Veleni e tumori da Mantova a Monza.

Salviamo il Parco del Mincio

Diffusione dei tumori in un territorio inquinato da decenni, tra discariche, petrolchimico, area portuale, raffineria e impianti chimici. La lunghissima procedura (con battaglie legali) per una inarrivabile bonifica dell’area protetta, il Parco del Mincio, Sito di interesse nazionale. Nel suolo, nel sottosuolo, nella falda: mercurio, idrocarburi, composti organici aromatici e diossine di Seveso nell’inceneritore ecc. E non è finita lì con l’arrivo di nuovi impianti. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio.

Salviamo il Parco del Mincio.

A 15 anni dalla liberazione di Venaus, il futuro nella lotta.

Ci sarà ancora Grillo? Chi del governo?

Nell’anniversario dell’8 dicembre, anche quest’anno il Movimento No Tav della Valsusa sarà in piazza: a Chiomonte, Giaglione, Torino e  San Didero e in presidio ai Mulini. In questa situazione di drammatica emergenza sanitaria, affermiamo il No, a cominciare dalla Torino-Lione,  il No alla devastazione ambientale, il No allo Spreco delle risorse economiche pubbliche, e il Sì urgente al loro utilizzo (NextGeneration-EU)  per il benessere collettivo: sostenere le persone in difficoltà economica, potenziare il sistema sanitario pubblico con adeguate strutture e personale, rafforzare il sistema educativo e formativo pubblico, potenziare il servizio di trasporto locale e realizzare una mobilità sostenibile, ricostruire i territori devastati dalle alluvioni, dalle frane e dai terremoti, accelerare la transizione ecologica creatrice di veri posti di lavoro. Clicca qui.

Covid-19 sta coprendo tutto e noi gli stiamo andando dietro come i topi seguivano il pifferaio.

Ha allentato diabolicamente la già bassissima attenzione sui mali strutturali del Paese, esempi inquinamento urbano o strage di amianto o assetto del territorio. Se la cavano inventano  la “bomba d’acqua”. Come quella di Crotone, e nel giro di pochi giorni si dimenticano la responsabilità della cementificazione in Calabria, che non è da meno della Lombardia e del Veneto. Si tampona alla meglio. Non si agisce preventivamente sulla pianificazione urbanistica e i suoi sodali fermando i loro appetiti ingordi di cemento e asfalto. Il suolo, il bosco, l’area agricola in collina, la natura non hanno il cellulare per telefonare al presidente del Consiglio per chiedergli di aprire un tavolo come fanno persino gli operatori dello sci in pieno Covid-19.

Vedremo quante risorse del Recovery saranno destinate alla manutenzione del territorio, a fermare il dissesto idrogeologico, a non consumare più suolo, a manutenere in ordine i fiumi, a gestire i boschi, etc. Clicca qui.

Dal 68 all’ecologia… il passo è breve.

Un’altra splendida realizzazione di Michele Boato:  Arcipelago verde- dal 68 all’ecologia..il passo è breve“. Il libro prosegue il cammino nell’ambientalismo italiano iniziato l’anno scorso col libro La lotta continua (che arrivava alle Tre giornate di Marghera dell’agosto 1970) e tratta il periodo dal 1970 al 1985, anno dell’irruzione mediatica e politica dell’ambientalismo. Questo irrinunciabile libro è fratello maggiore, su scala nazionale, della storia narrata, per lo stesso periodo,  nella prima parte del secondo volume de L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza. Il periodo storico è assai controverso: la Nostra storia non si ferma alla sconfitta del Movimento Operaio e risorge la voglia di partecipazione, il conflitto, il protagonismo di massa, la democrazia diretta e partecipata, dal basso dei Movimenti ecopacifisti. La democrazia per non zoppicare deve poggiare su due gambe: il consenso e il conflitto, ovvero la politica e il movimento, la democrazia delegata e la democrazia partecipata.

Se clicchi qui, scorri gli indici dei capitoli di “Arcipelago verde” e delle associazioni e delle persone citate. Puoi acquistarlo (10 euro) contattando Michele Boatomicheleboato@tin.it     

Reflusso ecopacifista anche in Svizzera.

E’ stato bocciato in Svizzera il referendum che voleva rendere le imprese con sede nel Paese responsabili per reati ambientali e sfruttamento anche all’estero. Il testo non ha infatti ottenuto la richiesta maggioranza dei Cantoni,

E’ stato respinto anche il referendum basato sulla proposta “Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico”. Il testo, che chiedeva di vietare gli investimenti finanziari nelle aziende produttrici.

