Solvay inquina grazie a complicità e connivenze.

Assai pochi, fra i nostri 23mila utenti della Rete ambientalista, conoscono l’esistenza de Il Piccolo di Alessandria. Anche gli alessandrini lo conoscono sempre meno. Soffocate le valide eccezioni in redazione, appare il tipico esemplare -da manuale- di disinformazione e censura giornalistica. Non è sempre stato così in tempi lontani. Guardiamo al futuro: al vaglio il nuovo direttore. Chi non crede, legga attentamente questa pagina del bisettimanale che (pur non presente!) riferisce del convegno nazionale sul PFOA organizzato da Legambiente, Pro Natura e Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro. Dalla lettura, noterà che il Movimento non è neppure citato: come se Lino Balza – il primo in Italia nel 2008 a denunciare i danni del PFOA! – non avesse svolto una relazione con tanto di video. Lo scopo della censura allo “J’accuse” è omettere le documentate denunce di connivenza e complicità con l’inquinatore Solvay/Spinetta Marengo rivolte agli amministratori di comune, provincia e regione, ai funzionari asl e arpa, ai sindacalisti, ai magistrati E ai giornalisti che hanno anche loro sulla coscienza morti e ammalati. Di seguito, forniamo le prove e i nomi.
Clicca qui la pagina di disinformazione e censura de Il Piccolo.
Clicca la relazione di Lino Balza, in video e trascrizione: Pfoa: rischi per la salute nel territorio di Alessandria.
Clicca le responsabilità dei magistrati: Pietra tombale su Ambiente e Vittime di Montedison/Solvay. Clicca qui come Il Piccolo censura il comunicato stampa.
Clicca Catastrofe ecosanitaria Solvay: le responsabilità dei giornalisti. che si nascondono dietro l’Arpa.
Per la censura sulla falsa bonifica clicca: Per l’ecocrimine di Spinetta il ministro Costa disponga l’intervento come per Bussi. Lo rivendichino i responsabili politici e amministrativi di Alessandria.

Compagni che sbagliano: quelli della redazione attuale de Il Manifesto.

Compagni della Redazione, l’articolo di Marco Bascetta del 15 gennaio è una vergogna. In prima pagina, sotto la testata “quotidiano comunista”, mostra lo smarrimento di un giornale che, ieri, era capace di “dare la linea” e che, poi, pencola tra Vendola e Ferrando, oscura Rifondazione e sbeffeggia i Cinquestelle. Così Battisti non è stato un folle stupido assassino non solo di uomini ma anche della classe operaia, bensì sarebbe stato un compagno dei proletari armati per il comunismo “caduto nelle mani” della destra brasiliana e italiana, a tempo scaduto perché ormai è un “ex terrorista” “celebre scrittore” “uomo esausto e in età di pensione”, vittima di “accanimento” e di “spirito di vendetta” e di una “ordalia propagandistica di per sé un atto di ingiustizia e gratuita violenza”, che giustificano le rifiutate estradizioni essendo state le sentenze “esercizio della giustizia non limpida e imparziale” quando lo Stato “giocò duro e non si astenne dal forzare le regole e fare ricorso a strumenti tutt’altro che ortodossi”, al punto che “anche alcuni intellettuali presero le difese del militante dei Pac” “chi ritenendolo cambiato e innocuo e dunque perseguitato per una mera questione di principio”. Per quella questioncella (2 ergastoli per 4 innocenti assassinati) il povero Battisti è vittima di “linciaggio mediatico e inutili vessazioni (come il semestrale isolamento diurno a 37 anni dalla sentenza)”. Infine Bascetta si appella ai governi stranieri: “Riflettere seriamente prima di estradare chicchessia nel paese governato da Salvini e Di Maio”.

Lino Balza (ai tempi dei Pac iscritto alla Sezione Guido Rossa del PCI).

Ne uccidono di più i giornalisti o gli industriali?

A proposito delle presunte bonifiche che la sentenza Solvay avrebbe promosso per il disastro ecosanitario di Spinetta Marengo. Lettera aperta ai giornalisti: clicca qui.
Clicca qui Pennatagliente
Clicca qui The Medi Telegraph
Clicca qui Alessandria Today
Clicca qui Corriereal
Clicca qui Il Piccolo
Clicca qui l’intervista sulle scottanti denunce alla “giustizia di classe” e alla “mutazione genetica di Medicina democratica”.
Clicca qui Il Piccolo

Solidarietà agli indagati NoTav nonviolenti. Raccolta fondi per il processo.

