
Categoria: Morti sul lavoro
I lavoratori usati come cavie umane per i Pfas.

I tumori di origine occupazionale.

Brandello di giustizia per la strage di Viareggio.

500 morti sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno, in maggioranza stranieri.

Scandalo nello scandalo. Dei 504 morti sui luoghi di lavoro registrati finora, ben 104 erano stranieri. Mettendo a confronto i dati occupazionali con quelli della mortalità, emerge uno squilibrio matematico spaventoso: pur rappresentando circa il 10,5% della forza lavoro regolare, gli stranieri costituiscono oltre il 20% delle vittime sui luoghi di lavoro. Significa che, a parità di lavoratori attivi sul territorio, un lavoratore straniero in Italia ha un rischio di morire sul lavoro più che doppio rispetto a un collega italiano.
È ora di smetterla con la propaganda d’odio e di guardare in faccia la realtà: sono i più sfruttati e tengono letteralmente in piedi la nostra economia.
Clicca qui Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro.
Perchè i morti sul lavoro aumentano.

Un Paese che lavora per morire non è un Paese civile.

Non è un’emergenza, è una mattanza. I numeri del 2026 ci restituiscono una realtà agghiacciante: l’ecatombe di morti sul lavoro. Un’ecatombe che sembra non scuotere i palazzi del potere. Salvini promette l’abolizione della Legge Fornero a ogni tornata elettorale per poi dimenticarsene una volta seduto in poltrona. Il risultato? Persone che dovrebbero essere in pensione sono costrette a mansioni pesanti e pericolose che il loro fisico non può più reggere. Nessuna categoria è risparmiata la strage è trasversale. Un Paese che lavora per morire non è un Paese civile..
Morti sul lavoro e referendum.

Muore un altro operaio nello stabilimento pericoloso per i lavoratori e per i cittadini.

Il lutto di 1500 famiglie ogni anno.

Si è appena concluso il 18° anno di monitoraggio dei morti sul lavoro dell’Osservatorio. Tra pochi giorni completerò le statistiche definitive relative all’intero 2025.
Se lo desiderate, potete darmi una mano a realizzare il docufilm “Non vi farò dimenticare”, un progetto nato per ricordare oltre 20.000 lavoratori morti sul lavoro, registrati uno per uno dall’Osservatorio. Il film sarà affiancato dalla Piramide, che raccoglie le fotografie di centinaia e centinaia di lavoratori morti recentemente, in continuità con il “Muro delle farfalle bianche”, dove sono già presenti 300 volti.
Un’opera di memoria, un documento storico e soprattutto un omaggio dovuto a chi ha perso la vita lavorando. Grazie a chi vorrà esserci. Che sarà ricordato nel docufilm per il suo aiuto
Non ci farà dimenticare i morti sul lavoro.

Sempre peggio la strage dei morti sul lavoro.

Spaventoso aumento del 22% a ottobre 2025 rispetto a ottobre 2024
124 morti sui luoghi di lavoro nell’ottobre 2025 (senza itinere)
97 morti sui luoghi di lavoro nell’ottobre 2024 (senza itinere)
Vigili del fuoco deceduti e rischio PFAS.

Le bufale del governo e la dura realtà dei fatti.

Aumento del numero degli occupati nel luglio 2025, rispetto l’anno precedente: i fatti smentiscono ancora una volta le demagogiche dichiarazioni della Meloni.
Anzitutto, il nostro paese ha un tasso di occupazione al 62,7%, che è fra i più bassi d’Europa. Ad essere penalizzate soprattutto le donne proletarie che cercano un lavoro e trovano solo miseria.
In secondo luogo, sui numeri influiscono gli effetti della legge Fornero (votata da PD e PDL) e dei disincentivi alla pensione anticipata (voluti dal governo in carica) che posticipano l’andata in pensione, facendo registrare un aumento degli occupati over 50.
In terzo luogo, se la forma del rapporto di lavoro sta lentamente cambiando, con una crescita del lavoro a tempo indeterminato, il suo contenuto generale peggiora. (continua)
Superata la soglia dei 1.000 morti sul lavoro.

Senza commento.

Carne da macello.

