Termovalorizzatore a Rende? Una scelta criminale.

Clicca qui CAT CALABRIA (Coordinamento delle Assemblee Territoriali): Non siamo contro il termovalorizzatore qui a Rende. Siamo contro il termovalorizzatore ovunque: una scelta vetusta ed irrazionale che pensa di risolvere il problema rifiuti nascondendoli sotto terra oppure bruciandoli. Da vent’anni come movimenti ambientalisti, coordinamenti territoriali, comitati civici, lottiamo per imporre la strategia Rifiuti Zero: raccolta differenziata spinta, tariffa puntuale, gestione pubblica, trasparente e condivisa con i cittadini.

In Medio Oriente le ipocrite politiche della UE e l’inettitudine del governo italiano.

La squallida partita di giro, in cui da un lato si vendono armi alla Turchia consentendo al dittatore Erdogan nel suo delirio neo-ottomano di proseguire la politica di guerra, pulizia etnica e sterminio del popolo curdo, e dall’altro lo si finanzia per tenere ammassati profughi in condizioni disumane nella Turchia sconvolta dalla crisi economica, sta mostrando i suoi effetti nefasti in tutta la loro drammaticità. Clicca qui Rete Kurdistan Italia.

Il contratto firmato dal governo con ArcelorMittal è nefasto: contrasta con il diritto alla salute e alla vita e, ancora una volta, viola i diritti umani di un’intera popolazione.

Il disegno di Federico, morto a 9 anni nel 2014 

Il governo – nel suo tentativo di evitare l’implosione dell’ILVA – gioca la carta della disperazione: sposta al 2025 il termine della messa a norma degli impianti. La Corte Costituzionale aveva di fatto “chiuso un occhio” sul primo decreto salva-ILVA contando sul fatto che i lavori di messa a norma sarebbero stati rapidissimi. Quello che sta avvenendo è invece l’esatto contrario: ben dieci anni di ritardo vengono previsti! Quante vittime lascerà sul campo un ritardo di questa portata? L’accordo prevede tale proroga nonostante la VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) certifichi la pericolosità degli impianti in funzione che causano un rischio sanitario “non accettabile” agli attuali livelli produttivi di 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio. Come farà il governo a garantire un rischio sanitario accettabile prospettando un aumento della produzione da 4,7 a 8 milioni di tonnellate/anno di acciaio? Come farà il governo a dimostrare che da qui in poi non vi saranno vittime in questo prolungarsi del percorso di messa a norma degli impianti? E solo chi si fa illusioni può pensare che l’accordo apra le strade ad un roseo futuro per i lavoratori di Taranto. La prospettiva è che ArcelorMittal vada via da Taranto pagando una penale da 500 milioni ma avendo acquisito il clienti dell’ILVA. E lasci al governo il compito di trovare un improbabile sostituto. Clicca qui PeaceLink: Non vi fate abbindolare. Il vero scopo del nuovo piano è quello di dare altri due anni di tempo per la messa a norma degli impianti. Intanto la gente muore

La catastrofe ecosanitaria Pfas in Veneto.

Si apre il processo PFAS contro la Miteni di Trissino Il 23 marzo 2020 si entrerà finalmente nel merito dibattendo sui reati per disastro ambientale innominato e avvelenamento di acque e sostanze alimentari. Una catastrofe ecosanitaria che ha contaminato acqua, alimenti e già oltre 350mila persone. Dopo anni di silenzi, ha inizio il processo. Nell’auspicio che non faccia la fine di quello alla Solvay di Spinetta Marengo (leggila sul Sito).  Clicca qui una storia di 50 anni.

A Vicenza, l’Inca avvia 10 pratiche per il riconoscimento di malattie professionali, dovute ai Pfas della Miteni. Clicca qui.  Intervista ad un ex operaio, clicca qui.

Le aziende chimiche  sapevano fin dagli anni ‘50 della tossicità del PFOAComprese Montedison, Solvay, Miteni.  Sostituito il PFOA con PFAS a catena corta: ora è anche il C6O4 che inquina come cancerogeno. Clicca qui.

