Stop Solvay di Spinetta Marengo.

Mentre si susseguono fughe del letale PFIB sotto gli occhi (chiusi ) dell’Arpa e con la centralina “casualmente” fuori uso, tornano in campo Friday For Future e il Comitato Stop Solvay che preparano manifestazioni a rivendicare la bonifica integrale e lo stop alle emissioni e la riconversione ecologica dell’intero impianto produttivo per consentire la bonifica e salvaguardare i posti di lavoro, nonché lo screening sierologico per tutta la popolazione della Fraschetta.  Alla base delle rivendicazioni: il diniego della Provincia all’autorizzazione del Pfas C6O4, alla quale si stanno opponendo anche Legambiente e Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Clicca qui la Lettera aperta a Presidente della Provincia di Alessandria e Sindaco.

Fridays For Future Alessandria davanti alla Provincia per manifestare contro il Pfas C6O4.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay di Spinetta Marengo inquina, e il silenzio dei politici (e dei giornalisti) ci sta uccidendo! Sabato 22 febbraio alle 17.00 manifesteremo in Piazza della Libertà ad Alessandria davanti a Provincia e Prefettura  per chiedere a gran voce, come da opposizione di Legambiente, che non venga autorizzato l’ampliamento della produzione del famigerato Pfas C6O4, della quale Solvay si rifiuta addirittura di rendere trasparenti e  pubblici gli standard. Vogliamo che le istituzioni impongano le azioni necessarie a rendere sicuro il luogo in cui viviamo: Bonifica integrale dell’area contaminata; Stop alle emissioni di sostanze tossiche e climalteranti; Screening medico della popolazione. Non vogliamo più vedere i nostri cari ammalarsi e morire a causa di Solvay. (continua)

Il record di tumori a Spinetta si concentra sui lavoratori Solvay (ex Montedison), ma anche questa correlazione viene nascosta nelle indagini epidemiologiche ufficiali: vedi https://www.telecitynews24.it/cronaca/1500-tumore-lavoro-piemonte-ogni-anno/ il Dossier.  

Il NO all’autorizzazione del C6O4  è ancora più tassativo in quanto gli studi hanno  individuato una ventina di composti che POSSONO  essere utilizzati in sua sostituzione (clicca qui  https://ilfattoalimentare.it/pfas-mario-negri-alternative.html ), dunque la multinazionale Solvay DEVE allo scopo utilizzare  i suoi astronomici profitti.

Intanto cresce l’allarme in Veneto: clicca qui  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Tutte le informazioni sul PFOA (C6O4) in 225 “post” sul Sito www.rete-ambientalista.it  gestito dal  Movimento di Lotta per la Salute “Giulio A. Maccacaro” .

Si muore di più attorno alla Solvay di Spinetta Marengo, molto di più.

All’assemblea indetta da Friday For Future  il  7 febbraio 2010 a Spinetta Marengo (Alessandria), il dottor Lelio Morricone, specialista  in Endocrinologia e Scienze dell’alimentazione, evidenzia e commenta (clicca qui il documento) le recenti pur incomplete ma già drammatiche indagini epidemiologiche, realizzate da Arpa e Asl, sullo stato di salute dei residenti nell’area (Fraschetta) dominata -per contaminazioni terra aria acqua-  dal polo chimico della multinazionale Solvay, e di conseguenza con eccessi per mortalità da tumori fino al 161,5% sulle medie provinciali e regionali. L’attenzione è particolarmente centrata sui danni da PFOA: una emergenza ormai mondiale nella quale l’Italia ha guadagnato il triste primato del più grande inquinamento.

Le considerazioni finali del dott. Morricone sono inequivocabili e agghiaccianti: Dall’analisi di questi dati si evince un importante incremento per patologie, tumorali e non tumorali, nella zona adiacente al polo chimico di Spinetta. Ciò è verosimilmente strettamente correlato alle esposizione a sostanze tossiche ed inquinanti relative all’area in esame”. Gli pseudo-scienziati al servizio di chi paga ovviamente contestano queste conclusioni. E i politici (perché no i sindacalisti) soprattutto quelli piemontesi, gli si nascondono dietro e non tutelano la salute della popolazione.  

