La Regione Veneto e la Provincia di Alessandria nascondono alle popolazioni i dati Pfas sensibili alla loro salute.

Non c’è solo la Provincia di Alessandria che nega alla popolazione la conoscenza di fondamentali documenti inerenti la propria salute, ovvero l’accesso  integrale alla autorizzazione AIA concessa alla Solvay di Spinetta Marengo con ben 38 “omissis” per la produzione del micidiale Pfas cC6O4. C’era anche la Regione Veneto che ora però è stata condannata dal Tar: la popolazione inquinata da decenni ha il diritto di sapere i dettagli della contaminazione degli alimenti coltivati in zona, quali sono i prodotti più a rischio e la loro provenienza, con riferimento a tutte le dodici sostanze pfas che sono state analizzate. Analogamente ci si aspetta che la Magistratura alessandrina faccia altrettanto ordinando alla Provincia la desecretazione dell’AIA. Perché questi Enti nascondano i dati? E’ presto spiegato: non è escluso che la trasparenza del“Piano di campionamento degli alimenti per la ricerca di Pfas” riveli il reale impatto dei Pfas sulla catena alimentare veneta e costringa la Regione a riformulare lo stesso “Piano di sorveglianza sanitario”.

Tale revisione è quanto mai doverosa alla luce delle scoperte di correlazioni (prof. Foresta) tra Pfas e malformazioni nervose: già nelle fasi embrionale e di sviluppo cognitivo, fino al Parkinson.

I biberon al bisfenolo.

UE: al bando i biberon con bisfenolo

Uno dei sei esposti depositati presso la Procura della Repubblica di Alessandria riguarda il Bisfenolo, per il quale avevamo denunciato: alla Solvay di  Spinetta Marengo nel cocktail con i PFAS (PFOA, C6O4, ADV) tra gli interferenti endocrini c’è anche il Bisfenolo nelle sostanze in uso.  Clicca qui il testo dell’esposto.

Aggiungiamo (clicca sopra l’audio) la storia di questo sostanza, che nacque come medicinale provocando malformazioni natali per trasformarsi nell’industria in altrettanto o peggior veleno. Infatti  ha iniziato una carriera da ingegnere nelle fabbricazioni dei policarbonati con una grande virtù: permette di ammorbidire la plastica,  il che ne fa un candidato ideale per palloncini, anatroccoli da vasca e altri giochi per bambini, se ne producono non meno di 3 milioni di tonnellate l’anno. I Bisfenoli sono da tempo considerati dagli studi scientifici estremamente pericolosi per la loro bioaccumulabilità in acqua aria suolo soprattutto quali interferenti del sistema endocrino, dunque teratogeni tossici e cancerogeni

Festa di Liberazione dal fascismo e di Resistenza al nuovo fascismo.

76 anni dopo, cosa  sono fascismo e antifascismo oggi?  Antifascismo sono stati  lo Statuto dei Lavoratori, il Sistema Sanitario Nazionale, la legge Basaglia, le leggi sul divorzio, sull’interruzione volontaria di gravidanza, ecc. Chi sono i fascisti di questo millennio?  Coloro che si oppongono all’attuazione della Costituzione e che negano l’esercizio dei diritti civili, politici e sociali affermati nella carta costituzionale: il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, all’ambiente salubre, alla partecipazione alla vita politica, la parità di genere, il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ecc..

Dunque gli antifascisti sono gli avversari di  coloro che hanno fiaccato il Sistema Sanitario Nazionale a tal punto da farlo crollare sotto Covid; che hanno smontato pezzo per pezzo la Scuola Pubblica; che hanno reso precario il lavoro; che hanno finanziato e continuano a finanziare le fabbriche di armi e a sostenerne le esportazioni in tutto il mondo; che impongono restrizioni alle libertà ed ai diritti costituzionali (vedi Decreti Sicurezza e situazione carceri in Italia); che consentono che il 10% della popolazione residente nelle aree SIN continui ad ammalarsi e a morire di tumore; che finanziano i paesi in cui è consentito detenere e torturare impunemente uomini, donne e bambini in veri e propri lager (vedi caso Libia); che trattano e fanno affari con regimi incuranti del rispetto dei diritti civili e politici (vedi casi Turchia ed Egitto); che reprimono il dissenso processando, carcerando (vedi fatti del G8 di Genova e torture nella Caserma di Bolzaneto, arresti degli attivisti No Tav e No Tap, ecc.) e sopprimendo spazi di utilità sociale (vedi Labas a Bologna, Casa Internazionale delle Donne e Cinema Palazzo a Roma, ecc.). Clicca qui.

Draghi go home!

Ieri sera, al termine della manifestazione, i No Tav si sono avvicinati al piazzale per portare un saluto ai presidianti che resitono ancora sul tetto. La reazione delle forze dell’ordine è stata come al solito spropositata, con un enorme lancio di lacrimogeni.
UN’ATTIVISTA NO TAV E’ GRAVE ALL’OSPEDALE CON EMORAGGIA CELEBRALE E FRATTURE AL VISO, COLPITA GRAVEMENTE DA UN LACRIMOGENO SPARATO AD ALTEZZA UOMO DALLE TRUPPE D’OCCUPAZIONE!

Reati di opinione.

Dopo 7  mesi, Dana Lauriola esce dal carcere. Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la richiesta di misure alternative e disposto la detenzione domiciliare. Diversi artisti, musicisti ed esponenti della società civile avevano lanciato un appello per la sua liberazione. Dana deve scontare una pena di due anni di detenzione dopo una sentenza definitiva per un episodio avvenuto nel 2012 durante un’azione dimostrativa pacifica sull’autostrada Torino-Bardonecchia. Gli attivisti avevano bloccato con il nastro adesivo l’accesso ad alcuni tornelli del casello, facendo passare le auto senza pagare. Lauriola spiegava al megafono le ragioni della manifestazione, e indirizzava le macchine. Amnesty International: “Chi esprime il proprio dissenso pacificamente non può essere punito con il carcere. L’arresto di Dana è emblematico del clima di criminalizzazione del diritto alla libertà d’espressione e di manifestazione non violenta, garantiti dalla Costituzione e da diversi meccanismi internazionali”. Clicca qui.

