L’amianto non dà mai tregua, neppure nella bonifica.

La Procura di Pavia ha mandato la Guardia di finanza a sequestrare un’area di circa 140 mila metri quadrati: sono i terreni della ex Fibronit di Broni, nell’Oltrepò pavese, che  ha diffuso morte dal 1932 al 1994 producendo  manufatti per edilizia in amianto. Così come la più famosa Eternit di Casale Monferrato, che nella provincia di Alessandria ha provocato almeno 2.500 morti. La Fibronit continua a produrre morti: i lavori di bonifica sono compiuti da anni in maniera inadeguata e truffaldina: le società che dovrebbero ripulire l’area dei veleni incassano i soldi pubblici – più di 8 milioni di euro pagati dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lombardia – ma lasciano che l’amianto continui a fare i suoi danni. Clicca qui Gianni Barbacetto.

Al bando! Al bando i PFAS come fu per Amianto, CFC, DDT.

La messa al bando dei Pfas, nel  Disegno di Legge del senatore Mattia Crucioli, riecheggia dopo anni la messa al bando di Amianto, CFC clorofluorocarburi, DDT, Arsenico, Solfato di rameCanfora,  Cromati e Bicromati, Pigmenti: sostanze cancerogene tutte prodotte -tragica fatalità-  nell’alessandrino, in particolare nel polo chimico di Spinetta Marengo.

Andando indietro nel tempo, in questo maledetto territorio detto Fraschetta, a Spinetta si produceva DDT, il cui utilizzo fu vietato nel 1969 (ma già dal 1962 negli USA era il bersaglio dei movimenti ambientalisti): oggi dilaga ancora nelle falde di Alessandria! Insieme all’Arsenico! Nella foto del 1944: l’impianto di macinazione e miscelazione del reparto arseniati. Per inciso, era una fabbrica da sempre utilizzata per scopi

bellici: già nella prima guerra mondiale produceva gas di acido cloridrico, chiamato “mostarda”  che dava il tempo di assaporare il profumo prima di restare stecchiti. Nella seconda, con le ossa degli ebrei fabbricava fosfati e azotati.  Ancora nel 1993, dai giornali era stato attribuito l’attentato nello stabilimento come monito dei servizi segreti israeliani su impianti produttori di armi chimiche usate  da Saddam Hussein nella guerra in Irak. D’altronde avevo più volte allarmato l’opinione pubblica sul rischio di catastrofe industriale: “i gas di algoflon inodore incolore insapore sono  in grado di annullare la vita di Alessandria senza scalfire un muro”; basta la caduta di un aereo civile o di un missile incivile.  La contaminazione di composti organici clorurati, ancora prima delle battaglie del ’68, era già famosa per il  sistema di allarme adottato: quando i canarini in gabbia al suolo cominciavano a reclinare il capo era il momento per gli operai di darsela a gambe. 

Il cromo esavalente ancora oggi sguazza non bonificato con altri venti tossico cancerogeni nella falde pur dopo la messa al bando da più di 50 anni degli impianti Montecatini Edison di solfato di ramecanfora,  cromati e bicromati. Per questi ultimi era famosa la “tribù dei nasi forati”: i lavoratori colpiti dalla perforazione del setto nasale destinati tutti ad una precoce ecatombe di tumori. Piombo e cromo erano prerogative dei reparti del ciclo  pigmenti inorganici (biossido di titanio, solferro, acido solforico, latte di calce, acido fluoridrico, solfonazione-rol, agoflon 27, biossido di cromo, pigmenti colorati), la cui chiusura negli anni ‘80 era stata dal sindacato addirittura ritardata malgrado la furiosa polemica della nostra  Cellula del PCI. D’altronde ci fu l’episodio dell’operaio buonanima che per contestare i comunisti addentò  il panino dopo averlo imbottito di pigmento, ed erano i tempi in cui Montedison risarciva le grondaie e le auto bucate da solforico e fluoridrico, anticipando Solvay che risarcirà regalando l’acqua… al cromo esavalente, mentre le  spighe sono vuote di grano e nevica a cielo sereno.

La messa al bando dei CFC Clorofluorocarburi della Montefluosche stavano procurando il buco dell’ozono nella stratosfera e i conseguenti tumori della pelle, fu merito delle clamorose manifestazioni di Greenpeace con cui organizzai la scalata delle ciminiere del 1992. Questo salvataggio del pianeta Terra neppure limitò il mercato degli spray e dei frigoriferi, per i quali l’industria fu costretta a sostituire i CFC con altri gas propellenti e refrigeranti.

