Le biomasse, che delusione pericolosa.

Oltre di 120 associazioni ambientaliste da circa 30 paesi hanno denunciato la truffa delle biomasse forestali, incentivate come energie rinnovabili al fine di proteggere il clima. In realtà la produzione delle biomasse crea più problemi di quanti ne risolva. La dichiarazione, intitolata “La delusione delle biomasse” (The Biomass Delusion), sottolinea come la combustione su larga scala delle foreste per produrre energia danneggia il clima, le foreste, le comunità locali e ostacola la transizione verso l’energetica pulita. Read more…

La centrale “a biomasse” di Predosa non può e non deve ripartire.

Energetica SpA ha richiesto alla Provincia autorizzazione per ripartire. In data 17 Luglio si terrà la Conferenza dei servizi: saremo presenti.
Clicca qui le motivazioni espresse nelle lotte del “Comitato Vivere a Predosa”, che chiede al sindaco di confrontare pubblicamente la posizione che porterà alla Conferenza.
Clicca qui la posizione del Comitato.

I boschi sono sistemi autosufficienti, vanno lasciati indisturbati.

La rivolta degli scienziati: clicca qui l’appello di oltre 200 accademici sul nefasto Decreto legislativo di “riordino” forestale. Il decreto parte dalla premessa, paradossale e contraria all’evidenza scientifica, che le foreste abbiano necessariamente bisogno di una “manutenzione”, ossia di essere soggette a tagli, all’apertura di strade e ad altri interventi, per prevenire il dissesto idrogeologico e gli incendi. Bisogna anche smascherare l’assunto che l’energia da biomasse ( biogas, biofuel, rifiuti etc..) sia energia “pulita”, in pareggio per la CO2.

Nuovo colpo di mano della Provincia per la centrale di Predosa.

I cittadini stavano respirando da 18 mesi, da quando cioè la centrale a biomasse Esseti Energia era stata fermata. Fino a quando, pur sprovvista di autorizzazione scaduta da maggio, improvvisamente oggi, senza neppure informare il presidente della Provincia, il responsabile ing. Coffano ne ha autorizzato la ripresa, con l’espediente del “periodo di prova”. Un colpo di mano di estrema gravità, considerato che i Comitati definiscono l’impianto “obsoleto e altamente inquinante”, anzi, privo addirittura di apparecchiature per controllare le emissioni in atmosfera. Medicina Democratica, come da sempre, è solidale con le azioni amministrative e legali intraprese dal Comitato “Vivere a Predosa” per la tutela dell’ambiente della salute dei cittadini.
Clicca qui la richiesta del Comitato Vivere a Predosa
Clicca qui Corriereal “Centrale di Predosa: nuovo colpo di mano”

Forum Rifiuti Zero del Veneto per il riciclo totale, contro ogni incenerimento.

15 dicembre 2017, alle ore 17.30, presso i Beati costruttori di Pace, a Padova in via Da Tempo 2 (Stanga). Il Forum è il referente per il Veneto della campagna nazionale contro gli incentivi all’incenerimento (anche nelle centrali a biomasse e nei cementifici); da collegare a quella per far abolire l’art.35 del decreto “Sblocca Italia” (continua)

Biocarburanti dagli scarti e agrocarburanti da coltivazioni.

A Londra i primi autobus vanno a scarti di caffè, dopo quelli alimentati da scarti di alimentari o grasso della lavorazione (clicca qui). La Mossi Ghisolfi invece è stata messa dal tribunale in concordato preventivo. In cassa integrazione i lavoratori a Crescentino della raffineria di bioetanolo da coltivazioni: impianto che le popolazioni alessandrine avevano impedito a Rivalta Scrivia con le lotte.
Clicca qui, tratto da “Quelli delle cause vinte”: “Rivalta respinge la speculazione del bio-etanolo”, di Lino Balza

Tutta la Valle Scrivia contro il biodigestore di Isola del Cantone (Genova).

Gli amministratori dei paesi alessandrini con gli ambientalisti liguri contrari all’impianto di trattamento rifiuti di 33mila tonnellate l’anno in riva agli acquedotti dello Scrivia. Medicina democratica presente con Carmelo Ciniglio, presidente dell’Osservatorio ambientale di Tortona.

Clicca qui Giampiero Carbone “Tredici sindaci della Valle Scrivia con i colleghi liguri alla manifestazione di protesta”.

La foresta è agli sgoccioli e il business del legno rischia il crollo.

Secondo il WWF, la domanda globale di legname potrebbe triplicare entro il 2050: prodotti in legno e carta, legno come materia prima per la bioenergia. Se non saranno attuate immediatamente misure di protezione al Brasile restano solo 16 anni di foreste da legname, al Sudafrica 7 anni, alla Colombia 12 anni, il Messico 9 anni, alla Nigeria 11 anni, alla Thailandia 9 anni e al Pakistan 10 anni.

Aria irrespirabile per l’impianto bioetanolo, ma non a Rivalta Scrivia.

Bensì a Crescentino dove Ghisolfi è stato costretto ad emigrare dopo le lotte della popolazione tortonese. Per l’ennesimo, in tre anni, picco di emissioni nel centro cittadino sono intervenute le forze dell’ordine e l’Arpa, vertice in Comune con i dirigenti aziendali, a scongiurare un ulteriore peggioramento prevedibile con l’aumento delle temperature.