Massimo Numa de La Stampa, la voce giornalistica del neo PM Andrea Padalino, nel riprodotto articolo da lui scritto e titolato, arriva a contare 150 persone che sarebbero indagate per vicende che non si capisce come siamo collegate fra loro. Fa un elenco nominativo di “guerriglieri, insurrezionalisti e bombaroli” che -non conosciamo i fatti- si sarebbero scatenati nel lontano febbraio 2014 davanti al carcere di Alessandria. Ad essi aggiunge 25 indagati anonimi, alessandrini e incensurati, che in altra epoca e località sarebbero “accusati di aver invaso terreni del consorzio Cociv Terzo Valico, danneggiato la rete che delimitava il cantiere, rendendola in tutto o in parte inservibile, mediante l’utilizzo di pinze, tronchesi e altri arnesi”. I 25 sarebbero dunque accusati di azioni (alle quali peraltro hanno partecipato migliaia di persone) che rientrano a pieno titolo nelle tecniche della nonviolenza. La nonviolenza attiva, ghandiana, è rifiuto di ogni atto di violenza ma è tutt’altro che codardia, non è rassegnazione passiva, è conflitto, è rivolta, è rivoluzione permanente, è l’equivalente morale della guerra, è un metodo di lotta politica e sociale molto più efficace della violenza, la quale invece di regola si risolve nel duplicare la violenza altrui, nel giustificarla, nel favorire la repressione e la reazione giudiziaria. La non violenza non è passività, tutt’altro. Ha come unico limite non ledere fisicamente i rappresentanti e i sostenitori diretti e indiretti del potere cui si oppone (compreso chi a casaccio ti sferra una manganellata in testa). Per il resto tutti gli strumenti (198 tecniche) sono ammessi. Da quelli individuali: preghiera, persuasione, dialogo, digiuno, autoincendio religioso, obiezione di coscienza, non collaborazione. A quelli collettivi: non collaborazione sociale economica politica, disobbedienza civile, marcia, corteo, sciopero, resistenza passiva, boicottaggio economico, blocco della circolazione stradale e ferroviaria, blocco dei cantieri, occupazioni, sabotaggio… E se vengono ritenuti atti illegali dal potere, pazienza, paghiamo sulla nostra pelle. Sì, anche sabotaggio: danno o distruzione contro il funzionamento di un servizio o di un’industria, oltre il limite della legalità. “E’ una tecnica della nonviolenza?” si chiede Aldo Capitini. “È una misura estrema” risponde “ la quale esige che il danno procurato sia inferiore al danno apportato dal servizio, e che non vi sia nessun rischio per esseri viventi, particolarmente umani. In coerenza della mia cinquantennale storia di lotte non posso non dichiararmi solidale con manifestanti NoTav accusati di azioni nonviolente. Alla loro assistenza legale sono state destinate le sottoscrizioni raccolte con la distribuzione del libro “Ambiente Delitto Perfetto”.

Clicca qui Massimo Numa “150 indagati nell’inchiesta sugli assalti dei No Terzo Valico. Quelle violenze banco di prova per esportare qui la guerriglia”

NoTav e anarchici nel mirino della procura di Alessandria.

Raffiche di rinvii a giudizio di Andrea Padalino, il PM assillo della Valsusa di recente animosamente approdato ad Alessandria. E’ accompagnato da un giornalista de La Stampa, Massimo Numa, altrettanto se non di più implacabile perseguitore o, secondo i punti di vista, accanito persecutore degli antagonisti notav e anarchici.
Clicca qui Massimo Numa versus notav terzo valico e clicca qui versus anarchici.

Tav Valsusa. I giornali italiani fanno disinformazione pura.

Continuano a scrivere che la “pausa” dei lavori  decisa da Macron riguarderebbe la tratta francese del Tav. Invece è per il tunnel che si bloccano gli appalti. Basta leggere i giornali francesi 29 giugno 17 Ledauphine.com : “GRANDI PROGETTI: LO STATO FRENA Progetti come IL TUNNEL FERROVIARIO TORINO-LIONE SONO SOSPESI in attesa di una legge di orientamento sulle infrastrutture di trasporto.   Il governo vuole dare la priorità alle reti esistenti, troppo a lungo trascurate. (Grands projets : l’État freine Les projets comme le tunnel ferroviaire Lyon-Turin sont suspendus en attendant une loi d’orientation sur les infrastructures de transport.  Le gouvernement veut donner la priorité aux réseaux existants, trop longtemps négligés). Par Luc Chaillot  http://www.ledauphine.com/economie-et-finance/2017/07/29/grands-projets-l-etat-freine

Antiterrorismo. Per fortuna funzionano i nostri apparati di sicurezza.

Quanto meno ad Alessandria. In occasione della festa di santa Rita, con tanto di tradizionale benedizione dei fiori, “una miriade di venditori ambulanti abusivi si sono appostati nei dintorni della chiesa cercando di vendere le loro rose. Sono stati fermati e portati in caserma dalla polizia municipale: rose sequestrate, 6 multati privi di licenza itinerante e 2 denunciati: 1 clandestino e 1 per resistenza a pubblico ufficiale” (La Stampa). Se il pubblico ufficiale era la sindaco Rita Rossa: denunciate anche noi per apologia di reato.