Fascismo aziendale.

Consideriamo che lo Stato è ri-entrato nel capitale dell’azienda dell’acciaio. Ebbene, nell’ArcelorMittal di Taranto, di fatto statale, un lavoratore è stato licenziato dalla direzione  perché aveva pubblicato un post su Facebook, col quale invitava a seguire una fiction televisiva che faceva eco alla grave situazione ambientale della fabbrica e della città

Negli anni cinquanta Giuseppe Di Vittorio chiamava fascismo aziendale quel regime autoritario nei luoghi di lavoro che non solo imponeva alle lavoratrici ed ai lavoratori l’oppressione di durissime condizioni di sfruttamento, ma colpiva la libertà di pensiero e di espressione, imponendo loro di non manifestare e di nascondere le loro opinioni. Oggi quel fascismo aziendale sta tornando e si sta diffondendo in questo clima politico. Clicca qui.

O Lamorgese si scambia il ministero con Figliuolo, oppure Draghi la promuova generale.

La protesta dei sindaci: “Ci aspettavamo vaccini, ci portano cantieri e polizia. Qua si calpestano diritti, sia dei cittadini che degli amministratori che rappresentano una comunità. È assurdo che la politica l’unica cosa che sappia dire è il Tav deve andare avanti, condanniamo le violenze. Alla manifestazione di ieri sera si è toccato il fondo perché sparare lacrimogeni dentro un centro abitato in piena notte, con il fumo che entrava nelle case, è allucinante”. Clicca qui.

Strage di Viareggio. I rappresentanti delle Vittime devono risarcire lo Stato.

Sei lavoratori, rappresentanti per la Sicurezza sul Lavoro delle ferrovie e parti civili nel processo, sono stati “puniti” con l’ingiunzione a pagare la somma di circa 80.000 euro. E’ una conseguenza del verdetto con cui la Cassazione ribaltando i giudizi di primo e secondo grado sulla strage di Viareggio, non riconoscendo l’incidente sul lavoro, ha fatto cadere la condanna per omicidio colposo dei vertici di Ferrovie, tra cui l’ad Moretti. Un esito vergognoso che lascia impunita una strage in cui persero la vita 32 Vittime e vanifica 11 anni di sofferenze dei parenti. Clicca qui.

La Politica incapace di governare il conflitto sociale.

Incapace di cogliere la domanda di ascolto, di tutela dei diritti e di giustizia che, inascoltata, si trasforma appunto in conflitto sociale aperto e a volte aspro. Responsabile delle tensioni in Valsusa è il governo Draghi. Ma anche nel resto del Paese domina la repressione  delle lotte, l’insofferenza nei confronti del dissenso, della protesta, dell’opposizione radicale, del pensiero diverso. Insomma la  democrazia è alla prova del dissenso e del conflitto. Su questi temi si svolge il convegno in due sessioni: la prima come da locandina  il 22 aprile per dibattere il quesito. La seconda il 20 maggio, risponderà alle domande: che fare? di fronte a “Pensiero unico, dissenso, repressione”?

Promotori delle due iniziative sono: CENTRO PER LA RIFORMA DELLO STATO, CONTROSSERVATORIO VALSUSA, FONDAZIONE LELIO E LISLI BASSO, SOCIETÀ DELLA RAGIONE, STUDI SULLA QUESTIONE CRIMINALE, UDIPALERMO, VOLERE LA LUNA.

NO TAV. SI VATtene dalla Valsusa

Lo scenario che si sono trovati di fronte, alla luce del giorno, è ancora più impressionante. Statale bloccata, centinaia di agenti in antisommossa, mezzi da cantiere che si spostano bulimici tra i boschi della Località Baraccone, alla ricerca di pezzi di terra da distruggere. I sindaci di San Didero e dei paesi limitrofi (Bruzolo, Bussoleno, Mattie e San Giorgio), insieme ai No Tav, hanno raggiunto il check-point della polizia per accertarsi che i ragazzi che si trovano, ancora ora, sul tetto del presidio stessero bene ma non c’è stato nulla da fare. Gli amministratori locali sono stati bloccati e non hanno tutt’ora modo di andare a verificare cosa succede sul proprio territorio. Nel frattempo i manifestanti accorsi da tutta la valle vengono quasi subito caricati dalla polizia che, continua a difendere solertemente Telt e i suoi operai.

Quanto sono costati agli italiani i mille agenti inviati in Valsusa.

A fronte della grave emergenza sanitaria, a cui si aggiunge la mancanza di fondi a sostegno di chi perde il lavoro o chiude l’attività, il governo “investe” milioni per spostare nel polmone verde di  San Didero mille poliziotti a imporre  con i  manganelli  il nuovo cantiere Tav della  faraonica stazione internazionale  Telt,  ditta che ha come scopo di radere al suolo con le ruspe e accedere ai nuovi fondi europei devastando la Valle e condannando  la popolazione  a malattie respiratorie e cardiovascolari. Ci mancava solo il generale Figliuolo: mille agenti nella notte hanno avuto ragione dei cento ragazzi del presidio. Ma la resistenza continua: hanno annunciato i sindaci che stigmatizzano il “distanziamento” tra Popolazione e Stato.

Le responsabilità del Governo nel mancato rispetto delle disposizioni relative ai “nuovi” OGM.

Il Governo sta di fatto aprendo le porte alla sperimentazione e coltivazione in campo dei nuovi OGM. I quali  non sono la strategia per uscire dalla crisi pandemica e climatica, ma una falsa promessa che nell’interesse di pochi affosserà ulteriormente l’Italia, andando a ledere la sua filiera agroalimentare aumentando la dipendenza del settore agricolo da input sempre più costosi, brevettati, come le sementi OGM. Porterà con se una contaminazione irreversibile della nostra biodiversità, con danni economici ed ambientali incalcolabili. Clicca qui.

I Cinquestelle all’attacco dei Pfas. Speriamo che non sia un’altra sconfitta.

