sono gli adulti che  si ammalano, hanno più virus e spesso infettano i bambini. Clicca qui.

Comunità scientifica divisa sulla vaccinazione dei bambini.

Istituto Superiore di Sanità: gli under 11 deceduti per Covid da inizio pandemia sono 10, e tutti presentavano co-patologie importanti. Manca un’indagine epidemiologica che indichi quanti siano i bambini già guariti da Covid. Società Italiana di Genetica Umana: “È opportuno agire come abbiamo sempre fatto per altre malattie virali; se ci sono anticorpi circolanti non si procede con vaccinazione. Statisticamente sono rarissimi i casi in cui i bambini che contraggono il Covid manifestano forme acute, altrettanto rari sono i ricoveri”. Anche Pfizer: pochi dati sul rischio miocardite/pericardite  nei bimbi post vaccinazione.

Ma ci sono altre due questioni aperte. Vaccinare i più piccoli servirebbe a bloccare i contagi e la circolazione del virus?  I bambini non sono “super-diffusori”?  (Continua).

Dalla Francia alla Germania i dubbi sui vaccini agli under 12.

Lo studio della “Società francese di pediatria” ipotizza che si debbano valutare i possibili maggiori benefici di una immunità naturale acquisita dopo il contagio, rispetto a una immunità indotta dal vaccino e consiglia di attendere maggiori dati. Nel caso che venisse comunque presa la decisione di vaccinare i bambini, la ricerca consiglia di eseguire test sierologici prima della vaccinazione per escludere i soggetti già immuni. La “Società tedesca di pediatria” auspica che la  raccomandazione a vaccinarsi debba riguardare, per il momento, soltanto i bambini con malattie croniche o rischi speciali. Clicca qui.

Perché non fare i richiami solo a chi ha gli anticorpi bassi?

Perché il Cts non consiglia a ogni paziente un esame sierologico prima del vaccino? Dopodiché alla luce dei dati si può decidere di fare richiamo per chi presenta una risposta anticorpale insufficiente, o di evitare il richiamo per coloro i quali hanno valori sufficienti a una protezione adeguata. Come ha dichiarato Galli al Fatto: “Bisogna considerare che il livello di anticorpi al SarsCov2 magari non rappresenterà una risposta esaustiva ma è la più semplice da trovare. E, che piaccia o meno, gli anticorpi sono un marcatore di risposta”. (continua).

I No Vax e la Costituzione.

“Otto milioni di non vaccinati sono cittadini mossi non  tanto dalla sfiducia nella scienza, ma nelle istituzioni. È un sentimento che sommerge la politica, i partiti, il Parlamento, la magistratura. Non si fidano dello Stato perché ha dato cattiva prova di sé. Non sono otto milioni di fascisti, credo, ma 8 milioni di italiani che diffidano del proprio Stato”… “Il green pass è un obbligo di vaccinazione mascherato. La Costituzione stabilisce che per disporre trattamenti sanitari obbligatori è necessaria una legge, non si può agire per decreto come ha fatto il governo.” Clicca qui il costituzionalista  Michele Ainis.

Come vanno trattati i No Vax.

“Devono schiattare: governo, giornali e tv, senza risorse e senza ascolti! Da oggi si comincia. Vediamo se noi segregati, maltrattati, siamo cosí inutili, insignificanti e ininfluenti! Questo super greeeen cazzz è un’offess alla dignità. Non siamo affatto pochi! Gli possiamo fare molto male. Possiamo ficcarglielo in quel posto!” (Enrico Montesano, ex comico, Il Fatto, 26.11). Continua con altri pareri.

Trovare trattamenti è più complicato che trovare vaccini

(e meno redditizio per le case farmaceutiche?).

Clicca qui Maria Rita Gismondo direttore microbiologia clinica e virologia del ‘Sacco’ di Milano:  “Tutte le energie sono state concentrate sulla ricerca di un vaccino e di farmaci salvavita. Mentre poco è stato fatto nella ricerca dei farmaci di cura del covid:  il trattamento precoce inoltre può limitare la trasmissione del virus e impedire il sovraccarico degli ospedali”.

Dagli all’untore?

Servono le mascherine e il distanziamento, sorveglianza sanitaria e cure precoci più efficaci e interventi strutturali su scuole, trasporti e molto altro. Accusare i non vaccinati è troppo semplice e non funziona. Clicca qui Il Fatto.