Provvisorie le prescrizioni della Provincia di Vicenza  per PFOA e C6O4. Clicca qui.

L’ARPA del  Veneto è all’avanguardia nello studio delle contaminazioni PFAS. L’ARPA del Piemonte è la retroguardia. Clicca qui.

Altri avvocati difensori della Solvay di Spinetta Marengo.

L’intervistatrice de Il Piccolo allarma che il PFAS C6O4 nelle analisi è presente in più punti della falda  attorno allo stabilimento e con maggior concentrazione sotto di esso. Dunque l’impianto, di cui Solvay –dietro copertura del segreto industriale- chiede alla Provincia addirittura l’autorizzazione AIA all’ampliamento: sta già rilasciando da anni  i veleni (L’allarme, documentato, della sua nocività, fu da noi lanciato almeno dieci  anni fa. N.d.R.) senza che la Provincia sia intervenuta a controllarli e bloccarli. D’altronde è risaputo che le cosiddette barriere di contenimento sono palliativi. Ma l’ingegnere  responsabile Claudio Coffano non l’ammette. Né ipotizza la messa al bando del C6O4, sostituendolo ad esempio con le sostanze studiate a rischio zero dall’Istituto Negri. Anzi, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, esplicitamente non esclude di autorizzare l’AIA: valutando ogni possibile rischio anche se qualcosa può sempre scappare ma non a cuore leggero (Morto più morto meno N.d.R). Affidiamoci, concludono entrambi, alla Solvay affinchè abbatta il più possibile il C6O4 nell’ambiente. L’intervistatrice infine chiede inutilmente notizie sull’emissione dai camini dei vietatissimi  CFC clorofluorocarburi.

C’è una battaglia in corso contro l’autorizzazione a Pfas C6O4, cosa fanno Cinquestelle e Forum Acqua?

La domanda scaturisce prepotente nel corso del dibattito sulle rispettive responsabilità e iniziative.  L’intervento del Movimento di lotta per la salute Maccacaro, “Le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai Cinquestelle”,  è infatti  oggetto di contestazione, e chiama in causa protagonisti eccellenti nella battaglia per l’acqua e i beni comuni: Riccardo Petrella, Beppe Grillo, Marco Bersani, Alberto Asor Rosa, Ugo Mattei, Paolo Carsetti, Corrado Oddi. Luigi Meconi…  (continua).  

Parla l’avvocato che difende la Solvay di Spinetta Marengo.

Domanda del giornalista Massimo Brusasco: “L’indagine epidemiologica dimostra che a Spinetta si muore di tumore più che altrove. Non le basta?” Risposta di Paolo Borasio: “L’indagine non dice espressamente che la causa è il polo chimico. Certo, anche la Solvay potrebbe essere coinvolta, ma il rapporto causa effetto non è esplicitato. Io mi attengo a questa valutazione.” Però non le sembra acclarata una connessione tra il polo chimico e condizione di salute degli spinettesi? “Io penso che sia innanzitutto da capire se le problematiche evidenziate siano effettivamente riconducibili a quello che produce Solvay”. “Ci vorrebbe un intervento decisivo”. “Fino a quando non dicono che l’aumento dei tumori è dovuto al polo chimico, come si fa ad intervenire”. “Non sarebbe quasi ora di fare una bonifica seria ed efficace?” Solvay ha tempo fino al 2029”. “Però se c’è in gioco la salute…”. “Mi immagino, in futuro, un polmone verde”.  Insomma non criminalizziamo Solvay quando basta circondare lo stabilimento con un bosco. E’ sotto lo zuccherificio che invece si dovrebbero cercare i veleni, affidandone la ricerca alla Solvay.  Voi direte: Paolo Borasio è avvocato e fa il suo mestiere di difensore, che male c’è. C’è che Borasio è assessore comunale di Alessandria, anzi è assessore all’Ambiente.