La Carta di Lampedusa è il nostro impegno.

E’ il risultato di un processo costituente e di costruzione di un diritto dal basso che si è articolato attraverso l’incontro di molteplici realtà e persone che si sono ritrovate a Lampedusa dopo gli ennesimi episodi  di un Mediterraneo trasformatosi in cimitero marino per le responsabilità delle politiche di governo e di controllo delle migrazioni. La Carta di Lampedusa si fonda sul riconoscimento che tutte e tutti in quanto esseri umani abitiamo la terra come spazio condiviso e che tale appartenenza comune debba essere rispettata. Le differenze devono essere considerate una ricchezza e una fonte di nuove possibilità e mai strumentalizzate per costruire delle barriere. Non è una proposta di legge o una richiesta agli stati e ai governi ma, ancor prima,
è il nostro impegno, sottoscrivendola, ad affermarla e a metterla in atto ovunque nelle nostre pratiche di lotta politica, sociale e culturale. La Parte Prima elenca i nostri principi di fondo da cui muoveranno tutte le lotte e le battaglie che si svilupperanno a partire dalla Carta di Lampedusa. La Parte Seconda risponde invece alla necessità di confrontarsi con la realtà disegnata dalle attuali politiche migratorie e di militarizzazione dei confini, con il razzismo, le discriminazioni, lo sfruttamento, le diseguaglianze, i confinamenti e la morte degli esseri umani che esse producono, affermando, rispetto a tale realtà, i punti necessari per un suo complessivo cambiamento. Clicca qui.

Si fa a gara nell’interpretare ottimisticamente i primi rallentamenti della curva dei contagi.

Eppure i dati epidemiologici sono eloquenti. Eppure i vaccini sono dichiarati in tempi record efficaci e sicuri dalle stesse multinazionali che li producono, ma non sappiamo se impediscono la trasmissione del virus o si limitino a proteggere da forme gravi i vaccinati, né  quanto duri l’immunità conferita, eccetera. Ancor meno si sa delle cure. La sottovalutazione delle  incognite a medio lungo termine produrrebbe conseguenze gravissime. La sottovalutazione più ricorrente è considerare  la pandemia come  un «incidente biologico», che senza preavviso ha colpito l’umanità e che può essere affrontato con farmaci e vaccini, e non come  il sintomo di una malattia cronica e rapidamente progressiva, che riguarda l’intera biosfera. Un dramma epocale inutilmente annunciato e che tenderà a prolungarsi e a ripetersi se non cambieranno le condizioni ambientali e sociali che lo hanno determinato. Fino agli annunci dell’imminenza di un evento pandemico catastrofico per l’umanità. Ernesto Burgio interviene a ricordarci che le pandemie sono drammi socio-sanitari ed economico-finanziari di enormi dimensioni che non potremo evitare senza ridurne le vere cause: deforestazioni, bio-invasioni, cambiamenti climatici e dissesti sociali (a partire dalle immense megalopoli del Sud del mondo). E soprattutto se alle strategie di contenimento del virus e di riduzione delle catene dei contagi  non seguirà una trasformazione radicale dei sistemi sanitari occidentali. (clicca qui)

Di cosa ci si occupa invece in Italia? Della proposta del ministro Boccia di anticipare di due ore la messa di Natale. Apriti cielo. Da destra l’hanno lapidato: eresia, giù le mani dal compleanno di Gesù. Un impasto di ignoranza e malafede. Cucinato per quegli elettori ancora convinti, anche dopo la “scoperta” che la Terra non è piatta,  che a Nazareth Gesù sia nato alle 24.00 in punto del 25 dicembre di 2020 anni fa sotto il segno del Capricorno. Nascita che andrebbe celebrata nel fuso orario italiano, tutt’altro che corrispondente alle messe di mezzanotte degli altri 23 fusi orari.  La chiesta cattolica stabilì solo nel IV secolo la festa: convenzionalmente perché nessun vangelo cita il giorno del compleanno, anzi, neppure l’anno, che infatti gli storici  collocano tra il 7 e il 4 avanti Cristo. Poi arriva un coglione che esibisce nei comizi il rosario al collo.

La libertà di espressione è un diritto! Il “processo dei pesticidi” deve essere fermato!

