Contaminazione PFAS: non si salva nemmeno l’Artico.

Questi cancerogeni, a causa della loro elevata stabilità, possono resistere nell’ambiente praticamente “per sempre”. Drammatico è l’allarme dei ricercatori internazionali tedeschi e americani  (clicca qui): abbiamo individuato diversi tipi di sostanze perfluoroalchiliche nelle acque dell’Oceano Artico. Dunque è provato che i Pfas si spostano non solo nelle acque ma anche in atmosfera.

E’ ciò che infatti probabilmente è avvenuto per l’avvelenamento di pfas cC6O4 nell’acquedotto di  Montecastello (Alessandria), cioè a notevoli chilometri di distanza dallo stabilimento Solvay che, secondo le analisi, ha già contaminato le falde dell’area di Spinetta Marengo. Eppure Regione, Provincia e Comune vorrebbero rilasciare nuova autorizzazione AIA alla multinazionale belga. Alla faccia del monito dell’Onu “Necessarie azioni urgenti” raccolto in Italia dal ministro Costa fissando il limite zero per i PFAS.

Comune e Regione e Provincia se ne strabattono della salute di lavoratori e cittadini.

Il Comune di Alessandria, noto complice di Solvay, è rimasto spiazzato dal “Limite zero dei Pfas” annunciato dal ministro Costa. Le ultime parole famose dell’assessore all’ambiente Paolo Borasio (Intervista CorriereAl 27/7/20) erano state: “Il Comune  non recede di un millimetro sul fronte della difesa della salute di tutti i cittadini, oltre che dei lavoratori”. “Alla Conferenza dei Servizi il  nostro parere è stato netto: noi siamo contro ogni produzione che possa causare danni, anche solo potenziali, alla salute pubblica”. A questo punto una Amministrazione decente dovrebbe pretendere dalla Provincia, altro noto connivente,  la revoca della vecchia autorizzazione AIA del pfas cC6O4, e ovviamente negando la nuova AIA. Le prime dichiarazioni dell’assessore e del sindaco Gianfranco Cuttica invece masticano amaro (clicca qui).

Altro complice di Solvay, la Regione, per bocca dell’assessore all’ambiente Matteo Marnati, è più esplicita: non siamo d’accordo con il “limite zero”, sono “tollerabili 0,5 microgrammi  per litro” d’acqua avvelenata. Ma, beninteso, bisogna lasciare comunque il tempo alla Solvay di adeguare le tecnologie. Tempo, molto tempo, come sono passati più di venti anni per il  pfas PFOA, altrettanto cancerogeno. Nel frattempo, mostriamoci tolleranti, si contino i morti e gli ammalati.

Siamo dunque in grado di delineare l’esito in Provincia della Conferenza dei Servizi nelle intenzioni di Regione e Comune (considerando che tutti e tre gli Enti sono a guida leghista):1) deliberare al più presto il fatto compiuto per anticipare il limite 0,1 UE e il limite zero del Governo; 2) deliberare “con formula transitoria” l’autorizzazione AIA nei maggiori limiti graditi da Solvay, che ovviamente si impegna ad adeguare gli impianti. Quando? Quanto prima… compatibilmente con i vincoli della tecnologia. Indecentemente, insomma, vorranno con Solvay (e Miteni!) prendere tempo con la scusa del “vuoto legislativo” e sperando in una caduta del Governo.

Decenza, invece, vorrebbe che la Conferenza prendesse ufficialmente atto dell’annunciato intervento legislativo, anzi convocando il ministro Costa, e si comportasse di conseguenza con la revoca hic et nunc dell’AIA. Fermo restando che la Procura di Alessandria intanto scovi e sequestri i libretti sanitari dei lavoratori di Spinetta Marengo.

Dalla frantumazione sociale e identitaria degli USA una lezione per l’Italia.

Il rischio che la guerra globale combattuta a pezzi presto o tardi travolga anche la vecchia Europa non è zero: in uno scenario di questo tipo per l’Italia è quanto mai importante tendere alla neutralità, riscoprendo la bussola dell’interesse nazionale e la propria natura di “paese cerniera” per gli equilibri internazionali. Clicca qui l’analisi di Maurizio Vezzosi.

