Stop Solvay di Spinetta Marengo.

Mentre si susseguono fughe del letale PFIB sotto gli occhi (chiusi ) dell’Arpa e con la centralina “casualmente” fuori uso, tornano in campo Friday For Future e il Comitato Stop Solvay che preparano manifestazioni a rivendicare la bonifica integrale e lo stop alle emissioni e la riconversione ecologica dell’intero impianto produttivo per consentire la bonifica e salvaguardare i posti di lavoro, nonché lo screening sierologico per tutta la popolazione della Fraschetta.  Alla base delle rivendicazioni: il diniego della Provincia all’autorizzazione del Pfas C6O4, alla quale si stanno opponendo anche Legambiente e Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

Clicca qui la Lettera aperta a Presidente della Provincia di Alessandria e Sindaco.

I Pfas abbassano le difese immunitarie e riducono la risposta ai vaccini, a partire dai bambini.

Oltre alle patologie già conosciute: interferenti endocrini, tumori dei testicoli e dei reni, ipertensione in gravidanza, aumento del colesterolo ecc. Li assumiamo attraverso il cibo e l’acqua potabile contaminati. Sono impiegati , con diverse composizioni molecolari, nelle schiume antincendio, nei rivestimenti metallici antiaderenti per padelle,  negli imballaggi per alimenti, nelle creme e nei cosmeticinei tessuti per mobili e abbigliamento per esterni, fino ai pesticidi e ai prodotti farmaceutici. Ma ad Alessandria Solvay chiede alla Provincia l’autorizzazione al C6O4. Clicca qui.

L’EPA a Solvay: cessare l’uso del C6O4.

Epa (l’Environmental protection agency, l’agenzia di protezione ambientale statunitense) ,ha  chiesto di cessare l’utilizzo dei PFAS nei processi industriali, non solo negli Stati Uniti ma ovunque nel mondo. L’accusa di cancerogenità del Teflon, il celebre materiale utilizzato in tutto il mondo per rendere anti-aderenti le padelle, ma anche in molti tessuti da arredamento, nell’abbigliamento, in schiume antincendio, lubrificanti, adesivi, cosmetici, insetticidi e altri oggetti di uso comune nelle case. Clicca qui.

Volano con i soldi sottratti alla sanità.

Da No Muos:

I piloti dell’Aeronautica militare italiana hanno superato le 2 mila ore di volo nell’addestramento con gli F-35. Ogni ora costa al Paese 40 mila euro, per un totale di circa 80 milioni.

Intanto il governo ha speso 337 milioni per l’acquisto di 15 nuovi elicotteri da guerra AW-169M marchiati Leonardo, nello stabilimento di Cameri (Novara) e la Marina Militare ha acquistato due sommergibili dal costo di 1,3 miliardi di euro, che saranno costruiti da Fincantieri.

Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Mil€x nel 2020 spenderemo circa 26,3 miliardi in spese militari, un miliardo e mezzo in più rispetto l’anno precedente.

Clicca qui da M5S.

Toti uguale Cirio uguale Fontana.

Fase 3. Sarebbe tempo di sovvertire le attuali priorità economiche neo-liberiste e portare al centro la fondamentale importanza del benessere sociale e la centralità delle relazioni sociali e delle comunità. La salute come “bene comune” al centro dell’attenzione, se imposto come priorità ai Governi, potrebbe essere l’occasione per riportare al centro altri “beni comuni” dimenticati dalla rincorsa alla crescita economica.  Clicca qui la riflessione dei medici dell’Ecoistituto RE-GE.

Benetton United colors of predator.

A ruota di FCA, anche Benetton chiede 1,8 miliardi di finanziamenti a totale garanzia dello Stato. Eppure al gruppo Atlantia (che controlla Autostrade per l’Italia guadagnando 10 miliardi di dividendi) è stata revocata la concessione dopo il crollo del ponte Morandi, la cui ricostruzione è interamente pagata dallo Stato. Clicca qui il commento di Marco Bersani.

