Privatizzazione idrica a go go.

Secondo  il Consiglio Nazionale dei Geologi, la riforma del settore idrico contenuta nel Pnrr nei fatti prepara la definitiva privatizzazione del servizio: ll Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) prevede investimenti per ‘garantire la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l’intero ciclo e il miglioramento della qualità ambientale delle acque interne e marittime’. Ma la cosiddetta riforma del settore idrico contenuta nel Pnrr, pur presentandosi come un rafforzamento della governance, nei fatti prepara la definitiva privatizzazione del servizio idrico attraverso la conquista del Sud Italia da parte delle società multiutility del centro nord. Insomma, si tratta di un rilancio dei processi di privatizzazione centrato sull’allargamento del territorio di competenza di alcune grandi aziende multiservizio quotate in Borsa che gestiscono i fondamentali servizi pubblici a rete come acqua, rifiuti, luce e gas. Mentre invece dovrebbe essere prioritario approvare una legge attuativa dell’esito referendario del 2011”.

La finta transizione energetica di Civitavecchia.

Dove il governo intende passare da combustibile fossile a… combustibile fossile, “riconvertire”  cioè le  centrali a carbone in centrali a gas. A ruota ci sono anche gli analoghi progetti per Brindisi, Fusina e La Spezia. La cittadinanza di Civitavecchia si ribella con il progetto Porto Bene Comune: un’idea all’avanguardia che trasforma l’intera area portuale di Civitavecchia in un’isola energetica territoriale a emissioni zero attraverso impianti fotovoltaici, un off shore eolico e l’utilizzo dell’idrogeno verde per lo stoccaggio, con la creazione di centinaia di posti di lavoro ma soprattutto tutelando la qualità dell’aria e il contenimento dell’attuale tasso vertiginoso di malattie riconducibili all’inquinamento.

Genova: documento su errori e proposte in pandemia.

Non è andato tutto bene: 10 errori.  E 10 proposte per una Sanità pubblica, gratuita, adeguata ai bisogni dei cittadini e dei territori alla luce dell’esperienza del Covid-19 a Genova. Clicca qui. Allegato anche breve  bilancio sanitario a Genova e in Liguria al tempo della pandemia: la salute è trattata come  una merce e  un privilegio per pochi, invece è un Bene Comune.

2021 No Tav: di lotta e libertà.

I punti di partenza per questo nuovo anno sono la liberazione della Val Clarea dalle truppe di occupazione e da Telt, la salvaguardia del territorio di San Didero dagli eventuali lavori di costruzione del nuovo autoporto, la lotta per la libertà di dissenso e contro la repressione.  Lo sguardo è  rivolto anche a territori e bisogni distanti geograficamente a noi ma così vicini nelle mancanze, in un momento tanto delicato come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia e di questo sistema sociale ed economico che continua insensatamente a foraggiare le lobby del tondino e del cemento a discapito del bene collettivo. Clicca qui il calendario delle prossime iniziative.

L’acqua è un diritto essenziale e inalienabile.

Che deve passare attraverso una trasparente e ‘reale’ gestione pubblica. Invece, nonostante l’esito del Referendum abrogativo del 2011 che decretò la vittoria del sì per una gestione dell’acqua pubblica, siamo ancora costretti a rivendicare istanze che mettano in luce il fatto che l’acqua non può, e non deve, essere considerata una merce sulla quale privati possono lucrare. Per fare il punto della situazione è stato promosso un Convegno nazionale: clicca qui.

Virus: o la Borsa o la vita.

Il conflitto è sempre quello, tra la Borsa (con la maiuscola) e la vita (con la minuscola)tra un’economia del profitto dove tutto è sacrificabile agli interessi di multinazionali e lobby finanziarie e una società che costruisca su diritti, beni comuni, natura e relazioni, un’alternativa socialista che garantisca un futuro degno a tutte le persone. Clicca qui la posizione di Attac.

La caporetto dei Cinquestelle. Marco Travaglio vs Beppe Grillo e la Democrazia diretta.

Avevo identificato la caporetto dei Cinquestelle come una conseguenza del  “tradimento” dell’alleanza programmatica con i Movimenti ecopacifisti, ovvero dell’immolazione della “Democrazia diretta”  sull’altare della “Democrazia rappresentativa”. In loro difesa, Travaglio non convince: “Caro Lino, capisco tutto. Ma forse ti è sfuggito che i 5Stelle nell’estate del 2019 hanno votato in Parlamento il Tav, ovviamente da soli, anche al costo di far saltare il governo con la Lega. E purtroppo hanno perso”. Con questa debole posizione Travaglio dimostra di non conoscere o riconoscere il fondamentale pezzo di Storia patria scritto dai Movimenti tramite la prassi della Democrazia diretta, dimostra il limite di un (ottimo) notista della Politica rappresentata esclusivamente dai Partiti, come se la Politica si esaurisse nell’intermittente rapporto fra eletti ed elettori, come se tanta costante sostanza della Politica non la facessimo noi dei Movimenti fuori dai Partiti, anche influenzando le stesse votazioni. Va da sé che Travaglio, all’autocritica di Beppe Grillo“Non credo più nella rappresentanza parlamentare, preferisco la democrazia diretta che è la sua evoluzione”, rischia di fare la caricatura. Travaglio dunque merita una replica: clicca qui.  

