Categoria: Vivere con i veleni
4) La popolazione si ribella.

5) Ultimo atto all’Udienza Preliminare del 25 giugno.

6) Le sostanze eterne e il loro ruolo cancerogeno.

Sono state fondamentali le valutazioni dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC/OMS) riguardanti i Pfas: le implicazioni cliniche, i meccanismi di cancerogenesi, il contesto italiano. Clicca qui.
Inquinamento Pfas lungo la Pedemontana.

Progetto università di Genova per i Pfas.

Attacco militare USA al Giappone: con i Pfas.

L’eredità della Miteni in India.

La carpa non sopravvive allo scarico Solvay in Bormida.

Petrolchimico Brindisi: picco di mortalità per tumore al fegato.

Davide contro Golia.

Sotto la pianura vicentina di Montecchio Precalcino scorre una delle falde più importanti d’Europa, già minacciata dalla presenza di discariche, scorie di fonderia e Pfas. Su questo territorio al limite il colosso Ecoeridania intendeva aggiungere una piattaforma per rifiuti sanitari pericolosi. Ha prevalso al momento la resistenza di un piccolo comitato che ha scelto di difendere l’acqua, la salute e la propria terra. Ma la partita non è chiusa: Silva Srl, società del gruppo Ecoeridania, ha fatto ricorso al Tar del Veneto contro la bocciatura della Conferenza dei Servizi sul progetto per l’impianto di trattamento rifiuti e sabbie di fonderia.
La storia della fabbrica di Spinetta Marengo raccontata in video da Lino Balza. Puntata 27.
A quasi 20 anni dal sessantotto. Clicca qui la trascrizione.
L’Italia che affronta i Pfas.

A Molfetta disastro ambientale in mare e falde.

Chi ha Pfas nel sangue è inesorabilmente malato.

Lago d’Idro, Pfas alle stelle nei pesci.

Pfas tra l’hinterland di Milano e la Brianza.

Non è vero che i leggins non rilasciano i Pfas.

PFAS: il veleno invisibile che entra nelle nostre vite.

La strategia Solvay, di occupare le istituzioni, passa anche dalla strategia dell’immagine.

Allarme Pfas per i pompieri.

La storia della fabbrica di Spinetta Marengo raccontata da Lino Balza. Puntata 26.
Un monumento durante lo sfacelo della chimica. Puntata realizzata da Mattia Servettini. Clicca qui la trascrizione.
Scatta la bonifica a Spinetta Marengo.
Il titolo sui giornali colpisce l’immaginazione: “Scatta la bonifica delle discariche nella Fraschetta”. Finalmente!! Peschiamo subito dal Sito www.rete-ambientalista.it un articolo del lontano 2013: “Video in esclusiva: le immagini rubate a Solvay che zitta zitta sta innalzando una montagna di rifiuti industriali a Spinetta Marengo.” (clicca qui). L’articolo è una nuova pesante reprimenda nei confronti dell’assessore all’Ambiente Claudio Lombardi: “E’ questa la bonifica?”. C’è il clicca qui del servizio fotografico.


Mappatura dei Pfas in Toscana.

Pfas, meglio tardi che mai.

I titoli giganteggiano: “IKEA elimina completamente i PFAS dalle sue pentole”. Più appropriato l’avverbio dovrebbe essere “finalmente”. Poco meno di venti anni fa, c’era chi (come Lino Balza) teneva conferenze in giro per l’Italia diffidando di utilizzare le pentole antiaderenti trattate con PFOA (Teflon).
Chiusura Solvay: Nazioni Unite contro Italia e Unione Europea.

Il principio è: chi inquina paga.

Pfas: invecchiamento precoce e malattie.

I Pfas nelle carte da forno.

Chi immette in commercio una carta da forno è tenuto a rilasciare una dichiarazione sulla sicurezza, in modo da certificare che il prodotto contenga solo sostanze ammesse dalla legge. Quello che però le etichette non riportano è la presenza di tre diversi Pfas. Il test su 16 marche, che trovate su “Il Salvagente”, rivela la presenza diffusa di “inquinanti per sempre”, pur entro i limiti stabiliti dal regolamento UE relativi alla produzione e commercializzazione di imballaggi alimentari, cioè la quantità di Pfas in una forma che può liberarsi durante la cottura in forno e subire una migrazione nel cibo stesso, finendo nell’organismo di chi consuma il pasto. Il nodo resta l’esposizione cumulativa e l’impatto ambientale sia nei processi industriali che durante lo smaltimento, quale ennesima fonte di contaminazione.
I Pfas nella pancia della mamma.

Pfas e ossa fragili negli adolescenti.

Pfas in Toscana.

