Solvay manda all’attacco Cisl e Uil per l’autorizzazione del pfas C6O4.

Andrea Diotto

Comitato Stop Solvay, Movimento Maccacaro, Legambiente, all’attacco contro il pfas C6O4? Massiccia la controffensiva della Solvay. Parte da Bruxelles, dalla amministratore delegato Ilham Kadri. Si dia da fare con quello che guadagna, è il primo che rischia di saltare, il direttore di Spinetta Marengo, Andrea Diotto, il quale infatti si sta sbracciando sui mass media. Presso i quali le compiacenze sono sempre enormi, ma ormai deboli di credibilità. Dunque butti nella mischia i sindacati. Agli ordini: Cisl e Uil chiedono un incontro urgente con Regione Piemonte e Comune di Alessandria affinchè “convincano” la Provincia a rilasciare nuova autorizzazione AIA di uso e vendita del tossico e cancerogeno C6O4, malgrado stia già dilagando nel sangue, nelle falde, negli acquedotti. Di norma, con i politici, sarebbe come sfondare una porta aperta, però nel frangente storico ci sono di traverso i Movimenti in piazza. La complicità di Cisl e Uil è assicurata: già nel 2002 stopparono la Cgil che denunciava, addirittura con un pubblico volantino, il tossico e cancerogeno Pfoa fratello gemello del C6O4. La Cgil, tirata per le orecchie dal direttore Stefano Bigini, annodò la coda in mezzo alle gambe e per altri anni il Pfoa avvelenò finchè bloccato dagli esposti di Lino Balza. Il messaggio ricattatorio che Cisl e Uil oggi trasmettono tramite i giornali compiacenti è un eufemismo sonoro: senza AIA, senza C6O4, la fabbrica di Spinetta Marengo chiude, anzi… la multinazionale belga se ne va dall’Italia, ovvero “ll No Aia rischia di modificare le scelte industriali che il gruppo Solvay può assumere nei confronti del sito e del gruppo stesso a livello nazionale”. Il messaggio  terroristico è ridicolo dal punto di vista imprenditoriale, infatti ad Solvay affida la barzelletta a Diotto e Diotto ai sindacati: senza C6O4 l’ azienda è costretta a cessare  le produzioni di  fluoro-polimeri. Il cC6O4, il “pfas buonocome lo definisce Diotto, in realtà rappresenta solo un business Solvay (e l’AIA una sorta di assicurazione penale contro i risarcimenti per danni alla salute) mentre a livello internazionale si praticano le alternative (più costose), come in Italia indicate dall’Istituto Negri. Noi non barattiamo la salute con l’ambiente, non mettiamo il nostro profitto prima di tutto il resto”:Diotto, nella sua “lettera aperta” rassicura lavoratori e cittadini che vivono in un “mondo migliore(sic)… intanto che tiene lontano da Spinetta la propria famiglia da quello che egli stesso definisce“un disastro”, il disastro Solvay del Pfoa tossico e cancerogeno e del C6O4, e ADV, fra gli altri. Invece i Movimenti gli hanno già risposto: EMISSIONI ZERO.  Dunque la Provincia respinga la nuova AIA e revochi la vecchia AIA, la Procura della Repubblica requisisca (corpo del reato) alla Solvay le occultate cartelle cliniche dei lavoratori contenenti le abnormi analisi del sangue dei lavoratori e blocchi l’utilizzo del C6O4, il Comune e la Regione eseguano il monitoraggio ematico a tutti i lavoratori e cittadini, insieme alle indagini epidemiologiche. Queste Istituzioni non rilascino a Solvay la “patente di avvelenamento” che noi definiamo “licenza di uccidere”. 

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Il legame tra i Pfas e la coagulazione del sangue.

Pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences uno studio riguardante il legame tra i Pfas e la coagulazione del sangue. I ricercatori dell’Università di Padova sono riusciti a dimostrare che queste sostanze chimiche, presenti all’interno di farmaci, vernici e presidi medici, possono attivare le piastrine e rendere più probabile la loro coagulazione, incrementando il rischio di contrarre malattie cardiovascolari. (continua)

PFAS nel sangue. La Magistratura sequestri le cartelle cliniche dei lavoratori Solvay.

Ilham Kadri

Ormai l’hanno capito tutti, ma lo ripeto ancora una volta. Solvay vuole l’autorizzazione AIA per il cC6O4 quale “certificazione” dell’istituzione Provincia per brevettarlo, cioè immetterlo sul mercato dei Pfas, vendere il C6O4,  insomma, e non più solo usarlo in fabbrica. Questa è la spiegazione del perché non si è accontentata della vecchia AIA della compiacente Provincia di Alessandria. La strategia è stata indicata a Bruxelles direttamente dalla amministratore delegato Ilham Kadri  al responsabile italiano Marco Colatarci, perciò il suo insuccesso potrebbe costare caro al direttore di Spinetta Marengo, Andrea Diotto, e al suo mentore Stefano Bigini promosso a guidare “Tecnologie di processo” al centro di ricerche di Bollate dopo aver manovrato per dieci anni il Pfoa a Spinetta. Inoltre, questa Autorizzazione a Spinetta Marengo  metterebbe penalmente al riparo Solvay nelle prevedibili cause di risarcimenti in Italia; come dire: prendere due piccioni con una fava.

La vicenda cC6O4 sta diventando la “cartina di tornasole della pericolosità dello stabilimento di Spinetta Marengo”. Se le lavorazioni fossero, come dovrebbero essere quelle chimiche, a ciclo chiuso, le sostanze anche tossiche e cancerogene sarebbero confinate dentro le apparecchiature degli impianti: assenti nell’aria nell’acqua nel suolo, “emissioni zero”.  Se invece tali sostanze sono addirittura  presenti nel sangue dei lavoratori: è palese che esse sono perdute ovvero scaricate all’esterno. Lo dimostrano le indagini epidemiologiche e le analisi delle falde. In particolare per i Pfas, è dal 2008 che chiediamo ad Asl-Comune il controllo pubblico del sangue dei lavoratori alternativo a quello privato effettuato da Solvay, nonché del sangue dei cittadini. Non è mai troppo tardi che lo imponga la Magistratura: previo il sequestro di tutte le cartelle cliniche nascoste in Solvay.

La Procura nel contempo può arrestare l’utilizzo del C6O4 nelle lavorazioni.

Questi provvedimenti giudiziari  sono urgenti e cautelativi della salute pubblica, a prescindere dalle future determinazioni della Provincia (Conferenza dei Servizi) che rivendichiamo: REVOCA DELL’AUTORIZZAZIONE AIA 2010 DEL C6O4 (ovviamente va respinta la nuova AIA).