Anzi, temiamo che sia un’altra sconfitta: per noi.  Trenta parlamentari hanno presentato una interpellanza urgente che chiede di fissare i limiti dei Pfas nell’ambiente. “Limiti zero”: era l’impegno dell’allora ministro dell’ambiente (grillino) Sergio Costa. Impegno non mantenuto. Quante probabilità ci sono che l’impegno sia ora  assunto dal nuovo ministro “alla transizione ecologica” Roberto Cingolani? Il M5S è al governo con Draghi come lo era con Conte, ma ora conta meno di prima. Dunque poche probabilità.

Per il resto l’interpellanza, primo firmatario Alberto Zolezzi, ripercorre fedelmente il disastro che da troppi anni documentiamo e rivendichiamo.  In particolare ribadisce che il Pfas “di nuova generazione”, il C6O4, è più cancerogeno del PFOA sostituito, mentre viceversa la Provincia di Alessandria, piuttosto che chiuderlo, ne autorizza addirittura l’ampliamento alla Solvay di Spinetta Marengo, malgrado i riscontri epidemiologici e idrogeologici. Ma è chiaro che un conto è chiedere “limiti più stringenti”, come purtroppo stanno facendo i grillini, e ben altro sarebbe pretendere “limiti zero” che, per quanto riguarda lo stabilimento piemontese, determinerebbe la chiusura urgente degli impianti inquinanti. Dunque “limiti più stringenti” è un palliativo che mantiene lo status quo. Una sconfitta ecosanitaria per la popolazione, che la politica vorrà vendere come una vittoria.

Mentre nel frattempo ci si ammala e muore fra i lavoratori e i cittadini. La stessa, sacrosanta,  richiesta al governo di “studio di corte epidemiologico approfondito”, infatti  -senza chiusure urgenti-  non fa che rinviare nel tempo lo status quo ecosanitario che invece è già drammaticamente chiaro e documentato dalle indagini e dalle cartelle cliniche in mano alla Magistratura. D’altronde l’altro Costa, Andrea, niente affatto grillino, al quale l’interpellanza è rivolta quale sottosegretario alla Salute, ovviamente precisa, scandendo bene i concetti, che L’Istituto Superiore di Sanità garantisce la propria disponibilità di verificare l’opportunità ed eventuale fattibilità di uno studio di corte residenziale nell’area del comune di AlessandriaCampa cavallo. Dell’interpellanza (clicca qui il video) resteranno solo i toni enfatici e commoventi: “ne va della salute dell’intera pianura padana”, se non ci sarà  l’intervento concreto di governo e parlamento: cioè “limiti zero pfas”.

Il Pfas C6O4 rinvenuto alla foce del Po. E dove sta la sorpresa dei giornali?

“Con ragione, dunque, per il Pfoa noi riteniamo trattasi di una emergenza non solo per Alessandria ma per il bacino del Po”: così la nostra associazione concluse il voluminoso esposto alla Procura della Repubblica di Alessandria. Correva l’anno 2009. Nel 2021 gli smemorati giornali titolano la clamorosa sorpresa: “Il C6O4 rinvenuto nel Po a Castelmassa di  Rovigo”, e i parlamentari (M5S) interpellano il governo: “Urgente salvare i bambini di Spinetta, di Alessandria e della Pianura Padana”. Considerando che negli anni ’90 già denunciavamo le schiume scaricate in Bormida (affluente del Tanaro a sua volta del Po), è indubbio che qualche generazione di bambini non è stata salvata dai ben noti cancerogeni Pfas, prima dal PFOA e ora anche dal suo peggior sostituto C6O4. Nel passato Montedison i Pfas li scaricava dopo l’uso avendoli ricevuti dalla Miteni di Trissino (ancora oggi ammucchiati a Torre Garofoli di Tortona). Adesso lo stabilimento Solvay di  Spinetta Marengo è il solo produttore, e lo scarico segue le stesse vie fluviali oltre che inseguire le falde acquifere; d’altronde proprio la Miteni (chiusa nel 2013) aveva insegnato di scaricare direttamente in falda.

“A maggior ragione, sig. Procuratore, alleghiamo esami del sangue attestanti valori fuorilegge di Pfoa addirittura in lavoratori non adibiti direttamente nei reparti produttivi: con il fondato sospetto che anche gli abitanti sono esposti ai danni del PFOA”: questa denuncia del 2009 dovrebbe rimbombare nella coscienza di Arpa, Asl, politici, sindacalisti e giornalisti, che la ignorarono malgrado l’abbiamo ripetuta quante volte in tutti questi anni. Fa rabbia ricordare che girai l’Italia anche con conferenze dal titolo “Dal Bormida al Delta del Po: Pfoa nell’acqua e nel sangue. Attacco micidiale alla salute tra allarmi e silenzi”, facendo nomi e cognomi degli inquinatori e dei complici, medici compresi. Non tutti finsero di non sapere, ad esempio l’amministrazione di Ferrara, verificato il Pfoa a Pontelagoscuro , si attivò (2010) “nei confronti  degli enti piemontesi (Regione e Arpa Piemonte, Provincia ed Asl Alessandria, Comune di Alessandria), affinchè Solvay, ivi situata, venga messa in condizione di cessare lo scarico di Pfoa nel fiume Bormida”.  E oggi (2021) si “scopre” il C6O4 a Castelmassa (Rovigo) che con Pontelagoscuro (Ferrara) distano 300 chilometri da Alessandria, all’ingresso dei 180 km² del Delta del Po?

Il disastro Pfas di Spinetta Marengo e quello di Trissino: due facce della stessa medaglia.

Clicca qui l’intervista su Fivedabliu.it.

Il 13 aprile nell’udienza preliminare a Vicenza il GUP ha deciso di riunire i due procedimenti penali contro MiteniMitsubishi, Icig di TrissinoQuindici gli indagatiLa parola alle difese. I reati contestati sino al 2013 a 13 manager sono avvelenamento di acque e disastro innominato aggravato, aggravato perché  coscienti del danno e nascondendolo (dunque non dovrebbe essere dolo? n.d.r.). 6 di questi  + altri 2 sono indagati per reati di inquinamento ambientale (C6O4) dal 2013 al 2018.


 

Il Dossier “Pfas Basta!” (200 pagg.) è disponibile a chi ne fa richiesta a movimentolotta.maccacaro@gmail.com

Pfas e Bisfenolo riducono la qualità dello sperma, il volume dei testicoli e la lunghezza del pene.

