Solvay lo chiama “Piano di coltivazione”.

A monte il “piano di coltivazione, a valle  la  “spiaggia caraibica”. 

Progetto Solvay al VIA regionale per lo sfruttamento minerario dell’area Nord della Concessione perpetua di Buriano per l’estrazione del salgemma. Nell’arco di 40-50 anni: perforazione di circa 330 pozzi, messa in formazione dei sondaggi e delle infrastrutture occorrenti, nella fase di recupero di salamoia satura dai pozzi di estrazione. Il progetto ricade nel territorio del Comune di Montecatini Val di Cecina (PI) ed interessa  anche i territori  del  Comune di Volterra (PI).

Fuga di cloro ferragostano a Rosignano Solvay.

Dall’impianto Ipoclorito Inovyn. Solo nel pomeriggio i tecnici Asl del Dipartimento di Prevenzione; sono entrati per le verifiche nello stabilimento a rischio di incidente rilevante. Solo la mattina dopo, non appena appresa la notizia, ARPAT ha contattato il responsabile della Sicurezza che ha rassicurato che il rilascio “di aria” non ha provocato conseguenze per l’ambiente ma solo “irritazioni delle vie respiratorie a tre operatori di una impresa esterna, due dei quali trasferiti in ospedale” ovviamente in via precauzionale”. Solo a settembre si procederà alla verifica dell’esito delle attività di analisi dell’evento incidentale che l’Azienda sta effettuando. Evento ritenuto irrilevante da sindacalisti e ambientalisti locali che neppure l’hanno commentato.

Toscana e Solvay, tumori, Pfas e Commissione Ecomafie.

Il campanello di allarme sulla situazione epidemiologica della fascia costiera livornese, col suo epicentro a Rosignano,  non è più suonato dalla  associazione fondata da Giulio Maccacaro, che a Livorno in passato rappresentò  la storica antagonista di Solvay ma che oggi è stata silenziata da arbitrati legali con la multinazionale belga. E’ infatti muta spettatrice nelle procure di fronte ad una entità oltremodo drammatica di decessi rilevati dal CNR e soprattutto all’interrelazione tra malattie e inquinanti dispersi nell’ambiente dalla Solvay: clicca qui . Eppure è addirittura scattato il  divieto di utilizzo dell’acqua dei pozzi a Rosignano Solvay (clicca qui); mentre la Lega tenta di silenziare Rai 3 Report (clicca qui) ,  dopo il servizio sulla Solvay di Rosignano che ha riacceso i riflettori su una situazione intollerabile dal punto di vista ambientale, giudiziario, sanitario ed economico: clicca qui.  I Cinquestelle replicano con una interrogazione urgente  che reclama la bonifica alla Regione Toscana ma evita di investire  il governo: clicca qui .  Nel mentre però anche l’emergenza PFAS si estende in Toscana: clicca qui ;  come registra la stessa audizione della Commissione Ecomafie: clicca qui .

Luci e ombre di Report.