L’avvocata di Medicina democratica Laura Mara si difende sui giornali dalle accuse della Sezione di Alessandria.

Su La Stampa (clicca qui) afferma: “In Appello sosterrò la Pubblica accusa”. Notizia falsa. Il PM in Appello Solvay ha fatto ricorso contro la sentenza di primo grado ribadendo il reato di avvelenamento doloso della falda e dolosa omessa bonifica: 16 anni di reclusione per gli amministratori. Medicina democratica (ovvero l’avvocata con il presidente) invece in Appello sosterrà, contro il PM, la conferma della sentenza di primo grado: assoluzione degli amministratori e risarcimenti nulli o irrisori alle Vittime. L’aveva scritto la stessa avvocata: clicca qui la sua mail. E’ inequivocabile.  
Clicca qui La Stampa “Disaccordi sull’appello Ausimont-Solvay. Via dopo 40 anni dal direttivo di Medicina democratica”
Clicca qui Il Piccolo “La sentenza e le dimissioni da Medicina democratica”
Clicca qui CorriereAl “Spinetta alla luce della sentenza di Bussi”

Le ultime parole famose di Roberto Gilardengo.

L’editoriale in prima pagina del direttore, titolo “La differenza tra il web e i giornali“, polemizza: “Facebook è il bar del terzo millennio” e conclude: “Per le cose serie ci sarà sempre spazio sui giornali”. Infatti Il Piccolo non scrive una riga sul deposito delle motivazioni della orribile sentenza del processo Solvay e meno che meno sul commento scandalizzato ricevuto da Medicina democratica (clicca qui). Esempio di “cosa più seria” secondo Gilardengo è la notizia “Pecetto. Incendio di sterpaglie“. A proposito di bar Gilardengo ha ragione: nei bar il suo giornale non è più sui tavolini, ai lettori non interessa e i ristoratori risparmiano. Di conseguenza sono in cassa integrazione i giornalisti di quello che era, sotto la direzione di Paolo Zoccola, un trisettimanale e che tra non molto diventerà settimanale.   

Il patto segreto fra Stampa e Piccolo favorisce Solvay.

I due direttori, Roberto Gilardendo e Massimo Mathis, vogliono entrambi il Premio Attila 2016. Puntano al peggio: sulla censura della questione ambientale più critica della provincia, cioè Solvay. Piuttosto che fare la gara a chi ne parla di meno, hanno pattuito di non scriverne affatto e vincere ex aequo. Ultimo esempio: il silenzio della denuncia di Medicina democratica sui veleni nell’acqua e nel sangue, pubblicata invece da tutti gli altri giornali, anche nazionali. Clicca qui.

Ormai gli incidenti alla Solvay di Spinetta Marengo sono talmente frequenti che non fanno più notizia.

Le autorità tacciono. Al più i giornali attendono di pubblicare la velina della direzione (clicca qui) che minimizza l’inquinamento del territorio (ovviamente circoscritto) e le condizioni di salute delle vittime (ovviamente buone e soddisfacenti).

Clicca qui La Stampa: nessuna notizia.
Clicca qui Pennatagliente “Povera la libertà di stampa ad Alessandria”
Clicca qui Quotidiano Piemontese “Rilascio di fluoro nello stabilimento chimico di Spinetta nell’alessandrino”
Clicca qui Il Piccolo “Solvay: dimessi dall’ospedale i cinque lavoratori colpiti da una fuoriuscita di gas”
Clicca qui Corrieal “Perdita di gas alla Solvay di Spinetta, cinque lavoratori al pronto soccorso”
Clicca qui Alessandrianews “Fuga di gas alla Solvay: dimessi tutti i lavoratori coinvolti”
Clicca qui Radio Gold “Cinque lavoratori del polo chimico portati in ospedale dopo fuoriuscita di gas da una valvola”

Noi avevamo vinto prima del 17 aprile. Anzi abbiamo stravinto.

