PFAS/PFOA incriminati dagli Usa all’Italia, ma in Italia solo il Veneto si muove.

I medici Isde (associazione italiana medici per l’ambiente): in Veneto emergenza sanitaria e ambientale, sono necessarie azioni urgenti, come la mappatura dei pozzi e studi epidemiologici per individuare gli effetti degli Pfas sulla salute della popolazione. Le responsabilità della Regione.  Clicca:

WIRED clicca qui   

Verona sera clicca qui

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TG1 clicca qui

La Repubblica clicca qui

Terra Nuova clicca qui

Prosegue il piano di screening: clicca qui  

Il 20% delle donne under 30 malate di tiroide: clicca qui 

Dupont, Chemours e 3M davanti al Congresso per la contaminazione da PFOA: clicca qui

Anche Solvay tra gli accusati del crimine: clicca qui

Al GUP avviato il processo Eternit bis: per Schmidheiny sia omicidio volontario.

A Casale ci dovrebbe essere una terza lapide: oltre a quelle della prima e seconda guerra mondiale, anche per i morti di amianto.

Riguarda 392 morti d’amianto (62 lavoratori e 330 residenti) su 2.500 vittime casalesi (e la strage continua!). Il “filantropo” sapeva quanto meno dal 1976 e pilotò la disinformazione. Dopo la vergognosa assoluzione della Cassazione (vedi Ambiente Delitto Perfetto di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia), il processo Eternit Bis è stato frazionato in 4 filoni, di cui uno a Vercelli.

Clicca qui Silvana Mossano “Sull’amianto a Casale Monferrato Schmidheiny ha pilotato false informazioni”.   

PFAS: Piemonte e Veneto sono entrambi in Italia?

In Veneto il 20 gennaio si avvia il processo contro Miteni di Trissino.

In Piemonte la Provincia di Alessandria non ha ancora negato alla Solvay di Spinetta Marengo l’autorizzazione al C6O4.

In Veneto  prosegue il piano di screening, oltre 72.000 persone invitate e più di 42.000 visitate: clicca qui
www.padovaoggi.it/attualita/pfas-screening-esami-montagnana-bassa-padovana-09-gennaio-2020.html

Il 20% delle under 30 malate di tiroide: clicca qui.

https://www.vvox.it/2020/01/09/pfas-malattie-legate-tiroide-colesterolo-dati-dicembre-2019/

In Piemonte mai è stato avviato un piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta.

In Veneto arrivati i piani di bonifica del sito dell’ex Miteni: clicca qui

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/01/ven-inquinamento-Pfas-arrivati-piani-di-bonifica-sito-ex-Miteni-59c476ac-30b9-48e4-98a7-f548b1881e8c.html

In Piemonte non c’è piano di bonifica di PFOA C6O4 del sito della Solvay.

Tumori su tumori a Cengio e Saliceto.

L’ultimo rapporto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio inquinamento) conferma per l’Acna l’eccesso di tumori allo stomaco (ammine e idrocarburi policiclici aromatici), evidenzia l’eccesso di mesoteliomi tra gli uomini, attribuiti a esposizioni ad amianto, e allarma gli eccessi di malattie respiratorie acute nei giovani adulti: dunque segnala esposizioni recenti che andrebbero approfondite, così come gli eccessi di linfomi (in particolare linfomi non Hodgkin) vista la documentata presenza di Pcb nel sito.

L’indagine epidemiologica ad Alessandria: un intero territorio nella morsa degli inquinanti e dei morti.

Seguirà una analisi puntuale appena in possesso del testo integrale. Sulla base dei dati presentati dal Comune di Alessandria, si può iniziare un commento. Innanzitutto stigmatizzare che si tratta di una indagine epidemiologica (1996-2016) mutilata della parte più importante che l’ex assessore Claudio Lombardi aveva chiesto e finanziato, cioè lo studio della correlazione tra causa ed effetto, tra inquinanti della Solvay e patologie, come da noi rivendicato da decenni con l’Osservatorio ambientale della Fraschetta (e non solo: noi chiedevamo anche la disaggregazione riferita ai soli lavoratori). Nessun dubbio che lo studio non sarà mai realizzato dalla nuova giunta.   