Andrà tutto bene… se non pagheremo la crisi.

Se si fermano le “grandi opere”  inutili e dannose: Treni Alta Velocità, inceneritori, TAP, autostrade ecc. sono un cavallo di Troia per il trasferimento massiccio di soldi dal settore pubblico a quello privato. Non pagheremo la crisi se si risparmiano i soldi che lo Sato dà agli inquinatori. Non pagheremo se si aboliscono le spese militari. Clicca qui l’assemblea NoTav su la newslettera di Doriella@Renato.

Come…

Come finanziare la ripresa? Tassare con una patrimoniale i più ricchi? Togliere i contributi dello Stato a chi inquina e destinarli alla Sanità Pubblica e al Welfare. Oppure finanziare John Elkann?

Neanche un miliardo di euro a sostegno del Reddito di Emergenza per almeno tre milioni di persone. Invece per una delle famiglie più ricche al mondo e che in Italia ha mollato le produzioni: tasse acquisizione Chrysler condonate: 730 milioni; dividendi gratis per nuova sede  a Londra: 6,3/8 miliardi; più dividendi fusione Psa: 5 miliardi; centinaia di milioni Irap sottratti proprio alla sanità regionale  colabrodo Covid… ma aiutata poi dalla Juventus con beneficenze… esentasse? Ora Fca, non più impresa italiana, chiede 6 miliardi di finanziamenti garantiti dallo Stato italiano, e divide gli utili in Olanda. Tutto regolare secondo l’impero giornalistico di Elkann: Stampa, Repubblica, Secolo XIX , L’Espresso e la catena di locali e radio (il conflitto di interessi di Berlusconi!). I giornalisti sono come gli aghi delle iniezioni: vanno bene per tutti i culi. Per avere successo però (i giornalisti, non gli aghi) devono assecondare i culi giusti al momento giusto, saperli riconoscere: quelli gonfi e pallidi ansanti che indicano un carattere bonario egoista pigro, quelli secchi e pelosi che vuol dire carattere autoritario avaro, quelli rotondi e duri che vuol dire sensualità cinismo faciloneria, quelli molli e pieni di buchi che vuol dire carattere infantile gentile timido ma anche un po’ carogna, quelli appuntiti  con le gote rosse come un ubriaco vuol dire malizia intraprendenza trasformismo (Dacia Maraini, Dialogo di una prostituta con un suo cliente). Qual è il carattere di  Elkann? Chiedere a Massimo (Molinari o Giannini fa lo stesso). Ma il carattere di questo governo? ci chiediamo.

2 giugno nonviolento.

La buona notizia è che non ci sarà la parata militare. Finalmente. La cattiva notizia è che non potranno sfilare nemmeno i civili. Purtroppo. Ma noi vogliamo festeggiare comunque il 2 giugno, compleanno della Repubblica.
Nome: Repubblica
Cognome: Italiana
Nata il: 2 giugno 1946
Luogo: Urna elettorale
Maternità: Resistenza antifascista
Paternità: Referendum istituzionale
Con questi dati anagrafici, figlia della libertà conquistata, di un voto popolare, e con la bella Costituzione che porta in dote, le siamo debitori per il ripudio della guerra e per la pace che ha garantito con la sua vocazione europea. Noi cittadini abbiamo il compito di difenderla, lo dice la Costituzione stessa, che ci affida questo “sacro dovere” (articolo 52). I cittadini sono civili e disarmati, uno status in contrapposizione a quello militare, per definizione. E poichè la Repubblica è fondata sul lavoro, sui diritti, sulla dignità, sulla cultura, sulla tutela delle minoranze, sulla pace e sulla giustizia, può essere difesa solo con strumenti compatibili con questi principi fondamentali (articoli 1-12). E’ la difesa civile, non armata e nonviolenta il metodo che i cittadini hanno a disposizione per tutelare la Repubblica. Oggi gli strumenti simbolo della “difesa della Patria” sono mascherine, guanti, disinfettante, non  cacciabombardieri, blindati, corazzate. La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (articolo 32). Dobbiamo difenderci dalla malattia, dal contagio, tutelare i più deboli e i fragili. Dopo la pandemia e l’emergenza sanitaria, le forze da mettere in campo sono quelle del lavoro, medici e infermieri, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini e le bambine, le madri e i padri, le ragazze e i ragazzi del Servizio civile universale. Questa è la vera ricchezze della Repubblica che chiede di rimuovere l’ostacolo delle enormi spese militari ed avere a disposizione risorse per garantire il sistema sanitario a tutti. Ecco perchè la parata militare è ormai anacronistica. Il 2 giugno festeggiamo la Repubblica democratica, unitaria, parlamentare. Noi vogliamo portare la nostra aggiunta nonviolenta affinchè sia anche disarmata, strumento di pace che ripudia la guerra (articolo 11).