Hanno trascinato me e altri in Tribunale a Bolzano, perché abbiamo criticato l’impiego massiccio di sostanze pesticide nelle monocolture del melo presenti in Südtirol / Alto Adige. Questo attacco alla libertà di opinione non è rivolto soltanto contro la mia persona ma anche contro tutti gli attivisti ambientali e chiunque critichi l’impiego di pesticidi. E non solo in Südtirol / Alto Adige, bensì in tutta Europa. Clicca qui la petizione.

Amianto. Ancora una volta giustizia è sfatta.

Per i morti amianto alle ex officine Casaralta di Bologna,  la  Corte d’Appello ha annullato le pene dei dirigenti condannati in primo grado. Clicca qui il commento del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.

Apprendiamo inoltre che il Tribunale di Matera ha condannato a tre mesi di reclusione (praticamente assolti) tre ex dirigenti della Italcementi  per lesioni colpose ai danni di un lavoratore esposto all’amianto per l’asbestosi polmonare a lui riscontrata,  e al  risarcimento del danno (quale danno?) in favore delle associazioni costituite parti civili (AIEA, Medicina democratica). Alla vittima niente?

Nato nel 1993 per rispondere “eccoci!” alle sollecitazioni del femminismo.

Noi del gruppo uomini di Pinerolo (vedi la storia del gruppo) abbiamo pensato a questo sito web come ad una ulteriore possibilità di comunicare e condividere percorsi di ricerca, di autocoscienza e di approfondimento da parte di uomini su temi quali il patriarcato dominante, l’identità maschile, il rapporto uomo-donna in tutte le sfere della vita quotidiana (famiglia, lavoro, politica, scienza, economia,…).
Questo sito vuole essere un contenitore dove mettere il nostro cammino di gruppo e il cammino che altri gruppi e singoli uomini stanno facendo sulle tematiche prima citate. Da qualche anno stiamo venendo in contatto con tante persone che si muovono nella nostra direzione e vogliamo condividere questo spazio di comunicazione con loro e con chiunque voglia contribuirvi. Mail carlobeppe@libero.it.

Sono scappati sotto le bombe turche, si sono accampati in pieno deserto.

Dove non cresceva un filo d’erba, ma hanno ricominciato a vivere, piantando alberi, dissodando terreni, allevando bestiame, aprendo scuole e cooperative, applicando i principi del confederalismo democratico. Con la pandemia  sono abbandonati a se stessi, senza nessun aiuto medico o sanitario. Se riuscissimo a salvare anche una sola vittima, sarebbe il segno che restiamo umani.  Clicca qui.

La “Carta” del Movimento Nonviolento, movimento di lotta, rivoluzionario.

Il Movimento Nonviolento lavora per l’esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell’apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il Movimento persegue lo scopo della creazione di una comunità mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti.
Le fondamentali direttrici d’azione del Movimento Nonviolento sono: 1. l’opposizione integrale alla guerra;  2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l’oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;  3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario; 4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell’ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra delle forme di violenza dell’uomo.
Il Movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell’uccisione e della lesione fisica, dell’odio e della menzogna, dell’impedimento del dialogo e della libertà di informazione e di critica. Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l’esempio, l’educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la non collaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.

Personaggi e interpreti di una lunga lotta antinucleare.

In occasione della pubblicazione del libro (clicca qui)  che documenta la storia del nucleare – da Bosco Marengo (AL) al Forum Nazionale dei Movimenti Antinucleari  e al Referendum 2011, dal dopo Referendum ai governi verde-giallo-rossi –  alcuni  ci hanno chiesto di ricordane i protagonisti. Lo facciamo volentieri. Cliccando qui, trovi in ordine di apparizione  i  personaggi e gli interpreti del libro (segnalati con asterisco se classificati come buoni o cattivi o ignavi. Nonché in ordine alfabetico, tra i buonissimi, l’elenco dei sottoscrittori dei Ricorsi Amministrativi.

Il libro è a disposizione di chi ne fa richiesta.

Siamo alla follia. C6O4 perseguito in Veneto e autorizzato in Piemonte.