Solidarietà per Emilio.

Sono arrivati scavalcando il cancello, come degli intrusi, bloccando la statale con le camionette e circondando la casa con decine di digos. Tra le grida di rabbia di chi da giorni presidia casa di Emilio per rendere più difficile il suo arresto, tra le urla che invocano libertà, Emilio è stato tradotto in carcere a Torino in attesa di essere portato in Francia. Continua su newslettera di Doriella&Renato, insieme alle altre iniziative No Tav Valsusa.

Tenda Antinucleare a Roma.

Organizzata da Disarmisti esigenti, WILPF Italia, Missione Mediterraneo, con la collaborazione di Radio Nuova Resistenza. Contro l’eventualità che la UE consideri il nucleare, insieme a gas e CCS, tecnologia «verde» su cui investire. Per tutta la settimana,  ogni giorno un tema da sviluppare con  dibattiti in trasmissioni radio e con eventi tramite facebook. Clicca qui il programma.

Il 4 dicembre è il No Draghi Day.

Sindacalismo di base e tante realtà sociali scenderanno in piazza per dire NO ai licenziamenti e alle privatizzazioni, per lottare contro le diseguaglianze, per lottare contro la precarietà e per la piena occupazione, per forti investimenti per scuola, sanità, trasporti, previdenza pubblica e casa, contro le spese militari e le missioni all’estero, a favore di una necessaria spesa sociale.
Clicca qui l’elenco delle città con i luoghi di ritrovo per le manifestazioni, e alcuni link con info e comunicati.

Gli studenti di Alessandria in visita alla Solvay di Spinetta.

“Il nostro Gruppo ha lanciato la strategia Solvay One Planet con cui si pone concreti obiettivi di sviluppo sostenibile, fra cui in particolare la riduzione del 26% delle emissioni di gas serra entro il 2030”. Quando gli ex studenti avranno raggiunto i 30 anni.  Per l’obiettivo della riduzione  del  100% delle  emissioni dei letali gas fluoro derivati: quale aspettativa di vita dovrebbero avere gli studenti?

Per Tav Valsusa non sfugge dalla condanna anche questo governo.

Al termine della sessione conclusiva del Tribunale Permanente dei Popoli dedicata a “Diritti fondamentali, partecipazione delle comunità locali e grandi opere (5 – 8 Novembre 2015)“, è stata pronunciata una sentenza storica di condanna dell’intero SISTEMA DELLE GRANDI OPERE.
Una sentenza che accoglie l’impianto accusatorio e lo rafforza, che riconosce la violazioni di diritti fondamentali non soltanto in Val di Susa, che denuncia la violazione di convenzioni internazionali da parte degli stati che le hanno sottoscritte, che chiede per la Valsusa la sospensione dei lavori e la cessazione dell’occupazione militare. Clicca qui.

Agricoltura sostenibile: delusi da Bruxelles, ci resta il Piano nazionale.

La Commissione a guida Von der Leyen aveva tentato di mettere in campo azioni finalizzate a raggiungere concretamente gli obiettivi stabiliti dal Green Deal, ma i risultati sono stati deludenti. Adesso tutto è nelle mani dei singoli Paesi: abbiamo la possibilità di traghettare verso la transizione ecologica tutto il comparto agroalimentare. Clicca qui Legambiente.

Nucleare di quarta generazione?

Il problema non cambia. Convegno a Trino. Clicca qui Gian Piero Godio. Clicca qui la posizione di Legambiente Piemonte in merito alla localizzazione nazionale del deposito unico nazionale.

“Storia antinucleare” è disponibile on line a chi ne fa richiesta a movimentolotta.maccacaro@gmail.com In oltre 100 pagine racconta quaranta anni di lotte contro il nucleare in Italia. Ovvero il Dossier racconta l’epopea della mobilitazione popolare che contrastò il nucleare civile e ne perseguì la fuoriuscita definitiva anche tramite una sentenza pilota valida come precedente per tutti i siti nucleari italiani. Storia dello strapotere  politico-giudiziario che la impedì sulla pelle delle generazioni presenti e future. Ovvero racconta la storia che va da Bosco Marengo (AL) al Forum nazionale dei Movimenti Antinucleari e al Referendum 2011, dal dopo Referendum ai governi “verde-giallo-rossi” e “policromo”, fino all’odierno rilancio del “nuovo nucleare” e all’irrisolto deposito nazionale. E’ Storia  -documentata-  anche di connivenze complicità corruzioni ignavie, tratta in breve da stralci dei libri “Ambiente Delitto Perfetto” (Barbara Tartaglione – Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) e “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”, nonché (circa 300 articoli) del Sito “Rete Ambientalista Movimenti di lotta per la salute, l’ambiente, la pace e la nonviolenza” gestito dal “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”.