Il cC6O4 come cartina di tornasole: se Solvay minaccia (come parrebbe: o mangiate la minestra o saltate dalla finestra) la continuità dell’intero stabilimento qualora fosse priva del C6O4, altro non dimostrerebbe che gli impianti di Spinetta Marengo non sono e non saranno a ciclo chiuso, dimostrerebbe che pretende dalla Comunità una sorta di “patente di avvelenamento” che noi definiamo “licenza di uccidere”.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Solvay+Regione+Provincia stanno preparando il pacco C6O4.

Intervento di Lino Balza alla manifestazione

Solvay, Regione Piemonte e Provincia di Alessandria non hanno la minima intenzione di respingere la nuova Autorizzazione AIA del tossico cancerogeno pfas C6O4, men che meno di revocare la vecchia AIA: cioè di decretare  “emissioni zero” in acqua-aria-suolo, cioè  di eliminare il C6O4.  Soprattutto Solvay necessita di queste autorizzazioni a Spinetta Marengo, per pararsi penalmente il culo dagli inevitabili risarcimenti. L’indaffarata congrega dunque cercherà di vendere all’opinione pubblica, a mezzo dei giornali sempre compiacenti, la rassicurante Autorizzazione  – per un “periodo transitorio”-  tramite l’inserimento di palliativi denominati “limiti più restrittivi alle emissioni”, “percentuali più basse”, “restrizione delle concentrazioni”, “individuazione delle perdite”, “riduzione delle perdite” (si confronti il lessico nell’articolo allegato: clicca qui).

La pantomima dei continui rinvii della “Conferenza dei servizi”, a Marnati Robotto Coffano Maffiotti Diotto & Co. ,  serve appunto a prendere il tempo di confezionare il pacco italiano a prescindere dalle contestazioni del mondo scientifico internazionale. L’escamotage per l’AIA sarà appunto il “periodo transitorio”. Alla combriccola fa comodo riferirsi al “vuoto normativo” (che ricorda quello tragico dell’amianto) del microgrammolitro più microgrammolitro meno (giammai zero), gli serve anche equipararsi al Veneto omettendo che lì il Pfas non è più prodotto mentre in terra piemontese Solvay addirittura lo incrementerebbe  per uso e perfino vendita.  Insomma, tutto può entrare nel “pacco” purchè resti fuori “limite C6O4 zero” “eliminazione totale del C6O4”, e bonifica integrale. Il pacco in politichese è quello che suol definirsi “salute e profitto compatibili”. Per un “periodo transitorio” ovviamente, come è stato per il PFOA, insomma il tempo di contare morti e ammalati.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Silenzio. Stiamo avvelenando con una nuova generazione di PFAS.

La mascherina non impedisce al nostro rappresentante alla Conferenza dei servizi di Alessandria di essere perentorio: “Per noi le emissioni di C6O4 devono essere zero”: clicca qui. Claudio Lombardi è stato di nuovo cacciato dalla Provincia che si è rintanata con i carbonari della Solvay a nascondere gli omissis dell’autorizzazione AIA. Solvay ha ottenuto di rinviare nuovamente la Conferenza e la complicità di continuare indisturbata ad inquinare.

Dall’estero rompe il silenzio anche il giornale Liberation: clicca qui.

Solvay cerca di nascondere, dietro la parola “C6O4 nuova generazione”, che trattasi di piccole varianti commercializzabili di veri e propri  Pfas sotto nome diverso. In due importanti articoli di Science emergono i collegamenti di Solvay con le produzioni americane. Il focus di Liberation. Clicca qui “A valle dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, Alessandria, nel campione di acqua del fiume Bormida  abbiamo identificato cinque congeneri del ClPFPECA che erano compatibili con i campioni di suolo del New Jersey” . ”All’allontanarsi dallo stabilimento Solvay è probabile che il fattore  che ha contribuito a contaminare questi suoli sia stato quello aereo”. Negli Stati Uniti, gli enti regolatori/di controllo hanno espresso  serie preoccupazioni sul fatto che «potrebbero avere una potenza tossica simile o più alta rispetto ai PFAAs a catena lunga  che rimpiazzano. Sono resistenti alla degradazione in maniera analoga (ai PFAS a catena lunga) ed estremamente persistenti nell’ambiente». L’agenzia ha anche affermato che i perfluoropolyethers, in generale, potrebbero contenere dei PFAAs come impurità o potrebbero rilasciarli in fase di combustione. Tali PFAAs sono persistenti, bioaccumulabili e potenzialmente tossici.

Per i Pfas Solvay finora non ha pagato nulla. In Usa invece…

Du Pont è andata a processo nel 2015. Nel 2017 si è arrivati a 3500 cause individuali e la compagnia ha finito per patteggiare (670,7 milioni di dollari), ma non c’è stata alcuna decontaminazione né alcuna bonifica. L’unica cosa che hanno fatto finora è stato pagare per i sistemi di filtraggio dell’acqua potabile delle diverse comunità. Lo Stato del Minnesota ha citato in giudizio la compagnia 3M nel 2008. Il processo si è chiuso nel 2019 con un risarcimento di 850 milioni. Poi anche altri Stati hanno intentato cause giudiziarie. La gente ha capito che i Pfas non venivano usati solo per il teflon delle pentole antiaderenti e le schiume antincendio. Sono stati usati per quasi tutto.  Clicca qui Pfas, l’avvocato Usa delle class action: “Basta ignorarli, sono già dentro di noi e incidono sulle …

I Pfas hanno favorito la diffusione del Covid-19 e indeboliranno i vaccini.

La pandemia causata dal Covid è stata più aggressiva dove ha trovato delle popolazioni maggiormente esposte ai PFAS: i quali  hanno reso il loro sistema immunitario meno efficiente. Dunque i Pfas, compreso il C6O4 della Solvay, indeboliscono le difese immunitarie oltre a causare cancro, infertilità, danni alla tiroide e al cervello. Clicca qui PFAS e Covid-19, un presunto connubio che negli USA ha portato ad una class action.

Rinvenuti Pfas oltre 50 Km dall’impianto.

Il ritrovamento di C6O4 a Montecastello dimostra che bisogna ampliare l’area di monitoraggio sia del suolo che delle acque, come illustra  lo studio scientifico, clicca qui.

La dispersione del veleno, persistente e bioaccumulabile, avviene non solo nelle acque ma anche in atmosfera, a grandi distanze. Dunque l’attuale monitoraggio è assolutamente insufficiente.

Legambiente lancia un’iniziativa nazionale contro l’inquinamento industriale dei fiumi.

Clicca qui. Nel dossier gli  approfondimenti sui casi d’inquinamento da PFAS: il caso della provincia d’Alessandria, dove è in fase di autorizzazione un progetto che prevede l’utilizzo di una nuova sostanza (cC604) dagli effetti dannosi in un’area in cui “l’eccesso di ricoveri e di mortalità è segnalato da anni”; quello del Veneto dove l’inquinamento da PFAS è storicamente dovuto allo scarico di un’industria chimica e interessa le province di Vicenza, Verona e Padova, minacciando la salute di 300 mila persone.

