Il contratto firmato dal governo con ArcelorMittal è nefasto: contrasta con il diritto alla salute e alla vita e, ancora una volta, viola i diritti umani di un’intera popolazione.

Il disegno di Federico, morto a 9 anni nel 2014 

Il governo – nel suo tentativo di evitare l’implosione dell’ILVA – gioca la carta della disperazione: sposta al 2025 il termine della messa a norma degli impianti. La Corte Costituzionale aveva di fatto “chiuso un occhio” sul primo decreto salva-ILVA contando sul fatto che i lavori di messa a norma sarebbero stati rapidissimi. Quello che sta avvenendo è invece l’esatto contrario: ben dieci anni di ritardo vengono previsti! Quante vittime lascerà sul campo un ritardo di questa portata? L’accordo prevede tale proroga nonostante la VIIAS (Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario) certifichi la pericolosità degli impianti in funzione che causano un rischio sanitario “non accettabile” agli attuali livelli produttivi di 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio. Come farà il governo a garantire un rischio sanitario accettabile prospettando un aumento della produzione da 4,7 a 8 milioni di tonnellate/anno di acciaio? Come farà il governo a dimostrare che da qui in poi non vi saranno vittime in questo prolungarsi del percorso di messa a norma degli impianti? E solo chi si fa illusioni può pensare che l’accordo apra le strade ad un roseo futuro per i lavoratori di Taranto. La prospettiva è che ArcelorMittal vada via da Taranto pagando una penale da 500 milioni ma avendo acquisito il clienti dell’ILVA. E lasci al governo il compito di trovare un improbabile sostituto. Clicca qui PeaceLink: Non vi fate abbindolare. Il vero scopo del nuovo piano è quello di dare altri due anni di tempo per la messa a norma degli impianti. Intanto la gente muore

A Taranto scenderemo in piazza il 26 febbraio, perché le madri e i padri non abbandonano mai i loro figli.

Ci saremmo aspettati che gli impianti pericolosi, inquinanti, economicamente fallimentari,  li avrebbe spenti il Governo per tutelare i bambini di Taranto e invece li stava spegnendo Mittal. Ma il Governo lo ha impedito, costringendo ArcelorMittal a inquinare ancora, a provocare a Taranto un rischio sanitario inaccettabile per migliaia di persone. Clicca qui la Lettera a Giuseppe Conte: “Lei, che è docente di diritto, sa che lo Stato deve incarnare almeno la diligenza del “buon padre di famiglia”. Ma che buon padre di famiglia è quello che espone i suoi figli a un rischio sanitario inaccettabile ? Lei farebbe così con i suoi figli?”.

Le scorie di armi chimiche non considerate nella bonifica dell’Acna.

Alla luce dei documenti dei Servizi Segreti inglesi, contenuti nei National Archives, desecretati dopo la fine della guerra fredda, e da un esame del materiale contenuto nel Centro di Documentazione “Patrizio Fadda” di Monesiglio,  appare  indispensabile rivedere tutto il progetto di bonifica (conformità del sito? spostamento dei rifiuti?) compresi i 250 milioni di euro quantificati per il risarcimento del danno ambientale. Clicca qui Ilvo Barbiero.

Tu sei favorevole a fermare gli impianti Ilva fuori norma e pericolosi?

Il VIIAS certifica un rischio sanitario inaccettabile anche ai ridotti livelli produttivi del 2019. Campagna di pressione sui parlamentari italiani perché prendano a cuore il futuro e la salute dei bambini di Taranto, in quanto la  vicenda viene spesso presentata solo in termini economici, senza alcun riferimento ai valori essenziali della vita e della salute. Questi sono i dati ISS di incidenza dei tumori a Taranto  rispetto agli altri comuni della provincia jonica. Clicca qui Peacelink.

La Caporetto ILVA: perdite esorbitanti e licenziamenti inaccettabili.

1) E’ impossibile rendere competitiva una fabbrica viziata da gigantismo. Il punto di pareggio costi/ricavi a Taranto è a 7 milioni di tonnellate/anno mentre nel 2018 ne ha prodotti 4,7.