Report, condotto su RAI 3 da Sigfrido Ranucci, nel servizio su Solvay del 2 dicembre 2019 di Adele Grossi, al quale ho collaborato, può aver deluso se lo si considera concluso e non una prima puntata di una più ampia investigazione, tipica del giornalismo che caratterizza la trasmissione. Aver concentrato, come prologo,  in una unica serata la rappresentazione di tre territori – Alessandria, Livorno e Ferrara – devastati da Solvay, infatti non poteva evitare il rischio di superficialità e inconcludenza  soprattutto per Spinetta Marengo (AL). Qui, infatti, il servizio giocoforza si è limitato per grandi linee a raccontare ai telespettatori più ignari la fotografia della catastrofe sanitaria e ambientale, marcando dunque due grandi limiti di visibilità. Il primo riguarda il tragico passato: non sono emerse le responsabilità di coloro che hanno provocato il disastro, eppure esse hanno nomi cognomi precisi che per 50 anni chi scrive [1] ha, urbi et orbi su giornali e libri,  denunciato e documentato (e incassato rappresaglie), responsabilità di morti  e malattie – passate e future –  che vanno oltre Montedison/Solvay e che investono direttamente sindacati, magistratura, arpa, asl, comune, provincia e regione. Il secondo limite della trasmissione, che deriva dal primo ma che è fondamentale, concerne il tragico futuro: è un dovere etico e morale, anche dei giornalisti di Report, non solo del sottoscritto, scongiurare nuove  criminali azioni  volte a incrementare inquinamento e morti. Il buco giornalistico non dubito che verrà con urgenza colmato scovando l’Indagine epidemiologica che Solvay riesce a nascondere nei cassetti della Regione, e tramite una documentata denuncia del tentativo in corso di Solvay Speciality Polimers Italy  di far approvare dalla Provincia di Alessandria l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale per  “Estensione della produzione ed uso di cC6O4” nello stabilimento di Spinetta Marengo. Questa operazione Solvay sta cercando di concretizzare da un lato  ricattando con minacce di licenziamenti  il silenzio-assenso dei sindacati, dall’altro cercando di opporre un fantomatico “segreto industriale” ovvero chiedendo alla Provincia di censurare sulla richiesta di AIA, con 56 omissis, informazioni essenziali che ci consentirebbero  la valutazione dei potenziali effetti ambientali del cancerogeno C6O4 soprattutto per quanto riguarda il quadro emissivo. Addirittura Solvay chiede e ottiene dalla  Provincia, complici  Regione e Comune, di allontanare dalla Conferenza dei Servizi il rappresentante di Legambiente nazionale onde  occultare i drammatici dati Arpa. Stante questo scandalo, è stato annunciato esposto anche alla Procura di Vicenza dove è avviato il processo Miteni (fornitrice di Solvay) sulla catastrofe ecosanitaria in Veneto procurata dai PFAS, di cui appunto il  C6O4. [2]. Su questo pericoloso scandalo, con ricadute nazionali, attendiamo, a breve, la prossima puntata di Report. Al quale si chiede  il ruolo di investigatore, non certo di comminare sentenze: queste competono ai tribunali che, ahinoi, come confermerà prossimamente la Cassazione, per l’avvelenamento doloso delle falde di Alessandria assolvono gli imputati principali dei reati più gravi e per i reati minori condannano i piccoli imputati a lievi pene in prescrizione.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

[1] “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

      “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”

[2] Comunicato stampa 19/11/19 del “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”. Clicca qui.

[Nota]. I PFAS-PFOA-C6O4 sono oggi una emergenza ecologica nazionale. Il C6O4, Pfas a catena corta, nei nostri esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria (e a tutte le Istituzioni locali e nazionali)  già dieci anni fa era  stato additato, presente nel sangue,  come sospetto cancerogeno in sostituzione del PFOA contro il quale avevamo lanciato una campagna nazionale che ne aveva decretato la scomparsa nella lavorazione dello stabilimento di Spinetta Marengo.  Ma non nelle acque e nel sangue dei lavoratori e dei cittadini, ancora oggi privati di ogni tutela Asl Arpa!

Per le  responsabilità storiche dell’Arpa, ad esempio, si possono consultare, nella colonna “Argomenti” del Sito www.rete-ambientalista.it,  102 “post”  alla voce “Arpa” ovvero 24 “post”  alla voce “Maffiotti”; a tacere dei quasi 400 “post” alla voce “Solvay”.

Sotto processo, in tribunale e TV, Miteni in Veneto e Solvay in Piemonte e Toscana.

Report, il programma che ha fatto la storia nell’ambito del giornalismo investigativo in tv.  Sigfrido Ranucci e la squadra di Report, lunedì 2 dicembre su RAI 3 ore 21,20 ancora una volta in prima fila con un servizio alla realizzazione del quale abbiamo attivamente collaborato…

… i Pfoa e C6O4 scaricati nei fiumi e Spinetta Marengo (Alessandria): clicca qui;

… il mercurio scaricato in mare a Rosignano (Livorno): clicca qui.

A Livorno una nuova associazione ambientalista soppianta la vecchia.