La follia è quella della Provincia di Alessandria che concede AIA alla Solvay di Spinetta Marengo per il tossico e cancerogeno Pfas C6O4, spacciato come innocuo sostituto dei vecchi Pfas. Invece a Vicenza  nell’ambito del processo Miteni di Trissino le Amministrazioni si costituiranno parte civile (clicca quinon solo per il reato di inquinamento ambientale PFAS più vecchio (PFOA PFOS) ma anche per quello relativamente più recente (C6O4). La novità, di cui noi per primi abbiamo dato risalto sul Sito www.rete-ambientalista.it,  giunge a pochi mesi da una decisione storica della Cassazione penale la quale in una sentenza ha stabilito espressamente che per alcune tipologie di reati ambientali, tra i quali alcuni assimilabili a quelli riscontrati nei processi Miteni e Solvay, la prescrizione non interviene perché i danni cagionati da una determinata situazione ambientale perdurano ugualmente anche a processo in corso. Dunque quanto stabilito varrà anche nel processo di Alessandria che prossimamente si riaprirà in coda alla  condanna inflitta a Solvay, per tutto il cocktail di veleni non solo per i Pfas,  e alla luce dei  tre esposti in Procura del Movimento di lotta per la salute Maccacaro (clicca qui), compresa l’incriminazione  in USA.

La follia è quella del governo che, dopo essersi impegnato  LIMITI ZERO PFAS direttamente per bocca del ministro all’Ambiente (Andrea Costa), ora sta menando il can per l’aia (can per MammeNoPfas e Comitati StopSolvay) e aia per AIA Autorizzazione Integrata Ambientale). Colpa del Governo dunque, la nuova AIA della complice  Provincia di Alessandria sarà portata da Solvay nel  tribunale vicentino come prova: se il C6O4 è autorizzato in Piemonte perché dovrebbe essere considerato nocivo in Veneto?

Dagli USA l’incriminazione alla Solvay che potrebbe ripetersi in Italia.

Nel motto Usa “Lady Justice” (latino: Iustitia)  è una personificazione allegorica.

Nove documenti nel terzo esposto del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” alla Procura di Alessandria.  Tutti i documenti convergono nella richiesta di mettere una pietra tombale sui Pfas.

Nel primo esposto alla Procura (clicca qui) avevamo  fatto specifico riferimento alle secretate cartelle cliniche dei lavoratori spinettesi contaminati da PFAS, che riteniamo vadano requisite quali prove processuali. Nel secondo (clicca qui) abbiamo ritenuto  che, nei confronti della situazione generata da Solvay di Spinetta Marengo a danno degli abitanti e del territorio di Alessandria e non solo, si debba procedere penalmente come avvenuto  nei confronti di Solvay a causa del suo impianto Pfas di West Deptford in New Jersey.

Nel terzo esposto (clicca qui), in esclusiva produciamo il documento originale della incriminazione USA della Solvay, avvenuta anche grazie ad uno scienziato italiano che lavora sulla contaminazione  dello stabilimento Solvay a Spinetta Marengo  Dai documenti  riveliamo che Solvay, nel corso di due decenni, per mezzo dalle segrete analisi del sangue dei lavoratori, conosceva i gravi danni alla loro salute (e delle popolazioni). E che i cosiddetti “sostituti” (C6O4) sono più tossici e cancerogeni del PFOA. Sono prove, nascoste per decenni, che saranno prodotte al processo Miteni in corso a Vicenza e nel prossimo processo Solvay che sarà riaperto ad Alessandria.

Sui Pfas timori di nodo scorsoio per i Cinquestelle.

Si trovano sul Dossier “Basta Pfas” (clicca qui) i tre documenti del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” che concludono con la richiesta di mettere una pietra tombale sui Pfas. 1) Al Prefetto di Alessandria e alla Commissione Parlamentare Ecomafie: Stefano Vignaroli, Massimo Vittorio Berutti, Chiara Braga, Alberto Zolezzi: clicca qui.  2) Due esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria: clicca qui e clicca qui.  3) Esposto all’ARPA di Alessandria:  clicca qui.

