Pfas anche in Svizzera.

Quello che in Italia non si fa: “setacciato” il suolo svizzero a caccia dei PFAS: presenti nell’80% dei terreni esaminati in tutte le regioni della Svizzera, anche in quelle più discoste: vedi la cartina. Lo studio è stato condotto dall’Università di Zurigo di scienze applicate (ZHAW) e Agroscope (il centro di competenza per la ricerca agronomica), su mandato dell’Ufficio federale dell’ambiente. La mediana dell’inquinamento è di 1,4 µg/kg (per ogni chilo di terra), alcune quantità riscontrate superano addirittura i 6 microgrammi (zone del Ticino comprese, nella cartina  appaiono come punti arancioni). I risultati possono essere considerati come concentrazioni di fondo, tuttavia, per i terreni più fortemente inquinati, si cercano fonti specifiche, come i fanghi di depurazione o magari insediamenti industriali come Solvay e Miteni, comunque industrie che utilizzano i pfas. Gli esperti e le autorità si dichiarano oltremodo preoccupati per queste sostanze tossiche e cancerogene, bioaccumulabili e indegradabili, e chiedono al Consiglio federale di intervenire. La sezione “Siti contaminati” dell’Ufficio federale dell’ambiente, sezione che accompagna i progetti di ricerca per la gestione di siti inquinati, oltre ai divieti coordina e sostiene i Cantoni nei risanamenti: dove ci sono siti fortemente inquinati, allora lì si agisce per primi nella bonifica.

I governanti svizzeri dimostrano quel senso di responsabilità che manca in Italia: non è ancora stato ripresentato nel nuovo parlamento il Disegno di Legge (ex Crucioli) che vieta l’uso,  la commercializzazione e la produzione di PFAS o di prodotti contenenti PFAS, detta  norme per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento,  per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi, e per la riconversione produttiva e il controllo sull’inquinamento.

Il ghetto per anziani non autosufficienti.

In continuità con Draghi, il governo Meloni ha approvato il Disegno di Legge Delega sulla Non Autosufficienza, ovvero il DdL Delega sulle “Politiche in favore delle persone anziane”, che è in realtà una controriforma epocale che esclude dalle cure sanitarie e socio-sanitarie i malati cronici non autosufficienti (per ora anziani, ma con prevedibile estensione a tutti coloro che sono giudicati assimilabili). Si tratta di un testo inaccettabile per le persone malate non autosufficienti e le loro famiglie: un provvedimento che – se approvato – non concederà un solo nuovo diritto alle persone anziane malate croniche non autosufficienti (e alle persone con disabilità grave) e, anzi, sottrarrà clamorosamente diritti a queste categorie di italiani, emarginandole rispetto ai servizi cui hanno diritto gli altri cittadini, in violazione della Costituzione. Clicca qui  il Coordinamento per il Diritto alla Sanità per le Persone Anziane malate e non autosufficienti – CDSA.

Il governo decreta la pena di morte per Taranto.

24/1/2023, questo https://webtv.senato.it/4621?video_evento=241695 è il link ai vari interventi alle audizioni al Senato sullo scudo penale Ilva. L’intervento di PeaceLink comincia al minuto 60.

Il decreto non è emendabile e se viene convertito in legge equivale a riportare in Italia la pena di morte, per di più verso persone innocenti di cui non conosciamo nome, sesso, età e volto.

Clicca qui il video con l’intervento di Alessandro Marescotti.

Si pone il legittimo quesito: Chi è punibile? Di chi è la eventuale responsabilità penale? Oppure il governo afferma che ci sono “fatti” per i quali è esclusa ogni responsabilità penale?  Che possano contemplarsi per forza di legge reati per i quali l’artefice non sia punibile e persone impunibili alle quali è concesso commettere reati?

Contro il decreto del governo, per il documento ACP (Associazione Culturale Pediatri)  redatto dalla dottoressa Annamaria Moschetti: cliccare qui. La video intervista di Moschetti è cliccabile qui.

In particolare, esiste un grave e concreto rischio rappresentato dalla esposizione alle sostanze neurotossiche immesse in ambiente dall’impianto siderurgico e che in presenza di una continuità produttiva, sono fortemente da temersi ritardi cognitivi e riduzioni del Quoziente Intellettivo (QI) nei bambini così come documentato dalla letteratura scientifica.

Sullo stesso decreto, per il documento di Gianfranco Amendola: cliccare qui: ll nuovo governo ci ha dimostrato che al peggio non c’è mai fine.

Pfas: qualcosa si muove dopo la nostra lettera aperta ai parlamentari.

La Procura Generale della Corte dei Conti ci comunica per conoscenza che ha trasmesso alla Procura Regionale del Lazio -per valutazioni di competenza- la nostra Lettera aperta inviata ai deputati e ai senatori del Parlamento italiano:

Egr. Onorevoli e Senatori,

che ci state leggendo insieme ai quasi 38mila destinatari di questa

Lista del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” inviata tramite

“Rete Ambientalista Movimenti di lotta per la salute, l’ambiente, la

pace e la nonviolenza”.

I Pfas sono una calamità ambientale e sanitaria: intervenga il Parlamento.

Egr. Onorevoli e Senatori,

già nella trascorsa legislatura è stato presentato dall’ex senatore Mattia Crucioli un DISEGNO DI LEGGE CHE METTE AL BANDO I PFAS IN ITALIA. (clicca qui).  Vieta la produzione, l’uso e la commercializzazione dei perfluoroalchilici (PFAS) nonché degli innumerevoli prodotti contenenti PFAS, ne disciplina la riconversione produttiva e le misure di bonifica e di controllo. Accoglie in ciò le censure di Commissione interparlamentare ecomafie e Commissariato Onu, insomma assume le istanze di tutti i Movimenti, Associazioni e Comitati, che da anni si battono per eliminare questi cancerogeni bioaccumulabili e persistenti, praticamente indistruttibili, dalle acque, dall’aria, dagli alimenti, dunque dal sangue dei lavoratori e dei cittadini altrimenti ammalati e uccisi (emblematico l’ecocidio veneto perpetrato dalla Miteni di Trissino).

Al bando, ovviamente, la produzione. In Italia l’unico stabilimento che produce i Pfas è la Solvay di Spinetta Marengo in Alessandria… (continua a leggere)

Per ulteriori approfondimenti, abbiamo messo a disposizione della Procura di Roma, dopo quelle di Vicenza e Alessandria, il Dossier “Pfas. Basta!”: in oltre 350 pagine è una piccola enciclopedia che racconta la storia in Italia delle lotte contro gli inquinatori Solvay e Miteni, dalle denunce degli scarichi in Bormida degli anni ’90 fino ai processi 2022 ad Alessandria e Vicenza. Una lunga storia di mobilitazioni anche contro connivenze, complicità, corruzioni, ignavie di Comune, Provincia, Regione, Governo, Asl, Arpa, Sindacati, Magistratura e Giornali.  La lunga storia dei PFAS (PFOA e C6O4 e ADV) è tratta in breve da stralci dei libri “Ambiente Delitto Perfetto” (Barbara Tartaglione – Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) e “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”, nonché del Sito “Rete Ambientalista Movimenti di lotta per la salute, l’ambiente, la pace e la nonviolenza” www.rete-ambientalista.it gestito dal “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”. Il Dossier è disponibile a chi ne fa richiesta.

Verità e giustizia per le vittime di uranio impoverito.

All’attenzione del Parlamento Ue la questione delle morti di militari e civili causate dagli armamenti contenenti il metallo pesante e usati nei teatri di guerra e nei poligoni di tiro dalla Nato. Una strage silenziosa al centro di una battaglia giudiziaria in Italia.  Nel nostro Paese ci sono almeno 8mila veterani gravemente ammalati per l’esposizione a vari metalli pesanti come l’uranio impoverito mentre circa 400 sono morti. Tutti tornati dai teatri di guerra dove i bombardamenti effettuati dalla Nato hanno causato una “pandemia tumorale” che continua a mietere migliaia di vittime sia civili che militari. Oppure rientrati dal servizio presso poligoni dell’Alleanza come Capo Teulada o Quirra in Sardegna. Su questa perdurante strage, che si configura come un crimine di guerra, la presidente del Consiglio europeo Ursula von der Leyden non chiederà l’istituzione di un Tribunale penale internazionale nonostante la Nato abbia utilizzato oltre 300 tonnellate di munizionamento all’uranio impoverito nelle sue guerre illegali e nei poligoni anche italiani,… e così il ministro della difesa Guido Crosetto. Continua

La sentenza ILVA condanna l’inquinamento politico.

In 3.800 pagine, le motivazioni della sentenza raccolgono un’imponente documentazione che testimonia la gravità dell’inquinamento e del pericolo per la salute, nonché la gravità della sua radice: radice squisitamente politica: il disastro ecologico è stato frutto di un disastro politico, non poteva avvenire senza il compiacente consenso di chi era incline al compromesso a danno dei cittadini e del bene comune. Clicca qui Peacelink.