Analogamente, la messa al bando (1992) dell’Amianto non fece crollare l’edilizia  bensì l’Eternit e la strage per mesotelioma a Casale Monferrato. Piuttosto, senza un piano nazionale di bonifica, a decenni di distanza in tutta  Italia  le morti (impunite) viaggiano ancora alla velocità di duemila l’anno.

In conclusione, anche per i PFAS, già come la Storia ha dimostrato per AMIANTO, DDT, CFC eccetera, le alternative produttive ci sono ma sono rifiutate dall’avidità criminale delle multinazionali. Dunque vanno imposte con la loro messa al bando  tramite il  Disegno di Legge del senatore Mattia Crucioli, che implica la chiusura delle produzioni a Spinetta Marengo, il divieto dell’utilizzo su tutto il territorio nazionale in particolare nelle concerie e la bonifica dei territori in particolare piemontesi e  veneti.

Solvay in pieno centro abitato.

Bagnoli, prescritte 6 morti di amianto su 7.

Stephan Schmydheiny se la cava di nuovo , già in primo grado, con una condanna a 3 anni  e 6 mesi.  Il processo Eternit di Napoli è nato da uno dei rivoli della maxi-inchiesta della Procura di Torino, avviata nel 2009 dopo l’azione legale collettiva di circa 6.000 persone che chiedevano giustizia e risarcimenti per le 3.000 persone morte dopo aver lavorato o vissuto nei pressi degli stabilimenti Eternit in Italia. Già nel 2014 la prescrizione in Cassazione aveva salvato Schmydheiny da una condanna a 18 anni per disastro ambientale doloso e per omissione volontaria di cautele antinfortunistiche. Ora la storia si ripete.

Si ripete la storia descritta su “Ambiente Delitto Perfetto, di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

Schmidheiny punta sul delitto perfetto.

L’oligarca svizzero Stephan Schmidheiny in tribunale di Novara  è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale per 392 vittime dell’amianto. Si difende affermando che esse non si sono ammalate durante la sua gestione ma sicuramente prima che diventasse lui padrone dell’Eternit di Casale Monferrato. Malgrado questi espedienti dei suoi strapagati avvocati, Schmidheiny era stato condannato per disastro ambientale doloso, reato prescritto in Cassazione nel 2014. Ora  è sotto processo in seguito della “spacchettamento” deciso dai giudici di Torino, che avevano  inviato i fascicoli alle procure italiane competenti territorialmente. Quella di Torino si accontenta di confermare  quattro anni di carcere, quella di Napoli chiede 23 anni e 11 mesi.

Ennesima sentenza di assoluzione per le morti da amianto.

E’ la volta della Corte di Cassazione che ha confermato la sentenza assolutoria della Corte d’Appello di Milano, con la solita motivazione: non si può stabilire il momento  in cui le fibre di amianto, penetrate nella pleura si trasformano e danno origine al mesotelioma e/o carcinoma, pertanto non è possibile attribuire responsabilità di omicidio colposo ai 4 manager dell’Alfa Romeo di Arese per la morte di 15 lavoratori.

Liberiamo le prossime generazioni dalle malattie e dalle morti per Amianto.

L’amianto rimane la causa della maggiore morbilità e mortalità per i lavoratori ed aumenta anche la quota dei cittadini inermi e inconsapevoli che per trasmissione familiare o ambientale vengono colpiti dalle patologie causate dall’amianto. L’unico modo per ridurre, interrompere questa strage silenziosa, è accelerare la bonifica dell’amianto in tutti gli ambienti di vita e di lavoro e garantire una migliore assistenza sanitaria e tutela sociale. Clicca qui la lettera aperta al governo per interventi immediati.

Processi amianto ennesima assoluzione.

I quattro ex dirigenti del Teatro alla Scala di Milano sono stati assolti con la formula «perché il fatto non sussiste», erano imputati per omicidio colposo nel processo a Milano sulla morte di ventisette lavoratori esposti ad amianto al Piermarini, prima delle bonifiche dei locali. Quelle penali non sono le sedi più adatte per tutelare le Vittime.

Amianto delitto perfetto.