Carlo Soricelli
Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro
Alternanza scuola lavoro e infortuni.

Occultati centinaia di morti sul lavoro.
Fare scienza di comunità in materia di ambiente, lavoro, salute.

Morti sul lavoro, bollettino di guerra.
Mattarella, invece di occuparsi di altro.

Vigili del fuoco morti a causa dei Pfas.

I morti sul lavoro nell’intero 2024 a cura dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro.

Clicca qui il Report a cura di Carlo Soricelli. Tutti dati sono scandalosi, per le donne, gli stranieri, gli autotrasportatori ecc. Fra tutti, è incredibile la strage di anziani che muoiono lavorando: sono oltre il 30% degli ultrasessantenni e di questi sempre sui luoghi di lavoro 157 hanno addirittura più di 70 anni. E’ davvero incredibile non fare nessuna distinzione sull’età per andare in pensione tra chi svolge un lavoro pericoloso e chi no.
Mostra sui morti sul lavoro con 100 opere su queste tragedie.

Carlo Soricelli è il fondatore dell’Osservatorio morti sul lavoro di Bologna, http://cadutisullavoro.
Ricatto occupazionale della Solvay a Spinetta Marengo.

Fuga di ammoniaca a Paullo nel Parco Agricolo Sud Milano.

Il 27 agosto a Paullo, nella notte squillano le sirene e fuoriesce ammoniaca diluita al 30% da uno dei sette reparti di produzione dell’azienda farmaceutica Cambrex Profamaco, stabilimento considerato a rischio di incidente rilevante. Intervento dei vigili del fuoco e carabinieri della compagnia di San Donato Milanese. 11 operai intossicati, per uno di loro è stato necessario il trasporto in ospedale.
La strage dell’Enel di Suviana.

Basta leggere questo comunicato dell’8 marzo 2024 della Cgil di Bologna, riferito proprio all’Enel, per capire che non si tratta di fatalità ma che gli infortuni sono messi in conto e pianificati dalla logica del profitto dei padroni, quella logica di un altro mercato (del capitale) possibile, o che “serve un altro modo di fare impresa”. Clicca qui.
Operaio del petrolchimico ucciso dall’amianto.

Il tribunale di Brindisi ha riconosciuto un risarcimento danni pari a 200mila euro agli eredi di un operaio morto a causa di un carcinoma polmonare e di asbestosi, che per più di 20 anni ha lavorato a contatto con le polveri di amianto, all’interno del petrolchimico di Brindisi. La sentenza emessa dal giudice del lavoro segna un nuovo e importante capitolo di una lunga vicenda giudiziaria già approdata nel 2012 a un primo giudizio che aveva accertato e dichiarato la responsabilità della società datrice per la malattia contratta dal lavoratore, riconoscendo il diritto dei ricorrenti al risarcimento di tutti i danni conseguiti.
Morti sul lavoro: dallo stillicidio quotidiano alle stragi periodiche.