Dopo l’Acna, altra minaccia dalla Liguria.

Energena s.r.l. ha presentato alla Regione Liguria un progetto per la realizzazione di un impianto di energia elettrica da biogas derivante dal trattamento rifiuti. L’impianto al confine con il Piemonte. I rischi riversati sull’acquedotto del torrente Scrivia, che disseta oltre 100 mila alessandrini.

Parte da Arquata Scrivia e Novi Ligure la battaglia.

Contro l’impianto a biogas Energa a Isola del Cantone in Liguria lungo il torrente Scrivia, al confine con la provincia di Alessandria. Assemblea dei Comitati che contestano che il business sarebbe lo smaltimento rifiuti: 33 mila tonnellate all’anno. Gli scarichi nel torrente. Acquedotti a rischio. Anche i sindaci di Isola e Arquata sul piede di guerra. Il sindaco di Novi nicchia.
Clicca qui La Stampa “Mettete a rischio i nostri acquedotti”.

Guido Ghisolfi, il nemico dell’ambiente grande amico finanziatore di Matteo Renzi.

120.000 euro con la moglie Ivana Tanzi. L’industriale e politico tortonese è il secondo finanziatore della prossima kermesse Leopolda della corrente interna PD del primo ministro. E’ l’ennesima sottoscrizione. Come guadagna tanti soldi il padrone della Mossi Ghisolfi? Ad esempio con la raffineria “Beta Renewables” (etanolo da biomasse) a Crescentino (VC): dopo appena un mese dall’inaugurazione in pompa magna, la salute dei cittadini era già in pericolo per le polveri sottili ecc. oltre i limiti di legge (134 microgrammi al metro cubo!). Ghisolfi aveva cercato di rifilare l’impianto a Rivalta Scrivia (AL) ma l’avevamo impedito con le lotte.

Clicca qui Pennatagliente “Guido Ghisolfi, nemico dell’ambiente, grande amico e finanziatore di don Matteo Renzi”

Cavanna sempre all’attacco di Predosa.

Dopo il famigerato impianto di combustione a biomasse legnose (16 mila tonnellate all’anno), favorito dal silurato sindaco, Cavanna tenta di realizzare un impianto di recupero di rifiuti legnosi su un’area all’aperto di 4 mila metri quadri, senza VIA Valutazione di Impatto Ambientale, senza garanzie contro rifiuti tossici e pericolosi, con rischi per suolo, acqua e aria. In altre parole una potenziale discarica da bruciare. Il Comitato “Vivere a Predosa” si batte per impedire che il paese sia ridotto ad una pattumiera. E’ affiancato dal nuovo sindaco.

Cosa aspettano i cittadini a dimettere questo sindaco tossico nocivo?

L’avevamo consigliato nella prima assemblea pubblica: clicca qui (8 settembre 2010). Infatti ora, in cambio di 8.000 euro all’anno (equivalente a circa a 1 centesimo al giorno per abitante) il sindaco di Predosa Giancarlo Sardi ha ritirato il ricorso al Tar contro la famigerata centrale “a biomasse”. In più è l’unico sindaco che non si è schierato contro la discarica Riccoboni di Sezzadio che inquinerebbe la gigantesca falda acquifera.
Clicca qui il commento avvelenato del Comitato Vivere a Predosa. 

Costa troppo migliorare l’impianto a biomasse

Il Comitato “Vivere a Predosa” non ha ancora ricevuto risposta dalla ditta Cavanna alla richiesta di modifiche all’impianto biomasse per ridurre le emissioni inquinanti (ossido di azoto) e i rumori. Resta dunque attivo il ricorso al Tar che sarà discusso l’8 maggio.

Il Gruppo Mossi&Ghisolfi dice è tutto normale, inevitabile e non dannoso.

Ghisolfi, l’industriale PD tortonese, aveva tentato di piazzarla a Rivalta Scrivia, ma l’avevamo impedita. Aveva così rifilato la raffineria “Beta Renewables” (etanolo da biomasse) a Crescentino (VC). Dopo appena un mese dall’inaugurazione in pompa magna, la salute dei cittadini è già in pericolo per le polveri sottili ecc. oltre i limiti di legge (134 microgrammi al metro cubo!).

La (in)Giustizia favorisce i prepotenti e inquinatori.‏

Il Tar del Piemonte è uscito dal letargo e ha fissato l’udienza… per l’8 maggio 2014. A quattro anni dall’avvio della lotta organizzata dal comitato “Vivere a Predosa” anche con il ricorso amministrativo! Nel frattempo la centrale a biomasse è addirittura entrata in funzione, con le sue irregolarità e inquinamenti denunciati.

Agrocarburanti come crimine contro l’umanità

Vittorio Ghisolfi, presidente del Gruppo Mossi & Ghisolfi, è uno che mente sapendo di mentire. Afferma (su La Stampa) che l’impianto a Rivalta Scrivia, che gli abbiamo impedito di costruire in quanto crimine contro l’umanità, avrebbe prodotto bioetanolo utilizzando vegetali di scarto senza sottrarre terreno all’agricoltura per alimentazione.

amministrazioni piemontesi contro lombarde

Stop temporaneo alla centrale a biomasse di Casei Gerola (sorgo e legnami) dopo l’opposizione dei comitati e il ricorso al Tar di sei Comuni della Bassa Valle Scrivia. L’alternativa dei Comitati è la produzione di biogas senza combustione.