Impatto ambientale e utilità per la nuova diga foranea del porto di Genova.

Il governo la vuole finanziare con il Recovery Fund come mastodontica opera strategica (1 miliardo di euro). Però il dibattito pubblico, pur strozzato dai tempi concessi,  sta mettendo in rilievo da parte dei Comitati seri interrogativi sulle proiezioni di crescita, nonché sull’impatto sociale e ambientale per i quartieri e l’ecosistema marino. Clicca qui

Si chiamava Lorenzo Zaratta, per gli amici Lollo. Era un bambino.

Si chiamava Lorenzo Zaratta, per gli amici Lollo. Era un bambino affetto da un tumore al cervello. La gravidanza della mamma è avvenuta nel quartiere Tamburi di Taranto, il quartiere su cui si riversano i fumi dell’ILVA. Per la morte di Lollo sono scattati gli avvisi di garanzia verso nove dirigenti che hanno gestito lo stabilimento siderurgico di Taranto.

Per un approfondimento cliccare su https://www.peacelink.it/processoilva/a/48261.html

Giorno della memoria: realizzare nelle scuole iniziative di studio, riflessione, testimonianza.

Materiali:

L’escalation della persecuzione.

La trappola mortale.

Gli ebrei d’Occidente di fronte al Reich.

Clicca qui.

“Nel cuore di questa civile Europa, è stato sognato un sogno demenziale, quello di edificare un impero millenario su milioni di cadaveri e di schiavi. Il verbo è stato bandito per le piazze: pochissimi hanno rifiutato, e sono stati stroncati; tutti gli altri hanno acconsentito, parte con ribrezzo, parte con indifferenza, parte con entusiasmo. Non è stato solo un sogno: l’impero, un effimero impero, è stato edificato; i cadaveri e gli schiavi ci sono stati”. (Primo Levi).

Venerdì 29 gennaio sciopero generale per non pagare la crisi.

1) Introduzione di una patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione…..

2) Protocollo di sicurezza per la prevenzione e il contrasto dei contagi sui luoghi di lavoro…..

3) Piano nazionale straordinario di assunzione di infermieri e medici,….

integrale riorganizzazione del servizio sanitario pubblico unico, universale, gratuito, dotato di una diffusa rete territoriale….

4) Rinnovo immediato dei contratti nazionali CCNL scaduti, con adeguati aumenti salariali ….

5) No ai licenziamenti di massa: drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario….

6) Salario medio garantito per disoccupati, sottoccupati, precari e cassintegrati.

7) Libertà di sciopero e agibilità sindacale,….

8) Diritto al lavoro per tutte le donne,…

9) Abrogazione dei decreti-sicurezza:….

10) Permesso di soggiorno europeo a tempo indeterminato per tutti gli immigrati e le immigrate….

11) Drastico taglio alle spese militari e alle grandi opere inutili e dannose (Tav, Tap, Muos, ecc.).

12) Piano straordinario di edilizia scolastica e di assunzione di personale docente e non docente.

13) Blocco immediato degli affitti, dei mutui sulla prima casa e di tutte le utenze (luce, acqua, gas, internet) per i disoccupati e i cassintegrati; ….”

La Newslettera Valsusa di Doriella e Renato (clicca qui) inoltre ospita un dibattito a più voci sulla possibile introduzione di una tassa patrimoniale e su come reperire le risorse per affrontate l’emergenza i sanitaria e sociale.

A questo proposito, segnaliamo ( clicca qui ) l’importanza dell’innovativo  progetto emergenziale  per rivoluzionare l’approccio clinico al covid proposto da Roberto Gramiccia specialista in Medicina Interna e Geriatria, già Direttore sanitario di Struttura complessa territoriale, progetto che si prefigge anche di mettere mano, mentre si interviene sull’emergenza, agli antefatti di una finalmente nuova riforma sanitaria che richiami e adatti i principi di quella del ’78.

Sbatti il mostro pompiere in prima pagina per vendere qualche copia in più. Una sottoscrizione a sostegno dei familiari dei tre pompieri diffamati dal giornale Il Piccolo.