L’Altritalia Ambiente è una associazione che per autodefinizione  “sposa le teorie dell’ambientalismo moderno, ragionevole, realizzabile e accettabile da una società oramai abituata all’opulenza e ai benefici tipici di una civiltà industriale”, ma che gli ambientalisti definiscono filo industriale ovvero ispirata dalle industrie. In questa o quell’altra veste, ha organizzato una ammucchiata di organizzatori (Solvay spalleggiata dalle consorelle Ineos e Inovyn e Confindustria, dal  comune di Rosignano Marittimo, e dall’Università di Pisa) in un convegno destinato agli studenti arruolati come soldatini. Il titolo del convegno dice tutto:  “La chimica moderna tra sostenibilità e pregiudizio.” Il pregiudizio ovviamente è degli ambientalisti veri, gli antimoderni. Tra questi vi era in passato Maurizio Marchi  che ci auguriamo rompa il lungo silenzio seguito al colpo di spugna della querela. Nel frattempo ospitiamo la segnalazione con il commento di un ex iscritto della sua associazione: Clicca qui.

Indagine epidemiologica a Rosignano Solvay.

Passa in Consiglio la mozione di “Rosignano nel Cuore” e “M5s” sulla realizzazione di uno studio epidemiologico nel Comune di Rosignano Marittimo: clicca qui.

Neppure  esulta   “Avvocatura democratica” alias “Medicina democratica”  silenziata dalla conciliazione con Solvay.  Clicca qui.

Eppure la situazione di inquinamento è questa:  

Ascanio  Bernardeschi:  Nel silenzio degli ambientalisti, la Solvay depreda quasi gratuitamente le risorse del territorio e inquina ma le istituzioni locali e regionali a guida Pd le stendono tappeti di velluto. Clicca qui.

Patrizia Chimera:   In Toscana ci sono delle spiagge bianche che potrebbero far pensare ai Caraibi, ma che in realtà sono così a causa dell’inquinamento. Clicca qui.

Spiagge tropicali a Rosignano e marachelle della Solvay all’estero.

Intervista a Maurizio Marchi sulle “spiagge bianche”, leggi: scarichi, da parte di due giornaliste della TV francese France 2. Nei prossimi giorni ci sarà l’Agenzie France Presse. Questo interesse francese per Rosignano è stato scatenato da un Twitt. Clicca qui la prima parte della ricerca di Marchi sulle… Marachelle della Solvay all’estero. Clicca qui un video con Lino Balza.

Spiaggia libera sugli scarichi di Rosignano

Gravissimi illeciti ambientali: Solvay sotto la lente.

Estesa contaminazione dei terreni e delle acque sotterranee con arsenico, mercurio e altre sostanze chimiche che possono nuocere ai lavoratori esposti ai vapori, ma anche ai pozzi delle abitazioni a ridosso del sito industriale di Rosignano, oltre che al mare antistante le Spiagge Bianche e alle acque del fiume Fine. Le indagini sono scaturite da una serie di esposti e denunce presentati da lavoratori e cittadini, in particolare storicamente dalla Sezione di Medicina democratica… per paradosso infine oggetto di querela per diffamazione a mezzo stampa. Clicca qui la relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate.

Solvay avvelena le falde sotterranee.

Per Spinetta Marengo (Alessandria) riprenderà il 6 giugno il processo in Corte di Assise d’Appello a Torino (clicca qui la memoria di Lino Balza). Per Rosignano Solvay (Livorno) la Relazione parlamentare e i Noe sono drastici: nessuna bonifica. (clicca qui Maurizio Marchi). Per entrambe le aree inquinate, le cosiddette “barriere idrauliche” sono palliativi di vere e costose bonifiche.

Una Toscana all’idrogeno, senza la geotermia, aprire i polmoni e la buona economia.

Maurizio Marchi: “Chiudere da subito in 7 anni tutte le centrali a cominciare da quelle più inquinanti ed obsolete. Contemporaneamente le aree delle ex centrali dopo bonifica dovranno essere convertite a fotovoltaico ed eolico, con ciò mantenendo un equilibrio tra potenza e bisogni elettrici. Reimpiego dei lavoratori metalmeccanici licenziati nel 2015. Assunzione di nuova e qualificata forza lavoro. Spinta al rilancio delle Acciaierie di Piombino. Conversione della ex centrale di Piombino convertita in un polo per la produzione di idrogeno per elettrolisi dall’acqua di mare, affiancato da una centrale elettrica a idrogeno. Idem per la Edison di Piombino, Solvay-Engie di Rosignano, ENI Livorno, Edison Porcari, di Enel Cavriglia (AR).” Clicca qui.