Anche Legambiente chiede la chiusura della Solvay di Alessandria.

La definisce “diffida”. Legambiente chiede a Solvay di fare cose per l’ambiente e la salute ovvero di non fare cose contro. Le dettaglia con intransigenza. Tutte cose sacrosante, sapute e risapute, ma Legambiente sa perfettamente che sono condizioni impossibili da essere accolte da Solvay  e dunque chiedere l’impossibile equivale di fatto a chiedere la chiusura dello stabilimento di Spinetta Marengo.  Esempio eclatante  è chiedere  “la bonifica integrale” e nel contempo definirla “impossibile”.

Questa posizione è emersa chiaramente nel convegno di Alessandria, a cominciare dal responsabile scientifico nazionale  che sentenzia come “ineluttabile” la fine dei micidiali Pfas nel mondo e in Italia, cioè la fine dei loro utilizzi e produzioni a Spinetta. Siccome  ineluttabile, prima avvenga meglio è. Ma la criticità dell’esistenza di questa centenaria fabbrica, ubicata nel bel mezzo dell’abitato, non è tanto legata ai Pfas quanto alle altre produzioni fluoroderivate. Emerge dalla esemplare  relazione di Claudio Lombardi (non dimenticare di cliccarla qui) che da assessore sbatté contro il muro di gomma della Solvay. Lombardi non usa la parola “chiusura”, la traduce in “riconversione e attività di ricerca”, ma  sono le drammatiche condizioni ambientali e sanitarie del territorio emergenti dalla sua rigorosa analisi che non lasciano spazio che alla soluzione finale.

Legambiente si ricompatta così con le altre associazioni ambientaliste: ComitatoStopSolvay, FridaysForFuture, Greenpeace. A maggior ragione dopo la clamorosa posizione della CGIL per la chiusura. Però il  loro tallone d’Achillle resta il fatto incontestabile che non sarà mai Solvay a mollare gli stratosferici profitti finchè protetta dalle complicità istituzionali e politiche. E’ a queste ultime che deve essere rivolto l’ultimatum, altrimenti resterebbe velleitario, uno spot pubblicitario, il titolo del convegno “Ultimatum a Solvay”. Ultimatum significa “dichiarazione di guerra”, con quali armi?

A  questo punto, ci siamo chiesti: come lanciare l’ultimatum a quelli che possono decidere le sorti  del sito Solvay di Spinetta Marengo? La risposta è: con lo strumento del Referendum Popolare. I cittadini determinano direttamente la sorte dello stabilimento, decidono a quali condizioni SI o NO Solvay può restare a Spinetta Marengo, se vuole restare senza ricatti, decidono quali condizioni le Istituzioni devono imporre a Solvay: pena il voto. Il voto è l’unico nervo sensibile dei partiti. L’ultimatum, la dichiarazione di guerra è il “voto contro”:  una vera e propria campagna elettorale contro i partiti di quelle Istituzioni – Provincia, Comune Regione – che non imporranno alla Solvay le condizioni decise dal  Referendum. Quelle complicità potranno vacillare a suon di voti.

La sconfitta.

Nessuno, in tutta la storia, può vantare un curriculum pari al mio di avversario ai padroni dello stabilimento di Spinetta Marengo. Mi si dà atto di non avere mai chiesto la chiusura della fabbrica, mai, né nei trenta anni di lotte da dipendente perseguitato, né nei venti di lotte da pensionato. Lo testimoniano anche i miei libri.  Oggi mi rendo conto che chiunque legga  le 300 pagine del Dossier, o sfogli le centinaia di articoli sul Sito della Rete, o ascolti la relazione di Claudio Lombardi, non possa che arrivare alla conclusione anche di Legambiente. Dopo 50 anni di battaglie vinte, per me è come vivere la  sconfitta.

Clicca il video dell’intervento o clicca qui la sua trascrizione. 

La requisitoria.