Su cinque dei sei quesiti referendari il governo era stato costretto alla retromarcia per evitare il voto: abbiamo sventato un piano scellerato con decine di altre piattaforme. Ogni quesito chiedeva di abrogare norme introdotte dal governo per facilitare le trivellazioni e per estromettere Regioni ed enti locali dalle decisioni. Per cinque quesiti il governo ha dovuto modificare la legge restituendo il potere agli enti regionali. Il sesto regalo, in eterno, alla superlobby dei petrolieri esenti da royalty è stato mantenuto in vita anche per farci schiantare contro il muro del quorum e umiliarci ora e in futuro. Ma il governo ha fallito la trappola: nonostante il boicottaggio al quorum (25.393.170 votanti), nonostante il mancato abbinamento con le amministrative (costato 360 milioni di euro), nonostante martellante l’invito illegale all’astensione, nonostante la gigantesca campagna di silenzio e disinformazione del servizio pubblico e dei giornali amici (il TG1 ad es. ha fatto 13 minuti di informazione in una settimana), nonostante bufale di stampo terroristico per spaventare gli elettori così ben disinformati (es. gli 11 mila posti di lavoro a rischio), nonostante tutto ciò milioni di italiani al voto non sono stati uno zero virgola.
Nei referendum del 2000, 2003, 2005 e 2009 votarono dagli 11 ai 13 milioni di italiani. Il quorum fu raggiunto solo nel 2011 (27,6 milioni di voti) ma si votava anche il lunedì. Oltre il 30 per cento degli elettori vuol dire 15 milioni di italiani. 15 milioni in vista del referendum di autunno sulle riforme costituzionali, dove non c’è un quorum, sono una enormità, sono già la conta degli oppositori del premier. Ogni voto è stato un paletto conficcato nel cuore del governo. E dei petrolieri che non potranno più fare i loro comodi di nascosto. E anche senza quorum, il referendum è l’inizio e non la fine della battaglia. Battaglia sulla moratoria su tutte le trivelle nel Mediterraneo.
Clicca qui l’intervista a Lino Balza su Radio Onda d’Urto.
Clicca qui Pennatagliente “Noi avevamo vinto prima del 17 aprile”

“Ambiente Delitto Perfetto” politically incorrect” per Stampa e Piccolo.

Essendo stati anche i giornalisti messi sotto accusa, i direttori Massimo Mathis e Roberto Gilardengo hanno vietano ai redattori di parlarne. La censura non è servita: abbiamo esaurito la prima edizione e anche la ristampa sta andando a gonfie vele. Ne beneficiano NoTav e Ricerca cura mesotelioma, nonchè NoTriv, ai quali sono devoluti integralmente i ricavi del libro. Un pugno nello stomaco l’ha definito Ettore Grassano in CorriereAL: clicca qui

Egr. direttore de La Stampa, Massimo Mathis, le pare onesto il suo giornale?

Igor Man perplesso

Egr. direttore de La Stampa, Massimo Mathis
Le pare onesto che il suo giornale impegni a caratteri cubitali un paginone al “progetto” Solvay di bonifica del disastro ecologico di Spinetta Marengo (Alessandria) ma neppure una riga alle immediate contestazioni (clicca qui ad es.) di Medicina Democratica, l’antagonista storico dell’azienda, che senza mezzi termini definisce clamorosa truffa propagandistica –e la dimostra!- le sperimentazioni (peraltro banali) dell’Università di Alessandria contrabbandate per bonifica?
Gli “esperti” del suo staff redazionale, che hanno perfino letto “Ambiente Delitto Perfetto”, le hanno forse detto che il livello scientifico di Medicina Democratica è inferiore a quello delle controparti? Io non credo. La lunga storia di Medicina Democratica è conosciuta e riconosciuta, è ricca di scienziati anche internazionali. Non a caso i nostri consulenti al processo in Corte d’assise hanno messo sull’attenti la pletora dei famosi periti padronali, e i loro avvocati. Certo, hanno un “piccolo difetto”: non sono pagati, lavorano gratis per l’Associazione, non sono prezzolati. Non le pare, questa, una garanzia supplementare?
“Posso sbagliarmi” racconta settimanalmente il suo predecessore Bottino, che ha compitato il suddetto paginone. Lei definisce onesto un giornale che censura e inganna i lettori? Soprattutto quando è in ballo la salute di migliaia di persone? Le domande, egr. sig. Mathis, “Premio Igor Man“, resteranno anche quando avrà fatto finta di non aver ricevuto questa mia.

Barbara Tartaglione

Clicca qui Corriereal “Lettera aperta al direttore de La Stampa di Alessandria”
Clicca qui Alessandria Post “Medicina democratica scrive al direttore de La Stampa”
Clicca qui Pennatagliente “Egr. direttore de La Stampa, Massimo Mathis”

Per la serie “Pappa e citti” il “Circolo della Stampa”, pur essendo un circolo privato dei giornalisti brontosauri alessandrini, dal Comune ha ricevuto gratis e a buon rendere una sede addirittura nella storica semi inaccessibile Villa Guerci.