[Dal Movimento Nonviolento www.nonviolenti.org]

Aggiungiamo 4mila vittime dell’amianto.

E rivendichiamo il programma: censimento capillare dell’amianto in tutti i territori comunali; incentivi alle bonifiche e strategia per la deamiantizzazione completa del territorio; attivismo dei sindaci che devono finalmente attuare i censimenti  facilitare le bonifiche, rivendicare finanziamenti. Clicca qui Vito Totire.

Il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) non è affetto da alcuna malattia causata da tagli e definanziamenti.”

E’ quanto alcuni stanno sostenendo:  “non è vero che la spesa sanitaria in Italia è diminuita negli ultimi anni”. Se fosse vera l’affermazione, imporrebbe importanti implicazioni dal punto di vista della politica economica e sanitaria: cioè indicherebbe la strada di una preoccupante continuità con quella percorsa negli anni passati. Ma è falsa, come dimostra questo importante studio (clicca qui) sulla spesa sanitaria in Italia e paesi OCSE dal 1995 al 2018.

Come finanziare la ripresa? Tassare con una patrimoniale del 10% il 10% più ricco?

Vuol dire tassare circa 6 milioni di persone, cioè 2 milioni di famiglie su 20 milioni: con 235mila euro a famiglia si ottengono circa 470 miliardi che non pesano sulle spalle più deboli. Il patrimonio totale delle famiglie italiane nel 2017 ammontava a circa 10.700 miliardi, tra proprietà immobiliari e finanziarie. Il patrimonio del 10% più ricco ammonta al 44% cioè 4.700 miliardi.  Quindi il patrimonio medio di questo 10% di famiglie è 2,350 milioni. Tassandolo si potrà finanziare il deficit senza aumentare le tasse al resto della popolazione o tagliare ulteriormente i servizi come accade normalmente. Clicca qui.

La disabilità negletta e abbandonata ai tempi del coronavirus.

Perché chiediamo una profonda revisione del Piano Socio Sanitario Lombardo (continua…)

Rinviare il nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza della Lombardia (continua…)

Lombardia: tutelare la salute di ogni persona con disabilità e degli operatori (continua…

La strage degli anziani malati cronici non autosufficienti: accadrà ancora  (continua…)

Le strutture che penalizzano persone con disabilità e non autosufficienti (continua…)

Azioni a tutela degli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19 (continua…)

Un modello di assistenza che ha fallito ed è tutto da ripensare (continua…)

Il Comitato per la Bioetica: carenze sulla disabilità (continua…)

Neuropatie e Charcot-Marie-Tooth: attività fisica prima e dopo il coronavirus (continua…)

Cosa farò domani? La domanda di tante persone con disabilità (continua…)

Perplessità sulla riapertura dei Servizi, senza un protocollo per la sicurezza (continua…)

Un vademecum di semplici buone pratiche su coronavirus e autismo (continua…)

Malattie neuromuscolari e disabilità: un lavoro condiviso per la “fase 2” (continua…)

Terzo Settore: ora un percorso condiviso per il dopo emergenza (continua..)

