Sanità sempre più privata in tutte le Regioni.

Mancano oltre 10mila medici pediatri, ginecologi, ortopedici, radiologi, urologi, psichiatri, personale del pronto soccorso ecc. Reparti ridotti all’osso. Ferie arretrate, straordinari e turni massacranti. Carenza dei contratti di formazione. Neolaureati senza specializzazioni. Specializzandi che assistono i pazienti senza tutor. Dottorandi che fanno attività clinica nonostante il contratto di ricerca. Ricorso a prestazioni in intramoenia e a specialisti a gettone. Appalti a cooperative e ricorso a medici stranieri. Esternalizzazione di visite ambulatoriali e interventi chirurgici, diagnostica. Esternalizzazione di pronto soccorsi. Orari ridotti nei centri trasfusionali. Insomma fuga al pubblico al privato che offre anche contratti più vantaggiosi.

Quel che si deve fare sulla paralisi cerebrale infantile.

Un problema sociale come quello della paralisi cerebrale infantile – una delle più frequenti malattie neurologiche dell’infanzia – richiede misure atte ad accrescere la conoscenza medica sulla patologia, la garanzia di un assistenza e di un risarcimento adeguati ai bambini che hanno sviluppato disabilità alla nascita, e al tempo stesso la riduzione della conflittualità e dei costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale per risarcire le famiglie colpite. (continua…)

Ennesimo scandalo nella sanità lombarda.

Un tessuto di relazioni criminose tra affaristi privati, faccendieri, politici ed operatori della sanità. Un groviglio di affari e corruzione reso possibile, in condizioni “normali” da una strutturale commistione tra pubblico e privato nel quale il secondo è avvantaggiato da leggi e norme prodotte dal centrodestra lombardo che accelerano il cammino verso il totale smantellamento della sanità pubblica. Clicca qui Vittorio Agnoletto.

Chi può, per curarsi, costretto alla sanità privata, anche indebitandosi. Chi non può, attende in coda o rinuncia.

 
Nelle Tabelle: i giorni di attesa per alcune visite specialistiche (record oculistica: 104) e diagnostiche (record mammografia: 142), e le percentuali di ricorso al privato (62,5% !)

Perfino gli interventi chirurgici sono in ritardo: 28,4% in ortopedia, addirittura in oncologia: 14,3%. Per una cataratta o una chirurgia vascolare: anche 12 mesi di attesa. Raccomandazioni e bustarelle per saltare le liste di attesa. Si consideri che 13 milioni di italiani sono in difficoltà economiche e 1,8 milioni sono sotto la soglia di povertà, così 7,8 milioni hanno dovuto utilizzare tutti i risparmi e/o indebitarsi. 
 

Sulle nostre spalle le missioni militari all’estero.

Nuovo impegno: in Niger saranno inviati 470 militari a sostegno del governo corrotto e del colonialismo francese. I costi complessivi delle missioni di guerra saliranno a 1.504 miliardi di euro. Aumenteranno i tagli alla sanità, all’istruzione e ai trasporti pubblici. Alimenteranno il terrorismo islamista ed esporranno la popolazione italiana a possibili ritorsioni. Aumenteranno i rifugiati e gli affogati in mare.

Appello per la realizzazione di Casa Gabriella.

A Firenze, la struttura, di proprietà INAIL, rischia di essere utilizzata per altri scopi perdendo una occasione unica per realizzare una struttura innovativa per il mantenimento o il ripristino delle migliori condizioni di salute e di vita delle persone con lesione midollare. Gabriella Bertini, paraplegica, prima di lasciarci, ha fatto riflettere tutti noi su questo tema: dopo il ricovero in Unità Spinale, il naturale invecchiamento necessita di ulteriori risposte. E negli ultimi anni della sua vita ha originato il progetto Casa Gabriella, una struttura non ospedaliera ma ad essa collegata, nella quale le persone dopo il necessario passaggio nell’Unità Spinale potessero soggiornare per tempi più o meno lunghi, eventualmente insieme a familiari, avendo garanzia di assistenza sanitaria, durante il quale acquisire o recuperare le proprie capacità residue, evitando in molti casi ricoveri in Unità Spinale il cui costo è molto alto con evidente risparmio per la sanità pubblica. (continua)

La sanità italiana è al collasso.