Sottoscrivi per sostenere Peacelink, clicca qui.  

Soldi per le armi sottratti a sanità e scuola.

L’Italia continuerà a mandare armi all’esercito ucraino. Il governo Meloni sugli aiuti militari a Kiev si muove in piena continuità con quello di Mario Draghi: un decreto legge per autorizzare l’invio di armi, una risoluzione a metà mese e i decreti interministeriali da secretare e presentare al Copasir con la lista degli equipaggiamenti. La norma è stata approvata nel Consiglio dei ministri.

L’oggetto del decreto è chiaro: il governo proroga fino al 31 dicembre 2023 la cessione di aiuti militari a Kiev “previo atto di indirizzo delle Camere”. Risoluzione che sarà approvata il prossimo 13 dicembre: quel giorno il ministro della Difesa Crosetto si presenterà in aula per spiegare le motivazioni della proroga e i partiti voteranno le rispettive risoluzioni. A gennaio arriverà il sesto decreto interministeriale che conterrà anche missili terra-aria Aspide e Samp-T. Crosetto potrebbe desecretare la lista ma, fanno sapere fonti della Difesa, non ha ancora deciso.

Quali azioni rivendicare al governo contro la guerra e per la pace.

Su tutto internet non trovata una immagine che abbini  le parole “Meloni” e “Pace”

Oltre a discutere per un nuovo soggetto politico, i Movimenti ambientalisti e pacifisti stanno preparando la piattaforma di confronto con il nuovo esecutivo italiano, prevedibilmente di scontro perché così era già con i governi precedenti, a maggior ragione perché si appesantiranno i groppi della vera transizione ecologica e delle disuguaglianze sociali. Il nodo scorsoio che al momento serra l’economia è la guerra in Europa (le altre guerre ci sembrano lontane). Si aggrovigliano le esortazioni alla pace, alcune sono addirittura esaltazioni di guerra camuffate. Quelle nobili, pur accese in magnifiche manifestazioni, se non si consolidano in precise rivendicazioni da porre alle forze politiche, al parlamento e al governo, rischiano l’ennesima sconfitta del pacifismo, la peggiore.

Concretamente cosa significano le parole d’ordine “Immediato cessate il fuoco” e “Avvio di negoziati verso una Conferenza internazionale di pace”? Quale deve essere, secondo i Movimenti, la posizione internazionale dell’Italia? Dato per scontato che non è quella che la Russia si dichiari sconfitta e, senza ricorrere alle armi atomiche, si ritiri nei confini antecedenti il 2022. Né quella che l’Ucraina si arrenda allo statu quo nunc dell’occupazione e rinunci a velleitarie riconquiste territoriali (Crimea compresa). Neppure quella che gli Usa sostengano Zelensky in una infinita guerra di logoramento della Russia, a spese economiche e sociali soprattutto delle popolazioni europee.

Dunque, allo stato drammatico dei fatti, per dare innanzitutto concretezza nelle manifestazioni all’appello del cessate il fuoco e della conferenza di pace, per fissare soprattutto uno spartiacque tra le forze politiche, è necessario investire direttamente il governo con precise rivendicazioni. Non possono essere solo la fine delle (auto)sanzioni e dell’invio di armi. Si deve rivendicare al governo una iniziativa in campo europeo atta a favorire un percorso di compromesso negoziabile in ambito Onu. Su quali linee di utopia concreta.

1) L’autodeterminazione. Dunque, effettuare nuovamente i referendum nelle regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia sotto la supervisione dell’Onu, così da fugare ogni dubbio avanzato dall’occidente circa la loro validità. Eventualmente la Russia dovrà andarsene se questa è la volontà del popolo.

2) Il riconoscimento.  Riconoscere formalmente la validità del referendum del 2014 dunque la Crimea come parte della Russia, come lo è stata dal 1783 (fino all’errore di Krusciov del 1954).

3)  La neutralità. L’Ucraina continui a stare fuori dalla Nato, neutrale.

Il tradimento della Costituzione.

“….La politica considera evidentemente “accettabile” la condizione materiale ed esistenziale in cui vive la maggior parte delle persone nel nostro Paese: 5,6 milioni di persone in povertà assoluta e 8,8 milioni in povertà relativa; 4 milioni di lavoratori e lavoratrici povere; 8 contratti di lavoro su 10 precari; 3 milioni di giovani NEET; dispersione scolastica al 13%; analfabetismo di ritorno oltre il 30%; 10 milioni di persone non riescono più a curarsi e una persona su tre è a rischio esclusione sociale. Tutto questo mentre dal 2008 a oggi il numero dei miliardari è passato da 12 a 51 e tra marzo 2020 e novembre 2021 il valore dei patrimoni dei super-ricchi è cresciuto del 56%. L’aumento senza precedenti nella storia della Repubblica delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale rappresenta un enorme tradimento della nostra Costituzione e un gigantesco rischio per il funzionamento della democrazia. Ma nonostante le prospettive continuino a peggiore, l’impegno a sconfiggere disuguaglianze ed esclusione per garantire “pari dignità sociale” come stabilisce la nostra Costituzione sembra non rappresentare la priorità di nessun Governo e Parlamento degli ultimi 15 anni. Stiamo assistendo a una svolta autoritaria e tecnocratica che sta erodendo i principi della nostra democrazia……”.

Continua a leggere “Rete dei Numeri Pari” sulla newslettera notav Valsusa di Doriella@Renato.

Il PD: no ordinanza di chiusure alla Solvay.

Coloro che si erano illusi di una ordinanza del sindaco per la chiusura delle produzioni della Solvay di Spinetta Marengo hanno già ricevuto la risposta. L’ha data chi è più autorevole di Giorgio Abonante: Renzo Penna, già senatore e segretario generale della Camera del lavoro di Alessandria. Questa direttiva del PD merita di essere letta attentamente: clicca qui. Lo slogan di Penna “La storia industriale di questo Paese ci insegna che la chiusura delle aziende non porta mai alla bonifica”, per essere credibile dovrebbe a supporto offrire esempi di bonifiche senza la chiusura delle fabbriche dei veleni. Esempio è invece Casale Monferrato con l’Eternit, che non sarebbero mai state bonificate con una fabbrica tenuta aperta: come difendevate voi sindacalisti insultando sui giornali (scripta manent) il solito ambientalista (come me) che ne chiedeva la chiusura. Da buon sindacalista, oggi come allora, come il suo omologo Giorgio Bertolo per l’Acna di Cengio (scripta manent), Penna contrappone, per ricatto, i lavoratori ai cittadini. Noi invece equipariamo la salute di tutti. Cosa che, ad esempio, non ha fatto fino in fondo la CGIL, che fu la prima a denunciare nel 2002 (scripta manent) i danni tossicocancerogeni dei Pfas nel sangue dei lavoratori di Spinetta, senza poi chiederne l’eliminazione.

Caro Penna, l’alternativa alla chiusura non può essere giammai il sacrificio della salute. L’alternativa occupazionale, a sua volta, è una preoccupazione legittima, però la devi chiedere agli inquinatori (a scapito dei profitti) e non agli inquinati. I quali, anzi, proposte di riconversione le hanno avanzate, ad esempio Claudio Lombardi, a tacere Franco Armosino attuale segretario generale della CGIL. D’altronde, la storia del polo chimico spinettese (puoi sempre rileggerla sui miei libri) dovrebbe insegnarti il susseguirsi di lotte contro le produzioni nocive, e non sempre con il sindacato dalla parte giusta, esempio i famigerati Pigmenti di cui come cellula PCI chiedemmo la chiusura contro il Consiglio di fabbrica.

Lotte che trovano i politici, sempre, dalla parte dei padroni. Purtroppo è quanto emerge, di fatto, dall’intervento di Renzo Penna, il quale infine invita ComitatoStopSolvay (Legambiente, Movimento di lotta Maccacaro, eccetera) a subordinarsi al “pieno” sostegno delle Istituzioni: comune, provincia, regione, asl, arpa, sindacato. Cioè di quelli, in testa il PD, che in questi anni hanno determinato -con il metodo dello scaricabarile- la catastrofe ecosanitaria di Alessandria.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro. 

Acthung Acthung ventennio Giorgia.

Crisi eco-climatica, guerra, emergenza sociale, diritti del lavoro, democrazia:

serve un’alternativa di società!

Assemblea nazionale di convergenza

Roma – sabato 1 ottobre ore 10.00-17.30

Scup Sportculturapopolare – Via della Stazione Tuscolana 84

Per discutere tutte e tutti assieme il nuovo quadro politico-sociale in cui dovranno collocarsi le lotte, per confrontarsi su come attraversare collettivamente un autunno drammatico, per proporre percorsi di mobilitazione sociale capaci di costruire luoghi e orizzonti comuni per tutte le persone e le realtà che sono in campi per un’alternativa di società.