Le malattie genetiche come modello per far luce sul coronavirus (continua…)

Le persone con sclerosi multipla di fronte all’emergenza (continua…)

Tanto sostegno per i Centri NEMO, anche con gli eventi in diretta Facebook (continua…)

Il punto in cui inizia la civiltà (continua…)

Coronavirus e disabilità: come sta rispondendo la Commissione Europea? (continua…)

Ora anche in italiano quel sondaggio internazionale sul coronavirus (continua…)

Il sostegno va garantito anche al tempo del coronavirus (continua…)

Abbiamo chiesto servizi, ma anche sostegni economici e pensioni a 600 euro (continua…)

Diritto all’istruzione anche per i ragazzi e le ragazze con autismo (continua…)

Chiediamo risposte sulla mobilità delle persone con disabilità  (continua…)

“La banda dei quattro”: Confindustria Lombardia, Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP), Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari (ARIS) e Regione Lombardia.

“Un’alleanza autentica tra strutture sanitarie private accreditate e ospedali pubblici ha permesso di arginare l’emergenza che così violentemente ha colpito la Regione Lombardia. Il modello sanitario lombardo ha mostrato tenuta, coesione, collaborazione e straordinaria reattività, mettendo in campo le migliori competenze cliniche e scientifiche”.

Queste parole marcano la pagina pubblicitaria comprata  sui giornali di regime, dalla “banda dei quattrouna pagina-manifesto intitolata ancor più scandalosamente: “28.224 vite salvate in Lombardia” e piena di elogi per il contributo dato dalla sanità privata. Insomma, una vera e propria danza sui morti da loro procurati. Clicca qui Marco Bersani/Attac. 

Cominciamo a indicare le responsabilità nella gestione del Covid19.

Molte domande sulle responsabilità dell’epidemia  hanno  risposta dalla trasmissione di Report su Rai 3 del 20 aprile 2020, intitolata “Il pasticcio piemontese”: clicca qui.  Figure esemplari come Mario Raviolo, Luigi Icardi, Alberto Cirio,  le troviamo anche nell’altra Regione  “eccellenza sanitaria”, la Lombardia guidata da Attilio Fontana. 

La disabilità ai tempi del coronavirus.

Alcuni interventi di Superando.it , servizio di informazione sulla disabilità promosso dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap:

Non abbandonateci: per noi il tatto è fondamentale! (continua…)

I Malati Rari chiedono di uscire dalla pandemia senza interrompere le terapie (continua…)

Evitare che le strutture residenziali diventino tutte focolai di coronavirus (continua…)

Mettere al riparo le strutture residenziali (continua…)

I primi risultati del monitoraggio sulle strutture residenziali e sociosanitarie (continua…)

Gli istituti residenziali focolai di infezione e abuso: i Governi agiscano ora!  (continua…)

Non si arrivi mai a scegliere chi salvare e chi no: anzi, aumentare i servizi! (continua…)

Sacrificando le persone più fragili, sacrifichiamo la dignità di tutti noi (continua…)

Emergenza e disabilità: servono altri provvedimenti e servono subito (continua…)

Tutti i diritti umani devono essere tutelati, senza discriminazione alcuna! (continua…)

Disabilità e coronavirus: fare (molto) meglio, fare presto!(continua…)

Molte cose da fare e con urgenza, insieme e in favore del Terzo Settore (continua…)

È terribile una civiltà che pianifica chi sta sopra e chi sta sotto (continua…)

“Dimenticate” dall’INPS le persone con disabilità sensoriale (continua…)

Non slogan, ma interventi concreti per tutelare i diritti (continua…)

21.000 mascherine alle famiglie di persone con malattie neuromuscolari (continua…)

Cecità e coronavirus: l’impegno in Italia e nel mondo (continua…)