Pfas: 7 microgrammi/litro per Solvay, 0,1 per Ue, zero per il governo.

Una battaglia avviata dodici anni fa.

Il ministro all’ambiente Sergio Costa sulle nostre posizioni: «Sul tema delle sostanze perfluoro-alchiliche, i cosiddetti Pfas (tra questi il cC6O4, ndr), mi sono molto battuto anche in sede europea qualche mese fa riuscendo ad ottenere importanti risultati. L’Italia, infatti, è stata in prima fila nel chiedere la massima ambizione sui Pfas e poter vedere oggi nella nuova direttiva acque della UE il valore limite di queste sostanze fissato a 0,1 microgrammi al litro come massimo per tutta l’Europa è il miglior riconoscimento del lavoro fatto dal nostro Paese in quella sede, ottenuto con una negoziazione difficile ma che non è mai arretrata di un passo. E il successo dell’azione in Europa ci ha aperto anche la strada per poter legiferare anche nel nostro Paese con più facilità. L’aver riconosciuto i Pfas come un problema delle acque europee, infatti, ci ha permesso di arrivare a vincoli ancora più stringenti. Come ministero dell’Ambiente, attraverso gruppo di lavoro al quale hanno partecipato anche Ispra e ministero della Salute, abbiamo stabilito di abbassare a livello nazionale i limiti fino allo zero laboratoriale i livelli di Pfas, dando ovviamente alle Regioni la competenza per il monitoraggio».

«Questa posizione è diventata un articolo che sarà inserito nel prossimo Collegato ambientale, in modo che la norma diventi operativa nel più breve tempo possibile. L’intervento normativo, inoltre, rispecchia i recenti obblighi derivanti da accordi internazionali, come il Reach, che prevedono il divieto di utilizzo e di presenza nei prodotti di alcune sostanze appartenenti alla categoria delle sostanze poli e perfluoroalchiliche sulla base delle loro caratteristiche di persistenza, bioaccumulabilità e tossicità. Questo, in prospettiva, consentirà anche alle Regioni che non hanno stabilito limiti ai livelli di Pfas di applicare i criteri della norma nazionale e agire di conseguenza».

Le norme metteranno ordine sulla questione. L’Italia, in sostanza, avrà regole più restrittive anche rispetto all’Unione europea. A livello nazionale, dunque, si abbasseranno i limiti dei Pfas fino allo «zero laboratoriale». Cosa significa? Lo zero di laboratorio è uguale al limite posto alla minima concentrazione di Pfas tecnicamente rilevabile. Abbassare i limiti fino allo zero di laboratorio significa limitarli al di sotto del più basso valore misurabile con una tecnica di laboratorio. Ovvero ogni metodo ha un valore indicato inferiore a limiti di rilevabilità analitica strumentale. Se in futuro gli strumenti arriveranno a vedere molecole ancora più piccole, il limite di rilevabilità sarà più basso. Non si parla dunque di un numero fisso ma cambierà e si ridurrà alla maggior evoluzione tecnologica degli strumenti. Clicca qui.

Tradotto per le autorizzazioni AIA  del pfas C6O4 della provincia di Alessandria alla Solvay: la nuova AIA deve essere respinta e la vecchia AIA revocata. Il limite C604 è zero per acque, aria e suolo. La Procura sequestri le cartelle cliniche dei lavoratori dello stabilimento di Spinetta Marengo. Comuni/Regione sottopongano alle analisi tutta la popolazione.

La CO2 nell’atmosfera si avvicina ai livelli di 15 milioni di anni fa.

Secondo gli autori di uno studio pubblicato su Nature, l’attuale quantità di anidride carbonica nella nostra atmosfera si avvicina a livelli mai visti in 15 milioni di anni. Si stima che entro il 2025 il livello di CO2 passerà a 427 parti per milione -ppm-, un valore osservato durante il  Miocene (epoca geologica), in particolare 15 milioni anni fa, quando le temperature erano tra 3 e 4 gradi più alte di quelle attuali ed il livello del mare era 20 metri più alto di oggi…. – Continua.

Solvay arruola la credibilità del prof. Enrico Pira in difesa del pfas C6O4.

