Allarme Pfoa in USA, Unione Europea, Governo e Regioni (eccetto Piemonte).

Rischio contaminazione per 19 milioni di americani.  http://www.rinnovabili.it/ambiente/pfas-rischio-contaminazione-italia/

Veleni connection nel Delta del Po  https://estremeconseguenze.it/2019/05/06/veleni-connection-nel-delta/

Inquinanti organici persistenti: la posizione dell’Unione europea : eliminare il PFOA.

Pfas, sangue contaminato anche a Trissino centro http://www.vicenzatoday.it/cronaca/pfas-trissimo-analisi-sangue-3-maggio.html

L’Emilia Romagna chiede un tavolo interregionale  https://veronanetwork.it/news/pfas-emilia-romagna-chiede-tavolo-interregionale/

Convocato il tavolo tecnico nazionale  https://www.rovigooggi.it/n/87259/2019-05-02/veneto-esperto-in-pfas-convocato-il-tavolo-tecnico-nazionale

Il mistero della bonifica della falda con solventi cento volte oltre i limiti di legge.

I giornali si interrogano. I pozzi della cosiddetta “barriera idraulica” non stanno bonificando la falda  sottostante lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo da solventi clorurati, cromo esavalente e Pfoa, cancerogeni per i quali la multinazionale belga è stata condannata anche in appello per disastro ambientale. Il direttore dell’Arpa, Alberto Maffiotti, sa benissimo, ma non lo dice, che questa bonifica è impossibile finchè dai terreni sovrastanti la falda i veleni stanno percolando nella stessa. Anche questo tipo di cosiddetta “bonifica dei terreni”, senza asportare la montagna di veleni,  infatti, è  completamente inidonea, insomma una  balla per prendere tempo e  risparmiare miliardi. Clicca qui Silvana Mossano.

Il C6O4 nel Po proviene dalla Solvay di Spinetta Marengo.

La sostanza appartiene alla famiglia dei Pfas di ultima generazione e  ha sostituito il PFOA nello stabilimento alessandrino che la scarica in Bormida e, via Tanaro, nel Po. Il presidente della Regione Veneto dichiara i Pfas una emergenza nazionale. Da Alessandria,  alla Regione Piemonte e ai Governi lo stiamo dicendo dal 2008. Clicca qui.

A “Presa diretta” il disastro dei PFAS: sapevano e hanno nascosto.

Clicca qui il video della trasmissione. Da notare le affermazioni false dell’amministratore delegato Nardone della Miteni. Nel 2008 denunciammo anche in magistratura l’inquinamento -delle acque e del sangue- da parte  della Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) con il  PFOA prodotto dalla Miteni, avviammo una campagna nazionale di informazione e denuncia che portò all’eliminazione del veleno nello stabilimento di Spinetta. Però il PFOA persiste nel sangue dei lavoratori e dei cittadini, grazie all’ignavia delle autorità sanitarie.  Clicca sul Sito della Rete ambientalista tutta la storia: https://www.rete-ambientalista.it/category/pfoa/

Disastro PFOA e non solo. Un dirigente Solvay chiama in correo la CGIL.

Riceviamo da un manager Solvay un documento redatto dalla CGIL di Alessandria che dimostra – a suo dire- che anche i sindacati, al pari dei dirigenti aziendali, hanno consapevolmente accettato per anni nello stabilimento di Spinetta Marengo produzioni nocive e che delle derivanti condizioni ecosanitarie sono dunque responsabili quanto lui, il quale, perciò, è stato giustamente -secondo lui- assolto nel processo per avvelenamento doloso delle falde e dolosa omessa bonifica.  (Continua su file allegato di Movimento di Lotta per la Salute Maccacaro)

Preoccupanti notizie per sostanze prodotte nel polo chimico di Spinetta Marengo.