Momenti e metodi dell’azione non violenta. La strategia per una campagna d’azione.

Clicca qui un testo di Jean-Marie Muller, tra i più importanti studiosi del pacifismo e delle alternative nonviolente. E’ suddiviso in tre parti. Parte prima: analisi della situazione, scelta dell’obbiettivo, primi negoziati, appello all’opinione pubblica, invio di un ultimatum. Parte seconda: azioni dirette, azioni dirette di non cooperazione. Parte terza:  azioni dirette di intervento.   Se anche queste indicazioni non ci garantissero il successo dell’azione, esse almeno dovrebbero evitarci numerosi errori che ci assicurerebbero il fallimento.

I Cinquestelle respingono l’accusa del Forum Acqua.

Di aver abbandonato la “stella dell’acqua”: esibendo viceversa il proprio impegno contro i PFAS in Veneto, clicca qui. Impegno recente rispetto alle nostre denunce nazionali del 2008. I Cinquestelle piemontesi, ancora più in ritardo, non possono neppure mostrare pari enfasi. Hanno però l’occasione di sfoderare gli artigli contro l’autorizzazione per il Pfoa C6O4  chiesta dalla Solvay alla Provincia di Alessandria, dopo l’interrogazione parlamentare che hanno presentato, clicca qui. Complessivamente, non dimentichiamo che Cinquestelle ha responsabilità di governo, anzi di governi, dunque si attendono provvedimenti concreti a livello romano. Mettiamo le mani avanti dopo Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, Tap, Ilva ecc.

Puntuale replica del “Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua” al “Movimento di Lotta per la salute Maccacaro”.

La replica si riferisce al “Post” pubblicato dalla Rete Ambientalista: clicca   https://www.rete-ambientalista.it/2020/02/22/le-responsabilita-del-forum-dei-movimenti-dellacqua-non-sono-nei-confronti-del-popolo-italiano-minori-di-quelle-attribuite-ai-cinquestelle/ .

Le riflessioni di Lino Balza, a margine dell’iniziativa di contestazione del Movimento 5 Stelle, attuata dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua con la riconsegna della stella dell’acqua pubblica a Beppe Grillo, merita una risposta mirata alla duplice critica che viene portata avanti.

Partiamo dalla prima, ovvero, all’aver determinato la sconfitta epocale dei movimenti ecopacifisti all’indomani della vittoria referendaria per non aver intrapreso la strada dell’unificazione dei movimenti (curiosamente spiegata da Lino Balza come trasferimento del movimento dell’acqua in Val di Susa e suo scioglimento dentro il Movimento No Tav) che, a suo dire, era nelle cose, ma fu impedito da un gruppo di burocrati romani del movimento.

In realtà, va detto che le fughe in avanti proposte a suo tempo al movimento per l’acqua furono duplici: da una parte chi, come Lino Balza, spingeva per un’unificazione dei movimenti; dall’altra chi, come Ugo Mattei, aveva addirittura proposto la costituzione del partito dell’acqua.

Entrambe, ad avviso dell’insieme del movimento per l’acqua (vorremmo a tal proposito ricordare che le decisioni politiche sono sempre state appannaggio del Coordinamento Nazionale a cui tutti i territori hanno assiduamente partecipato e contribuito, altrimenti non si capirebbe il successo avuto), non tenevano conto della natura del movimento per l’acqua, né della natura degli altri movimenti sui beni comuni esistenti, per i quali la progressiva alleanza poteva nascere solo dall’esperienza concreta e non da decisioni prese a tavolino da fantomatici “gruppi dirigenti”.

Non sempre “i desiderata” corrispondono alla realtà e soprattutto mai la seconda può essere piegata ai primi: se “il Soggetto politico di governo nazionale dei beni comuni” fosse stato logico e consequenziale all’esperienza del movimento per l’acqua e a quelle degli altri movimenti, sarebbe avvenuto e nessun “burocrate romano” avrebbe potuto ostacolarla. Il resto sono fantasie e, come si dice, stanno a zero.