Dalla foto aerea (1), sono evidenziate (Arpa) tre zone di intensità di ricaduta degli inquinanti in atmosfera e nelle acque. A) Zona rossa ad alta esposizione, Spinetta Marengo a ridosso del polo chimico, 2.000 persone. B) Zona a media esposizione, sobborghi di Spinetta Marengo e Castelceriolo, oltre 7.000 persone. C) Zona a minore esposizione, la città di Alessandria e sobborghi, 130.000 abitanti.

Tabella 2.  Evidenzia le cause specifiche di morte per gli 8.000 abitanti di Spinetta, per ciascuna delle quali le percentuali del sobborgo sono superiori sia rispetto alla provincia di Alessandria che alla regione Piemonte (già a loro volta ai massimi livelli italiani). Per tutte le cause, nessuna esclusa, si muore di più, fino al 284%, soprattutto per tumori da inalazione e ingestione (laringe, trachea, polmoni, melanoma, rene, pancreas, leucemia, colon ecc.). I tumori nell’area Solvay sono superiori del 30% della pur alta media alessandrina. Fino al 50% per gli uomini, cioè per i lavoratori del polo chimico, stante l’evidente  stretta relazione tra  patologie e sostanze lavorate e smaltite.  Il 37% degli spinettesi, nel ventennio,  è morto per tumori maligni.

Tabella 3.  Tra i cancerogeni incriminati i Pfas: il PFOA per la cui eliminazione lanciammo una campagna nazionale dieci anni fa, e il C604 su cui Solvay vorrebbe dalla Provincia l’autorizzazione addirittura per un ampliamento. Nel prospetto sono evidenziati i gravi impatti sulla salute. A fronte dell’indagine epidemiologica la Solvay ha prontamente dichiarato: “La salute dei lavoratori e della comunità di Spinetta Marengo è per noi fondamentale”. Il sindaco Gianfranco Cuttica ne ha preso atto e ha ammonito i cittadini: “Dovete convivere con l’azienda”.     

Tabella 2
Tabella 3

I tumori nell’area della Solvay di Spinetta Marengo sono superiori del 30% della pur alta media alessandrina.

Fino al 50% per gli uomini, cioè per i lavoratori del polo chimico, stante l’evidente  stretta relazione tra  patologie e sostanze lavorate e smaltite. Lo rileva lo studio epidemiologico (ricoveri ospedalieri di ARPA e decessi di ASL 1996-2017): non è una novità ma una storica conferma che denunciamo da decenni. Perfino il direttore provinciale  Arpa finalmente ammette che a Spinetta ci si ammala e muore di più. Meglio tardi che mai ammette che l’inquinamento in falda è destinano al peggioramento, cioè non è in atto una vera bonifica, che le emissioni dai camini non sono a norma, che l’impianto di depurazione non funziona. E finalmente ammette che -malgrado i nostri ripetuti solleciti- solo dal  2012 ha misurato il PFOA e solo ultimamente il C6O4, entrambi PFAS considerati cancerogeni nel resto del mondo (esemplari i limiti imposti dallo Stato del Massachussetts). Per il C6O4 addirittura Solvay ha appena chiesto l’autorizzazione alla Provincia di produrlo e scaricarlo in aria e acqua. Servirà da stop la recente sentenza di Cassazione che ha sanzionato per Spinetta  “un evento distruttivo all’incolumità pubblica di proporzioni straordinarie, un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile”? Considerato che  una vera bonifica del pregresso neppure è iniziata? Noi ancor meno che mai contiamo su una svolta delle attuali Giunte. Alle quali, e alla multinazionale belga, gran parte dei mass media sono proni. La magistratura penale? speriamo in quella di Vicenza contro la Miteni, fornitrice di Solvay. All’impotente procuratore generale di Cassazione infatti non  è rimasto, a giochi fatti nei primi due gradi di giudizio, che esclamare: “Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente nel portafoglio”.

Il “delitto perfetto” della Solvay assolto anche in Cassazione.