Esiste il reato di omesso ripristino ambientale. Ma non per Solvay.

Vale per le parti civili al processo Pfas contro Miteni di Trissino, clicca qui.

Vale per la Regione Veneto che si costituisce parte civile nello stesso processo: clicca qui.

Non vale per Solvay che sui giornali compiacenti  spaccia per bonifica la balla infinita delle barriere idrauliche (clicca qui )  , smentite  non solo da Legambiente clicca qui, ma perfino dal direttore Arpa: clicca qui il video su Rai3.

Il Pfas C6O4 della Solvay: dal Bormida al Tanaro fino all’acquedotto di Montecastello.

Il pfas era già stato analizzato nella falde attorno allo stabilimento di Spinetta Marengo. Il Comune di Montecastello è addirittura ad una decina di chilometri dal sobborgo di Alessandria: il sindaco, invece di provvedere alle analisi ai rubinetti, ha chiuso l’acquedotto con un ritardo di nove mesi. L’omertà dell’Arpa: il sindaco è addirittura ispettore Spresal. La giornalista embedded.  Solvay replica che ha licenza legale di inquinare.

Clicca qui Antonella Mariotti.

Esempio di giornalismo embedded: “L’acqua è sempre stata potabile”. Ma se non è mai stata controllata ai rubinetti: se la sono bevuta gli abitanti per almeno un anno.

Clicca qui Monica Gasparini.

Solvay, senza il pfas C6O4 chiudi la fabbrica?

Si sono i giornalisti  dimenticati i titoloni anni ‘90 sulle schiume Pfoa nel Bormida che Balza denunciava non misteriose bensì made in Montedison? E i volantini CGIL del 2002 che incriminavano il Pfoa? E i nostri video dello scarico nel fiume? E i nostri esposti in procura,  la campagna nazionale 2008 per l’eliminazione del Pfoa e l’allarme del sostituto C6O4? E gli esposti per l’avvelenamento del sangue dei lavoratori Solvay e degli alessandrini? E quanto abbiamo continuato a martellare sul Pfoa/C6O4 (235 articoli anche internazionali sul Sito e in Lista a 26mila utenti)  anche dopo che l’Arpa si è dimenticata di farlo inserire nel famigerato Processo? E che il Veneto sta affrontando la tragedia ecosanitaria Pfoa che il Piemonte finge di non sapere?

Chi ha solida memoria è invece Solvay, ma conta sulla storica complicità di Sindacati Provincia  Comune Arpa Asl Regione Magistratura Giornali per tornare alla carica in “Conferenza dei servizi” (23 giugno 2020) a chiedere l’autorizzazione AIA per estensione e uso del Pfas cC6O4: essenziale per la sopravvivenza dello stabilimento di Spinetta Marengo. Se fosse vero, sarebbe bene chiuderlo. Però non è vero: anche l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri ha individuato una ventina di composti che possono essere utilizzati in sostituzione dei famigerati Pfas (ma non ha considerato il costo).

Continua.

Stop Solvay di Spinetta Marengo.

Mentre si susseguono fughe del letale PFIB sotto gli occhi (chiusi ) dell’Arpa e con la centralina “casualmente” fuori uso, tornano in campo Friday For Future e il Comitato Stop Solvay che preparano manifestazioni a rivendicare la bonifica integrale e lo stop alle emissioni e la riconversione ecologica dell’intero impianto produttivo per consentire la bonifica e salvaguardare i posti di lavoro, nonché lo screening sierologico per tutta la popolazione della Fraschetta.  Alla base delle rivendicazioni: il diniego della Provincia all’autorizzazione del Pfas C6O4, alla quale si stanno opponendo anche Legambiente e Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Clicca qui la Lettera aperta a Presidente della Provincia di Alessandria e Sindaco.

I Pfas abbassano le difese immunitarie e riducono la risposta ai vaccini, a partire dai bambini.

Oltre alle patologie già conosciute: interferenti endocrini, tumori dei testicoli e dei reni, ipertensione in gravidanza, aumento del colesterolo ecc. Li assumiamo attraverso il cibo e l’acqua potabile contaminati. Sono impiegati , con diverse composizioni molecolari, nelle schiume antincendio, nei rivestimenti metallici antiaderenti per padelle,  negli imballaggi per alimenti, nelle creme e nei cosmeticinei tessuti per mobili e abbigliamento per esterni, fino ai pesticidi e ai prodotti farmaceutici. Ma ad Alessandria Solvay chiede alla Provincia l’autorizzazione al C6O4. Clicca qui.

L’EPA a Solvay: cessare l’uso del C6O4.

Epa (l’Environmental protection agency, l’agenzia di protezione ambientale statunitense) ,ha  chiesto di cessare l’utilizzo dei PFAS nei processi industriali, non solo negli Stati Uniti ma ovunque nel mondo. L’accusa di cancerogenità del Teflon, il celebre materiale utilizzato in tutto il mondo per rendere anti-aderenti le padelle, ma anche in molti tessuti da arredamento, nell’abbigliamento, in schiume antincendio, lubrificanti, adesivi, cosmetici, insetticidi e altri oggetti di uso comune nelle case. Clicca qui.

La catastrofe ecosanitaria Pfas in Veneto.

Si apre il processo PFAS contro la Miteni di Trissino Il 23 marzo 2020 si entrerà finalmente nel merito dibattendo sui reati per disastro ambientale innominato e avvelenamento di acque e sostanze alimentari. Una catastrofe ecosanitaria che ha contaminato acqua, alimenti e già oltre 350mila persone. Dopo anni di silenzi, ha inizio il processo. Nell’auspicio che non faccia la fine di quello alla Solvay di Spinetta Marengo (leggila sul Sito).  Clicca qui una storia di 50 anni.

A Vicenza, l’Inca avvia 10 pratiche per il riconoscimento di malattie professionali, dovute ai Pfas della Miteni. Clicca qui.  Intervista ad un ex operaio, clicca qui.

Le aziende chimiche  sapevano fin dagli anni ‘50 della tossicità del PFOAComprese Montedison, Solvay, Miteni.  Sostituito il PFOA con PFAS a catena corta: ora è anche il C6O4 che inquina come cancerogeno. Clicca qui.

Provvisorie le prescrizioni della Provincia di Vicenza  per PFOA e C6O4. Clicca qui.

L’ARPA del  Veneto è all’avanguardia nello studio delle contaminazioni PFAS. L’ARPA del Piemonte è la retroguardia. Clicca qui.

Altri avvocati difensori della Solvay di Spinetta Marengo.