Continua a rimanere scritta nel libro dei sogni la proposta di Raffaele Guariniello di creare una procura nazionale sulla sicurezza del lavoro. Una proposta che nessuno dei governi che si sono succeduti in questi anni ha voluto realizzare. Né possono porre rimedio le tante procure della repubblica istituite nel nostro Paese, ciascuna con una ristretta area di operatività, e per giunta raramente provviste di specializzazione in materia. Né assume rilievo l’obiezione mossa da taluno secondo cui l’azione del pubblico ministero sarebbe meramente repressiva, e mai preventiva. Clicca qui.
Morire in un cantiere si chiama omicidio.
Bouzekri Rachimi, 56 anni, è stato l’ultimo corpo ad essere recuperato. Prima di lui erano stati estratti dalle macerie di un cantiere privo di qualsiasi garanzia di sicurezza, quelli di Taufik Haidar, 45 anni, Mohamed Toukabri di 54 anni; Mohamed El Ferhane, 24 anni e Luigi Coclite, 59 anni. Non è l’ora del cordoglio e del silenzio, come si chiede dai palazzi, ma dell’indignazione e della protesta. La vicenda macroscopica di questa strage, che ha causato altri 3 feriti gravi rivela molte chiavi di lettura che, in attesa delle doverose indagini, vale la pena di accennare. La prima, macroscopica, è che ormai da anni la logica dei subappalti al ribasso ha annientato quei vincoli di condizioni del lavoro che nei cantieri dovrebbero essere rispettati. Quando si deve costruire di corsa non c’è tempo di badare a questo. Chi offre i lavoratori a costo minore vince la gara, chi crea meno problemi al marchio famoso, assumendosi responsabilità che non pagherà mai, ha maggiori opportunità di ottenere la commessa. Leggi tutto
Schiume di Pfas nelle acque. Queste immagini (clicca il video) sono uguali a quelle che ho denunciato negli anni ’90 per gli scarichi del polo chimico di Spinetta Marengo nel fiume Bormida, affluente del Tanaro, a sua volta del Po, fino all’Adriatico. La schiuma è acido solfonico, perfluoroottansolfonico base di perfluoroottansolfonato, ovvero Pfoa, il tipo di Pfas che è stato da poco tempo messo al bando in parte del mondo, e che nel 2023 ad Alessandria i cittadini, come me, se lo sono ritrovato nel sangue dall’indagine svolta dall’Università di Liegi, e che chiedono i danni alla Solvay. Leggi tutto
Strage sul lavoro.

Fino a poche settimane fa, a Firenze era operativo un solo ispettore tecnico addetto ai controlli di sicurezza sui luoghi di lavoro. Gli altri 16, assunti a luglio dopo aver superato il concorso, stavano svolgendo il periodo di formazione prima di entrare completamente in servizio. La dotazione organica ottimale dovrebbe essere di 27 unità. Quindi, anche con gli ultimi ingressi, ne mancano ancora 10. Oltre a questi, dovrebbero essere attivi 50 ispettori del lavoro – che si distinguono da quelli tecnici perché hanno competenze diverse – ma al momento se ne contano appena 24. Questo dato, comune a tutta Italia, spiega molto di come la macchina della prevenzione delle irregolarità e degli incidenti sul lavoro abbia armi spuntate.
Strage ferroviaria di Viareggio e la Sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Corte di Cassazione ha confermato le condanne sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 a Moretti, Elia, Soprano, Castaldo, Ad delle ferrovie, assieme a 9 imputati di società italiane e straniere coinvolte e responsabili. La Cassazione-bis ha, però, stabilito che si dovrà tornare in Appello per la rideterminazione delle pene e l’applicazione delle attenuanti generiche. 3 dei 4 reati sono già stati prescritti in anni dell’interminabile iter processuale. Vi sarà un Appello (ter) e una nuova Cassazione. 7 (sette!) gradi di giudizio… Per il vergognoso licenziamento politico del ferroviere Riccardo Antonini sono stati sufficienti 3 gradi, per “aver violato l’obbligo di fedeltà all’azienda”; a un’azienda le cui figure apicali si sono macchiate di una terribile strage e, anche se a pene lievi, sono state riconosciute colpevoli in 5 gradi di processo. Fatto grave è stata l’esclusione, da parte della sentenza di Cassazione (08 gennaio 2021), dell’incidente sul lavoro, cancellando così il ‘Testo Unico’ sulla sicurezza (81/2008), come dire: si è trattato di altro! Le conseguenze subite dai macchinisti sono state azzerate e le 32 Vittime considerate estranee a un incidente sul lavoro, trasformatosi nel disastro ferroviario che ha provocato una strage di bambini, ragazze, donne, anziani. Tra gli aspetti positivi, va sottolineata la straordinaria mobilitazione, permanente e sistematica, in (continua)
Ilva, fandonie sui conti e l’ambiente. E sulla nuova privatizzazione.