Come di  norma: i “grandi processi” in sede penale garantiscono  impunità sicura ai crimini tramite prescrizioni, assoluzioni, nessun risarcimento alle Vittime, nessuna bonifica; ma sono il bengodi degli avvocati. Lo stesso Procuratore generale della Cassazione è sconsolato:  “Mi auguro che seguano centinaia, migliaia di cause civili per toccare questa gente [Solvay] nel portafoglio”. Dopo tre gradi di giudizio, infatti, Solvay è stata condannata ad indecenti risarcimenti di 10mila euro ad esempio per la leucemia di un bambino. Le sentenze penali, pur avendo definito la catastrofe ecosanitaria di Spinetta Marengo “un evento distruttivo di proporzioni straordinarie, un avvelenamento delle falde difficilmente reversibile, uno sprezzo assoluto degli imputati all’incolumità pubblica”, poi  non hanno applicato la relativa legge 439 del codice penale (18 anni di reclusione), anzi non hanno comminato neppure un giorno di galera.  E’ una sentenza che getta un’ombra scura sull’imminente processo a Vicenza contro Miteni, fornitrice dei Pfas a Solvay. Clicca qui la controinformazione giornalistica nel comunicato stampa del Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

I cittadini che ricevono gratis l’acqua inquinata dalla Solvay impediscono all’Arpa i controlli.

E’ vietato l’uso a scopi alimentari dell’acqua prelevata da sotto lo stabilimento. Ma l’Arpa dichiara di non essere in grado di dare risposte a Report sulle verifiche, a causa di queste omertà. Anche per quanto riguarda le analisi di C6O4 l’Arpa fa lo gnorri.  Clicca qui.

Tu sei favorevole a fermare gli impianti Ilva fuori norma e pericolosi?

Il VIIAS certifica un rischio sanitario inaccettabile anche ai ridotti livelli produttivi del 2019. Campagna di pressione sui parlamentari italiani perché prendano a cuore il futuro e la salute dei bambini di Taranto, in quanto la  vicenda viene spesso presentata solo in termini economici, senza alcun riferimento ai valori essenziali della vita e della salute. Questi sono i dati ISS di incidenza dei tumori a Taranto  rispetto agli altri comuni della provincia jonica. Clicca qui Peacelink.

Magliette bianche: 3 ore per la salute dei siti più inquinati.

22 dicembre, ore 16-19 a Gela, Sulcis, Livorno, Augusta, Bacino del fiume Sacco, Massa Carrara, Biancavilla, Bari, Manfredonia, Casale Monferrato, Val Basento, Orbetello, Taranto, Trieste, Falconara, Mantova, Brescia, Crotone, Civitavecchia, Bussi, Firenze, Val Basento (località Pisticci), Bologna, Piombino, Milazzo. Clicca qui.

Per tutte le iniziative NoTav Valsusa: clicca qui.

La Caporetto ILVA: perdite esorbitanti e licenziamenti inaccettabili.

1) E’ impossibile rendere competitiva una fabbrica viziata da gigantismo. Il punto di pareggio costi/ricavi a Taranto è a 7 milioni di tonnellate/anno mentre nel 2018 ne ha prodotti 4,7.

2) ArcelorMittal richiede una “cura da cavallo” che non risolleverà lo stabilimento ma che lo farà definitivamente stramazzare morto per terra.

E allora la domanda è: possibile che questa cosa chi governa non l’abbia capita?

L’impressione è che nessuno la voglia capire per mera convenienza politica. Occorrerebbe prendere atto che l’ILVA sta affondando e che l’unico modo per salvare i lavoratori è preparare le scialuppe di salvataggio, non rimanere sulla nave che si inabisserà.

Clicca qui.

Luci e ombre di Report.