Tante persone con disabilità per le quali la vita è sempre stata “ai tempi del coronavirus” (continua…)

Didattica a distanza e disabilità: un’indagine utile e tempestiva (continua…)

L’emergenza, le donne, quelle con disabilità e il pensiero inclusivo (continua…)

State vicini al vostro animale domestico (e soprattutto ai cani guida) (continua…)

Assistenti educativi all’autonomia e alla comunicazione: la Torre di Babele (continua…)

Raccomandazioni Covid-19 e malattie neuromuscolari (continua…)

La scuola a distanza, l’inclusione e la buona volontà delle persone (continua…)

Servirà un tavolo congiunto permanente, per una “nuova epoca” (continua…)

Il disability manager nel mondo del lavoro, ai tempi del coronavirus (continua…)

Restiamo a casa e.. raccontiamo l’autismo (continua…)

Disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo: a tutela della salute (continua…)

Cogliere l’occasione di questa emergenza, per realizzare una vera “Buona Scuola” (continua..)

A fianco delle Persone con lesione midollare (continua…)

In isolamento, ma per andare oltre la superficialità (continua…)

Noi, genitori dell’autismo, ci siamo! (continua…)

L’emergenza spiegata ai bambini con autismo e altri disturbi del neuro sviluppo (continua…)

Malattia di Parkinson: teleassistenza infermieristica gratuita in tutta Italia (continua…)

Come comunicare con le persone sorde (anche dopo l’emergenza) (continua…)

Sostenere quelli che lavorano “a meno di un metro” e le persone di cui si curano (continua…)

È fondamentale sostenere la ricerca scientifica sull’autismo (continua…)

L’autismo e La Nostra Famiglia: una nuova modalità di presa in carico a distanza (continua…)

I reali bisogni ai quali dare risposta delle famiglie con disabilità (continua…)

I rischi e i problemi delle persone con disabilità visiva (continua…)

Lavoro a distanza e disabilità: si può fare (continua…)

Spostamenti delle persone con disabilità: la Protezione Civile o il Sindaco? (continua…)

L’autismo ai tempi del coronavirus (continua…)

Un comitato di crisi in favore delle persone con disabilità (continua…)

Non si possono lasciare soli i caregiver familiari (continua…)

Tante iniziative, per stare accanto a chi non vede (continua…)

L’istituzionalizzazione delle persone con disabilità e l’emergenza che viviamo (continua…)

La disabilità non può essere una questione privata (continua…)

Le persone con disabilità e la scarsità di risorse mediche (continua…)

La nostra vita in casa famiglia, tra fragilità e riscoperte (continua…)

La Giornata della Disabilità Intellettiva: in emergenza, ma non sotto silenzio (continua…)

I danni non troppo collaterali di questa emergenza (continua…)

Così le persone con disabilità possono uscire di casa (continua…)

Il coronavirus è una vendetta della natura violentata.

Il pericolo principale è pensare al coronavirus come un fenomeno isolato, senza storia, senza contesto sociale, economico o culturale. Non c’è normalità alla quale ritornare quando quello che abbiamo reso normale ieri ci ha condotto a quel che oggi abbiamo. Il problema che affrontiamo non è solo il capitalismo in sé, ma anche il capitalismo in me. Clicca qui

La democrazia diretta e partecipata in quarantena.

Il corona virus ha messo in quarantena la democrazia diretta e partecipata, cioè i Movimenti, purtroppo a tutto vantaggio dei nemici dell’ambiente, della salute, della pace e della nonviolenza. Di Covid-19 se ne sta scrivendo e parlando moltissimo, a proposito e sproposito. Chissà se, a tempesta mitigata, la tragedia avrà almeno lasciato negli italiani la coscienza che il sistema sanitario, quello che per anni e anni noi abbiamo denunciato, è responsabile dell’ecatombe e dunque non dovrà riproporsi tale e quale. Sarebbe la nascita di un Movimento nazionale finora  circoscritto  a chi, come noi, è rimasto saldo sui principi di Giulio Maccacaro.