<<“Nessuno degli impegni presi è stato mantenuto”, in merito all’occupazione e al rilancio industriale. “In questi anni la produzione si è progressivamente ridotta in spregio agli accordi sottoscritti”. Peggio, “è stata mantenuta bassa lasciando campo libero ad altri attori stranieri”. Chissà se la manager Lucia Morselli, posta a capo di Acciaierie d’Italia dalla multinazionale ArcelorMittal, querelerà pure lui, il ministro Adolfo Urso, dopo l’informativa al Senato con cui ha dato il benservito al gestore straniero degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure. Parole sferzanti, inequivocabili, tali da confutare il mucchio di fandonie sui conti riportati in pareggio, sugli impianti rinnovati, sui dipendenti in sicurezza e la scomparsa delle emissioni nocive che negli anni scorsi venivano raccontate da questo giornale e pochi altri. Ora che il governo fa sue queste verità, compresa l’accusa a Mittal di aver mantenuto il controllo sulla più grande fabbrica italiana solo per sbarrare la strada ai concorrenti, resta da chiedersi: perché ci avete messo tanto? Non sono troppi 15 mesi per denunciare la disastrosa situazione ereditata – è vero – dai governi precedenti?>>. Continua a leggere il commento di Gad Lerner. Ora si passa ad una specie di ri-nazionalizzazione, ovvero ri-privatizzazione coi soldi dello Stato.
Amianto killer sui fili del telefono.
Il tribunale di Roma condanna INAIL a riconoscere rendita alla vedova del dipendente Telecom . L’uomo è morto di mesotelioma a causa dell’esposizione professionale alla fibra cancerogena nelle centrali romane, rischio riconosciuto per tutti i lavoratori dell’azienda telefonica. Clicca qui.
Italia record di occupati.

Se non possiamo festeggiare la pace e l’ambiente, almeno potremmo solennizzare che “In Italia l’occupazione continua a crescere”, come titolano giornali e tv a reti unifcate? Tasso di occupazione al 61,8% (+0,1 punti)? Prima di optare per lo champagne, riveliamo “il piccolo” trucco statistico: a partire dal 2021, sono considerate occupate “le persone che, durante la settimana di riferimento, hanno lavorato per almeno un’ora a fini di retribuzione o di profitto, compresi i coadiuvanti familiari non retribuiti”.
Il dato tanto sbandierato dal governo Meloni, come il più elevato dal 1977 (anno di inizio delle serie storiche Istat sull’occupazione), non può quindi essere comparato con i dati sull’occupazione precedente al 2021. Alla luce della nuova definizione, l’essere occupato/a non è più garanzia di un reddito stabile superiore alla soglia di povertà relativa. Differenziando i dati per settore, infatti, l’occupazione cresce di più nei settori caratterizzati da “lavoro povero” a minor valore aggiunto, quali costruzioni, terziario arretrato, logistica, servizi di cura e pulizie.
C’è da festeggiare? Certo, il governo può vantare un risultato: il ridimensionamento del reddito di cittadinanza ha aumentato la coazione al lavoro, come si evidenzia dal calo degli inattivi. Ma si tratta di lavoro precario, usa e getta, poco produttivo. Il tasso di disoccupazione totale sale al 7,8% (+0,1 punti) e quello giovanile al 24,7% (+1,5 punti). Tale apparente paradosso (la simultanea crescita di occupati e disoccupati) è spiegata dalla forte riduzione degli inattivi.
C’è fa festeggiare? La perdita di potere d’acquisto dovuto all’inflazione, che favorisce la stagnazione economica? La produttività dell’industria italiana che ha visto un calo dello 0,7% a fronte di un aumento delle ore lavorate? Il divario con l’Europa che cresce? L’Italia il paese dove si lavora di più, si lavora peggio e si è meno pagati?
Sinistra, centro, destra tutti insieme ad occultare i morti sul lavoro.

Certo che se quasi la metà non sono assicurati all’Inail e quindi non appaiono, si fa presto a dimezzare le statistiche. Clicca qui l’Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro.
Salute ambiente pace al centro della manifestazione del 7 ottobre.

Una grande manifestazione nazionale a Roma per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare. È “La Via Maestra. Insieme per la Costituzione”, la mobilitazione lanciata da più di 100 associazioni e reti, che a loro volta raccolgono tantissime realtà della società civile, tra cui anche la Cgil, per sabato 7 ottobre nella capitale. Clicca qui.
Omicidi bianchi: i dati aggiornati.

