“Nel sangue ho PFOA 8 volte superiore al limite TLV”.

Alberto Maffiotti Arpa di Alessandria.

Il PFOA nel sangue dei lavoratori della Solvay di Spinetta Marengo: stiamo continuando a ripetere. Non è una supposizione. E’ documentato da tempo. Carta canta: clicca qui e clicca qui. Riproduciamo (clicca qui) anche questa testimonianza (firmata). Aggiungiamo che questo lavoratore è stato risarcito dalla Corte di Assise con (risibili) 10mila euro, ma senza considerare il PFOA (assente nel capo di imputazione). Aggiungiamo che, fin dal 2008, i lavoratori hanno presentato esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria, riprodotti anche nei nostri innumerevoli esposti: clicca qui quello del 2009 (precisiamo che  l’allora responsabile Arpa è l’attuale).      

L’Arpa di Alessandria senza olfatto.

Aria impestata. Se la prendono con Solvay cittadini, Legambiente  Movimento di lotta Maccacaro, ma l’Arpa non ci sente: carente di udito e anche di olfatto, come sempre priva di parola. L’ASL invece, è noto, è acronimo di Assenza Senza Limiti.  Clicca qui Claudio Lombardi, ex assessore all’ambiente del comune di Alessandria.  

Il mistero del Pfoa che in USA e Veneto è letale e in Piemonte no.

I giornali si interrogano. Il Pfoa nella falda sottostante lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo ha concentrazioni enormi  di centinaia di microgrammi/litro. Per il Veneto è una emergenza nazionale affrontata tanto dalla Regione che dal Governo per le conseguenze sanitarie subìte da centinaia di migliaia di persone.  Per il direttore dell’Arpa, Alberto Maffiotti, invece, si tratta di un allarme  ingiustificato in quanto considera i Pfoa  “solo interferenti endocrini dagli effetti dubbi ma non si sa se siano causa di cancro o di altre malattie mortali”.  Tanto è tranquillo che affida i monitoraggi di controllo… alla stessa Solvay. L’Asl, da parte sua, non rende pubbliche le analisi del Pfoa nel sangue dei lavoratori. Nulla si sa degli esposti alla Procura della Repubblica che abbiamo ripetuto più volte negli ultimi dieci anni. Dopo la nostra denuncia in prima nazionale, Solvay ha finalmente eliminato il Pfoa  ma l’ha sostituito con C6O4 senza garanzie preventive. Gli scarichi Pfas vanno da Bormida al Tanaro al Po passando per il Veneto. E’ stupefacente l’affermazione di Maffiotti: “non si sa se i Pfoa siano causa di cancro o altre malattie mortali”. Come fa un direttore di Arpa a non conoscere  quanto meno dal 2018 che il Centers for Disease Control, una delle agenzie per la salute pubblica USA, aveva appurato che l’esposizione ai perfluorurati può aumentare il rischio di cancro, quello di incorrere in malattie che compromettono il sistema immunitario, rischia di diminuire la fertilità femminile e di alzare i livelli di colesterolo oltre a limitare lo sviluppo mentale e fisico dei bambini? Tant’è che l’Environmental Working Group supportato dal Northeastern University’s Social Science Environmental Health Research Institute ha lanciato un allarme per circa 19 milioni di persone negli stati Uniti. Tant’è che, a febbraio 2019, l’Environmental Protection Agency (EPA) aveva annunciato il proprio piano d’azione per contrastare la diffusione dei PFAS sul suolo americano. Come fa Maffiotti a non conoscere?

Clicca qui Silvana Mossano.

Il mistero dei pozzi con solventi cento volte oltre i limiti di legge.

I giornali si interrogano. I solventi clorurati (cloroformio, tetracloroetilene, benzene eccetera)  sono gli stessi della falda sottostante lo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo, a pochi chilometri dal Basso Pieve di Novi Ligure, gli stessi inquinanti per i quali è stata condannata anche in appello la multinazionale belga per disastro ambientale. Il direttore dell’Arpa, Alberto Maffiotti, brancola nel buio: non riusciamo a far luce su questo fenomeno che si spinge verso la città di Novi, il problema è di qualità di acqua di falda che potrebbe riflettersi sui corsi d’acqua.  Clicca qui Gino Fortunato

Solvay inquina grazie a complicità e connivenze.