All’assemblea Fridays For Future di Alessandria il grido d’allarme dal Veneto.

Mamme No PfasGreenpeace, Legambiente, lanciano un nuovo grido d’allarme per chiedere impegni concreti sul fronte ambientale e  sanitario, clicca qui:  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Il PFOA non scompare praticamente mai dall’ambiente e dal nostro organismo,  è utilizzato produzione di polimeri fluorurati usati per realizzate abiti, scarpe, utensili di ogni tipo: clicca qui:  https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/effetti-bpa-bambine/ .

Il direttore Solvay a Spinetta ammonirà Friday For Future: “La chimica non può non inquinare”.

Leonardo Capogrosso da benestante pensionato vive a Spinetta Marengo a due passi dallo stabilimento che ha diretto per anni, e dunque non mancherà di partecipare all’assemblea indetta il 7 febbraio a Spinetta da Friday For Future. Nell’occasione potrà esporre la sua nota tesi difensiva al processo che lo vedeva imputato per avvelenamento delle falde e per falsificazione dei rilevamenti dell’inquinamento. Capogrosso infatti si dichiara innocente perché “Tutte le aziende chimiche inquinano. Non è possibile  produrre chimica senza inquinare”. Capogrosso, come l’attuale direttore Andrea Diosso, ripeterà che “gli dispiace immensamente per la diffusione dei tumori sopra ogni mediaperò, esame di coscienza a parte, i tribunali dovrebbero assolverlo perché “ non ci sono elementi certi per collegare questi dati con la storia del polo chimico”. Chi non potesse ascoltare Caporosso venerdì 7 a Spinetta, può leggere la sua esemplare intervista: clicca qui.  

La Valsusa non si ferma mai.

Clicca qui tutte le prossime iniziative di lotta NoTav nella newslettera di Doriella&Renato:  Antifascismo, Mal di Balcani, Friday For Future, Contro la repressione, CAAT, A21, Clima e aggiornamenti. La newlettera è postata anche ogni giovedì su Trancemedia.EU nella sezione Sotto il Moloch: https://www.trancemedia.eu/sotto-il-moloch/

Ad alta tensione l’assemblea di Friday For Future ad Alessandria.

All’Assemblea indetta per il 7 febbraio  a Spinetta Marengo da “Friday For Future” in merito all’emergenza nazionale PFAS, le “Mamme No Pfas” hanno annunciato la partecipazione dal Veneto con un documento (clicca qui) intitolato “Solidarietà a tutta la popolazione di Spinetta Marengo che si sta mobilitando contro il grave inquinamento da pfas provocato dalla multinazionale Solvay. La vostra lotta è la nostra lotta!”. Per mezzo secolo è stata la “mia” lotta, fra rappresaglie compreso il licenziamento. Più di una volta ho ammonito gli spinettesi: avete ciò che meritate, avete la salute che merita la  vostra  passività nei confronti di Montedison e Solvay (e dei loro complici). All’assemblea le “Mamme No Pfas” troveranno sulle barricate gli spinettesi sotto la scossa dell’indagine epidemiologica che, pur monca dei nessi causali fra veleni e morti, di nuovo conferma per la Fraschetta (Spinetta) i tumori anche  al 50 per cento in più? Li troveranno sul piede di guerra perché, a dodici anni dalla nostra denuncia nazionale anche in magistratura, la Regione Piemonte non ha ancora avviato -a differenza della Regione Veneto-  il monitoraggio dei valori  PFOA nel sangue della popolazione, abnormi fra i lavoratori? Oppure li troveranno ancora sotto shock dopo le assoluzioni al processo per l’avvelenamento delle falde ad opera di un cocktail  di 21 cancerogeni, ai quali va aggiunto il PFOA che l’Arpa aveva “dimenticato” di accertare? O invece le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi innalzare la bandiera della vera bonifica dei milioni di tonnellate di veleni sotterrati, minacciando i politici che li stanno ingannando? Li troveranno con le armi puntate sulla Provincia intenta, nel silenzio dei sindacati, a concedere a Solvay addirittura l’autorizzazione AIA a nuovo C6O4: il sostituto altrettanto pericoloso del PFOA?   Li troveranno ancor più armati di sdegno alla lettura della mia “Lettera aperta” (clicca qui) alla “Commissione Ecomafie” che aveva ascoltato le omissioni e i falsi di Solvay e Arpa Piemonte intente ad occultare le loro  responsabilità storiche dolose o colpose, in particolare in merito all’inquinamento da PFOA? Insomma, il 7 febbraio le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi in lotta, o almeno presenti in massa in assemblea? Mi auguro di confermarlo nel prossimo “Post” sul Sito della Rete Ambientalista, 215esimo nello specifico dei PFOA.