Tagli, risorse inadeguate in bilancio 2018, impossibilità di un turn over, molti laureati ma carenza di nuovi specialisti, fuga dei giovani all’estero, età media più alta d’Europa, 9mila medici in meno dal 2009 al 2015, contratti flessibili, programmi di riposo non rispettati, malati a rischio. L’Allarme Sanità è alla base dello sciopero dei medici.

Fa parte del servizio sanitario pubblico l’unità mesotelioma fino ad oggi finanziata da fondi privati.

La Regione Piemonte ha deliberato l’istituzione dell’ unità UFIM all’interno del Dipartimento di Medicina dell’Aso in convenzione con l’Asl.
Clicca qui Silvana Mossano “Ufim diventa struttura stabile e autonoma”
Dal 2004 la Fondazione Buzzi Unicem ha speso circa 4 milioni per la ricerca: Clicca qui La Stampa.
Se anche tu vuoi contribuire per la Ricerca della cura del mesotelioma, riceverai in omaggio i libri “Ambiente Delitto Perfetto” e/o “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”. Invia mail a balzamd@gmail.com specificando indirizzo postale, e ti sarà fornita indicazione su come effettuare la sottoscrizione.

I tagli sulla sanità mettono a rischio i livelli di cura.

Sono oltre 25 miliardi nel 2010-2019. Non sono garantiti i Lea Livelli di assistenza sanitari. Che dovrebbero essere uguali per tutti gli italiani. I cittadini rinunciano ai servizi per le liste di attesa. Chi può ricorre al privato. Il governo prevede un ulteriore calo di spesa sanitaria rispetto al Pil, sotto la soglia minima dell’Oms Organizzazione mondiale della sanità. Gli altri tagli alle politiche sociali.

Sei qui per un’inaugurazione o per dare l’estrema unzione?

E’ lo striscione col quale il personale medico dell’ospedale di Tortona ha accolto l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta. L’inaugurazione riguardava l’ampliamento dell’unità di Senologia della dottoressa Maria Grazia Pasquola, reparto d’avanguardia in Italia ma che rischia anch’esso di essere coinvolto nella generale decadenza sanitaria.

Se 12,2 milioni rinunciano a curarsi

è morale che la propaganda governativa racconti che gli italiani sono tutti al mare e in montagna? Fallimentare la sanità pubblica sacrificata alla sanità privata: la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil è inferiore a quella degli altri Paesi europei. Mancano migliaia di medici e infermieri, liste di attesa, speculazioni mafiose.

Cacciabombardieri F35 un progetto dannoso per la pace e le casse dello Stato.

Dieci anni di mobilitazioni popolari contro la follia di una spesa prevista di 18,3 miliardi per armi da guerra, in più costose (costo medio per velivolo 130,6 milioni) e inutili (lenti, superati sul piano militare) e perfino inefficienti (276 problemi tecnici) e pericolosi (per i piloti), sacrificando ai profitti dell’americana Lockheed miliardi utili alla sanità e alla scuola. Un programma ridimensionato (da 131 a 90 caccia) ma che andrebbe rottamato: abbiamo bisogno semmai di una flotta di Canadair per spegnere incendi.

Miliardi di euro sottratti alla Salute delle Persone.

22,51 miliardi di euro di sprechi sulla spesa sanitaria pubblica: sovrautilizzo di servizi e prestazioni inefficaci e inappropriate, frodi e abusi, acquisti a costi eccessivi, sottoutilizzo di servizi e prestazioni sanitarie efficaci e appropriate, complessità amministrative, inadeguato coordinamento dell’assistenza. (continua…)

32 miliardi pagati di tasca propria per visite e infermieri.