Il Piccolo è un giornale storico per Alessandria, che all’apice aveva tre edizioni settimanali, poi ridotte a due praticamente con tiratura insignificante. Allora il direttore Alberto Marello, in accordo (?) con redazione ed editore Soged, ha prodotto l’allegato editoriale che calpesta come drogati i tre vigili del fuoco che hanno sacrificato la loro vita intervenendo nell’esplosione di Quargnento, e trasforma i due coniugi autori dell’ attentato da coscienti carnefici a povere vittime. Insomma, sbatti il mostro pompiere in prima pagina per vendere qualche copia in più. Il pezzo è esploso sui social pur sotto forma di migliaia di insulti: nessuna gaffe: è stato il risultato che Marello si era prefisso per attirare l’attenzione sul giornale che ben pochi comprano, anzi che è addirittura sconosciuto ai più. Dunque una mera operazione pubblicitaria Soged per bisettimanale e succursale AlessandriaNews, uno sciacallaggio  all’insegna del cinismo più bieco: se ne parli pure male purchè se ne parli. Una pubblicità puntata su accessi web piuttosto che sulle copie vendute. Una pubblicità effimera, efficace solo se Marello riuscirà a darle continuità sullo stesso timbro, altrimenti ridurrà ulteriormente la credibilità e la tiratura: ne sarà ben cosciente l’editore che altrimenti dovrebbe licenziare Marello. I redattori, se possedessero dignità e un mestiere da spendere sul mercato, dovrebbero dimettersi. Marello invece sapeva di essere in una botte di ferro: o la copertura dell’editore Soged oppure, dopo la prova offerta, nessuna difficoltà a trovare un editore del suo livello. Tanto l’Ordine dei giornalisti è cane non mangia cane.

Non ragioniam di loro, ma pensiamo alla volgare diffamazione a mezzo stampa nel mentre che si sta celebrando un processo per omicidio doloso, pensiamo all’offesa della memoria dei tre giovani pompieri, pensiamo al danno che è stato inferto ai loro familiari. Se i familiari non hanno le disponibilità economiche di portare Marello e Soged in tribunale, proponiamo una sottoscrizione collettiva per un adeguato patrocinio di avvocati. Aderite a  movimentodilottaperlasalute@reteambientalista.it
P.S.  Intanto, Prosegue la campagna de Il Piccolo per il nucleare nell’alessandrino. : «Non dobbiamo avere paura: è la scienza a darci supporto»: intervista ad un neolaureto definito fisico nucleare.  Come chiedere al barista dell’oste se il suo vino è buono.

Nell’alessandrino pronte ad alzarsi le mani dei favorevoli al deposito dei depositi nucleari.

Si può già prevedere che scoppieranno le contraddizioni  viste in passato per il Tav Terzo Valico. Allettati dagli appetitosi risarcimenti statali, soprattutto amministratori  e politici cominceranno a dividersi fra favorevoli e contrari dopo un iniziale no corale all’ubicazione del deposito unico nazionale in una delle sei potenziali aree alessandrine indicate come idonee dal governo (in particolare (Castelletto-Quargnento e Novi-Bosco Marengo). Non dimentichiamo che a suo tempo quasi nessun politico nei posti di comando si schierò contro il nucleare, sia nell’opposizione all’impianto/deposito di Bosco Marengo sia per il referendum anti Berlusconi. Ci ricordiamo che non ce ne furono a firmare i nostri ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato.  E oggi basta esaminare i cognomi della dozzina di sindaci coinvolti nell’affaraccio, o affarone a dire si voglia. Un nome è esemplificativo: Cuttica attualmente sindaco leghista di Alessandria. Gli avversari di quelle nostre lotte antinucleari sono nominativamente indicati nel Dossier “Storia del nucleare in Alessandria” edito dal Movimento di lotta per la salute Maccacaro” (disponibile a chi ne fa richiesta). Sono dunque prevedibili crepe sommerse nel  fronte del no, gonfio di nuclearisti pentiti. Già ora si vedono affiorare mani pronte ad alzarsi, tipo l’alessandrino capogruppo parlamentare leghista Molinari. Daranno una mano i soliti giornali che già ora ospitano interviste Arpa di sedicenti “fisici nucleari” rassicuranti: sbagliammo a definire folle l’idea di ospitare la bomba nucleare in un territorio assolutamente inidoneo, mentre ora garantiamo che “l’impatto in mezzo alle vigne è pressoché nullo, dovessero caderci bombe sul deposito”. Sorprenderebbe il voltafaccia dei compagni di lotta di Trino e Saluggia nel beneficiare l’allontanamento dei loro immensi depositi. Tra le associazioni non c’è da allungare la mano sul fuoco, tranne Legambiente che ci ha messo la faccia ad Alessandria; dicono: discutiamone. Perfino le Sardine si mostrano confuse non  preannunciando barricate. Se l’opposizione di destra è sempre stata nuclearista, i partiti di governo si sono autotacitati proponendo Alessandria come il deposito dei depositi nucleari italiani.