Nonché la “Lettera aperta ad Alberto Zolezzi” (clicca qui) che così conclude: “Scusa, Alberto, la crudezza del linguaggio, che ho già usato nel commento a caldo dopo  l’audizione della Commissione ad Alessandria, ma il nostro Sito (clicca qui https://www.rete-ambientalista.it/), nell’illustrare la lunga storia Pfas, per ben 300 articoli comprese le tue interpellanze, ultimamente si sofferma sulla questione del rapporto tra Movimenti e Cinquestelle e sull’accusa -che va rigettata- ai parlamentari grillini di tradimento e/o di inettitudine (Tav ValSusa, Tav Terzo Valico,TAP, Ilva, Acqua pubblica, F35, Benetton… Pfas) dannando alle poltrone l’anima movimentista e ambientalista delle origini, e scontando l’emorragia dei voti. Per cui, perfino Beppe Grillo sbotta: “Non credo più nella rappresentanza parlamentare, preferisco la democrazia diretta che è la sua evoluzione”. Insomma, Alberto Zolezzi, dai grillini non ci si può più accontentare di appassionate grida come quelle da te  pronunciate su Facebook dopo la visita ad Alessandria”.

(Editoriale) Lino Balza

Complici sindacati e istituzioni, fermi governo e magistratura, si muove il prefetto sul caso Solvay.

Si muove perfino il prefetto  Iginio Olita  in soccorso delle popolazioni alessandrine e degli ambientalisti. Solvay dice (lo dice anche per le acque contaminate di  Pfoa, C6O4, Adv) che anche le recenti fughe di gas (a base di composti di cloro e fluoro ecc.) sono “accidentali”. Accidentali?! E ci mancherebbe altro che fossero cagionate ad arte. Consapevolmente  rilasciate: questo sì. E sono a decine gli avvelenamenti “accidentali” nei cocktail tossici e cancerogeni propinati a feriti e ammalati tra lavoratori e cittadini. Ebbene, nella corresponsabile inerzia di sindacati amministrazioni governo magistratura, si è mosso il Prefetto agendo sul Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (revisione del piano di emergenza) e intimando  direttamente a Solvay la procedura delle comunicazioni sugli incidenti di questa industria di Spinetta Marengo ad alto rischio ambientale. Il Prefetto non si fida ed è perentorio rispetto agli abituali ritardi e omissioni di Solvay, e non le lascia alibi: “Anche in caso di interventi non aventi (secondo Solvay, ndr) rilevanza esterna devono essere informati, immediatamente per vie brevi, questa Prefettura e gli Enti che leggono per conoscenza (Vigili del Fuoco, Questura, Carabinieri, Comuni di Alessandria – Frugarolo e Castellazzo – 118, Arpa e Provincia, ndr) facendo seguire nella stessa giornata il rapporto completo dell’incidente”.

Il covid aggrava le diseguaglianze sociali?

2.189 “super-ricchi”, il numero più alto di sempre, hanno in tasca più di un miliardo di dollari (850 milioni di euro), avendo accresciuto il proprio patrimonio complessivo del 27%, passando da 8.000 miliardi a 10.200 miliardi. FCA ex Fiat ha goduto crediti bancari per quasi 7 miliardi garantiti dallo Stato; 3,3 miliardi sono usciti dalla fusione con la francese PSA;  ha avuto in dono il taglio dell’IRAP, con soldi presi dalla sanità, e il taglio dell’IRES (tassa sui profitti) dal 34,5% al 20% circa nel corso degli ultimi tredici anni; oltre che i dividenti, John Elkann si premia  manager stipendiandosi con 37,7 milioni di euro, cioè 1.250 volte quanto guadagna il salariato medio della FCA: il quale per guadagnare quanto Elkann dovrebbe lavorare 1.250 anni.  le
imprese italiane, grazie allo sciopero degli investimenti, hanno accresciuto del 21% le proprie somme in banca, per 365 miliardi di euro, mentre 10 milioni di lavoratori su 1  guadagnano meno di 1.200 euro, e in media tra 700 e 800. Una condizione storica da bomba sociale.

Le fabbriche della morte a Massa e Carrara.

Da 40 anni Massa e Carrara attendono le bonifiche: metalli pesanti, ammoniaca, benzene, cloruro di vinile, tricloroetano ecc. Resta attivo lo stabilimento di Solvay di Massa: bario ecc., e tricloroetano e tetracloroetilene di origine incerta: forse da Carrara dove sono registrati. superamenti dei limiti per metalli, solfati e composti alifatici clorurati ecc.  A Carrara senza bonifiche anche Ferroleghe (ferro-cromo, carburo di calcio ecc.), Syndial-Eni (arsenico, piombo, fitofarmaci, diossine ecc.), e soprattutto  Farmoplant che  come “Presidio permanente” nell’87 facemmo chiudere con un referendum al 72%. Sommariamente lo studio Sentieri segnala “il rischio neoplastico nelle classi infantili e giovanili, quali l’eccesso di mortalità per leucemie in età pediatrica e l’eccesso di mortalità per tutti i tumori e per leucemie in età giovanile tra i 20 e i 29 anni”. Degli operai morti manca un censimento completo. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio

Stop al militare in Sardegna: i soldi vadano alla sanità.