Il sistema sanitario nazionale  (l’eccellenza Lombardia docet) ha mostrato in questi mesi quanto la sanità pubblica era stata dai governi abbattuta: chiusi ospedali e strutture, ridotti gli organici, dimezzati i posti letto, appaltate le assistenze anziani. Le risorse pubbliche sono state sempre più dirottate sulla sanità privata, la quale in piena autonomia ha scelto quali prestazioni erogare: ovviamente quelle più remunerative al capitale, lasciando alla sanità pubblica quelle più onerose ma spogliate dei fondi necessari, proprio quelle strutturali e strategiche che in emergenza Covid sono venute a mancare quando la velocità di risposta avrebbe potuto contenere i contagi.

Con la lezione Covid, gli italiani avranno imparato che la prevenzione non è una spesa ma un investimento? che le unità di terapia intensiva devono diventare posti letto convertibili? che adeguate scorte di test e tamponi e mascherine dovranno essere regolarmente integrate?

Avranno imparato che i tagli del personale e delle strutture alla sanità pubblica (e alla scuola) sono i più inaccettabili? che è criminale spostare enormi quantità di risorse economiche pubbliche per “grandi” opere inutili, esempio 26 miliardi europei per il Tav Torino Lione?

Avranno imparato che  la cosa più importante da chiedere oggi al governo è investire in attrezzature e personale per testare la popolazione su larga scala, sia nell’immediato che nei prossimi mesi? anche al fine, isolando i contagiosi, di lasciar tornare al lavoro le risorse fondamentali per l’economia?

A nostra volta, noi dell’universo dei Movimenti, dovremo far capire ai molti che è sempre più urgente lottare per  invertire la rotta e realizzare un modello sociale alternativo, affidare il primato dei diritti fondamentali rispetto alla logica di profitto e dei vincoli di bilancio, garantire la difesa dei beni comuni e dei servizi essenziali e ripubblicizzati, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici a partire dalla riconversione ecologica e dalla fuoriuscita dall’uso dei combustibili fossili, opporsi all’attuale politica delle spese militari, di cui anche solo una parziale riduzione già ora libererebbe risorse utilizzabili immediatamente nell’emergenza.

Termovalorizzatore a Rende? Una scelta criminale.

Clicca qui CAT CALABRIA (Coordinamento delle Assemblee Territoriali): Non siamo contro il termovalorizzatore qui a Rende. Siamo contro il termovalorizzatore ovunque: una scelta vetusta ed irrazionale che pensa di risolvere il problema rifiuti nascondendoli sotto terra oppure bruciandoli. Da vent’anni come movimenti ambientalisti, coordinamenti territoriali, comitati civici, lottiamo per imporre la strategia Rifiuti Zero: raccolta differenziata spinta, tariffa puntuale, gestione pubblica, trasparente e condivisa con i cittadini.

In Medio Oriente le ipocrite politiche della UE e l’inettitudine del governo italiano.

La squallida partita di giro, in cui da un lato si vendono armi alla Turchia consentendo al dittatore Erdogan nel suo delirio neo-ottomano di proseguire la politica di guerra, pulizia etnica e sterminio del popolo curdo, e dall’altro lo si finanzia per tenere ammassati profughi in condizioni disumane nella Turchia sconvolta dalla crisi economica, sta mostrando i suoi effetti nefasti in tutta la loro drammaticità. Clicca qui Rete Kurdistan Italia.

Il contratto firmato dal governo con ArcelorMittal è nefasto: contrasta con il diritto alla salute e alla vita e, ancora una volta, viola i diritti umani di un’intera popolazione.