Assai pochi, fra i nostri 23mila utenti della Rete ambientalista, conoscono l’esistenza de Il Piccolo di Alessandria. Anche gli alessandrini lo conoscono sempre meno. Soffocate le valide eccezioni in redazione, appare il tipico esemplare -da manuale- di disinformazione e censura giornalistica. Non è sempre stato così in tempi lontani. Guardiamo al futuro: al vaglio il nuovo direttore. Chi non crede, legga attentamente questa pagina del bisettimanale che (pur non presente!) riferisce del convegno nazionale sul PFOA organizzato da Legambiente, Pro Natura e Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro. Dalla lettura, noterà che il Movimento non è neppure citato: come se Lino Balza – il primo in Italia nel 2008 a denunciare i danni del PFOA! – non avesse svolto una relazione con tanto di video. Lo scopo della censura allo “J’accuse” è omettere le documentate denunce di connivenza e complicità con l’inquinatore Solvay/Spinetta Marengo rivolte agli amministratori di comune, provincia e regione, ai funzionari asl e arpa, ai sindacalisti, ai magistrati E ai giornalisti che hanno anche loro sulla coscienza morti e ammalati. Di seguito, forniamo le prove e i nomi.
Clicca qui la pagina di disinformazione e censura de Il Piccolo.
Clicca la relazione di Lino Balza, in video e trascrizione: Pfoa: rischi per la salute nel territorio di Alessandria.
Clicca le responsabilità dei magistrati: Pietra tombale su Ambiente e Vittime di Montedison/Solvay. Clicca qui come Il Piccolo censura il comunicato stampa.
Clicca Catastrofe ecosanitaria Solvay: le responsabilità dei giornalisti. che si nascondono dietro l’Arpa.
Per la censura sulla falsa bonifica clicca: Per l’ecocrimine di Spinetta il ministro Costa disponga l’intervento come per Bussi. Lo rivendichino i responsabili politici e amministrativi di Alessandria.

E’ il quarto allarme che nel mese lanciamo per la Solvay di Spinetta Marengo.

Rottura di un serbatoio all’impianto Monomeri della Solvay di Spinetta Marengo. Grosso sversamento in Bormida di acido fluoridrico non neutralizzabile dall’impianto di depurazione .
Finalmente gli organi di informazione l’hanno recepito: è il nostro quarto allarme del mese di gennaio. Segno che la manutenzione preventiva , dunque la sicurezza ambientale, viene sacrificata sull’altare della produzione. Quanto potrà durare tale situazione prima che si verifichino incidenti catastrofici? L’Arpa indaga, si muove solo dopo i nostri calci negli stinchi.

Pfoa: rischi per la salute nel territorio di Alessandria.

La trascrizione della relazione di Balza:
“Carta canta. Questa che ho in mano è la denuncia presentata alla Procura di Alessandria, a firma Barbara Tartaglione e Lino Balza. Denunciamo gli estremi di reato in cui incorrono le Autorità di Alessandria e del Piemonte (comune, provincia, regione, asl, arpa preposte alla tutela della salute pubblica per i loro comportamenti difformi dalle Omologhe del Veneto, pur in presenza di condizioni ambientali e sanitarie del tutto coincidenti. Provocate cioè dagli inquinamenti PFOA di Miteni a Trissino e da Solvay a Spinetta Marengo.” (continua)

Clicca qui Agora Magazine “Alessandria – “Rete ambientalista in Procura per l’inquinamento” resoconto convegno di ieri”

Legambiente capofila nell’emergenza Pfoa: come affrontarla.

 

Al convegno di Alessandria del 19 gennaio presenti per Legambiente il presidente nazionale Giorgio Zampetti con Fabio Dovana e Piergiorgio Boscagin presidenti piemontesi e veneti. Sotto la lente di ingrandimento i rischi per la salute nel territorio di Alessandria. (clicca qui il comunicato stampa). Sotto accusa Regione, Comune, Asl, Arpa, Provincia, Sindacati e la stessa Magistratura (clicca qui l’esposto denuncia). Come affrontare l’emergenza nazionale.