Ma veniamo alla seconda critica mossa al movimento per l’acqua: quella di pensare all’acqua solo in termini di “pubblico, privato, comune” e non all’insieme della problematica di tutela del bene comune. Qui l’accusa sembra veramente gratuita, sia perché, fin dalla proposta di legge, scritta collettivamente e presentata nel 2007 con oltre 400.000 firme, il tema dell’acqua era stato affrontato nel suo complesso, sia perché dentro tutte le vertenze territoriali legate alla tutela della risorsa idrica e alla lotta all’inquinamento della stessa sono proprio gli attivisti e i comitati per l’acqua ad essere in prima fila.
Certo, non con la diffusione reticolare e la potenza espresse negli anni che hanno portato alla vittoria referendaria, ma con tutta l’energia e l’intelligenza collettiva di cui quella straordinaria esperienza li ha resi capaci.
Nello specifico della questione PFAS la gratuità è manifesta perchè non tiene in considerazione che i comitati locali, a partire da quelli direttamente coinvolti in Veneto (quello vicentino, quello veronese e quello padovano), sono da sempre tra i promotori della mobilitazione e anche a livello nazionale nel 2018 abbiamo prodotto una video-inchiesta e un dossier “In Italia, l’acqua è un diritto?” che si occupa del tema, oltre al fatto che nell’attuale processo penale ci siamo costituiti come parte civile.

Servirebbe molto di più? Sicuramente. Ma questo è un problema che riguarda tutt@ quell@ che non hanno rinunciato a voler cambiare il mondo, non il solo movimento per l’acqua.

28 Febbraio 2020.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Raccolta fondi per i bambini con sindrome di down e autismo del Campo profughi di Makhmour in Kurdistan.

Abbiamo aperto un centro così efficiente che molti bambini vengono anche da fuori del Campo, da Hawler e Kirkuk dove non esistono centri similari, per curarsi gratuitamente. Qui, insegnanti, educatori, bambini/ragazzi con disabilità lavorano insieme per costruire un presente e un futuro dignitosi.

Lo fanno con un forte impegno, ma anche con pochi o nessun mezzo. Non lasciamoli soli, non lasciateci soli! Clicca qui.

Il primo portale istituzionale sulle Malattie Rare.

Nell’imminenza della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, è stato presentato il primo portale web istituzionale, frutto di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, che intende offrire una raccolta di tutti i punti di riferimento sul territorio per i Malati Rari, dai Centri di Cura ai Punti di Informazione Regionali, fino alle Associazioni (continua…)

Una lettera dal carcere di Nicoletta Dosio: la questione amnistia sociale.

“Ripercorro con commozione e meraviglia la storia NoTav che ha riempito di senso e di efficacia l’ultimo trentennio della nostra esistenza”… “Negli anni il movimento NO TAV è diventato in Italia simbolo e speranza di riscatto e la Valle di Susa luogo di esperienza e di elaborazione culturale e sociale”… “Per questo, contro di noi e contro quanti sono venuti a condividere la nostra mobilitazione, si è alzata la repressione”… “La lobby del TAV ha trovato nelle forze di polizia il braccio armato e nelle Procure (in  primo luogo la Procura di Torino) il braccio giudiziario.”… E nei governi l’ausilio dei decreti sicurezza. Si riempiono le carceri.

Si discute della possibilità dell’amnistia sociale. “L’amnistia come riconoscimento delle resistenze collettive contro le ‘grandi male opere’, le guerre e gli armamenti, lo sfruttamento dei lavoratori e le ‘fabbriche della morte’, per il diritto alla casa, alla salute, ad un lavoro dignitoso, contro fascismi e schiavismi, per una cultura di pace e di liberazione. L’amnistia come estinzione anche dei reati di povertà”… Clicca qui tutto l’intervento.

Questa fabbrica andrebbe chiusa? E’ d’accordo la maggioranza degli abitanti?