Il disegno di Federico, morto a 9 anni nel 2014 

Il governo – nel suo tentativo di evitare l’implosione dell’ILVA – gioca la carta della disperazione: sposta al 2025 il termine della messa a norma degli impianti. La Corte Costituzionale aveva di fatto “chiuso un occhio” sul primo decreto salva-ILVA contando sul fatto che i lavori di messa a norma sarebbero stati rapidissimi. Quello che sta avvenendo è invece l’esatto contrario: ben dieci anni di ritardo vengono previsti! Quante vittime lascerà sul campo un ritardo di questa portata? L’accordo prevede tale proroga nonostante la VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) certifichi la pericolosità degli impianti in funzione che causano un rischio sanitario “non accettabile” agli attuali livelli produttivi di 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio. Come farà il governo a garantire un rischio sanitario accettabile prospettando un aumento della produzione da 4,7 a 8 milioni di tonnellate/anno di acciaio? Come farà il governo a dimostrare che da qui in poi non vi saranno vittime in questo prolungarsi del percorso di messa a norma degli impianti? E solo chi si fa illusioni può pensare che l’accordo apra le strade ad un roseo futuro per i lavoratori di Taranto. La prospettiva è che ArcelorMittal vada via da Taranto pagando una penale da 500 milioni ma avendo acquisito il clienti dell’ILVA. E lasci al governo il compito di trovare un improbabile sostituto. Clicca qui PeaceLink: Non vi fate abbindolare. Il vero scopo del nuovo piano è quello di dare altri due anni di tempo per la messa a norma degli impianti. Intanto la gente muore

La catastrofe ecosanitaria Pfas in Veneto.

Si apre il processo PFAS contro la Miteni di Trissino Il 23 marzo 2020 si entrerà finalmente nel merito dibattendo sui reati per disastro ambientale innominato e avvelenamento di acque e sostanze alimentari. Una catastrofe ecosanitaria che ha contaminato acqua, alimenti e già oltre 350mila persone. Dopo anni di silenzi, ha inizio il processo. Nell’auspicio che non faccia la fine di quello alla Solvay di Spinetta Marengo (leggila sul Sito).  Clicca qui una storia di 50 anni.

A Vicenza, l’Inca avvia 10 pratiche per il riconoscimento di malattie professionali, dovute ai Pfas della Miteni. Clicca qui.  Intervista ad un ex operaio, clicca qui.

Le aziende chimiche  sapevano fin dagli anni ‘50 della tossicità del PFOAComprese Montedison, Solvay, Miteni.  Sostituito il PFOA con PFAS a catena corta: ora è anche il C6O4 che inquina come cancerogeno. Clicca qui.

Provvisorie le prescrizioni della Provincia di Vicenza  per PFOA e C6O4. Clicca qui.

L’ARPA del  Veneto è all’avanguardia nello studio delle contaminazioni PFAS. L’ARPA del Piemonte è la retroguardia. Clicca qui.

Altri avvocati difensori della Solvay di Spinetta Marengo.

L’intervistatrice de Il Piccolo allarma che il PFAS C6O4 nelle analisi è presente in più punti della falda  attorno allo stabilimento e con maggior concentrazione sotto di esso. Dunque l’impianto, di cui Solvay –dietro copertura del segreto industriale- chiede alla Provincia addirittura l’autorizzazione AIA all’ampliamento: sta già rilasciando da anni  i veleni (L’allarme, documentato, della sua nocività, fu da noi lanciato almeno dieci  anni fa. N.d.R.) senza che la Provincia sia intervenuta a controllarli e bloccarli. D’altronde è risaputo che le cosiddette barriere di contenimento sono palliativi. Ma l’ingegnere  responsabile Claudio Coffano non l’ammette. Né ipotizza la messa al bando del C6O4, sostituendolo ad esempio con le sostanze studiate a rischio zero dall’Istituto Negri. Anzi, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, esplicitamente non esclude di autorizzare l’AIA: valutando ogni possibile rischio anche se qualcosa può sempre scappare ma non a cuore leggero (Morto più morto meno N.d.R). Affidiamoci, concludono entrambi, alla Solvay affinchè abbatta il più possibile il C6O4 nell’ambiente. L’intervistatrice infine chiede inutilmente notizie sull’emissione dai camini dei vietatissimi  CFC clorofluorocarburi.

