I veleni della Solvay penetrano nelle case dalle cantine. I bambini i più a rischio.

Facciamo il punto sulla partita a scacchi che si gioca sulla pelle degli alessandrini. Manifestazione il 13 marzo.

La falda che scorre sotto Spinetta Marengo, compromessa dal disastro ambientale acclarato dalla sentenza della Cassazione del dicembre 2019, rilascia in superficie i cancerogeni cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene ecc. E lo fa introducendo i suoi “vapori” anche attraverso le fondamenta delle abitazioni. Gli accertamenti dell’Arpa sono iniziati l’anno scorso. La popolazione avvelenata è quella del sobborgo alessandrino. Questi accertamenti sono nell’ambito delle campagne di monitoraggio dei composti fluorurati in aria e ambiente, che il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” da mesi chiede (formalmente via PEC) all’Arpa di rendere pubblici per tutto il 2020, e non solo fino a luglio. (Clicca qui).

A sua volta, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Piemonte, Sean Sacco, completa il quadro dell’ecocatastrofe con ulteriori dati (clicca qui) evidenziando i drammatici risultati dell’indagine epidemiologica (incrementi di rischio del + 75% per mesoteliomi pleurici, + 90% per i sarcomi ecc. ) che va appunto completata oltre ai confini comunali. Si pensi che in Veneto si sta studiando anche l’associazione tra l’esposizione ai Pfas e le competenze cognitive e socio emotive dei bambini residenti nella zona rossa: è più che un sospetto di danni se consideriamo le rovinose evidenze già accertate in gravidanze ed esiti neonatali. (clicca qui)

Al culmine dei nostri esposti (clicca qui), la Procura di Alessandria ha finalmente avviato procedimento penale contro Solvay in violazione della sentenza di Cassazione per disastro ambientale e omessa bonifica. Per questo ultimo reato è evidente il fallimento, ad esempio, del Progetto operativo di bonifica per fasi riduzione cromo esavalente (terreni insaturi Area 2 Sottoarea 2b) approvato dal Comune di Alessandria e certificabile dalla Provincia, per il quale Solvay ha fornito garanzie finanziarie.

Con provvedimento immediato, insieme a ComitatoStopSolvay e Legambiente abbiamo chiesto almeno di fermare le produzioni del pfas C6O4 (appena autorizzato dalla Provincia). Solvay stessa ammette la chiusura, addirittura della fabbrica, ma non subito: il tempo di spremerla fino in fondo, basta che gli avvocati menino per le lunghe il processo e il ministero della transizione… transiga sui “Limiti zero pfas”. Clicca qui.

Alcuni politici e sindacalisti fingono di accettare perfino la chiusura dello stabilimento in cambio della localizzazione nell’alessandrino del deposito nucleare nazionale. In realtà puntano alla contemporanea presenza. Clicca qui.

Intanto alla procura di Livorno Vittorio Spallasso, che segue il processo di Alessandria, con il  fondo ambientalista Bluebell Capital Partners e M5S ha presentato esposto contro Solvay per l’inquinamento della costa tirrenica di Rosignano. Il processo Pfas contro Miteni riprenderà a Vicenza il 22 marzo. Il prossimo 13 marzo ad Alessandria manifesteremo in piazza contro la squallida partita a scacchi che si sta giocando sulla pelle di lavoratori e cittadini.

Sulla chiusura della Solvay di Spinetta Marengo.

Il polo chimico nel bel mezzo del paese

Solvay  dice di essere costretta chiudere Spinetta Marengo: senza i Pfas le produzioni gamma algoflon non sono più economicamente competitive. Non c’è ragione per non crederle osservando il mercato e soprattutto la bufera che si sta scatenando nel mondo contro i tossici e cancerogeni PFAS che imperversano in tutti i settori merceologici, dai biberon all’astronautica. Ovvio il parallelo con Eternit e Ilva. Dunque la chiusura è una eventualità reale e non una minaccia, come sembrano interpretarla i succubi sindacati con il ricatto all’opinione pubblica dei posti di lavoro in pericolo. Finora la minaccia aveva pagato grazie alla complicità di politici e giornali  e all’inerzia della magistratura, e soprattutto nascondendo gli scheletri nell’armadio (cartelle cliniche e dati epidemiologici). Finalmente la Procura di Alessandria è intervenuta, dopo oltre dieci anni di esposti che avevano posto fine al pfas PFOA ma non ai sostituti C6O4 e ADV. L’accusa è disastro ambientale e mancata bonifica in barba alla precedente sentenza della Cassazione. Di conseguenza Solvay ammette la chiusura. Però Bruxelles pensa: chiusura ma non subito, prima spremiamo fino in fondo la fabbrica, basta che gli avvocati menino per le lunghe il processo. A sua volta il ministro della transizione ecologica (continua il lungo articolo).  

Ma qui si sta morendo. Anche di Pfas.

Il comunicato concernente i PFAS della Solvay, che riceviamo dal M5S del Piemonte (clicca qui) è condivisibile laddove apprezza l’intervento della Procura di Alessandria che il “Movimento di lotta per la salute  Maccacaro” sollecita da sempre e con ben cinque esposti ultimamente.  E’ condivisibile per la parte che denuncia l’immobilismo e l’assenza della Giunta regionale per il biomonitoraggio umano e l’indagine epidemiologica dei lavoratori e della popolazione: rivendicazioni che, per quanto ci riguarda, datano quanto meno dal 2008. Aggiungiamo anche le indagini aria-acqua-suolo, ovvero la bonifica alternativa alle chiusure di impianti.

Però ci sono responsabilità che non sono bene messe in rilievo da Sean Sacco capogruppo regionale M5S, Susy Matrisciano Senatrice M5S,  Michelangelo Serra e Francesco Gentiluomo consiglieri comunali M5S Alessandria. I quali non riflettono sulle date (quanto meno andrebbe consultato il nostro Dossier, disponibile a richiesta). Responsabilità appunto ad iniziare quanto meno dal 2008 quando magistratura, arpa e amministrazioni ignorano il nostro esposto in procura che allarma sui Pfas PFOA, C6O4 e ADV. Dunque è quanto meno dal 2008 (e non dal 2012-13 come dice il comunicato M5S)   che mancano i monitoraggi dell’Arpa, fino al 2019 per il C6O4 e per l’ADV fino a pochi giorni fa.

Infine stupisce anche che nel comunicato non si associno a quella della Regione le responsabilità della Giunta provinciale di Alessandria che, in concorso con Comune e Regione, reiterizza addirittura nel 2020 a Solvay l’autorizzazione a produrre C6O4. A tacere che il ministro all’Ambiente, di nomina Cinquestelle, si è rimangiato l’impegno di fissare LIMITI ZERO PFAS: un crimine all’ambiente che non sarà certo emendato  dal nuovo ministro… per la transizione ecologica. Transizione? Ma qui si sta morendo! Ho riempito ben quattro libri di articoli (L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza) a forza di accusare quanti nei decenni hanno sulla coscienza le Vittime della catastrofe ecosanitaria di Spinetta Marengo.

Scoperti nuovi Pfas cancerogeni ad Alessandria. Scoperti? Ma se è almeno del 2008 che li denunciamo.

E’ dimostrato nelle centinaia di pagine de “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” che i morti e gli ammalati elargiti dal polo chimico di Spinetta Marengo stanno sulla coscienza (se ce l’hanno) di molti: non solo di manager (che in fondo fanno il loro sporco mestiere) ma anche di politici (ignoranti o briganti) e di giornalisti (ignavi o prostituti). Anche i magistrati hanno fatto la loro parte: quelli inquirenti che hanno buttato nei cassetti i nostri esposti  e quelli giudicanti che hanno lasciato a piede libero gli assassini e rilasciato all’azienda ulteriore  licenza di uccidere (si legga “Ambiente delitto perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia).