L’immagine aerea mostra un’area industriale talmente grande da conglobare un paese di ottomila abitanti,  ciminiere e  serbatoi senza soluzione di continuità con campanili e camini. Allargando lo zoom, in un raggio di dieci chilometri si vedono un capoluogo di provincia, sobborghi e paesi con 200mila abitanti. Chi osserva questa assurda ubicazione urbanistica  vorrebbe augurare agli abitanti che lo stabilimento non inquini terra-acqua-aria, altrimenti auspicherebbe che fosse chiuso. Stringendo lo zoom, davanti alla parrocchia campeggia l’insegna Solvay Specialty Polymers: dunque si rivela un polo ad alto rischio chimico e di catastrofe industriale. Tant’è che a Spinetta Marengo le indagini epidemiologiche registrano eccessi per mortalità da tumori fino al 161,5% sulle medie provinciali e regionali. Se il bene primario è la salute, perciò Solvay di Spinetta Marengo andrebbe chiusa. Questa richiesta è echeggiata più volte nel corso dei decenni e sempre silenziata dalla preoccupazione occupazionale: ieri per migliaia di dipendenti oggi pur sempre centinaia. Chi scrive non ha mai chiesto la chiusura: invece per il risanamento e la bonifica i miei sono stati  50 anni di  lotte di grande rilievo mediatico (e perciò con relative rappresaglie, licenziamento compreso). Tante battaglie vinte, altrimenti quella foto sarebbe di un immenso cimitero. Tante battaglie verso Montedison/Solvay, troppe da solo, contro sindacati, amministratori e politici anche conniventi e collusi con l’azienda (altresì dichiarati tali da Solvay in tribunale), complici i giornalisti e i magistrati. Inoltre, va detto, proprio la popolazione spinettese si è sempre distinta per scarsa partecipazione alle lotte, secondo il ricatto: meglio morire di veleni che con la pancia vuota. Anche oggi, pur sotto lo shock dei dati epidemiologici, si divide in due: una minoritaria che in silenzio accetta o esorcizza la maledetta sorte e una sempre più maggioritaria che vorrebbe la chiusura ma non lo dice ad alta voce (se non con referendum). In mezzo ci sono forse  mosche bianche che credono ancora in quei risanamento e bonifica che ho predicato per mezzo secolo, forse le sole che stanno partecipando alle lotte. Bloccare l’autorizzazione del PFOA C6O4 è l’estrema occasione per invertire la tragica storia. Altrimenti gli spinettesi avranno ancora la salute che si meritano.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute G.A. Maccacaro  

La giustizia dà ragione alle vittime del PFOA.

“Il  protagonista intende  dimostrare la diretta relazione tra i residui di PFOA scaricati in fiume da un grande gruppo chimico e i casi di malattie e deformità che colpiscono gli abitanti.  Da qui inizia una battaglia  lunghissima  a favore delle vittime che  getta un’ombra a dir poco oscura sull’utilizzo diffuso di sostanze chimiche  cancerogene (come il teflon), disegnando nel contempo un dispositivo di potere strettamente connaturato al capitalismo muscolare delle multinazionali. Un potere difficile da arginare se non a costo di tempo e sacrifici personali per arrivare a vittorie parziali che ristabiliscano i diritti fondamentali del singolo cittadino”.

Questa vicenda si svolge in America o in Italia? Il fiume è Ohio o Bormida? L’azienda è Du Pont o Solvay? L’antagonista si chiama Robert Bilott o Lino Balza? Per saperlo clicca qui.

Le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai Cinquestelle.