Infatti il Pfoa, perfluoroalchilico cancerogeno e interferente endocrino, è stato da anni scaricato dalla Solvay di Spinetta Marengo e si è propagato nell’ambiente e nelle falde acquifere defluendo attraverso Bormida e Tanaro fino ad inquinare le acque del Po. E’ arrivato ai prodotti alimentari e al corpo delle persone: è presente nel sangue dei lavoratori del Polo Chimico e presumibilmente dei cittadini di Alessandria. Con la collusione delle inerti Autorità pubbliche.

Riflettori puntati sull’inquinamento da pfoa. Occhi bendati in Piemonte.

Metterli al bando e imporre vincoli nazionali: 14mila cittadini italiani al governo attraverso una nuova petizione Legambiente e Coordinamento Acqua Libera dai Pfas consegnata al ministro dell’Ambiente Sergio Costa. La Regione Veneto è l’unica in Italia ad aver fissato dei limiti a queste sostanze nelle acque potabili. Ma la presenza dei Pfas interessa l’intero territorio nazionale e le Agenzie regionali protezione Ambiente di Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Sicilia e Umbria stanno effettuando dei monitoraggi mirati. Clamorosa l’assenza della Regione Piemonte malgrado da decenni la Solvay di Spinetta Marengo (AL) abbia sversato Pfoa (oggi C6O4) dal Bormida all’Adriatico, e malgrado le nostre denunce.

Imbarazzanti comportamenti dell’Arpa di Alessandria.

Nella sua replica (clicca qui) Alberto Maffiotti ha fatto una dichiarazione gravissima per un direttore dell’Arpa. Ha scritto: “ Per quanto riguarda la pubblicazione o meno di dati inerenti il processo [Solvay] mi dispiace ma dopo richiesta per la divulgazione il PM non ha acconsentito. Il sottoscritto non può divulgare atti che sono stati richiesti dalla magistratura ,atti che a quanto mi consta sono stati negati anche a Medicina Democratica dallo stesso magistrato”. Non è così. Il PM Ghio ha chiesto al tribunale di Appello di Torino di depositare agli atti le aggiornate analisi dell’Arpa dalle quali risulta il perdurare di una grave situazione ecosanitaria nella Fraschetta causata dalla Solvay. La Solvay, ovviamente, si è opposta a inserire nuova documentazione agli atti, minacciando una espansione del processo. Il tribunale ha deciso di non acquisire agli atti le nuove analisi dell’Arpa. Come Medicina democratica, abbiamo così chiesto al PM Ghio copia del documento Arpa. Il PM ci ha risposto di non poterlo ricevere dal tribunale di Torino, dunque di richiederlo direttamente all’Arpa. Così Barbara Tartaglione ha ripetutamente e inutilmente fatto. NON E’ AMMISSIBILE CHE L’ARPA (COI SOLDI PUBBLICI) FACCIA DELLE ANALISI E LE TENGA SEGRETE, QUANDO SOPRATTUTO ESSE CONTENGANO DATI ALLARMANTI PER LA POPOLAZIONE CHE HA TUTTO IL DIRITTO DI CONOSCERE. MAFFIOTTI HA IL DOVERE ISTITUZIONALE, PRIMA ANCORA CHE MORALE, DI RENDERE PUBBLICI QUEI DATI. ALTRIMENTI ANCHE NOI LO ACCUSIAMO DI OMERTA’”. Stesso discorso vale per il PFOA della Solvay, ma questo è un altro imbarazzante capitolo (imbarazzante per Maffiotti). A tacere della fuga di gas del 1° agosto Anche in questo caso, strana coincidenza, è sempre Solvay in ballo. Che l’azienda belga sia solo sotto la nostra lente di ingrandimento? A nostra domanda Maffiotti non risponde: il PFIB è un gas pesante, più pesante dell’aria, che non è uscito da un camino alto 40m ma dal basso, che per arrivare ad un chilometro di distanza fra le abitazioni doveva necessariamente essere in concentrazioni spaventose in altre zone più vicine al punto di emissione e che ARPA NON PUÒ NON CONOSCERE!!!! ARPA non può controllare durante le emergenze ma solo quando terminano, campiona SOLO gas diluiti. Lo denunci, Maffiotti, altro che tranquillizzare.