Il business dei rifiuti tossici della Solvay.

Guadagna due volte: vende il bicarbonato “vergine” agli inceneritori, e lo riprende inquinato. Presenta un progetto di raddoppio dell’impianto per trattamento dei prodotti sodici derivanti dal trattamento dei fumi degli inceneritori, delle centrali elettriche a carbone, degli impianti siderurgici e di altre attività ad elevato impatto. La Sezione di Medicina democratica di Livorno chiede la Valutazione di impatto ambientale: “I rifiuti contengono elevate contaminazioni di metalli pesanti e microinquinanti organici (tra cui possibili diossine e furani), nel caso dei residui delle centrali a carbone e degli inceneritori con il rischio di singole partite con radioattività” (continua)

Solvay, pesci morti lungo le Spiagge Bianche della Toscana: la procura indaga sugli sversamenti di ammoniaca.

L’ammoniaca è solo l’ultima faccia di un quadro di inquinamento della cittadina toscana, identificata già nel 1999 dall’Organizzazione mondiale della sanità come “area ad alta priorità per l’inquinamento nel Mediterraneo”. Eppure ancora nel 2013, dopo quattro anni di indagini, la Procura di Livorno ha accertato lo scarico illecito di fanghi da parte di Solvay nell’area delle spiagge bianche attraverso “un sistema di scarichi non mappati che permettevano all’azienda di diluire sostanze come mercurio, piombo, selenio e fenoli vari.
Clicca qui il Fatto Quotidiano

Solvay querela Medicina democratica.

Nell’atto di citazione si apprende “il passato turbolento di Medicina democratica non nuova ad attacchi mediatici a danno di Solvay sempre al limite della legalità, in base ad una concezione della libertà di espressione assoluta e talebana“. Si scopre che, invece, la multinazionale belga sarebbe “agli occhi del pubblico, eccellenza dell’imprenditoria, fucina di posti di lavoro e di benessere per il territorio massimamente rispettato come ambiente e salute“. Infatti basta rileggersi (clicca qui) la “cronostoria degli incidenti e impatti rilevanti sulla salute dei lavoratori e della popolazione“. Oppure su Google digitare “Caraibi a Rosignano Solvay“. Il cesellatore della citazione per Rosignano è sempre l’avv. prof. Giulio Ponzanelli che al processo di Alessandria ci gratificò di una memorabile arringa, dal titolo “Neanche una lira di risarcimento a nessuno“, che potete rileggere su “Ambiente Delitto Perfetto“.

Solvay, non ci sono solo Bussi e Spinetta, c’è anche Rosignano.

Maurizio Marchi da Livorno ricorda ” A noi Seveso ci fa un baffo …. le bonifiche si rimandano sine die” e ci aggiorna la cronostoria (clicca qui) degli incidenti e impatti rilevanti sulla salute dei lavoratori e della popolazione.

Medicina democratica denuncia le speculazioni dell’era Renzi-Merkel relative al contestatissimo rigassificatore off-shore al lago della costa pisano-livornese. Edison intanto prova a fare il suo rigassificatore.
Clicca qui Il Manifesto “Grandi opere inutili. Medicina democratica denuncia: fermo il rigassificatore? Paga lo Stato”.

l’acqua è la vittima privilegiata della solvay

Irresponsabilità assoluta della multinazionale belga, che ha spremuto la spugna fino all’ultima goccia, ma anche (o soprattutto) delle istituzioni tutte, dai comuni alla Regione ai ministeri e ai sindacati, che hanno chiuso occhi e orecchi su quanto stava accadendo da decenni. Clicca qui.
L’acqua è la vittima privilegiata della Solvay, come ben sanno le falde sotto Spinetta Marengo.