Siamo alle soglie di un autunno drammatico. L’inflazione e l’impennata dei prezzi dell’energia prefigurano una stagione di pesante peggioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione e di possibile chiusura di moltissime attività economiche.

Tutto questo dentro un contesto di crisi plurime di un modello economico che ha già prodotto emergenza sociale e povertà, attacco ai diritti del lavoro, una guerra che rischia di precipitare tutte e tutti nel baratro e una crisi eco-climatica che ha mostrato, per tutta l’estate, l’anteprima delle devastazioni possibili.

Tutto questo dentro un contesto di crisi della democrazia e della rappresentanza, con l’arrivo di un governo di destra. Un governo che, mantenendo inalterata l’agenda delle politiche liberiste, peggiorerà il clima sociale mettendo a rischio i diritti delle donne, i diritti civili, il reddito di cittadinanza per le fasce di povertà e i diritti dei migranti.  

In questi anni, molte realtà sociali hanno contribuito a costruire importanti percorsi di convergenza dal basso, affermando come dalle multiple crisi del modello dominante si possa uscire solo costruendo un’altra società. Sono stati percorsi ricchi, articolati, inclusivi, che hanno permesso l’intreccio tra esperienze di lotta e culture differenti. Sono percorsi che richiedono un ulteriore salto di qualità nella loro capacità di convergenza, sia per allargare il perimetro di quanti vi partecipano, sia per essere capaci di trasmettere indignazione e speranza ad una società che vive di paura e di rancore.

Prepariamoci ad affrontare il dopo elezioni.

Crisi eco-climatica, guerra, emergenza sociale, diritti del lavoro, democrazia

Il nuovo quadro politico-sociale che si profila induce a programmare già una Assemblea nazionale di convergenza a Roma – sabato 1 ottobre ore 10.00-17.30. Infatti, siamo alle soglie di un autunno drammatico. L’inflazione e l’impennata dei prezzi dell’energia prefigurano una stagione di pesante peggioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione e di possibile chiusura di moltissime attività economiche. Tutto questo dentro un contesto di crisi plurime di un modello economico che ha già prodotto emergenza sociale e povertà, attacco ai diritti del lavoro, una guerra che rischia di precipitare tutte e tutti nel baratro e una crisi eco-climatica che ha mostrato, per tutta l’estate, l’anteprima delle devastazioni possibili. Tutto questo dentro un contesto di crisi della democrazia e della rappresentanza, che rende probabile l’arrivo di un governo di destra dopo le elezioni del prossimo 25 settembre. Un governo che, mantenendo inalterata l’agenda delle politiche liberiste, che virano verso una nuova austerity, peggiorerà il clima sociale mettendo a rischio i diritti delle donne, i diritti civili, il reddito di cittadinanza per le fasce di povertà e i diritti dei migranti.

Serve un’alternativa di società!

In questi annimolte realtà sociali hanno contribuito a costruire importanti percorsi di convergenza dal basso, affermando come dalle crisi plurime del modello dominante si possa uscire solo costruendo un’altra società. Sono stati percorsi ricchi, articolati, inclusivi, che hanno permesso l’intreccio tra esperienze di lotta e culture differenti. Sono percorsi che richiedono un ulteriore salto di qualità nella loro capacità di convergenza, sia per allargare il perimetro di quanti vi partecipano, sia per essere capaci di trasmettere indignazione e speranza ad una società che vive di paura e di rancore. Per questo “Società della cura” propone a tutte e tutti di vederci, confrontarci e discutere assieme in assemblea. Per analizzare assieme il nuovo quadro politico-sociale in cui dovranno collocarsi le lotte, per confrontarsi su come attraversare collettivamente un autunno drammatico, per proporre percorsi di mobilitazione sociale capaci di costruire luoghi e orizzonti comuni per tutte le persone e le realtà che sono in campi per un’alternativa di società.

Non c’è bisogno di sondaggi: vince il partito dell’astensione.

Alcune forze politiche valorizzano la propria presenza con l’imperativo di NON votare per i due schieramenti di centrosinistra (PD più cespugli e cespuglietti, Calenda, Renzi, Bonino, Fratoianni) e di centrodestra (Meloni, Salvini, Berlusconi). Spiegano, soprattutto il M5S, che si tratta di due coalizioni falsamente contrapposte ma in realtà del tutto organiche all’attuale sistema, si differenziano – per ragioni meramente strumentali ed elettoralistiche – solo nel modo di interpretare l’ideologia politicamente dominante, alla quale in realtà aderiscono in toto, perciò va scongiurato un bipartismo… fra due destre.

C’è anche chi sottolinea che votare non è sufficiente.

MIR Italia  Movimento Internazionale della Riconciliazione”: Votare non basta. Occorre una nostra azione politica, che vada oltre le associazioni per pace e nonviolenza Bisogna fare una protesta sociale incisiva, nonviolenta, come l’obiezione alle spese militari. (clicca qui).

Sui media circolano però anche programmi alternativi… alle elezioni stesse:

“Partito Comunista del Proletariato d’Italia”:  L’astensione attiva, politica, cioè il boicottaggio di queste elezioni farsa, è la tattica giusta, (clicca qui)

“Nuovo – Partito comunista italiano”: Votare e far confluire i voti su una sola delle liste anti Larghe Intese (Unione Popolare, Italia Sovrana e Popolare, Partito Comunista Italiano, Italexit per l’Italia, Vita e altre minori)  per rendere il Parlamento ingestibile .

Reddito di cittadinanza Salario minimo”: La lotta è un’alternativa. Non è rappresentata dall’astensione, necessaria ma sterile, è un’alternativa all’astensione, come lo è al “voto utile antifascista” e a liste che pretendono di rappresentare gli interessi proletari e popolari senza essere dentro le lotte, senza essere fuori e contro il sistema dei partiti parlamentari e il sindacalismo gestito dalle direzioni collaborazioniste.

“Coordinamenta femminista e lesbica – Roma  AED femminismo Associazione Educazione Demografica – Bergamo”:  Non votare è l’unica salvaguardia di un minimo di dignità che ci può essere rimasta come subalterne/i. Il nostro orizzonte deve essere la modifica dei rapporti di forza, è l’unica strada che abbiamo. Possediamo degli strumenti storici come le piazze, il boicottaggio, il sabotaggio, lo sciopero, la disubbidienza civile singola e collettiva, e dobbiamo inventarci altre forme di lotta perché da qui in poi sarà durissima e la risposta del potere estremamente violenta. (clicca qui)

I programmi elettorali secondo gli ecopacifisti e il volontariato.

Quelli che avrebbero più motivo di andare alle urne, i più fragili, i più poveri, i più emarginati, sono proprio quelli che non votano. E, al contrario, il nucleo costante dell’elettorato è costituito dalle categorie superiori, dai ceti più ricchi e più istruiti, dai maschi delle regioni del centro-nord. La crescita dell’astensione obbedisce a una logica implacabile: accentua le disuguaglianze economiche, sociali, demografiche. Se gli uni finiscono per essere estromessi, allontanati, dimenticati, gli altri sono sovrarappresentati. Il Parlamento eletto rischia di dare come non mai un’immagine falsata del Paese. Finora i partiti hanno fatto poco o nulla per arginare l’astensione. Le liste dei candidati, i soliti nomi, noti e arcinoti, avranno semmai contribuito allo sconforto e alla frustrazione. Soprattutto sono sottovalutati i programmi. Su questo insistono ecopacifisti e volontariato.

 “s o s t e n i b i l i t a e q u i t a s o l i d a r i e t a . i t” : Con l’auspicio che si possa formare un’aggregazione comprendente buona parte del variegato mondo ambientalista intorno a pochi punti essenziali, elenchiamo di seguito alcuni punti  (La transizione ecologica. Conversione economica dell’ecologia. La leva fiscale. Riforme sociali per ridurre le disuguaglianze)

su cui riteniamo necessario avviare un confronto per provare a costruire un’alleanza sul fronte ecologista: (clicca qui).

Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera”: Occorre una coalizione contro la guerra. Fermare la guerra, cessare la produzione e l’invio di armi assassine, revocare le folli e scellerate “sanzioni” che stanno devastando l’economia europea e gettando nell’abisso della miseria le classi lavoratrici e popolari. (clicca qui).

“OMAR (Osservatorio Malattie Rare) con lAMR (Alleanza Malattie Rare)”: Incontro-confronto con i  responsabili Sanità delle varie forze politiche, per sottoporre le proprie istanze, con l’auspicio che esse possano essere da subito considerate dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo. (continua…)

Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap): Servirebbe in un vero e proprio contratto da sottoscrivere con l’intero movimento associativo delle persone con disabilità e delle loro famiglie, che obblighi chi andrà al governo a dare concretezza alle pari opportunità e all’inclusione sociale delle stesse persone con disabilità. (continua…)

Ecoitaliasolidale:  Non si intravedono validi programmi elettorali sull’ambiente, siamo aperti al confronto per valutare se può esistere ancora in Italia una rappresentanza politica competente. (clicca qui).