Gli studi scientifici americani (clicca qui) allarmano il declino della fertilità femminile ma soprattutto di quella maschile. Infatti  Pfas e Bisfenolo riducono  la qualità dello sperma, il volume dei testicoli e incidono  sulla lunghezza del pene. Già era stato accertato l’aumento del tasso di aborto spontaneo. Le stesse anomalie genetiche da anni erano già state riscontrate in pesci, rettili e altre specie.  I Pfas (Pfoa, C6O4, ADV) in Italia sono  indagati in particolare per Piemonte e Veneto per la contaminazione di acque, suoli e aria. La presenza di Bisfenolo per lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo (AL) è stata denunciata con esposto dal Movimento di lotta per la salute Maccacaro. Analoghi studi sono stati compiuti in Cina. Greta Thunberg  e Erin Brockovich, paladine ambientali e attiviste avvertono: “In pericolo il futuro della razza umana.  La rapida morte e il declino dello sperma devono essere affrontati e devono essere affrontati ora. Semplicemente non c’è tempo da perdere”.

Il Recovery Plan di Draghi: più privatizzazioni, meno democrazia.

Il “governo dei migliori” e il Recovery Plan ci vengono venduti come soluzioni salvifiche che cancelleranno i peccati dal nostro paese “restituendo” prosperità e benessere. La realtà però racconta di una gravissima sovversione della democrazia e di un piano infarcito della stessa cultura liberista che ci ha condotto alla situazione attuale, e che punta ancora alla privatizzazione dell’acqua. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua (clicca qui) partecipando alla mobilitazione nazionale “Recovery PlanET”, chiede  investimenti pubblici per la ripubblicizzazione del servizio idrico così come previsto dalla legge per l’acqua pubblica colpevolmente rimasta indiscussa da oltre due anni in Commissione Ambiente della Camera, per la ristrutturazione delle reti idriche e per il riassetto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio.

Dibattito. L’anticapitalismo ecologico può essere l’erede del comunismo?

Evidentemente le contraddizioni in seno al popolo sono più tangibili di quelle che pur attraversano il capitalismo, se quest’ultimo vive di crisi mentre socialismo e soprattutto comunismo non sopravvivono alla esperienza russa. Dunque, con questa sconfitta (del movimento operaio) è superato il concetto di “anticapitalismo”? O è l’ecologia a smentire questo esito? E’ l’ecologia che si assume il compito di far coincidere la lotta per la giustizia sociale con la  lotta per la salvaguardia della Terra? Ma “anticapitalismo” è anche sinonimo di antagonismo alla proprietà privata. Lo è l’ecologia? Lo è quando si pone in alternativa tanto alla proprietà privata che statuale? Beni comuni o comunismo? Risponde a tante domande questo intervento di Guido Viale: clicca qui.

“Superando.it” servizio di informazione sulla disabilità.

Segnaliamo la pubblicazione in Superando.it dei recentii articoli

Ora ripristinare le visite dei parenti nelle strutture residenziali  (continua…) Guida alla vaccinazione anti-Covid per le persone con disabilità e le famiglie (continua…) “Uno Sguardo Raro”: le differenze sono solo negli occhi di chi guarda (continua…) Laura, Mattarella e il vaccino ovvero la Politica e la costruzione dei ponti (continua…) L’assegno unico universale e le famiglie di persone con disabilità (continua…) Seminare l’inclusione nelle scuole è lavorare per un nuovo futuro (continua…) Per quanto grave sia, una malattia non può privarci dei nostri diritti! (continua…) Meglio Garibaldi “resiliente” che Garibaldi con la spada! (continua…) Dal vecchio al nuovo modello di Piano Educativo Individualizzato(continua…) L’impatto della pandemia sul mondo dell’associazionismo piemontese (continua…) Difendere la Convenzione di Istanbul è difendere anche le donne con disabilità (continua…) Distrofie retiniche ereditarie e maculopatie: il punto della ricerca (continua…) Emergenza e disabilità: i progetti personalizzati aiutano (continua…) Bello, quel logo di “MilanoCortina2026”, ma non per tante persone ipovedenti… (continua…) Un bel “pesce d’aprile”… ma bello davvero!(continua…) Un milione di firme per “liberare” i vaccini dai brevetti continua…)

Superando.it è un servizio di informazione sulla disabilità promosso dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e gestito da Agenzia E.Net s.c.a.r.l. Questo servizio di aggiornamento gratuito è disponibile a tutti ed attivabile direttamente dal sito Superando.it cliccando qui.

Se la nonviolenza è possibile, sarebbe criminoso per un rivoluzionario usare la violenza.

Ciò che caratterizza, in gran parte, ogni dibattito sulla nonviolenza è il fatto che questa non ha un posto rilevante nel nostro passato. Ciò giustifica la prima reazione che non può che essere di diffidenza, di scetticismo, nonché d’ironia, ora bonaria ora cattiva. Perciò si tratta di rendere chiaro questo dibattito, al di là di ogni equivoco, di ogni malinteso e di ogni confusione.

Clicca qui un testo di Jean-Marie Muller, filosofo francese, uno dei massimi studiosi e amici della nonviolenza.

Radio No Tav.

Va in onda ogni giovedì ore 13 -14.30 sulle frequenze radiofoniche torinesi dei 105:250 FM di #radioblackout ed in STREAMING (clicca qui). “Il programma ha origine come Radio Maddalena Libera, radio pirata che emetteva dalla Libera Repubblica della Maddalena, Val Susa, pianeta Terra”. Dalla Valsusa le iniziative di lotta sulla newslettera di Doriella@Renato: clicca qui.

La dichiarazione Gerusalemme sull’Antisemitismo.