Le pirolette Tav per prof. Pira.

Leggete, virgolettato alla lettera, il seguente profilo su internet Dbamianto.it:   “Tra i medici che mettono al servizio le proprie competenze per supportare i dirigenti di grandi industrie nelle aule giudiziarie, dove sono accusati di avere cagionato morti e malati tra i propri dipendenti, spicca per continuitá e costanza il prof. Enrico Pira, attualmente ordinario del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Universitá di Torino. Da oltre 20 anni, in qualitá di medico del lavoro, il prof. Pira esercita la professione di consulente giudiziario e, visto il livello di importanza dei propri clienti e i successi riportati, si puó ben dire che Pira costituisca un baluardo del settore. Il prof. Pira è stato consulente in difesa di Montefibre Spa ed Edison Spa nei processi Montefibre Verbania (2010-17), di Carlo De Benedetti e Corrado Passera nel maxi processo Olivetti di Ivrea (2016), nel processo Franco Tosi Legnano (2015), di Fiat nel processo Fiat-Alfa di Arese (2015), di Montepolimeri e Syndial nel processo Petrolchimico di Mantova (2014), del Ministero della Difesa nel processo Marina Uno Padova (2013); della difesa nel processo Skv-Riv Massa Carrara, del titolare della Tubi Gomma di Casale Monferrato (2010), di Enel nel processo di Rimini per esposizione ai campi magnetici di un elettrodotto (sentenza 1999) ecc.”.. 

Alla luce dell’intervista su La Stampa, reputo che il prof. Enrico Pira possa essere annoverato anche tra i consulenti in difesa di Solvay.  Il profilo è sufficiente a non appesantire ulteriormente il commento di Claudio Lombardi all’intervista. A comprova, vale la pena segnalare che nel 2015 il prof. Pira ha lavorato anche per la societá Tunnel Euralpin Lyon Tourin (TELT) redigendo la Valutazione di impatto sulla salute – Cunicolo esplorativo La Maddalena. Costo dello (a dir poco accattivante: clicca qui sempre su internet)  studio 242.000 euro.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Una “bussola etica” internazionale, per l’accesso a trattamenti e vaccini.

Il problema dell’accessibilità equa ai farmaci e ai trattamenti, pur diversificandosi nei vari sistemi sanitari, riguarda il diritto universale alla tutela della salute. Va dunque, inquadrato in una prospettiva di diritti umani e di rispetto dei princìpi bioetici universali, specie alla luce di quanto accaduto durante la pandemia da coronavirus. (continua…)

Il Comitato della salute di Malhmour, campo rifugiati, ci ringrazia nome di tutti gli ammalati.

Clicca qui la commovente lettera di ringraziamento dal Campo profughi di Makhmour in Sud Kurdistan (Mosul/Nord Iraq) per gli ulteriori contributi ricevuti tramite “Associazione Verso il Kurdistan”: per l’ambulanza,  l’acquisto del visualizzatore venoso, dei respiratori polmonari, delle mascherine e deumidificatori per far fronte all’epidemia di COVID 19 ecc. Il 5 per mille  devoluto all’Associazione(Codice fiscale: 96036900064),  quest’anno, servirà a finanziare il progetto Hevi Centera favore dei bambini affetti da sindrome di down del Campo e il progetto di sostegno alle famiglie vittime del massacro di Cizre compiuto dall’esercito turco nei 79 giorni di coprifuoco.

Rileggiamo la “Carta del Movimento Nonviolento”.

Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunità mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti. (continua).

Da “Foresta Incantata” a “discarica di paese”.

Questa può essere la fine  di un monumento della natura, nella “civilissima” Italia, ed è la fine che sta facendo il Bosco di Policoro, o meglio quello che ne resta. Era un grandissimo Bosco, plurisecolare, intramezzato da aree palustri ricchissime di fauna, uno degli ultimi boschi planiziari, a carattere mezzo idrofilo sulle coste mediterranee. Chi vide questa meraviglia, nel 1956, ancora quasi intatta, parla di un bosco esteso sulla riva sinistra della Valle del Sinni, dalla foce a santa Maria d’Anglona, per ben 13 km, ma… (continua Gianni Gobbi, naturalista entomologo).

