La catastrofe ecosanitaria Pfas in Veneto.

Si apre il processo PFAS contro la Miteni di Trissino Il 23 marzo 2020 si entrerà finalmente nel merito dibattendo sui reati per disastro ambientale innominato e avvelenamento di acque e sostanze alimentari. Una catastrofe ecosanitaria che ha contaminato acqua, alimenti e già oltre 350mila persone. Dopo anni di silenzi, ha inizio il processo. Nell’auspicio che non faccia la fine di quello alla Solvay di Spinetta Marengo (leggila sul Sito).  Clicca qui una storia di 50 anni.

A Vicenza, l’Inca avvia 10 pratiche per il riconoscimento di malattie professionali, dovute ai Pfas della Miteni. Clicca qui.  Intervista ad un ex operaio, clicca qui.

Le aziende chimiche  sapevano fin dagli anni ‘50 della tossicità del PFOAComprese Montedison, Solvay, Miteni.  Sostituito il PFOA con PFAS a catena corta: ora è anche il C6O4 che inquina come cancerogeno. Clicca qui.

Provvisorie le prescrizioni della Provincia di Vicenza  per PFOA e C6O4. Clicca qui.

L’ARPA del  Veneto è all’avanguardia nello studio delle contaminazioni PFAS. L’ARPA del Piemonte è la retroguardia. Clicca qui.

Altri avvocati difensori della Solvay di Spinetta Marengo.

L’intervistatrice de Il Piccolo allarma che il PFAS C6O4 nelle analisi è presente in più punti della falda  attorno allo stabilimento e con maggior concentrazione sotto di esso. Dunque l’impianto, di cui Solvay –dietro copertura del segreto industriale- chiede alla Provincia addirittura l’autorizzazione AIA all’ampliamento: sta già rilasciando da anni  i veleni (L’allarme, documentato, della sua nocività, fu da noi lanciato almeno dieci  anni fa. N.d.R.) senza che la Provincia sia intervenuta a controllarli e bloccarli. D’altronde è risaputo che le cosiddette barriere di contenimento sono palliativi. Ma l’ingegnere  responsabile Claudio Coffano non l’ammette. Né ipotizza la messa al bando del C6O4, sostituendolo ad esempio con le sostanze studiate a rischio zero dall’Istituto Negri. Anzi, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, esplicitamente non esclude di autorizzare l’AIA: valutando ogni possibile rischio anche se qualcosa può sempre scappare ma non a cuore leggero (Morto più morto meno N.d.R). Affidiamoci, concludono entrambi, alla Solvay affinchè abbatta il più possibile il C6O4 nell’ambiente. L’intervistatrice infine chiede inutilmente notizie sull’emissione dai camini dei vietatissimi  CFC clorofluorocarburi.

C’è una battaglia in corso contro l’autorizzazione a Pfas C6O4, cosa fanno Cinquestelle e Forum Acqua?

La domanda scaturisce prepotente nel corso del dibattito sulle rispettive responsabilità e iniziative.  L’intervento del Movimento di lotta per la salute Maccacaro, “Le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai Cinquestelle”,  è infatti  oggetto di contestazione, e chiama in causa protagonisti eccellenti nella battaglia per l’acqua e i beni comuni: Riccardo Petrella, Beppe Grillo, Marco Bersani, Alberto Asor Rosa, Ugo Mattei, Paolo Carsetti, Corrado Oddi. Luigi Meconi…  (continua).  

I Cinquestelle respingono l’accusa del Forum Acqua.

Di aver abbandonato la “stella dell’acqua”: esibendo viceversa il proprio impegno contro i PFAS in Veneto, clicca qui. Impegno recente rispetto alle nostre denunce nazionali del 2008. I Cinquestelle piemontesi, ancora più in ritardo, non possono neppure mostrare pari enfasi. Hanno però l’occasione di sfoderare gli artigli contro l’autorizzazione per il Pfoa C6O4  chiesta dalla Solvay alla Provincia di Alessandria, dopo l’interrogazione parlamentare che hanno presentato, clicca qui. Complessivamente, non dimentichiamo che Cinquestelle ha responsabilità di governo, anzi di governi, dunque si attendono provvedimenti concreti a livello romano. Mettiamo le mani avanti dopo Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, Tap, Ilva ecc.

La giustizia dà ragione alle vittime del PFOA.

“Il  protagonista intende  dimostrare la diretta relazione tra i residui di PFOA scaricati in fiume da un grande gruppo chimico e i casi di malattie e deformità che colpiscono gli abitanti.  Da qui inizia una battaglia  lunghissima  a favore delle vittime che  getta un’ombra a dir poco oscura sull’utilizzo diffuso di sostanze chimiche  cancerogene (come il teflon), disegnando nel contempo un dispositivo di potere strettamente connaturato al capitalismo muscolare delle multinazionali. Un potere difficile da arginare se non a costo di tempo e sacrifici personali per arrivare a vittorie parziali che ristabiliscano i diritti fondamentali del singolo cittadino”.

Questa vicenda si svolge in America o in Italia? Il fiume è Ohio o Bormida? L’azienda è Du Pont o Solvay? L’antagonista si chiama Robert Bilott o Lino Balza? Per saperlo clicca qui.

Fridays For Future Alessandria davanti alla Provincia per manifestare contro il Pfas C6O4.

Non possiamo più stare a guardare: la Solvay di Spinetta Marengo inquina, e il silenzio dei politici (e dei giornalisti) ci sta uccidendo! Sabato 22 febbraio alle 17.00 manifesteremo in Piazza della Libertà ad Alessandria davanti a Provincia e Prefettura  per chiedere a gran voce, come da opposizione di Legambiente, che non venga autorizzato l’ampliamento della produzione del famigerato Pfas C6O4, della quale Solvay si rifiuta addirittura di rendere trasparenti e  pubblici gli standard. Vogliamo che le istituzioni impongano le azioni necessarie a rendere sicuro il luogo in cui viviamo: Bonifica integrale dell’area contaminata; Stop alle emissioni di sostanze tossiche e climalteranti; Screening medico della popolazione. Non vogliamo più vedere i nostri cari ammalarsi e morire a causa di Solvay. (continua)

Il record di tumori a Spinetta si concentra sui lavoratori Solvay (ex Montedison), ma anche questa correlazione viene nascosta nelle indagini epidemiologiche ufficiali: vedi https://www.telecitynews24.it/cronaca/1500-tumore-lavoro-piemonte-ogni-anno/ il Dossier.  

Il NO all’autorizzazione del C6O4  è ancora più tassativo in quanto gli studi hanno  individuato una ventina di composti che POSSONO  essere utilizzati in sua sostituzione (clicca qui  https://ilfattoalimentare.it/pfas-mario-negri-alternative.html ), dunque la multinazionale Solvay DEVE allo scopo utilizzare  i suoi astronomici profitti.

Intanto cresce l’allarme in Veneto: clicca qui  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Tutte le informazioni sul PFOA (C6O4) in 225 “post” sul Sito www.rete-ambientalista.it  gestito dal  Movimento di Lotta per la Salute “Giulio A. Maccacaro” .

Solvay sguazza nella palude politica ed etica di Alessandria.