Dopo 20 anni, ennesima pietra tombale da parte della Cassazione sul processo amianto del Petrolchimico di Mantova per la morte di 72 operai per tumori professionali. Per l’ennesima volta la motivazione della sentenza è  che la relazione causa-effetto non è stata dimostrata, al di là di ogni ragionevole dubbio. Unici beneficiari gli avvocati mentre per i risarcimenti alle Vittime  la migliore via sarebbe il ricorso in sede civile. Infatti questi processi in sede penale, alcuni avviati da oltre 10 anni, hanno tutti la stessa conclusione, prevedibile prossimamente a Novara e a Napoli per l’Eternit bis, a Lecce per l’Ilva di Taranto, a Milano per il Teatro Scala, e per un’altra trentina in tutta Italia. Ingrosseranno il volume di “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

Mesotelioma. La strage dimenticata. Attesi altri 7mila decessi. La prevenzione sarebbe semplice: un piano nazionale di rimozione dei manufatti di amianto.

Nel periodo 2020-24 attesi in Italia altri 7.000 decessi, in aumento da decine di anni. Una strage dimenticata dai governi. I processi non risarciscono mai le Vittime. La prevenzione sarebbe semplice: un piano nazionale di rimozione dei 400mila manufatti di amianto: privati, scuole, ospedali, tubature. Questo sì che sarebbe una grande opera!

La LILT, Lega Italiana Per La Lotta Contro  I Tumori, ringrazia e certifica le donazioni ricavate dai nostri libri: anche esse consentono di proseguire le attività di prevenzione, diagnosi precoce e ricerca oncologica sul mesotelioma pleurico maligno, finanziamenti per borse di studio post dottorato, servizi di psiconcologia ecc.

I nostri libri sono stampati a spese degli autori. Il ricavato è interamente devoluto alla Ricerca per la cura del mesotelioma di Casale Monferrato. La sottoscrizione parte da un minimo di 20 euro a libro. Clicca qui i nostri libri.

Sono disponibili  in formato cartaceo per spedizione:

“L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza” Vol. quarto pagg. 460. Vol. terzo pagg. 318.

Sono esauriti in formato cartaceo, disponibili in digitale tramite Wetransfer:

“Ambiente Delitto Perfetto” pagg. 518.

“L’avventurosa storia  del giornalismo di Lino Balza” Vol. primo pagg. 212. Vol. secondo pagg. 315.

“Luigi Mara & Medicina democratica” pagg. 90.

“Pfas. Basta!” pagg. 170

“Storia del nucleare ad Alessandria” pagg. 120.

“Rassegna dei Premi Attila dal 2004” pagg. 124

Dunque, per il cartaceo o versione digitale, occorre comunicare a lino.balza.2019@gmail.com  indirizzo postale o indirizzo mail, e l’avvenuto versamento sul conto IBAN IT68 T030 6910 4001 0000 0076 215 (specificando causale) oppure tramite PayPal lubaja2003@yahoo.it.

I veleni della Solvay penetrano nelle case dalle cantine. I bambini i più a rischio.

Facciamo il punto sulla partita a scacchi che si gioca sulla pelle degli alessandrini. Manifestazione il 13 marzo.

La falda che scorre sotto Spinetta Marengo, compromessa dal disastro ambientale acclarato dalla sentenza della Cassazione del dicembre 2019, rilascia in superficie i cancerogeni cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene ecc. E lo fa introducendo i suoi “vapori” anche attraverso le fondamenta delle abitazioni. Gli accertamenti dell’Arpa sono iniziati l’anno scorso. La popolazione avvelenata è quella del sobborgo alessandrino. Questi accertamenti sono nell’ambito delle campagne di monitoraggio dei composti fluorurati in aria e ambiente, che il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” da mesi chiede (formalmente via PEC) all’Arpa di rendere pubblici per tutto il 2020, e non solo fino a luglio. (Clicca qui).

A sua volta, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Piemonte, Sean Sacco, completa il quadro dell’ecocatastrofe con ulteriori dati (clicca qui) evidenziando i drammatici risultati dell’indagine epidemiologica (incrementi di rischio del + 75% per mesoteliomi pleurici, + 90% per i sarcomi ecc. ) che va appunto completata oltre ai confini comunali. Si pensi che in Veneto si sta studiando anche l’associazione tra l’esposizione ai Pfas e le competenze cognitive e socio emotive dei bambini residenti nella zona rossa: è più che un sospetto di danni se consideriamo le rovinose evidenze già accertate in gravidanze ed esiti neonatali. (clicca qui)

Al culmine dei nostri esposti (clicca qui), la Procura di Alessandria ha finalmente avviato procedimento penale contro Solvay in violazione della sentenza di Cassazione per disastro ambientale e omessa bonifica. Per questo ultimo reato è evidente il fallimento, ad esempio, del Progetto operativo di bonifica per fasi riduzione cromo esavalente (terreni insaturi Area 2 Sottoarea 2b) approvato dal Comune di Alessandria e certificabile dalla Provincia, per il quale Solvay ha fornito garanzie finanziarie.