Ennesima fuga di gas dallo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo. Solvay querelerà per diffamazione a mezzo stampa?

Per l’ennesima volta enti locali ed Arpa non sono stati avvertiti nonostante sia stata data l’Allerta di Stabilimento. Ricorrenti le denunce da parte della Sezione di Medicina democratica che definisce gravissimi questi eventi per una azienda ad alto rischio chimico. Interviene sui giornali anche l’ex assessore ambiente Claudio Lombardi: “La centralina Solvay di via del Ferraio a Spinetta ha segnalato la presenza di PFIB (Perfluoroisobutene) in concentrazione di circa 5 microgrammi/m3, anche se è ad una notevole distanza dallo stabilimento: ci chiediamo quale sarà stata la concentrazione misurata all’interno e nelle immediate adiacenze dello stesso. Le fughe di tale pericolosissimo gas non devono tassativamente avvenire: ne va della salute di lavoratori e cittadini. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) prescrive che il monitoraggio venga effettuato dall’ente pubblico e non da Solvay (il controllato non deve essere controllante) e nel punto di maggior ricaduta dei gas inquinante come fu fatto realizzare dal Comune nel 2016 per quanto riguarda acido cloridrico e fluoridrico ”. L’azienda come sempre ha definito l’incidente “un episodio limitato sia nel tempo che nella consistenza”. Per un “episodio” del genere, segnalato dalla Sezione di Livorno, Solvay ha denunciato Medicina democratica per diffamazione a mezzo stampa.

Il GenX, sostituto del Pfas, è arrivato nelle falde venete di Trissino. Nelle falde piemontesi di Spinetta Marengo cosa è stato del sostituto del Pfoa?

Acqua in bocca dell’ARPA di Alessandria per Solvay. Invece in Veneto siamo al sesto Rapporto sull’andamento del Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta a Pfas diffuso dalla Direzione Prevenzione della Regione: già accertate i veleni nel sangue di ottomila persone. (Clicca qui). Non solo, perchè colesterolo e pfas dimostrano di possedere uno stretto legame (Clicca qui). Perché si grida allo scandalo – polemizza Vincenzo Cordiano – per il GenX immesso dalla Miteni? Era stato autorizzato dalle amministrazioni (Clicca qui). In America la DuPont è stata costretta ad un risarcimento di 670milioni di dollari per 3.500 persone che, a causa del GenX, hanno subìto danni come cancro ai reni, cancro ai testicoli, colite ulcerosa ecc. L’azienda aveva scaricato la sostanza chimica dal sua impianto a Parkersburg, Virginia occidentale, nell’aria e nel corso dell’acqua lungo il fiume Ohio (Clicca qui).

Non esiste il reato di dolo nel codice penale italiano?

Per l’ennesima volta parrebbe di no (cfr. Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza), considerata la sentenza del processo per l’omessa bonifica del Sito di interesse nazionale di Bagnoli, conclusosi con 6 condanne per disastro ambientale colposo e non doloso, dunque con pene fino a 4 anni, ovviamente nell’ombra della prescrizione. Già prescritto il reato di traffico illecito di rifiuti. Per la omessa anzi peggiorata bonifica e la truffa sono morti e stanno ammalandosi gli abitanti mentre il danno erariale è stato di oltre 100 milioni. Tra i “colpevoli”: amministratori PD e Arpa. Occorre cominciare da capo la bonifica sbandierata da Renzi: commenta il Comitato di Bagnoli.