Report, condotto su RAI 3 da Sigfrido Ranucci, nel servizio su Solvay del 2 dicembre 2019 di Adele Grossi, al quale ho collaborato, può aver deluso se lo si considera concluso e non una prima puntata di una più ampia investigazione, tipica del giornalismo che caratterizza la trasmissione. Aver concentrato, come prologo,  in una unica serata la rappresentazione di tre territori – Alessandria, Livorno e Ferrara – devastati da Solvay, infatti non poteva evitare il rischio di superficialità e inconcludenza  soprattutto per Spinetta Marengo (AL). Qui, infatti, il servizio giocoforza si è limitato per grandi linee a raccontare ai telespettatori più ignari la fotografia della catastrofe sanitaria e ambientale, marcando dunque due grandi limiti di visibilità. Il primo riguarda il tragico passato: non sono emerse le responsabilità di coloro che hanno provocato il disastro, eppure esse hanno nomi cognomi precisi che per 50 anni chi scrive [1] ha, urbi et orbi su giornali e libri,  denunciato e documentato (e incassato rappresaglie), responsabilità di morti  e malattie – passate e future –  che vanno oltre Montedison/Solvay e che investono direttamente sindacati, magistratura, arpa, asl, comune, provincia e regione. Il secondo limite della trasmissione, che deriva dal primo ma che è fondamentale, concerne il tragico futuro: è un dovere etico e morale, anche dei giornalisti di Report, non solo del sottoscritto, scongiurare nuove  criminali azioni  volte a incrementare inquinamento e morti. Il buco giornalistico non dubito che verrà con urgenza colmato scovando l’Indagine epidemiologica che Solvay riesce a nascondere nei cassetti della Regione, e tramite una documentata denuncia del tentativo in corso di Solvay Speciality Polimers Italy  di far approvare dalla Provincia di Alessandria l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale per  “Estensione della produzione ed uso di cC6O4” nello stabilimento di Spinetta Marengo. Questa operazione Solvay sta cercando di concretizzare da un lato  ricattando con minacce di licenziamenti  il silenzio-assenso dei sindacati, dall’altro cercando di opporre un fantomatico “segreto industriale” ovvero chiedendo alla Provincia di censurare sulla richiesta di AIA, con 56 omissis, informazioni essenziali che ci consentirebbero  la valutazione dei potenziali effetti ambientali del cancerogeno C6O4 soprattutto per quanto riguarda il quadro emissivo. Addirittura Solvay chiede e ottiene dalla  Provincia, complici  Regione e Comune, di allontanare dalla Conferenza dei Servizi il rappresentante di Legambiente nazionale onde  occultare i drammatici dati Arpa. Stante questo scandalo, è stato annunciato esposto anche alla Procura di Vicenza dove è avviato il processo Miteni (fornitrice di Solvay) sulla catastrofe ecosanitaria in Veneto procurata dai PFAS, di cui appunto il  C6O4. [2]. Su questo pericoloso scandalo, con ricadute nazionali, attendiamo, a breve, la prossima puntata di Report. Al quale si chiede  il ruolo di investigatore, non certo di comminare sentenze: queste competono ai tribunali che, ahinoi, come confermerà prossimamente la Cassazione, per l’avvelenamento doloso delle falde di Alessandria assolvono gli imputati principali dei reati più gravi e per i reati minori condannano i piccoli imputati a lievi pene in prescrizione.

Lino Balza Movimento di lotta per la salute Maccacaro.

[1] “Ambiente Delitto Perfetto” di Barbara Tartaglione e Lino Balza, prefazione di Giorgio Nebbia.

      “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”

[2] Comunicato stampa 19/11/19 del “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro”. Clicca qui.

[Nota]. I PFAS-PFOA-C6O4 sono oggi una emergenza ecologica nazionale. Il C6O4, Pfas a catena corta, nei nostri esposti alla Procura della Repubblica di Alessandria (e a tutte le Istituzioni locali e nazionali)  già dieci anni fa era  stato additato, presente nel sangue,  come sospetto cancerogeno in sostituzione del PFOA contro il quale avevamo lanciato una campagna nazionale che ne aveva decretato la scomparsa nella lavorazione dello stabilimento di Spinetta Marengo.  Ma non nelle acque e nel sangue dei lavoratori e dei cittadini, ancora oggi privati di ogni tutela Asl Arpa!

Per le  responsabilità storiche dell’Arpa, ad esempio, si possono consultare, nella colonna “Argomenti” del Sito www.rete-ambientalista.it,  102 “post”  alla voce “Arpa” ovvero 24 “post”  alla voce “Maffiotti”; a tacere dei quasi 400 “post” alla voce “Solvay”.

Ilva: conflitto tra lavoro e salute, conflitto tra padroni e operai, conflitto tra operai e popolazione.

Una storia vista tante volte in Italia per le fabbriche della morte.

Accordo con AcelorMittalSmantellare l’impianto, risanare il sito e ricostruirlo altrove? Tenerne in vita solo una parte e cercare soluzioni alternative – il risanamento del sito – per le maestranze “superflue”? Chiuderlo come Icmesa, Acna, Farmoplant ecc.?  Che fare: clicca qui Guido Viale

Nazionalizzare: la macchina assassina non può restare ai privati. Clicca qui Marco Revelli

Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un bambino. Il dibattito di questi giorni oscura ancora una volta la sentenza della  Corte dei diritti dell’Uomo che condanna lo Stato Italiano. La posizione critica di PeaceLink nella situazione attuale della trattativa Conte-Mittal  clicca qui.