La denuncia arriva dagli avvocati ambientali di ClientEarth e dagli esperti dell’ European Environmental Bureau, insieme a un folto gruppo di ONG europee. Tutti insieme hanno scritto al comitato europeo REACH:  mettete definitivamente al bando piombo, triossido di cromo, biossido di titanio, ftalati come il DEHP o il PFOA: metalli e composti chimici altamente inquinanti, cancerogeni e interferenti endocrini. (continua)

A tutte le mamme d’Italia da Nord a Sud.

Invito (clicca qui) di Mamme No Pfas Vicenza, Noi Genitori di tutti, Terra dei Fuochi-Campania, Mamme No Tap Puglia, Mamme di Alessandria-Piemonte, Comitato Legamjonici Taranto, Comitato Familiari Vittime Casa Dello Studente – L’Aquila, Forum H2O – Abruzzo, No HUB del GAS – Abruzzo, Associazione Abito su Misura, Mobilitazione Acqua Gran Sasso – Abruzzo

a partecipare alla grande manifestazione che si terrà a Roma: “Marcia per il clima e contro le grandi opere inutili”.

“Dall’Acqua del Gran Sasso all’ILVA e ai PFAS: storie di Lotte”. Clicca i video:

https://www.facebook.com/radioazzurragiulianova/videos/324352151610552/

http://www.tvsei.it/2019/03/bussi-ancora-uno-stop-alla-bonifica/

https://marsicanews.com/ilva-pfas-in-veneto-acqua-in-abruzzo-lotte-italiane-per-lambiente/

http://news-town.it/cultura-e-societa/24096-sito-per-le-bonifiche-di-bussi,-ancora-rinvii-bocciata-l-analisi-di-rischio-di-edison-per-piano-d-orta-forum-h20-ritardi-sempre-più-clamorosi.html

Emergenza Pfas Pfoa nel sangue, nell’acqua e nel cibo.

Le aree più a rischio sono in Veneto e Piemonte.

L’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, propone di rivedere i livelli di assunzione tollerabile per due PFAS (PFOS e PFOA). Clicca qui .

Uno studio sulle ragazze ventenni residenti nell’area rossa PFAS del Veneto: i Pfas alterano la funzione dell’utero interagendo col progesterone e bloccano i meccanismi che regolano il ciclo mestruale, l’annidamento dell’embrione e il decorso della gravidanza. Inoltre alterano la regolarità del ciclo mestruale e ritardano la comparsa delle prime mestruazioni. Clicca qui.

Esami del sangue? Inutili, se continua esposizione con acqua, aria e alimenti. Clicca qui.

Studio Usa: Pfas negli imballaggi dei fast food mette a rischio i cibi. Clicca qui 

Pfoa: aumentata la mortalità fra i lavoratori.

Le mamme No PFAS mostrano le analisi del sangue dei figli prima di firmare la delega legale.

Per neoplasie epatiche, diabete mellito e ipertensione arteriosa. Per la Miteni lo precisa la Regione Veneto nella sua stizzita replica a ISDE Medici per l’Ambiente: clicca qui. Per quanto riguarda gli addetti alle produzioni fluoropolimeri della Solvay di Spinetta Marengo non sono pubblici i dati di competenza dell’Asl di Alessandria.

Il Ministro Costa si attivi per i danni da PFOA della Solvay di Spinetta Marengo.

Premessa. Abbiamo già sollecitato il ministro all’ambiente Sergio Costa a intervenire –causa civile di risarcimento danni- per la bonifica in Alessandria dell’ecocrimine della Solvay di Spinetta Marengo, analogamente all’impegno preso per quello gemello di Bussi in Abruzzo. Ne abbiamo responsabilizzato anche amministrazioni, partiti, sindacati. Peraltro anche per la Solvay di Rosignano (LI) il ministero si è attivato. (Clicca i link per Solvay. Spinetta, Bussi e Rosignano).
Col presente documento, un ulteriore sollecito lo rivolgiamo in merito al disastro PFOA. Chiediamo:
“Come il Ministero dell’ambiente si costituirà nel procedimento a carico della Miteni di Trissino (VI) per i danni del PFAS del Veneto, così si impegni per quelli causati in Piemonte dalla Solvay di Spinetta Marengo”.