Unione Popolare: L’unione che raccoglie senza simboli o bandiere di singoli partiti un insieme di realtà politiche di sinistra e associative ha esplicitamente messo tra le sue priorità la transizione ambientale nel suo programma allegato in sintesi (clicca qui).

“Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera”: Ed ancora una volta saranno esclusi dal voto milioni di persone che in Italia vivono, lavorano, crescono i loro figli, fanno un gran bene al nostro paese. Milioni di persone che continuano a subire nel nostro paese un regime di apartheid, una violenza razzista istituzionale che è strettamente connessa ed complice della violenza razzista e schiavista e assassina dei poteri criminali e del regime dei predatori e della corruzione. Cosa si attende ancora a riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che in Italia vivono? Cosa si attende ancora a far cessare il regime della segregazione razzista nel nostro paese?

“CSVnet”, la rete che riunisce 48 Centri di Servizio per il Volontariato: Mancano nel dibattito elettorale idee e proposte strategiche per potenziare il Terzo Settore e valorizzare l’impegno del volontariato per un Paese più inclusivo, solidale e sostenibile.  Lettera ai leader delle principali forze politiche chiedendo impegni precisi per sostenere il Terzo Settore e i volontari che in questi anni hanno tenuto unito un Paese indebolito dalla crisi economica e sociale e dalla pandemia (continua…)

“Federazione FISH Liguria”:  Quante persone sorde o ipoudenti escluse dal dibattito pre-elettorale!
Richiedere, ricevere e comunicare informazioni e idee su base di uguaglianza con gli altri: lo prescrive la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che dal 2009 è una Legge Italiana, e tuttavia, come denunciano due Associazioni aderenti alla Federazione FISH Liguria, chiedendo in tal senso un intervento dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), «le persone sorde o ipoudenti stanno incontrando molte difficoltà, in ogni sede, ad ascoltare e comprendere bene quanto viene detto dai candidati alle prossime elezioni politiche nazionali» (continua…)

AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla):  Dare continuità alle azioni sulla sclerosi multipla e le patologie correlate; e per le persone con disabilità in generale. Documento con le priorità di azione urgenti
(continua…)

Fridays for Future Italia:  Volete il nostro voto ma ignorate la nostra voce. La politica dei partiti si è presa tutto il palcoscenico e la facoltà di scegliere cosa è meglio per il paese, ma è lontana dalle istanze e dalle preoccupazioni delle persone che dicono di rappresentare. Non potete rappresentarci se non ci ascoltate. Clicca qui https://fridaysforfutureitalia.it/lagenda-climatica/

 APRI Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale: Quanto mai necessari alcuni provvedimenti  aumentando la qualità di vita delle persone con autismo e del loro contesto familiare e sociale nel presente e nel futuro, oltre a ridurre la grande spesa pubblica che oggi costituisce un eclatante esempio di spreco di risorse. (continua…)

Centro Studi Erickson: Il tema del riconoscimento nella scuola delle differenze e di un approccio educativo attento alle diversità è praticamente assente dai programmi elettorali delle principali forze politiche. E invece facilitare inclusione, equità e pari opportunità è esplicitamente previsto dall’“Obiettivo 4” (“Istruzione di qualità”) dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. (continua…)

Silenziato il tema del conflitto in Ucraina durante la campagna elettorale.

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA
Sottoscrivi anche tu il nostro appello di “Costruttori di Pace *” al Presidente della Repubblica e a tutte le organizzazioni della società civile affinché promuovano e sostengano una trattativa per l’immediato cessare del fuoco in Ucraina. (Questo il link) Un segnale necessario, in questo particolare momento, poiché alcuni schieramenti politici – che hanno silenziato il tema del conflitto in Ucraina durante la campagna elettorale – continuano a individuare nelle sanzioni e nell’invio delle armi l’unica soluzione possibile, rinunciando a farsi parte attiva in Europa di iniziative di garanzia tramite l’ONU. Ecco perché chiediamo l’istituzione – nel governo che verrà – di un Ministero per la Pace: per garantire che la PACE venga considerata come valore costituente irrinunciabile della nostra Repubblica

Ci appelliamo inoltre al Presidente affinché l’Italia si faccia promotrice di un processo costituente che rilanci l’ambizione di dotare l’Europa di una Carta fondamentale che poggi sulla pace, sul ripudio della guerra, sulla cura della Terra, sul rapporto con la natura, sulla fratellanza, sulla solidarietà interna e internazionale e sul superamento delle disuguaglianze e dei privilegi. Abbiamo già raccolto quasi 800 adesioni. Cerchiamo di arrivare a 1000 sottoscrizioni. Consegneremo al Quirinale la lettera il 21 settembre 2022, in occasione della giornata internazionale della Pace.

Senza il Disegno di legge Crucioli, la strategia della Solvay è vincente.

La più grossa delle “bufale Pfas” propinate a giornali e istituzioni  dalla multinazionale Solvay è sempre stata l’inverosimile innocuità sanitaria di PFOA e poi di C6O4 e ADV ovunque prodotti.

 Cominciò a contraddirla  con l’annuncio del “Lancio di nuove tecnologie non fluorotensioattive  che saranno in piena produzione presso lo stabilimento di Solvay a West Deptford, NJ entro la fine di giugno 2021. A quel punto, Solvay non utilizzerà più coadiuvanti di processo fluorotensioattivi in qualsiasi parte degli Stati Uniti. Le nuove tecnologie consentono lo sviluppo di prodotti che i clienti utilizzano in una varietà di applicazioni che supportano una società più sostenibile”. Obtorto collobasta Pfas negli Stati UnitiE in Italia? L’Italia è considerata terzo mondo, la Provincia di Alessandria per Spinetta Marengo infatti autorizza addirittura l’ampliamento del C6O4.

Perciò annuncia un’altra truffa mediatica: quella dei presunti filtri che sarebbero in grado a Spinetta  di  rilevare e trattare, gestire e monitorare i contaminanti Pfas nelle falde e  nelle reti idriche, ovviamente non nell’atmosfera. La multinazionale promette “zero tecnico” delle emissioni di Pfas (C6O4, ADV) negli scarichi di acqua con tecnologie al carbone attivo granulare (GAC), allo scambio ionico (IO) e alle tecnologie di osmosi inversa (RO (metodo di filtrazione meccanica in uso dagli anni ’50 del secolo scorso): diventerebbe “acqua distillata” e addirittura riutilizzata e non scaricata in Bormida, insomma “ciclo chiuso”. Premio nobel per la chimica alle giovanissime ricercatrici? insegniamo agli americani?  Tutto risolto? Niente affatto. Innanzitutto non c’è la ben che minima garanzia che rimuovano il 100% dei PFAS contaminanti. Inoltre prevedono costi insopportabili data l’ampiezza del territorio inquinato e inquinante, si pensi solo alla vastità di frequenti cambi di membrane filtranti. A tacere dello smaltimento a loro volta dei solidi e dei liquidi di questi trattamenti, cioè incenerimento. I Pfas fanno parte del cocktail di tossici cancerogeni presenti a Spinetta in atmosfera e nelle falde, i filtri dell’osmosi inceneriti manderebbero altri Pfas in atmosfera e falde. Inoltre -attenzione- i Pfas sono utilizzati per produrre tantissimi materiali (padelle, imballaggi, vestiti): come verrebbero bonificati?

Stanti ad Alessandria i disastri ambientale (in acqua e atmosfera) e sanitario (nel sangue), non c’è altra alternativa etica che chiudere le produzioni. Subito, nel 2022 (DDL Crucioli). Ma Solvay scrolla le spalle, e manda l’opinione pubblica sulla luna (nel pozzo): Volontariamente, Solvay entro il 2026 realizzerà quasi il 100% dei suoi fluoropolimeri senza l’uso di fluorotensioattivi presso il suo stabilimento di Spinetta Marengo,  per eliminare pressoché totalmente le emissioni di fluorotensioattivi”.

Quasi e pressoché sono tradotti: “Una piccola linea di prodotti, strategica per i settori industriali dei semiconduttori e dell’energia che rappresenta meno dell’1% del volume produttivo, richiederà ulteriori attività di ricerca per eliminare completamente l’uso dei fluorotensioattivi. Per questa linea verrà utilizzato un processo di produzione a ciclo chiuso, strettamente controllato, a zero reflui”. Cioè la fantomatica “osmosi inversa”. Dunque NON c’è impegno a fermare gli impianti entro il 2026. 

Dei sostituti dei Pfas, presunti quasi e pressoché a impatto zero, non si fa menzione tossicologica, altri segreti industriali, non autorizzati da nessuno, tutti da verificare se si sta cadendo dalla padella alla brace. Verifica rinviata a dopo il 2026, nel mentre gli impianti con Pfas staranno  marciando e inquinando a pieno volume.