L’intervistatrice de Il Piccolo allarma che il PFAS C6O4 nelle analisi è presente in più punti della falda  attorno allo stabilimento e con maggior concentrazione sotto di esso. Dunque l’impianto, di cui Solvay –dietro copertura del segreto industriale- chiede alla Provincia addirittura l’autorizzazione AIA all’ampliamento: sta già rilasciando da anni  i veleni (L’allarme, documentato, della sua nocività, fu da noi lanciato almeno dieci  anni fa. N.d.R.) senza che la Provincia sia intervenuta a controllarli e bloccarli. D’altronde è risaputo che le cosiddette barriere di contenimento sono palliativi. Ma l’ingegnere  responsabile Claudio Coffano non l’ammette. Né ipotizza la messa al bando del C6O4, sostituendolo ad esempio con le sostanze studiate a rischio zero dall’Istituto Negri. Anzi, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, esplicitamente non esclude di autorizzare l’AIA: valutando ogni possibile rischio anche se qualcosa può sempre scappare ma non a cuore leggero (Morto più morto meno N.d.R). Affidiamoci, concludono entrambi, alla Solvay affinchè abbatta il più possibile il C6O4 nell’ambiente. L’intervistatrice infine chiede inutilmente notizie sull’emissione dai camini dei vietatissimi  CFC clorofluorocarburi.

C’è una battaglia in corso contro l’autorizzazione a Pfas C6O4, cosa fanno Cinquestelle e Forum Acqua?

La domanda scaturisce prepotente nel corso del dibattito sulle rispettive responsabilità e iniziative.  L’intervento del Movimento di lotta per la salute Maccacaro, “Le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai Cinquestelle”,  è infatti  oggetto di contestazione, e chiama in causa protagonisti eccellenti nella battaglia per l’acqua e i beni comuni: Riccardo Petrella, Beppe Grillo, Marco Bersani, Alberto Asor Rosa, Ugo Mattei, Paolo Carsetti, Corrado Oddi. Luigi Meconi…  (continua).  

I Cinquestelle respingono l’accusa del Forum Acqua.

Di aver abbandonato la “stella dell’acqua”: esibendo viceversa il proprio impegno contro i PFAS in Veneto, clicca qui. Impegno recente rispetto alle nostre denunce nazionali del 2008. I Cinquestelle piemontesi, ancora più in ritardo, non possono neppure mostrare pari enfasi. Hanno però l’occasione di sfoderare gli artigli contro l’autorizzazione per il Pfoa C6O4  chiesta dalla Solvay alla Provincia di Alessandria, dopo l’interrogazione parlamentare che hanno presentato, clicca qui. Complessivamente, non dimentichiamo che Cinquestelle ha responsabilità di governo, anzi di governi, dunque si attendono provvedimenti concreti a livello romano. Mettiamo le mani avanti dopo Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, Tap, Ilva ecc.

La giustizia dà ragione alle vittime del PFOA.

“Il  protagonista intende  dimostrare la diretta relazione tra i residui di PFOA scaricati in fiume da un grande gruppo chimico e i casi di malattie e deformità che colpiscono gli abitanti.  Da qui inizia una battaglia  lunghissima  a favore delle vittime che  getta un’ombra a dir poco oscura sull’utilizzo diffuso di sostanze chimiche  cancerogene (come il teflon), disegnando nel contempo un dispositivo di potere strettamente connaturato al capitalismo muscolare delle multinazionali. Un potere difficile da arginare se non a costo di tempo e sacrifici personali per arrivare a vittorie parziali che ristabiliscano i diritti fondamentali del singolo cittadino”.

Questa vicenda si svolge in America o in Italia? Il fiume è Ohio o Bormida? L’azienda è Du Pont o Solvay? L’antagonista si chiama Robert Bilott o Lino Balza? Per saperlo clicca qui.

Fridays For Future Alessandria davanti alla Provincia per manifestare contro il Pfas C6O4.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay di Spinetta Marengo inquina, e il silenzio dei politici (e dei giornalisti) ci sta uccidendo! Sabato 22 febbraio alle 17.00 manifesteremo in Piazza della Libertà ad Alessandria davanti a Provincia e Prefettura  per chiedere a gran voce, come da opposizione di Legambiente, che non venga autorizzato l’ampliamento della produzione del famigerato Pfas C6O4, della quale Solvay si rifiuta addirittura di rendere trasparenti e  pubblici gli standard. Vogliamo che le istituzioni impongano le azioni necessarie a rendere sicuro il luogo in cui viviamo: Bonifica integrale dell’area contaminata; Stop alle emissioni di sostanze tossiche e climalteranti; Screening medico della popolazione. Non vogliamo più vedere i nostri cari ammalarsi e morire a causa di Solvay. (continua)

Il record di tumori a Spinetta si concentra sui lavoratori Solvay (ex Montedison), ma anche questa correlazione viene nascosta nelle indagini epidemiologiche ufficiali: vedi https://www.telecitynews24.it/cronaca/1500-tumore-lavoro-piemonte-ogni-anno/ il Dossier.  

Il NO all’autorizzazione del C6O4  è ancora più tassativo in quanto gli studi hanno  individuato una ventina di composti che POSSONO  essere utilizzati in sua sostituzione (clicca qui  https://ilfattoalimentare.it/pfas-mario-negri-alternative.html ), dunque la multinazionale Solvay DEVE allo scopo utilizzare  i suoi astronomici profitti.

Intanto cresce l’allarme in Veneto: clicca qui  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Tutte le informazioni sul PFOA (C6O4) in 225 “post” sul Sito www.rete-ambientalista.it  gestito dal  Movimento di Lotta per la Salute “Giulio A. Maccacaro” .

Solvay sguazza nella palude politica ed etica di Alessandria.

A sentirli oggi, dopo l’ultima drammatica indagine epidemiologica,  la palude dei politici e giornalisti alessandrini sembra abbia scoperto l’acqua calda.  Non tutti: ad essere precisi c’è chi fra loro ancora esprime il dilemma: bisogna approfondire se la catastrofe ecosanitaria è causata dal polo chimico di Spinetta Marengo, cercare la pistola fumante, il nesso tra morti e assassinii. Clicca qui  le spudorate affermazioni, ascoltate in consiglio comunale ad Alessandria, di assessore e Arpa: Paolo Borasio, Cristiana Ivaldi, Alberto Maffiotti, Enrico Guerci.  Approfondire se? Pistola fumante? Dopo 50 anni, durante i quali  ho scritto in tutte le salse locali e nazionali pagine spesse come vocabolari, questi travestiti da marziani non osano pronunciare il nome del fatidico colpevole: lo stabilimento Solvay, ex Montedison! Approfondire se? Pistola fumante? La rivendicazione dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta è stato il tormentone ambientalista per un trentennio, amplificato da un’eco mediatica di rappresaglie padronali compreso il (mio) licenziamento. Nello stagno della complicità e della connivenza, giornalisti e amministratori nonché sindacalisti, avete stabilito un record di apnea volontaria che ancora oggi faticate a interrompere. Serrate gli occhi  infatti che anche abbiamo avanzato soluzioni precise per una bonifica vera e non finta, e opposto un no deciso ad autorizzare altro veleno Pfas.