Il sistema della comunicazione locale si mostra senza veli sempre più integrato nel sistema di potere. A proposito di indipendenza dei giornalisti (che in Alessandria è pressochè sconosciuta), a proposito cioè di libertà di espressione (ad Alessandria nelle mani di pubblicisti velinari e/o becchini, sponsor di Solvay e censori di Medicina democratica), intanto si sta creando un oligopolio giornalistico della carta stampata che, insieme alle TV, ha una unica voce, quella del governo: da un lato il gruppo Espresso-Stampa-Repubblica-Secolo XIX, dall’altro il gruppo Sole24Ore-Corriere della sera. Scenderà, fra l’altro, sempre più il livello dell’informazione ambientale che infastidisce il potere economico. Per fortuna che è subentrato Internet che consente controinformazione, come il nostro Blog.  

Solvay ripresenta la truffa della bonifica di Spinetta Marengo, sputtanata su “Ambiente Delitto Perfetto”. La sfidiamo ad un confronto scientifico e pubblico.

Quando Solvay, condannata in Corte di Assise, sentirà il dovere di trasparenza verso la collettività alessandrina ferita e dunque avrà il coraggio di misurarsi sul piano scientifico con Medicina democratica in un confronto pubblico? Trova invece più comodo –tanto i politici fanno come le tre scimmiette e i giornalisti sono compiacenti e i baroni universitari sono commissionati- comodo strombazzare senza contradditorio fasulli progetti di bonifica, scientificamente fasulli come soluzione del disastro ecologico in quanto strozzati da investimenti ridicoli: 7 milioni, irridendo così il Ministero dell’Ambiente che aveva stimato un acconto di 100 milioni di euro di danno ambientale Continua

Clicca qui Enrico Sozzetti “Cromo6, iniziata la prima bonifica scientifica. Ruolo decisivo della ricerca dell’Università”.
Clicca qui Piero Bottino “L’agopuntura al terreno per eliminare il cromo VI”
Clicca qui Corriereal “La bonifica Solvay si confronti pubblicamente con Medicina democratica”
Clicca qui I cittadini prima di tutto “La truffa della bonifica Solvay”
Clicca qui Alessandrianews “Solvay ma quale bonifica?”

Meno male che c’è la Coppa Italia, altrimenti politici&magistrati dovrebbero occuparsi di smog.

“Storia” “leggenda” sono le parole giornalistiche più ricorrenti e patetiche sulle imprese calcistiche dei “grigi”. Grigi perchè hanno i polmoni colorati di PM10, ma competono alla pari con i metropolitani milanisti, che in fatto di smog non sono da meno. Entusiasta il popolo alessandrino con folta rappresentanza di politici&magistrati: ventimila allo stadio senza mascherine malgrado anche il carnevale.
Clicca qui Valentina Frezzato “Torna l’emergenza smog. In Alessandria toccati 110 microgrammi di PM10. ”
E i PM2,5 che Maffiotti Arpa non misura? E a Casale e Tortona?

Dopo Solvay, anche i politici e i giornalisti ambiranno a far passare per pazzo il Pubblico Ministero. Per questo disegno, la stampa sta censurando totalmente gli interventi di Medicina Democratica. Manca ancora che Solvay ci quereli.

Ghio in camicia di forza, Balza col bavaglio. Sogno o realtà?

Gli avvocati, come i politici dopo le elezioni, tendono tutti a dichiararsi vincitori. Invece possono a buona ragione farlo i difensori di Solvay, clicca qui la velina su Il Piccolo. A coprire le reciproche vergogne del passato, sono anche oggi spalleggiati da giornalisti e funzionari Arpa a vendere un futuro radioso di ambiente e salute per la Fraschetta, bonifica già fatta o al massimo da completare. Balle, la bonifica è fasulla e lo sarà dopo questa sentenza salva inquinatori. Balle che i politici prontamente afferreranno, come in passato. Tutti questi complici ambiranno a mettere una pietra sopra al processo, affinchè il PM Riccardo Ghio passi per pazzo e non insista a presentare appello per l’articolo 439 del codice penale: avvelenamento doloso della falda. La falda più importante del Piemonte. Per non parlare dell’inquinamento atmosferico. Continueremo a morire.

Alessandria città più inquinata d’Italia. Chi sono i colpevoli?

Se leggete i giornali non saprete mai che i colpevoli delle malattie sono i sindaci che non chiudono le vie al traffico e i magistrati che li assolvono dalle nostre denunce per il reato di omissioni di atti di ufficio (clicca qui). Magari vi diranno che la colpa va data agli alessandrini che non usano i pochi autobus in quanto sono liberi di andare liberamente con l’auto in tutta la città, priva di ZTL.
Clicca qui Miriam Massone “I dati del rapporto Istat sulla qualità dell’ambiente urbano. 86 giorni di superamento del valore limite di PM10. La città è fra le più inquinate ma pochi usano l’autobus.”

Non è una cosa seria il “nuovo” piano di emergenza di Spinetta Marengo.