Nel 2019  si è concluso in Cassazione il processo al culmine personale di  tanti successi parziali di una lotta  che mi è costata quasi mezzo secolo di battaglie (e rappresaglie). A questo processo, deludente sotto l’aspetto delle pene agli inquinatori  e dei risarcimenti alle Vittime, è rimasta la coda della bonifica.

Dal 2019 abbiamo come associazioni e comitati tempestato la Procura di esposti (gli ultimi cinque del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” al procuratore capo Enrico Cieri: clicca qui), finchè in questi giorni è stato aperto un fascicolo per disastro ambientale e omessa bonifica  con relativi perquisizioni in stabilimento, cartelle cliniche top secret dei lavoratori, avvisi di garanzia e perizie. Altro che bonifica, un filone dell’inchiesta riguarda l’inquinamento che senza soluzione di continuità avvelena suolo aria acque di falda e acquedotti, e gonfia  le pur parziali indagini epidemiologiche di morti per cancro. Nelle analisi sono state tracciate nuove sostanze cancerogene (i Pfas C6O4 e ADV): bella scoperta! è da almeno il 2008 che le abbiamo denunciate negli esposti!

Per quanto riguarda il filone della bonifica, omessa anzi aggravata da Solvay e  di nuovo negletta  dalle  complici Amministrazioni (anzi, la Provincia ha appena ri-autorizzato il C6O4), il Ministero dell’Ambiente, in esecuzione della sentenza della Cassazione, dovrebbe a maggior ragione imporre a Solvay tempi modi costi della bonifica. Se non l’ha fatto finora il ministro grillino dell’Ambiente, figuriamoci il superministro industrialista della transizione ecologica.

La Provincia non molla neppure dopo l’intervento della Procura.

La Procura di Alessandria ha avviato un procedimento giudiziario contro Solvay per disastro ambientale e omessa bonifica  ma la Provincia non dà segnali di revocare l’autorizzazione alla produzione del Pfas C6O4.

I dati scientifici internazionali, i dati locali epidemiologici e idrogeologici ci sono, come evidenziati dai nostri esposti (a cominciare dal 2008 per arrivare agli ultimi 5 del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”)  e sono inconfutabili. Il “Comitato Stop Solvay” (clicca qui) -nel ribadire 4 azioni irrinunciabili- ironizza fingendo stupore perchè Claudio Coffano, responsabile del settore Ambiente della Provincia di Alessandria, non operi come dovrebbe secondo il sano principio di precauzione iniziando finalmente a salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini di tutta la Provincia, dimostrando che il tempo della sottomissione a Solvay è finito.

Sappiamo tutti che la politica, per dirigere una Conferenza dei Servizi, più che puntare al sapere scientifico, ad elevati studi scolastici, a specializzazioni post laurea, a dottorato di ricerca, stage, esperienze di specializzazione, master ecc., si assicura l’obbedienza cieca e assoluta. Chi decide realmente alla Conferenza dei servizi di Alessandria, chi dirige il “gioco” è la giunta di Gianfranco Baldi (ex commerciante e artigiano nel settore dell’arredamento: tutt’altro che scienziato), allineata a quelle altrettanto leghiste del Comune e della Regione, tutte culo e camicia con Solvay. Si può ribattezzare “Conferenza dei servi”. E’ scandaloso ma è così.

Clicca qui Legambiente: sospendere le produzioni.

Sì Pfas? No Draghi!

Magistrati e carabinieri stanno eseguendo una vasta perquisizione dentro lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo: sono i sostituti procuratori della Repubblica di Alessandria, Eleonora Guerra e Fabrizio Alessandria, con il supporto tecnico dei  militari del Nucleo operativo ecologico (Noe) e dell’Arpa.

Il fascicolo per sversamento di sostanze inquinanti, dunque per  disastro ambientale e omessa bonifica, è coordinato dal procuratore capo Enrico Cieri, al quale il Movimento di lotta per la salute Maccacaro ha inviato 5 esposti, clicca qui  in particolare chiedendo fra i documenti il sequestro delle cartelle cliniche top secret dei lavoratori con valori stratosferici di Pfas nel sangue.

La magistratura  di Alessandria sembra che stia facendo il suo dovere. A Vicenza è in corso il maxi processo contro Miteni di Trissino. Non ha fatto il suo dovere il governo uscente, anzi il ministro grillino all’ambiente,  avendo promesso e non mantenuto di fissare LIMITE ZERO PFAS (per cui si è affrettata, malgrado allarmanti indagini epidemiologiche e idrogeologiche, la giunta provinciale  ad autorizzare alla Solvay i cancerogeni Pfas C6O4).

A questo punto chiediamo: a cosa serve un ministero della transizione ecologica se non si riesce nemmeno a fermare i PFAS?

“I documenti segreti di Solvay: sapeva dei danni dei Pfas ma non ha detto nulla”.

Così i giornali  –oggi- titolano (chi in buona fede) quello che noi abbiamo denunciato alla magistratura nel 2008, e che per anni abbiamo ripetuto negli esposti, fino al precedente del 31 gennaio 2021 al procuratore capo Enrico Cieri presso il tribunale di Alessandria. Nel presente esposto (il quinto in questo periodo) chiediamo di intervenire dopo la conferma che viene dalle autorità USA: “Solvay ha deliberatamente mantenuto segreti i dannosi studi sulla tossicità e quindi ha attentato alla salute pubblica. Nascondere questi dati  ha consentito e prolungato l’uso di PFAS, mettendo in pericolo in modo significativo la salute umana e l’ambiente”. Ieri oggi domani.  A fronte del palese dolo, dunque chiediamo di nuovo alla Procura di intervenire innanzitutto sequestrando le carte cliniche dei lavoratori secretate presso la Solvay di Spinetta Marengo (AL): clicca qui.

Processo e screening di massa per la popolazione colpita da Pfas.

No, non riguardano il Tribunale nè il Comune di Alessandria, bensì il Veneto. Infatti, mentre a Vicenza va avanti il processo Miteni, il Comune di Trissino  chiede alla Regione Veneto uno screening medico di massa  sulla popolazione per  l’immissione nell’ambiente, aria e acqua in primis, dei famigerati Pfas C6O4 e PFOA. Clicca qui.

“Più ci si avvicina alla Solvay e più è pericoloso”.

Chiunque ad Alessandria lo sa da sempre. Nell’intervista, clicca qui, la responsabile epidemiologa dell’Arpa, dati alla mano conferma che le patologie aumentano avvicinandosi allo stabilimento di Spinetta Marengo, comprese quelle procurate dai Pfas. Le analisi del sangue dei lavoratori evidenziano da anni una presenza spropositata di Pfas, peccato che le cartelle cliniche sono top secret nei cassetti di Solvay. L’epidemiologa sospetta che i Pfas siano anche nel sangue dei cittadini e auspica il biomonitoraggio. Noi lo stiamo chiedendo da anni all’Arpa, perché non lo avete fatto? Perché costa farlo: è la risposta. Già, e non costano niente morti e ammalati?

Non arretriamo di un passo: limiti zero ai Pfas.

Copertina del Dossier del Movimento di Lotta per la salute Maccacaro (chiedi copia)

I limiti dei micidiali Pfas devono essere pari a zero: ribadiscono le MammeNo Pfas e StopSolvay , non c’è margine di mediazione con il Ministero dell’Ambiente di Costa, che si limiterebbe ad un abbassamento: clicca qui e  qui.

