Cambiare sistema e non il clima: non è per Fridays For Future uno slogan.

L’assemblea nazionale, rappresentata  a Napoli da oltre 80 assemblee locali, ha condiviso le posizioni per rilanciare le lotte per la giustizia climatica. Tra queste: TAV  Val di Susa, No-Grandi navi  Venezia, no Muos  Catania e Siracusa, no TAP  Lecce,  terra dei fuochi Napoli, Bagnoli, Enel Civitavecchia, Snam Abruzzo, Terzo Valico Alessandria, metanodotto sardo, ecc. Clicca qui. L’assemblea, mentre chiede al governo di dichiarare l’emergenza climatica ed ecologica nazionale, lancia il quarto sciopero globale per il 29 novembre, proponendolo a livello internazionale sotto lo slogan “block the planet”.

Il TAP è un servizio reso alla Germania.

Dall’Azerbaijan alla Puglia, poi il gas viene preso in carico da SNAM, che a zig zag lungo la penisola lo porta  in Romagna, da qui prosegue fino alla Germania che sarà il vero utilizzatore. L’Italia insomma “paga banchetto e viaggio di nozze ma non riceverà un solo confetto”, ovvero un metro cubo di gas. Clicca qui Emanuela Leo.

Via libera del governo al TAP in Salento.

In continuità con l’esecutivo precedente, con l’allungamento della scadenza della illegittima Valutazione ambientale, fila liscia la costruzione del mega gasdotto (600 Km), sulla base di presunte penali poi smentite dagli stessi uffici ministeriali, nonostante le innumerevoli criticità nell’area marina protetta  e le due indagini penali in corso che convergono sulla mancata valutazione degli effetti cumulativi dell’intera opera: assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche  ed edilizie.

Campeggio No Tap – No Snam.

30 agosto-2 settembre a Campo di Giove (AQ), Parco nazionale della Majella. Il punto sui diversi progetti in corso in centro Italia, dalla centrale Snam di Sulmona al gasdotto Sulmona-Foligno passando per gli stoccaggi e il gasdotto Larino-Chieti, in collegamento con no-Tap per continuare la lotta di contrasto al ‘Hub del Gas.’, piattaforma logistica per il Nord Europa. Clicca qui il programma.

Coordinamento Nazionale Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Il report della riunione (clicca qui): campagna a sostegno della legge per l’acqua e iniziativa nazionale del 23 febbraio a Roma “Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili”; valutazione su campagna di raccolta firme su legge d’iniziativa popolare sui beni comuni; risorse e autofinanziamento del Forum Acqua.

15 indagati Tap.

La Procura di Lecce ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 15 persone e all’azienda Tap, relativamente a reati ambientali che sarebbero stati commessi nella parte del cantiere in località “Le Paesane” di Melendugno e sul presunto inquinamento della falda e del sottosuolo nel del cantiere del microtunnel in località San Basilio di San Foca, marina di Melendugno , per la possibile perdita di sostanze pericolose , tra cui il cromo esavalente con l’ipotesi che l’area potesse essere stata contaminata con il cemento utilizzato da Tap durante i lavori, per via di una inidonea impermeabilizzazione del cantiere.

Le resistenze nei territori difendono e rilanciano il bel Paese.

Si è conclusa a Firenze la Conferenza dei Territori contro le Grandi opere inutili .Per l’8 dicembre, Giornata Internazionale contro le Grandi Opere Inutili e Imposte, è stata decisa una manifestazione nazionale come prima tappa per la costruzione di un cammino comune. Sui siti http://notavfirenze.blogspot.com/ e www.PresidioEuropa.net/blog saranno disponibili i video degli interventi.

Ma gli ambientalisti sanno dire solo no?

Giuseppe Teti, sindaco di Vignole Borbera (AL), chiede
“Cosa sono tutti sti no no no parliamo di inquinamento o di chiudere delle aziende ?”

Il sindaco si riferisce alla mailinglist dal titolo: “PER LA PREVENZIONE PRIMARIA I MOVIMENTI NO No solvay, No pfoa, No benetton, No tav, No ilva, No muos, No tap, No carbone, No nucleare, No dal molin, No glifosato, No amianto, No acqua privata, No razzismo, No guerra, No violenza…….”.

Domanda retorica, altrimenti strana da parte di un sindaco coraggioso ed encomiabile, come ha dimostrato in alcune occasioni: clicca qui Giornale7 e clicca qui La Stampa.

Tutti quei NO dei rispettivi Movimenti di lotta intendono affermare la PREVENZIONE PRIMARIA, cioè impedire a monte il realizzarsi di gravi attentati all’ambiente e alla salute, ciascuno dei quali era trattato sul Blog della Rete ambientalista. Il NO difficilmente si riferisce alla chiusura di un’azienda, semmai intende prevenire l’apertura di nuove fonti di rischio.