I PFAS sono una calamità mondiale, ma in Veneto deve ancora iniziare il processo e in Piemonte ottengono addirittura l’autorizzazione.




Copertina del Dossier del Movimento di Lotta per la salute Maccacaro (chiedi copia)

Devono essere messi al bando in tutto il mondo. Dove è finito l’impegno “LIMITI ZERO PFAS” del ministro Costa? E’ scientificamente assodato che i Pfas  sono tossici, cancerogeni e teratogeni. Usati  in centinaia di prodotti di largo consumo, indistruttibili hanno contaminato falde, fiumi, acquedotti, acqua potabile il tutto il mondo, addirittura alimentato il Covid, come ci conferma la recente rassegna stampa allegata. Non solo in Veneto, dove il processo contro Miteni stenta ad avviarsi, o in Piemonte dove (impunita malgrado i nostri 4 esposti alla Procura) Solvay ottiene autorizzazioni al C6O4 e sbeffeggia  che dall’impianto di trattamento scarichi (affluenti in Bormida)  le esalazioni (addirittura percepibili a naso dalla popolazione) non contengono sostanze tossiche scaricate in atmosfera, bensì insomma benefici aerosol. (continua)

Perché in Italia ancora tanti morti? Risponde un innovativo progetto di cura emergenziale, e di sinistra: verso una nuova riforma sanitaria.

Mentre prosegue la campagna (clicca qui) affinchè brevetti di vaccini e farmaci salvavita Covid – ottenuti con il denaro pubblico- non siano  privatizzati nel commercio mondiale bensì diventino un bene  comune disponibile per la tutela della salute di tutti, non va trascurato che per l’Italia il problema di fondo è strutturale: da un lato la condizione penosa della medicina territoriale, dall’altro lo stato di deperimento di un sistema ospedaliero pubblico sottoposto a tagli dissennati che ha mostrato soprattutto all’inizio della pandemia una carenza di posti letto di personale, specie in terapia intensiva, che non è azzardato definire scandalosa. Questo significa che la pandemia, oltre ai morti ammazzati per il virus, miete vittime “non covid” a causa del peggioramento della condizioni sanitarie complessive che impongono l’interrogativo: perché in Italia ancora tanti morti. Dal problema di fondo strutturale, plasmato a seconda delle esigenze del privato e del profitto, come si emerge? Aggredendo il futuro con l’affrontare il presente. Ebbene, sul piano delle possibili, concrete, proposte correttive, ci è proposto da Roberto Gramiccia specialista in Medicina Interna e Geriatria, già Direttore sanitario di Struttura complessa territoriale, questo (clicca qui)  innovativo progetto emergenziale -di sinistra- per rivoluzionare l’approccio clinico al covid. Perché proprio il  punto di vista di un medico geriatra? Perché innanzitutto sfata il luogo comune che l’alta letalità è dovuta all’età media di vita più alta nel nostro paese: argomento preso da una lettura superficiale delle tabelle statistiche (clicca qui) che vede l’effetto ignorando la causa strutturale. Insomma, complessivamente si  muore di più in tutte le fasce di età, di più fra i soggetti fragili, proporzionalmente di più tra gli anziani. Perché proprio di sinistra? Perché si prefigge di mettere mano, mentre si interviene sull’emergenza, agli antefatti di una finalmente nuova riforma sanitaria, che richiami i principi di quella del ’78 ma li adatti alla realtà di un mondo rovinato, consumato, reso altamente patogeno dalla globalizzazione neoliberista, da un capitalismo che ormai non può più nascondere le sue responsabilità e la sua intrinseca debolezza. Il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, in virtù del proprio storico ispiratore, si riconosce nel progetto di Roberto Gramiccia. Lo riteniamo utile per la discussione in corso nell’ambito de “La Società della Cura”.   