E’ uno strumento per identificare, confrontare e sensibilizzare sull’antisemitismo, per come si manifesta oggi nei vari paesi del mondo. La Dichiarazione include un preambolo, una definizione e 15 linee guida che forniscono indicazioni dettagliate per coloro che cercano di riconoscere l’antisemitismo al fine di elaborare risposte appropriate. È stata realizzata da un gruppo di studiosi nei campi della storia dell’Olocausto, degli studi ebraici e degli studi sul Medio Oriente, per affrontare quella che è diventata una sfida crescente: fornire una guida chiara per identificare e combattere l’antisemitismo proteggendo al contempo la libertà di parola. È stata sottoscritta da 200 firmatari. Clicca La Dichiarazione di Gerusalemme sull’Antisemitismo – Zeitun

Clicca anche una riflessione della società civile palestinese  Una critica della società civile palestinese alla Dichiarazione di Gerusalemme sull’Antisemitismo – Zeitun

Gli USA rifiutano di sottostare alla Corte Penale Internazionale (CPI)

CPI si occupa di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Gli USA si riservano di impiegare qualsiasi mezzo, anche militare, per liberare i soldati statunitensi che venissero tratti in arresto dalla CPI, che ha aperto un’inchiesta sui possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dagli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan. Clicca qui.

No arsenali sì ospedali.

Clicca qui per firmare la Petizione no arsenali si ospedali per convertire le spese militari in investimenti per la salute nella prospettiva di una conversione ecologica dell’economia. Infatti Mario Draghi, dopo le prime settimane in cui nelle veline dei giornali italiani mancava soltanto che venisse indicato come il vero autore del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha fatto, nel migliore dei casi, le stesse cose del governo precedente, ma con due aggravanti decisive: un’incapacità indifendibile nella gestione della campagna vaccinale e una crisi economica per la quale non ha indicato nessun intervento strutturale. Si è costruita e Draghi continua ad alimentare una narrazione di colpevolizzazione dei comportamenti individuali che, al netto di casi deprecabili ma quantitativamente insignificanti, sono stati additati come la ragione unica della diffusione del virus e della moltiplicazione delle sue varianti, indicando ogni volta l’untore di turno.

Si potrebbe pensare che il vero Draghi strategico e chirurgico emergerà nella fase 2, quella che deve assegnare i fondi del Recovery Plan riscritto dai “Draghi boys”? Si possono aspettare interventi strutturali, in un Paese che – dopo aver ricevuto mancette di sopravvivenza riducendo il welfare a beneficenza e filantropia – dovrebbe creare posti di lavoro a breve e medio termine colmando il gap digitale che ci allontana dal resto d’Europa. Ma l’unica certezza al momento è che nel piano allo studio del governo c’è il progetto d’incrementare la capacità militare attraverso i fondi del NextGeneration, che si aggiungeranno ai 36,7 miliardi di euro già stanziati per le spese militari, risorse sottratte all’investimento e allo sviluppo infrastrutturale dell’Italia. Nella morsa della pandemia al via manovre Usa-Nato: l’Italia ha però la soddisfazione di partecipare alla Defender-Europe 21 non solo con le proprie forze armate, ma quale paese ospite. Clicca qui Manlio Dinucci: Nella morsa della pandemia al via manovre Usa-Nato.

In piazza: investiamo nella salute non nelle armi!

Il 10 Aprile andremo nella piazza principale della nostra città e disegneremo tanti cuori con un gessetto per terra quanti sono stati i morti di quella città.

I dati ufficiali parlano di quasi 3 milioni di morti e chissà quante di esse sarebbero state evitate con cure adeguate e tempestive e soprattutto con un sistema sanitario pubblico efficace.  Mentre contiamo i morti per questa tremenda epidemia gli esperti ci informano che la spesa militare sta aumentando nella maggior parte dei paesi del mondo.  Clicca qui.

Ecco il nostro recovery planet. 10 aprile giornata nazionale di mobilitazione.

E’ in arrivo un bastimento carico di miliardi. Si chiama Next Generation Ue, è interamente guidato da Crescita – Concorrenza – Competizione. L’esatto contrario di ciò che la pandemia ci ha insegnato: Nessuno si salva da solo, siamo persone interdipendenti fra noi e con l’ambiente che ci circonda. Il governo Draghi – con una ristretta cerchia di “esperti” ordo liberisti – sta predisponendo il Recovery Plan per l’accesso ai fondi europei. Non si intravede alcuna inversione di rotta. 

Per questo la Società della Cura scende in piazza ( Imperia – Asti – Iesi – Ancona – Genova – Pietra Ligure – La Spezia – Campobasso – Firenze – Torino – Padova – La Spezia  – Sarzana – Saronno – Milano – Roma – Udine – Aosta – Lucca – Prato – Fermo – Pesaro – Legnano – Venezia – Pisa ) per presentareil suo Recovery PlanET: un documento elaborato per tre mesi da centinaia di mani che si riconoscono nella “Società della cura”. Il Recovery PlanET si può leggere qui. La Società della Cura è una convergenza nata durante il lockdown, coinvolgendo gruppi, associazioni, reti sociali e del mutualismo, movimenti.  Attualmente riunisce oltre 1800 aderenti collettivi e individuali in tutta Italia. Un lunghissimo elenco che trovate a questo link.

L’attività lobbystica di Legambiente a favore del Recovery fund?

Draghi peggiora Conte nel Recovery Fund, secondo (clicca qui): Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare, ISDE Italia medici per l’ambiente, Centro Europeo Terza Rivoluzione Industriale – CETRI-TIRES,Gruppo Unitario per le Foreste Italiane – G.U.F.I. Gruppo di Intervento Giuridico – GrIG Associazione Consumatori Utenti – Movimento Sostenibilità Equità Solidarietà – SequS. “Viene chiamato ‘transizione ecologica’ un vecchio sistema di ‘economia lineare’ in cui ancora si premiano grandi infrastrutture, 5Gm alta velocità ecc. Questo a scapito della falsità con cui viene speso il termine di ‘economia circolare’ dato che molti di questi investimenti non produrranno alcun effetto nella diminuzione delle emissioni in atmosfera. Anzi”. Inoltre, secondo le sette associazioni nazionali, le dieci “opere faro” proposte da Legambiente per il Recovery fund non sono che “attività lobbystica“ a favore del governo.

Solvay si difende con le unghie e coi denti a Livorno e Alessandria. E lunga mano sul maxiprocesso Pfas di Vicenza.


La chimica chiede troppo all’ambiente e alla salute.