Intanto il 25 gennaio a Vicenza  il giudice per l’udienza preliminare, Roberto Venditti, dovrà per prima cosa pronunciarsi sull’unificazione delle tre inchieste condotte dalla Procura berica. La prima riguarda l’inquinamento anteriore al 2013, la seconda quello più recente legato ad un Pfas di nuova generazione, il GenX, e la terza il fallimento della fabbrica chimica Miteni di Trissino: clicca qui

Mentre a valle l’acqua inquinata dalla discarica di Ca’ Filissine  (clicca qui) è in espansione, l’ARPA veneta è nella bufera (clicca qui), invece l’ARPA piemontese e la Procura alessandrina sono ancora in apnea malgrado i nostri esposti, altrettanto la Commissione parlamentare ecomafie. 

Programma Usa per affrontate l’inquinamento da Pfas.

Segnalo che al seguente link della pubblicazione Rete Ambientalista (I Pfas nel mirino di Joe Biden.) si può leggere dell’annuncio della nuova amministrazione USA di un programma per affrontate l’inquinamento da Pfas, includendolo tra le sostanze pericolose e fissandone in particolare i limiti in apposita legge sulle acque destinate al consumo umano (Safe Drinking Water Act), in una strategia di eliminazione per sempre di queste sostanze. (continua da hyperlink)

I Pfas nel mirino di Joe Biden.

Biden affronterà l’inquinamento designando i PFAS come sostanza pericolosa, fissando limiti applicabili nel Safe Drinking Water Act, dando priorità ai sostituti attraverso l’approvvigionamento e accelerando gli studi di tossicità e  ricerca. I democratici di Capitol Hill hanno  identificato i PFAS come una priorità. Edward J. Markey, D-Mass, membro del Comitato per l’ambiente e i lavori pubblici, ha dichiarato: “Dobbiamo allontanarci dall’uso di queste ‘sostanze chimiche per sempre’ ovunque vengano utilizzate: Biden farà azioni concrete per farle uscire dalle nostre acque, aria, suolo e prodotti”.

I PFAS sono una calamità mondiale, ma in Veneto deve ancora iniziare il processo e in Piemonte ottengono addirittura l’autorizzazione.




Copertina del Dossier del Movimento di Lotta per la salute Maccacaro (chiedi copia)

Devono essere messi al bando in tutto il mondo. Dove è finito l’impegno “LIMITI ZERO PFAS” del ministro Costa? E’ scientificamente assodato che i Pfas  sono tossici, cancerogeni e teratogeni. Usati  in centinaia di prodotti di largo consumo, indistruttibili hanno contaminato falde, fiumi, acquedotti, acqua potabile il tutto il mondo, addirittura alimentato il Covid, come ci conferma la recente rassegna stampa allegata. Non solo in Veneto, dove il processo contro Miteni stenta ad avviarsi, o in Piemonte dove (impunita malgrado i nostri 4 esposti alla Procura) Solvay ottiene autorizzazioni al C6O4 e sbeffeggia  che dall’impianto di trattamento scarichi (affluenti in Bormida)  le esalazioni (addirittura percepibili a naso dalla popolazione) non contengono sostanze tossiche scaricate in atmosfera, bensì insomma benefici aerosol. (continua)

Non vede non sente non parla l’Arpa di Alessandria.

Abbiamo chiesto all’Arpa la relazione riferita all’anno 2020 relativa ai Monitoraggi qualità aria nell’area circostante l’azienda Solvay di Spinetta Marengo. Gli episodi di inquinamento nell’anno trascorso non hanno fatto che accrescere le forti  preoccupazioni sui sistemi di controllo che avevamo espresso a Magistratura ed  Enti locali.; nonchè all’opinione pubblica tramite comunicato stampa (clicca qui).  Cioè stazioni di monitoraggio (Hcl, Hf) completamente inefficienti, per ammissione della stessa inerte Arpa.  Altro esempio: dall’impianto di depurazione, dove dovrebbero essere trattate le acque reflue di Solvay e Arkema, sono rilasciate senza soluzione di continuità  in atmosfera sostanze tossiche che il direttore dell’Arpa di Alessandria non vuole o non sa neppure definire chimicamente, però rassicurando come sempre la popolazione che lo irrita per la sua protesta dei forti miasmi. A tacere dei conseguenti scarichi in Bormida. A tacere delle falde e degli acquedotti inquinati.  A tacere del cancerogeno Bisfenolo di cui l’Arpa non sa o non vuole rilevare la presenza nel territorio. A tacere di tutta la storica condotta omissiva Arpa-Asl riguardante la catastrofe ecosanitaria dei Pfas (Pfoa, C6O4, ADV).

Il tutto è stato oggetto di quattro recenti esposti (clicca qui)   alla Procura della Repubblica di Alessandria, nonché a Prefetto di Alessandria, Direzione Arpa, Commissione parlamentare ecomafie.

Anno nuovo, disastri ecosanitari vecchi per i PFAS piemontesi e veneti.

In Veneto solo nel 2013 350 mila persone hanno appreso di aver usato e bevuto per decenni acqua contaminata dai cancerogeni PFAS, non essendo stati informati dell’allarme partito da Alessandria almeno dal 2008 che obbligò Solvay di Spinetta Marengo ad eliminare il PFOA. Addirittura nel 2014 fu archiviato un primo esposto alla Procura di Vicenza. Nel 2016 la Regione Veneto ha iniziato lo screening di massa sulla popolazione, per valutare gli effetti dell’esposizione agli Pfas, dal quale è emerso che il 65% dei cittadini controllati, e in particolare i giovani, avevano livelli altissimi di Pfas nel sangue. Nel 2019 la procura chiede il  rinvio a giudizio della Miteni di Trissino, prima per i PFOA e poi per i C6O4. A giugno 2020 si è arrivati alle udienze preliminari, la prossima il 25 gennaio 2021: a Vicenza sarebbe un maxi processo. Ad Alessandria invece la magistratura, malgrado le indagini epidemiologiche, non blocca la Provincia che addirittura  autorizza il C6O4. Mentre il  governo si rimangia l’impegno di fissare LIMITI ZERO PFAS e la Commissione parlamentare ecomafie gioca a nascondino. Clicca qui.

Confermato: nel cocktail Solvay con i PFAS c’è anche il Bisfenolo.

Dopo i nostri esposti a Procura-Prefetto-Arpa, l’Arpa conferma quanto avevamo denunciato: alla Solvay di  Spinetta Marengo nel cocktail con i PFAS (PFOA, C6O4, ADV) tra gli interferenti endocrini c’è anche il Bisfenolo nelle sostanze in uso. E precisamente il Bisfenolo AF della “sporca dozzina” dei teratogeni-tossici-cancerogeni “composti fluorurati organici” ormai segnalati come una calamità mondiale. Purtroppo, prima della nostra denuncia, l’Arpa non aveva mai cercato il Bisfenolo nelle analisi a tutela della salute delle popolazioni. Clicca qui il 4° esposto alla Procura della Repubblica di Alessandria, e per conoscenza a    Prefetto di Alessandria e Commissione parlamentare ecomafie.

Le bugie sull’innocuità dei “Pfas a molecola corta” hanno le gambe corte.

Il C6O4 autorizzato -come innocuo- dalla Provincia di Alessandria alla Solvay di Spinetta Marengo, e sparso dalla Miteni in Veneto, in realtà è il più pericoloso. Come evidenziato nell’esposto alla Procura di Alessandria:

“” Aggiungiamo  l’evidenza dell’equipe di Philippe Grandjean, professore ad Harvard negli Stati uniti di medicina ambientale e direttore del dipartimento di salute ambientale dell’Università della Danimarca del sud, che allarma che le persone con livelli elevati di Pfas hanno più del doppio delle probabilità di avere una forma grave di Covid-19La ricerca si è indirizzata sui PFAS a cosiddetta “molecola corta” (4 atomi di carbonio anziché 8), come lo spinettese C6O4.  A parte  tiroide, fegato, colesterolo ecc. la sostanza è ancora più dannosa perché si accumula nei polmoni, proprio dove si combatte la grande battaglia Covid. 