 


Non è il Piano di emergenza della Fraschetta che noi stiamo rivendicando da 40 anni, in solitudine. Non è in grado di affrontare la sicurezza, l’allarme, l’evacuazione, il soccorso e le cure della popolazione. Sia sottoposto a referendum, liberato dalle complicità del Comune.

Clicca qui, se vuoi leggere quello che i giornali non ci hanno pubblicato, ad eccezione di:
Corriereal (clicca qui) “Piano di emergenza sia sottoposto a referendum consuntivo”
Pennatagliente (clicca qui) “Piano di emergenza in sordina, sia sottoposto a referendum consuntivo”

Sul libro “Ambiente Delitto Perfetto” (prenotalo a medicinademocraticaal@gmail.com) innumerevoli i capitoli sulle edificanti qualità del giornalismo alessandrino.

Indovina indovinello.

Che relazione c’è tra gli articoli lecca lecca su Il Piccolo e La Stampa (clicca qui) e l’inserto ripetutamente pubblicato a pagamento su entrambi i giornali?
Scegli l’opzione:
a) Solvay ha comprato la pubblicità e in cambio le redazioni hanno fatto la pubblicità occulta.
b) I due giornalisti sono cortigiani motuproprio.
c) Entrambe le cose.
d) E’ solo una coincidenza.

Prima pagina razzista de Il Piccolo.

Bimba picchiata sullo scuolabus. Autore del gesto un extracomunitario di 10 anni”. “L’ATM ha escluso dal servizio l’autore dell’incredibile gesto”.A parte che l’ATM nega addirittura che il fatto sia accaduto, non bastava un onesto titolo “Bimba picchiata da un coetaneo” in ventesima pagina? No, perchè non sarebbe stato un assist al commento razzista: cosa combinano questi extracomunitari già da piccoli, figurati quando crescono.

Questa non notizia ha dell’incredibile. Misura la qualità dell’informazione in provincia di Alessandria.

Questo trafiletto da lente di ingrandimento

è tutto quanto ha informato la carta stampata locale in merito al nostro esposto (clicca qui) alla Procura della Repubblica di Alessandria. Come se fossero state denunciate scatolette di pelati invece che bidoni di materiale nucleare sotterrati a Fabbricazioni nucleari in Bosco Marengo, con sospetto di plutonio.

Clicca qui interrogazione parlamentare.
Clicca qui Corriereal “Medicina Democratica, esposto alla Procura: “chiediamo chiarezza sui bidoni interrati a Bosco Marengo”
Clicca qui diAlessandria “Esposto di Medicina democratica per le scorie di Bosco Marengo”
Clicca qui Agorà Magazine “Alessandria: Medicina fa un esposto alla Procura per il sospetto della presenza di plutonio”
Clicca qui Pennatagliente “Esposto alla Procura della Repubblica”



E’ tutta colpa dei giornali.

Sta succedendo per l’Eternit e per la Solvay. Quando i colpevoli sentono odore di condanna se la prendono con l’opinione pubblica, i giornali, le vittime che ci sono lamentate troppo. Dopo la condanna se la prenderanno con i giudici. Gli avvocati sono pagati per questo.
Clicca qui La Stampa: “Giudici del caso Eternit condizionati dai media. Secondo il magnate svizzero. Approda in Cassazione il processo celebrato a Torino con le condanne nei primi due gradi di giudizio”

Il pericolo nucleare ad Alessandria per i figli dei figli dei figli dei figli… è anche colpa dei giornalisti.

Che ancora una volta si voltano da un’altra parte. Questo intervento di Medicina democratica (clicca qui) è stato pubblicato solo da:
Clicca qui Pennatagliente
Clicca qui Agora Magazine
Clicca qui La Stampa“Fn, nostra indagine epidemiologica”
Clicca qui Corriereal “Ex Fabbricazioni Nucleari: secondo Medicina democratica siamo seduti su una bomba a orologeria”
Clicca qui La Stampa “Entro 2 anni la scelta del sito per interrare 90mila metri cubi”
Clicca qui La Stampa “Lite sul nucleare Parigi dice basta alle scorie italiane”
Clicca qui A sud “Il deposito di Bosco marengo in Consiglio di Stato”

Risanare il territorio da un disastro ambientale: non è valorizzare il territorio?

No, secondo la Giuria (Pier Angelo Taverna, Emma Camagna e Marco Caramagna) del Premio Marchiaro creato da Antonio Maconi. Dunque è una giuria che deve essere destituita, per rispetto del giornalismo e di Franco Marchiaro. Continua a leggere la lettera aperta a Maconi.

Clicca qui il servizio escluso dal Premio.

Clicca qui la contestazione alla Giuria.

Clicca qui la risposta di Taverna.