Con provvedimento immediato, insieme a ComitatoStopSolvay e Legambiente abbiamo chiesto almeno di fermare le produzioni del pfas C6O4 (appena autorizzato dalla Provincia). Solvay stessa ammette la chiusura, addirittura della fabbrica, ma non subito: il tempo di spremerla fino in fondo, basta che gli avvocati menino per le lunghe il processo e il ministero della transizione… transiga sui “Limiti zero pfas”. Clicca qui.

Alcuni politici e sindacalisti fingono di accettare perfino la chiusura dello stabilimento in cambio della localizzazione nell’alessandrino del deposito nucleare nazionale. In realtà puntano alla contemporanea presenza. Clicca qui.

Intanto alla procura di Livorno Vittorio Spallasso, che segue il processo di Alessandria, con il  fondo ambientalista Bluebell Capital Partners e M5S ha presentato esposto contro Solvay per l’inquinamento della costa tirrenica di Rosignano. Il processo Pfas contro Miteni riprenderà a Vicenza il 22 marzo. Il prossimo 13 marzo ad Alessandria manifesteremo in piazza contro la squallida partita a scacchi che si sta giocando sulla pelle di lavoratori e cittadini.

Nessun piano amianto nel Recovery Plan?

Mentre i processi si concludono tutti senza risarcimenti per le Vittime, non risulta un piano di incentivi e risarcimenti per la rimozione dell’amianto sul territorio nazionale. L’amianto non è un problema del passato ma del presente e del futuro, e senza le necessarie bonifiche le persone continueranno ad ammalarsi e morire. Ogni anno 6.000 persone perdono la vita a causa delle malattie asbesto-correlate, altre decine di migliaia per tumori professionali, più di 1.400 per infortuni sul lavoro. Sono presenti ancora più di 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, 33 in matrice compatta e 7 friabile, in un milione di siti, di cui 50.000 industriali e 40 di interesse nazionale e ci sono ancora circa 2.400 scuole a rischio, con un bacino di 350.000 alunni e 50.000 insegnanti. Per non parlare degli edifici privati.

Sulla chiusura della Solvay di Spinetta Marengo.

Il polo chimico nel bel mezzo del paese

Solvay  dice di essere costretta chiudere Spinetta Marengo: senza i Pfas le produzioni gamma algoflon non sono più economicamente competitive. Non c’è ragione per non crederle osservando il mercato e soprattutto la bufera che si sta scatenando nel mondo contro i tossici e cancerogeni PFAS che imperversano in tutti i settori merceologici, dai biberon all’astronautica. Ovvio il parallelo con Eternit e Ilva. Dunque la chiusura è una eventualità reale e non una minaccia, come sembrano interpretarla i succubi sindacati con il ricatto all’opinione pubblica dei posti di lavoro in pericolo. Finora la minaccia aveva pagato grazie alla complicità di politici e giornali  e all’inerzia della magistratura, e soprattutto nascondendo gli scheletri nell’armadio (cartelle cliniche e dati epidemiologici). Finalmente la Procura di Alessandria è intervenuta, dopo oltre dieci anni di esposti che avevano posto fine al pfas PFOA ma non ai sostituti C6O4 e ADV. L’accusa è disastro ambientale e mancata bonifica in barba alla precedente sentenza della Cassazione. Di conseguenza Solvay ammette la chiusura. Però Bruxelles pensa: chiusura ma non subito, prima spremiamo fino in fondo la fabbrica, basta che gli avvocati menino per le lunghe il processo. A sua volta il ministro della transizione ecologica (continua il lungo articolo).  

Bagnoli, 850 milioni per una bonifica inesistente. E il piano per il parco è fermo.

L’ importo è stanziato dallo Stato per la bonifica dell’area industriale  nella zona occidentale di Napoli, dove sorgevano gli stabilimenti Italsider ed Eternit. Lì dove oggi giacciono contaminanti pericolosi per la salute e per l’ambiente, come l’amianto, vari metalli pesanti cancerogeni e idrocarburi policiclici aromatici, il Piano di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana (Praru) avrebbe dovuto creare un vasto parco pubblico, un porto turistico, strutture turistiche e commerciali e infrastrutture per la viabilità, oltre al recupero dell’archeologia industriale e degli edifici edificati con i finanziamenti europei. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio.