Stante il ripetersi di questo storico vuoto politico (esemplare l’ineffabile assessore Borasio nel video clicca qui, la reazione delle minoranze consiliari (clicca qui) avrà l’effetto di un bicchiere d’acqua neppure fresca. Così dunque, duole dirlo, le iniziative  di Claudio Lombardi, l’unico tra gli assessori all’ambiente che ci diede ascolto promuovendo l’indagine epidemiologica, e che con Legambiente tenta di impedire l’ampliamento del C6O4: il sostituto del PFOA che denunciammo per la messa al bando dodici anni fa.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Clicca qui un commento di Claudio Lombardi, dopo l’assemblea a Spinetta dei ragazzi Fridays For Future. I quali hanno programmato una manifestazione davanti alla Provincia di Alessandria alle 17:00 di sabato 22 febbraio.

N.B Il testo è stato inviato come comunicato stampa… ai giornalisti non embedded.

I Pfas DEVONO essere eliminati come fu per il DDT. I Pfas POSSONO essere eliminati.

Il laboratorio di chimica e tossicologia dell’ambiente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano ha individuato una ventina di composti che possono essere utilizzati in sostituzione dei famigerati Pfas, gli acidi perfluroroalchilici che stanno causando un numero crescente di problemi all’ambiente e alla salute umana. La scoperta è arrivata nell’ambito di uno studio condotto con il ministero dell’Ambiente.

Lo studio del Negri dimostra che i Pfas non sono insostituibili e che esistono almeno una ventina di sostanze che potrebbero prenderne il posto. Secondo lo studio: “A partire da questa lista il ministero ha l’obbiettivo di fornire degli orientamenti precisi alle aziende che ne fanno maggiore uso.” Dunque Solvay non ha alcun alibi occupazionale a produrre C6O4, dunque l’autorizzazione AIA va negata dalla Provincia.

E’ inoppugnabile che Solvay sia responsabile delle morti.

L’ingegnere Claudio Lombardi per conto di Legambiente ha presentato alla Provincia di Alessandria opposizione all’autorizzazione AIA dell’impianto pfas C6O4 presentata dalla Solvay di Spinetta Marengo (AL), affinchè non sia peggiorato ulteriormente il disastro eco sanitario esistente nell’area. Nel documento allegato (clicca qui) commenta l’indagine condotta da ARPA e ASL sullo stato di salute della popolazione di Spinetta Marengo che  ha dimostrato in modo inoppugnabile, al di là di risibili difese d’ufficio, che in un’area circolare di circa tre km di raggio con centro il Polo Chimico ci si ammala e si muore molto di più che nel resto della provincia di Alessandria e del Piemonte. In qualità di ex assessore all’ambiente rivendica alle Amministrazioni interventi precisi.

Si muore di più attorno alla Solvay di Spinetta Marengo, molto di più.

All’assemblea indetta da Friday For Future  il  7 febbraio 2010 a Spinetta Marengo (Alessandria), il dottor Lelio Morricone, specialista  in Endocrinologia e Scienze dell’alimentazione, evidenzia e commenta (clicca qui il documento) le recenti pur incomplete ma già drammatiche indagini epidemiologiche, realizzate da Arpa e Asl, sullo stato di salute dei residenti nell’area (Fraschetta) dominata -per contaminazioni terra aria acqua-  dal polo chimico della multinazionale Solvay, e di conseguenza con eccessi per mortalità da tumori fino al 161,5% sulle medie provinciali e regionali. L’attenzione è particolarmente centrata sui danni da PFOA: una emergenza ormai mondiale nella quale l’Italia ha guadagnato il triste primato del più grande inquinamento.

Le considerazioni finali del dott. Morricone sono inequivocabili e agghiaccianti: Dall’analisi di questi dati si evince un importante incremento per patologie, tumorali e non tumorali, nella zona adiacente al polo chimico di Spinetta. Ciò è verosimilmente strettamente correlato alle esposizione a sostanze tossiche ed inquinanti relative all’area in esame”. Gli pseudo-scienziati al servizio di chi paga ovviamente contestano queste conclusioni. E i politici (perché no i sindacalisti) soprattutto quelli piemontesi, gli si nascondono dietro e non tutelano la salute della popolazione.  

Toscana e Solvay, tumori, Pfas e Commissione Ecomafie.

Il campanello di allarme sulla situazione epidemiologica della fascia costiera livornese, col suo epicentro a Rosignano,  non è più suonato dalla  associazione fondata da Giulio Maccacaro, che a Livorno in passato rappresentò  la storica antagonista di Solvay ma che oggi è stata silenziata da arbitrati legali con la multinazionale belga. E’ infatti muta spettatrice nelle procure di fronte ad una entità oltremodo drammatica di decessi rilevati dal CNR e soprattutto all’interrelazione tra malattie e inquinanti dispersi nell’ambiente dalla Solvay: clicca qui . Eppure è addirittura scattato il  divieto di utilizzo dell’acqua dei pozzi a Rosignano Solvay (clicca qui); mentre la Lega tenta di silenziare Rai 3 Report (clicca qui) ,  dopo il servizio sulla Solvay di Rosignano che ha riacceso i riflettori su una situazione intollerabile dal punto di vista ambientale, giudiziario, sanitario ed economico: clicca qui.  I Cinquestelle replicano con una interrogazione urgente  che reclama la bonifica alla Regione Toscana ma evita di investire  il governo: clicca qui .  Nel mentre però anche l’emergenza PFAS si estende in Toscana: clicca qui ;  come registra la stessa audizione della Commissione Ecomafie: clicca qui .

“Tera e Aqua” febbraio-marzo. Grandi navi e PFAS.

Tra i vari servizi: – La cappa nera delle grandi navi, attraccate per giorni coi motori accessi a Ve, Civitavecchia, Livorno, Napoli,Genova, La Spezia, Savona, Cagliari, Palermo e Messina.- Nel 2100 a Venezia il mare più alto di 82 centimetri.- Basta scavi nel canale dei Petroli. – Inaffidabili le prove sui modelli del Mose. Alternative al Mose: rialzi dei fondali e delle insule di Ve, difese locali ecc. – VI, VR, PD: Decenni di veleni al PFAS e 300mila contaminati.  Clicca qui.

Bisogna eliminare i PFAS dal Pianeta come fu fatto per l’insetticida DDT dagli Anni 70.

