Il covid aggrava le diseguaglianze sociali?

2.189 “super-ricchi”, il numero più alto di sempre, hanno in tasca più di un miliardo di dollari (850 milioni di euro), avendo accresciuto il proprio patrimonio complessivo del 27%, passando da 8.000 miliardi a 10.200 miliardi. FCA ex Fiat ha goduto crediti bancari per quasi 7 miliardi garantiti dallo Stato; 3,3 miliardi sono usciti dalla fusione con la francese PSA;  ha avuto in dono il taglio dell’IRAP, con soldi presi dalla sanità, e il taglio dell’IRES (tassa sui profitti) dal 34,5% al 20% circa nel corso degli ultimi tredici anni; oltre che i dividenti, John Elkann si premia  manager stipendiandosi con 37,7 milioni di euro, cioè 1.250 volte quanto guadagna il salariato medio della FCA: il quale per guadagnare quanto Elkann dovrebbe lavorare 1.250 anni.  le
imprese italiane, grazie allo sciopero degli investimenti, hanno accresciuto del 21% le proprie somme in banca, per 365 miliardi di euro, mentre 10 milioni di lavoratori su 1  guadagnano meno di 1.200 euro, e in media tra 700 e 800. Una condizione storica da bomba sociale.

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri? E Marx non aveva previsto le pandemie.

Le disuguaglianze esplodono.  I 2.158 miliardari censiti nel 2017,  a fine luglio erano divenuti 2.189, con le loro ricchezze aumentate del 27,5% in appena quattro mesi. Come una manna, il Covid-19 ha allargato la forbice addirittura tra i Paperoni: quelli che hanno costruito le loro fortune su tecnologia e sanità hanno superato i colleghi dei settori tradizionali. La crisi innescata dal Covid-19 entro il 2021 farà cadere nella povertà estrema da 110 a 150 milioni di persone. Anche tra i Paesi più ricchi  l’1% dei suoi abitanti più ricchi guadagna nove volte il reddito del 10% più povero. I tassi di mortalità seguono questi trend. Uguale forbice per l’istruzione. Clicca qui Nicola Borzi.

Virus: o la Borsa o la vita.

Il conflitto è sempre quello, tra la Borsa (con la maiuscola) e la vita (con la minuscola)tra un’economia del profitto dove tutto è sacrificabile agli interessi di multinazionali e lobby finanziarie e una società che costruisca su diritti, beni comuni, natura e relazioni, un’alternativa socialista che garantisca un futuro degno a tutte le persone. Clicca qui la posizione di Attac.

Un servizio di informazione sulla disabilità.

Superando.it è un servizio di informazione sulla disabilità promosso dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e gestito da Agenzia E.Net s.c.a.r.l. L’aggiornamento gratuito è disponibile a tutti ed attivabile direttamente dal sito cliccando qui. Di seguito puoi cliccare alcuni esempi:

Scuola e disabilità: convocare subito l’Osservatorio per l’Inclusione (continua…)

Norme anti-Covid a scuola e disabilità: altro che accomodamenti ragionevoli! (continua…)

Un’assistenza dignitosa per tutte le persone non autosufficienti (continua…)

Come la ricerca sulle malattie genetiche rare contribuisce alla lotta al Covid (continua…)

Violenza nei confronti delle donne con disabilità: la nuova indagine della FISH (continua…)

Tante domande e altrettante risposte sull’aumento delle pensioni di invalidità (continua…)

Quando votare diventa un’umiliazione (continua…)

Come finanziare la ripresa? Tassare con una patrimoniale del 10% il 10% più ricco?

Vuol dire tassare circa 6 milioni di persone, cioè 2 milioni di famiglie su 20 milioni: con 235mila euro a famiglia si ottengono circa 470 miliardi che non pesano sulle spalle più deboli. Il patrimonio totale delle famiglie italiane nel 2017 ammontava a circa 10.700 miliardi, tra proprietà immobiliari e finanziarie. Il patrimonio del 10% più ricco ammonta al 44% cioè 4.700 miliardi.  Quindi il patrimonio medio di questo 10% di famiglie è 2,350 milioni. Tassandolo si potrà finanziare il deficit senza aumentare le tasse al resto della popolazione o tagliare ulteriormente i servizi come accade normalmente. Clicca qui.

Rapporto UNICEF-OMS: 2 miliardi di persone senza acqua potabile.

Clicca il rapporto Progress on drinking water. Una persona su tre, intrappolata nella povertà, non ha ancora accesso ad acqua potabile e sicura. A livello internazionale è necessario che il nostro paese si faccia promotore di politiche volte ad una gestione solidale e sostenibile dell’acqua. In Italia un primo passaggio ineludibile è l’approvazione della legge per l’#acquapubblica.

Tesseramento Mondo In Cammino.