Si consideri che nell’audizione alla Commissione Ecomafie, il ministro Costa ha quantificato il danno ambientale veneto in 136,8 milioni di euro, come certificato da Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Clicca i link per il PFOA. Veneto e Piemonte.

Link per il PFOA. Veneto e Piemonte. Clicca:

PFAS, DANNO AMBIENTALE IN VENETO DA 136,8 MILIONI DI EURO. DATI ISPRA 
Alessandria – “Rete ambientalista in Procura per l’inquinamento” resoconto convegno di ieri 
https://www.iene.mediaset.it/2019/news/pfas-veneto-acqua-contaminata-miteni-toffa-emergenza-ambientale_293698.shtml
https://www.rivistamicron.it/temi/la-crisi-chimica-delle-pfas-aggiornamenti-da-oltre-oceano/
https://estremeconseguenze.it/2018/12/03/pfas-inquinamento-delle-prove/?amp

Link per Solvay. Spinetta Marengo, Bussi e Rosignano. Clicca:

https://alessandria.today/2019/01/26/balza-per-lecocrimine-di-spinetta-il-ministro-costa-disponga-lintervento-come-per-bussi/ 
http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2018/12/06/news/m5s-porta-a-roma-la-richiesta-di-una-indagine-epidemiologica-1.17536609
https://www.primadanoi.it/news/politica/574964/bussi-indagine-epidemiologica-ridicola-condotta-solo-su-100-persone.html
http://www.zonedombratv.it/bussi-il-sindaco-lagatta-sulla-bonifica-dei-terreni-cambia-idea-perche/
http://www.zonedombratv.it/bussi-al-comune-arrivano-carabinieri-e-guardia-di-finanza/
https://mag.corriereal.info/wordpress/2019/02/02/solvay-fe-pu-atension-la-nostra-pel-a-le-antel-voster-mon-porca-vaca-lissondria-tra-tani-e-burmia/

Solvay inquina grazie a complicità e connivenze.

Assai pochi, fra i nostri 23mila utenti della Rete ambientalista, conoscono l’esistenza de Il Piccolo di Alessandria. Anche gli alessandrini lo conoscono sempre meno. Soffocate le valide eccezioni in redazione, appare il tipico esemplare -da manuale- di disinformazione e censura giornalistica. Non è sempre stato così in tempi lontani. Guardiamo al futuro: al vaglio il nuovo direttore. Chi non crede, legga attentamente questa pagina del bisettimanale che (pur non presente!) riferisce del convegno nazionale sul PFOA organizzato da Legambiente, Pro Natura e Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro. Dalla lettura, noterà che il Movimento non è neppure citato: come se Lino Balza – il primo in Italia nel 2008 a denunciare i danni del PFOA! – non avesse svolto una relazione con tanto di video. Lo scopo della censura allo “J’accuse” è omettere le documentate denunce di connivenza e complicità con l’inquinatore Solvay/Spinetta Marengo rivolte agli amministratori di comune, provincia e regione, ai funzionari asl e arpa, ai sindacalisti, ai magistrati E ai giornalisti che hanno anche loro sulla coscienza morti e ammalati. Di seguito, forniamo le prove e i nomi.
Clicca qui la pagina di disinformazione e censura de Il Piccolo.
Clicca la relazione di Lino Balza, in video e trascrizione: Pfoa: rischi per la salute nel territorio di Alessandria.
Clicca le responsabilità dei magistrati: Pietra tombale su Ambiente e Vittime di Montedison/Solvay. Clicca qui come Il Piccolo censura il comunicato stampa.
Clicca Catastrofe ecosanitaria Solvay: le responsabilità dei giornalisti. che si nascondono dietro l’Arpa.
Per la censura sulla falsa bonifica clicca: Per l’ecocrimine di Spinetta il ministro Costa disponga l’intervento come per Bussi. Lo rivendichino i responsabili politici e amministrativi di Alessandria.

