Nel 2022 Referendum sulla chiusura degli impianti Solvay di Spinetta Marengo.

Nel 2022 dovrà essere rinnovata l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale alla Solvay e si terranno le elezioni comunali: il Sindaco potrà inserire quale punto programmatico qualificante il procedimento di azzeramento delle emissioni cancerogene acqua suolo aria  prodotte dal Polo Chimico in ogni matrice ambientale ed in particolare quindi del cloroformio e del cocktail di sostanze che fuoriuscendo dai camini e dai 15.000 punti di “emissioni fuggitive” dello stabilimento si disperdono nell’atmosfera di Spinetta. Se il sindaco –massima autorità sanitaria locale- se ne asterrà, il Referendum popolare sancirà la “campagna di voto contro” i Partiti che sostengono la Giunta di Gianfranco Cuttica.

Clicca qui una riflessione di Claudio Lombardi,  assessore all’Ambiente 2013-2017.       

L’Asl allarma per il cloroformio, il sindaco è tranquillo.

Per il sindaco, contro il cloroformio basta la mascherina.

L’Asl allarma per il cloroformio, il sindaco è tranquillo. Tanto Cuttica vive a Cassine nel palazzo nobiliare di famiglia: “Sì, anche se in certi saloni non entro mai: troppo grandi, troppo costosi da scaldare in inverno”. Dal cucinino della servitù in cui raccoglie la famigliola, ad Alessandria ci viene il meno possibile a fare il sindaco nel modesto Palazzo Rosso del municipio, e lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo lo vede da lontano passando per la tangenziale. Gli giungono gli echi degli abitanti che l’acqua devono acquistarla al supermercato ma dell’aria inquinata non possono farne a meno. Il codino, che indossa da genuino aristocratico, non si scompone quando gli riferiscono che i medici del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl (quoque tu ASL già con Arpa fedele cortigiana del Comune!) allarmano di intervenire con urgenza per i rilasci del cancerogeno cloroformio della Solvay.

Ebbene, Gianfranco Cuttica di Revigliasco (ramo di Cassine però) insegnava e studia tuttora storia medievale, e di medicina e di chimica conosce abbastanza le numerose  tracce che gli alchimisti hanno lasciato nella storia dell’arte, mentre di cloroformio o pfas o perfluoroisobutilene preferirebbe non ingombrarsi l’intelletto. Lo sbalordiscono quando gli rammentano che lui pur rappresenta la massima autorità sanitaria comunale, e così è costretto a rilasciare una promulgazione pluralis maiestatis agli “annalisti”, cioè una dichiarazione ai giornalisti: “I dati emersi dalla lettera Asl sono estremamente da studiare e approfondire. Continuiamo a seguire attentamente la situazione insieme agli altri enti preposti alla tutela per indicare i correttivi necessari”.

Vale a dire: chiedere a lui la chiusura degli impianti Solvay (come stanno insistendo Greenpeace, Legambiente, Comitato Stop Solvay, FridaysForFuture eccetera, e pure l’ONU gli hanno detto, medici e scienziati nazionali e internazionali, perfino la CGIL, qualche politico) è come chiedergli di  dichiarare guerra ai marchesi di Revigliasco (ramo Romagnano).  Infatti, a Cassine nella grande quadreria degli antenati, ha aggiunto agli stemmi araldici il blasone di Alberto da Giussano: lo stesso che come spilla in argento 925  esibisce orgoglioso sul bavero della giacca. “Leghista eclettico” ama definirsi, ma  pur sempre leghista della prima ora, dunque sodale con i leghisti di  Provincia e Regione  conniventi con Solvay, rispettivamente nel rilasciare l’AIA autorizzazione integrata ambientale ai cancerogeni Pfas e nell’omettere controlli ambientali, monitoraggi sanitari e studi epidemiologici. Nascosto sotto il loro Carroccio, a vicenda novelli alleati della “Compagnia della Morte”, perciò Egli esprime l’aristocratica tranquillità di Alberto che nella leggenda avrebbe sconfitto Federico Barbarossa.