Alessandria: fuga di gas alla Solvay, gli ecologisti lanciano l’allarme

La Solvay come sempre non avverte le autorità, smascherata come sempre minimizza, l’Arpa come sempre interviene quando il gas si è disperso e come sempre minimizza. Senza le nostre immediate denunce l’opinione pubblica non saprebbe niente.
Clicca qui La Repubblica “Alessandria: fuga di gas alla Solvay, gli ecologisti lanciano l’allarme”
Clicca qui Alessandriaoggi “Fuga di gas alla Solvay, ma i pompieri non si muovono”
Clicca qui Quotidiano Piemontese “Lieve fuoriuscita di gas alla Solvay di Spinetta”
Clicca qui Ansa “Lieve fuoriuscita di gas alla Solvay di Spinetta”
Clicca qui Geos News “Lieve fuoriuscita di gas alla Solvay di Spinetta”
Clicca qui Libero 24×7 “Lieve fuoriuscita di gas alla Solvay di Spinetta”
Clicca qui Goodmorning News “Alessandria: fuga di gas alla Solvay, gli ecologisti lanciano l’allarme”
Clicca qui News 24 ore su 24 “Alessandria: fuga di gas alla Solvay, gli ecologisti lanciano l’allarme”
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Clicca qui Radiogold “Fuoriuscita di gas alla Solvay”
Clicca qui Il Piccolo “Polo chimico: fuoriuscita di gas in zona algofrene. I rilievi dell’Arpa”.

I rifiuti interrati ad Arquata Scrivia…”rifiutati” dall’ndrangheta.

Dalle intercettazioni emerge che il sito era in vendita per 1 euro, ovvero alle cosche veniva affidato lo smaltimento illegale dei bidoni tossici a ridosso del fiume Scrivia. Qui essi giacciono interrati, mai bonificati, neppure monitorati da Asl e Arpa, dal 2008 quando lo stabilimento chimico ICS ex Subalpina fu chiuso.
Clicca qui Il Piccolo “Intercettazioni occhi della malavita e bidoni interrati”.

Inquinamento PFAS: il Piemonte se ne lava le mani mentre il Veneto -giustamente- si scontra con il governo.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2a439d68-c6f5-43de-a95f-bbf7c1de33de.html#p=0

Si attendono ad Alessandria le azioni dei neo procuratori capo e aggiunto Mario D’Onofrio e Tiziano Masini, dopo la nuova denuncia di Medicina Democratica (clicca qui): l’ennesima dal 2008 (clicca qui un video degli scarichi in Bormida). SPRESAL misura a valle di Solvay di Spinetta Marengo addirittura 30 mg/l di PFOA mentre ARPA (intervista a Rai: clicca qui) dichiara indenne (per ora?) l’acquedotto a monte. Solvay privatamente misura e secreta valori abnormi di PFOA nel sangue dei lavoratori, le istituzioni in Veneto procedono al “lavaggio del sangue” mentre in Alessandria neppure stanno facendo screening: né ai lavoratori né ai cittadini. E il sangue contaminato dei donatori? A verbale inascoltati i dissensi dell’assessore all’ecologia Claudio Lombardi verso ASL e ARPA, clicca qui). Così Solvay non pagherà né i danni all’ambiente e alle persone né la bonifica. Presto un Convegno nazionale ad Alessandria.
Clicca qui le dichiarazioni di Lino Balza a RAI.
Clicca qui il comunicato stampa della Regione Veneto.
Clicca qui Andrea Zambenedetti “Acqua contaminata, scontro Veneto-governo”
Cicca qui Il Fatto Quotidiano “Lo scontro: l’Italia rinuncia ad una legge per limitare i veleni da Pfas”
Clicca qui Andrea Tornago “Miteni rischia un conto da un miliardo”
Clicca qui Corriereal “Inquinamento PFOA: scarsa attenzione degli organi di informazione locale”
Clicca qui Pennatagliente “Inquinamento PFAS: il Piemonte se ne lava le mani mentre il Veneto -giustamente- si scontra con il governo”

In Sardegna, animali deformi e sterminati, colture avvelenate dalla fluorite della Fluorsid di Assemini.

Non era sabbia del Sahara confusa dall’Arpa, bensì di fluorite quel polverone bianco che copre i pascoli delle greggi: sembra di essere sulla luna. L’indagine del Corpo forestale ha scoperto quattro discariche clandestine accanto a discariche di fanghi tossici e amianto, veleni nel canale che sfocia nell’oasi faunistica di Santa Gilla, i fenicotteri sono fuggiti, latte e cozze e vongole sono invendibili, le serre smantellate. C’è perfino traccia di fluorosilicato, capace di procurare morte immediata. Nove gli indagati, sette gli arresti. Continua

Non votate Rita Rossa. Perché.