I dati sugli infortuni pubblicati dall’INAIL ed elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering riscontrano che da gennaio a luglio 2023 il bilancio delle morti sul lavoro è ancora drammatico: sono 559 le vittime di cui 430 in occasione di lavoro e 129 in itinere, con una media di 80 decessi al mese. Clicca qui.
20.000 omicidi.
Smettiamola di usare, parlando della strage del lavoro, l’espressione “morti bianche”. Perché l’espressione morte bianca evoca l’immagine di un esodo incruento, di una morte senza spargimento di sangue, in qualche misura una morte “senza autore”. E invece queste sono morti spaventosamente sanguinose, con corpi dilaniati, bruciati, schiacciati. E con responsabilità spesso taciute, inconfessate e inconfessabili, quasi mai seguite da sanzioni adeguate (nessuna tragedia, né quella della Thyssen, né quella dell’Eternit, né quelle, seriali, dell’Ilva di Taranto hanno visto i rispettivi processi concludersi con condanne men che simboliche). Dovremmo definirle “crimini di pace”. Morti che, per il loro numero, e per alcuni aspetti della catena di cause che le hanno provocate, sono simili a quelle dei conflitti bellici. Per i numeri: Carlo Soricelli, che dopo la pensione da metalmeccanico si è dedicato alla cura di un sito web – l’ “Osservatorio nazionale di Bologna” il quale, unico in Italia, monitora tutti i morti sul lavoro dal 1° gennaio 2008 registrando i morti per giorno, mese e anno della tragedia, per identità, età, professione, nazionalità – calcola che da allora le vittime sfiorino le 20.000.
Errori umani? E’ il sistema degli appalti ferroviari che ha generato la strage.

A Brandizzo, un’altra strage operaia nei lavori di manutenzione esternalizzati, che poteva essere evitata rispettando le normali procedure di prevenzione, informazione, comunicazione tra i vari pezzi della filiera dei lavori in appalto per la manutenzione. COME SI DENUNCIA DA ANNI, LE FASI CARDINE DI OBBLIGO DATORIALE, SULLA SICUREZZA E SALUTE SUL-DEL LAVORO, DI PREVENZIONE E DI INFORMAZIONE, DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO, SONO SPESSO DISATTESE o effettuate in modo approssimativo e superficiale, anche per quanto riguarda le disposizioni e le indicazioni formative, che la società Sigifer avrebbe dovuto impartire agli operai in casi simili. Così come le INFORMAZIONI E INDICAZIONI OPERATIVE, PER IL PERSONALE VIAGGIANTE, sulla presenza degli operai in appalto durante le ore notturne, i macchinisti e conducenti del locomotore infatti non erano stati avvisati di questi lavori di sostituzione di alcune rotaie sul binario 1.
NEL SISTEMA FERROVIARIO IN ITALIA, GLI INCIDENTI MORTALI di coloro che lavorano nei servizi in appalto, esternalizzati dove la filiera di lavori prevede diversi passaggi tra le società committenti, quelle titolari degli appalti e quelle magari in sub-appalto o che usano manodopera, SONO CONTINUI e non possono essere ricondotti, come se fosse una causa scusante e giustificatrice, a “errori umani”.
E’ il MECCANISMO DEGLI APPALTI CHE GENERA UN AUMENTO DEGLI INCIDENTI, DEGLI INFORTUNI E DEI MORTI SUL LAVORO, QUANDO PER FINIRE I LAVORI PRIMA SI FANNO O IN FRETTA, OPPURE SENZA SEGUIRE E VERIFICARE PASSO DOPO PASSO, SE I PRINCIPI CARDINE DELLE DISPOSIZIONI CODIFICATE DAL D. Lgs. 81 2008 nel nostro Paese, in applicazione di molte direttive europee in materia di salute e sicurezza sul lavoro, SIANO STATE EFFETTUATE E SE SVOLTE IN MANIERA PRECISA, PUNTUALE E COINVOLGENTE TUTTI I VARI SOGGETTI INTERESSATI, proprio in funzione di ELIMINAZIONE E RIDUZIONE AL MINIMO “TECNOLOGICAMENTE E SCIENTIFICAMENTE SOSTENIBILE”, DI OGNI FATTORE DI RISCHIO E PERICOLO per l’incolumità fisica di chi ci lavora o, come nel caso della strage ferroviaria di VIAREGGIO, di cittadini e cittadine.
LA SALUTE E’ CONSIDERATA UNA MERCE E LA SICUREZZA UN COSTO, da ridurre o da comprimere per mantenere quei margini di utile e di profitto per pochi, a danno di tanti, lavoratrici e lavoratori o della cittadinanza. (clicca qui)
Ma era omicidio volontario.