A sentirli oggi, dopo l’ultima drammatica indagine epidemiologica,  la palude dei politici e giornalisti alessandrini sembra abbia scoperto l’acqua calda.  Non tutti: ad essere precisi c’è chi fra loro ancora esprime il dilemma: bisogna approfondire se la catastrofe ecosanitaria è causata dal polo chimico di Spinetta Marengo, cercare la pistola fumante, il nesso tra morti e assassinii. Clicca qui  le spudorate affermazioni, ascoltate in consiglio comunale ad Alessandria, di assessore e Arpa: Paolo Borasio, Cristiana Ivaldi, Alberto Maffiotti, Enrico Guerci.  Approfondire se? Pistola fumante? Dopo 50 anni, durante i quali  ho scritto in tutte le salse locali e nazionali pagine spesse come vocabolari, questi travestiti da marziani non osano pronunciare il nome del fatidico colpevole: lo stabilimento Solvay, ex Montedison! Approfondire se? Pistola fumante? La rivendicazione dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta è stato il tormentone ambientalista per un trentennio, amplificato da un’eco mediatica di rappresaglie padronali compreso il (mio) licenziamento. Nello stagno della complicità e della connivenza, giornalisti e amministratori nonché sindacalisti, avete stabilito un record di apnea volontaria che ancora oggi faticate a interrompere. Serrate gli occhi  infatti che anche abbiamo avanzato soluzioni precise per una bonifica vera e non finta, e opposto un no deciso ad autorizzare altro veleno Pfas.

Stante il ripetersi di questo storico vuoto politico (esemplare l’ineffabile assessore Borasio nel video clicca qui, la reazione delle minoranze consiliari (clicca qui) avrà l’effetto di un bicchiere d’acqua neppure fresca. Così dunque, duole dirlo, le iniziative  di Claudio Lombardi, l’unico tra gli assessori all’ambiente che ci diede ascolto promuovendo l’indagine epidemiologica, e che con Legambiente tenta di impedire l’ampliamento del C6O4: il sostituto del PFOA che denunciammo per la messa al bando dodici anni fa.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Clicca qui un commento di Claudio Lombardi, dopo l’assemblea a Spinetta dei ragazzi Fridays For Future. I quali hanno programmato una manifestazione davanti alla Provincia di Alessandria alle 17:00 di sabato 22 febbraio.

N.B Il testo è stato inviato come comunicato stampa… ai giornalisti non embedded.

I Pfas DEVONO essere eliminati come fu per il DDT. I Pfas POSSONO essere eliminati.

Il laboratorio di chimica e tossicologia dell’ambiente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano ha individuato una ventina di composti che possono essere utilizzati in sostituzione dei famigerati Pfas, gli acidi perfluroroalchilici che stanno causando un numero crescente di problemi all’ambiente e alla salute umana. La scoperta è arrivata nell’ambito di uno studio condotto con il ministero dell’Ambiente.

Lo studio del Negri dimostra che i Pfas non sono insostituibili e che esistono almeno una ventina di sostanze che potrebbero prenderne il posto. Secondo lo studio: “A partire da questa lista il ministero ha l’obbiettivo di fornire degli orientamenti precisi alle aziende che ne fanno maggiore uso.” Dunque Solvay non ha alcun alibi occupazionale a produrre C6O4, dunque l’autorizzazione AIA va negata dalla Provincia.

E’ inoppugnabile che Solvay sia responsabile delle morti.

L’ingegnere Claudio Lombardi per conto di Legambiente ha presentato alla Provincia di Alessandria opposizione all’autorizzazione AIA dell’impianto pfas C6O4 presentata dalla Solvay di Spinetta Marengo (AL), affinchè non sia peggiorato ulteriormente il disastro eco sanitario esistente nell’area. Nel documento allegato (clicca qui) commenta l’indagine condotta da ARPA e ASL sullo stato di salute della popolazione di Spinetta Marengo che  ha dimostrato in modo inoppugnabile, al di là di risibili difese d’ufficio, che in un’area circolare di circa tre km di raggio con centro il Polo Chimico ci si ammala e si muore molto di più che nel resto della provincia di Alessandria e del Piemonte. In qualità di ex assessore all’ambiente rivendica alle Amministrazioni interventi precisi.

Si muore di più attorno alla Solvay di Spinetta Marengo, molto di più.

All’assemblea indetta da Friday For Future  il  7 febbraio 2010 a Spinetta Marengo (Alessandria), il dottor Lelio Morricone, specialista  in Endocrinologia e Scienze dell’alimentazione, evidenzia e commenta (clicca qui il documento) le recenti pur incomplete ma già drammatiche indagini epidemiologiche, realizzate da Arpa e Asl, sullo stato di salute dei residenti nell’area (Fraschetta) dominata -per contaminazioni terra aria acqua-  dal polo chimico della multinazionale Solvay, e di conseguenza con eccessi per mortalità da tumori fino al 161,5% sulle medie provinciali e regionali. L’attenzione è particolarmente centrata sui danni da PFOA: una emergenza ormai mondiale nella quale l’Italia ha guadagnato il triste primato del più grande inquinamento.

Le considerazioni finali del dott. Morricone sono inequivocabili e agghiaccianti: Dall’analisi di questi dati si evince un importante incremento per patologie, tumorali e non tumorali, nella zona adiacente al polo chimico di Spinetta. Ciò è verosimilmente strettamente correlato alle esposizione a sostanze tossiche ed inquinanti relative all’area in esame”. Gli pseudo-scienziati al servizio di chi paga ovviamente contestano queste conclusioni. E i politici (perché no i sindacalisti) soprattutto quelli piemontesi, gli si nascondono dietro e non tutelano la salute della popolazione.  

Toscana e Solvay, tumori, Pfas e Commissione Ecomafie.

Il campanello di allarme sulla situazione epidemiologica della fascia costiera livornese, col suo epicentro a Rosignano,  non è più suonato dalla  associazione fondata da Giulio Maccacaro, che a Livorno in passato rappresentò  la storica antagonista di Solvay ma che oggi è stata silenziata da arbitrati legali con la multinazionale belga. E’ infatti muta spettatrice nelle procure di fronte ad una entità oltremodo drammatica di decessi rilevati dal CNR e soprattutto all’interrelazione tra malattie e inquinanti dispersi nell’ambiente dalla Solvay: clicca qui . Eppure è addirittura scattato il  divieto di utilizzo dell’acqua dei pozzi a Rosignano Solvay (clicca qui); mentre la Lega tenta di silenziare Rai 3 Report (clicca qui) ,  dopo il servizio sulla Solvay di Rosignano che ha riacceso i riflettori su una situazione intollerabile dal punto di vista ambientale, giudiziario, sanitario ed economico: clicca qui.  I Cinquestelle replicano con una interrogazione urgente  che reclama la bonifica alla Regione Toscana ma evita di investire  il governo: clicca qui .  Nel mentre però anche l’emergenza PFAS si estende in Toscana: clicca qui ;  come registra la stessa audizione della Commissione Ecomafie: clicca qui .

“Tera e Aqua” febbraio-marzo. Grandi navi e PFAS.

Tra i vari servizi: – La cappa nera delle grandi navi, attraccate per giorni coi motori accessi a Ve, Civitavecchia, Livorno, Napoli,Genova, La Spezia, Savona, Cagliari, Palermo e Messina.- Nel 2100 a Venezia il mare più alto di 82 centimetri.- Basta scavi nel canale dei Petroli. – Inaffidabili le prove sui modelli del Mose. Alternative al Mose: rialzi dei fondali e delle insule di Ve, difese locali ecc. – VI, VR, PD: Decenni di veleni al PFAS e 300mila contaminati.  Clicca qui.