La sanità pubblica sempre più a picco nel 2016. 25 miliardi spesi in visite mediche e accertamenti diagnostici per aggirare privatamente le liste di attesa pubbliche. Inoltre 12,6 milioni di italiani hanno sborsato altri 6,2 miliardi per farsi assistere da un infermiere a domicilio. Altri 24 milioni di pazienti hanno richiesto prestazioni a infermieri non professionali (in nero). Per le Residenze Socioassistenziali: anni di attesa e 2mila euro di retta. Per le case di riposo private (non lager): da 4mila euro mensili in su. Intanto, alla sempre maggiore carenza di medici di famiglia, si aggiungono 50mila posti di infermiere mancati. Dovrebbe esserci 1 infermiere ogni 6 assistiti, che invece sono 12; risultato: il tasso di mortalità sale del 20%.

A proposito della Giornata mondiale contro il cancro.

Sui media il governo ha parlato di prevenzione del cancro come fosse una questione di comportamenti individuali, evitando dunque la domanda: di chi è la responsabilità della diffusione del cancro? cosa si fa per risanare e quindi prevenire questa diffusione. Salvatore Palidda invece risponde riprendendo i concetti sviluppati nel Convegno di Genova, al quale ha partecipato la Sezione di Medicina democratica di Alessandria (clicca qui).
L’unica prospettiva di effettiva lotta contro i disastri sanitari-ambientali connessi a quelli economici è la lotta per il risanamento delle attività che producono nocività e delle devastazioni del territorio. (continua)

Curarsi è un lusso.

Difficoltà di accesso alle prestazioni, cattive condizioni delle strutture, medici di famiglia e pediatri meno “disponibili”, deficit e alti costi dell’assistenza residenziale e domiciliare, prezzi, limitazioni e indisponibilità dei farmaci, documentazione sanitaria incompleta o inaccessibile, lentezza del riconoscimento di invalidità e handicap, maggiori criticità nella rete dell’emergenza-urgenza. (continua…)

Stanno tutti fuggendo dalla sanità pubblica.

Lo attestano 21mila segnalazioni pervenute in un anno al Tribunale dei diritti del malato. Liste di attesa che arrivano a due anni, ticket sempre più salati (il 30% degli assistiti dichiara di non farcela a pagare visite e analisi) e/o ticket più alti delle tariffe dei privati (che spesso sono gli stessi medici pubblici indisponibili). Negli ospedali personale ridotto all’osso. Ai pronto soccorso, per ora pubblici, le attese sono infinite. Macchinari obsoleti, igiene scarsa, dalle sale operatorie è frequente uscire con infezioni. Da parte loro, i medici di famiglia lesinano le prescrizioni di farmaci e analisi… per ridurre gli sprechi.

Buona sanità. Nei prossimi 10 anni 40mila specialisti in meno negli ospedali.

Il rischio, in uno studio del sindacato Anaao, a fronte delle previste 55.500 uscite in quiescenza. Aumenterà l’anzianità, già oggi siamo i secondi nel mondo. Infatti metà dei medici supera i 55 anni, con il 20% di ultrasessantenni, mentre gli under 34 sono appena l’1,7% . L’anno scorso 1.836 dottori sono emigrati, dopo che la loro laurea era costata 150mila euro ciascuno. Sono i risultati del blocco delle assunzioni e dei numeri chiusi nelle scuole di specializzazione. Turni massacranti mettono a repentaglio la salute dei pazienti. Se si aggiungono i 16mila medici di famiglia mancanti entro 7 anni: il sistema sanitario pubblico è destinato al fallimento.

Buona sanità. L’aspettativa di vita si sta riducendo.