La contaminazione di esseri viventi e piante sta diventando un’emergenza mondiale. L’Italia ha guadagnato il triste primato del più grande inquinamento del mondo da PFOAClicca qui lo studio internazionale. E invece a Spinetta Marengo (Alessandria) Solvay pretende addirittura l’autorizzazione dalla Provincia per la produzione di C6O4.

All’assemblea Fridays For Future di Alessandria il grido d’allarme dal Veneto.

Mamme No PfasGreenpeace, Legambiente, lanciano un nuovo grido d’allarme per chiedere impegni concreti sul fronte ambientale e  sanitario, clicca qui:  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Il PFOA non scompare praticamente mai dall’ambiente e dal nostro organismo,  è utilizzato produzione di polimeri fluorurati usati per realizzate abiti, scarpe, utensili di ogni tipo: clicca qui:  https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/effetti-bpa-bambine/ .

Ad alta tensione l’assemblea di Friday For Future ad Alessandria.

All’Assemblea indetta per il 7 febbraio  a Spinetta Marengo da “Friday For Future” in merito all’emergenza nazionale PFAS, le “Mamme No Pfas” hanno annunciato la partecipazione dal Veneto con un documento (clicca qui) intitolato “Solidarietà a tutta la popolazione di Spinetta Marengo che si sta mobilitando contro il grave inquinamento da pfas provocato dalla multinazionale Solvay. La vostra lotta è la nostra lotta!”. Per mezzo secolo è stata la “mia” lotta, fra rappresaglie compreso il licenziamento. Più di una volta ho ammonito gli spinettesi: avete ciò che meritate, avete la salute che merita la  vostra  passività nei confronti di Montedison e Solvay (e dei loro complici). All’assemblea le “Mamme No Pfas” troveranno sulle barricate gli spinettesi sotto la scossa dell’indagine epidemiologica che, pur monca dei nessi causali fra veleni e morti, di nuovo conferma per la Fraschetta (Spinetta) i tumori anche  al 50 per cento in più? Li troveranno sul piede di guerra perché, a dodici anni dalla nostra denuncia nazionale anche in magistratura, la Regione Piemonte non ha ancora avviato -a differenza della Regione Veneto-  il monitoraggio dei valori  PFOA nel sangue della popolazione, abnormi fra i lavoratori? Oppure li troveranno ancora sotto shock dopo le assoluzioni al processo per l’avvelenamento delle falde ad opera di un cocktail  di 21 cancerogeni, ai quali va aggiunto il PFOA che l’Arpa aveva “dimenticato” di accertare? O invece le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi innalzare la bandiera della vera bonifica dei milioni di tonnellate di veleni sotterrati, minacciando i politici che li stanno ingannando? Li troveranno con le armi puntate sulla Provincia intenta, nel silenzio dei sindacati, a concedere a Solvay addirittura l’autorizzazione AIA a nuovo C6O4: il sostituto altrettanto pericoloso del PFOA?   Li troveranno ancor più armati di sdegno alla lettura della mia “Lettera aperta” (clicca qui) alla “Commissione Ecomafie” che aveva ascoltato le omissioni e i falsi di Solvay e Arpa Piemonte intente ad occultare le loro  responsabilità storiche dolose o colpose, in particolare in merito all’inquinamento da PFOA? Insomma, il 7 febbraio le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi in lotta, o almeno presenti in massa in assemblea? Mi auguro di confermarlo nel prossimo “Post” sul Sito della Rete Ambientalista, 215esimo nello specifico dei PFOA.

Lettera aperta alla “Commissione Ecomafie” (se veramente vuole approfondire la verità).

La “Commissione parlamentare Ecomafie” ha convocato il direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto e i rappresentanti dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo (il plenipotenziario Marco Colatarci, accompagnato da Stefano Bigini e Andrea Diotto). Tra omissioni e falsi storici, essi hanno raccontato la loro versione del disastro ecosanitario di Spinetta Marengo (Alessandria), ovvero delle loro  responsabilità storiche dolose o colpose, in particolare in merito all’inquinamento da PFOA. Il Sito del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, con i suoi 215 specifici “post” è una specie di antologia di fatti, denunce e commenti sul PFOA. E’ augurabile che la Commissione ad esso faccia riferimento se intende veramente approfondire la verità dei fatti. Mi limiterò a segnalare gli ultimissimi “post”: (continua)

Sindacati e cittadini di fronte al drammatico studio epidemiologico di Alessandria.

Le “Mamme No Pfas del Veneto interverranno a Spinetta Marengo“per portare la loro testimonianza di lotta alla ricerca di verità”, clicca il link https://www.vvox.it/2020/01/31/pfas-no-lezioni-da-enti-che-hanno-inquinato/ . Le Mamme sono davvero incazzate: https://www.facebook.com/mammedanordasud/?ref=page_internal .

E gli Alessandrini, in particolare gli Spinettesi, sono altrettanto incazzati? Sembrerebbe di no a leggere i  temi critici proposti dai sindacati CGIL e UIL in assemblea pubblica  (al link  https://radiogold.it/cronaca/212780-vivere-fraschetta-21-gennaio-incontro-salute-sicurezza-spinetta/) , cioè in scaletta di priorità: condizione delle strade, esondazione del Rio Lovassina, manutenzione degli edifici scolastici, cimiteri, spazzatura e… stato di salute. Lo slogan gridato è “16.500 cittadini della Fraschetta dicono basta!”.  Ben altro punto avrebbe dovuto essere all’ordine del giorno: “Lo studio epidemiologico di Arpa e Asl, dove i dati dei ricoveri ospedalieri fanno emergere che a Spinetta ci si ammala almeno il 50 per cento in più che nel resto della città”. Evidentemente sono considerate “Tutte bufale”, come è stato concesso di commentare al  capo del personale della Solvay, Paolo Bessone. Al riguardo, significativi sono i servizi su La Stampa, cliccali: https://www.lastampa.it/alessandria/2020/01/23/news/gli-abitanti-in-assemblea-spinetta-marengo-abbandonata-da-40-anni-1.38371736 . Che dire? Ancora una volta: gli spinettesi hanno la salute che si meritano! compresi i sindacati conniventi e collusi!

Un soprassalto di dignità è insorto (clicca qui: https://www.lastampa.it/alessandria/2020/01/23/news/spinetta-abbandonata-perche-non-c-e-stata-un-assemblea-pubblica-per-i-dati-sui-tumori-1.38371791 ) nel segretario provinciale CGIL  Franco Armosino, polemizzando contro il Comune per non aver presentato lo studio epidemiologico alla popolazione, soprassalto subito represso:  ipocritamente rinunciando a commentare i drammatici dati che pur conosce benissimo, se non altro perché completi glieli abbiamo perfino inviati. E’ lo stesso sindacato che per trenta  anni ha “tollerato” il PFOA (celeberrimo il volantino Filcea CGIL che ci rideva sopra) e che ora tace sul C6O4.