Solvay ordina alla Provincia di cacciare Legambiente per autorizzare il Pfas C6O4. Intervenga la Magistratura.

Le Procure di Vicenza e Alessandria acquisiscano la relazione integrale dell’Autorizzazione AIA chiesta da Solvay: con 56 “omissis” tenta di nascondere i rischi per la salute del cancerogeno C604. I sindacati, ricattati dai licenziamenti, tacciono. Clicca qui, nel documento del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”, tutti gli elementi dello scandalo .

Alzi la mano chi sa perché a Spinetta si muore di più.

“Si muore di più ma non si sa il perché…” E’ il titolo di prima pagina su Il Piccolo bisettimanale di Alessandria. Un paradosso -penso- chiaramente sarcastico -penso- chiunque conosce il perché: il complesso chimico Solvay (ex Montedison). Agli spinettesi infatti basta contare quanti tumori in famiglia. Gli altri alessandrini da 50 anni hanno letto le mie quotidiane denunce, anche sul Piccolo quando a dirigerlo era Paolo Zoccola. Quando è subentrato Roberto Gilardengo mi hanno letto sugli altri giornali  soprattutto su internet. Vado alle pagine 14  e 15 dove sono annunciati i servizi, per verificare se il neo direttore, Alberto Marello, ha ripristinato la dignità giornalistica. Evidentemente non basta cambiare direttore quando i giornalisti restano gli stessi. Monica Gasparini e Roberto Giladengo ci tengono  mostrare la contraddittorietà delle accuse di dolo ai dirigenti e perfino  le  pene che la Cassazione dovrà ulteriormente dimensionare a quattro “pesciolini”  a fronte di un banale disastro colposo che, in fondo, non preoccupa affatto gli abitanti di Spinetta intervistati. Non aggiungo un pesante commento personale a quello che, di spalla, fa Claudio Lombardi, ex assessore all’Ambiente. Rinvio alle letture sul Sito della Rete Ambientalista, prevedendo che sulla libera stampa locale  non comparirà questo scritto.

Lino Balza       

PFAS PFOA: il C6O4 processato a Vicenza, barattato ad Alessandria in cambio di licenziamenti.

Clicca qui il Comunicato stampa del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”:

L’8 novembre Solvay incontra ad Alessandria i sindacati ai quali offre di convertire 28 licenziamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo a Spinetta Marengo del tossico e cancerogeno C6O4: per il quale infatti ha chiesto alla Provincia -malgrado l’opposizione delle Associazioni ambientaliste- l’Autorizzazione Integrata Ambientale.

L’11 novembre inizia a Vicenza il processo contro Miteni di Trissino per avvelenamento doloso delle acque: ne fa parte anche il C6O4 (PFAS a catena corta) che è stato trovato nel sangue.

Clicca anche Pfas, la Regione controlla tutti gli alimenti in Veneto

Clicca anche https://www.vicenzatoday.it/politica/pfas-ricerca-inquinanti-emergenti-regione-veneto-guarda-novembre-2019.html

Nazionalizzare l’ILVA.

Nazionalizzazione per la riconversione della produzione al fine di eliminare all’origine l’inevitabile riproduzione di inquinamento cancerogeno che colpisce lavoratori e abitanti.

Clicca qui Ex Ilva: veleni, scudo penale, reddito-lavoro e salute-vita : Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink),   Sergio Bellavita e Francesco Rizzo (USB).

Clicca qui Altra Liguria.

Risorgimento Valbormida. Film documentario “Bormida”.

INVITO alla proiezione del docu-film “BORMIDA”

martedì 5 novembre a Cessole (AT) nel salone comunale alle ore 20,30
martedì 12 novembre a Monastero B.da (AT) nel castello alle ore 20,30
martedì 19 novembre a  Levice (CN) salone comunale alle ore 20,30
martedì 26 novembre ad Acqui Terme (AL) Stabile “Ex Caimano”, Via Ferraris, n° 5  alle ore 20,30.