C’è una battaglia in corso contro l’autorizzazione a Pfas C6O4, cosa fanno Cinquestelle e Forum Acqua?

La domanda scaturisce prepotente nel corso del dibattito sulle rispettive responsabilità e iniziative.  L’intervento del Movimento di lotta per la salute Maccacaro, “Le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai Cinquestelle”,  è infatti  oggetto di contestazione, e chiama in causa protagonisti eccellenti nella battaglia per l’acqua e i beni comuni: Riccardo Petrella, Beppe Grillo, Marco Bersani, Alberto Asor Rosa, Ugo Mattei, Paolo Carsetti, Corrado Oddi. Luigi Meconi…  (continua).  

Parla l’avvocato che difende la Solvay di Spinetta Marengo.

Domanda del giornalista Massimo Brusasco: “L’indagine epidemiologica dimostra che a Spinetta si muore di tumore più che altrove. Non le basta?” Risposta di Paolo Borasio: “L’indagine non dice espressamente che la causa è il polo chimico. Certo, anche la Solvay potrebbe essere coinvolta, ma il rapporto causa effetto non è esplicitato. Io mi attengo a questa valutazione.” Però non le sembra acclarata una connessione tra il polo chimico e condizione di salute degli spinettesi? “Io penso che sia innanzitutto da capire se le problematiche evidenziate siano effettivamente riconducibili a quello che produce Solvay”. “Ci vorrebbe un intervento decisivo”. “Fino a quando non dicono che l’aumento dei tumori è dovuto al polo chimico, come si fa ad intervenire”. “Non sarebbe quasi ora di fare una bonifica seria ed efficace?” Solvay ha tempo fino al 2029”. “Però se c’è in gioco la salute…”. “Mi immagino, in futuro, un polmone verde”.  Insomma non criminalizziamo Solvay quando basta circondare lo stabilimento con un bosco. E’ sotto lo zuccherificio che invece si dovrebbero cercare i veleni, affidandone la ricerca alla Solvay.  Voi direte: Paolo Borasio è avvocato e fa il suo mestiere di difensore, che male c’è. C’è che Borasio è assessore comunale di Alessandria, anzi è assessore all’Ambiente.

Momenti e metodi dell’azione non violenta. La strategia per una campagna d’azione.

Clicca qui un testo di Jean-Marie Muller, tra i più importanti studiosi del pacifismo e delle alternative nonviolente. E’ suddiviso in tre parti. Parte prima: analisi della situazione, scelta dell’obbiettivo, primi negoziati, appello all’opinione pubblica, invio di un ultimatum. Parte seconda: azioni dirette, azioni dirette di non cooperazione. Parte terza:  azioni dirette di intervento.   Se anche queste indicazioni non ci garantissero il successo dell’azione, esse almeno dovrebbero evitarci numerosi errori che ci assicurerebbero il fallimento.

I Cinquestelle respingono l’accusa del Forum Acqua.

Di aver abbandonato la “stella dell’acqua”: esibendo viceversa il proprio impegno contro i PFAS in Veneto, clicca qui. Impegno recente rispetto alle nostre denunce nazionali del 2008. I Cinquestelle piemontesi, ancora più in ritardo, non possono neppure mostrare pari enfasi. Hanno però l’occasione di sfoderare gli artigli contro l’autorizzazione per il Pfoa C6O4  chiesta dalla Solvay alla Provincia di Alessandria, dopo l’interrogazione parlamentare che hanno presentato, clicca qui. Complessivamente, non dimentichiamo che Cinquestelle ha responsabilità di governo, anzi di governi, dunque si attendono provvedimenti concreti a livello romano. Mettiamo le mani avanti dopo Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, Tap, Ilva ecc.