“Nessun posto è sicuro!” Incontro-dibattito su sicurezza e salute.

Nel 13° anniversario della strage operaia alla Thyssenkrupp. 17.000 morti sul lavoro in 10 anni, 6.000 morti di amianto ogni anno, stragi da profitto di lavoratori e fra la popolazione, oltre 50.000 morti per Coronavirus fra cui circa 300 operatori sanitari, inquinamento e devastazione ambientale. Clicca qui.

Amianto e pfas: non esiste un limite minimo di sicurezza. Vanno eliminati.

Prof. Daniele Mandrioli

Smisurata la famiglia delle fibre di Amianto come delle migliaia (4mila?) di Pfas. Non esiste un limite minimo di sicurezza. Esistono gli studi sulla cancerogenicità e sui danni al sistema immunitario dei Pfas. Esistono i negazionisti (al servizio dei profitti) della calamità dei Pfas, come esistevano i negazionisti per l’Amianto. La contaminazione da Pfas è ubiquitaria, la prevenzione è un problema mondiale, i Pfas vanno eliminati in tutto il mondo, come per l’Amianto (purtroppo ancora non messo al bando in tutto il mondo). Da Alessandria capitale del mesotelioma, ne tratta in video (clicca qui) il professor Daniele Mandrioli, Associate Director Cesare Maltoni Cancer Research Center Ramazzini Institute.

Amianto. Ancora una volta giustizia è sfatta.

Per i morti amianto alle ex officine Casaralta di Bologna,  la  Corte d’Appello ha annullato le pene dei dirigenti condannati in primo grado. Clicca qui il commento del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.

Apprendiamo inoltre che il Tribunale di Matera ha condannato a tre mesi di reclusione (praticamente assolti) tre ex dirigenti della Italcementi  per lesioni colpose ai danni di un lavoratore esposto all’amianto per l’asbestosi polmonare a lui riscontrata,  e al  risarcimento del danno (quale danno?) in favore delle associazioni costituite parti civili (AIEA, Medicina democratica). Alla vittima niente?

Enichem: ennesima assoluzione amianto.

Vito Totire commenta la sentenza d’Appello con assoluzioni “per non aver commesso il fatto». Clicca qui. AEA – l’Associazione esposti amianto e rischi per la salute- ricorre in Cassazione, grazie al patrocinio gratuito dell’avvocato. Con qualche aspettativa favorevole? Lo fa per dovere, “per amore di verità e giustizia”. La comprendiamo, il nostro pessimo giudizio sulla giustizia in campo ambientale resta quello documentato in “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

Donazioni per la Ricerca Cura Mesotelioma.

La LILT, Lega Italiana Per La Lotta Contro  I Tumori, ringrazia anche questa volta  per la donazione ricavata  dai nostri libri. Nella lettera, Roberta Libener, presidente provinciale, ricorda che la donazione consentirà di proseguire anche quest’anno le attività di prevenzione, diagnosi precoce e ricerca oncologica sul mesotelioma. Nel 2019 sono state effettuate 5.995 visite di diagnosi precoce, è stata finanziata la borsa di studio post dottorato per la ricerca sul mesotelioma pleurico maligno del valore di 12.500 euro, sono stati attivati il servizio di psiconcologia presso la LILT di Alessandria e presso l’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato per un costo totale di 40.000 euro.

Morti d’amianto alla Scala di Milano, si riapre il processo.

Già dal 1986 la Asl aveva segnalato la necessità di dismettere tutto ciò che conteneva la fibra killer, contenuta persino nelle lampadine dei lampadari e nella scuola di ballo per ragazzi. Dopo lunghe battaglie giudiziarie si approda in aula. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio “Morti d’amianto alla Scala di Milano, dopo anni si apre il sipario sul processo”.

Aggiungiamo 4mila vittime dell’amianto.

E rivendichiamo il programma: censimento capillare dell’amianto in tutti i territori comunali; incentivi alle bonifiche e strategia per la deamiantizzazione completa del territorio; attivismo dei sindaci che devono finalmente attuare i censimenti  facilitare le bonifiche, rivendicare finanziamenti. Clicca qui Vito Totire.

Omicidio volontario per lo svizzero Schmidheiny che esprime “odio per gli italiani di questo stato fallito”.

Clicca qui il commento di un giovane lavoratore precario.