Pfoa: rischi per la salute nel territorio di Alessandria.

La trascrizione della relazione di Balza:
“Carta canta. Questa che ho in mano è la denuncia presentata alla Procura di Alessandria, a firma Barbara Tartaglione e Lino Balza. Denunciamo gli estremi di reato in cui incorrono le Autorità di Alessandria e del Piemonte (comune, provincia, regione, asl, arpa preposte alla tutela della salute pubblica per i loro comportamenti difformi dalle Omologhe del Veneto, pur in presenza di condizioni ambientali e sanitarie del tutto coincidenti. Provocate cioè dagli inquinamenti PFOA di Miteni a Trissino e da Solvay a Spinetta Marengo.” (continua)

Clicca qui Agora Magazine “Alessandria – “Rete ambientalista in Procura per l’inquinamento” resoconto convegno di ieri”

Legambiente capofila nell’emergenza Pfoa: come affrontarla.

 

Al convegno di Alessandria del 19 gennaio presenti per Legambiente il presidente nazionale Giorgio Zampetti con Fabio Dovana e Piergiorgio Boscagin presidenti piemontesi e veneti. Sotto la lente di ingrandimento i rischi per la salute nel territorio di Alessandria. (clicca qui il comunicato stampa). Sotto accusa Regione, Comune, Asl, Arpa, Provincia, Sindacati e la stessa Magistratura (clicca qui l’esposto denuncia). Come affrontare l’emergenza nazionale.

Infatti il Pfoa, perfluoroalchilico cancerogeno e interferente endocrino, è stato da anni scaricato dalla Solvay di Spinetta Marengo e si è propagato nell’ambiente e nelle falde acquifere defluendo attraverso Bormida e Tanaro fino ad inquinare le acque del Po. E’ arrivato ai prodotti alimentari e al corpo delle persone: è presente nel sangue dei lavoratori del Polo Chimico e presumibilmente dei cittadini di Alessandria. Con la collusione delle inerti Autorità pubbliche.

Pfas/Pfoa è emergenza sanitaria nazionale.

La presenza in donne in gravidanza può determinare anomalie nel corretto sviluppo, prima, del feto e, poi, del bambino, con conseguente rischio di infertilità, abortività, endometriosi, disturbi comportamentali nell’infanzia, forse anche di diabete e di alcuni tipi di cancro (testicolo, rene, prostata). Clicca qui.

Allarme ed emergenza Pfoa/Pfas non solo in Veneto.

Cosa sono e cosa provocano. “Ho visto operai con il seno”, clicca qui la testimonianza della dottoressa.
Università di Padova: “Modificano l’attività ormonale e causano infertilità” clicca qui.
Colesterolo alto in 23% residenti zona rossa, clicca qui.
«Ecco come interferiscono con gli ormoni», clicca qui.
Studio italiano conferma conseguenze su sterilità, lunghezza del pene e i testicoli, clicca qui.
Una ricerca dimostra che interferiscono con gli ormoni, clicca qui.
Pfas, scienziati mobilitati per tutti i dubbi sulla salute clicca qui
Ecco come danneggiano la fertilità clicca qui

PFOA. Al Parlamento europeo innalzati i limiti.

L’emendamento del Ppe ha innalzato il limite a 500 nanogrammi al litro e introdotto una distinzione tra i composti incriminati. La rabbia delle “Mamme No Pfas“. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato l’acido perfluoroottanoico (Pfoa) come cancerogeno alcuni anni fa. Nel frattempo, la concentrazione di Pfas nel sangue dei cittadini veneti è salita alle stelle mentre la falda acquifera risulta impossibile da bonificare. Clicca qui

L’azienda simbolo del PFOA chiude per fallimento.