Gli odierni barbarossa non pretendono di assediare e incendiare la “Città della paglia”, si accontentano… di asportare un polo ad alto rischio chimico e di catastrofe industriale collocato nel bel mezzo delle case del maggiore sobborgo di Alessandria. Tu pensa, lettore, un corpo dilaniato la cui unica possibilità di sopravvivenza è amputare l’arto in cancrena che lo infetta irrimediabilmente. Tu pensa un territorio cancerogenizzato  per terra acqua  aria che non può nemmeno più sperare in una bonifica ma, amputando il primario maligno, che almeno si riesca a  bloccargli la metastasi: restituire la salute e  resuscitare i morti non è possibile, ma impedire migliaia di future vittime lo è. “La integrale bonifica” fu, durante il processo concluso con condanna in Cassazione, addirittura dichiarata “praticamente irrealizzabile” dallo stesso ISPRA Istituto superiore protezione e ricerca ambientale, accontentandosi di quantificare per lo Stato un anticipo di 100milioni di euro di risarcimento danni (mai pagati). D’altronde una  autentica bonifica del disastroso regresso di milioni di metri cubi di veleni sversanti sulle falde, nonchè una “emissione zero inquinanti” dagli attuali impianti colabrodo dei fluoropolimeri, insomma il passato e il presente non saranno mai nel budget degli azionisti della multinazionale belga. Domandargliele è tempo perso, pretenderle equivale a chiedere a magistrati e amministratori la chiusura. In proposito, ci penserà il Referendum a sancire la volontà popolare e a sanzionare i partiti.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Clicca qui la Scheda delle emissioni inquinanti e il commento.

–>(4) Solvay difende la propria immagine pubblica.


Solvay ha a cuore la comunità

Solvay non ha argomenti per controbattere le drammatiche risultanze scientifiche, e non può certo affidarsi alle competenze di chi dirige la Conferenza dei servizi agli ordini della connivente Provincia, salvo esporsi al ridicolo (clicca qui).

Ilham Kadri, amministratrice delegata di Solvay, ha ordinato all’amministratore delegato di Solvay Italia, Marco Colatarci, di impegnarsi personalmente col mecenatismo, perciò mette mano al portafoglio  (un “investimento” di 75mila euro) e si affida  alle compiacenze dei giornali per dare “grande” risalto all’immagine del colosso chimico. Solvay  finanzia due borse di studio, in supporto al Clinical Trial Center dell’Azienda ospedaliera di Alessandria, per avviare la piattaforma digitale  delle “medical humanities”, ovvero l’innovativo percorso di cura che, in sintesi, si basa prevalentemente sul dialogo tra paziente e medico. Insomma telemedicina, applicazione della medicina narrativa come pratica di intervento. Il sindaco Gianfranco Cuttica partecipa alla sponsorizzazione ed esalta la capacità di Solvay di rapportarsi positivamente con il territorio: “Grazie o Solvay, è bello che le aziende sposino così il territorio”. Colatarci di rimando“Siamo convinti che questa è la strada giusta per lo sviluppo del sistema sociale”. Clicca qui

Considerate le disponibilità finanziarie (Solvay fattura 10 miliardi l’anno, Spinetta da sola quasi 1 miliardo) il mecenatismo non finisce qui. Altro ritorno di immagine: 100mila euro sono  investiti, pardon donati, per la realizzazione del centro vaccinale covid dell’ex caserma Valfrè. Giornalisti, fotografi, cineoperatori e politici ad applaudire il country manager Colatarci: “Siamo una coralità, una realizzata  comunità di intenti tra pubblico e privato”. Come si suol dire: siamo tutti sulla stessa barca. Infatti nella celebrazione non viene detto ma è sottinteso: Se ci bloccate il C6O4 altri soldi ve li potete scordare.

Chi (Comitato Stop Solvay) fustiga affinchè Solvay usi i soldi per finanziare uno screening sanitario della popolazione, finge  ingenuità : non è una questione di soldi, sarebbe autolesionismo.

Il Comune (con Arpa) obbliga Solvay a pagare la bonifica.

No, non si tratta di Cuttica (con Maffiotti) sindaco leghista di Alessandria, bensì di Tiziano Tagliani (con Giuseppe Bortone) sindaco piddino di Ferrara. Una sentenza (clicca qui) molto importante per la tutela dell’Ambiente che conferma l’efficacia della sinergia tra azioni tecnico scientifiche e giuridiche. E soprattutto l’efficacia della sinergia fra Comune e Arpa, anche ad Alessandria vi è questa sinergia… ma purtroppo a favore di Solvay.

Vallebormidapulita. Mancava solo il sindaco di Alessandria.

All’incontro (clicca qui) organizzato dal sindaco di Castellazzo Bormida,  Gianfranco Ferraris, tra i Sindaci della Valle Bormida alessandrina  (Ponti, Strevi, Cassine, Rivalta Bormida, Castelnuovo Bormida, Castelspina, Sezzadio, Borgoratto). Nel prossimo incontro, in casa propria, Gianfranco Cuttica porterà, crediamo, anche la tematica dell’inquinamento PFOA in Bormida e nelle falde (clicca qui).