Avevamo annunciato la caporetto dei Cinquestelle.

Come avevamo avvertito, la caporetto dei Cinquestelle è già evidente nei territori dove il tradimento degli impegni ecopacifisti (Tav Valsusa, Tav Terzo Valico, TAP, ILVA, PFAS, Acqua pubblica, F35 ecc.) ha direttamente gelato la pelle delle popolazioni, e si estenderà a tutto il territorio nazionale. Il M5S  dalla “alleanza con nessuno”, disinvolto e repentino è passato tra il lusco e il brusco alla “alleanza con chiunque”, a prescindere dai temi identitari ossia dall’alleanza con chi l’aveva votato. Non guardando più in faccia l’interlocutore ecopacifista, ha dato di sé una immagine non sincera e non sicura, inaffidabile anzi traditrice. Appunto: tra il lusco e il brusco. Ora la questione grillina sembra diventare: “sì o no ad una intesa stabile con il PD?”. Assieme al  PD,  resuscitato l’anno scorso dal miracolo di quel genio di Salvini, arroccarsi al governo infatti garantirebbe il più a lungo possibile i posti in parlamento che le prossime elezioni taglieranno per effetto del referendum ma soprattutto del consenso. “La questione grillina” è invece un problema di contenuti, di alleanze, sì, ma di alleanza con quel mondo dei Beni Comuni che  credette di aver finalmente identificato i propri temi con quelli del movimento di Grillo. Insomma la sopravvivenza è la questione del recupero di una identità.

Toti uguale Cirio uguale Fontana.

Fase 3. Sarebbe tempo di sovvertire le attuali priorità economiche neo-liberiste e portare al centro la fondamentale importanza del benessere sociale e la centralità delle relazioni sociali e delle comunità. La salute come “bene comune” al centro dell’attenzione, se imposto come priorità ai Governi, potrebbe essere l’occasione per riportare al centro altri “beni comuni” dimenticati dalla rincorsa alla crescita economica.  Clicca qui la riflessione dei medici dell’Ecoistituto RE-GE.

Le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai Cinquestelle.

A proposito delle contestazioni del Forum contro Grillo a Genova,  non intervengo a difesa di Beppe Grillo (eppure al quale sono personalmente legato) o del movimento Cinquestelle (eppure al quale fui esternamente partecipe e resto simpatizzante), ma per evidenziare che le responsabilità del Forum dei Movimenti dell’Acqua (eppure dei quali fui tra i primi attivisti) non sono, nei confronti del popolo italiano, minori di quelle attribuite ai grillini, giustamente attribuite: l’appannamento della stella dell’acqua pubblica. Due sono infatti le imputazioni al gruppo dirigente romano  dei  Movimenti  dell’acqua. Ieri, il un ruolo determinante nella sconfitta epocale del Movimenti ecopacifisti italiani. Oggi, la latitanza sull’inquinamento delle falde acquifere e dei fiumi, in particolare rispetto all’emergenza ecosanitaria dei PFOA/PFAS in Piemonte (Solvay di Spinetta Marengo) e Veneto (Miteni di Trissino).   [continua]

Firma day nazionale per i beni comuni.

A promuoverlo sono il Comitato Rodotà e Generazioni Future. Clicca qui.  La raccolta firme è sulla Proposta di Legge d’Iniziativa Popolare “Disegno Legge Delega Commissione Rodotà Beni Comuni, Sociali e Sovrani”. che intende ergersi a difesa dei Beni Comuni secondo lo spirito e le indicazioni che hanno animato i lavori della Commissione Rodotà. Clicca qui

Mattarella, è suo dovere costituzionale chiedere al parlamento il rispetto del referendum sull’acqua.

La prima stella dei pentastellati era la gestione pubblica dell’acqua che, insieme all’aria, è il bene comune più fondamentale che abbiamo: talmente importante che è stata collocata al primo posto nel ‘Contratto’ di governo. Fin da subito infatti i Cinque stelle hanno introdotto nella Commissione Ambiente della Camera la Legge di iniziativa popolare (a suo tempo aveva avuto quattrocentomila firme) che prevede la ripubblicizzazione dell’acqua tramite un Ente di Diritto Pubblico, come l’Azienda Speciale. Tutto questo in obbedienza al Referendum del 2011 che aveva deciso che l’acqua doveva uscire dal mercato e che non si poteva fare profitto sull’acqua. Lo stesso Presidente della Camera, Roberto Fico aveva affermato che legava la sua Presidenza della Camera alla Legge sull’acqua. E poi? Poi comportamenti ambigui e traditori, mentre quello del PD è vergognoso. Tra i battimani di Lega e dei media, gioiscono le multinazionali dell’acqua e il grande business. (Continua  “La prima stella  cadente” di Alex Zanotelli)

Clicca anche il video “Ad eccezione di Napoli anche in Campania l’acqua si vende due volte”

I cinquestelle garantiscono per l’acqua pubblica.