Per una multinazionale come Solvay, l’Italia è solo un tassello. Lo sta seguendo il country manager nazionale Marco Colatarci, da Bruxelles guidato dall’AD Ilham Kadri, preoccupati non solo per i provvedimenti giudiziari di Livorno Alessandria ma anche in parallelo per il processo di Vicenza (prossima udienza il 13 aprile) “gemello” di quello piemontese. Ciò che lega Piemonte e Veneto sono i Pfas, presenti in tutti i settori merceologici e indistruttibili in acqua suolo aria, tossici cancerogeni teratogeni nel sangue dei lavoratori e dei cittadini:  una calamità ambientale e sanitaria mondiale. Denunciata in Italia (Alessandria) fin dagli anni ’90. –>(1)

Hanno sempre goduto la  politica omissiva e complice  delle istituzioni tanto la Miteni di Trissino (chiusa nel 2018) quanto, malgrado le nostre ripetute denunce,  la  Solvay di Spinetta Marengo. Quest’ultima è sgusciata via perfino da un processo per avvelenamento doloso delle acque e omessa bonifica, anzi gode dell’autorizzazione provinciale all’ampliamento del Pfas C6O4 malgrado i tragici rilievi epidemiologici e idrogeologici. –>(2)

Solvay è incurante degli ulteriori gravi allarmi Pfas che giungono dal mondo scientifico, ma è sotto la spada di damocle dell’imminente nuovo processo per reati continuati di disastro ambientale e omessa bonifica, per quanto si senta al riparo dello scudo protettivo della Provincia e amnistiata dai governi che non fissano limiti zero ai Pfas. –>(3)

Il colosso chimico non ha argomenti per controbattere le drammatiche risultanze scientifiche ed epidemiologiche, perciò “investe” nel mecenatismo affidandosi  alle compiacenze dei giornali per dare “grande”  risalto alla propria immagine pubblica. –>(4)

Ma la questione PFAS in Italia ha ormai assunto dimensioni strategiche. Infatti Legambiente ha presentato al Governo dieci opere-faro sulle quali concentrare i fondi del Recovery Plan, per avviare una vera transizione ecologica. Tra queste, la bonifica dei territori e delle falde inquinate dai PFAS in Veneto e Piemonte. Che, per quanto riguarda lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, si traduce nell’eliminazione della fonte dell’inquinamento, cioè nella cessazione degli impianti che producono e usano il Pfas C6O4, come rivendicano con le lotte  ComitatoStopSolvay, Legambiente e Movimento di lotta per la salute Maccacaro. –>(5)

Finalmente si sono mossi gli indifferenti sindacati. Quanto meno nel Veneto, dove pur tardivamente hanno conseguito l’importante riconoscimento dell’Inail della malattia professionale per gli ex lavoratori che, ancor prima di migliaia di cittadini, hanno altissime concentrazioni di PFAS nel sangue. Nella misura che in Piemonte abbiamo -prove alla mano- denunciato, inutilmente, fin dal 2008. Studi sui lavoratori morti sono assenti a Spinetta Marengo. –>(6)

La storia dei Pfas in Italia cominciammo a scriverne per Alessandria negli anni ’90 del secolo scorso. Nel 2021 si apre a Vicenza il processo contro Miteni di Trissino che si concluderà in Cassazione speriamo prima del 2031. Speriamo con risarcimenti alle Vittime  e bonifiche, a prescindere dalle prescrizioni delle pene. Speriamo che entro quella data si concluda anche il secondo processo ad Alessandria contro Solvay di Spinetta Marengo, con esiti più consoni alla Giustizia di quelli del primo. Sia per il Veneto che per il Piemonte i Pfas hanno determinato, in concorso con altri veleni, due dei più grandi crimini ecosanitari italiani. Anche a Vicenza i reati sono avvelenamento delle acque e mancata bonifica, e sempre con l’aggravante che gli imputati sapevano dell’inquinamento e lo nascondevano,  dunque dovrebbero essere reati di dolo (il massimo della pena): il condizionale è d’obbligo in quanto la giustizia in campo ambientale è giustizia di classe  come documentato in Ambiente Delitto Perfetto (di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia).   –> (7)

La storia giudiziaria tra Alessandria e Vicenza, per Solvay si intreccia con quella di Livorno, dove sono ben tre gli esposti in magistratura (WWF, Bluebell e M5S). Per procurarsi uno scudo penale e non affrontare i costi della bonifica del centennale disastro ecosanitario, Solvay ha infatti annunciato per Rosignano lo scorporo delle attività tramite bad company: struttura legale separata controllata dalla capogruppoLo stesso strumento  è ora studiato anche per Spinetta Marengo, come peraltro fu per la stessa Miteni. –>(8)

Si spiega allora perché Bruxelles abbia messo in campo il pezzo da novanta italiano, il Marco Colatarci che nel 2013 si presentò in aula al processo di  Alessandria  per avvelenamento doloso delle acque e omessa bonifica, e da testimone giurò, in qualità di direttore generale di Solvay Italia, che tutte le relazioni nascoste nei sotterranei che descrivevano almeno dal ’92 le discariche abusive, il cromo esavalente ecc., l’inquinamento delle falde ecc., erano tutti documenti che l’Ausimont venditrice e truffaldina aveva  taciuto all’acquirente Solvay, cioè proprio a lui. Si dichiarò ingenuo, cioè fesso per non pagare dazio processuale. Anche ora non si limita a tessere sempre più solide relazioni con le sudditanze politiche, ma ci mette apertamente la faccia ad Alessandria e Livorno, scarpe grosse e cervello fino. E a Vicenza, nel processo gemello di Spinetta Marengo, da vicepresidente della Federchimica, allunga la mano con consulenze legali e tecniche.  –>(9)

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

–>(1) Pfas una calamità ambientale e sanitaria mondiale.

Facciamo riferimento al più recente Studio ENEA. Le sostanze perfluoroalchiliche (PFOA, PFOS, C6O4, ADV ecc.) sono diffusissime in tutto il mondo: trattamenti pelli e tessuti (Goretex) rivestimenti carta e cartone detergenti e cera per pavimenti vernici, pesticidi e insetticidi schiume antincendio pellicole fotografiche, olii idraulici fondi antiaderenti per cottura cibi eccetera. Perciò sono purtroppo rintracciabili  in tutto il mondo, in particolare in Italia) e in tutti i comparti (acqua, aria, suolo) e  perfino nei tessuti degli orsi polari.