Bisogna eliminare i PFAS dal Pianeta come fu fatto per l’insetticida DDT dagli Anni 70.

La contaminazione di esseri viventi e piante sta diventando un’emergenza mondiale. L’Italia ha guadagnato il triste primato del più grande inquinamento del mondo da PFOAClicca qui lo studio internazionale. E invece a Spinetta Marengo (Alessandria) Solvay pretende addirittura l’autorizzazione dalla Provincia per la produzione di C6O4.

All’assemblea Fridays For Future di Alessandria il grido d’allarme dal Veneto.

Mamme No PfasGreenpeace, Legambiente, lanciano un nuovo grido d’allarme per chiedere impegni concreti sul fronte ambientale e  sanitario, clicca qui:  https://www.vicenzareport.it/2020/02/pfas-nuovo-grido-dallarme-in-veneto/

Il PFOA non scompare praticamente mai dall’ambiente e dal nostro organismo,  è utilizzato produzione di polimeri fluorurati usati per realizzate abiti, scarpe, utensili di ogni tipo: clicca qui:  https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/effetti-bpa-bambine/ .

Ad alta tensione l’assemblea di Friday For Future ad Alessandria.

All’Assemblea indetta per il 7 febbraio  a Spinetta Marengo da “Friday For Future” in merito all’emergenza nazionale PFAS, le “Mamme No Pfas” hanno annunciato la partecipazione dal Veneto con un documento (clicca qui) intitolato “Solidarietà a tutta la popolazione di Spinetta Marengo che si sta mobilitando contro il grave inquinamento da pfas provocato dalla multinazionale Solvay. La vostra lotta è la nostra lotta!”. Per mezzo secolo è stata la “mia” lotta, fra rappresaglie compreso il licenziamento. Più di una volta ho ammonito gli spinettesi: avete ciò che meritate, avete la salute che merita la  vostra  passività nei confronti di Montedison e Solvay (e dei loro complici). All’assemblea le “Mamme No Pfas” troveranno sulle barricate gli spinettesi sotto la scossa dell’indagine epidemiologica che, pur monca dei nessi causali fra veleni e morti, di nuovo conferma per la Fraschetta (Spinetta) i tumori anche  al 50 per cento in più? Li troveranno sul piede di guerra perché, a dodici anni dalla nostra denuncia nazionale anche in magistratura, la Regione Piemonte non ha ancora avviato -a differenza della Regione Veneto-  il monitoraggio dei valori  PFOA nel sangue della popolazione, abnormi fra i lavoratori? Oppure li troveranno ancora sotto shock dopo le assoluzioni al processo per l’avvelenamento delle falde ad opera di un cocktail  di 21 cancerogeni, ai quali va aggiunto il PFOA che l’Arpa aveva “dimenticato” di accertare? O invece le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi innalzare la bandiera della vera bonifica dei milioni di tonnellate di veleni sotterrati, minacciando i politici che li stanno ingannando? Li troveranno con le armi puntate sulla Provincia intenta, nel silenzio dei sindacati, a concedere a Solvay addirittura l’autorizzazione AIA a nuovo C6O4: il sostituto altrettanto pericoloso del PFOA?   Li troveranno ancor più armati di sdegno alla lettura della mia “Lettera aperta” (clicca qui) alla “Commissione Ecomafie” che aveva ascoltato le omissioni e i falsi di Solvay e Arpa Piemonte intente ad occultare le loro  responsabilità storiche dolose o colpose, in particolare in merito all’inquinamento da PFOA? Insomma, il 7 febbraio le “Mamme No Pfas” troveranno gli spinettesi in lotta, o almeno presenti in massa in assemblea? Mi auguro di confermarlo nel prossimo “Post” sul Sito della Rete Ambientalista, 215esimo nello specifico dei PFOA.

Lettera aperta alla “Commissione Ecomafie” (se veramente vuole approfondire la verità).

La “Commissione parlamentare Ecomafie” ha convocato il direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto e i rappresentanti dello stabilimento Solvay di Spinetta Marengo (il plenipotenziario Marco Colatarci, accompagnato da Stefano Bigini e Andrea Diotto). Tra omissioni e falsi storici, essi hanno raccontato la loro versione del disastro ecosanitario di Spinetta Marengo (Alessandria), ovvero delle loro  responsabilità storiche dolose o colpose, in particolare in merito all’inquinamento da PFOA. Il Sito del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, con i suoi 215 specifici “post” è una specie di antologia di fatti, denunce e commenti sul PFOA. E’ augurabile che la Commissione ad esso faccia riferimento se intende veramente approfondire la verità dei fatti. Mi limiterò a segnalare gli ultimissimi “post”: (continua)

Sindacati e cittadini di fronte al drammatico studio epidemiologico di Alessandria.

Le “Mamme No Pfas del Veneto interverranno a Spinetta Marengo“per portare la loro testimonianza di lotta alla ricerca di verità”, clicca il link https://www.vvox.it/2020/01/31/pfas-no-lezioni-da-enti-che-hanno-inquinato/ . Le Mamme sono davvero incazzate: https://www.facebook.com/mammedanordasud/?ref=page_internal .

E gli Alessandrini, in particolare gli Spinettesi, sono altrettanto incazzati? Sembrerebbe di no a leggere i  temi critici proposti dai sindacati CGIL e UIL in assemblea pubblica  (al link  https://radiogold.it/cronaca/212780-vivere-fraschetta-21-gennaio-incontro-salute-sicurezza-spinetta/) , cioè in scaletta di priorità: condizione delle strade, esondazione del Rio Lovassina, manutenzione degli edifici scolastici, cimiteri, spazzatura e… stato di salute. Lo slogan gridato è “16.500 cittadini della Fraschetta dicono basta!”.  Ben altro punto avrebbe dovuto essere all’ordine del giorno: “Lo studio epidemiologico di Arpa e Asl, dove i dati dei ricoveri ospedalieri fanno emergere che a Spinetta ci si ammala almeno il 50 per cento in più che nel resto della città”. Evidentemente sono considerate “Tutte bufale”, come è stato concesso di commentare al  capo del personale della Solvay, Paolo Bessone. Al riguardo, significativi sono i servizi su La Stampa, cliccali: https://www.lastampa.it/alessandria/2020/01/23/news/gli-abitanti-in-assemblea-spinetta-marengo-abbandonata-da-40-anni-1.38371736 . Che dire? Ancora una volta: gli spinettesi hanno la salute che si meritano! compresi i sindacati conniventi e collusi!

Un soprassalto di dignità è insorto (clicca qui: https://www.lastampa.it/alessandria/2020/01/23/news/spinetta-abbandonata-perche-non-c-e-stata-un-assemblea-pubblica-per-i-dati-sui-tumori-1.38371791 ) nel segretario provinciale CGIL  Franco Armosino, polemizzando contro il Comune per non aver presentato lo studio epidemiologico alla popolazione, soprassalto subito represso:  ipocritamente rinunciando a commentare i drammatici dati che pur conosce benissimo, se non altro perché completi glieli abbiamo perfino inviati. E’ lo stesso sindacato che per trenta  anni ha “tollerato” il PFOA (celeberrimo il volantino Filcea CGIL che ci rideva sopra) e che ora tace sul C6O4.