Il valore massimo di PFAS (PFOA, C6O4) nelle acque deve essere zero.

Il valore di PFAS nelle acque deve essere ridotto a zero. Il valore massimo temporaneamente imposto in Veneto è milioni di volte troppo alto. Clicca qui Salute: il metodo certificato per proteggersi dai Pfas nell’acqua di rubinetto.

I 5 Stelle tornano sulle accuse a Zaia per la gravissima alterazione PFOA delle falde partita dall’azienda Miteni, in provincia di Vicenza, e che ora interessa almeno 300mila cittadini. Clicca qui.

Pfas C6O4: per l’esperto crea più problemi del Pfoa  clicca qui.

Dietro la parola “nuova generazione”, GenX e C6O4 si nascondono i PFAS della “generazione di mezzo”, piccole varianti commercializzabili – sotto nome diverso e funzioni simili – utili a produrre nuove polimerizzazioni fluorurate oscure, opache, di difficile riconoscimento, altrettanto cancerogene. Clicca qui.

Gli studi scientifici hanno constatato la  correlazione tra l’uso di pentole antiaderenti in cucina e alcune patologie tra cui quelle cardiovascolari. A ennesima dimostrazione di ciò la Danimarca nel 2019 ha detto stop all’uso di PFAS nelle pentole antiaderenti bandendole dal commercio nazionale. Clicca qui.

Comitato Taranto a Conte: non sprecare fondi su ArcelorMittal.

“Il Just Transition Fund, lo strumento della transizione verde del Recovery Fund, è stato tuttavia fortemente ridimensionato e noi riteniamo che le risorse rimanenti non possano essere sprecate in un’impossibile rilancio dell’Ilva”. È un passaggio della lettera che oggi il Comitato cittadino per la salute e l’ambiente a Taranto ha inviato al premier Giuseppe Conte. “Non vogliamo – si legge nell’appello a Conte – che il Just Transition Fund divenga la stampella per far proseguire ancora di qualche mese l’agonia dell’Ilva concedendo abilmente ad ArcelorMittal fondi europei e aiuti di stato. Clicca qui l’appello.

Lettera aperta al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: Occorre aggiornare lo Studio sugli effetti delle esposizioni ambientali e occupazionali a Taranto. Il Comitato Cittadino per la Salute e l’Ambiente chiede che lo studio epidemiologico su Taranto, consegnato al Tribunale di Taranto nel 2012 e poi proseguito grazie alla Regione Puglia, venga aggiornato per verificare e quantificare con precisione i danni sanitari causati dall’ILVA. Clicca qui.

Dossier “L’impero Mittal”.

Clicca qui una relazione del prof. Di Marco. Nella prima parte parla del rapporto tra il capitale e il suo Stato, quindi tra mercato mondiale e il suo Stato; nella seconda vediamo le conseguenze di tutto questo sulle sorti della classe salariata cioè sulla sorte dei lavoratori.

Decidiamo noi sulla nostra terra, sui nostri corpi e sul nostro futuro.

Un’assemblea molto partecipata e composita, all’interno della tre giorni di lotta organizzata dal Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno. Il momento assembleare dal titolo “Prospettive tra ecologia, difesa dei territori e lotte globali”, ha visto la partecipazione di Movimenti e lotte da tutta Italia. L’assemblea ha toccato svariati temi, con la consapevolezza che il messaggio che porta avanti da decenni il Movimento No Tav oggi assume nuovi significati che si accompagnano a quelli storici: i temi del cambiamento climatico, dell’inquinamento, del ricatto tra salute e lavoro,  di come vengono utilizzate le risorse pubbliche, della salute delle persone e della cura dei territori sono stati al centro del dibattito. Clicca qui il report. E’ stato fissato un primo calendario di appuntamenti: Campeggio di Ecologia Politica: 20 – 22 Luglio – Venaus Campeggio dei Giovani No Tav: 29 Luglio – 2 Agosto – Venaus Venice Climate Camp: 8 – 12 settembre – Venezia Dibattito sull’estrattivismo alla Festa Antifascista: 29 agosto – Massa

Un secolo di ammalati e morti può bastare. Stop Solvay.