2) ArcelorMittal richiede una “cura da cavallo” che non risolleverà lo stabilimento ma che lo farà definitivamente stramazzare morto per terra.

E allora la domanda è: possibile che questa cosa chi governa non l’abbia capita?

L’impressione è che nessuno la voglia capire per mera convenienza politica. Occorrerebbe prendere atto che l’ILVA sta affondando e che l’unico modo per salvare i lavoratori è preparare le scialuppe di salvataggio, non rimanere sulla nave che si inabisserà.

Clicca qui.

Ilva tra incudine e martello.

Il giudice rigetta la richiesta di proroga dell’altoforno 2. Clicca qui il Corriere di Taranto.

La stampa ha anticipato quello che dovrebbe essere “l’ultimo” piano presentato dal governo ad ArcelorMittal. Clicca qui Il Messaggero.

“E’ una catastrofe continuata” rammenta la figlia del lavoratore morto per un tumore da lavoro, al quale è stata intitolata la piazza antistante il Petrolchimico. Clicca qui.

Ilva: conflitto tra lavoro e salute, conflitto tra padroni e operai, conflitto tra operai e popolazione.

Una storia vista tante volte in Italia per le fabbriche della morte.

Accordo con AcelorMittalSmantellare l’impianto, risanare il sito e ricostruirlo altrove? Tenerne in vita solo una parte e cercare soluzioni alternative – il risanamento del sito – per le maestranze “superflue”? Chiuderlo come Icmesa, Acna, Farmoplant ecc.?  Che fare: clicca qui Guido Viale

Nazionalizzare: la macchina assassina non può restare ai privati. Clicca qui Marco Revelli

Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un bambino. Il dibattito di questi giorni oscura ancora una volta la sentenza della  Corte dei diritti dell’Uomo che condanna lo Stato Italiano. La posizione critica di PeaceLink nella situazione attuale della trattativa Conte-Mittal  clicca qui.

Il coraggio di dire la verità sull’Ilva.

Salvate i bambini di Taranto

I governi  hanno delegato ad AcelorMittal  la scelta scomodissima di chiudere l’ILVA: clicca qui  Alessandro Marescotti Peacelink.

La prosecuzione della produzione di acciaio a Taranto non è l’unica scelta possibile: clicca qui ISDE Italia

L’Ilva uccide, non garantisce l’occupazione: clicca qui Marco Bersani Attac Italia

Cala la produzione ILVA e calano i dati dell’inquinamento: clicca qui il monitoraggio

Nazionalizzare l’Ilva significa.

Nazionalizzare l’Ilva significa ridurne le dimensioni, bonificarla, convertire l’area in altre produzioni e servizi. C’è chi non è d’accordo. E chi è d’accordo ma non ha il coraggio di dirlo.poli

Clicca qui Massimo Giannini, Marco Revelli, Turi Palidda, Franco Astengo, Doriana Goracci, IlSole24Ore, Slai Cobas, CARC, (nuovo) partito comunista italiano, Proletari comunisti, Avvocatura democratica.  

Nazionalizzare l’ILVA.

Nazionalizzazione per la riconversione della produzione al fine di eliminare all’origine l’inevitabile riproduzione di inquinamento cancerogeno che colpisce lavoratori e abitanti.

Clicca qui Ex Ilva: veleni, scudo penale, reddito-lavoro e salute-vita : Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink),   Sergio Bellavita e Francesco Rizzo (USB).

Clicca qui Altra Liguria.

Ambientalisti e sindacati di base contrari all’immunità penale per ArcelorMittal (Ilva).

Pubblicato il “decreto imprese“  in Gazzetta ufficiale che per l’ex Ilva prevede lo scudo penale alle  operazioni di attuazione delle prescrizioni fissate dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), con scadenza finale 2023 e secondo cronoprogramma. Clicca qui USB e Associazione Genitori Tarantini. Intanto l’azienda proroga per altre 13 settimane la cassa integrazione.