Il movimento contro l’occupazione militare della Sardegna A Foras manifesta davanti alla  base di Capo Frasca. Clicca qui il comunicato. La sanità sarda è sprofondata in un abisso di disorganizzazione e mancanza di risorse governo, mentre  sull’utilizzo del Recovery Fund il governo intende  spendere ben 30 miliardi nel settore della Difesa.

In arrivo i vaccini, inefficaci con i Pfas.

Come non bastassero tutte le evidenze, crescenti negli ultimi anni, della pericolosità dei Pfas, le sostanze chimiche per- e polifluoroalchiliche, contenute un po’ ovunque nei contenitori degli alimenti, ora da una ricerca della Harvard School of Public Health arriva uno scenario ancora più terribile. La concentrazione di Pfas nell’organismo depontenzierebbe il tanto atteso effetto del vaccino Covid. L’obiettivo principale Commissione europea è,  “impedirne l’emissione nell’ambiente con disposizioni di legge e non”. Clicca qui.

Uscire dall’economia del profitto.

Oggi più che mai, ad un sistema che tutto subordina all’economia del profitto, dobbiamo contrapporre la costruzione di una società della cura, che sia cura di sé, dell’altro, dell’ambiente, del vivente, della casa comune e delle generazioni che verranno. Abbiamo identificato 7 obiettivi prioritari: Clicca qui.

È in corso la sesta estinzione di massa.

Cinque volte nel corso di 500 milioni di anni la vita, il Pianeta ha subito una catastrofe pari a quella che  incombe sulla Terra e sull’uomo: è l’insieme delle crisi ecologiche causate dal sistema produttivo consumistico e capitalistico. Sono necessari cambiamenti drastici e repentini del nostro modo di vivere collettivo e individuale e delle scelte politiche.  Clicca qui Claudio Gianotti

Ennesimo incidente Solvay ed ennesimi fuggi-fuggi dell’informazione e delle responsabilità.

Nell’ennesimo incidente alla Solvay di Spinetta Marengo (reparto Elastomeri) di oggi 16 novembre, con feriti e allarme di stabilimento, per lo scoppio e  fuga di gas cloridrico  (e quant’altro), l’Arpa controlla a posteriori i residui dell’inquinamento (l’Asl neppure a posteriori gli effetti sulla popolazione). Cioè quando i buoi sono già scappati, perché le centraline pubbliche non funzionano neppure nei pochi punti dove sono state installate. Come il Movimento di lotta per la salute Maccacaro ha ancora di recente denunciato nel comunicato stampa: clicca qui.

Aggiungiamo di eclatante che l’allora assessore all’ambiente del Comune di Alessandria, Claudio Lombardi, alla vigilia del suo fine mandato (2017) aveva ricevuto dall’Arpa comunicazione di fattibilità  per nuovo sistema di analisi di aeriformi organo-fluorurati in tempo reale e in continuo: composti clorurati e fluorurati quali: Tetrafluoroetilene (C2F4), Esafluoropropene (C3F6),  1,1-Difluoroetilene (C2H2F2), Cloroformio, Tetracloruro di carbonio, 1,1,1-Tricloroetano, Tricloroetilene, Tetracloroetilene.

La subentrante Giunta ha provveduto ad installare questo importante analizzatore? Non ci risulta affatto. Tanto –nell’indifferenza dei sindacati-  non funziona nulla nella stazione di monitoraggio.  

 

Lega del filo d’oro per i sordociechi.

In Italia le persone affette da problematiche legate sia alla vista che all’udito sono 189 mila, pari allo 0,3% della popolazione italiana e quasi 10 mila i bambini e ragazzi che convivono con almeno una delle due disabilità. La sordocecità è la combinazione di una minorazione visiva con una uditiva, totale o parziale; la pluriminorazione psicosensoriale si ha quando, alla minorazione della vista o dell’udito, se ne aggiungono altre come la disabilità intellettiva, deficit motori, problemi comportamentali. Per sostenere il Centro Diagnostico (continua…)

Che fine stanno facendo i SIN siti di interesse nazionale contaminati. Esempio l’Acna.