Contro i Pfas, il consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità una mozione che “chiede di individuare le fonti dell’inquinamento, rafforzare i controlli, inserire stabilmente il tema Pfas nel Piano di Tutela delle Acque e istituire un Osservatorio tecnico-scientifico regionale” perché “intervenire oggi significa dare una risposta ai cittadini e alle associazioni che si battono da anni per portare all’attenzione del governo regionale questo problema e provare e mettere un argine alla diffusione di queste sostanze, purtroppo già eccessivamente presenti. L’acqua è un bene comune e va difesa con scelte coraggiose”.
I Pfas che arrivano dall’aria.

In Veneto pagano l’inerzia di Italia e Unione Europea.

Occhio alle etichette: che siano Pfas Free.

Class action contro Colgate Palmolive.

Class action contro Bayer: paga.

Epidemiologia in Val Bormida.

Ad Alessandria contro un nuovo delitto perfetto.
Si susseguono le manifestazioni della popolazione contro il disastro sanitario e ambientale di Alessandria: perfino assemblee nelle chiese e nelle pizzerie.


Tossicità ecologica e politica della Solvay di Spinetta Marengo.

Dopo l’anteprima di Alessandria, il 18 marzo l’Università di Torino presenta ufficialmente il volume dei professori Martone, Altopiedi, Bechis e Ravenda, 185 pagine e 25 interventi di soggetti territoriali: cittadini, medici, avvocati, ricercatori, giornalisti ambientali, comitati, associazioni ambientaliste, sindacati, istituzioni e amministratori locali. A pagina 165 il contributo di prospettiva politica di Lino Balza “Anno 2026, possibile una svolta per Alessandria” (clicca qui).
Sorveglianza sanitaria esposti amianto. Ma i processi?

Tossicità.

Il tribunale: stop all’Ilva.

Per favorire Solvay, marcia indietro dell’Italia che rinvia i limiti più severi per i PFAS nell’acqua potabile.

Bayer nega i danni da glifosato… ma paga miliardi per i danni del glifosato.

Nelle case degli alessandrini si respira cloroformio, anche cloroformio. Come sentenziò la Cassazione. Ma nessuno fa niente.

Le alternative, in sede civile, sono le azioni collettive di inibitoria e risarcitoria.

Il Pfas TFA prodotto da aerosol e apparecchi refrigeranti.
Inizialmente, la notizia ha un po’ sconcertato: per chiudere il buco dell’ozono abbiamo sostituito nei condizionatori i vecchi gas nocivi (i CFC clorofluorocarburi) con sostanze (HFC idrofluorocarburi e HFO idrofluoroolefine) che, degradandosi, hanno contribuito a triplicare in 20 anni i livelli di TFA, l’acido trifluoroacetico un tipo di PFAS. Proprio il TFA che è il PFAS più abbondante nelle acque terrestri e anche quello che regolarmente emerge in quantità maggiore ovunque si cerchino Pfas. E’ quanto ha rivelato uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters.
Al “Protocollo di Montreal”, cioè al bando dei CFC, i composti di cloro-fluoro- carbonio che producevano una riduzione dell’ozono stratosferico, noi abbiamo contribuito in maniera determinante. Per noi: intendiamo Greenpeace e Lino Balza che organizzammo la scalata delle ciminiere dell’Ausimont Montedison di Spinetta Marengo issando enormi striscioni “Qui si buca l’ozono”). La manifestazione, clamorosa fra i media, produsse processi penali a carico di Greenpeace (a Ivan Novelli, che poi diventerà presidente di Greenpeace) e la progressione delle rappresaglie a Balza con il suo licenziamento. ***
Scrissi: “Posso dire che anche grazie a quel briciolo di mio coraggio personale i CFC sono stati eliminati da aerosol, frigoriferi e schiume isolanti, e che si è fermata la pandemia di tumori maligni della pelle e la rovina totale dell’ecosistema entro il 2060. Gli scienziati hanno stimato che, senza quella battaglia, lo strato dell’ozono, che circonda e difende il globo filtrando i raggi ultravioletti, avrebbe già perso oltre il 40% della sua densità sopra il Polo Sud e un nuovo buco sarebbe apparso sopra il Polo Nord”.
Oggi, a quell’orgoglio subentra la questione del pfas TFA. Tornare ai CFC o ai successivi refrigeranti? Sarebbe la peggiore delle pazzie. La posta in gioco è la salute dell’umanità. Infatti, così come si è dimostrato che l’alternativa ai CFC con gli HFC è stata a sua volta possibile con l’alternativa ecologica dei refrigeranti a base di idrocarburi naturali sicuri per l’ozono e per l’effetto serra, come l’isobutano, (peraltro usati negli anni ’30), così l’urgente traguardo della messa al bando dei Pfas non può assolutamente essere messo in discussione.
*** Gli avvenimenti sono narrati sul primo volume di “Ambiente Delitto Perfetto” (Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia) e sul secondo volume de “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”.


Campagna Nazionale per la Prevenzione dei Danni da Plastica per la Salute.

Class action collettive contro il glifosato.