Cosa avvelena la Puglia e uccide gli Ulivi secolari.

Clicca qui Giuseppe Altieri. Cure agroecologiche e non campi di sterminio chimico della biodiversità o distruzione degli Ulivi secolari. Fondi europei a disposizione per tutti gli agricoltori, obbligatori e prioritari per l’agricoltura biologica. Siano i Sindaci a imporre il divieto dei Pesticidi chimici dichiarando i territori biologici con ordinanze sanitarie:

Non si ferma No Tap, la battaglia per gli ulivi.

Sigilli della magistratura nell’area a vincolo paesaggistico di altri 448 alberi espiantati per far posto al gasdotto che dall’Azerbaijan, dopo la Puglia, attraverserà l’Italia per raggiungere l’Europa . Melendugno è militarizzata da mesi. La lotta non si ferma.
Clicca qui Maria Cristina Fraddosio “Tap, battaglia per gli ulivi. Sequestrato un cantiere”.

Mentre il sisma imperversa il gasdotto SNAM avanza nelle aree terremotate.

La persistenza sismica fa molto temere sui rischi per il nostro territorio dell’avanzata del gasdotto Snam Rete Adriatica Brindisi-Minerbio, del diametro di ben 120 cm, un’infrastruttura di quasi 700 km di lunghezza (collegata a sua volta al TAP dell’Azerbaigian), che sta attraversando tutte le aree a più elevato rischio terremoti dell’Italia centrale, compresi ben tre crateri sismici tra Umbria, Marche ed Abruzzo, nonché le zone di alto pregio naturalistico dell’Appennino (considerando -inoltre- che a lato, come non bastasse, insiste il fracking delle trivelle nell’Adriatico). Clicca qui Paolo D’Arpini.

Prosegue il viaggio della Carovana NO TAP.

Incontri pubblici con il Movimento NO TAP che da anni in Salento si oppone alla realizzazione di TAP (Trans Adriatic Pipeline) e della Rete Adriatica SNAM che coinvolgerà tutta la dorsale appenninica attraversando territori ad elevato rischio sismico. Il 19-20/1 a Bologna e Minerbio. Tappa conclusiva il 26-27/1 a Milano. Clicca qui.

Il mega tubo Snam passerebbe sulla faglia sismica dell’Appennino Centrale.

Un’operazione prettamente commerciale, destinata a portare enormi profitti alle casse della Snam ma pagata in bolletta dai cittadini italiani e scaricata su territori in termini di devastazione ambientale, rischi per la sicurezza e la salute, impoverimento economico.
Clicca qui Maria Cristina Fraddosio “L’Abruzzo teme il gasdotto”.

La polizia fa gli auguri di Natale ai manifestanti No Tav e No Tap della Valsusa e del Salento.

Bombe carta per ricordare la vittoria NoTav del 2005. La polizia si apposta a Chiomonte: scontri e tre arresti. Clicca qui Andrea Giambartolomei.
Corteo antigasdotto nella “zona rossa” di Melendugno. Scontri e feriti. “Siamo stati ammanettati e picchiati”. In questura in 53, anche minori. Clicca qui Maria Cristina Fraddosio.

E’ partita la Carovana NO TAP.

 

Lungo il tragitto incontri, assemblee, manifestazioni, per informare-comunicare-protestare contro questa ennesima “grande opera inutile, costosa, dannosa” che ci tocca tutte/i, a partire dal Salento dove approda il gasdotto proveniente dall’Arzebaigian, alle regioni percorse dal Gasdotto (Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria, E.Romagna, Lombardia) , a tutte le altre in cui la speculazione profittuale unita alla devastazione territoriale ne combina di tutti i colori.

Clicca qui le tappe del tour da Melendugno a Milano

Non vogliamo il gasdotto tra gli ulivi sradicati. Rivolta NO TAP nelle campagne leccesi.

Scontri con la polizia antisommossa e feriti al pacifico presidio di cittadini e sindaci a Melendugno, dopo il via libera del Consiglio di Stato al cantiere TAP (Trans Adriatic Pipeline), per impedire il placet del governo all’espianto degli ulivi negli otto chilometri del tracciato del tunnel del gasdotto della multinazionale svizzera (40 miliardi di metri cubi l’anno) proveniente dal Mar Caspio: un’opera costosa (40 miliardi di dollari) peraltro inutile nel giro di dieci anni per il calo dei consumi di gas, e dannosa per l’ambiente e l’economia locale, nonché alternativa alle energie rinnovabili. Malgrado le botte, la lotta proseguirà ad oltranza in riva ad una delle più belle spiagge del Salento.

Clicca qui Gialuca Maggiore, portavoce No Tap.  
Clicca qui Marco Franchi “L’Espresso oggi in edicola: ‘Mafia dietro il gasdotto’. L’azienda querela.