1 miliardo di persone ha fame. Oltre 3 miliardi soffrono di malattie croniche legate all’alimentazione.

Il 75% della distruzione planetaria del suolo, dell’acqua, della biodiversità, e il 50% delle emissioni di gas serra proviene dall’agricoltura industriale, che contribuisce anche al 75% delle malattie croniche legate al cibo. Contribuisce per il 50% dei gas serra che inducono i cambiamenti climatici. L’agricoltura chimica non restituisce materia organica e fertilità al suolo; sta, al contrario, contribuendo alla sua desertificazione. Richiede anche più acqua, poiché distrugge la naturale capacità del suolo di trattenerla. I sistemi alimentari industriali hanno distrutto la biodiversità del pianeta sia attraverso la diffusione delle monocolture, sia attraverso l’uso di tossine e veleni che stanno uccidendo api, farfalle, insetti, uccelli, portando alla sesta estinzione di massa. L’agricoltura industriale basata su monoculture ad alta intensità di combustibili fossili usa il 75% della terra, ma produce solo il 30% del cibo che mangiamo; e allo stesso tempo piccole fattorie che promuovono la biodiversità utilizzano il 25% della terra fornendo il 70% del cibo.  Clicca qui Vandana Shiva.

II glifosato e gli interferenti endocrini diminuiscono l’intelligenza.

Il glifosato, che quotidianamente assumiamo come residuo dai prodotti OGM ( carne, cereali, soia ecc.), noto come cancerogeno, è considerato un interferente endocrino. come il suo metabolita AMPA, entrambi presenti sia nelle acque superficiali che profonde, laddove siano stati cercati, come in Lombardia e Toscana (vedi rapporto ISPRA sui pesticidi nelle acque).
Clicca qui José Eli da Veiga.

Molti ottimi motivi per sottoscrivere la petizione con cui si chiede un referendum popolare di conferma del TTIPTransatlantic Trade and Investment Partnership.

Innanzitutto difendere il “Principio di precauzione” nella politica comunitaria in materia ambientale, che ci distingue dagli USA. La nostra cultura giuridica prende in considerazione le condizioni di rischio di una scelta, un atto di prudenza rispetto ad un evento dannoso quindi “prima” che questo si verifichi, mentre quella degli USA è fondata solamente sul rigore della sentenza nei confronti di chi, a fronte di prove inequivocabili, ha procurato un danno, quindi “a danno avvenuto”. Gli USA ad esempio spingono per gli OGM, Organismi geneticamente modificati. Per saperne di più: clicca qui.
Clicca qui per firmare la petizione.

Ogm alla Roquette di Cassano Spinola

Cosa dirà il nuovo ministro dell’ambiente? Quello vecchio ha definito “un rischio trascurabile” l’utilizzo di un microrganismo geneticamente modificato OGM nella nuova produzione di acido biossunico (per sacchetti biodegradabili). Per le associazioni ambientaliste invece l’OGM rischia di contaminare il sito di importanza comunitaria dello Scrivia.

ogm e tumori

In Italia non se ne parla e il governo li consente nei prodotti alimentari e nei mangimi per animali, ma uno studio francese conferma i rischi degli OGM organismi geneticamente modificati. Danni a reni, fegato, ghiandole mammarie, sangue.
Clicca qui Fabrizio Fabbri.

ogm controllati da chi? dall’Arpa

Progetto ambiente teme che il microrganismo OGM utilizzato dalla Roquette di Cassano Spinola per produrre acido biosuccinico (sacchetti biodegradabili) sia dannoso alla vicina area protetta dello Scrivia. Ma la Provincia approva… con controlli ( ? ) Arpa.

OGM a Cassano Spinola

E’ pericoloso soprattutto per il vicino sito di importanza comunitaria (SIC) il progetto di produzione di acido biosuccinico con l’uso di OGM organismi geneticamente modificati proposto dalla Roquette di Cassano Spinola. L’Arpa ovviamente ha dato il via libera.
Clicca qui se vuoi leggere: “La fabbrica della plastica che si scioglie nell’acqua”

Firma la petizione contro gli OGM

La Commissione Europea ha appena approvato la coltivazione di raccolti OGM (patata della BASF e mais della Monsanto).
Crollando di fronte alla lobby degli OGM, la commissione ha ignorato il 60% di Europei che sentono di dover valutare i fatti prima di coltivare alimenti che possono costituire una minaccia per la nostra salute e l’ambiente.

Le preoccupazioni sulla coltivazione di Organismi Geneticamente Modificati OGM includono: contaminazione di raccolti organici e dell’ambiente; il loro impatto sul clima per l’eccessivo uso di pesticidi richiesto; la distruzione della biodiversità e dell’agricoltura locale; e gli effetti degli alimenti OGM sulla salute pubblica.
Una nuova iniziativa permette ad un milione di cittadini europei di presentare richieste ufficiali e legali alla Commissione Europea, di scardinare l’influenza delle lobby.
Leviamo un milione di voci per la messa al bando di alimenti OGM fino a quando non sarà completata la ricerca; saranno consegnate al Presidente della Commissione Europea Barroso. Leviamo un milione di voci per porre una moratoria all’introduzione dei raccolti OGM in Europa e creare un ente scientifico etico ed indipendente per condurre la ricerca e determinare una forte regolamentazione dei raccolti OGM. Firma la petizione ed inoltra con e-mail l’invito ad amici e familiari: http://www.avaaz.org/it/eu_gmo/?vl

Confermati i Danni alla Salute degli OGM

Per impedire gli OGM, organismi geneticamente modificati, Medicina democratica raccolse molte centinaia di firme ad Alessandria. Ora, nel sito del Corriere della Sera on line, è presente un sondaggio per verificare chi è favorevole o contrario agli OGM.