PFOA emergenza piemontese e non solo veneta.

La Regione Veneto,  a differenza dell’omologa amministrazione Piemonte, è stata costretta a muoversi sul disastro PFAS e risponde alle accuse (clicca il link https://www.veronasera.it/attualita/pfas-isde-regione-veneto-18-gennaio-2020.html ) scaricandole sul Governo e rimarcando che sta “ attuando il più grande screening locale mai effettuato in Italia”, e punta il dito sul Piemonte: “Non è un problema del Veneto, quando è emerso che nella questione è coinvolta buona parte del territorio italiano e che analisi scientifiche effettuate hanno portato a svelare che nelle acque del fiume Po esistono quantità di Pfas di nuova generazione (quelle scaricate da Spinetta Marengo n.d.r.) quasi 2.000 volte superiori che sotto l’azienda Miteni di Trissino”. I medici dell’ISDE replicano (clicca il link http://www.quotidianosanita.it/m/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=80652 )  l’ inerzia della Regione Veneto per 7 anni da quando è scoppiato il caso Miteni.  Che dire della Regione Piemonte per 22 anni da quando abbiamo fatto scoppiare il caso Spinetta Marengo? Non a caso il presidente veneto Luca Zaia cerca di nascondersi davanti alla Commissione Parlamentare Ecomafie: “Non siamo l’unica terra degli inquinati”: clicca il video https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-Veneto-Pfas-b68c61be-09df-4f0a-98e8-719f23cc611b.html  .

L’allarme PFOA che lanciammo nel 2008 riguardava tutta l’area del Po.

L’allarme PFOA che lanciammo nel 2008 riguardava tutta l’area del Po, non solo  l’alessandrino dove Solvay di Spinetta Marengo scaricava in Bormida, si veda ad esempio il video.  L’allarme si espanse dalla denuncia in Procura di Alessandria  e dai mass media, si veda ad esempio un link del 2009 https://www.ilsecoloxix.it/basso-piemonte/2009/09/08/news/tanaro-e-bormida-e-allarme-1.33219880

Però sugli stessi organi di informazione https://www.ilsecoloxix.it/basso-piemonte/2009/09/08/news/l-arpa-fiumi-nessun-allarme-1.33219903   (e, si presume,  nella relazione alla Procura) l’Arpa, per bocca dello stesso direttore regionale Enrico Garrou, negò  che gli abnormi livelli di contaminazione PFOA presenti in Bormida, Tanaro, Po fino alla foce, meritassero l’allarme : “Zero allarmismo. Il rischio è minimo”. Di rincalzo l’assessore  regionale all’Ambiente Nicola De Ruggero: “Non invertiamo le priorità, a noi preme  la bonifica del cromo esavalente” …al punto che nel 2020 neppure è stata avviata. Invece, nel 2009 addirittura, per assessore provinciale all’Ambiente Lino Rava:  “Il piano di bonifica  sta volgendo al termine”.

A questi autorevoli personaggi non parrà vero che oggi  per controllare l’inquinamento delle acque di laghi e fiumi siano in arrivo dei droni acquatici (vedi link  https://www.msn.com/it-it/notizie/tecnologiaescienza/droniin-campocontro-inquinamento-acque/ar-BBZnkRu), o che la Du Pont sia stata costretta ad acquistare costosissimi filtri ad osmosi inversa per cercare di rimuovere i PFAS che hanno contaminato le acque e che sono nel sangue.

Contaminazione PFOA anche attraverso la pelle.

Studi scientifici di primario livello  dagli Stati Uniti confermano come i PFAS penetrino nel sangue anche  con il contatto attraverso l’epidermide, non solo per inalazione e ingestione. Anche questo allarme l’avevamo lanciato -almeno dal 2008 con la denuncia altresì in magistratura- quando rivendicammo l’eliminazione del PFOA alla Solvay di Spinetta Marengo e le analisi cliniche dell’Asl sui lavoratori e i cittadini, nonché quando chiedemmo gli accertamenti medico scientifici preventivi sull’utilizzo del C604, altrettanto pericoloso sostituto del PFOA. Ma le autorità sanitarie del Piemonte hanno fatto orecchie da mercante, anzi Solvay attualmente conta sulla convivenza di Provincia e sindacati per ottenere all’ampliamento del C6O4 tramite  autorizzazione AIA che finora abbiamo bloccato con l’intervento di Legambiente. La Regione Piemonte continua a giocare una partita pericolosissima sulla pelle degli alessandrini. Clicca qui il link:  

https://www.veronasera.it/attualita/pfas-attraverso-pelle-guarda-regione-veneto-19-gennaio-2020.html

Alla Camera i Medici per l’Ambiente: Pfas un disastro sanitario.

I Medici per l’Ambiente alla Camera dei Deputati: è un disastro sanitario, i PFAS sono una delle più gravi emergenze ambientali mai affrontate, che richiede studi epidemiologici e interventi di bonifica. Clicca i link sui giornali e le TV:

https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/01/16/news/pfas_in_veneto_tra_piu_gravi_emergenze_per_salute_e_ambiente-245940873/

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-aa80c07f-8580-4a75-85db-05260a8457a4-tg1.html

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-medici-pfas-camera-documento-regione-veneto-36e6a716-aec2-4589-b32d-7c22156eba10.html

https://www.veronasera.it/attualita/pfas-isde-regione-veneto-18-gennaio-2020.html

I PFOA alterano la coagulazione del sangue e fanno danni al cuore.

La conferma dell’Università di Padova: su tutti i giornali e TG: clicca i link. Ma per Spinetta Marengo Solvay pretende l’autorizzazione a produrre C6O4 contando sulla complicità della Provincia di Alessandria e dei sindacati.

Pfas: alterano la coagulazione del sangue e aumentano il rischio cardiovascolare

«I Pfas alterano il sangue e fanno danni al cuore»

Esposizione ambientale ai composti perfluoroalchilici (PFAS) altera coagulazione del sangue

Pfas: alterano coagulazione sangue, la scoperta a Padova

I Pfas alterano la coagulazione del sangue, la scoperta a Padova

Collegamento tra Pfas e malattie cardiovascolari: le conferme da una ricerca italiana

https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/salute-c-un-legame-tra-pfas-le-sostanze-chimiche-presenti-in-vernici-e-farmaci-e-le-malattie-vascolari_13889246-202002a.shtml

https://www.padovaoggi.it/attualita/scoperta-padova-pfas-alterano-coagulazione-sangue-padova-24-gennaio-2019.html

https://ilbolive.unipd.it/it/news/pfas-alterano-coagulazione-sangue?amp=

PFAS/PFOA incriminati dagli Usa all’Italia, ma in Italia solo il Veneto si muove.

I medici Isde (associazione italiana medici per l’ambiente): in Veneto emergenza sanitaria e ambientale, sono necessarie azioni urgenti, come la mappatura dei pozzi e studi epidemiologici per individuare gli effetti degli Pfas sulla salute della popolazione. Le responsabilità della Regione.  Clicca:

WIRED clicca qui   

Verona sera clicca qui

TGR Veneto clicca qui

TG1 clicca qui

La Repubblica clicca qui

Terra Nuova clicca qui

Prosegue il piano di screening: clicca qui  

Il 20% delle donne under 30 malate di tiroide: clicca qui 

Dupont, Chemours e 3M davanti al Congresso per la contaminazione da PFOA: clicca qui

Anche Solvay tra gli accusati del crimine: clicca qui

PFAS: Piemonte e Veneto sono entrambi in Italia?