Inoltre la precedente ricerca  della Harvard School of Public Health ha dimostrato che livelli più elevati di PFAS nei bambini sono correlati a una risposta più debole a vari vaccini e allarma che lo stesso avverrà per un vaccino Covid-19. “”

Per i sostituti del PFOA gli Usa processano Solvay mentre l’Italia autorizza il C6O4.

Stabilimento Solvay Specialty Polymers di Spinetta Marengo (AL)

Il Dipartimento per la protezione ambientale del New Jersey porta in tribunale Solvay accusata di violare molteplici leggi ambientali riversando, come in Italia senza soluzione di continuità, da più di vent’anni nel suolo nell’acqua e nell’aria, il PFOA e i suoi ancora più  tossici  sostituti. Nel mentre la Provincia di Alessandria concede autorizzazione AIA addirittura per un nuovo impianto di C6O4 sostituto del Pfoa. Il New Jersey cita in giudizio Solvay perché oppone il segreto industriale alla conoscenza degli effetti tossici dei Pfas su ambiente e salute. Nel mentre per la Provincia di Alessandria i pubblici omissis (cinquantacinque) nella relazione tecnica -anch’essi ad occultare i rischi ambientali e sanitari- non impediscono di rilasciare l’AIA alla Solvay.  

 Nella sua causa, il New Jersey chiede al tribunale di obbligare a Solvay le informazioni riservate per i suoi composti PFAS “sostitutivi”, comprese le identità di tali composti ancora più tossici degli originali, tutte le informazioni relative agli scarichi, alle emissioni di tali composti nell’ambiente, tutte le informazioni sulla salute e la sicurezza, e tutte le informazioni rilevanti per lo sviluppo di metodi analitici e standard in grado di misurare questi composti nell’ambiente.  Gli Usa ritengono per il Pfoa inaccettabile nell’acqua 5,1 parti per trilione (si pensi che in  una piscina olimpionica, una parte per trilione ammonta a quattro granelli di zucchero).

Italia e Usa due mondi diversi? Gli Usa hanno preso prima dell’Italia coscienza che i PFAS sono una ampia famiglia chimica sempre più legata a cancro, danni al fegato e ai reni, malattie tiroidee, colesterolo alto, bassa fertilità, basso peso alla nascita e colite ulcerosa. Infatti i  PFAS sono trovati negli alimenti a causa della contaminazione anche in quantità infinitesimali dovuta all’acqua (non ci sono tipi di filtraggio che tengano) o all’imballaggio, e nel latte materno per i bambini. Purtroppo i Pfas, per le loro caratteristiche di resistenza all’acqua all’olio al calore, sono  utilizzati per fabbricare  vestiti impermeabili e anti macchie, scarpe, mobili e tappeti, pentole antiaderenti, contenitori di cibo in cartone, involucri di cibo di carta, processi di cromatura ecc.

Si tratta di evidenti enormi danni alla sanità mondiale, come di evidenti enormi interessi industriali. Dunque, la multinazionale Solvay tende a spacciare come inoffensivi, meno tossici, i cosiddetti “sostituti del PFOA”: a Spinetta Marengo il C6O4. Invece, Natural Resources Defense Council e Clean Water Action, come peraltro  l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, stanno spingendo per il divieto di tutte le sostanze chimiche PFAS tranne che negli usi essenziali, come gli indumenti ignifughi per i vigili del fuoco. Per non fare la fine della criminale ecatombe di morti per amianto.

Amianto e pfas: non esiste un limite minimo di sicurezza. Vanno eliminati.

Prof. Daniele Mandrioli

Smisurata la famiglia delle fibre di Amianto come delle migliaia (4mila?) di Pfas. Non esiste un limite minimo di sicurezza. Esistono gli studi sulla cancerogenicità e sui danni al sistema immunitario dei Pfas. Esistono i negazionisti (al servizio dei profitti) della calamità dei Pfas, come esistevano i negazionisti per l’Amianto. La contaminazione da Pfas è ubiquitaria, la prevenzione è un problema mondiale, i Pfas vanno eliminati in tutto il mondo, come per l’Amianto (purtroppo ancora non messo al bando in tutto il mondo). Da Alessandria capitale del mesotelioma, ne tratta in video (clicca qui) il professor Daniele Mandrioli, Associate Director Cesare Maltoni Cancer Research Center Ramazzini Institute.

Siamo alla follia. C6O4 perseguito in Veneto e autorizzato in Piemonte.

La follia è quella della Provincia di Alessandria che concede AIA alla Solvay di Spinetta Marengo per il tossico e cancerogeno Pfas C6O4, spacciato come innocuo sostituto dei vecchi Pfas. Invece a Vicenza  nell’ambito del processo Miteni di Trissino le Amministrazioni si costituiranno parte civile (clicca quinon solo per il reato di inquinamento ambientale PFAS più vecchio (PFOA PFOS) ma anche per quello relativamente più recente (C6O4). La novità, di cui noi per primi abbiamo dato risalto sul Sito www.rete-ambientalista.it,  giunge a pochi mesi da una decisione storica della Cassazione penale la quale in una sentenza ha stabilito espressamente che per alcune tipologie di reati ambientali, tra i quali alcuni assimilabili a quelli riscontrati nei processi Miteni e Solvay, la prescrizione non interviene perché i danni cagionati da una determinata situazione ambientale perdurano ugualmente anche a processo in corso. Dunque quanto stabilito varrà anche nel processo di Alessandria che prossimamente si riaprirà in coda alla  condanna inflitta a Solvay, per tutto il cocktail di veleni non solo per i Pfas,  e alla luce dei  tre esposti in Procura del Movimento di lotta per la salute Maccacaro (clicca qui), compresa l’incriminazione  in USA.

La follia è quella del governo che, dopo essersi impegnato  LIMITI ZERO PFAS direttamente per bocca del ministro all’Ambiente (Andrea Costa), ora sta menando il can per l’aia (can per MammeNoPfas e Comitati StopSolvay) e aia per AIA Autorizzazione Integrata Ambientale). Colpa del Governo dunque, la nuova AIA della complice  Provincia di Alessandria sarà portata da Solvay nel  tribunale vicentino come prova: se il C6O4 è autorizzato in Piemonte perché dovrebbe essere considerato nocivo in Veneto?

Sui Pfas timori di nodo scorsoio per i Cinquestelle.

Si trovano sul Dossier “Basta Pfas” (clicca qui) i tre documenti del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” che concludono con la richiesta di mettere una pietra tombale sui Pfas. 1) Al Prefetto di Alessandria e alla Commissione Parlamentare Ecomafie: Stefano Vignaroli, Massimo Vittorio Berutti, Chiara Braga, Alberto Zolezzi: clicca qui.  2) Due esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria: clicca qui e clicca qui.  3) Esposto all’ARPA di Alessandria:  clicca qui.

