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Dissesto climatico e guerre accrescono la povertà nel mondo.

Cresce la fame nel mondo, nel 2017 124 milioni vittime di carestia. Le nazioni più colpite sono quelle teatro di conflitti. In Africa è il dissesto climatico ad aver trascinato 39 milioni di persone di 23 Paesi, nell’insicurezza alimentare. Clicca qui. In Italia 5 milioni in povertà assoluta secondo le statistiche ufficiali, ma Mattarella dice che siamo tutti più ricchi: clicca qui.

Chi può, per curarsi, costretto alla sanità privata, anche indebitandosi. Chi non può, attende in coda o rinuncia.

 
Nelle Tabelle: i giorni di attesa per alcune visite specialistiche (record oculistica: 104) e diagnostiche (record mammografia: 142), e le percentuali di ricorso al privato (62,5% !)

Perfino gli interventi chirurgici sono in ritardo: 28,4% in ortopedia, addirittura in oncologia: 14,3%. Per una cataratta o una chirurgia vascolare: anche 12 mesi di attesa. Raccomandazioni e bustarelle per saltare le liste di attesa. Si consideri che 13 milioni di italiani sono in difficoltà economiche e 1,8 milioni sono sotto la soglia di povertà, così 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i risparmi e/o indebitarsi. 
 

Accendi anche tu una luce per i diritti umani!

Interi popoli prigionieri della guerra, atti barbarici compiuti su persone indifese, mucchi di cadaveri ripescati dal mediterraneo, bambini con il volto sfigurato dalla fame e dalle sofferenze, persone uccise, torturate, vendute come schiavi, stupri, anziani abbandonati alla peggior solitudine, donne e uomini che perdono il lavoro, giovani che non lo trovano, donne violentate e uccise in famiglia, famiglie che non trovano casa, persone che non riescono a curarsi, giornalisti ammazzati e perseguitati dalle mafie e dalla criminalità, beni comuni privatizzati, terra, aria, acqua e cibo devastati. Clicca qui: Giornata mondiale d’azione per i Diritti Umani

Se 12,2 milioni rinunciano a curarsi

è morale che la propaganda governativa racconti che gli italiani sono tutti al mare e in montagna? Fallimentare la sanità pubblica sacrificata alla sanità privata: la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil è inferiore a quella degli altri Paesi europei. Mancano migliaia di medici e infermieri, liste di attesa, speculazioni mafiose.

Venerdì 1 settembre nelle piazze di Alessandria con i cartelli “Fate la carità” e “Multaci tutti”.

Il sindaco ritiri l’ordinanza contro i mendicanti: è illegale (oltre che immorale). Lo confermano le sentenze della Cassazione: “Non commette reato chi vive per strada con i cani in una baracca precaria di cartoni e pedane di legno. Anche se c’è una ordinanza del sindaco che lo vieta”. Addirittura: “Assolto perché il fatto non costituisce reato lo straniero senza casa che aveva rubato -in stato di necessità: per fame- cibo da pochi euro in un supermercato.”

Clicca qui La Stampa

L’appello: Andiamo in piazza con il cartello FATE LA CARITA’

 

L’appello “Andiamo in piazza con il cartello Fate la carità” (clicca qui) non è stato considerato un fatto politico locale, di Alessandria. Lo dimostrano le adesioni dall’Italia e dall’Estero in merito all’ordinanza di urgenza del neo sindaco che vieta l’elemosina con multe che arrivano a 7.000 euro. Nel giro di poche ore, alla manifestazione in piazza hanno aderito in tanti. Sono emblematiche le motivazioni politiche e culturali di chi è contro (clicca qui) piuttosto che quelle dei pro (clicca qui) che danno per scontato il commento.
Clicca qui La Stampa “No all’ordinanza contro gli accattoni”

E la chiamano “ripresa”: la povertà assoluta è salita al 12%, la disoccupazione dei giovani è al 40%.

In più, il 20% (11% in Europa) dei giovani non lavora, non studia e non cerca un impiego. Chi è assunto nella precarietà, guadagna meno del 60% del lavoratore ultrasessantenne, costretto a non cedere il posto per effetto dell’aumento dell’età pensionabile. I contratti precari sono il 23% (14% in Europa). Il 20% degli operai è nella fascia di povertà. Non si mette su famiglia prima dei 30 anni. I limitati contributi pensionistici determineranno che i giovani saranno costretti a lavorare finchè moriranno, oppure a sperare di morire prima di andare in pensione. Dunque i giovani entrano nel mondo del lavoro più tardi (o mai), per uscirne più tardi e più poveri dei genitori. A sostenere le pensioni dei quali mancheranno i contributi dei giovani.

Clicca qui Paolo Baroni “Poveri aumentati del 50% tra le famiglie giovani con figli. 4,742 milioni in povertà assoluta, 8,465 in povertà relativa, 1,292 i minori in povertà assoluta”.