La Solvay di Rosignano una Realtà Economica Marginale e Controproducente per l’Ambiente e la Popolazione

Maurizio Marchi, referente di Medicina Democratica a Livorno, ci ha segnalato che da qualche mese è consultabile il Rapporto redatto dall’Università di Pisa sulla Solvay di Rosignano
 (http://www-dse.ec.unipi.it/persone/docenti/luzzati/rosignano/rosignano.htm).

Il Rapporto, nonostante avesse come scopo dichiarato quello di tracciare un quadro organico capace di garantire una coesistenza duratura dell’azienda con il territorio, ha visto la scarsa collaborazione della multinazionale belga.
Addirittura pare che l’Azienda abbia diffidato gli autori a divulgare i dati forniti dall’Osservatorio dell’Accordo di Programma Solvay ritardando, così, la pubblicazione del documento.
La Relazione approfondisce molte questioni del rapporto tra uso delle risorse naturali del territorio ed impatto ambientale da una parte, e valore aggiunto ed occupazione apportati dall’altra.
Ne risultano conclusioni sorprendenti: il contributo al valore aggiunto complessivo che ricade sul territorio è del 1-2 % dell’intero valore aggiunto di tutte le attività presenti sul territorio stesso. Mentre il contributo all’occupazione complessiva è del 2-4%.
Percentuali molto modeste, che fanno della Solvay una realtà economica marginale e tendenzialmente controproducente specie se si rapportano i modesti risultati economici al prelievo di risorse, all’impatto ambientale e all’esposizione della popolazione all’alto rischio di incidente rilevante.
Prendendo spunto da questo studio si possono fare alcune considerazioni sulla Solvay Solexis di Spinetta Marengo.
Il contributo all’occupazione è di circa 0,9%.
Un dato ottimistico che si ottiene partendo dal presupposto che i dipendenti, poco più di 800 (vedi Il Piccolo del 18 dicembre 2009), siano tutti residenti nel comune di Alessandria (circa 94.200 abitanti) e non anche in altri comuni.
Un discorso diametralmente opposto può essere fatto in merito all’impatto ambientale e all’esposizione della popolazione all’alto rischio di incidente rilevante.
Sarebbe interessante che qualche Università conducesse sulla Solvay di Spinetta Marengo uno studio analogo a quello condotto sulla Solvay di Rosignano.
L’Ateneo non dovrebbe avere alcuna relazione con la multinazionale belga altrimenti i dati ottenuti non avrebbero alcun valore proprio come per il “Progetto L.IN.F.A.” la cui inattendibilità è stata dimostrata dagli eventi che si sono succeduti dal maggio 2008.

Solvay Promotrice di un Rigassificatore a Rosignano

Come precedentemente annunciato, ieri si è tenuta un assemblea pubblica (comunicato stampa, clicca qui) per valutare le opportunità e i rischi derivanti dalla realizzazione di un Impianto di Rigassificazione a Rosignano (Li).
Solvay, insieme a Edison e BP, è la promotrice del progetto.
Il Rigassificatore, sorgerà proprio all’interno dello stabilimento Solvay.
Oltre alla realizzazione dell’ Impianto è previsto anche l’allungamento di 400 metri dell’esistente Pontile Solvada, attualmente di 1800 metri, per l’attracco delle navi gasiere. Approderà una nave metaniera ogni quattro giorni che stazionerà all’incirca 16 ore, tempo necessario per scaricare il gas liquido.

Rigassificatore e Partecipazione Popolare

Medicina Democratica e il “Comitato per la Consultazione popolare sul terminale gas di Rosignano” promuovono per lunedi 8 marzo ore 21
presso la sala di Piazza del Mercato a Rosignano un’assemblea pubblica sul tema
“Rigassificatore Edison: opportunità o rischi ? Su tutto la partecipazione popolare”.

Si affronterà la questione da vari punti di vista: ambientale, economica, legale.
Interverranno tre professori dell’Università di Pisa, Tommaso Luzzati, Bruno Cheli e l’ingegner Mario Martelli: i primi due estensori del recente “Rapporto sulle ricadute economiche, sociali, ambientali della Solvay in Val di Cecina”, il terzo docente alla facoltà di ingegneria che tratterà questioni tecniche legate al gas e ai rigassificatori.
Interverrà anche l’ex-Difensore Civico del Comune di Rosignano, avvocato Bruno Neri, che nel 2005 ammise il referendum propositivo promosso dal Comitato con il supporto di 1400 firme di cittadini, poi bloccato dal TAR su ricorso di Edison e della destra locale.
Interverrà infine una delegazione del Comitato Noffshore di Livorno, anche in prepazione della MANIFESTAZIONE PROVINCIALE CONTRO I RIGASSIFICATORI, in programma per sabato 20 marzo a Livorno.