E’ importante, per capire la drammaticità della situazione del territorio alessandrino su cui grava la Solvay di Spinetta Marengo, la relazione tenuta dall’ingegner Claudio Lombardi al convegno di Legambiente “Ultimatum a Solvay” del 26 novembre 2021.  Lombardi, che da assessore sbatté contro il muro di gomma della Solvay, prima di arrivare alle conclusioni analizza con metodo e rigore  tutti i dati disponibili  sulle insostenibili condizioni ambientali e sanitarie di Alessandria.

Clicca sul video: 26 minuti che meritano. In pratica un valido promemoria per i Pubblici Ministeri. 

Gli ispettori ONU in Italia a indagare sui Pfas.

È la prima volta che accade un fatto del genere. Di fronte ad uno dei più gravi casi di inquinamento a livello internazionale, di fronte alla denuncia del crimine ambientale e sociale  favorito dalle forze politiche italiane (vedi il nostro Dossier), l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sarà in Italia dal  30 novembre  al 4 dicembre 2021 in terra veneta, dalla quale si avviano i primi sopralluoghi in Italia. La vasta contaminazione in Veneto  dovuta ai Pfas è in massima  parte attribuita alla Miteni e ha dato origine ad un maxi processo  che è in corso a Vicenza, mentre sta per avviarsi il gemello di Alessandria contro la Solvay di Spinetta Marengo. 

Gli studi Pfas che il Veneto fa e non il Piemonte.

La Regione Veneto ha risposto alle critiche presentando due nuovi progetti di ricerca: del  prof. Carlo Foresta del Dipartimento di Medicina (osteoporosi indotta da Pfas), e della professoressa Cristina Canova, del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica (effetti Pfas anche a medio lungo termine): clicca qui. La Regione Piemonte è da sempre latitante a monitorare le condizioni di salute della popolazione alessandrina contaminata da Pfas (e da altri 21 tossico-cancerogeni), al punto da essere apertamente contestata come complice di Provincia e Solvay di Spinetta Marengo. 

Presentata la relazione sui danni da Pfas in Commissione parlamentare.

Dopo decine di audizioni e una missione a Spinetta Marengo. Principale promotore è stato Alberto Zolezzi   membro delle commissioni Ambiente ed Ecomafie. Clicca qui la comunicazione MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati. A questo punto la parola passerebbe al Governo, anzi ripasserebbe perché già l’ex ministro all’ambiente del M5S  aveva disatteso l’impegno di porre LIMITI ZERO AI PFAS, ovvero a eliminare queste sostanze dalla produzione e dall’utilizzo.

Una iniziativa possibile della Procura della Repubblica di Alessandria nei confronti del Parlamento.

Una iniziativa possibile della Procura della Repubblica di Alessandria  nei confronti del Parlamento può essere analoga a quella intrapresa dal procuratore generale del Michigan Dana Nessel con altri 18 procuratori, nei confronti della Commissione per l’ambiente e i lavori pubblici (EPW) del Senato degli Stati Uniti, ad agire sulla salute e sulla protezione ambientale per affrontare i  PFAS, in particolare il C6O4, identificando diverse priorità legislative: clicca qui.

Il procuratore Nessel  ha avviato nel 2020 un progetto di contenzioso PFAS per ritenere i produttori di PFAS responsabili dei danni causati da PFAS che hanno finito per contaminare l’ambiente del Michigan; attualmente sono pendenti quattro cause legali.

“MammeNOpfas”: siamo alla follia, C6O4 perseguito in Veneto e autorizzato in Piemonte.

La follia è quella della Provincia di Alessandria che concede autorizzazione AIA alla Solvay di Spinetta Marengo per il tossico e cancerogeno Pfas C6O4, spacciato come innocuo sostituto dei vecchi Pfas. Invece a Vicenza nell’ambito del processo Miteni di Trissino le Amministrazioni si costituiranno parte civile  non solo per il reato di inquinamento ambientale PFAS più vecchio (PFOA ) ma anche per quello relativamente più recente (C6O4). Follia è quella del governo… (continua).

Danni da Pfas sottovalutati. L’EPA americana abbassa i limiti di sicurezza per l’acqua potabile.