Manifestazione fra i cittadini di Spinetta Marengo con distribuzione di un pieghevole informativo (clicca qui). Il “Comitato Stop Solvay “ pone rivendicazioni tassative. Noi chiediamo alla Provincia di Alessandria 1)  revoca dell’autorizzazione AIA per C6O4 e/o altri PFAS, 2) negazione alla nuova AIA. Chiediamo alla Procura: 1) blocco dell’uso dei PFAS nelle produzioni, 2) sequestro delle cartelle cliniche dei lavoratori occultate da Solvay, 3) apertura procedimenti penali per inquinamento atmosferico e omessa bonifica falde.  Chiediamo al Comune di Alessandria (e Comuni limitrofi): 1) pianificazione di indagini epidemiologiche dei lavoratori e dei cittadini, 2) pianificazione delle indagini idrogeologiche anche tramite Comitato scientifico  Internazionale per la bonifica. Chiediamo a Politica e Sindacatodi cessare la connivenza e complicità con Solvay.  Chiediamo alla Popolazione: di fare fronte unico contro il cinico ricatto occupazionale di Solvay. 

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro

Continua la mobilitazione NoTav.

Tutte le iniziative sulla Newslettera di Doriella&Renato (clicca qui), tra cui:  la costruzione di  un cartello  di realtà italiane dell’ambientalismo, del sociale, del mondo del lavoro, del mutualismo; la Radio No Tav pirata; presidi a Bussoleno Torino San Didero ecc.; il campeggio giovani notav; assemblee, stand, spettacoli, film, mostre, passeggiate ai cantieri eccetera.

Un collegamento ferroviario dannoso per Venezia.

Il “Progetto del Collegamento ferroviario con l’aeroporto Marco Polo di Venezia” presentato alla Regione  Veneto per la Valutazione di Impatto Ambientale costituisce l’ennesima violazione da parte dello Stato italiano delle decisioni adottate dall’UNESCO, attraverso il Comitato per il Patrimonio Mondiale (WHC), per la tutela del sito “Venezia e la sua Laguna”. Clicca qui Italia Nostra.

La senatrice a vita tenta di riabilitare il glisofato.

La mozione parlamentare  di Elena Cattaneo  va rigettata. Anche recenti studi dell’Istituto Ramazzini hanno messo in evidenza che il glifosato e il suo formulato Roundup, a dosi equivalenti alla ADI degli Stati Uniti, procurano formazione di micronuclei (genotossicità), effetto androgenico e aumento del testosterone nel sangue sia nei maschi che nelle femmine (interferenza endocrina), alterazione del microbiota intestinale durante le prime fasi della vita. Clicca qui ISDE e Istituto Ramazzini.

L’epidemia insegna: è indispensabile tenere insieme la tutela della salute e quella dell’ambiente.

Le responsabilità della pandemia vanno condivise tra il virus SARS-CoV-2 e chi ha alimentato le debolezze di un sistema che si è rivelato facile preda di quel virus, con costi umani e economici incalcolabili, dannosi per tutti e più impattanti per le fasce sociali più fragili, per categorie professionalmente vulnerabili come il personale sanitario e per gruppi esposti ad inquinamento ambientale. Clicca qui ISDE/FNOMCeO” 

L’Italia non ha ratificato il Trattato di proibizione delle armi nucleari.

Sono passati 3 anni da un evento storico per il disarmismo mondiale: la Conferenza ONU ha adottato, con 122 SI, il testo del Trattato TPAN di proibizione delle armi nucleari. L’Italia, subendo il veto Nato, non l’ha ancora ratificato, insieme ad altri 12 Stati, malgrado manifestazioni, raccolte di firme, carovane, conferenze stampa al Parlamento su presentazioni di mozioni. Clicca quiDisarmisti esigenti”.

Grandi opere: illusioni, inganni, alterantive.

Controsservatorio Valsusa, Centro Studi Sereno Regis e Volere la luna organizzano una iniziativa nazionale per inaugurare un percorso teso a costruire un cartello di realtà dell’ambientalismo, del sociale, del mondo del lavoro, del mutualismo decise a voltare davvero pagina, abbandonando il modello, sbagliato e fallimentare, delle Grandi Opere, e ad aprire una stagione propositiva e un confronto-scontro con una politica vecchia e incapace di dare risposte adeguate alla gravità della crisi in atto. Clicca qui il programma.