La sicurezza al primo posto.

Nella foto di repertorio, coadiuvato dal futuro capogruppo Lega alla Camera (Riccardo Molinari) e dal futuro sindaco di Alessandria (Gianfranco Cuttica), il futuro esperto per la sicurezza nazionale Matteo Salvini insegna ai dirigenti Solvay come si tiene in sicurezza la fabbrica di Spinetta Marengo. Il direttore Stefano Bigini gli mostra il libro “Ambiente Delitto Perfetto”, prefazione di Giorgio Nebbia (che nessuno dei presenti mostra di conoscere). Il capo del personale Paolo Bessone gli chiede l’espulsione dall’Italia degli autori Barbara Tartaglione e Lino Balza.    

I pannelli “assorbenti lo smog” della Michelin: una bufala.

I pannelli “assorbenti lo smog” della Michelin sono una bufala? Probabilmente sì. Come le “famose” asfaltature antismog. Nella migliore delle ipotesi sono un palliativo (della forza dei blocchi del traffico). Secondo Michelin, ogni “pannello mangia polveri sottili” ridurrebbe del 30% PM10 e biossidi di azoto in un raggio di 50 metri. Se è una iniziativa gratuita della Michelin: meglio di niente. Invece il sindaco (nella fattispecie: di Alessandria) , se ha i soldi, li spenda per piantare alberi, la cui efficacia è garantita. Soprattutto realizzi l’isola pedonale integrale: l’unico provvedimento efficiente per ridurre drasticamente lo smog. Non regali soldi alla Michelin. Non truffi la gente. Ascolti il primario pneumologo Gabriele Ferretti: durante i “picchi di inquinamento” i tassi di mortalità aumentano del 6-7%.

Da “sindaco per caso” a “sindaco a sua insaputa”.

Cuttica alla mostra “C’era una volta Cascinagrossa”

E’ il rischio che corre chi non si aspettava di essere eletto sindaco di Alessandria e che non sa che il suo compito è affrontare la più importante emergenza ambientale e sanitaria: la Fraschetta (Cascinagrossa è nella Fraschetta).

Ad Alessandria nessun parente raccomandato. Solo gli amici?

Il primissimo atto del neo sindaco di Alessandria è stata la delibera d’urgenza contro i mendicati. Il secondo la delibera: “Nessun affine, nessun parente fino al secondo grado legato ad un componente dell’amministrazione comunale potrà essere nominato dal sindaco nelle partecipate del Comune”. Se le nomine le fa, ad esempio, il presidente della conferenza capigruppo, sono ammesse. Sono ammesse le parentele tra consiglieri e assessori. Nessun problema per gli amici e gli amici degli amici.

Clicca qui Antonella Mariotti “Il veto di Cuttica ai parenti imbucati nelle partecipate”

Iniziativa per inserire l’area Solvay di Spinetta Marengo tra i siti di interesse nazionale.

I SIN rappresentano aree contaminate molto estese classificate più pericolose dallo Stato Italiano e che necessitano di bonifica. Medicina democratica ha chiesto, e rinnova la richiesta al neo sindaco di Alessandria, di promuovere un Comitato scientifico internazionale considerata la complessità degli interventi di bonifica non gestibile a livello locale, preso atto delle richieste del Ministero dell’Ambiente nel processo e a maggior ragione dopo la sentenza in Corte di Assise. Alessandria sta pagando in salute l’inerzia del Comune: le bonifiche costano mediamente tra 450 mila a 1 milione di euro per ogni ettaro inquinato, pressoché tutti stanziati dai fondi statali, mentre i privati, oltre alle prescrizioni penali, finiscono per godere anche delle prescrizioni economiche. Solvay ha dimostrato di non volersi assolutamente impegnare.

Decide l’astensione: la sindaco bocciata per non aver affrontato l’emergenza sanitaria ambientale più importante. E il neo sindaco la conosce?

In due raggiungono il 40% dei voti

Le proposte elaborate da Medicina democratica sono sempre a disposizione su come affrontare concretamente l’emergenza Solvay. I numeri elettorali parlano chiaro (continua)

Clicca qui Pennatagliente “Chi vince chi perde nel gioco delle tre carte”
Clicca qui Corriereal “Elezioni Alessandria: chi vince chi perde nel gioco delle tre carte”