Nonché la “Lettera aperta ad Alberto Zolezzi” (clicca qui) che così conclude: “Scusa, Alberto, la crudezza del linguaggio, che ho già usato nel commento a caldo dopo  l’audizione della Commissione ad Alessandria, ma il nostro Sito (clicca qui https://www.rete-ambientalista.it/), nell’illustrare la lunga storia Pfas, per ben 300 articoli comprese le tue interpellanze, ultimamente si sofferma sulla questione del rapporto tra Movimenti e Cinquestelle e sull’accusa -che va rigettata- ai parlamentari grillini di tradimento e/o di inettitudine (Tav ValSusa, Tav Terzo Valico,TAP, Ilva, Acqua pubblica, F35, Benetton… Pfas) dannando alle poltrone l’anima movimentista e ambientalista delle origini, e scontando l’emorragia dei voti. Per cui, perfino Beppe Grillo sbotta: “Non credo più nella rappresentanza parlamentare, preferisco la democrazia diretta che è la sua evoluzione”. Insomma, Alberto Zolezzi, dai grillini non ci si può più accontentare di appassionate grida come quelle da te  pronunciate su Facebook dopo la visita ad Alessandria”.

(Editoriale) Lino Balza

Complici sindacati e istituzioni, fermi governo e magistratura, si muove il prefetto sul caso Solvay.

Si muove perfino il prefetto  Iginio Olita  in soccorso delle popolazioni alessandrine e degli ambientalisti. Solvay dice (lo dice anche per le acque contaminate di  Pfoa, C6O4, Adv) che anche le recenti fughe di gas (a base di composti di cloro e fluoro ecc.) sono “accidentali”. Accidentali?! E ci mancherebbe altro che fossero cagionate ad arte. Consapevolmente  rilasciate: questo sì. E sono a decine gli avvelenamenti “accidentali” nei cocktail tossici e cancerogeni propinati a feriti e ammalati tra lavoratori e cittadini. Ebbene, nella corresponsabile inerzia di sindacati amministrazioni governo magistratura, si è mosso il Prefetto agendo sul Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (revisione del piano di emergenza) e intimando  direttamente a Solvay la procedura delle comunicazioni sugli incidenti di questa industria di Spinetta Marengo ad alto rischio ambientale. Il Prefetto non si fida ed è perentorio rispetto agli abituali ritardi e omissioni di Solvay, e non le lascia alibi: “Anche in caso di interventi non aventi (secondo Solvay, ndr) rilevanza esterna devono essere informati, immediatamente per vie brevi, questa Prefettura e gli Enti che leggono per conoscenza (Vigili del Fuoco, Questura, Carabinieri, Comuni di Alessandria – Frugarolo e Castellazzo – 118, Arpa e Provincia, ndr) facendo seguire nella stessa giornata il rapporto completo dell’incidente”.

In arrivo i vaccini, inefficaci con i Pfas.

Come non bastassero tutte le evidenze, crescenti negli ultimi anni, della pericolosità dei Pfas, le sostanze chimiche per- e polifluoroalchiliche, contenute un po’ ovunque nei contenitori degli alimenti, ora da una ricerca della Harvard School of Public Health arriva uno scenario ancora più terribile. La concentrazione di Pfas nell’organismo depontenzierebbe il tanto atteso effetto del vaccino Covid. L’obiettivo principale Commissione europea è,  “impedirne l’emissione nell’ambiente con disposizioni di legge e non”. Clicca qui.

La lobby pro Fas al lavoro. M5S ed Ecomafie in affanno.

Il 30 novembre dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) aprirsi a Vicenza il processo Miteni di Trissino per il disastro ecosanitario da Pfas. Gli avvocati dell’azienda agitano l’ombra della prescrizione per alcuni illeciti o addirittura per tutta l’inchiesta. Interpretazione esclusa da una recente sentenza della Cassazione in materia di reati ambientali, tant’è che alcuni parlamentari bipartisan stanno organizzando una lobby confindustriale per fare sì che la  normativa del governo trovi il modo di “inertizzare” il pronunciamento della Cassazione. Con grande scorno del Movimento Cinque Stelle e della Commissione Ecomafie che stentano a dire la loro. Clicca qui  il parere dell’avvocato Marco Tonellotto.

La sentenza della Cassazione ha riguardato il processo per  la catastrofe ecosanitaria della Solvay di Spinetta Marengo, che è in completa similitudine fattuale e giuridica con quello della Miteni, stabilendo il principio della “condotta continua e permanente del reato di inquinamento” e del “reato di omissione delle misure di sicurezza (e bonifica) che aggrava l’evento di inquinamento”. Ne deriva “l’obbligo di attività riparatoria sia nei confronti dell’ecosistema che delle Vittime”, ovvero i risarcimenti da parte di Miteni e Solvay. Per quest’ultima dunque riapriremo il processo ad Alessandria.   

Solvay vada a prodursi il C6O4 in America o in Francia. Se ci riesce!

Non ci riuscirebbe. Anzi, rischierebbe un’altra incriminazione. Infatti è quello che sta già facendo nei suoi confronti il procuratore generale del New Jersey proprio per i Pfas  dell’impianto di West Deptford. Noi abbiamo consegnato ad Alessandria un altro esposto al procuratore capo Enrico Cieri, dopo aver già richiesto il sequestro delle secretate cartelle cliniche dei lavoratori (clicca qui); dopo aver inviato esposto ad Arpa relativo all’interferente endocrino Bisfenolo nel cocktail con i PFAS; nonché (clicca qui) dopo aver denunciato le  omesse rilevazioni delle centraline di controllo di acido cloridrico (HCL) e di acido fluoridrico (HF), tanto più il micidiale perfluoroisobutene (PFIB) arma chimica di massa (clicca qui).

Nel nuovo esposto clicca qui abbiamo chiesto alla Procura di Alessandria di intervenire come ha fatto quella americana, essendoci tutte quelle drammatiche condizioni ambientali e sanitarie, compresi i cosiddetti “sostituti”: il C6O4 del quale Solvay ha chiesto una nuova Autorizzazione mentre va chiuso. E Solvay deve essere obbligata alla bonifica come da sentenza della Cassazione.

Tonnellate di Pfas C6O4 in un deposito clandestino.

A Torre Garofoli presso Tortona. Per il trasporto e lo stoccaggio non era stata richiesta nessuna autorizzazione. I capannoni sono completamente inidonei: allestiti temporaneamente per merci in transito, totalmente insicuri per custodire serbatoi ad alto rischio chimico per effetto della temperatura.  La Provincia finge di non aver saputo nulla e prosegue per dare l’autorizzazione AIA all’impianto cC6O4. L’Arpa non sa neppure i quantitativi pericolosamente trasportati  e da quanti mesi giacciono incustoditi. La Procura, se informata, interverrà? Clicca qui Monica Gasparini.   

Made in Solvay. Può essere usata per fabbricare armi chimiche o come arma chimica essa stessa.

Le  omesse rilevazioni (clicca qui) di acido cloridrico (HCL) e di acido fluoridrico (HF) non raggiungono la gravità del vergognoso controllo dei Fluorurati, cancerogeni ma altresì letali in fase acuta,  tetrafluoroetilene C2F4 e perfluoroisobutene PFIB in particolare. A Spinetta Marengo infatti la centralina (in)controllata da Arpa misura solo HCl e HF. La misura  dei Fluorurati è ancora solo effettuata da Solvay. Il progetto dell’ex assessore comunale Claudio Lombardi  prevedeva la misura dei Fluorurati anche per la centralina Arpa. Finito il suo mandato tutto si è fermato.

Eppure la sovraesposizione acuta o cronica di queste micidiali sostanze  causa danni al fegato e ai reni, l’inalazione provoca gravi sintomi di edema polmonare con respiro sibilante, mancanza di respiro, tosse con espettorato, e il colore della pelle bluastra. Tosse e dolore toracico può verificarsi nella fase iniziale. L’esposizione eccessiva può causare la morte. Ad esempio, il PFIB a causa della sua altissima tossicità è stato classificato nel secondo livello della convenzione sulle armi chimiche: sostanza che può essere usata per fabbricare armi chimiche o come arma chimica essa stessa. In tempo di pace il PFIB è presente nei gas che si sviluppano durante il surriscaldamento delle padelle ricoperte di Teflon.