I padroni al riparo dello scudo penale.

I padroni ormai hanno realizzato nei processi ambientali un efficace “scudo penale”, fatto di leggi opportunamente interpretabili da sentenze di classe, fatto di prescrizioni e ostruzionismi, utile per le parcelle di avvocati e consulenti degli imputati più che per le vittime della mancata prevenzione; certo poi ci sono gli stipendi per magistrati, inquirenti e impiegati ma senza i “risultati” per le vittime. Per la sentenza di Viareggio, clicca qui un commento della Rete nazionale per l’ecologia sociale.

Non vede non sente non parla l’Arpa di Alessandria.

Abbiamo chiesto all’Arpa la relazione riferita all’anno 2020 relativa ai Monitoraggi qualità aria nell’area circostante l’azienda Solvay di Spinetta Marengo. Gli episodi di inquinamento nell’anno trascorso non hanno fatto che accrescere le forti  preoccupazioni sui sistemi di controllo che avevamo espresso a Magistratura ed  Enti locali.; nonchè all’opinione pubblica tramite comunicato stampa (clicca qui).  Cioè stazioni di monitoraggio (Hcl, Hf) completamente inefficienti, per ammissione della stessa inerte Arpa.  Altro esempio: dall’impianto di depurazione, dove dovrebbero essere trattate le acque reflue di Solvay e Arkema, sono rilasciate senza soluzione di continuità  in atmosfera sostanze tossiche che il direttore dell’Arpa di Alessandria non vuole o non sa neppure definire chimicamente, però rassicurando come sempre la popolazione che lo irrita per la sua protesta dei forti miasmi. A tacere dei conseguenti scarichi in Bormida. A tacere delle falde e degli acquedotti inquinati.  A tacere del cancerogeno Bisfenolo di cui l’Arpa non sa o non vuole rilevare la presenza nel territorio. A tacere di tutta la storica condotta omissiva Arpa-Asl riguardante la catastrofe ecosanitaria dei Pfas (Pfoa, C6O4, ADV).

Il tutto è stato oggetto di quattro recenti esposti (clicca qui)   alla Procura della Repubblica di Alessandria, nonché a Prefetto di Alessandria, Direzione Arpa, Commissione parlamentare ecomafie.

Un altro Delitto Perfetto nelle aule dei tribunali.

In sede penale i crimini ambientali sono cause perse per le Vittime. Viareggio è l’ennesimo degli esempi (vedi “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza prefazione di Giorgio Nebbia). Nel lontano 29 giugno 2009 persero la vita 32 persone, oltre a 17 feriti orribilmente ustionati, investite dalle fiamme mentre stavano dormendo nelle loro case: il deragliamento di un treno merci con 14 carri pieni di gas gpl aveva  provocato l’esplosione. Anche a Viareggio i treni con carichi pericolosi viaggiavano ad alta velocità anche in prossimità di centri densamente popolati, in violazione di norme sulla sicurezza pur risalenti agli anni ’30, senza vero piano di rischio, i macchinisti  sprovvisti di allerta antincendi,  le carrozze senza  carri scudo. Soprattutto questi immani rischi ruotavano intorno alla carenza di manutenzione (infatti fu un perno arrugginito dell’assile, più volte riverniciato invece che sostituito ad avviare la tragedia): figlia delle politiche di risparmio di Ferrovie dello Stato, cioè di un sistema di compressione dei costi e parcellizzazione della manutenzione comune a tutte le società italiane ed estere (vedi sempre il citato libro). Ebbene, la Corte di Cassazione ha fatto cadere, per Ferrovie e società collegate, l’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro per far sì che le accuse per omicidio colposo siano tutte prescritte, come restano comunque prescritte le pur miti condanne per disastro ferroviario. Le accuse di incendio doloso e lesioni gravissime erano già state prescritte in appello. Ripetiamo di nuovo: in sede penale i crimini ambientali sono cause perse per le Vittime:  questi processi infatti  si rivelano utili solo per le parcelle di avvocati e consulenti.  Della difesa, ma anche dell’accusa: su ogni processo sistematicamente si gonfia un mucchio di associazioni ed enti lucrando come parti civili per danni inesistenti (ha fatto eccezione questa sentenza di Cassazione che ha annullato le statuizioni civili per le 22 organizzazioni  condannandole a pagare le spese processuali). Così tacitamente è accettata la macchina della giustizia di classe  con tutti i suoi costi di strutture e stipendi, e di ingiustizie. 