Covid-19 e la scia di sangue dei lavoratori.

L’Inail ha certificato a giugno oltre 49.000 denunce di contagi sul lavoro e sottostimato 236 morti. La categoria più colpita è quella dei lavoratori della sanità. Complessivamente, nei primi 6 mesi dell’anno sono morti oltre 900 lavoratori (senza il dato degli infortuni mortali in itinere) E’ una carneficina alimentata da competitività, precarietà e modelli flessibili dell’organizzazione del lavoro e della produzione, utilizzando anche l’arma del ricatto occupazionale. Salute e sicurezza sono sempre di più subordinate alla salute dei bilanci e alla sicurezza dei profitti. Non è sufficiente limitarsi a esprimere l’indignazione di fronte a casi eclatanti o invocare più controlli. Clicca qui.

Dilettanti miopi e incapaci ad affrontare l’epidemia.

Non sono stati acquistati e stoccati i DPI, non sono stati incrementati i posti letto in terapia intensiva, non è stato assunto personale, non è stata fatta formazione né del personale nè dei cittadini. Quanto sopra è figlio delle politiche di rigore dei nostri governanti che si sono succeduti negli ultimi lustri  e hanno provveduto a ridurre il finanziamento del SSN di circa 37 miliardi; hanno bloccato le assunzioni ed il turnover; hanno ridotto i posti letto; non hanno fatto programmazione in termini di specialisti; non hanno investito sul territorio e non lo hanno potenziato; non hanno fatto adeguata formazione; non hanno tenuto conto dell’evoluzione demografica della popolazione e del personale sanitario; ed infine non hanno approntato neppure una direttiva di coordinamento che potesse in qualche modo aiutare gli operatori impegnati sul campo. Clicca qui Lorenzo Droandi presidente Ordine dei Medici Chirurghi di Arezzo.

Senza aria pulita il Covid avrebbe ucciso circa il 10% di genovesi in più

Alla luce dei dati delle centraline Arpal, lettera aperta al Sindaco da parte dei ricercatori dell’Ecoistituto RE-GE:  la mobilità di persone e merci deve passare da inquinanti mezzi a combustione interna a mezzi di trasporto pubblici a trazione elettrica su rotaia, ad impatto nullo: treni regionali e tram. Clicca qui.

Autostrade, il governo inganna gli italiani e favorisce gli speculatori.

La vicenda Autostrade si è risolta in un maggiore esborso a carico degli italiani, i Benetton accollano ai risparmiatori italiani i loro debiti e gli oneri di ristrutturazione delle autostrade da loro lasciate cadere in rovina,  insomma non solo non perdono nulla, anzi guadagnano anche l’occasione di entrare in una società di maggior respiro. Clicca qui Paolo Maddalena(Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale).

Modello Genova: ma per favore.

La ricostruzione del Ponte sul Polcevera può davvero essere  indicato come modello per la costruzione di infrastrutture in Italia? Niente affatto: esso costituisce un pesante arretramento di almeno quarant’anni degli interventi sul territorio e della gestione trasparente e partecipata della cosa pubblica. Rappresenta cioè un modello di insofferenza verso le regole di tutela ambientale e sicurezza e di partecipazione dei cittadini, un modello di gestione del territorio autoritario (“un uomo solo al comando”: il sindaco Bucci), fondato sul paradigma “fare presto comunque sia”, senza affrontare proposte alternative per  un sistema viabilistico più efficace di quello precedente al crollo. Anzi, a costi notevoli, cogliendo peggioramenti: criticità irrisolte di viabilità cittadina, addirittura limiti di velocità 80 Km/orari. Inoltre l’opera non sarà pienamente utilizzabile dopo l’inaugurazione vista la necessità di mettere in sicurezza le gallerie da essa collegate. A tacere che si vuole che il Modello Genova diventi il paradigma per la gestione dei lavori pubblici in Italia, reintroducendo di fatto l’appalto integrato che consegna al costruttore la regia dell’intervento pubblico. Ebbene, nel silenzio di tutte le Istituzioni e di quasi tutte le forze politiche e associative, a breve, giusto in tempo per le elezioni regionali, assisteremo all’inaugurazione di un’opera che avrebbe potuto essere il presupposto per il ridisegno del nodo autostradale di Genova, ma che non lo sarà.