Sulla base dei sempre più allarmati studi epidemiologici, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (EPA) chiede di abbassare drasticamente i limiti di queste sostanze cancerogene e anti vaccini Covid,  attualmente fissati in 70 parti per trilione (ppt). L’Environmental Working Group chiede di andare molto al di sotto di 1-ppt. Meglio rifarsi a parti per quadrilione (ppq) piuttosto che a parti per trilione a parti per quadrilione (ppq: per il PFOA la dose di riferimento si traduce in 0,006-ppt. Meglio LIMITI ZERO come da noi sostenuto (e impegno  non mantenuto dall’ex ministro Costa). Clicca qui.

L’esposizione ai PFAS peggiora la malattia da COVID e riduce l’efficacia del vaccino.

Per i Pfas gli studi sono in collaborazione con la Northeastern University di Boston, la Michigan State University e le organizzazioni partner della comunità, il Silent Spring Institute. La Rutgers University sta studiando bambini e adulti che sono stati esposti a PFAS attraverso l’acqua potabile a Paulsboro e West Deptford nella contea di Gloucester, nel New Jersey. Oltre alla contea di Gloucester, lo studio esaminerà anche gli effetti sulla salute nella contea di Montgomery. L’Università dell’Arizona sta conducendo uno studio simile. Il professor  Philippe Grandjean  presso l’Università della Danimarca meridionale e l’Università di Harvard si è dichiarato “completamente shockato” dopo aver rilevato che i bambini esposti ai Pfas avevano una riduzione significativa degli anticorpi dei vaccini. Il rischio maggiore viene dai Pfas a catena corta: il C6O4. Clicca qui

Il divieto delle scioline con Pfas.

Corposo dossier sui seri rischi sanitari per gli ski-men, i manutentori che applicano le scioline agli sci: anche la volatilità della sostanza rende facile l’assorbimento da parte dell’organismo umano,  una volta penetrati nell’organismo, questi acidi di fluoro tendono a non andarsene o comunque a permanervi molti anni, lo smaltimento è bassissimo e la contaminazione potrebbe rivelarsi irreversibile. Da un paio di anni la Federazione internazionale (Fis) ha annunciato un imminente divieto delle scioline al fluoro, con un piano di riduzione progressiva fino allo zero. Anzi, andrebbero eliminati gli sci impregnati di Pfas. Clicca qui.

I Pfas contaminano gli alimenti animali ancor più dei vegetali.

Analisi di terra contaminata da Pfas

Nei vegetali predominano i Pfas a catena corta, il C6O4. Lo studio è realizzato da ricercatrici e ricercatori delle università di Firenze e Padova, con il contributo di Greenpeace e di Mamme No Pfas che polemizzano pesantemente con la Regione Veneto, e pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione rivista scientifica dell’associazione italiana di epidemiologia. Clicca qui.

Contadini in lotta per i diritti, contro la fame e la violenza.

Nel primo anniversario della storica protesta dei contadini e delle contadine indiani, La Via Campesina si unisce ad altri movimenti sociali per esprimere  solidarietà e sostegno. Tutti i movimenti uniti nella lotta verso la sovranità alimentare a livello globale traggono ispirazione da questo anno di lotta che ha dimostrato cosa si può ottenere con l’unità della classe lavoratrice, anche di fronte alle avversità. Leggi il testo completo sul nostro sito.

Tragica farsa della sentenza del tribunale di Torino.

Tragica per Nicoletta Dosio che dovrebbe andare in galera. Farsesca per la giustizia italiana che condanna per “evasione” Nicoletta che non è mai scappata e non si è mai sottratta alla giustizia, quando ha avvertito che sarebbe uscita da casa sua, dove ingiustamente detenuta, per partecipare liberamente e pacificamente a manifestazioni No Tav. Clicca qui.

Cara Ursula Von Der Leyen.

Presidente della Commissione Europea, firma anche tu la petizione che si oppone al recovery plan del governo Draghi nel quale  viene spacciata per “economia circolare” la produzione di biogas e di bio-metano a partire dalla coltivazione e fermentazione di colture intensive (mais, sorgo, triticale) e di rifiuti organici differenziati per produrre “bio-metano sostenibile”.

Via libera ai Pfas: Solvay e Provincia sfidano tutti. Li può arrestare un Referendum popolare.

Non solo Solvay non ferma l’utilizzo dei C6O4 ma la Provincia di Alessandria (con complicità leghista di Comune e Regione) addirittura ne concede l’estensione a tutti i reparti dello stabilimento di Spinetta Marengo tramite una secretata autorizzazione vuota di “omissis” come il gruviera. I consiglieri comunali corrono in fabbrica ad applaudire.  Nel mentre che alla consorella americana sono vietate le produzioni. 