Dopo la proiezione si informeranno i presenti degli ultimi sviluppi della vicenda ACNA, vi aspettiamo numerosi, IL FUTURO DELLA VALLE BORMIDA DIPENDE DA NOI di Alberto Momo e Laura Cantarella, già presentato al 36° Torino Film Festival. Un ciclo di proiezioni al via. 

Parte il processo PFAS contro Miteni e rimbomba per Solvay in Alessandria, tra mancate bonifiche, possibili inceneritori, allarmi per alimenti e contenitori, licenziamenti e omertà sindacali. Allarme nazionale.

Alla vigilia del processo PFOA contro la Miteni di Trissino (11 novembre),

dopo le critiche del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” nella costituzione delle Vittime parti civili nel procedimento penale e il sopraggiungere di nuove testimonianze: clicca qui,

si infittisce la polemica in merito alla bonifica, questione che sarà centrale nel corso del processo: clicca qui.

All’orizzonte della bonifica compare addirittura un inceneritore  che la società Ecoprogetto Venezia  intende realizzare anche a quello scopo nel sito di Fusina-Venezia: clicca qui.

D’altronde, quando si parla di Pfas si intende anche il C6O4 (Pfas a catena più corta) anche esso  trovato nel sangue. A sua volta, l’Istituto superiore di sanità ISS ha divulgato i dati che dentro il corpo dei bambini stanno arrivando  “dosi settimanali” di Pfoa, segno  che il veleno bioaccumulabile viene assunto tanto negli alimenti che dalle confezioni degli alimenti. L’allarme dunque è nazionale: clicca qui.

L’attenzione dunque si sposta di nuovo sulla Solvay di Spinetta Marengo dove il C6O4 ha sostituito il Pfoa, per anni scaricato in Bormida/Tanaro/Po.

Ebbene, ad Alessandria Solvay ha contemporaneamente inaugurato un nuovo impianto e annunciato che intende aumentare del 30% la capacità produttiva di fluoroelastomeri, cioè il Tecnoflon, perciò estendere la produzione e l’uso di C6O4: clicca qui l’autorizzazione AIA Autorizzazione Integrata Ambientale  chiesta alla Provincia,

e contemporaneamente ha annunciato la procedura di licenziamento per 28 persone.

Insomma si offre ai sindacati di convertire i licenziamenti in prepensionamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo del C6O4: emissioni in atmosfera, emissione di liquidi e reflui, e relativi effetti sulla salute di lavoratori e cittadini.

Per quanto riguarda liquidi e reflui, altra coincidenza, la notizia di un inceneritore (tra Alessandria e Asti)  grazie ad un colossale finanziamento regionale ad una società mista pubblico-privata. Coincidenza, solo temporale? con l’inceneritore veneto?

Il tutto sta avvenendo coperto dal massimo silenzio delle Istituzioni e dei Sindacati. Silenzio che rompiamo.

DOCUMENTO TRASMESSO A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE DAL “MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE MACCACARO”

A Livorno una nuova associazione ambientalista soppianta la vecchia.

L’Altritalia Ambiente è una associazione che per autodefinizione  “sposa le teorie dell’ambientalismo moderno, ragionevole, realizzabile e accettabile da una società oramai abituata all’opulenza e ai benefici tipici di una civiltà industriale”, ma che gli ambientalisti definiscono filo industriale ovvero ispirata dalle industrie. In questa o quell’altra veste, ha organizzato una ammucchiata di organizzatori (Solvay spalleggiata dalle consorelle Ineos e Inovyn e Confindustria, dal  comune di Rosignano Marittimo, e dall’Università di Pisa) in un convegno destinato agli studenti arruolati come soldatini. Il titolo del convegno dice tutto:  “La chimica moderna tra sostenibilità e pregiudizio.” Il pregiudizio ovviamente è degli ambientalisti veri, gli antimoderni. Tra questi vi era in passato Maurizio Marchi  che ci auguriamo rompa il lungo silenzio seguito al colpo di spugna della querela. Nel frattempo ospitiamo la segnalazione con il commento di un ex iscritto della sua associazione: Clicca qui.

Salute e mortalità generale nei 25 quartieri di Genova.