 La data 2026 è una promessa, in fede di una “scelta” assunta da Solvay volontariamente, non in forza di una legge.

Solvay invita l’opinione pubblica e le istituzioni a guardare la luna nel pozzo, per distogliere l’attenzione dal Disegno di Legge Crucioli, il solo strumento concreto  che metterebbe -da subito- al bando in Italia la produzione, l’uso e il consumo dei Pfas. I quali, ribadiamolo, sono solo la punta d’iceberg del disastro ecosanitario del polo chimico di Spinetta Marengo. Purtroppo la strategia della multinazionale belga è vincente.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute

Modello Genova, soldi e politica: il nuovo potere fondato sulla tragedia del ponte.

Per effetto della tragedia del 2018, in città è arrivata una quantità di denaro pubblico senza precedenti, quasi 8 miliardi di euro, intorno alla quale si è cementata l’alleanza tra il presidente di regione Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci. Il  crollo del Ponte Morandi ha trasformato il capoluogo ligure in un prototipo politico economico che molti vorrebbero esportare nel resto d’Italia. Invece parliamo di un sistema che utilizza soldi – 6 miliardi, forse in futuro addirittura 8 – per realizzare opere, ma soprattutto per cementare un sistema di potere. Per costruire e comprare consenso. Parliamo, prima di tutto, di finanziamenti dall’Italia e dall’Europa; una quantità forse mai vista in una sola città. 

La Lanterna. Perfino lei. Intorno al simbolo di Genova nascerà una distesa di container: un’opera bocciata anni fa dal ministero dei Beni Culturali che oggi viene realizzata con la scorciatoia delle procedure straordinarie. Così arrivano 30 milioni di finanziamenti pubblici per tombare una calata, portare migliaia di contenitori sotto il faro più famoso del mondo. A beneficio, secondo alcuni, di una persona sola: Aldo Spinelli, imprenditore e finanziatore del centrodestra di Giovanni Toti e Marco Bucci. 

Un partito da non votare.

I Verdi ad Alessandria hanno segnalato la loro inesistenza. Interrompono la catalessi  al fine di presentarsi, come “Europa Verde-Verdi Alessandria”, alle elezioni. Usano come pretesto il monitoraggio Arpa delle acque di  falda relativo alla Solvay di Spinetta Marengo. Benchè questo monitoraggio del drammatico inquinamento altro non è che la ripetizione dei precedenti, improvvisamente i Verdi si sdegnano e decidono di rompere il (loro) silenzio: Non è più tollerabile che i nostri concittadini siano esposti ad inquinanti 12 volte oltre il limite consentito dalla legge. Adesso basta. Chiedono forse la chiusura della fabbrica? No, esprimono  fiducia e collaborazione  alla dirigenza della Solvay alla quale chiedono di mostrare a tutte le cittadine ed i cittadini quanto è stato fatto sino a oggi. Insomma imputano a Solvay un difetto di comunicazione rispetto agli ottimi risultati di miglioramento ambientale conseguiti a suon di investimenti.

Fridays for future: governo sordo cieco e muto davanti alla siccità.

L’esecutivo era stato avvisato da marzo che avremmo  vissuto una delle siccità peggiori di sempre, complice la crisi climatica, ma non ha fatto nulla, impegnato nel Pitesai (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee) e nel TAV che, oltre ad avere un bilancio climatico devastante, porterebbe alla perdita di decine di miliardi di litri d’acqua di falda, corrispondenti al fabbisogno idrico annuo di una città di 600.000 abitanti, e anche nel collocare l’Eni nel più grande progetto al mondo di gas naturale liquefatto (Gnl) in Qatar, una bomba climatica.

Di conseguenza i razionamenti d’acqua saranno all’ordine del giorno se il governo non affronterà  il problema alla radice e continuerà  a pensare alla crescita economica come dogma assoluto. Invece deve efficientare la rete idricafare delle  fonti rinnovabili  il pilastro del nostro sistema energetico, puntare al  totale ripensamento del settore alimentare che porti a prediligere gli alimenti vegetali non destinati agli allevamenti animali. Clicca qui.

Appuntamenti… rilassanti a Fiorenzuola d’Arda dal 30 giugno al 10 luglio 2022.

30/6 PATTI SMITH INCONTRA FRANCO BATTIATO; 1/7  GIACOMO LEOPARDI INCONTRA  POETI DI OGGI; 2/7 PUTIN INCONTRA GIORGIA MELONI. 10/7  VIAGGIO NEL GIARDINO INCANTATO  “sconsigliato a chi sta vivendo momenti di stress, noia, depressione, solitudine, a chi ha problemi d’insonnia, eccesso o mancanza di desiderio, bulimia o inappetenza e a tutti quelli che hanno problemi di concentrazione nello studio o di dipendenza da fumo e alcol”. Clicca qui.

Cinquestelle sempre più grandi opere, sempre meno voti.

Marco Ponti fa la storia (clicca qui) di come i grillini si sono arresi al Sistema. Eppure avevano cominciato bene: furono promosse dal governo giallo-verde nel 2018 analisi sistematiche dell’utilità di grandi opere, con lo strumento considerato il più adatto, cioè l’analisi costi-benefici sociali. Si iniziò con opere per 27 miliardi, quattro al Nord e una al centro, dell’utilità delle quali esistevano forti dubbi. I tecnici incaricati, guidati da Ponti, dimostrarono che si trattava davvero di sprechi di soldi pubblici. Ma poi nei 5 Stelle il vento cambiò. Addio razionalità economica e lotta agli sprechi dei soldi dei contribuenti, residui di idee ormai obsolete. Sì a tutto. Nel perseguire la berlusconiana logica delle Grandi Opere ovunque, oggi, i Cinquestelle coerentemente sostengono  il governo Draghi e il Pnrr: 62 miliardi sono allocati a grandi opere, soprattutto ferrovie, e soprattutto al Sud. Le grandi opere inutili sono perfette per il consenso. Tutti sono contenti: sindacati, politici locali e centrali, costruttori, la mafia. Chi paga, cioè i contribuenti, non lo saprà mai, e i politici non risponderanno mai di sprechi. Perfetto, no? Perfetto ma non per i grillini: non hanno avuto grandi benefici di consenso elettorale. Né li avranno gli attuali  vari tronconi, stante il modello politico ed economico Sì Tav che hanno imboccato. Imbattibile la battuta di Grillo: “Dovremmo uscire dal governo per un cazzo di inceneritore!?”. O per qualche cazzo di  vagone di missili in Ucraina?

Scontro tra Associazioni sulle energie rinnovabili.

“Italia Nostra” con il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, contro Legambiente, WWF e Greenpeace. Queste ultime sostengono la possibilità di installare in tre anni 60 GW di potenza rinnovabili, prevalentemente solare ed eolico, invocando addirittura un Commissario con pieni poteri per saltare tutte le procedure autorizzative.  Secondo Italia nostra e ministro, invece, il Sud è ormai saturo di impianti eolici e non è più in grado di assorbirne altri; l’energia prodotta in assenza di un adeguamento della rete di trasmissione e della creazione di un sistema di stoccaggio, processi dai costi miliardari e non ancora iniziati, non riesce ad essere trasferita nei luoghi di consumo, al Nord, e rischia di essere sprecata; e infine, la narrazione, in voga soprattutto a seguito della guerra, che facendo più rinnovabili i prezzi delle bollette scendano è pura fantasia.

Fermare il governo, difendere acqua pubblica, beni comuni, sanità, diritti e democrazia.

Mobilitazione per il 14 maggio contro il disegno di legge sulla concorrenza e il mercato, che  si prefigge una nuova ondata di privatizzazioni di beni comuni fondamentali, dall’acqua all’energia, dai rifiuti al trasporto pubblico locale, dalla sanità ai servizi sociali e culturali, fino ai porti e alle telecomunicazioni. Fa il paio con il disegno di legge sull’autonomia regionale differenziata. Clicca qui.

Rivolta del mondo accademico contro i governi.

E’  la più grande mobilitazione di accademici sul tema del cambiamento climatico mai verificatasi. In occasione della pubblicazione della terza parte del sesto rapporto del Gruppo internazionale di studio sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (International Panel on Climate Change), il gruppo di Scientist Rebellion (Ribellione degli scienziati) ha indetto una settimana internazionale di disobbedienza civile: più di mille tra ricercatori, professori universitari e cittadini coinvolti in proteste ed eventi pubblici di informazione scientifica in 25 Paesi.  In Italia significative azioni di protesta a Venezia, Torino e Roma aventi nel mirino in particolare Eni e Leonardo. Le manifestazioni disobbedienza civile non-violenta sono state represse dalla polizia. Clicca qui.

PFAS in Senato. Il Disegno di Legge bocciato dall’Associazione Medici per l’Ambiente.

Il Disegno di Legge, primo firmatario Vilma Moronese e relatore Andrea Ferrazzi, nell’udienza  al Senato è stato bocciato senza appello dall’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia.

