Cani e gatti sentinelle a tutela della salute umana.

I Pfas rappresentano un rischio crescente non solo per la salute umana ma anche per quella degli animali da compagnia. Anzi, l’attenzione verso cani e gatti assume un valore di “sentinella ambientale”: cani e gatti condividono infatti gli stessi ambienti domestici degli esseri umani e possono manifestare precocemente effetti legati all’esposizione degli “inquinanti eterni”.
 
A rilanciare l’allarme è un approfondimento pubblicato da Alcmeon, che richiama l’attenzione sulla presenza di PFAS negli ecosistemi domestici e nei prodotti destinati a cani e gatti, con effetti sul fegato, sul sistema endocrino, immunitario e riproduttivo. Gli animali risultano esposti ai PFAS attraverso diverse vie: acqua potabile contaminata, pet food e ingredienti ittici, polvere domestica, alimenti confezionati, imballaggi dei mangimi.
 
Nelle aree particolarmente esposte ai pfas, caratterizzate da contaminazione delle acque potabili, sorgenti industriali come per la Solvay di Alessandria, sono raccomandati monitoraggi veterinari che possono contribuire all’identificazione di segnali precoci di rischi sanitari anche per gli esseri umani, soprattutto bambini.

Basta animali in gabbia.

Abbiamo depositato in Cassazione una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre un divieto all’uso delle gabbie a livello nazionale per tutte le specie allevate, con l’obiettivo di chiedere formalmente al Parlamento di discutere e avviare un percorso legislativo su questo tema, come già avvenuto in altri Paesi membri dell’UE (Austria, Lussemburgo, Svezia, Repubblica Ceca, Slovenia, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca.
In Italia si stima che più di 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, quasi 600.000 scrofe, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie siano allevate in gabbia, per un totale di oltre 40 milioni di animali: ecco perché è nata la nostra nuova campagna Gabbie Vuote, in collaborazione con Fanctanza Media e The Good Lobby.
Sulla piattaforma dedicata del Ministero della Giustizia sarà possibile firmare una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere l’introduzione del divieto all’uso delle gabbie per tutte le specie allevate su tutto il territorio italiano.
L’obiettivo è raccogliere almeno 50.000 firme entro settembre in modo da chiedere formalmente al Parlamento di discutere e avviare un percorso legislativo su questo tema, come già avvenuto in altri Paesi membri dell’UE.
 

La strage dei delfini soldato.

Secondo le immagini satellitari diffuse dall’Istituto navale Usa, Mosca sta impiegando i delfini contro l’esercito gialloblu nel porto di Sebastopoli, ripetendo una strategia già rodata sulle coste di Tartus, in Siria. Poiché sono capaci di recuperare relitti, andare in missioni di ricognizione, individuare e sventare attacchi nemici, l’impiego militare di questi cetacei non è esclusivo del Cremlino: anche Washington, Pyongyang e Tel Aviv addestrano delfini da combattimento. (continua a leggere)

I delfini sanno riconoscere la propria immagine allo specchio.

Hanno un’intelligenza sociale e sono in grado di utilizzare strumenti, trasmettono i caratteri culturali mediante imitazione, hanno coscienza di sé, tanto da riconoscere la propria immagine allo specchio, e risolvono problemi inediti in situazioni non comuni, come l’incontro con l’uomo: sono i delfini, che comprovatamente hanno effetti positivi sui bimbi e gli adulti con disabilità con cui vengono a contatto, a livello cognitivo, fisico, emotivo e sociale. E sono in corso ricerche per comprendere se possano aiutare anche a modificare funzioni neurologiche alterate più o meno complesse (continua…)

Le speculazioni sui farmaci oggetto della Giornata internazionale dei diritti degli animali.

Il prezzo dei farmaci veterinari (non mutuabile e soggetto ad IVA) è da 3 a 10 volte più alto di quelli ad uso umano, anche se contengono lo stesso principio attivo. Ai medici è vietato prescrivere le medicine per gli uomini agli animali. Il business delle 4 case farmaceutiche ammonta 600 milioni di euro all’anno. Si paga l’IVA anche sulle visite veterinarie. Insomma cani e gatti sono beni di lusso. Petizione al governo #questionediprincipio su Change.org.