“Non ho intenzione di vedere una prigione italiana dall’interno”. Intanto non è riuscito a schivare la prescrizione ma sarà chiamato in udienza a Novara  il 27 novembre nel filone piemontese Eternit bis per omicidio doloso di 392 lavoratori e cittadini di Casale Monferrato. E dovrà vedersela, per le  morti da amianto  di Bagnoli e Rubiera, nei tribunali di Napoli e Reggio Emilia. Clicca qui la “Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio”.

Al GUP avviato il processo Eternit bis: per Schmidheiny sia omicidio volontario.

A Casale ci dovrebbe essere una terza lapide: oltre a quelle della prima e seconda guerra mondiale, anche per i morti di amianto.

Riguarda 392 morti d’amianto (62 lavoratori e 330 residenti) su 2.500 vittime casalesi (e la strage continua!). Il “filantropo” sapeva quanto meno dal 1976 e pilotò la disinformazione. Dopo la vergognosa assoluzione della Cassazione (vedi Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia), il processo Eternit Bis è stato frazionato in 4 filoni, di cui uno a Vercelli.

Clicca qui Silvana Mossano “Sull’amianto a Casale Monferrato Schmidheiny ha pilotato false informazioni”.   

Tumori su tumori a Cengio e Saliceto.

L’ultimo rapporto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio inquinamento) conferma per l’Acna l’eccesso di tumori allo stomaco (ammine e idrocarburi policiclici aromatici), evidenzia l’eccesso di mesoteliomi tra gli uomini, attribuiti a esposizioni ad amianto, e allarma gli eccessi di malattie respiratorie acute nei giovani adulti: dunque segnala esposizioni recenti che andrebbero approfondite, così come gli eccessi di linfomi (in particolare linfomi non Hodgkin) vista la documentata presenza di Pcb nel sito.

Nell’Italia dei ladri e degli inquinatori vanno in galera i pacifisti.

Prima di una galleria e di un ponte anche gli atei si fanno il segno della croce. Benetton si dichiara “parte lesa” e chiede -lui- i risarcimenti dallo Stato. I Riva si sono ingozzati con l’Ilva. La mafia si rimbocca le maniche per il Tav. E in galera chi ci va? Nicoletta Dosio che impugna uno striscione in una manifestazione pacifica: sblocco  per 40 minuti di un casello che ha inferto alle autostrade (proprio ai miliardari!) un danno di… ben 700 euro per mancato introito dei pedaggi. Ma 49 milioni di euro truffati dalla Lega saranno restituiti (?) in… 80 anni. Garzia presidenziale a Bossi. Ai pacifisti un anno di galera, neppure un minuto per bancarottieri e grandi evasori e per gli avvelenatori di Eternit, Solvay, Ilva eccetera. Vergogna. Manifestazioni in tutta Italia.

Clicca qui Paolo Frosina e Sarah Buono “A26. Crolla il soffitto di una galleria: nuovo caso per i PM”. “La prof No Tav finisce in cella a 73 anni”.

Clicca qui Sandra Amurri: “Taranto, mancano i pediatri per i bambini malati di tumore”

Clicca qui Nicoletta Dosio “Contro l’ingiustizia la resistenza è un dovere”.

Clicca qui Pennatagliente: Fanno i danni e pretendono di essere risarciti.

Clicca qui le manifestazioni contro l’arresto di Nicoletta Dosio e altre iniziative NoTav in Valsusa.

I processi amianto sono inutili. Inutili per le Vittime.

Ennesima assoluzione. Senza colpevoli e senza risarcimenti in Cassazione per la morte di 12 lavoratori dell’Olivetti di Ivrea. Prosciolti i 13 imputati, da Carlo e Franco De Benedetti all’ex ministro Corrado Passera. Una storia già scritta in “Ambiente  Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

Come invece si affronta l’emergenza amianto fuori dalle aule giudiziarie: clicca qui il report di Vito Totire    portavoce Aea-associazione esposti amianto e rischi per la salute.

Uno spettro si aggira per il Piemonte: il movimento di rinascita della Valbormida.

Industriali e politici si stanno allarmando: stiamo riorganizzando un movimento di rinascita della Valbormida, da Cengio a Spinetta Marengo passando per Sezzadio. Temono che non resteranno un ricordo le migliaia di partecipanti alle manifestazioni anti Acna, le migliaia ad Alessandria anti Montedison, le migliaia a Bosco Marengo contro l’impianto nucleare, le migliaia a San Michele anti inceneritori (2), le migliaia  contro il Tav Terzo Valico, le migliaia anti discarica di Sezzadio, le migliaia a Rivalta S. contro inceneritore e ancora contro impianto ‘bioetanolo’, eccetera. Temono che il sistema di comunicazione nazionale assicurato dalla Rete Ambientalista (Sito + mailinglist a 25mila contatti) amplierà il successo dei gloriosi “Valle Bormida Pulita” e “La Fraschetta”.