Nello stabilimento Solvay di Alessandria sono state frequenti le nostre denunce di fughe di gas, magari con evacuazioni di reparti e non sempre segnalate da allarmi, comunque mai all’esterno. Infine, per le misurazioni delle emissioni di Fluorurati vale la considerazione generale.  L’attendibilità e la trasparenza di Solvay  è già manifesta per quanto riguarda l’inquinamento delle falde (documenti scovati dalla Procura) e i Pfas nel sangue dei lavoratori (cartelle cliniche secretate): clicca qui.

Non di sola acqua si muore alla Solvay di Spinetta Marengo.

Non rileva un bel nulla la stazione di monitoraggio  di Via Genova a Spinetta Marengo, installata da Solvay e gestita da Arpa Piemonte secondo quanto previsto dall’autorizzazione AIA e dalla convenzione in essere tra Arpa e azienda. Dovrebbe, a circa 500m in linea d’aria dal polo chimico e in pieno paese, misurare simultaneamente acido cloridrico (HCl) e acido fluoridrico (HF). Ma non lo fa mai. Già nel 2018 gran parte dei dati erano invalidati per il mancato funzionamento degli analizzatori (pur rilevando 290 superamenti ai valori soglia! oltre a “fenomeni di natura ignota” all’Arpa). L’anomalia si è aggravata nel 2019, tant’è che fino a settembre le  prove di funzionamento degli analizzatori in manutenzione  non sono state  esaustive a causa dell’assenza del materiale certificato indispensabile per eseguire i test relativamente all’acido cloridrico.  Arpa Piemonte ha più volte sollecitato, senza esito, Solvay in merito all’arrivo del materiale certificato sopra citato, pertanto anche i valori misurati sino a fine anno 2019 sono stati considerati “non validi”. “Complessivamente” dettaglia la relazione Arpa “quest’anno si riscontra una perdita del 70% dei dati”. “Dunque i dati a disposizione (30%)  per via del gran numero di dati invalidati a causa del malfunzionamento strumentale, sono del tutto  insufficienti se confrontati con  gli obiettivi di qualità previsti dalla legge che impongono una raccolta minima di dati pari al 90% per le misurazioni in siti fissi per gli inquinanti normati”. “Pertanto, a causa della scarsa ed insufficiente percentuale di dati validati non si ritiene corretto eseguire un confronto con quanto misurato negli anni precedenti”. Va da sé la scarsa attendibilità dei dati dei campionatori passivi, usati come palliativi della stazione di monitoraggio invalidata, al punto che le determinazioni analitiche sono state eseguite presso un laboratorio privato individuato addirittura  dalla stessa Solvay e dalla medesima trasmesse all’Arpa.

Nota bene. Questi dati, queste relazioni dell’Arpa, “ComitatostopSolvay” e “MammeNoPfas”dovrebbero confluirli  al “tavolo tecnico” del Ministero dell’Ambiente (annullato martedì 28 ottobre a Roma), insieme a tutta la documentazione prodotta per i PFAS, alla quale aggiungere un fascicolo Bisfenolo:  https://www.edocr.com/v/xv4wmd8p/bajamatase/ca-attenzione-Arpa. Il tutto, per comprovare il record di morti di cancro,  sarebbe  fin troppo convincente ma, si sa, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

La Commissione Parlamentare Ecomafie presa a pedate da Solvay. Cinquestelle di nuovo al bivio: perdere voti o poltrone.

Mentre l’Unione Europea si assume l’impegno di vietare Pfas e Bisfenolo, cosa (non) si fa in Italia? In barba alla UE (clicca qui) ci si barcamena per non pestare i piedi a Solvay e Miteni. Il governo, che si è rimangiato “Limiti zero per i PFAS” del ministro grillino Sergio Costa, rinvia l’ impegno sine die  cercando di fagocitare i veneti di “MammeNoPfas” e i piemontesi di “ComitatoStopSolvay” in  estenuanti “tavoli di confronto”, di cui il primo a Roma il prossimo 28 ottobre. Tirano un sospiro di sollievo le amministrazioni venete. Gongola Miteni sotto processo a Vicenza: di rinvio in rinvio prima udienza il 30 novembre. La manovra dilatoria del governo giallorosa (ex gialloverde) si consona alle amministrazioni leghiste subalpine di Regione Comune e Provincia: quest’ultima ha appena autorizzato -malgrado record di tumori e acquedotti chiusi-  alla Solvay di Spinetta Marengo il pfas C6O4 secondo i parametri di inquinamento suolo-acqua-aria dettati dalla multinazionale belga. La Procura di Alessandria, anche dopo i nostri solleciti (clicca qui) tergiversa e non requisisce alla Solvay le cartelle cliniche dei lavoratori: “pistole fumanti” dei reati di avvelenamento del sangue da PFOA. Sotto traccia anche la nostra denuncia sul Bisfenolo, ulteriore interferente endocrino nel cocktail  di Solvay (clicca qui). 

In questa palude, pur si svolge altra ginnastica isometrica dei politici. All’audizione di Alessandria, il 22 ottobre, la “Commissione parlamentare Ecomafie”, presieduta da Stefano Vignaroli  (sufficientemente comunicativo con l’altrettanto grillino ministro?), è rimbalzata sul muro di gomma dell’Arpa (sepolcri imbiancati Angelo Robotto e Alberto Maffiotti): assieme all’ ASL da noi sempre avversate quali responsabili di collusione istituzionale (destra e sinistra). Legambiente e ComitatoStopSolvay hanno incassato le immancabili promesse di indagini epidemiologiche esaustive, che unite a quelle idrogeologiche sollecitammo dai lontani anni ’90. In quegli anni, da quel di Revigliasco, spaziava già nelle amministrazioni provinciali l’attuale sindaco Gianfranco Cuttica, dal quale appunto i parlamentari avrebbero (il condizionale è d’obbligo perché gli atti sono secretati) cercato di scrutare  qualche coscienza della miliardaria bonifica del disastro ecoesanitario di Alessandria. Ma senz’altro Cuttica era stato rassicurato dal direttore Andrea Diotto  che tutto -a colpi di sedicenti barriere idrauliche- sarà sistemato nel 2029 (“messa in sicurezza definitiva”: definizione di Vignaroli), perciò non ha soldi per completare l’indagine epidemiologica sulla correlazione tra inquinamenti e patologie.

Il giorno seguente, la Commissione Ecomafie (Stefano Vignaroli, Massimo Vittorio Berutti – Gruppo Misto, Chiara Braga – PD, Alberto Zolezzi (M5S), è stata omaggiata in Solvay dal dirigente fiancheggiatore  leghista a braccetto di Gianfranco Baldi, presidente della Provincia. Costante e discreto il collegamento skipe con Bruxelles. Al termine del “sopralluogo” “informale” la spudorata velina aziendale recita: “Abbiamo confermato alla Commissione che il C6O4 non è biopersistente, non è bioaccumulabile, non è mutageno e neppure tossico per la riproduzione. Infine, non vi è alcuna evidenza scientifica che il C6O4 possa presentare un rischio cancerogeno per l’uomo. Inoltre, come confermano i risultati del bio-monitoraggio sui lavoratori, la sorveglianza medica a medio-lungo termine dei dipendenti non indica alcuna correlazione con effetti patologici legati all’esposizione professionale al C6O4 per il sito di Spinetta Marengo”. Chissà  (gli atti della Commissione sono secretati) se Vignaroli avrà almeno obiettato che le cartelle cliniche dei lavoratori sono nascoste nei cassetti di Solvay e che la relativa sorveglianza medica per essere minimamente  credibile non possa essere sequestrata da un privato. Nel “colloquio informale” Solvay ha soprattutto minacciato una falsità clamorosa: che senza Pfas dovrebbe chiudere mezzo stabilimento: I due terzi della produzione in termini di volumi dipendono da composti Pfas e rappresentano circa il 60% del nostro fatturato”. Cioè, in questa partita a scacchi nazionale che si sta giocando (sulla pelle della popolazione) sulla scacchiera Solvay ha mosso la pedina regina: il ricatto occupazionale. Cinicamente, perché ai Pfas ci sono alternative (meno remunerative). Come non bastasse, Solvay ha avvertito il Ministero dell’Ambiente con la mossa del cavallo: bada bene anche di ridurre ai minimi termini il risarcimento dovuto allo Stato per la bonifica del disastro ecologico, sentenziato dalla Corte di Cassazione.