Miteni chiude dopo le manifestazioni e i cortei delle popolazioni e i sequestri della magistratura. (clicca qui)
I lavoratori della Miteni in sciopero. (clicca qui)
I dati reali sullo stato di salute della popolazione esposta alla contaminazione da Pfas sono peggiori di quelli contenuti nelle relazioni (clicca qui)
Il Movimento 5 Stelle chiede di togliere le indagini sui Pfas alla Procura di Vicenza portandole a Venezia. (clicca qui).

Riflettori puntati sull’inquinamento da pfoa. Occhi bendati in Piemonte.

Metterli al bando e imporre vincoli nazionali: 14mila cittadini italiani al governo attraverso una nuova petizione Legambiente e Coordinamento Acqua Libera dai Pfas consegnata al ministro dell’Ambiente Sergio Costa. La Regione Veneto è l’unica in Italia ad aver fissato dei limiti a queste sostanze nelle acque potabili. Ma la presenza dei Pfas interessa l’intero territorio nazionale e le Agenzie regionali protezione Ambiente di Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Sicilia e Umbria stanno effettuando dei monitoraggi mirati. Clamorosa l’assenza della Regione Piemonte malgrado da decenni la Solvay di Spinetta Marengo (AL) abbia sversato Pfoa (oggi C6O4) dal Bormida all’Adriatico, e malgrado le nostre denunce.

Mamme No Pfas: : bonifica subito e se necessario sequestro immediato della fabbrica Miteni.

Il movimento dei genitori contesta Regione, Arpav, Provincia, Comune e Miteni che hanno tenuto una conferenza dei servizi, durante la quale le istituzioni venete hanno convenuto che l’azienda produca entro 60 giorni (il 4 novembre) un progetto di bonifica definitivo. “Non devono essere più concesse proroghe a questa azienda. Vogliamo che vengano imposti da subito i tempi per la bonifica, che Miteni si faccia carico di tutti i costi, e se necessario sequestro immediato della fabbrica».

 

PFOA: allarmato perfino il giornale della Confindustria.

Oltre alle ricadute delle vecchie produzioni Miteni nella zona di Trìssino (Vicenza) sono state trovate quantità importanti di Pfas agli scarichi della Solvay Solexys (ex Montefluos) a Spinetta Marengo (Alessandria) che usava i prodotti della Miteni per produrre l’antiaderente Algoflon. A monte dello scarico vi sono tracce appena percettibili di Pfas, mentre a valle dello scarico nella Bormida di Spigno il tasso è (secondi i punti) tra i 300 e i 6.500 nanogrammi per litro d’acqua. La confluenza con il Tanaro abbassa la concentrazione a 150-800 nanogrammi e la diluzione nel Po scende a 10-125 nanogrammi per litro. VAI AL DOSSIER PFAS de Il Sole 24Ore

Sapete cosa significa non poter lavare un’insalata? Non potersi lavare i denti? Fare una doccia al figlio?

Perché sapete che l’acqua è avvelenata da PFOA della Miteni? Le mamme di Vicenza dicono: basta! Cinque giorni e cinque notti di presidio permanente davanti alla Procura per chiedere risposte concrete. Un disastro ambientale che coinvolge tre province – Vicenza, Padova e Verona – con 30 comuni e oltre 500 mila persone. Clicca qui. Le Sostanze Perfluoro Alchiliche sono acidi molto forti, altamente tossici che agiscono come interferenti endocrini, accumulandosi nei tessuti e provocando – tra l’altro – alterazioni alla tiroide, innalzamento del colesterolo e infertilità maschile. Sono state assunte quotidianamente per decenni da migliaia di persone che pensavano di utilizzare acqua potabile. Ad Alessandria, malgrado le nostre denunce su lo scarico di Solvay fino al Bormida, è grave l’indifferenza delle Istituzioni.