Per quanto riguarda Solvay di Spinetta Marengo (ex Montedison), il processo penale ha lasciato irrisolta la bonifica della gigantesca falda acquifera alessandrina alimentata da enormi montagne di rifiuti tossico cancerogeni

https://www.rete-ambientalista.it/2019/01/18/pietra-tombale-su-ambiente-e-vittime-di-montedison-solvay/

mentre l’emergenza PFOA, partita da Alessandria su nostra denuncia, ha ormai assunto dimensioni nazionali con centinaia di migliaia di inquinati piemontesi e veneti

https://www.rete-ambientalista.it/2019/01/18/pfoa-rischi-per-la-salute-nel-territorio-di-alessandria/

Più recente la mobilitazione anti maxi discarica Frugarolo Casalcermelli

 https://www.rete-ambientalista.it/2019/01/07/enorme-discarica-nellalessandrino/

Per quanto riguarda la multinazionale delle discariche Riccoboni di Sezzadio, per  i Comitati di Base della Valle Bormida da anni i  trattori  fanno da apripista ai cortei

https://www.rete-ambientalista.it/2017/11/19/difendere-lacqua-e-il-diritto-di-tutta-la-valle-bormida-per-la-propria-esistenza/

Per quanto riguarda l’ex Acna di Cengio, a 137 anni  dall’avvio delle lotte contadine e a 20 anni dalla vittoria della chiusura della fabbrica, la bonifica non è stata realizzata e il pericolo è sempre incombente sulla valle, con tanto di diga di Osiglia che, in caso di rottura o  smottamenti, riverserebbe (a pieno carico) 12 milioni di metri cubi di  acqua che a Millesimo avrebbe un’altezza di 18-19 m (in 13 minuti) e  raggiungerebbe Acqui ancora a 5 m. (dopo 6 ore e mezza). Altro che Rinascita della Valle Bormida.

https://www.rete-ambientalista.it/2019/05/29/allarme-acna-a-ventanni-dalla-sua-chiusura/

La rinascita viene, invece, proposta da Eni tramite un impianto che trasforma l’immondizia in carburante.

https://www.rete-ambientalista.it/2019/06/27/la-rinascita-della-valbormida-ve-la-porta-eni-syndial/

Il sindaco di Cengio è entusiasta della proposta. Invece l’intera valle si solleverà contro l’impianto Syndial.

https://www.rete-ambientalista.it/2019/06/27/lintera-valle-si-sollevera-contro-limpianto-syndial/

Infine, su proposta del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, sono state poste le basi, nell’ambito del prestigioso Premio Acqui Storia/Ambiente per una giornata dedicata alla storia e alla attualità delle lotte per la Rinascita della Valle Bormida tramite la partecipazione degli autori, nazionali e stranieri, delle numerose pubblicazioni editoriali che si sono succedute. C’è già l’impegno dell’assessore all’ambiente Maurizio Giannetto: “ Mi sono confrontato con il sindaco Lorenzo Lucchini e  l’assessore alla cultura Alessandra Terzolo:  come Amministrazione comunale di Acqui Terme siamo molto interessati alla vostra proposta di organizzare una giornata dedicata alla storia della Valle Bormida, che si possa svolgere nel periodo autunnale. C’è tutta la nostra disponibilità e la nostra sensibilità”.

Automonitoraggio dell’inquinamento da polveri fini ed ultrafini per la demolizione del Ponte Morandi.

Le concentrazioni di PM10 e PM2,5  misurate in continuo (ogni 5 minuti, sul cellulare) da 4 centraline sui balconi, saranno visibili in tempo reale sul sito http://www.cheariatira.it/genova/ .

E’ iniziativa  della rete indipendente “Che aria tira” composta da 130 centraline in 46 Comuni, 16 Province, 7 Regioni. Dopo l’evento spettacolare del 28 giugno. La rete “popolare” sarà modificata per continuare a monitorare i cantieri, contemporaneamente impegnati a frantumare le macerie del vecchio ponte, stimate in diverse migliaia di tonnellate. Clicca qui.

Tutti assolti anche in Appello per l’amianto dell’Alfa Romeo.

