Basta animali in gabbia.

Abbiamo depositato in Cassazione una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre un divieto all’uso delle gabbie a livello nazionale per tutte le specie allevate, con l’obiettivo di chiedere formalmente al Parlamento di discutere e avviare un percorso legislativo su questo tema, come già avvenuto in altri Paesi membri dell’UE (Austria, Lussemburgo, Svezia, Repubblica Ceca, Slovenia, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca.
In Italia si stima che più di 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, quasi 600.000 scrofe, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie siano allevate in gabbia, per un totale di oltre 40 milioni di animali: ecco perché è nata la nostra nuova campagna Gabbie Vuote, in collaborazione con Fanctanza Media e The Good Lobby.
Sulla piattaforma dedicata del Ministero della Giustizia sarà possibile firmare una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere l’introduzione del divieto all’uso delle gabbie per tutte le specie allevate su tutto il territorio italiano.
L’obiettivo è raccogliere almeno 50.000 firme entro settembre in modo da chiedere formalmente al Parlamento di discutere e avviare un percorso legislativo su questo tema, come già avvenuto in altri Paesi membri dell’UE.
 

Trump detta anche la dieta alimentare degli americani.

Si sa che le Linee guida alimentari USA (Dietary Guidelines) sono da sempre un compromesso tra interessi della potente industria alimentare e le migliori evidenze scientifiche raccolte in anni di lavoro da parte degli scienziati. Nel 1991, dopo ben 10 anni di studi da parte degli scienziati, fu presentata la prima immagine della piramide alimentare

la cui pubblicazione però fu bloccata su pressione dell’industria alimentare perché era troppo chiara nell’indicare di ridurre il consumo di carne, latte e derivati. Dopo quasi un anno di stop, grazie all’intervento della stampa (Washington Post) che aveva ridicolizzato l’USDA (il Dipartimento dell’Agricoltura), l’amministrazione di allora si vide costretta a pubblicare la nuova piramide.

Ebbene, nelle linee guida del 2026 l’amministrazione Trump in maniera sfacciata, come nel suo stile, ha deciso di favorire il business dei produttori agricoli. USDA e HHS, infatti, hanno creato una nuova piramide alimentare rovesciata

rispetto a quella del 1991 per enfatizzare le proteine soprattutto di origine animale, privilegiando il consumo di carne e latticini, e favorendo i “grassi salutari” in primis di origine animale (!?).

Queste ultime linee guida sono l’emblema della decadenza degli Stati Uniti, un Paese che sta distruggendo istituzioni che un tempo erano un baluardo della sanità pubblica con istituzioni come CDC, FDA, e NIH. Un Paese che è il primo al mondo in spesa militare, ma dove non esiste una sanità pubblica universale come quella che abbiamo in Italia, dove il capitale e l’interesse di pochi prevale sulla salute della popolazione generale.  La nuova piramide alimentare USA deve essere inquadrata all’interno del contesto politico e antiscientifico che sta attraversando l’America sotto l’amministrazione Trump.

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Mucche diventate animali velenosi.

Non solo le fabbriche, esempio Solvay che scaricano in atmosfera e nelle acque, ma per la catena alimentare umana il suolo agricolo è una grande fonte di PFAS.
 
L’inchiesta in Usa, nel Maine, quando si è appurato che una fattoria, convinta di produrre biologicamente, stava invece allevando mucche avvelenate dai Pfas. Hanno scoperto che decenni prima i campi erano stati fertilizzati con fanghi di depurazione contaminati da Pfas (devastante pericolo ancora non controllato in Italia). Dunque, le mucche si erano avvelenate pascolando il foraggio avvelenato, avvelenato al pari di frutta e verdura (in particolare a foglia larga), e ovviamente delle uova del pollame. Dunque, il latte delle mucche era contaminato e neppure la carne di manzo macellata era commestibile, pericolosa come cancerogena soprattutto per i bambini. Così dichiararono gli scienziati del Dipartimento dell’Agricoltura. Dunque l’allevamento fu chiuso.
 
Lo Stato del Maine sta testando sistematicamente le aziende agricole per rilevare l’eventuale presenza di PFAS. Uno studio del 2021 ha stimato che il mangiare anche solo un ravanello coltivato in un terreno con dei livelli elevati di PFAS potrebbe significare superare il limite di esposizione giornaliera prevista dalle linee guida.

Manco più due uova occhio di bue.

Era un gran mangiare: due uova biancorosse al tegamino con un bel bicchiere di vino (rosso).  Ora non più,  non puoi più fidarti né delle uova né del vino.
Si ripete l’allarme francese, quando i PFAS furono trovati nelle uova dei pollai domestici del Sud Oise, nell’Alta Francia, e le autorità sanitarie avvertirono di non consumarle.
 