A proposito delle contestazioni del Forum contro Grillo a Genova,  non intervengo a difesa di Beppe Grillo (eppure al quale sono personalmente legato) o del movimento Cinquestelle (eppure al quale fui esternamente partecipe e resto simpatizzante), ma per evidenziare che le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua (eppure dei quali fui tra i primi attivisti) non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai grillini, giustamente attribuite: l’appannamento della stella dell’acqua pubblica. Due sono infatti le imputazioni al gruppo dirigente romano  dei  Movimenti  dell’acqua. Ieri, il un ruolo determinante nella sconfitta epocale del Movimenti ecopacifisti italiani. Oggi, la latitanza sull’inquinamento delle falde acquifere e dei fiumi, in particolare rispetto all’emergenza ecosanitaria dei PFOA/PFAS in Piemonte (Solvay di Spinetta Marengo) e Veneto (Miteni di Trissino).   [continua]

Ponte Renzo Piano, TavTerzo Valico e Gronda: grande spreco di grandi opere inutili e dannose.

Il professor Salvatore Palidda invita ad esaminare i numeri nelle  video interviste, clicca qui https://www.youtube.com/watch?v=VbkMbj37jEIhttps://www.youtube.com/watch?v=2fApPH7XHYo , di Marco Ponti (professore di ecologia applicata, ingegnere membro dell’autorità di regolazione dei trasporti…) e di Giovanni Solari (professore di Tecnica delle costruzioni dell’Università di Genova, membro del comitato tecnico per l’ambiente …) per condividere le sue  conclusioni. Queste ‘grandi opere’ sono di fatto criminali.  Era proprio necessario rifare un ponte come quello che si sta facendo? Non si poteva  puntare su un percorso che da sopra Bolzaneto scende verso l’Aeroporto sul fianco destro del Polcevera, quindi senza bisogno di fare un tale ponte che riporta come il Morandi un’autostrada che piomba sulla città? E perché rilanciare il trasporto su gommato anziché rinnovare e sviluppare la rete in disuso o già esistente della strada ferrata,  opera che peraltro renderebbe ancora più inutile il Terzo Valico e la Gronda? Clicca qui l’analisi di Salvatore Palidda e il giudizio su “l’impostura trionfalistica dei vari pennivendoli e personaggi del potere”.

I sindacati non sono pacifisti.

A Genova blocco di una delle navi della compagnia saudita Bahri, che dopo le proteste ed i blocchi di maggio non carica più armi però nella sua pancia ci sono armamenti ed esplosivi destinati alla guerra in Yemen che da anni sta facendo strage di migliaia civili. Alcuni lavoratori di turno nel pomeriggio hanno fatto obiezione di coscienza, rifiutando di lavorare al carico della nave, ma sono stati sostituiti da altri camalli. La CGIL, nonostante le richieste di lavoratori, ha rifiutato di proclamare sciopero. Clicca qui l’intervista  con  Cristian, lavoratore portuale ed antimilitarista.

Dopo l’incontro con l’amministratore delegato di Leonardo, clicca qui, pesante commento dei pacifisti: “ Quando si tratta di produrre armi CGIL-CISL e UIL sono più guerrafondai dei padroni”.

Fridays For Future Alessandria davanti alla Provincia per manifestare contro il Pfas C6O4.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay di Spinetta Marengo inquina, e il silenzio dei politici (e dei giornalisti) ci sta uccidendo! Sabato 22 febbraio alle 17.00 manifesteremo in Piazza della Libertà ad Alessandria davanti a Provincia e Prefettura  per chiedere a gran voce, come da opposizione di Legambiente, che non venga autorizzato l’ampliamento della produzione del famigerato Pfas C6O4, della quale Solvay si rifiuta addirittura di rendere trasparenti e  pubblici gli standard. Vogliamo che le istituzioni impongano le azioni necessarie a rendere sicuro il luogo in cui viviamo: Bonifica integrale dell’area contaminata; Stop alle emissioni di sostanze tossiche e climalteranti; Screening medico della popolazione. Non vogliamo più vedere i nostri cari ammalarsi e morire a causa di Solvay. (continua)

Il record di tumori a Spinetta si concentra sui lavoratori Solvay (ex Montedison), ma anche questa correlazione viene nascosta nelle indagini epidemiologiche ufficiali: vedi https://www.telecitynews24.it/cronaca/1500-tumore-lavoro-piemonte-ogni-anno/ il Dossier.  