Presentato il referto epidemiologico comunale (REC)  al congresso dell’Associazione italiana di epidemiologia (AIE) grazie alla collaborazione dell’ufficio statistico del Comune di Genova e del servizio di Epidemiologia ambientale dell’istituto tumori di Milano (INT). E’ in preparazione l’analisi per le 71 unità urbanistiche e la relativa mappatura. Contattare valerio.gennaro52@gmail.com

Val di Susa, fotoviaggio tra sprechi, inutilità e fatiscenza.

Non  solo fotografie, ma la storia di una Valle la nostra, che qualcuno vorrebbe svuotare di vita e resistenza per consegnarla inerme a quella devastazione che accomuna la Valle di Susa agli infiniti territori messi a ferro e fuoco da un sistema sempre più irresponsabile e violento. Presentazione di Nicoletta Dosio. Clicca qui nella newslettera di Doriella&Renato, insieme alle altre iniziative di lotta:  corteo per sostenere la resistenza della popolazione e delle Forze Siriane Democratiche, Fridaysforfuture, assemblee, cene, dibattiti…

Quando le mamme s’incazzano.

Miteni di Trissino: processo da record per la contaminazione da PFAS. Clicca qui la video inchiesta di Andrea Tomasi.

Clicca qui un video di Nadia Toffa del 2016. Si tenga presente che le stesse Iene avevano sei anni prima trasmesso i servizi di Luigi Pelazza sulla Solvay di Spinetta Marengo. E che la campagna anti-PFOA era addirittura partita da Alessandria nel 2008.  

Risorgimento Valbormida. Acna fabbrica di armi chimiche.

“Occorre rivedere la bonifica e il danno ambientale” commenta Ilvo Barbiero nella recensione al il libro “Veleni di stato” di Gianluca de Feo, che ha esaminato documenti dei Servizi Segreti inglesi, contenuti nei National Archives, desecretati dopo la fine della guerra fredda, che si riferiscono al periodo che va dagli anni ’20 alla fine della seconda guerra mondiale. Clicca qui.

Ilva di Taranto: lavoro o salute.

Sta per essere convertito in legge il decreto comprensivo dello scudo penale per i manager Acelor Mittal legato all’attuazione del piano ambientale (e anche i  capisquadra e i capireparto, spalleggiati da qualche sindacato, chiedono l’analogo  esonero delle responsabilità). Clicca qui un appello di Salvatore Palidda: affinché i sindacati fermino la deriva reazionaria.

Ci sarà finalmente giustizia per le vittime del PFOA?

Alla vigilia del processo, il 20 ottobre a Venezia era prevista una grande manifestazione organizzata da Comitati e Associazioni per chiedere la bonifica del terreno sottostante l’ex fabbrica Miteni di Trissino, terreno ancora pieno di PFOA. L’udienza del processo, slittata all’11 novembre, non è  l’inizio né, purtroppo, sarà la  conclusione della  lunga battaglia, iniziata nel 2008 ad Alessandria,  per chiedere equilibrio tra sviluppo economico, industria, agricoltura e salute. Clicca qui.  In Corte di assise di Vicenza il reato contestato dovrebbe essere “Avvelenamento doloso delle acque destinate all’alimentazione”, come già per il processo di Alessandria contro Solvay. Clicca qui

Dal 2008 abbiamo allertato l’inquinamento di PFOA dal Bormida al Tanaro al Po all’Adriatico. Clicca qui

Dal 2008 abbiamo denunciato la presenza di PFOA nel sangue dei lavoratori e nei cittadini, anche donatori di sangue. Clicca qui.  Dal 2008 abbiamo anche affermato pericolose le pentole antiaderenti realizzate con il PFOA. Clicca qui.

Il PFOA è pericoloso anche per le ossa: affermano i ricercatori di Padova. Clicca qui.

La denuncia del comitato Mamme No Pfas: « Ci sentiamo abbandonati. Il ministro Costa parla e basta da due anni». Clicca qui.

Il M5S difende il ministro Costa: clicca qui.

Class action in Usa contro 3M, Dow DuPont, Chemours e altre sei società che hanno consapevolmente contaminato di PFOA il sangue dei cittadini. Il team dell’avv. Rob Bilott ha rappresentato decine di migliaia di vittime delle sostanze PFAS alcune delle quali sono state collegate a cancro, danni al sistema immunitario e riproduttivo ecc. Clicca qui.