In Veneto il 20 gennaio si avvia il processo contro Miteni di Trissino.

In Piemonte la Provincia di Alessandria non ha ancora negato alla Solvay di Spinetta Marengo l’autorizzazione al C6O4.

In Veneto  prosegue il piano di screening, oltre 72.000 persone invitate e più di 42.000 visitate: clicca qui
www.padovaoggi.it/attualita/pfas-screening-esami-montagnana-bassa-padovana-09-gennaio-2020.html

Il 20% delle under 30 malate di tiroide: clicca qui.

https://www.vvox.it/2020/01/09/pfas-malattie-legate-tiroide-colesterolo-dati-dicembre-2019/

In Piemonte mai è stato avviato un piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta.

In Veneto arrivati i piani di bonifica del sito dell’ex Miteni: clicca qui

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-inquinamento-Pfas-arrivati-piani-di-bonifica-sito-ex-Miteni-59c476ac-30b9-48e4-98a7-f548b1881e8c.html

In Piemonte non c’è piano di bonifica di PFOA C6O4 del sito della Solvay.

No all’autorizzazione del pfas C6O4 della Solvay di Spinetta Marengo.

A maggior ragione dopo l’indagine epidemiologica ad Alessandria: un intero territorio nella morsa degli inquinanti e dei morti. Clicca qui  il Movimento di lotta per la salute Maccacaro. Clicca qui l’ex assessore all’ambiente.

Per le indagini in falda di Pfoa e C6O4, l’Arpa Piemonte applicherà anche per Spinetta il modello 3D dell’Arpav Veneto? Clicca qui.

Come già per la Solvay di  Spinetta, anche per la Miteni di Trissino le cosiddette barriere idrauliche non rappresentano assolutamente la bonifica, ma al più una messa in sicurezza temporanea. Clicca qui.

I tumori nell’area della Solvay di Spinetta Marengo sono superiori del 30% della pur alta media alessandrina.

Fino al 50% per gli uomini, cioè per i lavoratori del polo chimico, stante l’evidente  stretta relazione tra  patologie e sostanze lavorate e smaltite. Lo rileva lo studio epidemiologico (ricoveri ospedalieri di ARPA e decessi di ASL 1996-2017): non è una novità ma una storica conferma che denunciamo da decenni. Perfino il direttore provinciale  Arpa finalmente ammette che a Spinetta ci si ammala e muore di più. Meglio tardi che mai ammette che l’inquinamento in falda è destinano al peggioramento, cioè non è in atto una vera bonifica, che le emissioni dai camini non sono a norma, che l’impianto di depurazione non funziona. E finalmente ammette che -malgrado i nostri ripetuti solleciti- solo dal  2012 ha misurato il PFOA e solo ultimamente il C6O4, entrambi PFAS considerati cancerogeni nel resto del mondo (esemplari i limiti imposti dallo Stato del Massachussetts). Per il C6O4 addirittura Solvay ha appena chiesto l’autorizzazione alla Provincia di produrlo e scaricarlo in aria e acqua. Servirà da stop la recente sentenza di Cassazione che ha sanzionato per Spinetta  “un evento distruttivo all’incolumità pubblica di proporzioni straordinarie, un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile”? Considerato che  una vera bonifica del pregresso neppure è iniziata? Noi ancor meno che mai contiamo su una svolta delle attuali Giunte. Alle quali, e alla multinazionale belga, gran parte dei mass media sono proni. La magistratura penale? speriamo in quella di Vicenza contro la Miteni, fornitrice di Solvay. All’impotente procuratore generale di Cassazione infatti non  è rimasto, a giochi fatti nei primi due gradi di giudizio, che esclamare: “Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente nel portafoglio”.

Il “delitto perfetto” della Solvay assolto anche in Cassazione.

Come di  norma: i “grandi processi” in sede penale garantiscono  impunità sicura ai crimini tramite prescrizioni, assoluzioni, nessun risarcimento alle Vittime, nessuna bonifica; ma sono il bengodi degli avvocati. Lo stesso Procuratore generale della Cassazione è sconsolato:  “Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente [Solvay] nel portafoglio”. Dopo tre gradi di giudizio, infatti, Solvay è stata condannata ad indecenti risarcimenti di 10mila euro ad esempio per la leucemia di un bambino. Le sentenze penali, pur avendo definito la catastrofe ecosanitaria di Spinetta Marengo “un evento distruttivo di proporzioni straordinarie, un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile, uno sprezzo assoluto degli imputati all’incolumità pubblica”, poi  non hanno applicato la relativa legge 439 del codice penale (18 anni di reclusione), anzi non hanno comminato neppure un giorno di galera.  E’ una sentenza che getta un’ombra scura sull’imminente processo a Vicenza contro Miteni, fornitrice dei Pfas a Solvay. Clicca qui la controinformazione giornalistica nel comunicato stampa del Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Pfoa. Il film sullo scandalo.

In Italia non l’abbiamo ancora girato.  Finora, su Solvay di Spinetta Marengo e Miteni di Trissino,  abbiamo solo i servizi delle Iene e di Report (per questa trasmissione attendiamo la seconda puntata che Solvay tenta di impedire con l’intimidazione di querela). Invece negli Stati Uniti è in uscita “Dark Waters”, il film sullo scandalo Du Pont, che concorrerà agli Oscar. Todd Haynes dirige il dramma basato sullo scandalo ambientale dell’azienda chimica DuPont, tratto dall’articolo del New York Times Magazine di Nathaniel Rich. Mark Ruffalo è l’avvocato Robert Bilott, colui che ha sfidato l’azienda, “L’avvocato che è diventato il peggior incubo di DuPont” (da chi sarà interpretato in Italia? Da Lino Balza?).   Nel cast del film troviamo anche Anne Hathaway. Bill Camp, Victor Garber, Mare Winningham, William Jackson Harper e Bill Pullman fanno anch’essi parte del cast.  Sceneggiatura scritta da Matthew Carnahan e Mario Correa. Billot è anche consulente del progetto.

Solvay è inorridita: sono tutte accuse false, attacchi infondati. E’ da 107 anni che siamo benefattori in Italia.

Luci e ombre di Report. Clicca qui.

Solvay, inquinamento da Pfas/ “Emergenza nazionale”: giallo nuova sostanza a Spinetta Marengo.

Clicca qui Padelle antiaderenti: la Danimarca è il primo paese in Europa a bandirle dal mercato 

In Belgio la testata nazionale “Het Belang van Limburg” ha dedicato due intere pagine scandalizzate al caso di Spinetta Marengo. Clicca qui.

Pfas: informare nelle scuole per agire insieme. Clicca qui.

Clicca qui VARESEPRESS  Report, tre territori – Alessandria, Livorno e Ferrara – devastati da Solvay

PFAS si trovano in moltissimi prodotti di uso comune ed in vari settori dall’igiene personale, igiene domestica, tessile, conciario, automobilistico, aeronautico etc. in quanto vengono utilizzati per tutti i prodotti con impermeabilità quali mascara waterproof, carte da forno, trattamenti idrorepellenti, resistenza alle macchie, per fare qualche esempio. Rimangono in circolazione per decenni, quindi vanno  tolti subito dalle produzioni. Clicca qui.