Perché, nell’intervista a La Stampa (l’ultima ai candidati sindaci delle otto in programma) si è confermata degna vincitrice del Premio Attila 2016. In quanto, pur consapevole che la questione Fraschetta è l’emergenza ambientale e sanitaria più importante per Alessandria, pur a conoscenza delle proposte concrete e particolareggiate elaborate da Medicina Democratica, pervicacemente continuerà a non intraprendere:

a) Il Comitato scientifico internazionale per la bonifica della falda sottostante la Solvay di Spinetta Marengo, altrimenti i palliativi in corso non impediranno nei secoli a venire il percolamento in falda di cromo e altri 21 veleni cancerogeni sotterrati per un milione di metri cubi.

b) Il Monitoraggio di massa del cancerogeno e teratogeno PFOA (e sostituto) sia nelle acque che nel sangue, alla stregua di quanto sta facendo per decine di migliaia di cittadini la Regione Veneto su iniziativa dei Comuni: con risultati epidemiologici allarmanti, in particolare sui bambini. Le analisi devono essere tassativamente di matrice pubblica (Asl, Arpa) mentre ad es. oggi il sangue viene privatamente analizzato dalla sospettabile Solvay su alcuni lavoratori (con responsi comunque allarmanti).

c) L’Indagine epidemiologica della Fraschetta che, opportunamente finanziata, finalmente integri e completi quelle parziali che già in questi anni hanno evidenziato dati di malattie e morti impressionanti, a cominciare dai bambini.

d) Il Piano di sicurezza emergenza evacuazione soccorso del polo chimico di Spinetta Marengo discusso e approvato democraticamente con tutta la popolazione a rischio.

Amianto Tav Terzo Valico: il Cociv applica metodi con margini errore del 98%.

Il direttore piemontese dell’Arpa, Angelo Robotto, di fronte al commissario straordinario della “grande opera”, Iolanda Romano, ha confermato che il Cociv continua a impiegare il metodo che, secondo i tecnici dell’Arpa, ha margini di errore che possono arrivare al 98% e non applica invece il metodo stabilito nel 2015 dal ministero dell’Ambiente e proposto proprio dall’Arpa per avere maggiori garanzie, denominato “Amianto totale” proprio perché ricerca la fibra killer in tutto il campione di roccia e non solo in una minima parte. Bisogna fermare i cantieri. (Continua) con Antonio Bruno.

Secondo l’Arpa nella Fraschetta si muore di più ma per cause “voluttuarie”: sigarette e alcol.

Ma anche per ereditarietà o carenza di vaccinazioni. Giammai per inquinamento atmosferico e idrico della Solvay di Spinetta Marengo. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa preelettorale della Giunta di Alessandria di concerto con Asl e Arpa: storici corresponsabili del disastro ecosanitario. (continua)
Clicca qui Corriereal “Fraschetta: stato di malattia più che di salute!”
Clicca qui Città Futura on line “Qual è lo stato di salute della Fraschetta?”
Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?Qual è lo stato di salute della “Fraschetta”?

Amianto fino a 300 mila fibre per litro nei campioni di falda prelevati Arpa nei pozzi intorno alla cava Clara e Buona ad Alessandria.

Pur consapevole che la cava è poco distante dai pozzi dell’acquedotto cittadino e che l’area è in zona esondabile, la sindaco Rita Rossa ha ritirato l’ordinanza comunale che vietava i conferimenti di smarino del Tav Terzo Valico.
Clicca qui notavterzovalico.info “305.000 ff/l di amianto in falda a Clara e Buona. La salute è a rischio ma la Rossa tace”

Il veleno invisibile fa ammalare il Veneto mentre ad Alessandria miracolosamente no.

Miracolosamente? Ad Alessandria no solo perché Arpa e Asl non hanno fatto le indagini (o hanno taciuto i dati), indagini sulle acque e nel sangue che Medicina democratica aveva ufficialmente chiesto per il PFOA della Solvay di Spinetta Marengo, omissioni di indagini che sia il Comune sia la Magistratura hanno ignorato. Occhio non vede, cuore non duole. E i partiti alessandrini di cosa si occupano? di occupare le sedie nelle imminenti elezioni?

Clicca qui Andrea Tornago “Pfas il veleno invisibile che fa ammalare il Veneto. L’ultimo studio epidemiologico: le patologie che colpiscono donne incinte e neonati hanno numeri allarmanti. Le persone contaminate sarebbero più di 250mila”

Du Pont costretta a risarcire: “Il PFOA è cancerogeno”. E la Solvay?