Dopo 5726 giorni, dopo tanto correre, scappare dalla giustizia ha varcato la soglia del carcere Harald Espenhahn, il manager tedesco condannato per omicidio colposo (derubricato da doloso, tale era) per la morte di sette operai dello stabilimento ThyssenKrupp di corso Regina Margherita, a Torino, durante un incendio scoppiato nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007. Una sentenza arrivata in via definitiva nel 2016 ma mai eseguita a causa dei continui ricorsi che l’imputato ha fatto alla giustizia tedesca per evitare il carcere. Clicca qui.
Il sindaco di Alessandria “celebra” i morti di Marcinelle e “dimentica” quelli di Solvay.

L’ 8 agosto è la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” istituita nel 2001 in memoria della tragedia che proprio in questo giorno, nel 1956, registrò la terribile tragedia nella miniera di carbone del “Bois du Cazier” a Marcinelle in Belgio, dove un incendio causò la morte di 262 minatori di cui 136 italiani. Ebbene, che fa il sindaco di Alessandria? Prende lo spunto per ricordare i morti di casa sua? Invece si produce in una esibizione di ipocrisia. Clicca qui.
Morti sul lavoro la strage non si arresta.

L’Osservatorio Nazionale di Bologna Caduti sul Lavoro è stato aperto da Carlo Soricelli per non dimenticare i sette operai della ThyssenKrupp di Torino morti poche settimane prima. Da 16 anni i morti sui luoghi di lavoro sono tutti registrati in apposite tabelle Excel con l’indicazione di data del decesso, provincia e regione della tragedia, identità della vittima, età, professione, nazionalità e cenni sull’infortunio mortale. Clicca qui il report dei primi sette mesi del 2023.
Porto Marghera – Inganno letale.

Film documentario del 2002, regia di Paolo Bonaldi, recentemente scomparso. Film importantissimo ed utilissimo perché è servito a far conoscere in Italia e all’estero la realtà dei fatti e le lotte dei lavoratori e degli ambientalisti in difesa della salute e dell’ambiente.
Film d’inchiesta per raccontare la vicenda del maxiprocesso Petrolchimico di Porto Marghera per la strage di lavoratori addetti ai cicli di lavorazione del CVM e PVC e il disastro ambientale causato nei decenni dal Petrolchimico. Il film imperniato principalmente nel racconto della vita e del lavoro di denuncia di Gabriele Bortolozzo ma ricostruisce attraverso filmati d’epoca e testimonianze di lavoratori del petrolchimico, parenti delle vittime, ambientalisti, la storia e come si è arrivati al processo.
Nella Mostra del Cinema di Venezia del 2002, il film è stato presentato fuori concorso nella sezione “Nuovi Territori”. Nessuna televisione italiana ha voluto trasmetterlo grazie alle pressioni delle multinazionali della chimica e dei politici a loro servizio. In compenso è passato in molte altre tv europee (Spagna, Germania, Svizzera). In moltissime città italiane è stato proiettato in dibattiti ed iniziative pubbliche organizzate da associazioni preoccupate dalla presenza di industrie chimiche. E’ stato proiettato anche in diverse rassegne cinematografiche indipendenti e ha ricevuto diverse attestazioni e premi.
Questa attività ha servito moltissimo a preparare i successivi ricorsi e le successive fasi del processo che hanno ribaltato la sentenza di primo grado per arrivare alla condanna di diversi imputati molti anni dopo con le sentenze del 15 dicembre 2004 (Appello), 20 maggio 2006(Cassazione) e la conferma finale con la sentenza della Corte di Appello il 5 maggio 2012.
Su youtube si può vedere il film che è pero diviso in 6 parti caricato 13 anni fa da Lino Balza
Per vedere la prima parte di 9 minuti cliccare sul link https://www.youtube.com/watch?v=dIGG60lq7l4
seconda parte https://www.youtube.com/watch?v=7SNmXx_B-F4
terza parte https://www.youtube.com/watch?v=wI30VraZ2Uw
quarta parte https://www.youtube.com/watch?v=LWdPCkeOyFM
quinta parte https://www.youtube.com/watch?v=NxVMCtCGoJ4
sesta parte https://www.youtube.com/watch?v=8EV1ywNxq8U
Li chiamano fatalità.