“Pressenza”: uno spazio aperto all’espressione della base sociale.

Riunione (clicca qui) semestrale mondiale dell’agenzia stampa internazionale specializzata in umanesimo, pace, nonviolenza, diritti umani, disarmo e non discriminazione. Ci lavorano in maniera professionale ma non remunerata editorialisti, reporters, redattori, fotografi, grafici, videomakers e traduttori di tutto il mondo. Presente in 24 paesi, pubblica ogni giorno i suoi dispacci in inglese, italiano, spagnolo, francese, portoghese, tedesco, greco e catalano.

Manifesto di rivolta femminile.

Presso il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera“, incontro di riflessione per riaffermare la persuasione che il femminismo costituisce l’esperienza storica più rilevante e la “corrente calda” della nonviolenza come movimento di liberazione dell’umanità intera da tutte le violenze e le oppressioni. Clicca qui.

Sul nucleare il Movimento Cinquestelle informa correttamente.

Definisce “propaganda strumentale” la nostra accusa. Con la proposta  di indicare come deposito unico nazionale  addirittura 67 possibili siti di stoccaggio rifiuti radioattivi,  il  governo finge una decisione col solo scopo di rinviarla alle calende greche tramite una discussione babelica infinita, nel contempo che serve a interrompere la procedura di infrazione comunitaria che pende sul nostro Paese per non avere ancora adottato un programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi come richiesto dalla direttiva 2011/70 Euratom del Consiglio europeo.  Clicca qui il comunicato emerso dall’assemblea dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle con i titolari dei dicasteri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.

Processi TAP: reati di serie A per gli inquinati e di serie B per gli inquinatori.

Solenne annuncio del lancio del combustibile fossile con l’accensione degli impianti del Trans Adriatic Pipeline (Tap), il tratto finale del mega gasdotto lungo circa 4mila chilometri che si snoda a partire dal giacimento azero di Shah Deniz lungo sei paesi; l’ultimo è il nostro, con approdo a Melendugno (Lecce), dove da anni la popolazione contesta, carte alla mano, la legittimità dell’opera. Marciano spediti i processi a carico degli attivisti (violazione della zona rossa, dei fogli di via, imbrattamento, getto di cose pericolose, violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento). A rilento invece i processi ai manager del TAP per reati di inquinamento ambientale, contaminazione della falda acquifera con metalli pesanti anche cancerogeni ed espianto degli ulivi fuori dal periodo autorizzato,  realizzazione del gasdotto su aree sottoposte a vincolo paesaggistico, idrogeologico e dichiarate zone agricole di notevole interesse pubblico in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie. Nonché illegittime la Valutazione di impatto ambientale, l’Autorizzazione unica ambientale e l’Autorizzazione ministeriale alla costruzione in assenza di autorizzazione paesaggistica. Clicca qui

La befana vien di notte
e del virus se ne fotte.
Sulla scopa di saggina
vola senza mascherina.
Porta doni e anche carbone
con l’autocertificazione;
appena scende sul balcone
gli facciamo un bel tampone.
Ora l’esito fa pena
e la sbattiamo in quarantena.
Tra due anni dal camino,
solo se porti il vaccino!

Il bluff del deposito unico nazionale dei rifiuti nucleari.

Con l’assurda  proposta di  addirittura 67 possibili siti di stoccaggio di rifiuti radioattivi, il Governo finge una decisione mentre lo scopo è solo di interrompere la procedura di infrazione comunitaria che pende sul nostro Paese per non aver ancora adottato un programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi, come richiesto dalla direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio europeo.

Arriva un tempo in cui, dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.

Togli i cibi che ti fanno male.

Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.

Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti

insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.

Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore,

togli il tempo passato a inseguire le persone.

Togli lo sguardo da chi ti ha ferito,

Togli potere al passato, togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro.

Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni,

i compromessi che ti sporcano le scelte,

i sì concessi per adattamento.

La vera ricchezza non è aggiungere,

ma togliere…

Forum Sociale Mondiale – edizione virtuale 23-31 gennaio.