Clicca qui la risposta di Camagna e Caramagna.

Contestazione alla prima edizione del Premio Marchiaro. E’ più importante il pollo alla Marengo o la bonifica di Spinetta Marengo?

Rifiutato dalla Giuria il servizio sullo scandalo della bomba ecologica della Fraschetta e sulla bonifica del territorio martoriato dalla Solvay. Il premio giornalistico è stato attribuito a Gianni Riotta per l’articolo “Marengo, la vittoria dell’eroe che disubbidì a Napoleone”: non può fregare di meno agli alessandrini. Continua a leggere.
Clicca qui La Stampa “Gianni Riotta vince il Premio Marchiaro”
Clicca qui La Stampa “Eredità per promuovere premi. Da Marchiaro primo esempio”
Clicca qui Agoramagazine
Clicca qui Pennatagliente

Mistero a Spinetta Marengo

http://www.scribd.com/doc/201951539/Il-Piccolo-Cromo6
Cliccando e leggendo questo articolo, potrete aiutare Il Piccolo e la sindaco Rossa a far luce sul mistero: ci sono  in falda a Spinetta Marengo  21 veleni fra cui cromo esavalente? perché ci sono? e soprattutto chi li ha sotterrati? A tutti coloro che forniranno la soluzione al mistero (direttore@ilpiccolo.net) offriremo in omaggio una bottiglia DOC.
 

Quando la piaggeria diventa paraculaggine.

Sozzetti su Il Piccolo non è all’altezza. Se volete veramente divertirvi, vi consigliamo la lettura di questa perla “giornalistica”. Clicca qui. E’ stata pubblicata dall’agenzia di pubblicità aziendali Edion sul proprio giornale on line (che nessuno conosce). Quando si eccede in adulazione e cortigianeria, si ottengono effetti comici tipici delle slinguate al fondo schiena. Una professionalità su misura per un committente che quando si loda si sbrodola.

Ultima udienza del processo Solvay prima delle ferie estive. Altra puntata sul panorama giornalistico alessandrino.‏

Nella costosa strategia della Comunicazione “Adoucir les journalistes” (Addolcire i giornalisti) della multinazionale belga Solvay sono compresi addolcimenti che possiamo solo immaginare, mentre sono evidenti ingredienti non proprio edulcorati. Ovviamente la prima “raccomandazione” è stata: non esagerate nelle cronache processuali, anzi non fatele. Meglio ancora se mettete la firma sotto le nostre veline. Alcuni giornalisti si sono ribellati. Allora è scattata la raffica di “moral persuasions” (si dice così anche in lingua fiamminga), avvertimenti suadenti, discreti e sorridenti, che noi italiani però volgarmente chiamiamo: minacce di querela. Querela se pubblicate gli interventi di Medicina Democratica, lo diciamo per il vostro bene, non obbligateci… Bene, cioè male, qualunque giornalista, minimamente degno di questo appellativo, avrebbe replicato: piuttosto che minacciare, pardon consigliare, me, perché non querelate Medicina Democratica? Querelatela senza neppure minacciarla, tanto non si fa intimidire. Eppoi, avrebbe continuato il giornalista sentendosi eroe, a me pare che Medicina Democratica commenti fatti, persone, atti processuali, venti faldoni contenenti i capi di accusa, intercettazioni della Procura, interrogatori, analisi e dati, testimonianze, udienze allucinanti. E in più, Medicina Democratica pare da sempre ben informata anche dalle talpe interne alla Solvay, tante sono le guerre per bande. E tu, cara Solvay, avrebbe concluso il nostro giornalista martire, minacciandomi ti senti un colosso di fronte ad una cosa piccola, un piccolo tremebondo giornalista di provincia, sarò pure una cosa piccola ma non una merda da calpestare.

clicca qui CorriereAl
clicca qui Penna Tagliente

Maurizio Grassano e Stefano Ghio bevono barbera, né ricino né rosolio

finalmente un po’ di pubblicità sul piccolo

Fra tanta pubblicità indiretta e occulta Il Piccolo ha editato una pubblicità diretta della Solvay di Spinetta Marengo con le foto segnaletiche dei dipendenti (“volontariamente” fornite dagli stessi) .
Il quartier generale belga ha studiato che questa autopromozione sia influente nel processo in corso (prossima udienza il 27 febbraio) per inquinamento doloso e dolosa mancata bonifica. Bah!?

fotovoltaico made in solvay

Se una azienda, per nasconderli, a suo tempo ha seppellito i veleni prodotti in discariche sotterranee, e poi una volta smascherata, oggi invece di toglierli, bonificarli, li nasconde ulteriormente, li mimetizza con una copertura, ebbene voi come giudicate l’operazione se non come una frode? Si può invece ( Il Piccolo, Enrico Sozzetti) ribaltare la realtà e trasformare l’occultamento in una lodevole iniziativa ecologica. Si può titolare: “Anche il fotovoltaico nel futuro della Solvay”. Il grande inquinatore, infatti, invece di bonificare ha ricoperto con pannelli le discariche tossico nocive. Intanto lo stesso giornale non spende una parola sulla inquietante indagine epidemiologica (vedi sotto).

