
Un incoraggiamento speciale negli esami di maturità.

Movimenti di Lotta per la Salute, l"Ambiente, la Pace e la Nonviolenza


Creare classi separate per gli studenti e le studentesse con disabilità. Non per migliorare la scuola, ma per nascondere sotto il tappeto i problemi che non si è stati capaci di risolvere.
Un vergognoso ritorno ad un passato fallimentare.
«Per gli studenti e le studentesse con disabilità che si preparano a sostenere gli esami di maturità , si pone da tempo un problema, nel caso in cui si avvalgano del cosiddetto “PEI semplificato” (Piano Educativo Individualizzato), basato cioè su “prove equipollenti”. Ma una recente Circolare del Ministero, anziché semplificare le cose, le ha ulteriormente complicate. Clicca qui Quali esami di maturità per gli studenti e le studentesse con disabilità?

Oggi dedichiamo una foto a chi pur dicendo «di non essere specializzato in disabilità» e dichiarando poi di «essere stato frainteso», aveva sostenuto la necessità di «classi separate per i bambini con disabilità», perché «la vita è dura» e bisogna «liberare ali e cervelli di chi sa o vuole volare». È una foto tra tante altre che avremmo potuto scegliere, di persone con disabilità che hanno “saputo volare”, ma è particolarmente significativa, anche in vista delle prossime elezioni europee, perché raffigura Mar Galcerán, donna con sindrome di Down, che dal 2023 è deputata nel Parlamento spagnolo.
La “giostra-girandola-altalena”, ormai cronica, di docenti per il sostegno agli alunni e alle alunne con disabilità è gravissima: una situazione che determina di fatto l’impossibilità di assicurare agli allievi con disabilità quella continuità didattica che è un fattore determinante per favorirne il successo formativo.(continua…)

“Cambiamo sguardo: dire, fare, parlare di disabilità”: si chiama così il nuovo progetto dell’organizzazione CBM Italia, già attiva nelle scuole primarie e dell’infanzia, rivolto questa volta alle scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia, tramite un percorso online dedicato a insegnanti e altro personale scolastico, attraverso invece una formazione in classe per alunni e alunne, studenti e studentesse, centrando l’attenzione soprattutto sul tema dei diritti delle persone con disabilità sanciti dalla relativa Convenzione ONU (continua…)
Molti Comuni, nel predisporre il servizio di assistenza per l’autonomia e la comunicazione rivolto alle scuole, lo affidano a enti convenzionati, sulla base di bandi che non rispettano la normativa vigente in materia di disturbo dello spettro autistico, normativa che prescrive espressamente la specializzazione del personale impegnato in tale servizio». (continua…)
Nelle scuole italiane gli alunni e le alunne con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento: dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia) sono il 5,4%, ma a dodici anni e mezzo dal varo della Legge 170 /10 (“Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in àmbito scolastico”), quanto essa è stata realmente applicata nelle scuole stesse? I risultati di un’indagine dell’AID (Associazione Italiana Dislessia) fanno pensare che negli ultimi anni vi sia stato un significativo passo indietro nell’applicazione della legge, anche forse a causa degli infelici effetti della pandemia (continua…)
Nonostante i dettami all’interno della normativa scolastica siano estremamente chiari, molti dirigenti scolastici ancora non li applicano correttamente, creando pertanto gravi problematiche nel garantire piena partecipazione e condivisione alle gite stesse per gli alunni e le alunne con disabilità (continua…)
Rivolto a chi accompagna persone con disabilità visiva in escursioni e camminate, viene diffuso dall’APRI di Torino (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti) un breve vademecum fatto di consigli pratici, riassumibili sostanzialmente in uno di essi, che è semplicemente «sapere sempre cosa fare, senza incertezze» (continua…)
La storia di quei ragazzi di scuola elementare che hanno rinunciato a proseguire la gita, per non lasciare solo un compagno con disabilità che non avrebbe potuto parteciparvi, a causa della pedana rotta del pullman, deve servire da monito per adeguare le nostre città alle esigenze di tutti, in modo che nessuno studente o studentessa con o senza disabilità debba rinunciare alla propria gita insieme ai compagni. Se non lo faremo, vorrà dire che il messaggio di quei ragazzi non lo avremo compreso e avremo fatto, come spesso accade su questi temi, solo retorica. (continua…)
Si sono resi protagonisti di uno splendido atto, un bell’esempio. Ma niente medaglia. Hanno fatto quel che andava fatto! Prendiamoli a modello. Le altre scuole lo facciano. Lo facciano i bambini e gli adulti di ogni dove. Ma quei bambini non hanno fatto nulla di speciale, se non quello che andava fatto. E non ci sono medaglie per chi non fa nulla di straordinario. Si chiama buonsenso (continua…)
«Gli studenti e le studentesse con disabilità continuano ad essere uno dei gruppi più emarginati quando si tratta di accedere a un’istruzione di qualità ed equa»: lo dicono dall’IDA, l’Alleanza Internazionale sulla Disabilità, che in vista del prossimo Vertice sulla Trasformazione dell’Istruzione, in programma nell’àmbito della 77^ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ricorda agli Stati Membri dell’ONU che l’istruzione inclusiva è l’unico modo per raggiungere l’Obiettivo 4 (“Istruzione di qualità”) dell’Agenda ONU 2030, in riferimento a tutti gli studenti con disabilità, ovunque si trovino (continua…)
Un Decreto del Ministero dell’Istruzione descrive le varie tappe burocratiche necessarie a far sì che le scuole utilizzino i fondi disponibili per acquisire sussidi e ausili didattici rivolti agli alunni e alle alunne con disabilità. In particolare, vi si invitano gli Uffici Scolastici Regionali ad aprire quanto prima i bandi rivolti alle scuole, già in vista dell’inizio del prossimo anno scolastico. Interessante è anche il fatto che il Decreto si incentra sull’intervento dei CTS, i Centri Territoriali di Supporto (continua…)
La mancata attuazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) per un bambino con autismo, a causa dell’inadeguata specializzazione delle docenti, costituisce una valida applicazione alla fattispecie educativo-scolastica del diritto antidiscriminatorio, ovvero di uno dei campi più innovativi del diritto, per altro non ancora diffusamente applicato (continua…)
A tre settimane dalla Sentenza con cui il Consiglio di Stato si è pronunciato contro il TAR del Lazio, che aveva bocciato i nuovi Piani Educativi Individualizzati introdotti dal Decreto Interministeriale 182/20, il Ministero stesso non solo non ha convocato l’Osservatorio sull’Inclusione, come avevamo richiesto, ma non ha nemmeno fornito indicazioni alle scuole su come procedere». (continua…)
Aumento del numero di alunni e alunne con disabilità, con una migliore partecipazione alla didattica, scarsa competenza dei docenti (curricolari e di sostegno) sui modelli inclusivi, ancora limitata accessibilità agli edifici scolastici, carenza di assistenti all’autonomia e alla comunicazione, specie nel Mezzogiorno, e crescita anche dei docenti di sostegno, inversamente proporzionale, però, alla loro formazione specifica: sono questi, in estrema sintesi, i dati principali del nuovo Rapporto ISTAT sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, riferito all’Anno Scolastico 2020-2021 (continua…)