Solvay: a Spinetta Marengo nuovo impianto di distillazione per incrementare la produzione di PFPE. Clicca qui.

Risorgimento Valbormida. Prioritaria è la bonifica, non le gite culturali del FAI al sito Acna.

L’Eni  cura molto la propria “vetrina”, ma il “retrobottega”, con l’accumulo di veleni che incombe sulla parte piemontese della valle Bormida, continua ad essere il gigantesco problema di sempre. Gli spensierati visitatori del FAI dovrebbero porre all’Eni le seguenti domande. Perché i percolati continuano a ruscellare in fiume? Perché i muri di contenimento lasciano sfuggire contaminanti superiori ai limiti di legge? Perché troppo spesso gli odori tipici delle antiche lavorazioni invadono Saliceto e Cengio? Quali garanzie può avere la vallata piemontese di non ricadere nel dramma del passato? Clicca qui.

Cambiare sistema e non il clima: non è per Fridays For Future uno slogan.

L’assemblea nazionale, rappresentata  a Napoli da oltre 80 assemblee locali, ha condiviso le posizioni per rilanciare le lotte per la giustizia climatica. Tra queste: TAV  Val di Susa, No-Grandi navi  Venezia, no Muos  Catania e Siracusa, no TAP  Lecce,  terra dei fuochi Napoli, Bagnoli, Enel Civitavecchia, Snam Abruzzo, Terzo Valico Alessandria, metanodotto sardo, ecc. Clicca qui. L’assemblea, mentre chiede al governo di dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica nazionale, lancia il quarto sciopero globale per il 29 novembre, proponendolo a livello internazionale sotto lo slogan “block the planet”.

Risorgimento Valbormida. Presidio in Provincia contro la discarica Riccoboni di Sezzadio.

Una lotta iniziata più di 7 anni fa è che è ben lontana dalla scrittura della parola fine, nonostante le manovre del ministro Raffaele Costa (a destra nella foto) e del presidente provincia  Gianfranco Baldi (a sinistra). Clicca qui il Comitato Sezzadio per l’Ambiente.

Solvay benefattore dell’ambiente.

Dei quattro, il Country Manager è il secondo da sinistra.

Anche i dipendenti italiani della multinazionale  chimica hanno volontariamente (su semplice invito) dedicato una giornata (retribuita) di “volontariato collettivo” a favore del territorio, nello spirito dell’azienda da sempre impegnata in strategie di sviluppo sostenibile. Clicca qui lo sketch.   

Risorgimento Vallebormida. La Liguria insegna l’economia circolare al Piemonte.

Lo stop a “l’attentato alla salute” della valle Bormida Piemontese, a mezzo  della discarica Filippa  a Cascina Pitocca, tra Frugarolo e Casalcermelli, era stato imposto da:  Comitato torrente OrbaMovimento di lotta per la salute Maccacaro, Italia Nostra, Legambiente, Comitati di Carentino, Casalcermelli Predosa e Sezzadio. Sarebbe la copia della discarica di Cairo Montenotte che il proprietario, Massimo Vaccari,  pubblicizza come simbolo dell’economia circolare, e una specie di parco giochi per bambini, insomma un gioiello donato al Comune della valle Bormida Ligure. Dopo lo stop, il Vaccari è ritornato alla carica approdando alla nomina della commissione esaminatrice richiesta da Legambiente: clicca qui.

Il governo dovrebbe fare ogni sforzo per tutelare la salute pubblica dal PFOA.

Pfas, già prodotti dalla Miteni di Trissino e utilizzati dalla Solvay di Spinetta Marengo, scaricati in falde e fiumi,  sono sostanze chimiche di sintesi utilizzate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti. E ancora per rivestire padelle antiaderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico. L’Onu ne chiede la messa bando entro il 2020. Clicca qui: Il corpo dei bambini è pieno di sostanze plastiche e PFOA, il nuovo studio

Ponte Morandi: polveri sottili e ultrasottili attorno ai cantieri di demolizione.

Sia le misure commissariali (continui superamenti giornalieri PM10)  che quelle della centralina popolare (misura anche i valori orari delle le PM 2.5) segnalano alti livelli di polveri sottili e ultrasottili in via Porro nelle cui vicinanze sono operativi i cantieri per la demolizione meccanica delle macerie delle case e del ponte abbattuto.