Quale Di Questi Articoli Voi Avreste Messo In Prima Pagina?

Clicca sulle immagini per ingrandirle

Nessuno probabilmente. Nell’intento di fare un giornale di caratura provinciale, voi privilegereste notizie di rilievo territoriale: problematiche sociali, inchieste, approfondimenti, dibattiti ecc.
Il Piccolo ha posto le rose in prima pagina e seppellito in quattordicesima le buche sulle strade. Le proteste dei cittadini non sono gradite alla Giunta di centrodestra. L’indignazione per l’improbabile sputo sacrilego sugli spogli roseti (e non sugli operai) vorrebbe essere di sostegno all’Amag (il Comune). Infatti la scelta del sindaco di comprare un capitale di rose, invece che piantare alberi utili alla salute dei cittadini, ha suscitato non poche critiche. Meglio non metterle in prima pagina, come si faceva quando la giunta era di centrosinistra. Il modello è tutt’altro che Wikileaks.

Sempre per precisa linea editoriale, il giornale mette in evidenza l’amianto alla caserma Valfrè giustamente segnalato dai cittadini, mentre fa silenzio assoluto sulle quantità ben più rilevanti alla Solvay e addirittura da noi denunciate alla Procura.

Giornali Che Non Fanno Informazione

Ne sappiamo qualcosa noi, dei giornali che non ci pubblicano (esemplare è l’informazione de Il Piccolo a favore della Solvay). Così avviene per il TAV terzo valico ad opera, nell’occasione, della censura de Il Novese, che non ha pubblicato l’intervento dell’associazione “AFA Amici delle ferrovie e dell’ambiente”. Per leggere l’intervento censurato a Antonello Brunetti, clicca qui.

Giornata Internazionale Della Nonviolenza

Sabato 2 ottobre 2010, l’Onu celebra la “Giornata internazionale della nonviolenza“, ma all’Italia istituzionale e mediatica non interessa. In programma non c’è niente. Non un’iniziativa, non un discorso ufficiale, non una menzione. Ma che volete: probabilmente, non sanno nemmeno che esiste la Giornata della nonviolenza! E poi, perché mai politici e giornalisti dovrebbero perdere tempo a parlar di pace e di nonviolenza? Con tutto quello che hanno da fare! Lascia perdere!!
Se la nonviolenza non ci interessa, occupiamoci almeno della violenza che sta dilagando dentro e fuori i nostri confini. Da dove vogliamo cominciare? Dalla violenza mafiosa e criminale che si è impossessata di tanta parte dell’economia del nostro paese? O dalla gente che tutti i giorni subisce le sue angherie? Dalla violenza con cui corrotti e corruttori stano uccidendo la vita democratica del nostro paese? Oppure da quella che ci viene inferta a piene mani da chi non paga le tasse e prospera nell’illegalità e nell’abusivismo? Dalla violenza che domina il dibattito politico e la vita delle nostre istituzioni? O dalla violenza mediatica con cui stampa e TV cancellano la vita reale delle persone e soffocano le loro grida di aiuto? Oppure dal modo con cui si impone il bavaglio alla società civile responsabile? Di cosa vogliamo parlare? Della violenza che si consuma dentro le mura domestiche contro le donne e i bambini? O di quella che esplode nelle nostre città? E di quella che stanno vivendo i tanti operai, insegnanti, impiegati che stanno perdendo il lavoro? Della violenza sui bambini a cui viene negata la mensa a scuola o di quella sui rom che cacciamo a forza dalle nostre città? Vogliamo parlare della violenza con cui trattiamo e respingiamo gli immigrati e chi fugge da miseria, guerre e persecuzioni? Oppure vogliamo dedicare un po’ d’attenzione alla violenza che subiscono tutte quelle persone che una politica dissennata ha impoverito e umiliato? O della violenza sui giovani che oggi non riescono a trovare né un lavoro né un futuro? E della violenza che la TV ci rovescia addosso tutti i santi giorni a tutte le ore, che ne diciamo? E quella che usiamo per distruggere l’ambiente in cui viviamo o per vivisezionare gli animali? E di quella che sta facendo saltare il resto del mondo, quando ce ne vogliamo occupare? Del sangue che scorre in Afghanistan, in Terra Santa o in Somalia? Di quello che succede nelle carceri iraniane, birmane o libiche?