Anche in Olanda scatta il divieto di mangiare le uova dei pollai domestici, allevati sul retro delle case, negli orti, nei pascoli per animali e nelle fattorie biologiche.  Perché contengono alti livelli di Pfas: compromettono il sistema immunitario, la riproduzione e lo sviluppo dei bambini non ancora nati, così come anche alterano i livelli di colesterolo nel sangue, danneggiano il fegato, causano tumori ai reni e ai testicoli ecc. L’Istituto nazionale per la salute e l’ambiente (RIVM) olandese ha calcolato la quantità di PFAS che le persone possono ingerire attraverso le uova prodotte in casa in 60 località del Paese. Questi valori sono stati confrontati con la soglia di sicurezza per la salute relativa ai PFAS. In 31 di queste località, le persone superano già tale limite consumando meno di un uovo alla settimana.
 
Come finiscono i Pfas nelle uova? Evidentemente dal cibo delle galline: mangimi, residui organici e perfino lombrichi. Trovati Pfas nelle uova biologiche: la colpa è dei mangimi dati alle galline, secondo il nuovo studio danese.
Eppoi, c’è l’allarme vino. I vini europei, tra cui anche tre prodotti italiani (Chianti120 microgrammi per chilo, Prosecco 69 microgrammi e Kalterersee 43 microgrammi) contengono livelli di Pfas superiori fino a cento volte rispetto a quelli che sono stati trovati in acque minerali, specie nell’agricoltura intensiva e convenzionale. La denuncia viene da Bruxelles dove i membri dell’European Pesticide Action Network Europe (PAN Europe) hanno presentato uno studio inedito e allarmante sulla contaminazione alimentare da acido trifluoroacetico (Tfa) nel vino, condotto in dieci paesi del continente, su una quarantina di vini. Il Tfa fa parte della famigerata famiglia delle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) utilizzate nell’industria e, sotto forma di fitosanitari, anche in agricoltura.
 
Chi pensa, come il ministro Francesco Lollobrigida, che il vino non faccia più male dell’acqua deve ricredersi. E dato che siamo il primo paese produttore di vino a livello globale, dovremmo considerarla un’emergenza nazionale.

Oltre gli allevamenti intensivi.

L’inquinamento degli allevamenti intensivi contribuisce alla morte di 50.000 persone in Italia, in particolare in Pianura Padana

In occasione della Giornata Mondiale per gli Animali negli Allevamenti, le Associazioni Greenpeace Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, Lipu, Terra! e WWF evidenziano numeri e impatti degli allevamenti intensivi e…

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Pfas nei mangimi per allevamenti.

Nelle scuole andrebbe spiegata al completo la catena alimentare: partendo dalle aziende di produzione (in Italia: Solvay di Spinetta Marengo) e di consumo. Le quali  scaricano Pfas nelle acque potabili e in atmosfera: dalla quale ricadono al suolo sugli alimenti vegetali e animali (…oltre che direttamente nei polmoni). I mangimi sono un anello della catena alimentare.
 
I Pfas contenuti nei mangimi (foraggi verdi o secchi, semi o frutti, sottoprodotti di cereali e dello zucchero ecc.), insieme all’acqua eventualmente contenente Pfas, sono somministrati agli animali allevati (bovini, ovini, suini e polli): e carni e uova e latticini  contenenti Pfas sono infine  consumati dagli esseri umani  come letalmente tossici e cancerogeni.
 
Ebbene, il Bundesinstitut für Risikobewertung (BfR)l’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione dei Rischi, ci prova a valutare i rischi dei Pfas nei mangimi (foraggio, becchime, pastoni), a calcolare i limiti da non superare. Modelli di tossico cinetica. In realtà, non esistono concentrazioni massime ammissibili, livelli sicuri per la salute umana: dal feto all’anziano, per le molecole “Forever Chemicals“, inquinanti eterni, ubiquitari, indistruttibili, indegradabili e bioaccumulabili. L’unico è il livello zero.

Politica Agricola Ue. Ambiente sconfitto su tutta la linea.

Vincono l’agricoltura intensiva e la lobby dell’agrobusiness. Nessun tetto massimo alla densità di animali per ettaro negli allevamenti intensivi le cui sovvenzioni, almeno per ora, restano invariate. Nessun budget specifico per proteggere la biodiversità sui terreni delle aziende agricole con stagni, siepi e piccole zone umide e, per rimanere in tema, addio all’obbligo di almeno il 10% dei terreni agricoli dedicati alla biodiversità. E viene persino abolito il divieto di arare e convertire i prati permanenti nei siti della rete Natura 2000 (aree protette), dove gli agricoltori potranno ricevere sovvenzioni per trasformare in campi agricoli le zone umide tanto preziose per la fauna selvatica. Per il Commissario Europeo all’Agricoltura questo voto del Parlamento Europeo renderà impossibile la realizzazione del Green New Deal. Soddisfatta, invece, la nostra Ministra Bellanova, schieratissima con le grandi lobby.