Da oltre 40 anni l’Italia aveva guadagnato in media 2 mesi di vita all’anno. Invece, secondo lo studio dell’Istituto superiore della Sanità, il cosiddetto federalismo sanitario, spinto e non solidale, in
questi anni ha ridotto la speranza di vita alla nascita di 4 anni al Sud e al Centro rispetto al Nord Italia. Mentre i fattori di rischio sono distribuiti omogeneamente, la disponibilità e l’accesso ai servizi
sanitari (es. screening oncologici coprono il 100% in Lombardia ma il 30% in Calabria), l’assistenza e la prevenzione penalizzano i cittadini secondo le Regioni. I casi di tumore alla mammella ad es. sono più numerosi al Nord mentre la mortalità è più alta al Sud. In compenso al Sud (camorra, mafia) non si spende meno che al Nord. Secondo l’Osservatorio Salute, le risorse previste dalla legge di stabilità non saranno asolutamente in grado di tenere il passo della crescita dei bisogni di salute, che peggioreranno ulteriormente.

Al governo non far sapere la malasanità del Pronto Soccorso.

Nel rapporto del Tribunale dei diritti del malato: i tempi di attesa per un ricovero possono arrivare anche a 7 giorni; per un codice giallo (già grave) i tempi di attesa medi sono di 2 ore; le linee guida per la terapia del dolore sono presenti solo nel 47%delle strutture nei dipartimenti di emergenza il personale solo nel 55% dei casi sa se esistono posti letto nei reparti mentre sono stati spesi centinaia di milioni per l’informatizzazione; i disabili nel 20% dei casi hanno bagni inaccessibili per barriere architettoniche; metà dei servizi igienici non ha nemmeno il sapone per lavarsi le mani; il diritto alla privacy non è garantito in una struttura su tre; gli spazi riservati per i malati terminali sono previsti solo nel 30% dei casi; gli stessi responsabili dei dipartimenti nel 39% assegnano una insufficienza piena ai propri servizi di emergenza e al loro rapporto con il territorio.   

Un italiano su tre non avrà più il medico di famiglia.

In Piemonte nei prossimi sette anni lasceranno lo studio 1173 medici. Ogni 4 che lasciano c’è solo 1 che subentra. 433.200 pazienti resteranno senza medico di famiglia. Cause sono il numero scarso delle borse di studio delle Regioni e le basse retribuzioni, e soprattutto i tagli governativi alla Sanità e il modello di assistenza territoriale che punta appunto a risparmiare riducendo il numero dei medici.

La lista d’attesa è lunga mesi ma pagando la visita è domani.

Il ministero prevede 30 giorni per visite e 60 per esami diagnostici. Invece le liste di attesa sono quelle in tabella. Così 11 milioni di italiani rinunciano alle terapie a causa dei tempi lunghi e nell’impossibilità di pagare le visite private o in intramoenia. Così prevenzione e diagnosi tempestiva saltano. Salta il principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini rispetto alla cura.

Il “Piano del lavoro” della CGIL punta sulla “green economy”.

Prevede l’assunzione di 600.000 persone per prevenzione antisismica e manutenzione del territorio, per aumento prestazioni di diagnostica sanitaria, per efficienza energetica, housing sociale, nuove cooperative, progetti didattici contro la dispersione scolastica ecc. Chi paga? Istituzione di una imposta progressiva sulle grandi ricchezze e vera lotta all’evasione fiscale. Insomma una politica economica che è il contrario del governo Renzi

Cervelli inquinati: la penetrazione di nanoparticelle di magnetite nel cervello.

Rischio Alzheimer: emergono scoperte nel tessuto cerebrale di persone che vivono in aree inquinate. Ovunque si verificano combustioni ad altissime temperature vi è il rischio delle nanoparticelle.
Clicca qui Alessandro Marescotti: campagna nazionale per ottenere le BIOBANCHE: ognuno potrebbe sapere anche dopo anni e anni il tipo di inquinamento che è penetrato in lui dalla nascita e durante tutta la vita lavorativa. Uno strumento fondamentale anche per la prevenzione collettiva.