PFOA emergenza piemontese e non solo veneta.

La Regione Veneto,  a differenza dell’omologa amministrazione Piemonte, è stata costretta a muoversi sul disastro PFAS e risponde alle accuse (clicca il link https://www.veronasera.it/attualita/pfas-isde-regione-veneto-18-gennaio-2020.html ) scaricandole sul Governo e rimarcando che sta “ attuando il più grande screening locale mai effettuato in Italia”, e punta il dito sul Piemonte: “Non è un problema del Veneto, quando è emerso che nella questione è coinvolta buona parte del territorio italiano e che analisi scientifiche effettuate hanno portato a svelare che nelle acque del fiume Po esistono quantità di Pfas di nuova generazione (quelle scaricate da Spinetta Marengo n.d.r.) quasi 2.000 volte superiori che sotto l’azienda Miteni di Trissino”. I medici dell’ISDE replicano (clicca il link http://www.quotidianosanita.it/m/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=80652 )  l’ inerzia della Regione Veneto per 7 anni da quando è scoppiato il caso Miteni.  Che dire della Regione Piemonte per 22 anni da quando abbiamo fatto scoppiare il caso Spinetta Marengo? Non a caso il presidente veneto Luca Zaia cerca di nascondersi davanti alla Commissione Parlamentare Ecomafie: “Non siamo l’unica terra degli inquinati”: clicca il video https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-Veneto-Pfas-b68c61be-09df-4f0a-98e8-719f23cc611b.html  .

L’allarme PFOA che lanciammo nel 2008 riguardava tutta l’area del Po.

L’allarme PFOA che lanciammo nel 2008 riguardava tutta l’area del Po, non solo  l’alessandrino dove Solvay di Spinetta Marengo scaricava in Bormida, si veda ad esempio il video.  L’allarme si espanse dalla denuncia in Procura di Alessandria  e dai mass media, si veda ad esempio un link del 2009 https://www.ilsecoloxix.it/basso-piemonte/2009/09/08/news/tanaro-e-bormida-e-allarme-1.33219880

Però sugli stessi organi di informazione https://www.ilsecoloxix.it/basso-piemonte/2009/09/08/news/l-arpa-fiumi-nessun-allarme-1.33219903   (e, si presume,  nella relazione alla Procura) l’Arpa, per bocca dello stesso direttore regionale Enrico Garrou, negò  che gli abnormi livelli di contaminazione PFOA presenti in Bormida, Tanaro, Po fino alla foce, meritassero l’allarme : “Zero allarmismo. Il rischio è minimo”. Di rincalzo l’assessore  regionale all’Ambiente Nicola De Ruggero: “Non invertiamo le priorità, a noi preme  la bonifica del cromo esavalente” …al punto che nel 2020 neppure è stata avviata. Invece, nel 2009 addirittura, per assessore provinciale all’Ambiente Lino Rava:  “Il piano di bonifica  sta volgendo al termine”.

A questi autorevoli personaggi non parrà vero che oggi  per controllare l’inquinamento delle acque di laghi e fiumi siano in arrivo dei droni acquatici (vedi link  https://www.msn.com/it-it/notizie/tecnologiaescienza/droniin-campocontro-inquinamento-acque/ar-BBZnkRu), o che la Du Pont sia stata costretta ad acquistare costosissimi filtri ad osmosi inversa per cercare di rimuovere i PFAS che hanno contaminato le acque e che sono nel sangue.

Contaminazione PFOA anche attraverso la pelle.

Studi scientifici di primario livello  dagli Stati Uniti confermano come i PFAS penetrino nel sangue anche  con il contatto attraverso l’epidermide, non solo per inalazione e ingestione. Anche questo allarme l’avevamo lanciato -almeno dal 2008 con la denuncia altresì in magistratura- quando rivendicammo l’eliminazione del PFOA alla Solvay di Spinetta Marengo e le analisi cliniche dell’Asl sui lavoratori e i cittadini, nonché quando chiedemmo gli accertamenti medico scientifici preventivi sull’utilizzo del C604, altrettanto pericoloso sostituto del PFOA. Ma le autorità sanitarie del Piemonte hanno fatto orecchie da mercante, anzi Solvay attualmente conta sulla convivenza di Provincia e sindacati per ottenere all’ampliamento del C6O4 tramite  autorizzazione AIA che finora abbiamo bloccato con l’intervento di Legambiente. La Regione Piemonte continua a giocare una partita pericolosissima sulla pelle degli alessandrini. Clicca qui il link:  

https://www.veronasera.it/attualita/pfas-attraverso-pelle-guarda-regione-veneto-19-gennaio-2020.html

Alla Camera i Medici per l’Ambiente: Pfas un disastro sanitario.

I Medici per l’Ambiente alla Camera dei Deputati: è un disastro sanitario, i PFAS sono una delle più gravi emergenze ambientali mai affrontate, che richiede studi epidemiologici e interventi di bonifica. Clicca i link sui giornali e le TV:

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/01/16/news/pfas_in_veneto_tra_piu_gravi_emergenze_per_salute_e_ambiente-245940873/

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-aa80c07f-8580-4a75-85db-05260a8457a4-tg1.html

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-medici-pfas-camera-documento-regione-veneto-36e6a716-aec2-4589-b32d-7c22156eba10.html

https://www.veronasera.it/attualita/pfas-isde-regione-veneto-18-gennaio-2020.html

I PFOA alterano la coagulazione del sangue e fanno danni al cuore.

La conferma dell’Università di Padova: su tutti i giornali e TG: clicca i link. Ma per Spinetta Marengo Solvay pretende l’autorizzazione a produrre C6O4 contando sulla complicità della Provincia di Alessandria e dei sindacati.

Pfas: alterano la coagulazione del sangue e aumentano il rischio cardiovascolare

«I Pfas alterano il sangue e fanno danni al cuore»

Esposizione ambientale ai composti perfluoroalchilici (PFAS) altera coagulazione del sangue

Pfas: alterano coagulazione sangue, la scoperta a Padova

I Pfas alterano la coagulazione del sangue, la scoperta a Padova

Collegamento tra Pfas e malattie cardiovascolari: le conferme da una ricerca italiana

https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/salute-c-un-legame-tra-pfas-le-sostanze-chimiche-presenti-in-vernici-e-farmaci-e-le-malattie-vascolari_13889246-202002a.shtml

https://www.padovaoggi.it/attualita/scoperta-padova-pfas-alterano-coagulazione-sangue-padova-24-gennaio-2019.html

https://ilbolive.unipd.it/it/news/pfas-alterano-coagulazione-sangue?amp=

PFAS/PFOA incriminati dagli Usa all’Italia, ma in Italia solo il Veneto si muove.