Quest’anno il tema della Giornata sarà “Ripartiamo!”, rappresentato efficacemente da questa immagine di due giovani con sindrome di Down che, mano nella mano, sono pronti a partire, insieme e nonostante le frecce che vanno nella direzione opposta (continua…)

Le tre scimmiette non vedono (Ministero del Lavoro), non sentono (Ministero dell’Istruzione), e non parlano (le associazioni, i genitori, il mondo accademico e quello della scuola italiana in primis nonché il sistema di informazione). Tutti, invece, dovrebbero parlare per i nostri alunni e alunne con disabilità, che hanno diritto ad un servizio degno, perché l’inclusione è di tutti e perché l’inclusione non si fa domani, ma va fatta adesso. (continua…)
In ogni scuola è possibile installare una rampa. Non farlo è una discriminazione sanzionabile anche a livello legale. (continua…)
Già più di 350 domande/risposte, classificate in circa 80 tra categorie e sottocategorie e anche una raccolta di norme con il link diretto ai testi delle stesse: è assai utile e strutturato in modo estremamente pratico il nuovo servizio sull’inclusione scolastica delle persone con disabilità, denominato “FAQ Normativa Inclusione” (continua…)
Sono sempre più numerose le segnalazioni di violazioni ai danni dei ragazzi e delle ragazze con DSA (disturbi specifici di apprendimento) i quali, oltre ad affrontare i problemi legati alla didattica a distanza, vedono calpestati i diritti che ormai da un decennio sembravano tutelati dalla Legge 170/10. (continua…)

Ma il nuovo modello di piano educativo individualizzato per i bambini con disabilità, previsto dall’ultimo decreto ministeriale, contiene punti lesivi del diritto all’istruzione degli alunni con disabilità: l’esonero da alcune discipline di studio, con allontanamento dell’alunno con disabilità dal gruppo classe e dai suoi docenti, la conseguente riapertura di “spazi laboratoriali” o di “aule riservate” piuttosto che attività individuali che ricreano, di fatto, le “classi differenziali”, la riduzione dell’orario di frequenza. A ciò si aggiungono (continua e firma).