Il dottor Vincenzo Cordiano, dopo aver meticolosamente evidenziato i copiosi  studi nazionali e internazionali che fanno di queste sostanze tossiche e cancerogene  una calamità mondiale da mettere al bando con urgenza, ha così concluso la sua audizione:

“Dunque ISDE ribadisce che anche piccole quantità di PFAS emesse nell’ambiente devono essere eliminate in quanto bioaccumulabili negli alimenti e nel sangue. Perciò i limiti di emissione proposti da questo Disegno di Legge non hanno alcuna base scientifica, non sono assolutamente protettivi per la salute e l’ambiente e, come tutti i limiti diversi da zero, non sono altro che un compromesso. Per ISDE, tali limiti del DDL riferiti a queste sostanze che non esistono in natura, sono un compromesso inaccettabile: fra i diritti alla salute dei lavoratori e dei cittadini che vogliono dunque limiti zero , e, dall’altro, gli interessi dei produttori -inquinatori  che perseguono meri interessi economici con risparmio su prevenzione produzione e bonifica  e perciò vogliono limiti diversi da zero”.

Clicca qui il video completo dell’audizione di ISDE al Senato

“Nell’accettare limiti  pfas diversi da zero” commenta il dottor Cordiano “ si scende a compromessi. Che compromessi? A mio parere si decide coscientemente e consapevolmente di sacrificare la salute dei propri figli e dei propri nipoti e pronipoti sull’altare degli interessi di pochi inquinatori arricchiti”. Il riferimento è anche  ad Associazioni che si sono espresse nell’audizione in Senato:  “ A chi, per compiacenza o piaggeria, nonostante la Moronese abbia detto chiaramente che più di così lei non poteva fare, si è accodato e ha concesso il lasciapassare”.

PFAS in Senato. Il Disegno di legge bocciato ma con appello da Greenpeace.

Bocciato senza rimedio dalle  associazioni e dai  comitati davanti alla Commissione Ambiente del Senato, il Disegno di Legge, primo firmatario Vilma Moronese e relatore Andrea Ferrazzi, è stato bocciato ma con appello da  Greenpeace. La quale, a firma di Giuseppe Ungherese assieme al comitato Mamme No Pfas,  ha consegnato infatti una relazione che chiede modifiche al DDL: “L’Italia si faccia promotrice di una politica rivolta alla riduzione ed eliminazione di queste sostanze, intraprendendo  percorsi in linea con altri paesi europei ed extraeuropei, che si stanno dirigendo verso l’impiego  delle stesse solo per usi essenziali, in vista di una  loro progressiva sostituzione con molecole biodegradabili e biocompatibili, in altri termini con sostanze non pericolose. Venga stabilito un cronoprogramma che, partendo dalla fissazione dei limiti tendenti a ZERO, preveda il progressivo e rapido divieto di utilizzo al fine di arrivare al divieto di produzione e di uso di queste sostanze dannose”.

“I miglioramenti” proposti da Greenpeace sono giudicati dagli ambientalisti una toppa che non chiude il buco del DDL Moronese: non  vietano in modo totale le emissioni in terra acqua suolo  ma cercano  di limitarne la presenza con limiti “tendenti” a zerorimandano un “divieto di produzione e di uso” a tempi futuri e aleatori. Dunque non verrebbe nella sostanza modificato il DDL Moronese che infatti non si allinea con i Paesi che hanno messo al bando i Pfas, bensì “mira a ridurre, e se possibile annullare, l’immissione nell’ambiente, prevedendo inoltre  un periodo transitorio di adeguamento alle misure di regolamentazione degli scarichi di acque reflue industriali per gli impianti già autorizzati”. Esso  sembra fatto su misura per la Solvay di Spinetta Marengo, che lo approva potendo infatti continuare a produrre. Fino a  quando? Finchè la multinazionale belga,  con tanta buona fede e a discapito dei profitti,  proverà  a “ridurre” gli scarichi  e addirittura  “annullare”.  Beninteso: annullare  “se possibile”. Se impossibile, morti e malattie continuino a portare pazienza.  

PFAS in Senato. Il Disegno di Legge approvato dai Movimenti.

Il Disegno di legge Moronese, fin dall’oggetto, non va oltre l’obbiettivo della “Riduzione dell’inquinamento da Pfas e il miglioramento della qualità delle acque destinate al consumo umano”. Il Disegno di Legge del senatore Mattia Crucioli è osteggiato dalla Confindustria perchè invece detta “Norme per cessazione della produzione e dell’impiego dei Pfas”. Insomma li mette al bando in Italia. Vieta la produzione, l’uso e la commercializzazione di PFAS o di prodotti contenenti PFAS, ne disciplina la riconversione produttiva e le misure di bonifica e di controllo. Insomma assume le istanze di tutti i Movimenti, Associazioni e Comitati, che da anni si battono per eliminare questi cancerogeni bioaccumulabili  e persistenti, praticamente indistruttibili, dalle acque, dall’aria, dagli alimenti,  insomma dal sangue dei lavoratori e dei cittadini altrimenti ammalati e uccisi.

I primi beneficiari di questa legge sarebbero le popolazioni toscane e  venete (concerie ed ex Miteni di Trissino), lombarde (Solvay di Bollate)  e piemontesi (Solvay di Spinetta Marengo). D’altronde gli scarichi della Solvay in Bormida raggiungono la foce del Po. A causa dei comportamenti omissivi e complici di Comune, Provincia e Regione Piemonte, è diventata drammatica la situazione ambientale e sanitaria inferta ad Alessandria  dalla Solvay, che è  incurante della condanna in Cassazione per disastro ambientale e omessa bonifica nonchè del nuovo processo, ed è impassibile alle censure di Onu e Commissione Ecomafie. Infatti  Pfas e Bisfenolo  sono paradossalmente “soltanto” la punta di un immenso iceberg di sostanze tossiche e cancerogene che piovono da 72 ciminiere.

Con la nuova legge Crucioli sarebbe ancor più palese che Comune, Provincia e Regione, che si nascondono dietro il dito dell’assenza di limiti nazionali, sono fuorilegge al pari dell’azienda. Di conseguenza, è scontato che in Parlamento il DDL sarebbe osteggiato soprattutto dalla destra che governa le tre amministrazioni regionali. In aula sarà cruciale l’atteggiamento dei Cinquestelle: se sosterrà il DDL Moronese piuttosto che il DDL Crucioli, o incoerentemente entrambi, aggraverà lo strappo con l’universo ambientalista che li aveva lanciati al successo elettorale. 

Per questa Legge promossa col senatore Crucioli,  esprimo la soddisfazione del Movimento di lotta per la salute Maccacaro e mia personale dopo 50 anni di lotte da dipendente e pensionato, senza aver mai chiesto la chiusura dell’intero stabilimento.

Oggi però la parola chiusura  è sempre meno un tabù, espressa senza remore dai Movimenti, è presa in esame dallo stesso segretario della CGIL. Il colosso chimico  sorge nel cuore di un centro densamente abitato, a rischio Seveso.  Ha dimostrato di essere incapace di garantire sicurezza e salute a popolazione e lavoratori. Evidentemente è impossibile. La stessa multinazionale belga afferma, vero o falso, che eliminare i Pfas significherebbe privarsi del 60 per cento del fatturato. L’unica soluzione auspicabile per coniugare salute e lavoro è la chiusura delle lavorazioni chimiche e la trasformazione del sito in Centro di Ricerche per bonifiche ambientali “non produttivo” e quindi non inquinante e non pericoloso.

Pfas, gli obiettivi degli ambientalisti possono diventare Legge.

Il disegno di legge depositato dal senatore Mattia Crucioli “Norme relative alla cessazione della produzione e dell’impiego delle sostanze poli e perfluoroalchiliche” (clicca qui) è in piena corrispondenza con il Dossier (clicca qui) presentato da Legambiente in occasione della  Giornata mondiale dell’acqua 2022 .

La road map di Legambiente infatti, in coincidenza degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile  delle Nazioni Unite, si pone il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60), in particolare della  messa al bando nella produzione e nella commercializzazione delle sostanze inquinanti, persistenti e bioaccumulabili, i PFAS, “per i quali la gravità della situazione è ben conosciuta e che, nonostante l’attivismo di associazioni e cittadini, continuano a rappresentare un pericolo per l’ambiente e per la salute delle persone”.

I PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche, tossiche e sospette cancerogene in diverse patologie, nonché  ampiamente riconosciute come interferenti endocrini,  hanno contaminato aria e acque di vaste  aree del Veneto e del Piemonte, e  si stanno ritrovando anche in numerose parti d’Italia. Emblematici i casi della Solvay di Spinetta Marengo e della Miteni di Trissino. Per quest’ultima, finalmente chiusa dopo una gigantesca contaminazione delle falde che ha avvelenato centinaia di migliaia di abitanti, è in corso dal 2021 il processo penale a Vicenza; ad Alessandria sta per essere avviato. “Un caso paradossale” stigmatizza Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente – “se si pensa che, nonostante la presenza di questo inquinante sia accertata fino al Po e nella falda esterna dello stabilimento, la Solvay ha chiesto e ottenuto dalla provincia di Alessandria l’estensione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’uso e la produzione di cC6O4. Attualmente, è perciò autorizzata a produrre 60 tonnellate/anno di cC6O4 e a scaricarne nel fiume Bormida fino a 940 Kg/anno”. E la popolazione neppure è sottoposta a monitoraggio del sangue.