Già negli anni 90’ denunciamo gli scarichi di Pfoa in Bormida (come per l’Ohio utilizzato a scopo potabile), ma il direttore sguscia dalle mani della Giustizia. Nel 2008 denunciamo che anche in Italia, prove alla mano (le cartelle cliniche saranno sequestrate solo nel 2021), i lavoratori hanno tassi altissimi di Pfoa nel sangue. 

Denunciamo l’esistenza degli studi internazionali: la correlazione tra PFAS e ipercolesterolemia, malattie tiroidee, colite ulcerosa,  ipertensione in gravidanza eclampsia, tumori del testicolo, tumori del rene, arterosclerosi, ischemie cerebrali e cardiache, infarto miocardico acuto, diabete, infertilità maschile e femminile, aborti spontanei e alterazioni dello sviluppo del feto, tumori del rene, testicolo, prostata, vescica, ovaio, mammella, fegato, pancreas, linfoma NH, leucemie, mieloma multiplo. Ce n’è abbastanza per fermare subito il Pfoa, che invece è tollerato fino al 2013, sgusciando grazie all’Arpa anche dal processo, e  sostituito dal C6O4 (e ADV): dalla padella alla brace. 

Il governo non fissa limiti zero ai PFas, bensì nel 2014  come concentrazione ammissibile in acqua pone… l’obiettivo PFOA ≤ 500 ng/l. E nel sangue? E’ pacifico che dovrebbe essere zero?

–>(2) Solvay si difende col condono dei politici.

Ilham Kadri amministratrice delegata Solvay

Per una multinazionale come Solvay, l’Italia è solo un tassello. Guidato dall’AD di Bruxelles, lo sta seguendo il country manager nazionale, inquieto per i provvedimenti giudiziari di Rosignano e Spinetta Marengo (AL). 

Iniziamo da quest’ultimo stabilimento, ovvero dalla questione Pfas che parallelamente si svolge nel processo a Vicenza per lo stabilimento (chiuso) della Miteni di Trissino.

L’editoriale di “Domani” (clicca qui)  usa proprio il termine “condono” per qualificare la politica omissiva e complice delle amministrazioni piemontesi, le cui ultime (leghiste) nel 2021 non bloccano il C6O4 malgrado i tragici rilievi epidemiologici e idrogeologi locali e gli allarmi internazionali, bensì la Provincia autorizza addirittura l’ampliamento della produzione del C6O4 dopo averlo tacitamente ammesso, condonato, per anni.    

–>(3) Amnistia? Fra ulteriori allarmi del mondo scientifico.

Solvay  all’indulto (estinzione della pena)  preferirebbe per il futuro l’amnistia (estinzione del reato): un compiacente Governo dovrebbe rinunciare -come fatto dalla provincia di Alessandria) a perseguire il reato, dunque, non fissando Limiti Zero PFAS,  dovrebbe consentire la produzione del Pfas C6O4 a Spinetta Marengo. Però pende la spada di damocle del Processo per reati continuati di disastro ambientale e omessa bonifica, e incalzano le proteste dei Movimenti sull’onda degli ulteriori allarmi che provengono dal mondo scientifico.

Gli studi dell’Università di Padova, sulle relazioni tra inquinamento da PFAS e anomalie congenite del sistema nervoso o disturbi comportamentali e neurologici come l’Alzheimer, processo degenerativo del Parkinson, l’autismo e i disturbi dell’attenzione e iperattività, hanno infatti registrato importanti segni di accumulo di Pfas in diverse aree del tessuto cerebrale (Clicca qui)

Inoltre, sulla base degli studi epidemiologici, il team del professor Carlo Foresta, professore ordinario di endocrinologia dell’Università degli studi di Padova, in collaborazione con il dottor Luca De Toni , il dottor Andrea Di Nisio, e il professor Paolo Simioni,  hanno pubblicato gli esiti sull’importante rivista scientifica internazionale “International Journal of Molecular Sciences”: Lo PFOA nel sangue è in grado di attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione, predisponendo così ad un aumento del rischio cardiovascolare: infarto cardiaco e ictus cerebrale. (clicca qui). 

Anche per quanto concerne l’aspetto della catena alimentare, sia in ambito animale che umano, suona sempre più l’allarme dopo lo studio delle mutazioni genetiche negli organismi acquatici effettuato dal Dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione e dal Dipartimento di biologia dell’Università di Padova, in collaborazione con l’istituto di ricerca sulle acque del Cnr, appena pubblicato sulla rivista scientifica Environmental International. Tale studio illustra gli effetti della molecola Pfas C6O4, che avevamo denunciato già nell’esposto del 2009 al Tribunale di Alessandria come tossico cancerogeno teratogeno. Clicca qui

–>(4) Solvay difende la propria immagine pubblica.


Solvay ha a cuore la comunità

Solvay non ha argomenti per controbattere le drammatiche risultanze scientifiche, e non può certo affidarsi alle competenze di chi dirige la Conferenza dei servizi agli ordini della connivente Provincia, salvo esporsi al ridicolo (clicca qui).

Ilham Kadri, amministratrice delegata di Solvay, ha ordinato all’amministratore delegato di Solvay Italia, Marco Colatarci, di impegnarsi personalmente col mecenatismo, perciò mette mano al portafoglio  (un “investimento” di 75mila euro) e si affida  alle compiacenze dei giornali per dare “grande” risalto all’immagine del colosso chimico. Solvay  finanzia due borse di studio, in supporto al Clinical Trial Center dell’Azienda ospedaliera di Alessandria, per avviare la piattaforma digitale  delle “medical humanities”, ovvero l’innovativo percorso di cura che, in sintesi, si basa prevalentemente sul dialogo tra paziente e medico. Insomma telemedicina, applicazione della medicina narrativa come pratica di intervento. Il sindaco Gianfranco Cuttica partecipa alla sponsorizzazione ed esalta la capacità di Solvay di rapportarsi positivamente con il territorio: “Grazie o Solvay, è bello che le aziende sposino così il territorio”. Colatarci di rimando“Siamo convinti che questa è la strada giusta per lo sviluppo del sistema sociale”. Clicca qui

Considerate le disponibilità finanziarie (Solvay fattura 10 miliardi l’anno, Spinetta da sola quasi 1 miliardo) il mecenatismo non finisce qui. Altro ritorno di immagine: 100mila euro sono  investiti, pardon donati, per la realizzazione del centro vaccinale covid dell’ex caserma Valfrè. Giornalisti, fotografi, cineoperatori e politici ad applaudire il country manager Colatarci: “Siamo una coralità, una realizzata  comunità di intenti tra pubblico e privato”. Come si suol dire: siamo tutti sulla stessa barca. Infatti nella celebrazione non viene detto ma è sottinteso: Se ci bloccate il C6O4 altri soldi ve li potete scordare.