Sugli oltre 12 mila siti individuati come contaminati dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) 58 sono stati classificati come “gravemente inquinati e a elevato rischio sanitario. Sarebbero da bonificare. Tra questi, 41 sono considerati siti di interesse nazionale (Sin), quindi sotto diretta responsabilità della bonifica da parte del Ministero dell’Ambiente. Tra i 41 in attesa di bonifica definitiva, emblematico è il caso dell’Acna di Cengio, chiusa nel 1999 dopo 117 anni di lotte (clicca qui Lino Balza dal libro “Quelli delle cause vinte”), è ancora al livello di progetto di M.I.S.P messa in sicurezza permanente (quindi non bonifica) che di permanente ha solo il rischio di disastro ambientale per l’intera valle, che ricadrà inesorabilmente anche sulle future generazioni.

La lobby pro Fas al lavoro. M5S ed Ecomafie in affanno.

Il 30 novembre dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) aprirsi a Vicenza il processo Miteni di Trissino per il disastro ecosanitario da Pfas. Gli avvocati dell’azienda agitano l’ombra della prescrizione per alcuni illeciti o addirittura per tutta l’inchiesta. Interpretazione esclusa da una recente sentenza della Cassazione in materia di reati ambientali, tant’è che alcuni parlamentari bipartisan stanno organizzando una lobby confindustriale per fare sì che la  normativa del governo trovi il modo di “inertizzare” il pronunciamento della Cassazione. Con grande scorno del Movimento Cinque Stelle e della Commissione Ecomafie che stentano a dire la loro. Clicca qui  il parere dell’avvocato Marco Tonellotto.

La sentenza della Cassazione ha riguardato il processo per  la catastrofe ecosanitaria della Solvay di Spinetta Marengo, che è in completa similitudine fattuale e giuridica con quello della Miteni, stabilendo il principio della “condotta continua e permanente del reato di inquinamento” e del “reato di omissione delle misure di sicurezza (e bonifica) che aggrava l’evento di inquinamento”. Ne deriva “l’obbligo di attività riparatoria sia nei confronti dell’ecosistema che delle Vittime”, ovvero i risarcimenti da parte di Miteni e Solvay. Per quest’ultima dunque riapriremo il processo ad Alessandria.   

Solvay vada a prodursi il C6O4 in America o in Francia. Se ci riesce!

Non ci riuscirebbe. Anzi, rischierebbe un’altra incriminazione. Infatti è quello che sta già facendo nei suoi confronti il procuratore generale del New Jersey proprio per i Pfas  dell’impianto di West Deptford. Noi abbiamo consegnato ad Alessandria un altro esposto al procuratore capo Enrico Cieri, dopo aver già richiesto il sequestro delle secretate cartelle cliniche dei lavoratori (clicca qui); dopo aver inviato esposto ad Arpa relativo all’interferente endocrino Bisfenolo nel cocktail con i PFAS; nonché (clicca qui) dopo aver denunciato le  omesse rilevazioni delle centraline di controllo di acido cloridrico (HCL) e di acido fluoridrico (HF), tanto più il micidiale perfluoroisobutene (PFIB) arma chimica di massa (clicca qui).

Nel nuovo esposto clicca qui abbiamo chiesto alla Procura di Alessandria di intervenire come ha fatto quella americana, essendoci tutte quelle drammatiche condizioni ambientali e sanitarie, compresi i cosiddetti “sostituti”: il C6O4 del quale Solvay ha chiesto una nuova Autorizzazione mentre va chiuso. E Solvay deve essere obbligata alla bonifica come da sentenza della Cassazione.

Tonnellate di Pfas C6O4 in un deposito clandestino.

A Torre Garofoli presso Tortona. Per il trasporto e lo stoccaggio non era stata richiesta nessuna autorizzazione. I capannoni sono completamente inidonei: allestiti temporaneamente per merci in transito, totalmente insicuri per custodire serbatoi ad alto rischio chimico per effetto della temperatura.  La Provincia finge di non aver saputo nulla e prosegue per dare l’autorizzazione AIA all’impianto cC6O4. L’Arpa non sa neppure i quantitativi pericolosamente trasportati  e da quanti mesi giacciono incustoditi. La Procura, se informata, interverrà? Clicca qui Monica Gasparini.