Il NO all’autorizzazione del C6O4  è ancora più tassativo in quanto gli studi hanno  individuato una ventina di composti che POSSONO  essere utilizzati in sua sostituzione (clicca qui  https://ilfattoalimentare.it/pfas-mario-negri-alternative.html ), dunque la multinazionale Solvay DEVE allo scopo utilizzare  i suoi astronomici profitti.

Intanto cresce l’allarme in Veneto: clicca qui  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Tutte le informazioni sul PFOA (C6O4) in 225 “post” sul Sito www.rete-ambientalista.it  gestito dal  Movimento di Lotta per la Salute “Giulio A. Maccacaro” .

Valsusa laboratorio di nuove politiche repressive.

Clicca qui il Convegno: centinaia di processi con oltre mille indagati, reati di lieve entità puniti con il massimo della pena, clima di intimidazione della digos nelle stesse aule di tribunale, pesanti e ingiustificate misure di polizia, ordinanze prefettizie che limitano la libertà di circolazione… Insomma l’obbiettivo è fiaccare la resistenza popolare della Valsusa. L’urgenza di un’amnistia sociale. Vedi le registrazioni audio/video  delle relazioni al convegno.

Solvay sguazza nella palude politica ed etica di Alessandria.

A sentirli oggi, dopo l’ultima drammatica indagine epidemiologica,  la palude dei politici e giornalisti alessandrini sembra abbia scoperto l’acqua calda.  Non tutti: ad essere precisi c’è chi fra loro ancora esprime il dilemma: bisogna approfondire se la catastrofe ecosanitaria è causata dal polo chimico di Spinetta Marengo, cercare la pistola fumante, il nesso tra morti e assassinii. Clicca qui  le spudorate affermazioni, ascoltate in consiglio comunale ad Alessandria, di assessore e Arpa: Paolo Borasio, Cristiana Ivaldi, Alberto Maffiotti, Enrico Guerci.  Approfondire se? Pistola fumante? Dopo 50 anni, durante i quali  ho scritto in tutte le salse locali e nazionali pagine spesse come vocabolari, questi travestiti da marziani non osano pronunciare il nome del fatidico colpevole: lo stabilimento Solvay, ex Montedison! Approfondire se? Pistola fumante? La rivendicazione dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta è stato il tormentone ambientalista per un trentennio, amplificato da un’eco mediatica di rappresaglie padronali compreso il (mio) licenziamento. Nello stagno della complicità e della connivenza, giornalisti e amministratori nonché sindacalisti, avete stabilito un record di apnea volontaria che ancora oggi faticate a interrompere. Serrate gli occhi  infatti che anche abbiamo avanzato soluzioni precise per una bonifica vera e non finta, e opposto un no deciso ad autorizzare altro veleno Pfas.

Stante il ripetersi di questo storico vuoto politico (esemplare l’ineffabile assessore Borasio nel video clicca qui, la reazione delle minoranze consiliari (clicca qui) avrà l’effetto di un bicchiere d’acqua neppure fresca. Così dunque, duole dirlo, le iniziative  di Claudio Lombardi, l’unico tra gli assessori all’ambiente che ci diede ascolto promuovendo l’indagine epidemiologica, e che con Legambiente tenta di impedire l’ampliamento del C6O4: il sostituto del PFOA che denunciammo per la messa al bando dodici anni fa.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Clicca qui un commento di Claudio Lombardi, dopo l’assemblea a Spinetta dei ragazzi Fridays For Future. I quali hanno programmato una manifestazione davanti alla Provincia di Alessandria alle 17:00 di sabato 22 febbraio.

N.B Il testo è stato inviato come comunicato stampa… ai giornalisti non embedded.

Valsusa: laboratorio di nuove pratiche repressive.

Luca, Nicoletta e gli  Altri. Che fare? Convegno a Bussoleno promosso dal Controsservatorio Valsusa.