I crimini dell’industria chimica. Clicca qui AmbienteVenezia

Solvay inorridita respinge le false accuse. Clicca qui.

Luci e ombre di Report.

Report, condotto su RAI 3 da Sigfrido Ranucci, nel servizio su Solvay del 2 dicembre 2019 di Adele Grossi, al quale ho collaborato, può aver deluso se lo si considera concluso e non una prima puntata di una più ampia investigazione, tipica del giornalismo che caratterizza la trasmissione. Aver concentrato, come prologo,  in una unica serata la rappresentazione di tre territori – Alessandria, Livorno e Ferrara – devastati da Solvay, infatti non poteva evitare il rischio di superficialità e inconcludenza  soprattutto per Spinetta Marengo (AL). Qui, infatti, il servizio giocoforza si è limitato per grandi linee a raccontare ai telespettatori più ignari la fotografia della catastrofe sanitaria e ambientale, marcando dunque due grandi limiti di visibilità. Il primo riguarda il tragico passato: non sono emerse le responsabilità di coloro che hanno provocato il disastro, eppure esse hanno nomi cognomi precisi che per 50 anni chi scrive [1] ha, urbi et orbi su giornali e libri,  denunciato e documentato (e incassato rappresaglie), responsabilità di morti  e malattie – passate e future –  che vanno oltre Montedison/Solvay e che investono direttamente sindacati, magistratura, arpa, asl, comune, provincia e regione. Il secondo limite della trasmissione, che deriva dal primo ma che è fondamentale, concerne il tragico futuro: è un dovere etico e morale, anche dei giornalisti di Report, non solo del sottoscritto, scongiurare nuove  criminali azioni  volte a incrementare inquinamento e morti. Il buco giornalistico non dubito che verrà con urgenza colmato scovando l’Indagine epidemiologica che Solvay riesce a nascondere nei cassetti della Regione, e tramite una documentata denuncia del tentativo in corso di Solvay Speciality Polimers Italy  di far approvare dalla Provincia di Alessandria l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale per  “Estensione della produzione ed uso di cC6O4” nello stabilimento di Spinetta Marengo. Questa operazione Solvay sta cercando di concretizzare da un lato  ricattando con minacce di licenziamenti  il silenzio-assenso dei sindacati, dall’altro cercando di opporre un fantomatico “segreto industriale” ovvero chiedendo alla Provincia di censurare sulla richiesta di AIA, con 56 omissis, informazioni essenziali che ci consentirebbero  la valutazione dei potenziali effetti ambientali del cancerogeno C6O4 soprattutto per quanto riguarda il quadro emissivo. Addirittura Solvay chiede e ottiene dalla  Provincia, complici  Regione e Comune, di allontanare dalla Conferenza dei Servizi il rappresentante di Legambiente nazionale onde  occultare i drammatici dati Arpa. Stante questo scandalo, è stato annunciato esposto anche alla Procura di Vicenza dove è avviato il processo Miteni (fornitrice di Solvay) sulla catastrofe ecosanitaria in Veneto procurata dai PFAS, di cui appunto il  C6O4. [2]. Su questo pericoloso scandalo, con ricadute nazionali, attendiamo, a breve, la prossima puntata di Report. Al quale si chiede  il ruolo di investigatore, non certo di comminare sentenze: queste competono ai tribunali che, ahinoi, come confermerà prossimamente la Cassazione, per l’avvelenamento doloso delle falde di Alessandria assolvono gli imputati principali dei reati più gravi e per i reati minori condannano i piccoli imputati a lievi pene in prescrizione.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

[1] “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

      “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”

[2] Comunicato stampa 19/11/19 del “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”. Clicca qui.

[Nota]. I PFAS-PFOA-C6O4 sono oggi una emergenza ecologica nazionale. Il C6O4, Pfas a catena corta, nei nostri esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria (e a tutte le Istituzioni locali e nazionali)  già dieci anni fa era  stato additato, presente nel sangue,  come sospetto cancerogeno in sostituzione del PFOA contro il quale avevamo lanciato una campagna nazionale che ne aveva decretato la scomparsa nella lavorazione dello stabilimento di Spinetta Marengo.  Ma non nelle acque e nel sangue dei lavoratori e dei cittadini, ancora oggi privati di ogni tutela Asl Arpa!

Per le  responsabilità storiche dell’Arpa, ad esempio, si possono consultare, nella colonna “Argomenti” del Sito www.rete-ambientalista.it,  102 “post”  alla voce “Arpa” ovvero 24 “post”  alla voce “Maffiotti”; a tacere dei quasi 400 “post” alla voce “Solvay”.

Sotto processo, in tribunale e TV, Miteni in Veneto e Solvay in Piemonte e Toscana.

Report, il programma che ha fatto la storia nell’ambito del giornalismo investigativo in tv.  Sigfrido Ranucci e la squadra di Report, lunedì 2 dicembre su RAI 3 ore 21,20 ancora una volta in prima fila con un servizio alla realizzazione del quale abbiamo attivamente collaborato…

… i Pfoa e C6O4 scaricati nei fiumi e Spinetta Marengo (Alessandria): clicca qui;

… il mercurio scaricato in mare a Rosignano (Livorno): clicca qui.

Solvay ordina alla Provincia di cacciare Legambiente per autorizzare il Pfas C6O4. Intervenga la Magistratura.

Le Procure di Vicenza e Alessandria acquisiscano la relazione integrale dell’Autorizzazione AIA chiesta da Solvay: con 56 “omissis” tenta di nascondere i rischi per la salute del cancerogeno C604. I sindacati, ricattati dai licenziamenti, tacciono. Clicca qui, nel documento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, tutti gli elementi dello scandalo .

CGIL CISL UIL di Alessandria testimoni PFAS a favore di Miteni?

Se  ad Alessandria l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale  promuove alla Solvay il C6O4  (Pfas a catena corta), Miteni avrà buon gioco a contestare alla Procura di Vicenza che questa sostanza  non può entrare come tossica e cancerogena nel capo di imputazione.  Solvay chiede ai sindacati alessandrini questa “licenza di uccidere” tramite silenzio-assenso in Conferenza dei Servizi, in cambio, si sospetta, del ritiro di 28 licenziamenti. Perciò il “Movimento di lotta Maccacaro” ha intimato ai sindacati –clicca qui la lettera aperta– di troncare di netto lo sconcertante  sospetto di inciucio sottoscrivendo integralmente il documento degli ambientalisti di opposizione all’AIA.   

PFAS PFOA: il C6O4 processato a Vicenza, barattato ad Alessandria in cambio di licenziamenti.

Clicca qui il Comunicato stampa del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”:

L’8 novembre Solvay incontra ad Alessandria i sindacati ai quali offre di convertire 28 licenziamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo a Spinetta Marengo del tossico e cancerogeno C6O4: per il quale infatti ha chiesto alla Provincia -malgrado l’opposizione delle Associazioni ambientaliste- l’Autorizzazione Integrata Ambientale.

