
Sfatiamo il tabù che il capo dello stato debba essere di sinistra.

Movimenti di Lotta per la Salute, l"Ambiente, la Pace e la Nonviolenza






Record di caldo, oceani sempre più caldi e siccità , i rischi per salute, incendi e risorse idriche
Inquinamento da traffico: non solo scarichi, nuovi rischi per la salute dei bambini
Incendi nell’Artico, una nuova minaccia per la biodiversità globale
Efficienza energetica, al via la nuova edizione di “Italia in Classe A”



Il dottore dei bambini di Gaza, è rinchiuso da oltre 18 mesi in una cella del carcere sotterraneo di Rakefet in Israele, in fin di vita: Hussam Abu Safiya, ex direttore del Kamal Adwan Hospital di Gaza. Non c’è più molto tempo. Torturato e abusato quotidianamente; percosso, sottoposto a trattamenti inumani e degradanti in una cella di isolamento sotterranea, il medico palestinese che non ha commesso alcun reato è praticamente in fin di vita.
Durante la detenzione arbitraria che dura da oltre 18 mesi «senza incriminazione né processo», è stato soggetto ad ogni sorta di violenza Il suo avvocato ha faticato a riconoscerlo l’ultima volta che l’ha incontrato.E’ urgente pretenderne l’«immediata scarcerazione»! A chiederlo è anche la Commissione d’Inchiesta Indipendente Internazionale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati (parte dello Human Rights Council). «Il trattamento riservato al dottor Abu Safiya riflette un ampio sistema di violazioni da parte di Israele già individuato dalla Commissione nei suoi precedenti rapporti», si legge nel report.
Numerosi organismi internazionali tra cui lo UN working group on Arbitrary Detention, Amnesty International, diverse Ong ed eurodeputati, lanciano continuamente appelli e campagne per la sua scarcerazione. Il governo italiano tace, la Chiesa italiana (Cei) e Vaticano tacciono, eccetto la rete dei “Preti contro il genocidio”.






Clicca qui il comunicato stampa.
25 giugno 2026 – Grande partecipazione di cittadini, amministratori locali e rappresentanti istituzionali ad Acqui Terme per l’assemblea pubblica informativa dedicata a due temi cruciali per il futuro ambientale, sanitario ed economico del territorio: la situazione del sito ex ACNA di Cengio e il progetto del nuovo inceneritore regionale, con un focus allarmante che si estende ora anche sull’area di Cairo Montenotte.






Quando ha sottoscritto con Solvay il patteggiamento, col quale revocava la parte civile del Comune di Alessandria dal processo penale, scatenandosi addosso dalla bocca di Comitati e Associazioni ambientaliste una bufera di sarcasmi (“i trenta denari “…per tagliare l’erba nei cimiteri), avevamo commentato che il sindaco Giorgio Abonante si era giocato le residue probabilità di essere rieletto. D’altronde, era già stato al centro di aspre critiche per non aver agito contro Solvay quale massima autorità sanitaria locale, anzi, per tali giudizi aveva querelato Lino Balza per presunta diffamazione. Ora, aveva aperto addirittura la strada a Regione e Governo per un patteggiamento globale che salvava la multinazionale belga dalle condanne penali.
Oggi, la previsione sul futuro politico di Giorgio Abonante, bocciata anche in CGIL, è confermata dal “playbook” realizzato da “LAB 21”, direttore Roberto Baldassari. L’apprezzatissima società di consulenza strategica integrata, in partnership con il settimanale Il Piccolo, fa una lettura comparata del capitale politico delle amministrazioni di Alessandria, Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona e Ovada.
Anche Abonante supera (92,7%) la media italiana della visibilità, ovvero della notorietà fra i cittadini. E proprio qui casca l’asino, quando si passa dalla conoscenza alla fiducia, dal dominio dello spazio mediatico al consenso. La notorietà non fa che amplificare il malcontento della cittadinanza. Abonante, infatti, registra una fiducia del 34,5%, cioè una distanza abissale tra iper-notorietà e approvazione del suo operato fra i cittadini: innanzitutto per la tutela della salute. Il cittadino, che individua nel sindaco la prima autorità sanitaria del territorio, pretendeva atteggiamenti attivi per l’emergenza del polo chimico della Fraschetta, piuttosto che fare fronte comune con la destra in Regione.
In conclusione, nel dossier di LAB 21, la matrice diagnostica della legittimazione, che incrocia il livello di fiducia con l’intenzione di voto, pone Abonante in zona rossa: fuori della partita delle elezioni 2027 con appena il 32,1% di elettori disponibile a votarlo.
Ma l’elettorato vuole un reset radicale, non solo del primo cittadino. Il messaggio è chiaro alla coalizione, che si è retta sull’asse PD-Cinquestelle (peraltro gli ex grillini sono in crisi in tutta la provincia), e alla quale si sarebbe avvicinata AVS. Invece, il potente segretario PD alessandrino Rapisardo Antinucci, spalleggiato obtorto collo dal consigliere regionale Domenico Ravetti, ripropone la vecchia guardia locale attorno ad Abonante: “Per noi la conferma di Giorgio è una prospettiva naturale”. Anche se a Torino è già stato discusso l’“Amoveatur ut promoveatur”, clicca qui. Agli utili alleati il monito: o mangiate la minestra o saltate dalla finestra delle primarie.
L’analisi di LAB 21 è stata solo il primo tassello scientifico e editoriale, al quale seguiranno due focus dedicati ai consiglieri e assessori regionali del territorio, nonché ai deputati eletti in provincia. Ora sono tutti sul chi vive.