Nessuna condanna per ex vertici ed ex manager di Fiat, Alfa Romeo e Lancia, imputati per una quindicina di casi di operai morti per forme tumorali provocate dall’esposizione all’amianto negli stabilimenti dell’Alfa Romeo di Arese. L’assoluzione è in linea con tutti gli altri verdetti di giudici e corti milanesi, da Pirelli a Falck, dalla Breda alla Franco Tosi all’Enel di Turbigo ecc.

Schmidheiny condannato per omicidio colposo.

A Torino 4 anni di reclusione e 15mila euro di risarcimento per i due lavoratori morti d’amianto: sono una condanna “mite“. Sperando che addirittura non faccia la fine delle precedenti negli appelli. Dopo la scandalosa assoluzione per prescrizione in Cassazione, e lo spezzettamento in filoni,  restano aperti altri tre processi a Vercelli per omicidio volontario, Reggio Emilia e Napoli. Clicca qui Il Fatto Quotidiano.

Indice della salute Sole24Ore: maglia nera a Rieti, Alessandria e Rovigo.

Tra 107, Bolzano è la provincia più “sana” d’Italia, seguita da Pescara, Nuoro e Sassari. Milano, Cagliari e Firenze sono le uniche grandi città nella top ten. Alessandria è la peggiore per “mortalità per tumori” con un quoziente di 20,18 ogni 1.000 abitanti.  La CIA Agricoltori Italiani di Alessandria si rivolge preoccupata  agli Amministratori  (clicca qui) per stimolarli alla bonifica dell’amianto di Casale Monferrato ma sottovaluta la realtà del polo chimico di Spinetta Marengo (Fraschetta).

Il nuovo processo amianto Eternit.


 L’impunito disastro sanitario rappresenta  il disastro della Giustizia italiana: leggi “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia. 

Eternit bis. Schmidheiny a processo per la morte di 392 persone a Casale Monferrato e dintorni.  Soltanto una parte delle vittime aveva lavorato nello stabilimento.  Come Napoli, anche la procura di Vercelli ritiene che il reato sia di omicidio volontario. Nel primo processo  la condanna a Schmidheiny, in primo e secondo grado, era stata scandalosamente spazzata poi dalla prescrizione pronunciata in Cassazione.

Clicca qui Silvana Mossano.

Diverse tesi scientifiche: così per i giudici diventa difficile individuare i responsabili: clicca Manuela Gatti e Ambra Orengo.

Basta! L’Ilva va chiusa. Manifestazione il 4 maggio a Taranto.

Il tradimento dei Cinquestelle contestato ai ministri Di Maio (Mise), Grillo (Salute) e Costa (Ambiente)  al tavolo di confronto governo/associazioni .

Clicca qui il video con  Massimo Battista e Michele Riondino rappresentanti dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”

Clicca qui il video con Alessandro Marescotti  presidente dell'”Associazione PeaceLink

Con la gestione Arcelor Mittal c’è più inquinamento di prima. Clicca qui i dati.

Primo Maggio a Taranto. Corteo e concerto autofinanziati da “Comitato cittadini  e lavoratori liberi e pensanti”.  Sul palco Movimenti e Artisti di tutta Italia. Michele Riondino: i Cinquestelle ci hanno sedotti e abbandonati. Se si vuole conciliare la salute con il lavoro: bisogna chiudere l’Ilva.  Clicca qui Maria Teresa Totaro (Il Fatto).

Osservatorio nazionale amianto: +500% di tumori tra i lavoratori Ilva. Clicca qui.

Fibronit di Broni: una delle tragedie del lavoro dimenticate.

Per numero di vittime amianto il processo è secondo solo a quello della Eternit di Casale Monferrato. 433 i morti per mesotelioma pleurico e asbestosi, e il numero continua ad aumentare. 90 vittime risarcite: con cifre irrisorie. La sentenza d’appello ha abbassato il reato da disastro doloso a colposo: irrisoria  la prescrivibile condanna per i 2 imputati. Soddisfatti solo gli avvocati accusa/difesa, come al solito.  Clicca qui.

Esposto contro l’uso della dinamite per il ponte Morandi a Genova.

Il  Comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ ha presentato in Procura un esposto-denuncia sul potenziale rischio amianto e presenza di polveri nocive legato al crollo del ponte e chiesto «la valutazione del rischio e procedure rigorose per i lavori di abbattimento dei tronconi rimasti e delle abitazioni sottostanti per evitare altre aerodispersioni e dunque l’aggravio di una situazione già di per sé drammatica, dovuta anche all’utilizzo del minerale nelle aree portuali e industriali nella città di Genova».