L’11 novembre inizia a Vicenza il processo contro Miteni di Trissino per avvelenamento doloso delle acque: ne fa parte anche il C6O4 (PFAS a catena corta) che è stato trovato nel sangue.

Clicca anche Pfas, la Regione controlla tutti gli alimenti in Veneto

Clicca anche https://www.vicenzatoday.it/politica/pfas-ricerca-inquinanti-emergenti-regione-veneto-guarda-novembre-2019.html

La Provincia di Alessandria neghi alla Solvay l’Autorizzazione Integrata Ambientale al C6O4/ PFAS di Spinetta Marengo (AL).

No all’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Solvay.

Il nostro allarme partì da Alessandria anche con esposti denuncia alla Procura già nel 2009,  attualmente il C6O4 (Pfas a catena corta, tossico e cancerogeno)   è oggetto di indagine in concomitanza con il processo Miteni di Trissino al tribunale di Vicenza, (clicca qui),  nonché per lo stesso la Solvay  -sotto ricatto di licenziamenti-  ha chiesto alla Provincia di Alessandria   l’Autorizzazione Integrata Ambientale AIA: contro la quale si oppone Legambiente nazionaleclicca qui il documento a Provincia e Comune. Le analitiche contestazioni scientifiche di Legambiente integrano esemplarmente quelle contenute negli innumerevoli esposti succedutisi dopo il 2009. Clicca qui il Comunicato stampa di “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”.

Parte il processo PFAS contro Miteni e rimbomba per Solvay in Alessandria, tra mancate bonifiche, possibili inceneritori, allarmi per alimenti e contenitori, licenziamenti e omertà sindacali. Allarme nazionale.

Alla vigilia del processo PFOA contro la Miteni di Trissino (11 novembre),

dopo le critiche del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” nella costituzione delle Vittime parti civili nel procedimento penale e il sopraggiungere di nuove testimonianze: clicca qui,

si infittisce la polemica in merito alla bonifica, questione che sarà centrale nel corso del processo: clicca qui.

All’orizzonte della bonifica compare addirittura un inceneritore  che la società Ecoprogetto Venezia  intende realizzare anche a quello scopo nel sito di Fusina-Venezia: clicca qui.

D’altronde, quando si parla di Pfas si intende anche il C6O4 (Pfas a catena più corta) anche esso  trovato nel sangue. A sua volta, l’Istituto superiore di sanità ISS ha divulgato i dati che dentro il corpo dei bambini stanno arrivando  “dosi settimanali” di Pfoa, segno  che il veleno bioaccumulabile viene assunto tanto negli alimenti che dalle confezioni degli alimenti. L’allarme dunque è nazionale: clicca qui.

L’attenzione dunque si sposta di nuovo sulla Solvay di Spinetta Marengo dove il C6O4 ha sostituito il Pfoa, per anni scaricato in Bormida/Tanaro/Po.

Ebbene, ad Alessandria Solvay ha contemporaneamente inaugurato un nuovo impianto e annunciato che intende aumentare del 30% la capacità produttiva di fluoroelastomeri, cioè il Tecnoflon, perciò estendere la produzione e l’uso di C6O4: clicca qui l’autorizzazione AIA Autorizzazione Integrata Ambientale  chiesta alla Provincia,

e contemporaneamente ha annunciato la procedura di licenziamento per 28 persone.

Insomma si offre ai sindacati di convertire i licenziamenti in prepensionamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo del C6O4: emissioni in atmosfera, emissione di liquidi e reflui, e relativi effetti sulla salute di lavoratori e cittadini.

Per quanto riguarda liquidi e reflui, altra coincidenza, la notizia di un inceneritore (tra Alessandria e Asti)  grazie ad un colossale finanziamento regionale ad una società mista pubblico-privata. Coincidenza, solo temporale? con l’inceneritore veneto?

Il tutto sta avvenendo coperto dal massimo silenzio delle Istituzioni e dei Sindacati. Silenzio che rompiamo.

DOCUMENTO TRASMESSO A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE DAL “MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE MACCACARO”

Testimoniamo un documento chiave per il processo PFAS di Vicenza.

Una premessa è d’obbligo. Nel processo a Vicenza contro Miteni di Trissino,  riteniamo un grave errore da parte degli avvocati limitarsi a  chiedere per  le Vittime  parti civili (le  vere vittime: le altre parti civili sono in gran parte avvoltoi degli indennizzi)  un risarcimento di danno per “patema d’animo”, cioè una manciata di euro a fronte di un pesante capo di imputazione di avvelenamento doloso delle acque destinate all’alimentazione (articolo 439 del codice penale! oltre 16 anni di reclusione!), dunque di un delitto che ha colpito, colpisce e colpirà duramente la loro salute. Un delitto arcinoto da almeno cinque anni prima  che scoppiasse il caso veneto.      

Tra gli imputati (2009-2015) del processo Miteni risulta Luigi Guarracino che a Spinetta Marengo per Solvay ha scaricato PFOA in Bormida-Tanaro-Po dal 2003 al 2008, direttore già condannato nei processi di Bussi (Pescara) e di Spinetta M. (Alessandria). Non abbiamo letto fra gli imputati il nome di Giovanni Costa, né sappiamo se è stato tra gli indagati. Presumibilmente sarà testimone chiave. Noi riteniamo che fosse quanto meno indagabile, essendo persona assai informata dei fatti, assai partecipe dei fatti, e i fatti qui consistono in particolare nell’avvelenamento dei lavoratori e dei cittadini tramite PFOA in acque e aria. Se utile ai fini processuali, rendiamo personale testimonianza e allegando (clicca qui) un documento – anno 2010-  inviato  dalla Sezione di Alessandria in carta intestata “Medicina democratica Movimento di lotta per la salute” e ampiamente diffuso. Dallo stesso risalta l’accusa  a Giovanni Coscia (e dunque ai suoi datori di lavoro, compreso l’ex direttore Luigi Guarracino… per 13 anni esperto di PFOA) di essere a conoscenza ovvero co-responsabile, quale  storico medico di fabbrica  sia della Miteni che della Solvay di Spinetta Marengo, dei danni provocati dal PFOA (poi C6O4), cioè di occultare la gravità della condizione sanitaria dei lavoratori e ingannando l’ignavia dell’Arpa.  Questo documento, ripetiamo: anno 2010, è entrato a far parte del corposo fascicolo degli esposti presentati alla procura della Repubblica di Alessandria con sottolineatura: “Noi riteniamo trattasi di una emergenza per Alessandria e il bacino del Po”. Lo stesso concetto lo divulgammo via internet e in assemblee sul territorio nazionale fin dal 2008.  Il documento è articolato in 24 dettagliatissimi punti, capi di imputazione quanto meno morali,  nell’ultimo dei quali a Giovanni Costa è esplicitamente  contestata -ribadiamo: anno 2010- la sua complice connivenza: Lei, pur sapendo di tutti gli studi (quarantennali) e divieti e risarcimenti (2005 Du Pont) internazionali nonchè dei livelli ematici di avvelenamento riscontrati in Spinetta e Trissino (donatori di sangue compresi), proprio Lei dovrebbe essere il primo a chiedere il bando della sostanza inesistente in natura e invece vende  la sua autorità per reiterare rassicurazioni  – mentendo anche in scandalose assemblee con i lavoratori – che essa non  provoca malattie, tumori/ malformazioni/alterazioni sessuali…  ma sarebbe pressoché innocua o benefica all’uomo. Lo sfidammo ad un confronto pubblico. Invano. Giovanni Coscia fa parte di quella categoria di medici che Maccacaro esecrava e denunciava.

MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE GIULIO A. MACCACARO

Quando le mamme s’incazzano.

Miteni di Trissino: processo da record per la contaminazione da PFAS. Clicca qui la video inchiesta di Andrea Tomasi.

Clicca qui un video di Nadia Toffa del 2016. Si tenga presente che le stesse Iene avevano sei anni prima trasmesso i servizi di Luigi Pelazza sulla Solvay di Spinetta Marengo. E che la campagna anti-PFOA era addirittura partita da Alessandria nel 2008.  

Ci sarà finalmente giustizia per le vittime del PFOA?

Alla vigilia del processo, il 20 ottobre a Venezia era prevista una grande manifestazione organizzata da Comitati e Associazioni per chiedere la bonifica del terreno sottostante l’ex fabbrica Miteni di Trissino, terreno ancora pieno di PFOA. L’udienza del processo, slittata all’11 novembre, non è  l’inizio né, purtroppo, sarà la  conclusione della  lunga battaglia, iniziata nel 2008 ad Alessandria,  per chiedere equilibrio tra sviluppo economico, industria, agricoltura e salute. Clicca qui.  In Corte di assise di Vicenza il reato contestato dovrebbe essere “Avvelenamento doloso delle acque destinate all’alimentazione”, come già per il processo di Alessandria contro Solvay. Clicca qui

Dal 2008 abbiamo allertato l’inquinamento di PFOA dal Bormida al Tanaro al Po all’Adriatico. Clicca qui

Dal 2008 abbiamo denunciato la presenza di PFOA nel sangue dei lavoratori e nei cittadini, anche donatori di sangue. Clicca qui.  Dal 2008 abbiamo anche affermato pericolose le pentole antiaderenti realizzate con il PFOA. Clicca qui.

Il PFOA è pericoloso anche per le ossa: affermano i ricercatori di Padova. Clicca qui.

La denuncia del comitato Mamme No Pfas: « Ci sentiamo abbandonati. Il ministro Costa parla e basta da due anni». Clicca qui.

Il M5S difende il ministro Costa: clicca qui.

Class action in Usa contro 3M, Dow DuPont, Chemours e altre sei società che hanno consapevolmente contaminato di PFOA il sangue dei cittadini. Il team dell’avv. Rob Bilott ha rappresentato decine di migliaia di vittime delle sostanze PFAS alcune delle quali sono state collegate a cancro, danni al sistema immunitario e riproduttivo ecc. Clicca qui.

Solvay: a Spinetta Marengo nuovo impianto di distillazione per incrementare la produzione di PFPE. Clicca qui.

“Nel sangue ho PFOA 8 volte superiore al limite TLV”.

Alberto Maffiotti Arpa di Alessandria.

Il PFOA nel sangue dei lavoratori della Solvay di Spinetta Marengo: stiamo continuando a ripetere. Non è una supposizione. E’ documentato da tempo. Carta canta: clicca qui e clicca qui. Riproduciamo (clicca qui) anche questa testimonianza (firmata). Aggiungiamo che questo lavoratore è stato risarcito dalla Corte di Assise con (risibili) 10mila euro, ma senza considerare il PFOA (assente nel capo di imputazione). Aggiungiamo che, fin dal 2008, i lavoratori hanno presentato esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria, riprodotti anche nei nostri innumerevoli esposti: clicca qui quello del 2009 (precisiamo che  l’allora responsabile Arpa è l’attuale).      

Emergenza PFOA sempre alla ribalta.

I Cinquestelle forniscono i dati in anteprima e sono accusati di utilizzo strumentale contro l’amministrazione regionale. Ufficialmente le popolazioni non hanno ricevuto alcuna comunicazione della ricerca dell’Università di Padova.  Clicca qui.  Insomma è una specie di palude dell’informazione. A proposito di paludi,  novità da ricercatori dell’Università di Princeton: clicca qui.

Pfoa Solvay. Continuano le rappresaglie contro chi la denuncia.

La sentenza d’Appello, immediatamente esecutiva, riconosce anche a me, fra le Vittime (tumori, leucemie ecc.) di Spinetta Marengo, 10mila euro di  risarcimento (che peraltro devolvo  per Casale Monferrato alla Ricerca per la cura del mesotelioma).  Però solo a me Solvay – illegalmente- non paga. Perché?  Per vendetta di un passato o anche di un presente? Dopo  40 anni di denunce e proposte, reduce da 7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione; infatti poi in pensione Lino Balza resta il principale accusatore di Solvay, in particolare per la incessante denuncia dell’avvelenamento PFOA delle acque e del sangue (continua).

Clicca qui La Stampa e Il Secolo xix “Processo Solvay, tutti risarciti tranne il dipendente attivista.  

Il governo dovrebbe fare ogni sforzo per tutelare la salute pubblica dal PFOA.

Pfas, già prodotti dalla Miteni di Trissino e utilizzati dalla Solvay di Spinetta Marengo, scaricati in falde e fiumi,  sono sostanze chimiche di sintesi utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti. E ancora per rivestire padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico. L’Onu ne chiede la messa bando entro il 2020. Clicca qui: Il corpo dei bambini è pieno di sostanze plastiche e PFOA, il nuovo studio

Ministro Costa: “Trovare sostanze alternative ai PFAS.

Il ministro all’Ambiente Sergio Costa  ha  conferito l’incarico all’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri di Milano di trovare  sostanze alternative ai micidiali Pfas per l’industria.

Ma alla Solvay di Spinetta Marengo esse sono già in lavorazione dopo che l’azienda belga è stata obbligata a cessare l’utilizzo del PFOA a seguito della denuncia e della campagna nazionale  nel 2008  della Sezione di Alessandria per il bando del PFOA (padelle antiaderenti, goretex, eccetera).  Questi sostituti (ADV e C604) sono a vario titolo tossici/cancerogeni/mutageni/teratogeni  e, abbiamo denunciato,  sono addirittura  già presenti insieme al PFOA nel sangue dei lavoratori. Ma senza controllo e intervento delle autorità sanitarie pubbliche. Clicca qui, nel documento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”,  tutte le gravissime responsabilità  della Regione Piemonte.

Clicca qui la testimonianza del lavoratore al quale Solvay rifiuta il risarcimento danni alla salute addirittura dopo  la sentenza del Tribunale: ennesima rappresaglia dopo  7 cause in pretura, 4 in appello, 2 in cassazione, tutte concluse con vittoria ma piene di sofferenze: dequalificazione professionale, cassa integrazione, mobbing, trasferimenti, licenziamento…   

Pfoa e screening alla tiroide.

Ad Alessandria l’Asl non fa controlli. A Vicenza sì, e ci  sono già i primi risultati. In quattro mesi, da marzo a giugno, delle 231 donne fra 21 e 30 anni invitate ad eseguire un’ecografia all’ospedale di Lonigo se ne sono presentate 179: il 77,5%. Ebbene, per 145 dei 179 casi analizzati, l’81%, il referto ecografico è negativo, mentre per altre 34, il 19%, l’esito è patologico o dubbio, e quindi il responso è sospetto (continua).