Venti anni dopo la prima edizione di Porto Alegre (4700 delegati, 18.000 partecipanti, provenienti da 122 paesi del mondo) il Forum Sociale Mondiale organizza una edizione virtuale dal 23 al 31 gennaio: clicca qui il programma. Sarà l’occasione per ripensare ed eventualmente  superare le critiche: degli anarchici (accuse di centralismo), dei partiti socialisti e comunisti (per aver prodotto poche idee pratiche, concentrandosi invece su una critica vaga e generale del neoliberismo e del neoimperialismo),  dei movimenti anti-globalizzazione o di globalizzazione alternativa. A  tacere le critiche da destra: il pluralismo del FSM è presunto ma in effetti di sinistra, addirittura sovversivo secondo Alleanza Cattolica.

Ilva. Quello che il Governo non dice sul nuovo accordo con Arcelor – Mittal.

Una operazione propagandistica del governo sulla pelle dei tarantini e dei contribuenti italiani. Vincono le condizioni poste da ArcelorMittal: senza il dissequestro degli impianti inquinanti se ne andrà senza pagare penali. Torna l’acciaio di Stato? Tramite una operazione in perdita economica, senza prospettive di riconversione e di tutela della salute. Addirittura ci sarà  la somma degli inquinamenti degli impianti vecchi con quelli nuovi. Intanto il Processo Ilva si concluderà come l’ennesimo Delitto Perfetto consumato nel tribunale (vedi il libro omonimo di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) e perpetrato dalla classe politica connivente e collusa? Clicca qui l’intervista di PeaceLink a Radio Radicale.

2021 No Tav: di lotta e libertà.

I punti di partenza per questo nuovo anno sono la liberazione della Val Clarea dalle truppe di occupazione e da Telt, la salvaguardia del territorio di San Didero dagli eventuali lavori di costruzione del nuovo autoporto, la lotta per la libertà di dissenso e contro la repressione.  Lo sguardo è  rivolto anche a territori e bisogni distanti geograficamente a noi ma così vicini nelle mancanze, in un momento tanto delicato come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia e di questo sistema sociale ed economico che continua insensatamente a foraggiare le lobby del tondino e del cemento a discapito del bene collettivo. Clicca qui il calendario delle prossime iniziative.

Scusa Babbo Natale se ti scrivo un po’ in ritardo.

Sul camino di Palazzo Chigi

Voglio scrivere un libro,  più precisamente una graphic novel, cioè a fumetti, adatto ad un pubblico giovane magari intimidito dal  libro a cui si ispira: “CLIMA – Lettera di un fisico alla politica” del prof. Angelo Tartaglia. Per realizzarlo ho bisogno del tuo aiuto… (continua la  “Lettera a Babbo Natale e alle amiche e agli amici del Controsservatorio Valsusa”). Per i lettori del nostro Sito il libro è disponibile quasi in omaggio: da 1 a 30 euro e oltre.

Fermiamo l’espansione della fabbrica delle bombe.

La fabbrica RWM in Sardegna, nei comuni Domusnovas e Iglesias, è di proprietà della multinazionale degli armamenti Rheinmetall, con sede in Germania; i contratti più importanti, con importi di centinaia di milioni di euro, riguardano la fornitura di bombe per aereo all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, attualmente impegnati in una sanguinosa guerra nello Yemen. Invece della sua chiusura e riconversione si avviano al mortifero ampliamento della fabbrica con la colpevole acquiescenza dei poteri pubblici politici e amministrativi. Clicca qui.

A Rosignano, chi vive a fianco di Solvay non si fa mancare nulla.

Il percolato della discarica Scapigliato finiva nei tombini: 5600 tonnellate, con un risparmio illecito criminale di 340.000 euro. I video delle intercettazioni: i rifiuti liquidi degli scarichi civili contenuti in autobotti, invece di essere conferiti negli impianti di smaltimento o recupero, venivano riversati in un tombino collegato alla rete fognaria nel piazzale. Clicca qui

Happy Xmas (war is over).

Questa canzone è nata come protesta contro la guerra in Vietnam ma è poi diventata un invito a trasformare il Natale in un impegno di pace. Colleghiamo alla canzone anche delle slides sulla Tregua di Natale del 1914 quando i soldati tedeschi e inglesi uscirono dalle trincee per fraternizzare.