Solvay sfida tutti. Se ne sbatte delle drammatiche indagini epidemiologiche e idrogeologiche che coinvolgono già mezza provincia, e delle allarmate risultanze scientifiche dei più eminenti ricercatori universitari. Scarica veleni in aria, falde e Bormida. Travolge i limiti di sicurezza del rapporto dell’ISS Istituto Superiore Sanità e dell’ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Irride l’allarme sanitario delle Commissioni  parlamentari in quanto non riescono a smuovere il paralizzato governo a fissare “limiti zero pfas”. 

Sfida tutti. Sfida la Procura della Repubblica a presentarsi  in aula a sostenere il secondo processo dopo la condanna definitiva in Cassazione per disastro ambientale e omessa bonifica. Consiglio di Stato e Tar sono lungaggini infinite  che sa di poter affrontare senza problemi economici

Sfida tutti. Serra gli occhi davanti ai dossier giornalistici locali e nazionali, oppure alle video inchieste nazionali e internazionali che la inchiodano. Ostenta di fregarsene dei cortei e dei processi popolari di Greenpeace, Movimento di lotta per la salute Maccacaro, WWF, Comitato Stop Solvay, Legambiente, Mamme No Pfas, Fridaysforfuture eccetera. Mostra di fregarsene del conseguente “Ultimatum a Solvay” che sarà lanciato nell’evento del prossimo 26 novembre ad Alessandria. Sfida tutti.

Insomma Solvay si sente protetta dalle storiche complicità istituzionali e politiche. Però queste complicità potranno vacillare a suon di voti di fronte ai risultati di un Referendum popolare via internet che, davanti alla cecità e all’arroganza di Solvay, potrebbero non fermarsi alla richiesta di chiusura dei Pfas ma addirittura dello stabilimento stesso. (Soluzione peraltro compresa nella strategia ricattatoria di Solvay con lo spostamento delle tecnologie in Francia e la chiusura della produzione di acido fluoridrico a Porto Marghera).

Movimento di  lotta per la salute Maccacaro.

Gli amministratori comunali entrano in fabbrica per applaudire Solvay.

Gli amministratori del Comune, per dimostrare la loro solidarietà agli omologhi della Regione e della Provincia che ha appena autorizzato il Pfas C6O4 in tutti i reparti, sono subito corsi ai cancelli dello stabilimento di Spinetta Marengo: i manager pur colti di sorpresa  li hanno portati a vedere da fuori gli impianti e soprattutto hanno improvvisato l’illustrazione di centinaia di slide. Nessuna domanda, nemmeno un dubbio, nessuna preoccupazione,  uno scroscio di applausi ad ogni intervento degli esperti aziendali, anzi ripetute esclamazioni: “Qui mi sento a casa mia” (sic). Clicca qui le cronache.

Chi ha capito più di tutti,  il più entusiasta,  si è distinto Piervittorio Ciccaglioni. Che non è un Carneade qualunque. Assunto per concorso come si desume dal titolo di studio (3° avviamento professionale), era dipendente comunale all’ATM dove ricopriva (continuiamo a leggere sul curriculum)  l’alto incarico di “cassiere interno”, si presume distribuisse  i gettoni per le macchinette del caffè. Dopo la precoce pensione si butta in politica con lo slogan sui giornali “Dobbiamo  rimandare a casa gli abbronzati pericolosi parcheggiatori abusivi” (sic), guadagnandosi meritatamente la carica di assessore alle politiche sociali. Distintosi nel ruolo, la Lega Nord gli spalanca sempre più le porte: ovviamente da consigliere di amministrazione del Cissaca Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali, e ovviamente da presidente provinciale dell’ATC Consorzio  Agenzia Territoriale della Casa. La situazione reddituale si triplica (Modello A, pubblico per Legge).  Finchè Ciccaglioni, approdato allo scranno di vicepresidente del  consiglio comunale viene mandato dal sindaco Cuttica a congratularsi con Solvay come esperto di chimica (sessantacinque anni fa ha frequentato due anni all’istituto tecnico, attesta il curriculum). Così ha potuto sostituire nello studiolo la foto che lo ritraeva con l’onorevole Tino Rossi a chiedere la chiusura dello stabilimento Solvay.