Per il PFOA della Solvay di Spinetta Marengo (AL) non c’è stato nessun risarcimento del Tribunale di Alessandria. Eppure è stato trovato nel sangue dei lavoratori. Ma Comune, Asl e Arpa hanno fatto orecchie da mercante alle nostre denunce: clicca sul Blog in Argomenti.
Clicca qui l’ultimo risarcimento americano di 10,5 milioni di dollari.

Alessandrini, guardatevi questo drammatico servizio delle Iene su Mediaset.

Clicca qui il servizio delle Iene
 

La Sezione di Medicina democratica di Alessandria è stata la prima in Italia a condurre una campagna nazionale per la messa al bando del PFOA (perfuorurato) scaricato in Bormida fino alla foce del Po (clicca qui intervista a Lino Balza), denunciando anche ai massimi livelli sanitari la presenza del veleno nel sangue dei lavoratori, a loro volta addirittura donatori di sangue. Sul nostro blog (sezione Argomenti, clicca qui) sono archiviati almeno 63 interventi sulle questioni sollevate. Il libro “Ambiente Delitto Perfetto” ne parla diffusamente.

Medicina democratica ha denunciato, oltre al PFOA, la presenza nel sangue dei lavoratori Solvay di Spinetta Marengo (Alessandria) di ADV e C6O4, a vario titolo sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene, e ha rivendicato l’intervento dell’ASL e della Sindaco a tutela dei lavoratori nonchè dei cittadini tutti. Inoltre ha chiesto al direttore generale ASL Alessandria, all’assessore Regione Piemonte alla Sanità e a Beatrice Lorenzin Ministro della salute, di impedire su tutto il territorio nazionale trasfusioni di sangue contenenti tali veleni. Il documento è stato inviato alla Procura, a tutti i sindaci della provincia, a tutti gli ospedali, Arpa, Avis ecc.

A tutt’oggi nel territorio alessandrino non hanno riscontro in ambito Asl e Arpa analisi e interventi ispettivi che invece si stanno svolgendo in Veneto (vedi il video delle Iene). Di contro, l’inerzia e il silenzio di Asl e Arpa alessandrini ai nostri esposti rappresentano uno scandalo che colpisce la salute della cittadinanza: immaginiamo di quale entità. Altrettanto responsabile è la sindaco di Alessandria peraltro già insolvente del Referto epidemiologico e dell’Indagine epidemiologica della Fraschetta.

Clicca qui Agora Magazine “Alessandria – Medicina Democratica commenta il servizio delle Iene sul veleno nell’acqua potabile”

L’inquinamento dell’aria sottrae anni di vita anche ad Alessandria.

Ma il GUP non ha neppure avviato il processo dopo la nostra denuncia (clicca qui) malgrado tutte le dimostrazioni della letteratura scientifica. L’indagine epidemiologica dell’Arpa Piemonte ha calcolato gli effetti a lungo termine.
Clicca qui Luca Fazio “Effetti smog e emissioni industriali. L’inquinamento ci sottrae fino a tre anni di vita”

Il governatore Cuomo dello stato di New York, ha distribuito ai residenti una scheda sui rischi del PFOA.

Gli scienziati l’hanno definita minimizzante. La sindaca Rita Rossa di Alessandria non ha fatto neppure questo per il sangue dei cittadini spinettesi, malgrado i nostri ripetuti solleciti a lei, all’ARPA e all’ASL.

Clicca qui l’articolo di Scott Waldman su Politico.com

Aria irrespirabile per l’impianto bioetanolo, ma non a Rivalta Scrivia.

Bensì a Crescentino dove Ghisolfi è stato costretto ad emigrare dopo le lotte della popolazione tortonese. Per l’ennesimo, in tre anni, picco di emissioni nel centro cittadino sono intervenute le forze dell’ordine e l’Arpa, vertice in Comune con i dirigenti aziendali, a scongiurare un ulteriore peggioramento prevedibile con l’aumento delle temperature.

Alessandria, veleni nelle falde e nel sangue. Denuncia di Medicina democratica a Arpa, Asl e sindaco.

Sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene dallo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo. Senza riscontro la denuncia inviata l’8 maggio (clicca qui). Clicca qui la Relazione di Edoardo Bai, medico ISDE, che accompagna la rinnovata denuncia trasmessa anche alla Procura della Repubblica.

Clicca qui Corriereal “PFOA in Bormida: l’inerzia delle autorità alessandrine”
Clicca qui Il Manifesto “I veleni di Alessandria”
Clicca qui Vincenzo Cordiano, ISDE “Liscia, gassata o con Pfas?”Clicca qui il Fatto Quotidiano ” Acqua contaminata per centinaia di migliaia di persone. Allarme perfluorurati usati nell’industria chimica”.
Clicca qui Pennatagliente “Perfluorurati: allarmi in Veneto, inerzia ad Alessandria”
Clicca qui Rete Jonica Ambientale “Lettera aperta all’Arpa all’Asl e al Sindaco”
Clicca qui Make Me Feed “Perfluorurati: allarmi in Veneto, inerzia ad Alessandria”
Clicca qui Valenza News “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Casale Notizie  “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Alessandrianews “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Alessandria Post “Perfluorurati: allarmi in Veneto, inerzia ad Alessandria”
Clicca qui Libero 24X7 “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Arquata Viva “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Novi online “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Ovada online “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Tortona online “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”
Clicca qui Acqui News “Lettera aperta al direttore dell’Arpa, al direttore dell’Asl, alla sindaco di Alessandria”

Perfluorurati: è allarme per 400.000 persone in Veneto. Ad Alessandria non battono ciglio.

ArpaAslSindaco si muovono. Lettera aperta di denuncia di Medicina democratica: sostanze tossiche/ cancerogene/ mutagene/ teratogene nel sangue dei lavoratori Solvay di Spinetta Marengo. Urge conoscere il monitoraggio dei prelievi sul territorio e delle analisi sulla cittadinanza. (Continua)

Clicca qui Vincenzo Cordiano, ISDE “Liscia, gassata o con Pfas?”Clicca qui il Fatto Quotidiano ” Acqua contaminata per centinaia di migliaia di persone. Allarme perfluorurati usati nell’industria chimica”.
Clicca qui Pennatagliente “Perfluorurati: allarmi in Veneto, inerzia ad Alessandria”
Clicca qui Rete Jonica Ambientale “Lettera aperta all’Arpa all’Asl e al Sindaco”
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Meno male che c’è la Coppa Italia, altrimenti politici&magistrati dovrebbero occuparsi di smog.

“Storia” “leggenda” sono le parole giornalistiche più ricorrenti e patetiche sulle imprese calcistiche dei “grigi”. Grigi perchè hanno i polmoni colorati di PM10, ma competono alla pari con i metropolitani milanisti, che in fatto di smog non sono da meno. Entusiasta il popolo alessandrino con folta rappresentanza di politici&magistrati: ventimila allo stadio senza mascherine malgrado anche il carnevale.
Clicca qui Valentina Frezzato “Torna l’emergenza smog. In Alessandria toccati 110 microgrammi di PM10. ”
E i PM2,5 che Maffiotti Arpa non misura? E a Casale e Tortona?

Amianto nel sito Bioinerti a Sezzadio.

Sequestro del sito “gruppo Allara” da parte dei NOE dopo le analisi Arpa. Il Comitato chiede anche il blocco dei camion, campionamenti e carotaggi, controlli dell’aria. Esposto in Procura per verificare cosa ha scaricato Allara dai cantieri del Tav terzo Valico.

Clicca qui Giampiero Carbone “In Consiglio comunale il sequestro del centro di recupero di rifiuti edili”.

L’Arpa conferma l’amianto nelle terre del Tav Terzo Valico.

Concentrazioni fuorilegge. Come sosteniamo da anni. Il procuratore capo Michele Di Lecce segue l’inchiesta di persona: è una garanzia, fu sempre lui ad avviare il processo Solvay ad Alessandria. Sputtanati i negazionisti: in prima linea i parlamentari Fornaro e Borioli e la presidente della provincia Rossa.

Clicca qui Paolo Forzano.
Clicca qui Antonello Brunetti “Rifiuti, veleni, mafie”.