La replica al Forum: i nostri emendamenti rispondono al voto referendario,  aggiornano e arricchiscono un testo di 12 anni fa come proposta di legge di iniziativa popolare, assicurano un passaggio alla esclusiva gestione pubblica efficace e con giusta gradualità, mantenendo i livelli occupazionali.

Proposta di legge Rodotà: si faccia decidere al Popolo dei Beni Comuni.

Dopo la spaccatura fra “giuristi” e fra “sigle” se avviare una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare basata sul testo scaturito dieci anni fa dalla Commissione Rodotà. Si apra infine una consultazione popolare via web affinché sia il popolo dei beni comuni a decidere. La Rete Ambientalista mette a disposizione i propri mezzi. I termini della discussione sono ormai noti. Li riproponiamo:
clicca qui “La proposta Rodotà è ancora valida?”
clicca qui “Sui beni comuni la bussola resta la Commissione Rodotà”
clicca qui. “Al via i banchetti per la raccolta di un milione di firme.”
clicca qui. “La proposta di legge è pericolosa”
clicca qui. “Ma per favore…”
clicca qui. “Limiti e riserve sul metodo e sul merito”
clicca qui. “Una questione di metodo e tre di merito”
Il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”: si eviti l’epilogo della diaspora post referendum del 2011 che è descritta da pag. 41 su “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza: clicca qui la sconfitta epocale.

Una legge per un modello pubblico e partecipativo di gestione dell’acqua.

L’unica grande opera che vogliamo è la ristrutturazione delle reti idriche. Clicca qui l’appello e il programma dell’iniziativa a Roma il 23 febbraio presso il Millepiani Coworking (Via Nicolo Odero, 13) dalle 10.30 alle 17.00.
Clicca qui La tariffa dell’acqua è una truffa? di Paola Ceretto

Proposta di legge di iniziativa popolare per i beni comuni.

Al via i banchetti per la raccolta di un milione di firme: clicca qui.
Però non tutti sono d’accordo: “La proposta di legge è pericolosa”, clicca qui.
Aspra la replica: “Ma per favore…” clicca qui.
Che non convince il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua: clicca qui.
Anche Attac Italia non aderisce: clicca qui.Insomma si ripete la diaspora post referendum del 2011 che è descritta da pag. 41 su “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza: clicca qui la sconfitta epocale.

Coordinamento Nazionale Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Il report della riunione (clicca qui): campagna a sostegno della legge per l’acqua e iniziativa nazionale del 23 febbraio a Roma “Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili”; valutazione su campagna di raccolta firme su legge d’iniziativa popolare sui beni comuni; risorse e autofinanziamento del Forum Acqua.

I sindacati contro la legge sull’acqua pubblica: dalla parte dei padroni.

Cgil Cisl Uil hanno avviato la procedura e poi indetto lo sciopero il 17 dicembre per contrastare la legge per l’acqua pubblica in discussione alla Camera dei Deputati. Provvedimento, come è noto, che nasce dalla legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua col sostegno di oltre 400mila cittadini e poi nuovamente depositato nella scorsa legislatura con il l’intergruppo per l’acqua bene comune composto da 200 parlamentari di diversa estrazione politica. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua esprime indignato stupore: clicca qui. 

7° anniversario del referendum antinucleare e per l’acqua bene comune.

A Cremona assemblea nazionale dei Comitati antinucleare
Clicca qui il commento del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Diverso il commento (clicca qui lo stralcio) contenuto nel libro “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

 
 

NO al bonus privatizzazioni dell’acqua pubblica.

La norma è inserita nella legge di stabilità con cui si premiano gli Enti Locali che privatizzano, permettendo loro di utilizzare i proventi delle alienazioni per coprire mutui e prestiti, ovvero ripianare il debito. E’ un vero e proprio ricatto nei confronti degli Enti Locali oramai strangolati dai tagli, spinti a privatizzare e mercificare i beni comuni. Con questa norma si prova ad eludere l’esito dei referendum del 2011.

Acqua bene comune. Assemblea pubblica regionale a Bari.

I nostri territori sono sempre più sotto attacco da parte di multinazionali e grandi speculatori che, pur di incrementare i propri profitti – e con la compiacenza, se non la complicità, di chi occupa posti di potere nelle istituzioni – rubano risorse, si appropriano dei beni comuni, devastano l’ambiente e la nostra salute. (continua)