Di seguito riportiamo il link a tale sito in modo tale da contribuire a dare ai promotori del sondaggio un voto in linea con la nostra posizione, per una immediata moratoria internazionale sugli OGM, per gli incommensurabili ed irreversibili effetti per la salute, l’ambiente e la tradizione agroalimentare italiana, a causa della contaminazione dei territori agricoli e delle catene alimentari.
Siete favorevoli all’introduzione anche in Italia degli Ogm (organismi geneticamente modificati) in agricoltura?

Confermati i danni alla salute degli OGM.Gli OGM tornano a far discutere, questa volta per una serie di proposte che, se attuate, comporteranno una loro diffusione su larga scala anche in Italia, roccaforte delle produzioni di eccellenza e delle tipicità locali.


In sede di Conferenza Stato Regioni, che era prevista per il 28 gennaio a Roma, avrebbero dovuto essere discusse le linee guida per la coesistenza tra le colture tradizionali e quelle geneticamente modificate. Il provvedimento era all’esame, in adempimento di un’indicazione dell’Unione Europea.
Tuttavia, pochi giorni fa le Regioni hanno messo uno stop al documento. Tramite il Comitato Tecnico Permanente in materia di agricoltura hanno chiesto che, prima di procedere all’analisi degli indirizzi sulla coesistenza, venga avviata una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo italiano, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori.
Secondo Coldiretti il ritiro temporaneo della decisione consente un approfondimento sul piano scientifico. Il fine è quello di escludere ogni rischio di contaminazione per le produzioni di alta qualità, di cui l’Italia vanta la leadership in Europa.
Le amministrazioni locali sono, in linea generale, contrarie. Si sono espressi negativamente 41 Province, 2.446 Comuni e 16 Regioni.La coesistenza con le colture non OGM è, praticamente, inattuabile per via della contaminazione genetica. Inoltre l’ Italia deve investire proprio sul prodotto locale.
In questo quadro l’introduzione di “genomi Frankenstein” – allo stato attuale si tratta di organismi vegetali ottenuti in laboratorio con tecniche tutt’altro che fini – è completamente fuori luogo.
Un esempio importante è quello del mais : i sostenitori di questo tipo di pratiche affermano che il vantaggio in agricoltura è di tipo economico ed ecologico, principalmente perché la coltivazione degli OGM comporterebbe un minore utilizzo di diserbanti. I detrattori affermano invece che la resistenza all’erbicida (acquisita tramite l’inserzione di un gene batterico nel genoma del mais) determina un accumulo dello stesso nella pianta, con conseguenze tutt’altro che trascurabili per la salute umana; che la direzione di queste scelte è una linea retta verso una dipendenza economica da Monsanto – o dalle altre multinazionali detentrici del business – per l’acquisto delle sementi; che il risultato della dispersione di queste specie è l’enorme danno ecologico legato alla perdita di biodiversità.
Da un recente studio dell’ International Journal of Biological Sciences (http://www.biolsci.org/v05p0706.htm) è emersa la conferma che il mais Monsanto provoca danni agli organi dei mammiferi.
Ed è proprio uno studio di Monsanto del 2002 a confermare l’impatto negativo, su fegato e reni, in topi alimentati con alcune di queste varietà. Tale mais contiene dosi non trascurabili di erbicida Roundup®, che è tossico per l’uomo, e che può essere assorbito sia direttamente, tramite alimentazione, sia indirettamente dai prodotti di mangimistica.
Tre varietà brevettate – Mon 863, Mon 810, che produce un insetticida, e NK 603, che assorbe l’erbicida Roundup® – sono state approvate per il consumo dalle food safety authorities di Stati Uniti, Europa e di molti altri paesi.
Il tutto mentre si apprende che a breve l’agricoltura biologica negli Stati Uniti potrebbe essere bandita perché ritenuta non conforme alle norme di sicurezza e igiene imposte dal Governo. Nemmeno l’orto di Michelle Obama, la First Lady, è servito a dare il buon esempio.
Negli Usa il Governo si appresta.infatti, a discutere la legge HR 875, meglio conosciuta come Food Safety Modernization Act of 2009 con cui, se approvata, si metterà al bando l’agricoltura biologica, ritenuta insana. A essere banditi anche gli orti privati, quelli destinati all’autoconsumo. La legge è stata ideata con la presunta finalità di creare una nuova agenzia chiamata Food Safety Administration (FSA). Il suo unico scopo sarebbe quello di proteggere i cittadini dalla gestione pericolosa del cibo e di creare uno standard per la sicurezza alimentare fino a coprire la sicurezza dei prodotti alimentari importati (chissà se ne farà le spese il Made in Italy?). Si va, quindi, sempre più verso un generico “meccanismo di produzione di cibo”.
Negli Usa molte leggi sono spinte e in maniera del tutto trasparente da alcune lobby. In questo caso a volere questa regolamentazione la MONSANTO, CARGILL, ADM (Archer, Daniels e Midland) con altre 35 grandi imprese agroalimentari.
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, diceva Fabrizio De Andrè.
Prima di aprire le porte a questi esperimenti su larga scala – poiché di questo si tratta, non essendo ancora verificabili tutti gli effetti, sul lungo periodo, dell’introduzione degli OGM in ambiente – è necessario riconsiderare la reale utilità di determinate tecnologie, di efficacia tutt’ora discutibile e dibattuta, alla luce del panorama di eccellenze agroalimentari di cui l’Italia può, per ora, fregiarsi.