Lo scacco al re sarebbe l’intervento legislativo che fissi limiti zero ai Pfas. Dall’altro lato della scacchiera c’è dunque  il ministro Sergio Costa, ovvero da soli i Cinquestelle che anche sul caso Pfas preferiranno  perdere voti piuttosto che poltrone.

Menare il can per l’aia. Il Tavolo tecnico presso il Ministero dell’Ambiente.

Rimangiato l’impegno “limiti zero” del ministro  Costa, avviata una pastoia di gratifichevoli  “tavoli tecnici” (Clicca qui). Primo appuntamento a Roma il 28 ottobre. “MammeNoPfas”” e “ComitatoStopSolvay” sono portatrici di due eccezionali storie dei Pfas:  incrociano Solvay e Miteni, Spinetta Marengo e Trissino, Piemonte e Veneto lungo tutta la pianura padana fino alla foce del Po. (Continua)

A Trissino, Pfas nei pozzi a livelli stellari. A Spinetta il Bormida è tinto d’azzurro.

I dati Arpav sono inequivocabili, ma la  Giunta si difende: situazione sotto controllo: clicca qui.

Un recente studio ha evidenziato che oltre 200 milioni di americani potrebbero avere a disposizione dell’acqua potabile contaminata da PFAS: clicca qui.

L’acido perfluoroottanoico, il PFOA, è una sostanza che si trova nel teflon, nei tappeti e in alcuni indumenti impermeabili e appartiene a una classe di sostanze organiche perfluoroalchiliche (PFAS), sostanze sintetiche prodotte dall’uomo che non si degradano nell’ambiente e si accumulano nei tessuti umani. Queste sostanze sono state trovate in quantità elevate nei corsi d’acqua vicino a strutture industriali che trattavano questo tipo di prodotti: clicca qui.

Ad esempio, a valle dello scarico Solvay di Spinetta Marengo il fiume Bormida diventa tinto d’azzurro: clicca qui.

Allarme. C’è anche il Bisfenolo a Spinetta nel cocktail con i Pfas.

Pericolosissimi gli interferenti endocrini: colpiscono  direttamente i feti.  La Commissione UE discute la messa al bando. Braccio di ferro con Solvay.

Clicca qui il documento trasmesso all’ARPA Piemonte.

Cosa aspetta la Magistratura a sequestrare a Solvay le sconvolgenti cartelle cliniche Pfas?

La pistola fumante caricata a Pfas

Lettera aperta al procuratore capo Enrico Cieri presso il tribunale di Alessandria. (via Pec) 

Campane stonate. Inquina sì. Inquina no. Danni alla salute sì. Danni alla salute no. Ma insomma, ci sono le prove? Ci sono, c’è anche la “pistola fumante”. E’ a portata di mano della Magistratura. Ad Alessandria dormiente. La Magistratura cosa aspetta a sequestrare le secretate cartelle cliniche dei lavoratori di Spinetta con tutte le (noi ne abbiamo alcune) analisi del sangue che Solvay conosce sconvolgenti e volutamente “ignora” da sempre? E, riteniamo noi, ad accertare i reati colposi o dolosi eventuali ed avviare i relativi procedimenti penali? Tenga conto che con quegli accertamenti l’INAIL individua a centinaia di lavoratori la malattia professionale derivante dai danni provocati dai PFAS: le stesse patologie che colpiscono migliaia di cittadini esposti. Già allo stato di spermatozoi.  (continua).

Cartelle cliniche come proiettili.

Limiti zero Pfas. Il governo mena il can per l’aia.

Rimangiato l’impegno “limiti zero” del ministro all’ambiente Costa. Rinvio di un anno (poi due ecc.) tramite un intorbidito disegno di legge. Intanto avviata una pastoia di gratifichevoli  “tavoli tecnici” in cui MammeNoPfas e ComitatoStopSolvay saranno facilmente fagocitati dalla cricca ministeriale e confindustriale che opera per conto di Solvay e Miteni.  Quanto prima verificheranno la presa in giro. Tra i Movimenti ambientalisti l’interpretazione più probabile  è di  un ennesimo tradimento dei Cinquestelle. (Clicca qui).

Clicca qui il Giudizio delle MammeNoPfas.

Il governo  mena il can per l’aia, prende tempo, quello che serve a Solvay per continuare -se indisturbata dalla Magistratura– ad inquinare e ammalare, e a Miteni per sgusciare dal processo.

Dalla Solvay di Spinetta Marengo  non deve più uscire una sola molecola di PfAS in atmosfera, nelle acque e nel suolo.

Invece Provincia Comune Regione hanno accettato che  un reato accertato e documentato  -inquinamento e morti- continui ad essere perpetrato ed oltretutto a tempo indeterminato: Clicca qui Legambiente e Comitato Stop Solvay.

Clicca anche https://www.rete-ambientalista.it/2020/10/01/la-lega-lacche-di-solvay-inchiappetta-i-cinquestelle/ oppure https://www.vicenzapiu.com/leggi/pfas-piemonte-solvay-spinetta-marengo-c604-costa-lega-maccacaro/

Ministro Costa, con la vita dei nostri figli non si gioca e non si scherza.

Clicca qui il documento  col quale le Mamme NoPfas ed il Comitato #StopSolvay, con il sostegno della Rete Nazionale Mamme da Nord a Sud il 6 e 7 ottobre tornano a Roma a manifestare la collera  delle popolazioni venete e piemontesi: “Ministro, ti sei impegnato per  LIMITI  ZERO PFAS, e gli impegni vanno mantenuti perchè la parola data ha ancora un valore importante per gli italiani” . Non ti basta, Ministro, che la Lega ti abbia appena ridicolizzato con la Conferenza dei servizi di Alessandria: clicca qui

Mangiare fegato aumenta i livelli di Pfas nell’organismo.

E’ la conclusione del Ministero dell’Alimentazione tedesco. Clicca quiIl Salvagente”. I PFAS sono  chiamate “sostanze chimiche per sempre” perché sono molecole  indistruttibili. Ci sono quasi 5.000 tipi e la maggior parte non è stata studiata a fondo. Tra quelli oggetto di ricerche, però, molti sono stati collegati a effetti dannosi sulla salute, tra cui diminuzione della fertilità, cambiamenti ormonali, livelli elevati di colesterolo, risposta del sistema immunitario indebolito, aumento del rischio di alcuni tumori e basso peso alla nascita nei neonati.

La Lega lacchè di Solvay inchiappetta i Cinquestelle.