L’Italia non è un paese per bambini, i più esposti alla povertà.

Su 10 milioni di minorenni 1,1 milioni già vivono in assoluta povertà (il triplo rispetto a 10 anni fa) e 1 su 20 non riceve un pasto proteico al giorno, ma a rischio povertà ed esclusione sociale è addirittura 1 su 3 (32,1%): assai sopra la media europea. Tra i 50.000 homeless sotto i ponti la maggioranza sono bambini. La quota di spesa per il Welfare destinata all’infanzia (4,1%) è metà della media europea.

Basta ridurre le diseguaglianze per un capitalismo dal volto umano?

Da una parte, gli otto uomini più ricchi del mondo. Dall’altra, 3,6 miliardi di poveri Questi otto signori detengono tutti assieme un patrimonio di 426 miliardi di dollari. La metà più povera dell’intera popolazione mondiale arriva a possedere appena lo 0,25% di tutta la ricchezza disponibile, stimata in 255 mila miliardi. La parte che rappresenta solo l’1% dell’umanità detiene più ricchezza che tutto il resto della popolazione mondiale messa assieme.
Clicca qui Diego Cruz

L’Italia della povertà e delle disuguaglianze.

Istat. In povertà assoluta 1milione di minori, 1 milione di giovani, mezzo milione gli anziani. I minori in povertà assoluta nel 2005 erano meno del 4%, nel 2015 quasi l’11%. Tra i 25 e i 34 anni, metà dei giovani vive ancora con i genitori. Conseguenza è anche il calo della natalità. L’Italia destina a famiglia e minori una quota di spesa sociale della metà della media europea. Tanta disparità sociale mina alle fondamenta una società che si definisce democratica come Costituzione.  

Occupazione e redditi sempre peggio al Sud.

Altri 600mila nuovi disoccupati negli ultimi otto anni. Secondo Istat, 1 milione 600 mila nuovi emigrati al Centro Nord. Il reddito medio pro capite delle famiglie meridionali è il 37% in meno di quelle settentrionali. Il 10% delle famiglie sono in povertà assoluta. La distanza tra ricchi e poveri al Sud è maggiore che nel resto d’Italia e d’Europa.

8 italiani su 10 si sentono più poveri.

Effettivamente lo sono diventati. Dati Open Polis: in 10 anni i poveri assoluti sono più che raddoppiati: nel 2005 erano 2 milioni (3,3%), oggi 4,6 milioni (7,6%). Soprattutto l’incremento si è avuto dal 2011: dal 4,4% al 7,6%. La povertà assoluta non colpisce solo i disoccupati: il tasso per le famiglie operaie è triplicato: dal 3,9% all’11,7%. Senza speranze 8 italiani su 10. Invece 2 su 10 si dichiarano ottimisti per il futuro (con o senza Renzi?).

Triplicata l’incidenza di povertà assoluta tra gli operai.

Sono 2 milioni 987 mila i disoccupati, di cui 1 milione 600 mila con una disoccupazione di lunga durata, oltre 12 mesi, con scarsissime possibilità di trovare lavoro. Sono 1 milione 582 mila le famiglie in povertà assoluta e 4 milioni 598 mila le persone. Secondo la Banca d’Italia le famiglie operaie nel 45,9% dei casi hanno un solo percettore di reddito in famiglia e quasi la metà non ha una abitazione in proprietà. Dal 2005 al 2015 l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie operaie è triplicata.

Buon governo. Un italiano su tre a rischio povertà.

Lo scrive il rapporto annuale ISTAT (che ha atteso il dopo referendum). 17,5 milioni di persone (28,7% dei residenti) senza lavoro o un minimo di reddito sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali come la casa e l’alimentazione. Nel sud si raggiunge il 46,4%. Al nord il 20% più ricco percepisce il 37,3% del reddito totale mentre il 20% più povero solo il 7,7%. Le più colpite sono le famiglie numerose. Secondo la Coldiretti sono 7,2 (11,8%) milioni gli italiani che fanno letteralmente la fame. 

5 milioni di italiani (7,6%) sono in condizione di povertà assoluta.

Non riescono ad acquistare un paniere di beni essenziali per una vita dignitosa. Nella prima cartina sono evidenziati i 3.612 Comuni in cui almeno 1 contribuente su 3 dichiara meno di 10 mila euro l’anno. Fra questi ci sono ben 931 Comuni (1 su 8) dove almeno 1 contribuente su 2 è sotto la soglia di povertà.

Nella seconda cartina i 450 Comuni dove almeno il 2% di chi paga le tasse dichiara più di 120 mila euro, 12 volte i poveri. In media il reddito lordo di un italiano è 20.320 euro.