Nella Newslettera di Doriella&Renato  (clicca qui) troverete anche, fra le tante iniziative di lotta NoTav, il convegno sui tragici avvenimenti del confine italo-jugoslavo e sulle manipolazioni storiche emerse a seguito dell’introduzione della Giornata del Ricordo delle foibe.

Basta dare del “falso cieco” a chi fa la spesa e sale in autobus!

Un anno di inferno mediatico e oltre alla disabilità, anche l’accusa di aver fatto di tutto per vincerla e rendersi il più autonomo possibile, andando a fare la spesa, salendo sull’autobus e coltivando l’orto da solo! Pienamente assolto da ogni accusa. Resta il fatto che al momento non ci sembra di avere letto alcuna notizia dell’assoluzione, mentre sono ancora visibili, in rete, gli articoli che accusavano la persona. (continua…)

Campagna per l’uscita dell’Italia dalla NATO – per un’Italia neutrale.

Clicca qui per aderire.  Aggiornamento: Il Parlamento greco ha ratificato l’«Accordo di cooperazione per la reciproca difesa», che concede agli Stati uniti l’uso di tutte le basi militari greche. Esse serviranno alle forze armate Usa non solo per stoccare armamenti, rifornirsi e addestrarsi, ma anche per operazioni di «risposta all’emergenza», ossia per missioni di attacco.

Campagna Stop TTIP.

Conferenza stampa alla Camera: clicca qui. Il governo respinga anche  l’offensiva di Trump per un nuovo trattato transatlantico come e peggio del TTIP, fermi il CETA con il Canada bocciandone la ratifica fermando, così, trattati discutibili come l’EU-Vietnam  e il pericolosissimo EU-Mercosur che premia con una facilitazione commerciale l’attacco di Bolsonaro all’Amazzonia e al clima.

Polemiche sulle Foibe.

In occasione della “Giornata del Ricordo” del 2020, in memoria  delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (clicca qui) ha parlato di negazionismo quando ha affermato esplicitamente: “Non si trattò – come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare – di una ritorsione contro i torti del fascismo. Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni.”. Sul concetto di “pulizia etnica” sono seguite polemiche autorevoli: “Espressione storicamente errata, politicamente pericolosa, moralmente inaccettabile” (clicca qui),   “Le sue parole non aiutano certamente la collaborazione tra i popoli del Nord Adriatico, nè la conciliazione che può rafforzarsi soltanto nel ricordo della comune lotta contro il nazifascismo e per la libertà”clicca qui ). Le polemiche indubbiamente sono per tutti un invito allo studio della storia:  la conoscenza dei fatti nella pubblica opinione permane distorta e oggetto di confuse polemiche politiche, che ingigantiscono o sminuiscono i fatti a seconda della convenienza ideologica. Quando meno si potrebbe iniziare da una lettura di Wikipedia: clicca qui.

La guerra nucleare è possibile. L’Italia viola la Costituzione non aderendo al Trattato di proibizione delle armi nucleari.

Le crisi mondiali, gravate dall’aggravamento del cambiamento climatico, rendono realmente possibile una guerra nucleare iniziata in base ad un piano oppure per errore o semplice fraintendimento. La rinnovata corsa agli armamenti e la loro proliferazione sono conseguenza di importanti trattati e negoziati cancellati o minati. In Italia è dominante la responsabilità di un vasto arco politico bipartisan che obbliga un Paese non nucleare ad ospitare e a prepararsi ad usare armi nucleari, violando il Trattato di non proliferazione che pur ha ratificato. Soprattutto è gravissimo il rifiuto dell’Italia ad aderire al Trattato sulla proibizione  delle armi nucleari votato a grande maggioranza dall’Assemblea dell’Onu. Per aderire l’Italia dovrebbe quindi richiedere agli Stati Uniti di rimuovere dal suo territorio le bombe nucleari B6 senza installarne altre, nonché le basi militari Nato. Così impone la Costituzione italiana che ripudia la guerra.