Sostieni i progetti associativi per la pace, la non violenza e riconciliazione interetnica ed interreligiosa (Caucaso del Nord), per le vittime dei fallout nucleari e di conflitti (Siria), per il sostegno delle situazioni di povertà (Italia), per la solidarietà e la giustizia, i diritti umani, e per la ricerca di tutte verità sottese ad ogni intervento. Clicca qui

Dissesto climatico e guerre accrescono la povertà nel mondo.

Cresce la fame nel mondo, nel 2017 124 milioni vittime di carestia. Le nazioni più colpite sono quelle teatro di conflitti. In Africa è il dissesto climatico ad aver trascinato 39 milioni di persone di 23 Paesi, nell’insicurezza alimentare. Clicca qui. In Italia 5 milioni in povertà assoluta secondo le statistiche ufficiali, ma Mattarella dice che siamo tutti più ricchi: clicca qui.

Chi può, per curarsi, costretto alla sanità privata, anche indebitandosi. Chi non può, attende in coda o rinuncia.

 
Nelle Tabelle: i giorni di attesa per alcune visite specialistiche (record oculistica: 104) e diagnostiche (record mammografia: 142), e le percentuali di ricorso al privato (62,5% !)

Perfino gli interventi chirurgici sono in ritardo: 28,4% in ortopedia, addirittura in oncologia: 14,3%. Per una cataratta o una chirurgia vascolare: anche 12 mesi di attesa. Raccomandazioni e bustarelle per saltare le liste di attesa. Si consideri che 13 milioni di italiani sono in difficoltà economiche e 1,8 milioni sono sotto la soglia di povertà, così 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i risparmi e/o indebitarsi. 
 

Accendi anche tu una luce per i diritti umani!

Interi popoli prigionieri della guerra, atti barbarici compiuti su persone indifese, mucchi di cadaveri ripescati dal mediterraneo, bambini con il volto sfigurato dalla fame e dalle sofferenze, persone uccise, torturate, vendute come schiavi, stupri, anziani abbandonati alla peggior solitudine, donne e uomini che perdono il lavoro, giovani che non lo trovano, donne violentate e uccise in famiglia, famiglie che non trovano casa, persone che non riescono a curarsi, giornalisti ammazzati e perseguitati dalle mafie e dalla criminalità, beni comuni privatizzati, terra, aria, acqua e cibo devastati. Clicca qui: Giornata mondiale d’azione per i Diritti Umani

Se 12,2 milioni rinunciano a curarsi

è morale che la propaganda governativa racconti che gli italiani sono tutti al mare e in montagna? Fallimentare la sanità pubblica sacrificata alla sanità privata: la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil è inferiore a quella degli altri Paesi europei. Mancano migliaia di medici e infermieri, liste di attesa, speculazioni mafiose.

Venerdì 1 settembre nelle piazze di Alessandria con i cartelli “Fate la carità” e “Multaci tutti”.

Il sindaco ritiri l’ordinanza contro i mendicanti: è illegale (oltre che immorale). Lo confermano le sentenze della Cassazione: “Non commette reato chi vive per strada con i cani in una baracca precaria di cartoni e pedane di legno. Anche se c’è una ordinanza del sindaco che lo vieta”. Addirittura: “Assolto perché il fatto non costituisce reato lo straniero senza casa che aveva rubato -in stato di necessità: per fame- cibo da pochi euro in un supermercato.”

Clicca qui La Stampa

L’appello: Andiamo in piazza con il cartello FATE LA CARITA’

 

L’appello “Andiamo in piazza con il cartello Fate la carità” (clicca qui) non è stato considerato un fatto politico locale, di Alessandria. Lo dimostrano le adesioni dall’Italia e dall’Estero in merito all’ordinanza di urgenza del neo sindaco che vieta l’elemosina con multe che arrivano a 7.000 euro. Nel giro di poche ore, alla manifestazione in piazza hanno aderito in tanti. Sono emblematiche le motivazioni politiche e culturali di chi è contro (clicca qui) piuttosto che quelle dei pro (clicca qui) che danno per scontato il commento.
Clicca qui La Stampa “No all’ordinanza contro gli accattoni”

E la chiamano “ripresa”: la povertà assoluta è salita al 12%, la disoccupazione dei giovani è al 40%.

In più, il 20% (11% in Europa) dei giovani non lavora, non studia e non cerca un impiego. Chi è assunto nella precarietà, guadagna meno del 60% del lavoratore ultrasessantenne, costretto a non cedere il posto per effetto dell’aumento dell’età pensionabile. I contratti precari sono il 23% (14% in Europa). Il 20% degli operai è nella fascia di povertà. Non si mette su famiglia prima dei 30 anni. I limitati contributi pensionistici determineranno che i giovani saranno costretti a lavorare finchè moriranno, oppure a sperare di morire prima di andare in pensione. Dunque i giovani entrano nel mondo del lavoro più tardi (o mai), per uscirne più tardi e più poveri dei genitori. A sostenere le pensioni dei quali mancheranno i contributi dei giovani.