PFOA: presidio davanti alla Procura per chiedere la chiusura della fabbrica e la bonifica del territorio.

Si conclude il lungo agosto “No Pfas”, che ha portato la questione del grave inquinamento sui tavoli dei ministeri dell’Ambiente e della Salute. Intanto, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una risoluzione per avviare la bonifica e continua il monitoraggio sanitario della Regione sui residenti della “zona rossa”: clicca qui. In preparazione una iniziativa di Legambiente ad Alessandria per il PFOA della Solvay.

Ma gli ambientalisti sanno dire solo no?

Giuseppe Teti, sindaco di Vignole Borbera (AL), chiede
“Cosa sono tutti sti no no no parliamo di inquinamento o di chiudere delle aziende ?”

Il sindaco si riferisce alla mailinglist dal titolo: “PER LA PREVENZIONE PRIMARIA I MOVIMENTI NO No solvay, No pfoa, No benetton, No tav, No ilva, No muos, No tap, No carbone, No nucleare, No dal molin, No glifosato, No amianto, No acqua privata, No razzismo, No guerra, No violenza…….”.

Domanda retorica, altrimenti strana da parte di un sindaco coraggioso ed encomiabile, come ha dimostrato in alcune occasioni: clicca qui Giornale7 e clicca qui La Stampa.

Tutti quei NO dei rispettivi Movimenti di lotta intendono affermare la PREVENZIONE PRIMARIA, cioè impedire a monte il realizzarsi di gravi attentati all’ambiente e alla salute, ciascuno dei quali era trattato sul Blog della Rete ambientalista. Il NO difficilmente si riferisce alla chiusura di un’azienda, semmai intende prevenire l’apertura di nuove fonti di rischio.

Scoperta-shock: l’inquinamento mette a rischio la fertilità dei giovani.

La ricerca condotta dall’Università di Padova su mille ventenni veneti parla chiaro: “Gli agenti inquinanti riducono la produzione di spermatozoi e la lunghezza dell’organo riproduttivo maschile”. Clicca qui. Nel mirino tra gli interferenti endocrini anche i PFOA, prodotti da Miteni di Trissino, oggetto in Veneto di una indagine di massa della Regione. Latitanza della Regione Piemonte invece per il Pfoa della Solvay di Spinetta Marengo. Eppure già dal 2015 Il Rotary Club di Alessandria, la Fondazione Cassa di Risparmio, l’Ufficio Scolastico Provinciale con la Struttura organizzativa complessa di Urologia dell’Ospedale di Novi Ligure (AslAl) in collaborazione con la Soc di Urologia dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, hanno avviato il progetto Pass (Progetto Andrologico Screening Studenti): clicca qui.

Il GenX, sostituto del Pfas, è arrivato nelle falde venete di Trissino. Nelle falde piemontesi di Spinetta Marengo cosa è stato del sostituto del Pfoa?

Acqua in bocca dell’ARPA di Alessandria per Solvay. Invece in Veneto siamo al sesto Rapporto sull’andamento del Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta a Pfas diffuso dalla Direzione Prevenzione della Regione: già accertate i veleni nel sangue di ottomila persone. (Clicca qui). Non solo, perchè colesterolo e pfas dimostrano di possedere uno stretto legame (Clicca qui). Perché si grida allo scandalo – polemizza Vincenzo Cordiano – per il GenX immesso dalla Miteni? Era stato autorizzato dalle amministrazioni (Clicca qui). In America la DuPont è stata costretta ad un risarcimento di 670milioni di dollari per 3.500 persone che, a causa del GenX, hanno subìto danni come cancro ai reni, cancro ai testicoli, colite ulcerosa ecc. L’azienda aveva scaricato la sostanza chimica dal sua impianto a Parkersburg, Virginia occidentale, nell’aria e nel corso dell’acqua lungo il fiume Ohio (Clicca qui).