Su 334 cantieri ispezionati, l’80% risulta irregolare. 116 provvedimenti di sospensione delle attività d’impresa, 100 per sicurezza lavoro e 56 per lavoro nero. Su 723 aziende ispezionate e 1.795 posizioni lavorative, 349 di queste trovate irregolari. “Più nel dettaglio, sono state 568 prescrizioni per violazioni in materia di sicurezza e 166 le sospensioni, con 289 persone deferite per D. Lgs. n.81/08, per un totale di 3.038.828 euro in sanzioni e ammende”.
I padroni se la cavano con qualche multa e qualche fermo produttivo. Tra gli operai che ogni giorno lavorano tanti non torneranno più a casa. Questi i risultati prima che i Consulenti entrassero nell’Ispettorato. (continua)
Superata quota mille morti sul lavoro.

Gli infortuni sul lavoro nel 2022 sfiorano quota 698mila e segnano un +25,7% rispetto al 2021. Di questi, 1.090 i casi mortali denunciati: 970 uomini e 120 donne, in aumento tra i più giovani. Aumentano anche le patologie di origine professionale denunciate: 60.774 (+9.9%).
L’Inail neppure li censisce i morti sul lavoro.

Ambiente, amianto, infortuni sul lavoro.

Lunedì 12 dicembre alle 9.30 nella sala Laudato si’, al Campidoglio, a Roma, l’Osservatorio Nazionale Amianto e la Fondazione E-Novation saranno insieme in un convegno dal titolo “ESG – Stati Generali della Sostenibilità – ambiente e amianto, infortuni sul lavoro, governare la sostenibilità” durante il quale saranno sviscerati i temi degli infortuni sul lavoro, delle malattie professionali e più in generale della tutela dell’ambiente. Clicca qui.
15° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DELLA THYSSEN KRUPP.

GIORNATA NAZIONALE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VITA DEI LAVORATORI, per fare cessare l’epidemia di morti e feriti sul lavoro in fabbrica e in ogni luogo di lavoro.
“….Nel nostro Paese i soli infortuni sul luogo di lavoro od in itinere causano più di 1400 morti l’anno. Diciannovemila dal 2009.
E ancora più elevata è la mortalità da malattie da lavoro, difficili da quantificare perché il loro riconoscimento segue un iter lungo e tortuoso alla fine del quale spesso restano ingiustamente disconosciute. Dati disastrosi cui aggiungere ora i giovani colpiti nel corso della scuola lavoro e le tante donne penalizzate dalla mancata valutazione del rischio di genere….
A ciò si aggiungano i tagli deliberati nel corso degli anni che hanno ridotto così tanto il personale addetto ai controlli sul rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza da spingere le imprese a risparmiare sui costi relativi con la quasi certezza dell’impunità….
Per questo riteniamo indispensabile la ricostruzione nel paese e nel mondo del lavoro di una cultura della sicurezza oggi assente e il rilancio delle lotte per: la ricostruzione dei sistemi di prevenzione e controllo; l’inasprimento delle sanzioni penali a carico del datore di lavoro e dei dirigenti per il mancato adempimento degli obblighi relativi alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori; l’istituzione di una apposita Procura Nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro; l’introduzione nel codice penale del reato di omicidio sul lavoro; il ripristino del testo originale del D.lgs. 81/08, eliminando le modifiche peggiorative per la salute e la sicurezza dei lavoratori introdotte dalle successive modifiche (D. Lgs.106/09, Decreto del fare, Decreto semplificazioni, Decreti attuativi del Jobs Act. Le altre notizie No Tav sulla mailinglist di Doriella&Renato: clicca qui.