Rosignano Solvay: Un altro Disastro Ambientale

La spiaggia bianca di Rosignano Solvay è una zona che si estende per circa mezzo chilometro e in cui vige il divieto di balneazione.

Il Fosso Bianco, artefice di questo improbabile paesaggio, è un rivo artificiale per mezzo del quale la Solvay scarica le sue acque reflue in mare.


Le schiume e gli scarichi di materiali calcarei non sono che l’aspetto più appariscente. Il mercurio,l’elemento tossico che caratterizza il caso Rosignano, è ancora quasi tutto nei sedimenti marini, e ritorna in circolo con le mareggiate, i pesci e il calore solare.
Studi del CNR di Livorno ne hanno evidenziato la presenza in mare,nelle sabbie carbonatiche, fino a 6 km dalla costa
.
Pertanto il divieto di balneazione che si estende solo per mezzo chilometro risulta insufficiente.
Il mercurio proviene dagli impianti Solvay come componente della Vecchia tecnologia dell’elettrolisi con celle a mercurio per la produzione di cloro.
La Commissione europea per la protezione del nord-est Atlantico (OSPAR) ha disposto, ormai da anni, la chiusura degli impianti cloro-soda con celle a mercurio in Europa entro il 2010.
A detta dell’azienda il 5 maggio 2007,nell’ambito del Progetto Leonardo (in onore di Leonardo Da Vinci), è stata definitivamente fermata la sala celle a mercurio ed è entrata in funzione la nuova sala celle “a membrana”. Sempre secondo Solvay il Progetto porterà alla progressiva eliminazione del mercurio dai processi produttivi dell’Elettrolisi di Rosignano.
Il mercurio si accumula nella catena alimentare ed arriva all’uomo prevalentemente sotto forma di Metilmercurio; gli organi bersaglio sono il rene ed il sistema nervoso centrale, ma colpisce anche altri organi. Le intossicazioni acute da mercurio possono provocare lesioni polmonari, nefrite, stomatite ulcerosa, ecc. L’intossicazione cronica può portare ad alterazioni della personalità, irritabilità, Insonnia, tremore, ansietà, alterazione della PAROLA. Nelle donne in gravidanza può generare alterazioni del feto che si traducono in figli affetti da una malattia simile alla paralisi cerebrale, compromissioni uditive e visive e aberrazioni cromosomiche.
I dati ufficiali riportano che a Rosignano dal 1939 al 1976 siano state scaricate a mare 14 tonnellate all’anno di mercurio. Pare che dal 1976 in poi la quantità scaricata sia scesa a 600kg all’anno. Ricercatori del CNR di Pisa hanno approssimativamente calcolato che sul fondo del mare lungo questo tratto di costa vi siano accumulate poco meno di 400 tonnellate di mercurio.

Notare come il colore del mare sia innaturale in prossimità della fabbrica.

La Solvay di Rosignano è stata soggetta a una procedura, durata ben 11 anni, che ha messo sotto osservazione gli impianti Cloro, Etilene e Acqua Ossigenata al termine della quale l’azienda stessa è stata classificata ad “alto rischio d’incidente rilevante” (ai sensi del DPR 175/88) solo per l’impianto Cloro.
Nella storia di Rosignano si contano numerose fughe di cloro, la AUSL locale ne conta 10 avvenute tra il 1973 e il 1990, i sindacati ne ricordano una in più, mentre gli abitanti circa il doppio. Il 13 Agosto 1987 la fuoriuscita di 40kg di cloro determinò una situazione ad alto rischio per la popolazione, che per fortuna venne scongiurata dal forte vento di quella giornata che disperse il gas.