Cortei per il quarto sciopero globale Fridays For Future.

A ridosso della COP25 in Cile. Un’altra protesta contro i potenti della terra, le multinazionali e chi detiene il potere economico e politico. Il movimento ecologista si intreccia con il femminismo, l’antirazzismo e le battaglie legate ai temi del lavoro, così come a una critica al sistema patriarcale, sessista, razzista, colonialista, machista”. “Siamo la resistenza”, scrivono sempre gli attivisti.

Clicca qui la resistenza in Valsusa nella newslettera di Doriella&Renato.

Presidente Conte, blocca il Mose.

Nel documento consegnato al presidente del consiglio, Nograndinavi, NoMose, Fridays for future ribadiscono la necessità di bloccare i lavori del Mose incentivando invece interventi di salvaguardia della laguna veneziana.  E rilanciano  una grande giornata di mobilitazione europea nei prossimi mesi con l’obiettivo di porre la lotta alla crisi climatica al centro della discussione politica e mediatica. E’ quanto chiede l’assemblea del  23 novembre: una partecipazione  mai vista a Venezia, strapieno anche il campo San Leonardo dove le centinaia di persone che non sono riuscite ad entrare hanno potuto seguire gli interventi dal maxischermo.

Salviamo Venezia: dal Mose, dal cambiamento climatico, dalle navi, da Brugnaro.

Ripartiamo da noi: comitati, associazioni, giovani, studentesse e studenti, cittadini e cittadine. Assemblea e corteo organizzati e promossi da Comitato NOGrandiNavi – Laguna Bene Comune – Fridays For Future – Venezia : clicca qui. Clicca qui il contributo al dibattito.

Cambiare sistema e non il clima: non è per Fridays For Future uno slogan.

L’assemblea nazionale, rappresentata  a Napoli da oltre 80 assemblee locali, ha condiviso le posizioni per rilanciare le lotte per la giustizia climatica. Tra queste: TAV  Val di Susa, No-Grandi navi  Venezia, no Muos  Catania e Siracusa, no TAP  Lecce,  terra dei fuochi Napoli, Bagnoli, Enel Civitavecchia, Snam Abruzzo, Terzo Valico Alessandria, metanodotto sardo, ecc. Clicca qui. L’assemblea, mentre chiede al governo di dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica nazionale, lancia il quarto sciopero globale per il 29 novembre, proponendolo a livello internazionale sotto lo slogan “block the planet”.

Non fermiamoci al Friday for future.

Manifestiamo il  2 ottobre: “Giornata internazionale della nonviolenza” indetta dall’Onu nell’anniversario della nascita di Gandhi.  Sono due occasioni importanti di riflessione e di mobilitazione, di esame di coscienza e di azione nonviolenta, due iniziative unite da un medesimo impegno di pace, di solidarieta’ con l’umanita’ intera comprese le generazioni future, di salvaguardia del mondo vivente tutto. Clicca qui.