Vediamo se possiamo comprare Balza. Clicca qui la trascrizione.

Macchè scegliere tra Schlein e Conte, perdenti. Se il programma che prepara il “campo largo” sarà approvato da Pier Luigi Bersani, allora a guidare il “campo largo” (con o senza primarie) non potrà che essere Pier Luigi Bersani.

Nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è parlato ancora una volta del genocidio di Gaza. Bene. Ma le parole non fermano le bombe e le dichiarazioni non fermano gli assassini che continuano ad uccidere dove e quando vogliono sotto i nostri occhi. Nel Consiglio Europeo è continuata la celebrazione di Zelensky ma niente è stato deciso per mettere fine alle sofferenze del suo popolo. La guerra continua la sua escalation innalzando il livello e l’ampiezza dello scontro. L’uso della bomba atomica è sempre più vicino.
Nel quartier generale della Nato i signori della guerra rilanciano l’aumento delle spese militari, la corsa al riarmo e il militarismo. Tutti i servizi pubblici dedicati alla tutela della nostra dignità, lavoro, salute e diritti sono a rischio.
Per questo abbiamo deciso di organizzare il Giro d’Italia per la Pace che culminerà il 9 e 10 ottobre a Perugia con una grande assemblea delle città per la pace e di tutti gli operatori e operatrici di pace. Nel tuo comune, quartiere, parrocchia, scuola, università,… organizza una tappa del Giro d’Italia per la pace.
Clicca qui le prossime 66 città che accoglieranno il Giro.

Chi scrive, avendo dissentito nel 2015 dalla sentenza del tribunale di Alessandria contro Solvay, sostiene, tenacemente operando da allora, che i limiti del processo penale devono essere superati in sede civile. Come d’altronde, alle azioni collettive, alle class actions sollecitava il Procuratore generale della Suprema Corte di Cassazione: «Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente nel portafoglio. Unico, per loro, temibile argomento dissuasivo e persuasivo”. Finalmente, dieci anni dopo, prendono corpo le class actions.


Segnaliamo il sito della “Casa delle donne” di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della “Casa internazionale delle donne” di Roma: www.
Segnaliamo il sito delle “Donne in rete contro la violenza”: www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de “Il paese delle donne on line”: www.womenews.net
Segnaliamo il sito della “Libreria delle donne di Milano”: www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della “Libera universita’ delle donne” di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di “Noi donne”: www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di “Non una di meno”: www.nonunadimeno.wordpress.com



Scandalo nello scandalo. Dei 504 morti sui luoghi di lavoro registrati finora, ben 104 erano stranieri. Mettendo a confronto i dati occupazionali con quelli della mortalità, emerge uno squilibrio matematico spaventoso: pur rappresentando circa il 10,5% della forza lavoro regolare, gli stranieri costituiscono oltre il 20% delle vittime sui luoghi di lavoro. Significa che, a parità di lavoratori attivi sul territorio, un lavoratore straniero in Italia ha un rischio di morire sul lavoro più che doppio rispetto a un collega italiano.
È ora di smetterla con la propaganda d’odio e di guardare in faccia la realtà: sono i più sfruttati e tengono letteralmente in piedi la nostra economia.
Clicca qui Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro.



Politici, giornalisti, opinionisti: tutti in coro ne esaltano stile, saggezza e infiniti meriti. Si scrive che il Presidente della Repubblica sia l’unica istituzione davvero funzionante, l’uomo più amato d’Italia, il custode supremo della Costituzione. Ma è davvero così? È vero che Sergio Mattarella sia tanto stimato e ammirato dal popolo italiano? Questo libro smonta questo racconto, paragonando l’operato di Mattarella e Napolitano a quello di altri, a partire da Sandro Pertini, e arrivando a definire il Quirinale… pericoloso per la tenuta democratica del Paese. A tanto non era arrivato il Premio Attila, vinto da Mattarella nel 2024.
E’ disponibile a chi ne fa richiesta la
RASSEGNA DEI PREMI ATTILA DAL 2004
Ad imperitura memoria dei nostri figli peggiori.




In nome del popolo inquinato spinettese. Clicca qui la trascrizione.






Creare classi separate per gli studenti e le studentesse con disabilità. Non per migliorare la scuola, ma per nascondere sotto il tappeto i problemi che non si è stati capaci di risolvere.
Un vergognoso ritorno ad un passato fallimentare.