Gli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali stanno effettivamente vigilando? (continua…)
Niente integralismi sui nuovi Piani Educativi Individualizzati (continua…)
Il nuovo Piano Educativo Individualizzato: svolta o regressione? (continua…)
Bene l’attenzione alla disabilità, ma c’è ancora tanta strada da percorrere (continua…)
Il nuovo Piano Educativo Individualizzato e i rischi di invertire il percorso (continua…)
Ovvero docente di sostegno=alunno con disabilità, docenti curricolari=resto della classe (continua…)
E’ determinante aprire le scuole in piena sicurezza, consentendo la ripresa della didattica in presenza, pur con i dovuti e necessari adattamenti, e vigilare affinché i diritti delle alunne e degli alunni con disabilità abbiano la stessa dignità e attenzione dei coetanei. (continua…)
Previsto dall’Onu, non è accolto da tutte le nazioni, d’altronde in Italia è stato negato fino al 1977 per le scuole elementari e medie e fino al 1987 per le superiori. (continua…)
Oltre all’obbligo di accompagnare gli alunni con disabilità da fuori a dentro la scuola (e viceversa), oltreché dentro i locali della scuola. La legge va rispettata. (continua…)
Quella norma che consente loro la “reiscrizione” al medesimo anno di scuola frequentato. Come verrà spiegato a quell’alunno e alunna con disabilità che “godranno” del diritto a re-iscriversi, i quali non troveranno i loro compagni e compagne in aula a settembre, per effetto Covid. (continua…)
E non educa nel campo dei diritti, della solidarietà, della la lotta alla discriminazione, per un’inclusione attiva per tutti, in ambito di disabilità, interculturalità e intergenerazionalità. (continua…)
Sentenza della Cassazione. Le scuole non possono ridurre le ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione stabilite dal PEI. (continua…)
Sono obblighi di legge, perseguibili. (continua…)
Deve essere normata dal Ministero dell’Istruzione, anche alla luce di alcune difficoltà operative, quali il rifiuto di alcuni docenti di accettare una telecamera in classe e il numero di ore in cui il docente di sostegno debba recarsi al domicilio dell’alunno. (continua…)
Andrebbe rimosso. (continua…)
Grave ritardo nelle assegnazioni degli insegnanti di sostegno e degli assistenti alla comunicazione, scarsa formazione di entrambe le categorie, assenza di continuità didattica. (continua…)
Si registra un notevole incremento di bambini e ragazzi iscritti a scuola con diagnosi di disabilità. Molti esultano per il presunto miglioramento dei criteri e delle competenze diagnostiche e per le grandi possibilità di aiuto che questo aumento di diagnosi sembra offrire, ma è possibile che così tanti bambini stiano diventando disabili? La disabilità è diventata forse “virale”? O non siamo per caso noi che ci stiamo ammalando con il “virus della diagnosite”?» (continua…)
La prima piattaforma digitale che dà la possibilità agli studenti che non possono recarsi fisicamente a scuola per gravi problemi di salute di frequentare regolarmente le lezioni (continua…)
non si riuscirà ancora a fornire un’adeguata cura igienico-personale agli alunni con disabilità. (continua…)
Solo una su quattro ha postazioni informatiche adatte alle esigenze degli alunni con sostegno. Insufficienti gli insegnanti di sostegno e poco preparati, in più discontinui. Peggiore la situazione al sud. Clicca qui Virginia Della Sala.
In quattro anni ha già fornito migliaia di risposte a genitori e insegnanti (continua…)
Dal sondaggio: il 41% di quelle famiglie ha denunciato la mancanza della figura di sostegno e tra esse il 30% ha dichiarato anche di essere stato invitato a non portare a scuola il proprio figlio o di ridurne la frequenza, (continua…)
Un sondaggio rivolto alle famiglie e composto di undici domande. (continua…)
Il sostegno non è “l’ultima spiaggia” rispetto al trasferimento o alla disoccupazione e non è stato istituito per risolvere i problemi di mobilità o i problemi dei docenti perdenti posto. E invece, pur essendoci in Italia migliaia di docenti specializzati tramite corsi altamente selettivi, il Ministero, utilizzando il sostegno come strumento per le emergenze del sistema istruzione, non li stabilizza, negando il sacrosanto diritto di continuità didattica agli alunni con disabilità. (continua…)