Nella “Conferenza dei servizi” del 1° ottobre 2020 ad Alessandria,  Provincia-Comune-Regione hanno autorizzato alla Solvay di Spinetta Marengo  i cancerogeni PFAS nelle falde e nel sangue dei lavoratori e dei  cittadini. Il capolavoro leghista è consistito nello scaricare la propria criminale decisione sulle terga dei Cinquestelle, ovvero del ministro all’ambiente Sergio Costa che non ha saputo imporre al suo Ministero gli impegni che aveva preso con  Movimenti piemontesi e veneti, cioè il LIMITE ZERO DELLE EMISSIONI DEI PFAS. Il corrotto tiro mancino della Lega era stato (clicca qui) ampiamente previsto ma censurato dai giornali, e infatti è stato commentato prima della Manifestazione davanti alla sede della Provincia: ascolta Lino Balza dal minuto tre della registrazione video.

La Manifestazione di protesta contro Costa la prossima settimana a Roma raddrizzerà le gambe al Governo  ripetutamente accusato di tradimenti dagli ecopacifisti? 

“Il M5S chiede limiti in linea con quanto annunciato dal ministro Costa”

Così titola Il Piccolo di Alessandria. Sono grillini o democristiani?  la domanda sorge spontanea alla lettura del loro comunicato: “Si attenda, come annunciato dal Ministro Sergio Costa, che vengano introdotti valori limite certi e uniformi di emissione agli scarichi sui PFAS prima di rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale che permette l’estensione della produzione ed uso del cC6O4. Nella terza Conferenza dei Servizi, programmata per domani 1 ottobre  ci attendiamo quindi che dalla Provincia emergano certe le tempistiche sui sistemi di filtrazione e chiari i limiti a scalare come proposto da ARPA fino ad arrivare a 0,50 μg/l. Nel dettaglio, deve essere quindi messa nero su bianco la tempistica sulla messa operativa del sistema di “Nanofiltrazione e Osmosi Inversa vibrata” e di “potenziamento di sistemi di trattamento con Resine a Scambio Ionico e Carboni Attivi”. “Ci aspettiamo inoltre  che la Solvay provveda a fornire informazioni inconfutabili sulla fonte e sulle cause delle perdite che hanno determinato la dispersione in falda del cC6O4 in questa fase di sperimentazione. Perché vale la pena ricordare che ad oggi la Provincia non ha ancora concesso l’autorizzazione (AIA) per la produzione di cC6O4 se non in fase sperimentale benché la società abbia richiesto di poter produrre in modo più massivo il PFAS per metterlo in commercio. Sarà quindi fondamentale che il polo chimico ci fornisca le stime sulla quantità di prodotto rilasciato nel tempo e chiarisca soprattutto come intende eliminare le perdite, perché il composto è stato riscontrato sia nelle acque di falda sottostanti lo stabilimento che esternamente alla barriera idraulica”.

I giornali cercano di censurare l’emergenza ecosanitaria dei PFAS e le responsabilità dei politici.

Sull’emergenza PFAS, in particolare sulla scandalosa Conferenza dei Servizi che ad Alessandria  vorrebbe autorizzare la Solvay di Spinetta Marengo ad avvelenare con il C6O4 (anche con il C6O4), i giornali adeguano volentieri  la loro complicità tramite l’oscuramento totale della  notizia. Quando invece la mobilitazione popolare li costringe a fornirne qualche ragguaglio, ricorrono ai comunicati e alle veline dell’azienda belga, tuttalpiù ammorbidiscono nei pastoni  le prese di posizione degli ambientalisti, però giammai pubblicano  integralmente i puntuali comunicati stampa del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” che individuano anche precise responsabilità politiche nazionali e locali, nomi e cognomi e padrinato. Ad Alessandria abbiamo denunciato -e i giornali hanno censurato-  che la Lega (che controlla Regione Provincia Comune) si appresta  a portare a termine il disegno affidatole di  dare via libera alla Solvay, addirittura scaricando la propria criminale responsabilità per l’autorizzazione C6O4 ad un tradimento del (pur imbelle) ministro Costa cioè dei Cinquestelle e del Governo: clicca qui. Tanto è l’inciucio imprenditorialsindacalpolitico,  che avevamo preannunciato la rimozione promoveautur ut amoveatur del direttore Arpa diventato (finalmente) scomodo.

La censura giornalistica è un gravissimo vulnus alla democrazia; anche quando è velleitaria: poichè decine di migliaia di italiani sono puntualmente informati tramite il Sito del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” e la Lista della “Rete ambientalista. Movimenti di lotta per la Salute per la Salute, l’Ambiente, la Pace e la Nonviolenza”.

La delibera, con cui la Conferenza dei Servizi ad Alessandria vuole dare via libera al Pfas C6O4, è precostituita ab origine dall’inciucio leghista  tra Comune, Provincia e Regione, priva di indipendenza e trasparenza, zavorrata dagli omissis e dalle espulsioni degli ambientalisti, dunque è vuota di autorità etica e politica e non merita il riconoscimento di alcuna legittimità. La contestiamo da fuori ribadendo le radicali  richieste riproposte il 1° ottobre dal Comitato Stop Solvay:

  1. Venga pianificato lo ​screening medico della popolazione coinvolta dall’inquinamento (a partire dagli abitanti di Spinetta Marengo e Montecastello e dai lavoratori dello stabilimento) e si proceda all’avvio di ​approfondite analisi per valutare la presenza di ADV7800, cC6O4 e di ogni altro PFAs nel suolo, nelle acque (in particolare in tutti i pozzi e nelle risorse idriche che riforniscono di acqua potabile il nostro territorio) e nell’ambiente.
  2. L’impianto per la produzione di ADV7800 sia chiuso con procedura d’urgenza. Come ampiamente illustrato si tratta di PFAs a catena lunga simile al PFOA messo al bando dalla Conferenza di Stoccolma e dall’accordo intercorso fra i principali produttori mondiali. È sorprendente che Solvay abbia continuato a produrlo oltre il 2013 apparentemente non rispettando accordi e normative. Ci chiediamo se questo comportamento possa essere ritenuto penalmente perseguibile come lo è negli USA11. Sicuramente è riprovevole e condannabile dal punto di vista etico.
  3. Sospendere la produzione di cC6O4 e realizzarne l’ampliamento dell’impianto e dei sistemi di abbattimento delle emissioni inquinanti in ogni matrice ambientale. Riprendere la produzione dopo validazione di ARPA sull’efficacia dei sistemi suddetti. La sospensione della produzione dovrà avvenire senza riduzione alcuna delle maestranze che saranno impiegate nell’attività di costruzione e sviluppo dell’impianto di cC6O4 e dei sistemi di abbattimento.
  4. Le emissioni inquinanti sia in atmosfera che in falda dovranno essere nulle (zero strumentale). Facciamo notare che il ministro italiano all’Ambiente Sergio Costa si è espresso in tal senso in una recente intervista concessa al bisettimanale alessandrino “Il Piccolo”16.
  5. La concentrazione degli inquinanti nello scarico (unico) che fuoriuscendo dagli impianti di trattamento defluisce in Bormida dovrà essere < 0,1 microg/l. Dopo 24 mesi dalla ripartenza dell’impianto di produzione la concentrazione di cC6O4 nello scarico dall’impianto di trattamento dovrà essere nulla (zero strumentale).

Clicca qui il documento completo del Comitato.

Conferenza dei servizi per Solvay ad Alessandria & Processo per Miteni a Vicenza.

Per l’emergenza PFAS in Italia assume capitale importanza la delibera del 1° ottobre ad Alessandria: potrebbe essere  il cavallo di battaglia degli avvocati difensori a Vicenza, e anche lo stratagemma della Lega di addossare la propria criminale responsabilità per l’autorizzazione del C6O4 ad un tradimento del ministro Costa cioè dei Cinquestelle e del Governo. Tradimento vero o presunto?

Clicca qui il documento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”.