Nel Disegno di Legge del senatore Crucioli si realizzerebbero  gli obiettivi di Legambiente e di tutte le forze che da anni si stanno battendo: Greenpeace, Movimento di lotta per la salute Maccacaro, Mamme No Pfas, Comitato Stop Solvay, Friday for Future, Isde Medici per l’Ambiente. Infatti il DDL  stabilisce con termini temporali precisi e senza ambiguità- che  “i limiti di scarico in aria, in acqua e nel sottosuolo dei PFAS siano portati allo zero tecnico, al pari delle acque potabili”; ovvero: “È vietato l’uso,  la commercializzazione e la produzione di PFAS o di prodotti contenenti PFAS”. Infine esso “Detta norme per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da PFAS, per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi, alla riconversione produttiva e per il controllo sull’inquinamento”.

Il parlamento schierato a fianco degli ucraini.

In considerazione delle folle oceaniche che hanno manifestato nelle piazze, si riuniscono gli onorevoli alla Camera dei Deputati per varare disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina. Sul “posto di lavoro” presenti 9 su 630.

Altrettanto sinceri ma molto più numerosi sui giornali, nei telegiornali e talk show a stracciarsi le vesti per il governo di Kiev.

Centro e sinistra divisi sulla guerra in Ucraina.

A Genova, la polemica a tre su La Repubblica tra Roberta Pinotti (già ministra della Difesa dei governi Renzi e Gentiloni), Mattia Crucioli (avvocato senatore ex grilino, candidato sindaco per L’Alternativa c’è, Ancora Italia, Italexit e Partito Comunista, che il quotidiano sintetizza come “gli anti Draghi”) e Ariel Dello Strologo (candidato di centrosinistra e presidente della comunità ebraica cittadina), offre uno spaccato del dibattito che attraversa il versante politico di centro e sinistra  a seguito della guerra in Ucraina.

Secondo Pinotti, si veda l’articolo, «siamo di fronte a una situazione di aggressione da parte della Russia di uno Stato sovrano, dell’Ucraina, che deve potersi difendere. In Italia durante la Resistenza i partigiani si sono difesi anche perché hanno avuto sostegno, e armi, dai Paesi alleati». Crucioli le ricorda un po’ di storia: «E’ una analogia evidentemente sbagliata, sia perché in quel caso gli alleati erano in guerra mentre l’Italia, almeno fino a ieri, non era affatto in guerra con la Russia, sia perché in questo caso chi è vicino alle ideologie naziste sono alcune delle milizie che riceveranno le nostre armi». Sempre Crucioli, rispondendo a Dello Strologo, gli obbietta: «Se uno è ‘pacifista a oltranza e radicale’, come si è definito Dello Strologo, dovrebbe predicare la non violenza e non unirsi al coro dei tanti che soffiano sul fuoco equiparando Putin a Hitler, approvando l’invio di armi italiane ad una delle parti in guerra». Va ben oltre Rifondazione, come appare sul suo Sito, in merito all’arruolamento dei mercenari della “Legione straniera” che dovrebbe affiancarsi alle milizie ucraine paranaziste.

Dettiamo noi al governo e al parlamento la legge che metta al bando i Pfas in Italia. Intanto la Regione Piemonte blocchi subito la Solvay di Spinetta Marengo.

I BAMBINI ALESSANDRINI LE PRINCIPALI VITTIME.

Chi si ricorda che nel lontano 2009, contemporaneamente  alla nostra campagna nazionale contro i danni  da Pfas (dai pesci mutanti alle pentole antiaderenti ecc.) avevamo nel primo degli otto esposti alla procura della Repubblica, insieme agli studi scientifici internazionali, già  fatto particolare riferimento a due -lungamente rivendicate – indagini epidemiologiche? Quella dell’Asl Alessandria  e quella della ASL Torino commissionata dalla Procura di Alessandria, tra il 1996 e il 2008. Entrambe per l’area della Fraschetta: circoscrizione di 16mila abitanti, di cui la metà a Spinetta Marengo. La prima sugli abitanti, la seconda sui lavoratori della Solvay (ex Montedison).

Chi si ricorda che uno step riguardava lo  “Studio di sorveglianza pediatrica finalizzato al monitoraggio delle patologie respiratorie e allergiche d’interesse per la popolazione suscettibile infantile, sulla base delle rilevazioni effettuate dai medici pediatri sentinella nel periodo novembre 2004-dicembre 2005”? Chi si ricorda quanto allarmammo l’opinione pubblica su quei dati? In particolare perché le patologie pediatriche si rivelano con sintomi più alti e in peggioramento man mano che ci si avvicina allo stabilimento di Spinetta Marengo.

Chi si ricorda che quello studio non ebbe un seguito epidemiologico? Malgrado contenesse l’allarmata raccomandazione: Il diffuso aumento delle patologie  rispetto al passato suggerirebbe il mantenimento nel tempo delle attività di sorveglianza e controllo sulle malattie pediatriche, respiratorie e allergiche, nell’area della Fraschetta”. Monito ripetuto 15 anni dopo nello studio epidemiologico di Cristiana Ivaldi neo responsabile Arpa Piemonte :  “Nel sottogruppo di età 0-14 anni, si evidenzia un aumento dei ricoveri per patologie neurologiche (+ 86%)  che andrebbe ulteriormente investigato”.

Dunque il disinteresse di Regione Piemonte e Comune e Provincia di Alessandria è totale. Se confrontato agli studi e ai pur timidi progetti in Veneto: dalle gravidanze ed esiti neonatali, incremento di pre-eclampsia, diabete gravidico e nati con basso peso per età gestionale, anomalie del sistema nervoso e difetti congeniti al cuore, fino all’associazione tra esposizione ai Pfas  e competenze cognitive e socio emotive dei bambini. E’ un disinteresse colpevole, anzi doloso, nella piena consapevolezza che dallo stabilimento di Spinetta Marengo si sprigiona in aria e acqua  uno smisurato mix di sostanze tossiche e cancerogene, un cocktail letale per la popolazione e soprattutto per i bambini. Come confermano gli studi scientifici.

Dunque, la Regione Piemonte, tramite la Provincia di  Alessandria di concerto con il Comune, ha il dovere primario di tutelare la salute della propria e altrui popolazione, e dunque sulla base della enorme mole di studi scientifici nazionali e internazionali prodotti, che vanno ben oltre il principio di precauzione, nonchè in pregio delle censorie prese di posizione  di Onu e Commissione parlamentare ecomafie, e dunque a prescindere dalla legge nazionale in divenire che regola la materia, dunque la Regione Piemonte ha il dovere di fissare immediatamente  limiti zero agli scarichi acqua-aria dei Pfas della Solvay di Spinetta Marengo.

RAPPORTO ONU E STUDIO EUROPEO.

Nella piena consapevolezza degli studi scientifici, il rapporto dello special rapporteur dell’Onu per i diritti umani e l’ambiente, David Boyd, chiede che il mondo deve mettere immediatamente al bando i “forever chemicals” e scrivere la parola fine sul capitolo dell’inquinamento da PFAS: una piaga tre volte più pesante del covid, una proliferazione che  interseca e aumenta altri danni all’ambiente e al clima, come il cambiamento climatico e la perdita di diversità biologica”. 

Gli studi scientifici confermano che i bambini sono le principali vittime dell’inquinamento, soprattutto quando questo è composto da un mix di sostanze  chimiche, in particolare  per le sue interferenze  sul sistema endocrino ad iniziare dai feti. Nel mix della Solvay di Spinetta Marengo spiccano appunto bisfenolo A (Bpa) e composti perfluorurati (Pfas: Pfoa, C6O4, Adv).

Un poderoso studio europeo, Edc-MixRisk appena pubblicato sulla rivista scientifica Science (vedi Nota), mette in relazione l’esposizione ad un mix di sostanze chimiche ambientali al rischio di deficit neurologico nei bambini, in particolare nel ritardo nel linguaggio. La ricerca ha implicazioni enormi e pone le basi per una revisione radicale delle politiche nazionali e internazionali delle valutazioni del rischio chimico, finora basate solo sull’esame di singole sostanze e non di loro miscele. Perché sta proprio qui la grande autorità di questo lavoro: le valutazioni dei rischi di salute pubblica da esposizioni ambientali andranno fatte considerando l’interazione di più elementi che, interferendo col nostro sistema endocrino, può provocare danni molto rilevanti. Insomma, decade completamente il concetto di dose tossica minima per le singole sostanze chimiche, a prescindere da qualunque presunto limite di legge diverso da zero.