La Solvay preleva l’acqua dai Fiumi Cecina e Fine, con gravi conseguenze sulla riserva idrica della zona, che si vede costretta a razionare l’acqua. Preleva infatti circa 41 milioni di metri cubi l’anno, pari alla quantità utilizzata da tutta la provincia di Livorno (turisti compresi).

I continui prelievi di salgemma, da parte dell’azienda, espongono gli abitanti di Saline al pericolo che si possa verificare un episodio analogo a quello accaduto a Belvedere di Spinello (Calabria) nel 1984.
Qui gli eccessivi prelievi, in un cantiere minerario, provocarono un disastroso collasso con la conseguente espulsione catastrofica di almeno 1.500.000 m3 di salamoia con gravi ripercussioni per l’ambiente e per l’agricoltura.
I timori si rafforzano, dal momento che a Saline è situata una industria chimica, Altair Chimica, di dimensioni medio piccole, ma caratterizzata da impianti ad elevata pericolosità che rendono il sito particolarmente sensibile.

Pare che la politica di Solvay rispetto a questo problema sia stata piuttosto spregiudicata. Per non fornire punti di riferimento certi ed elementi tangibili delle conseguenze del fenomeno, l’azienda ha provveduto all’abbattimento di tutte le costruzioni all’interno delle concessioni. E’ così che sono andati perduti molti antichi poderi delle campagne del Volterrano. L’azienda tende a rilevare, pagandoli cifre cospicue, i fabbricati, che hanno subito le lesioni più gravi, fuori e dentro le concessioni, in modo tale da occultare le conseguenze più evidenti del dissesto e cercando di dividere il fronte dei cittadini che protestano.
I risultati delle indagini geofisiche e geognostiche condotte dall’azienda all’interno delle concessioni, non sono mai stati resi pubblici per improbabili ragioni di concorrenza industriale. Lo sfruttamento delle proprie concessioni gli è assicurato in perpetuo dallo Stato Italiano e dunque non esiste rischio di concorrenza. Tale documentazione potrebbe invece mettere in evidenza gli effetti nel sottosuolo della coltivazione col sistema a pozzi multipli ed essere eventualmente di aiuto per prevenire possibili situazioni di rischio dentro e fuori le concessioni minerarie. La sicurezza passa, però, in secondo piano di fronte alle nobili ragioni del Mercato, anche quando sono palesemente inconsistenti e pretestuose.
Infine pare che la rete pubblica di livellazione che esegue il monitoraggio della subsidenza sia sotto la responsabilità di un eminente professore del C.N.R., il quale risulterebbe al tempo stesso il principale consulente tecnico di Solvay nella zona.

Il rischio ambientale appare, quindi, nel complesso elevato, nonostante le autorità sanitarie e della protezione ambientale della zona tendano a minimizzare: i tecnici ARPAT hanno archiviato molte morie di pesci avvenute in questo tratto di mare con la formula grottesca di “morti per cause naturali”.
La fabbrica ha sempre goduto del sostegno di categorie teoricamente indipendenti, come gli organi di stampa , i media e i politici locali, attenti a non far mai accelerare un processo di dismissione che facesse precipitare le trattative favorevoli al colosso belga.
Come spesso avviene per le industrie chimiche anche nel caso degli impianti Solvay di Rosignano la contaminazione ambientale sembra essere lo scotto da pagare in cambio dei posti di lavoro.

Solvay: Depositi illeciti

Altre incriminazioni per discariche non autorizzate vanno a incrementare i già ben noti guai giudiziari della Solvay.

La Guardia di Finanza ha sequestro all’interno degli stabilimenti della Società “SOLVAY CHIMICA ITALIA S.P.A” in località Rosignano Solvay, alcuni cumuli di rilevanti dimensioni costituiti da rifiuti prodotti da processi lavorativi e vasche di calma, nei quali sono stati rinvenuti residuidi fabbricazione di carbonati di sodio, solfato di calcio inquinato da sabbia, nonché rocce di scavo, quantificati in circa 16.000 tonnellate. Da qui la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziariadi due responsabili per la previsione dell’art. 256 del D.Lgs. 152/06.

Il Consuntivo attività Reparto operativo aeronavale Guardia di Finanza Livorno, dove è riportata la notizia, è visualizzabile cliccando qui