Clicca qui Paolo Baroni “Poveri aumentati del 50% tra le famiglie giovani con figli. 4,742 milioni in povertà assoluta, 8,465 in povertà relativa, 1,292 i minori in povertà assoluta”.

L’Italia non è un paese per bambini, i più esposti alla povertà.

Su 10 milioni di minorenni 1,1 milioni già vivono in assoluta povertà (il triplo rispetto a 10 anni fa) e 1 su 20 non riceve un pasto proteico al giorno, ma a rischio povertà ed esclusione sociale è addirittura 1 su 3 (32,1%): assai sopra la media europea. Tra i 50.000 homeless sotto i ponti la maggioranza sono bambini. La quota di spesa per il Welfare destinata all’infanzia (4,1%) è metà della media europea.

Basta ridurre le diseguaglianze per un capitalismo dal volto umano?

Da una parte, gli otto uomini più ricchi del mondo. Dall’altra, 3,6 miliardi di poveri Questi otto signori detengono tutti assieme un patrimonio di 426 miliardi di dollari. La metà più povera dell’intera popolazione mondiale arriva a possedere appena lo 0,25% di tutta la ricchezza disponibile, stimata in 255 mila miliardi. La parte che rappresenta solo l’1% dell’umanità detiene più ricchezza che tutto il resto della popolazione mondiale messa assieme.
Clicca qui Diego Cruz

L’Italia della povertà e delle disuguaglianze.

Istat. In povertà assoluta 1milione di minori, 1 milione di giovani, mezzo milione gli anziani. I minori in povertà assoluta nel 2005 erano meno del 4%, nel 2015 quasi l’11%. Tra i 25 e i 34 anni, metà dei giovani vive ancora con i genitori. Conseguenza è anche il calo della natalità. L’Italia destina a famiglia e minori una quota di spesa sociale della metà della media europea. Tanta disparità sociale mina alle fondamenta una società che si definisce democratica come Costituzione.  

Occupazione e redditi sempre peggio al Sud.

Altri 600mila nuovi disoccupati negli ultimi otto anni. Secondo Istat, 1 milione 600 mila nuovi emigrati al Centro Nord. Il reddito medio pro capite delle famiglie meridionali è il 37% in meno di quelle settentrionali. Il 10% delle famiglie sono in povertà assoluta. La distanza tra ricchi e poveri al Sud è maggiore che nel resto d’Italia e d’Europa.

8 italiani su 10 si sentono più poveri.

Effettivamente lo sono diventati. Dati Open Polis: in 10 anni i poveri assoluti sono più che raddoppiati: nel 2005 erano 2 milioni (3,3%), oggi 4,6 milioni (7,6%). Soprattutto l’incremento si è avuto dal 2011: dal 4,4% al 7,6%. La povertà assoluta non colpisce solo i disoccupati: il tasso per le famiglie operaie è triplicato: dal 3,9% all’11,7%. Senza speranze 8 italiani su 10. Invece 2 su 10 si dichiarano ottimisti per il futuro (con o senza Renzi?).

Triplicata l’incidenza di povertà assoluta tra gli operai.

Sono 2 milioni 987 mila i disoccupati, di cui 1 milione 600 mila con una disoccupazione di lunga durata, oltre 12 mesi, con scarsissime possibilità di trovare lavoro. Sono 1 milione 582 mila le famiglie in povertà assoluta e 4 milioni 598 mila le persone. Secondo la Banca d’Italia le famiglie operaie nel 45,9% dei casi hanno un solo percettore di reddito in famiglia e quasi la metà non ha una abitazione in proprietà. Dal 2005 al 2015 l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie operaie è triplicata.

Buon governo. Un italiano su tre a rischio povertà.

Lo scrive il rapporto annuale ISTAT (che ha atteso il dopo referendum). 17,5 milioni di persone (28,7% dei residenti) senza lavoro o un minimo di reddito sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali come la casa e l’alimentazione. Nel sud si raggiunge il 46,4%. Al nord il 20% più ricco percepisce il 37,3% del reddito totale mentre il 20% più povero solo il 7,7%. Le più colpite sono le famiglie numerose. Secondo la Coldiretti sono 7,2 (11,8%) milioni gli italiani che fanno letteralmente la fame. 

5 milioni di italiani (7,6%) sono in condizione di povertà assoluta.

Non riescono ad acquistare un paniere di beni essenziali per una vita dignitosa. Nella prima cartina sono evidenziati i 3.612 Comuni in cui almeno 1 contribuente su 3 dichiara meno di 10 mila euro l’anno. Fra questi ci sono ben 931 Comuni (1 su 8) dove almeno 1 contribuente su 2 è sotto la soglia di povertà.

Nella seconda cartina i 450 Comuni dove almeno il 2% di chi paga le tasse dichiara più di 120 mila euro, 12 volte i poveri. In media il reddito lordo di un italiano è 20.320 euro.