“E’ improcrastinabile un adeguamento legislativo.“–ammonisce Giuseppe Testa,  professore di biologia molecolare all’università di Milano, direttore del centro di neurogenomica allo Human Technopole e group leader nel dipartimento di Oncologia sperimentale allo IEOo Istituto Europeo di Oncologia – E’ indispensabile  che la nostra ricerca, finanziata proprio dalla Commissione europea, venga letta con attenzione dai legislatori, dai produttori e dai cittadini disposti a mobilitarsi. Noi abbiamo fatto la nostra parte, ora tocca agli altri attori della società fare la loro”.

IMPROCRASTINABILE UN INTERVENTO LEGISLATIVO

“E’ improcrastinabile un adeguamento legislativo.“ Ebbene, da parte nostra, che da anni immemorabili siamo mobilitati, abbozziamo qui di seguito le linee guida di una

Legge che disciplini la produzione e l’uso delle sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS). 

1) Nella prospettiva –avviata nelle Nazioni più consapevoli-  che l’utilizzo dei Pfas sia escluso in qualunque gamma di derivati , preso atto degli studi scientifici nazionali e internazionali, nonché degli indirizzi e delle ammonizioni della Commissione parlamentare Ecomafie e dell’ONU,

  1. a) l’Italia ne vieta la produzione dal ,
  2. b)  e a tal fine stabilisce che entro quella data i limiti di scarico in aria e acqua siano portati a zero, al pari delle acque potabili.

2)  Le Autorità preposte (Stato, Regioni, Enti locali)

  1. a) devono porre in essere tutte le azioni rivolte a monitorare lo stato di salute dei lavoratori e dei cittadini  che hanno subìto gli effetti degli inquinamenti da Pfas,
  2. b) nonché a monitorare lo stato di salute dell’ambiente per le relative bonifiche,
  3. c) e a tal fine devono anche porre a carico delle aziende responsabili i relativi costi e oneri risarcitori e sanitari, secondo il principio “chi inquina paghi”.

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Seminario internazionale organizzato da Vision & Global Trends. International Institute for Global Analyses. Lunedì 21 febbraio 2022. Sala delle Conferenze – Palazzo Theodoli – Piazza del Parlamento, 19 Roma. Clicca qui il programma. L’ingresso è consentito soltanto ai partecipanti muniti di Super Green Pass – Vige l’obbligo di indossare la mascherina. Per accedere alla Sala è richiesto abbigliamento formale, per gli uomini giacca e cravatta.

L’agenda Mattarella? Stracciata da Draghi & Co.

Sperticati elogi al discorso d’insediamento del nuovo settennato del Capo dello Stato. Ma dai precari alla povertà alle disuguaglianze, quel che era stato fatto è stato picconato proprio dal governo “benedetto” dal Colle. Dei punti sollevati nel discorso, quelli che riguardano la politica economica mostrano infatti che “l’agenda” non è quasi mai esistita in passato e soprattutto che il governo Draghi ha finito per stracciare anche quel che era stato fatto in quella direzione in precedenza. Clicca qui Virginia Della Sala e Carlo Di Foggia: le distanze tra le parole e la realtà.

Presentata la relazione sui danni da Pfas in Commissione parlamentare.

Dopo decine di audizioni e una missione a Spinetta Marengo. Principale promotore è stato Alberto Zolezzi   membro delle commissioni Ambiente ed Ecomafie. Clicca qui la comunicazione MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati. A questo punto la parola passerebbe al Governo, anzi ripasserebbe perché già l’ex ministro all’ambiente del M5S  aveva disatteso l’impegno di porre LIMITI ZERO AI PFAS, ovvero a eliminare queste sostanze dalla produzione e dall’utilizzo.

Draghi all’assalto dei servizi pubblici locali.

Era atteso da tempo. Faceva parte delle stringenti “condizionalità” richieste dalla Commissione Europea per accedere ai fondi del Next Generation Eu. Era uno degli assi portanti per i quali Draghi è stato definito da Confindustria “l’uomo della necessità”. Era fortemente voluto dalle lobby finanziarie. Ed è arrivato il disegno di legge sulla concorrenza e il mercato. Un nuovo bastimento carico di privatizzazioni. I media mainstream ancora una volta dirottano l’attenzione dalla sostanza del provvedimento, concentrata nell’art. 6: la privatizzazione dei servizi pubblici locali e la definitiva mutazione del ruolo dei Comuni. Continua qui.

Draghi va avanti sulla strada dell’Autonomia Differenziata.

il governo ha inserito nella NADEF (Nota di aggiornamento al DEF Documento Economia Finanze) un DDL per l’attuazione dell’Autonomia Differenziata. La materia inserita addirittura nel Collegato la si sottrae a qualunque dibattito reale nel Paese e alla possibilità di sottoporla poi eventualmente a referendum. In una situazione del Paese che ha visto e vede i disastri della prima regionalizzazione nella sanità, ai quali si è sommata l’incapacità delle Regioni ad assicurare sicurezza nelle scuole e nei trasporti; in una situazione che vede aumentare ogni giorno di più le diseguaglianze tra i territori e all’interno dei territori stessi, dal nord al sud del Paese. Clicca qui la Mozione L’Assemblea Nazionale dei Comitati per il ritiro di ogni Autonomia Differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti.

In Valsusa si estendono le aree di interesse strategico del TAV.

Nuovo attacco del governo al Movimento No Tav e a tutti gli abitanti della Val Susa: La Commissione Trasporti della Camera ha approvato un emendamento presentato da Roberto Rosso, vicepresidente di Forza Italia, che ha l’obiettivo di estendere ad altri sette Comuni la qualifica di aree di interesse strategico per procedere con i lavori del Tav. Clicca qui.

La paralisi del Governo sulle rinnovabili la paghiamo doppio.

In bolletta e con i disastri climatici. Il governo non vuole rinunciare al gas fossile, vuole  mantenere lo status quo o persino strizzare l’occhio al nucleare, all’idrogeno blu e ad altre “false soluzioni”, piuttosto che mettere in discussione gli  interessi delle aziende estrattive come l’Eni.  Questa non è transizione ecologica, è finzione ecologica. Firma qui la petizione.

Per Cingolani gli affari vengono prima della salute dei cittadini.

Per Salvini basta il commento di Vauro. Per Cingolani (che insulta gli ecopacifisti) serve qualche parola in più, indirizzata a Draghi: clicca qui l’Osservatorio sulla transizione ecologica-PNRR. Il presidente del Consiglio Draghi condivide le dichiarazioni del suo ministro per la Transizione ecologica? Il quale anziché dedicarsi anzitutto ai compiti per arrivare a mettere sotto controllo le emissioni climalteranti non trova di meglio che contraddire il risultato del referendum popolare del 2011 che ha bocciato con il 60% dei voti la proposta del governo Berlusconi di reintrodurre il nucleare civile. Per di più era il secondo referendum vinto dal No al nucleare civile, visto che il primo nel 1987 aveva portato alla chiusura di tutte le centrali esistenti in Italia. Se non lo fa Draghi,  spieghi  Grillo a Cingolani che non si va contro un doppio pronunciamento popolare ma che il suo compito  non è tenere bordone alla lobby degli interessi del nucleare e della conservazione nel campo delle politiche innovative nell’ambiente e nell’energia, bensì è dedicarsi seriamente alla transizione ecologica e all’attuazione del PNRR, cercando di seguire le linee della Commissione europea anziché scegliere il ruolo di frenatore e sabotatore.

Cingolani vende fumo. Il ministro e la lobby sono  fuori tempo.

Sostenere il nuovo nucleare – fissione e SMRs – Cingolani non tiene  ben chiaro in mente che servirà ancora qualche decennio perché possa contribuire alla decarbonizzazione. Nel frattempo le rinnovabili continuano la loro corsa e costituiscono una soluzione economica e di rapida implementazione per abbattere le emissioni: senza considerare il contributo dell’idroelettrico, nel 2019 hanno superato il nucleare per elettricità prodotta, raggiungendo in meno di 15 anni – il loro sviluppo su larga scala è iniziato verso il 2007 – quello che il nucleare ha ottenuto in 50. A Cingolani non risulta  quindi chiaro che  è necessario accelerare gli investimenti nelle rinnovabili: la decarbonizzazione non può aspettare. Clicca qui.

Siamo un branco di ambientalisti radical chic, oltranzisti, ideologici.

Caro Cingolani, oltranzista è il modello di sviluppo che ci uccide: il tuo modello.

Raccomandato da Beppe Grillo, il cosiddetto  ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, mette in guardia contro un mondo “pieno di ambientalisti radical chic, oltranzisti, ideologici”. Ci definisce “peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati […] Spero che rimaniate aperti a un confronto non ideologico, che guardiate i numeri”. Il commento di Luca Mercalli clicca qui