Chi (Comitato Stop Solvay) fustiga affinchè Solvay usi i soldi per finanziare uno screening sanitario della popolazione, finge  ingenuità : non è una questione di soldi, sarebbe autolesionismo.

–>(5) Legambiente: nel Recovery Plan via i PFAS da Veneto e Piemonte.

I mecenatismi  sono investimenti atti a saldare la dipendenza delle amministrazioni leghiste locali, ma la questione PFAS in Italia ha ormai assunto dimensioni strategiche. Infatti Legambiente ha presentato al Governo  dieci opere-faro sulle quali concentrare i fondi del Recovery Plan, per avviare una vera transizione ecologica per l’Italia. Tra queste, la bonifica dei territori e delle falde inquinate dai PFAS in Veneto e Piemonte, che per quanto riguarda lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo si traduce nell’eliminazione della fonte dell’inquinamento, cioè nella cessazione degli impianti che producono e usano il Pfas C6O4. Clicca qui

–>(6) Di Pfas muoiono per primi i lavoratori.

Alla Miteni di Trissino, tardivamente chiusa nel 2018, per decenni si è consumato, nell’indifferenza sindacale e politica, un caso di contaminazione industriale tra i più pericolosi d’Europa. Oggi, tramite il patronato Inca della Cgil del Veneto ma non del Piemonte, l’Inail riconosce la malattia professionale per gli ex lavoratori che hanno altissime concentrazioni di PFAS nel sangue, anche quando manca (ancora) un danno funzionale. Quando questo si verificasse l’Inail li risarcirà. In attesa di riconoscimento il  diritto alla rendita per i superstiti.

Malgrado il grave episodio di inquinamento acque della Marzotto del 1976, Miteni (Mitsubishi-Eni ) ha nascosto (almeno dal 1990) e nessuno dentro e fuori la fabbrica si preoccupato degli allarmi che venivano dagli USA. Nessuno ma non il medico di fabbrica, lo stesso che garantiva per Solvay di Spinetta, che dal 2000  misurava la concentrazione di Pfas e Pfoa nel sangue dei dipendenti con livelli elevatissimi, fino a 22 mila volte più alti del normale: in media 20mila nanogrammi per litro di sangue, con picchi di 90mila. Nessuna denuncia di malattia professionale, ovviamente.

Lo Studio pubblicato nel 2019 da Merler e dal dottor Paolo Girardi sulle cause di morte degli ex operai Miteni ha riscontrato un raddoppio di cancro al fegato e di tumori linfatici ed emopoietici, un aumento della mortalità per diabete, cirrosi epatica, ipertensione e suicidi. Non risultano Studi analoghi per gli operai alessandrini.

Arriva nel 2013 la scoperta della contaminazione della  falda acquifera grande come il lago di Garda, da dove pescano gli acquedotti di 21 Comuni delle province di Vicenza, Verona e Padova, e un imprecisato numero di pozzi privati, 350 mila persone, destinate, stando alle proiezioni, a diventare 800 mila. Arriviamo all’udienza del  13 aprile 2021 per entrare nel vivo del maxiprocesso di Vicenza. Oltre ad avvelenare i lavoratori, Miteni con PFOA e C6O4 ha avvelenato anche l’aria, il terreno e la falda. Come sta avvenendo in Alessandria.

Ad Alessandria per evitare futuri costi giudiziari e di bonifiche, Solvay, sta pensando ad operazioni di scorporo, come fece Miteni  vendendo la fabbrica al prezzo simbolico di 1 euro alla lussemburghese Icig, e come sta facendo la stessa multinazionale belga a Rosignano.

–>(7) Solo nel 2021 il maxiprocesso di Vicenza, gemello di Alessandria.

Aula di giustizia?

La storia dei Pfas in Italia cominciammo a scriverne per Alessandria negli anni ’90 del secolo scorso. Nel 2021 si apre a Vicenza il processo contro Miteni di Trissino che si concluderà in Cassazione speriamo prima del 2031. Speriamo con risarcimenti alle Vittime  e bonifiche, a prescindere dalle prescrizioni delle pene. Speriamo che entro quella data si concluda anche il secondo processo ad Alessandria contro Solvay di Spinetta Marengo, con esiti più consoni alla Giustizia di quelli del primo. Sia per il Veneto che per il Piemonte i Pfas hanno determinato, in concorso con altri veleni, due dei più grandi crimini ecosanitari italiani.

Al processo di Vicenza sono 230 le parti civili: persone (150 le singole famiglie), istituzioni (tra cui il Ministero dell’Ambiente per la bonifica del sito e il  Ministero della Salute per il risarcimento delle spese sanitarie, e associazioni (con le solite opportuniste). Sono 15 gli accusati, 10 dirigenti stranieri tra Giappone Mitsubishi e Lussemburgo (Icig) e 5 amministratori italiani Miteni, per avvelenamento delle acque, disastro ambientale e sanitario, omessa bonifica e bancarotta fraudolenta. I reati sono avvelenamento delle acque superficiali e di falda, e mancata bonifica: con aggravante che sapevano dell’inquinamento e lo nascondevano  dunque dovrebbero  -il condizionale è d’obbligo in questo sistema giudiziario- essere reati di dolo, il massimo della pena. I due pubblici ministeri Barbara De Munari e Hans Roderich Blattner, insieme alle Parti civili, dovrebbero sostenere il dolo.