Clicca qui Giancarlo Bonifai, già Assessore ai Lavori Pubblici Comune di Genova, e  Antonio Bruno, già Consigliere Comunale Comune di Genova.

Solvay manda all’attacco Cisl e Uil per l’autorizzazione del pfas C6O4.

Andrea Diotto

Comitato Stop Solvay, Movimento Maccacaro, Legambiente, all’attacco contro il pfas C6O4? Massiccia la controffensiva della Solvay. Parte da Bruxelles, dalla amministratore delegato Ilham Kadri. Si dia da fare con quello che guadagna, è il primo che rischia di saltare, il direttore di Spinetta Marengo, Andrea Diotto, il quale infatti si sta sbracciando sui mass media. Presso i quali le compiacenze sono sempre enormi, ma ormai deboli di credibilità. Dunque butti nella mischia i sindacati. Agli ordini: Cisl e Uil chiedono un incontro urgente con Regione Piemonte e Comune di Alessandria affinchè “convincano” la Provincia a rilasciare nuova autorizzazione AIA di uso e vendita del tossico e cancerogeno C6O4, malgrado stia già dilagando nel sangue, nelle falde, negli acquedotti. Di norma, con i politici, sarebbe come sfondare una porta aperta, però nel frangente storico ci sono di traverso i Movimenti in piazza. La complicità di Cisl e Uil è assicurata: già nel 2002 stopparono la Cgil che denunciava, addirittura con un pubblico volantino, il tossico e cancerogeno Pfoa fratello gemello del C6O4. La Cgil, tirata per le orecchie dal direttore Stefano Bigini, annodò la coda in mezzo alle gambe e per altri anni il Pfoa avvelenò finchè bloccato dagli esposti di Lino Balza. Il messaggio ricattatorio che Cisl e Uil oggi trasmettono tramite i giornali compiacenti è un eufemismo sonoro: senza AIA, senza C6O4, la fabbrica di Spinetta Marengo chiude, anzi… la multinazionale belga se ne va dall’Italia, ovvero “ll No Aia rischia di modificare le scelte industriali che il gruppo Solvay può assumere nei confronti del sito e del gruppo stesso a livello nazionale”. Il messaggio  terroristico è ridicolo dal punto di vista imprenditoriale, infatti ad Solvay affida la barzelletta a Diotto e Diotto ai sindacati: senza C6O4 l’ azienda è costretta a cessare  le produzioni di  fluoro-polimeri. Il cC6O4, il “pfas buonocome lo definisce Diotto, in realtà rappresenta solo un business Solvay (e l’AIA una sorta di assicurazione penale contro i risarcimenti per danni alla salute) mentre a livello internazionale si praticano le alternative (più costose), come in Italia indicate dall’Istituto Negri. Noi non barattiamo la salute con l’ambiente, non mettiamo il nostro profitto prima di tutto il resto”:Diotto, nella sua “lettera aperta” rassicura lavoratori e cittadini che vivono in un “mondo migliore(sic)… intanto che tiene lontano da Spinetta la propria famiglia da quello che egli stesso definisce“un disastro”, il disastro Solvay del Pfoa tossico e cancerogeno e del C6O4, e ADV, fra gli altri. Invece i Movimenti gli hanno già risposto: EMISSIONI ZERO.  Dunque la Provincia respinga la nuova AIA e revochi la vecchia AIA, la Procura della Repubblica requisisca (corpo del reato) alla Solvay le occultate cartelle cliniche dei lavoratori contenenti le abnormi analisi del sangue dei lavoratori e blocchi l’utilizzo del C6O4, il Comune e la Regione eseguano il monitoraggio ematico a tutti i lavoratori e cittadini, insieme alle indagini epidemiologiche. Queste Istituzioni non rilascino a Solvay la “patente di avvelenamento” che noi definiamo “licenza di uccidere”. 

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.