I medici Isde (associazione italiana medici per l’ambiente): in Veneto emergenza sanitaria e ambientale, sono necessarie azioni urgenti, come la mappatura dei pozzi e studi epidemiologici per individuare gli effetti degli Pfas sulla salute della popolazione. Le responsabilità della Regione.  Clicca:

WIRED clicca qui   

Verona sera clicca qui

TGR Veneto clicca qui

TG1 clicca qui

La Repubblica clicca qui

Terra Nuova clicca qui

Prosegue il piano di screening: clicca qui  

Il 20% delle donne under 30 malate di tiroide: clicca qui 

Dupont, Chemours e 3M davanti al Congresso per la contaminazione da PFOA: clicca qui

Anche Solvay tra gli accusati del crimine: clicca qui

PFAS: Piemonte e Veneto sono entrambi in Italia?

In Veneto il 20 gennaio si avvia il processo contro Miteni di Trissino.

In Piemonte la Provincia di Alessandria non ha ancora negato alla Solvay di Spinetta Marengo l’autorizzazione al C6O4.

In Veneto  prosegue il piano di screening, oltre 72.000 persone invitate e più di 42.000 visitate: clicca qui
www.padovaoggi.it/attualita/pfas-screening-esami-montagnana-bassa-padovana-09-gennaio-2020.html

Il 20% delle under 30 malate di tiroide: clicca qui.

https://www.vvox.it/2020/01/09/pfas-malattie-legate-tiroide-colesterolo-dati-dicembre-2019/

In Piemonte mai è stato avviato un piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta.

In Veneto arrivati i piani di bonifica del sito dell’ex Miteni: clicca qui

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-inquinamento-Pfas-arrivati-piani-di-bonifica-sito-ex-Miteni-59c476ac-30b9-48e4-98a7-f548b1881e8c.html

In Piemonte non c’è piano di bonifica di PFOA C6O4 del sito della Solvay.

No all’autorizzazione del pfas C6O4 della Solvay di Spinetta Marengo.

A maggior ragione dopo l’indagine epidemiologica ad Alessandria: un intero territorio nella morsa degli inquinanti e dei morti. Clicca qui  il Movimento di lotta per la salute Maccacaro. Clicca qui l’ex assessore all’ambiente.

Per le indagini in falda di Pfoa e C6O4, l’Arpa Piemonte applicherà anche per Spinetta il modello 3D dell’Arpav Veneto? Clicca qui.

Come già per la Solvay di  Spinetta, anche per la Miteni di Trissino le cosiddette barriere idrauliche non rappresentano assolutamente la bonifica, ma al più una messa in sicurezza temporanea. Clicca qui.

I tumori nell’area della Solvay di Spinetta Marengo sono superiori del 30% della pur alta media alessandrina.

Fino al 50% per gli uomini, cioè per i lavoratori del polo chimico, stante l’evidente  stretta relazione tra  patologie e sostanze lavorate e smaltite. Lo rileva lo studio epidemiologico (ricoveri ospedalieri di ARPA e decessi di ASL 1996-2017): non è una novità ma una storica conferma che denunciamo da decenni. Perfino il direttore provinciale  Arpa finalmente ammette che a Spinetta ci si ammala e muore di più. Meglio tardi che mai ammette che l’inquinamento in falda è destinano al peggioramento, cioè non è in atto una vera bonifica, che le emissioni dai camini non sono a norma, che l’impianto di depurazione non funziona. E finalmente ammette che -malgrado i nostri ripetuti solleciti- solo dal  2012 ha misurato il PFOA e solo ultimamente il C6O4, entrambi PFAS considerati cancerogeni nel resto del mondo (esemplari i limiti imposti dallo Stato del Massachussetts). Per il C6O4 addirittura Solvay ha appena chiesto l’autorizzazione alla Provincia di produrlo e scaricarlo in aria e acqua. Servirà da stop la recente sentenza di Cassazione che ha sanzionato per Spinetta  “un evento distruttivo all’incolumità pubblica di proporzioni straordinarie, un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile”? Considerato che  una vera bonifica del pregresso neppure è iniziata? Noi ancor meno che mai contiamo su una svolta delle attuali Giunte. Alle quali, e alla multinazionale belga, gran parte dei mass media sono proni. La magistratura penale? speriamo in quella di Vicenza contro la Miteni, fornitrice di Solvay. All’impotente procuratore generale di Cassazione infatti non  è rimasto, a giochi fatti nei primi due gradi di giudizio, che esclamare: “Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente nel portafoglio”.

Il “delitto perfetto” della Solvay assolto anche in Cassazione.

Come di  norma: i “grandi processi” in sede penale garantiscono  impunità sicura ai crimini tramite prescrizioni, assoluzioni, nessun risarcimento alle Vittime, nessuna bonifica; ma sono il bengodi degli avvocati. Lo stesso Procuratore generale della Cassazione è sconsolato:  “Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente [Solvay] nel portafoglio”. Dopo tre gradi di giudizio, infatti, Solvay è stata condannata ad indecenti risarcimenti di 10mila euro ad esempio per la leucemia di un bambino. Le sentenze penali, pur avendo definito la catastrofe ecosanitaria di Spinetta Marengo “un evento distruttivo di proporzioni straordinarie, un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile, uno sprezzo assoluto degli imputati all’incolumità pubblica”, poi  non hanno applicato la relativa legge 439 del codice penale (18 anni di reclusione), anzi non hanno comminato neppure un giorno di galera.  E’ una sentenza che getta un’ombra scura sull’imminente processo a Vicenza contro Miteni, fornitrice dei Pfas a Solvay. Clicca qui la controinformazione giornalistica nel comunicato stampa del Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Pfoa. Il film sullo scandalo.

In Italia non l’abbiamo ancora girato.  Finora, su Solvay di Spinetta Marengo e Miteni di Trissino,  abbiamo solo i servizi delle Iene e di Report (per questa trasmissione attendiamo la seconda puntata che Solvay tenta di impedire con l’intimidazione di querela). Invece negli Stati Uniti è in uscita “Dark Waters”, il film sullo scandalo Du Pont, che concorrerà agli Oscar. Todd Haynes dirige il dramma basato sullo scandalo ambientale dell’azienda chimica DuPont, tratto dall’articolo del New York Times Magazine di Nathaniel Rich. Mark Ruffalo è l’avvocato Robert Bilott, colui che ha sfidato l’azienda, “L’avvocato che è diventato il peggior incubo di DuPont” (da chi sarà interpretato in Italia? Da Lino Balza?).   Nel cast del film troviamo anche Anne Hathaway. Bill Camp, Victor Garber, Mare Winningham, William Jackson Harper e Bill Pullman fanno anch’essi parte del cast.  Sceneggiatura scritta da Matthew Carnahan e Mario Correa. Billot è anche consulente del progetto.