Nubi grigie in un cielo rossastro è lo scenario tarantino consegnato ai Ministri.

Oltre 60 foto che ritraggono Taranto in ogni angolazione. In ogni scatto ci sono i fumi dell’ex Ilva. Ora quelle fotografie dell’inquinamento sono sul tavolo dei Ministri. Sono state inviate dall’Associazione dei genitori tarantini che da sempre chiedono la chiusura dello stabilimento. Si tratta di immagini raccolte da semplici cittadini negli ultimi 3 mesi che evidenziano la colorazione rossastra del cielo o nubi grigie che sovrastano l’area degli impianti siderurgici. Con riferimento alla chiusura delle aree di produzione a caldo di Genova e Trieste, si legge nella lettera, si chiede come il Governo intenda giustificare la continuazione della produzione di acciaio, per mezzo del carbone, a Taranto. Quando si potrà tornare a credere nelle istituzioni che dovrebbero prendere seriamente in considerazione come tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un bambino? E chi pagherà i danni? – Scrivono i genitori tarantini. Clicca qui.

TAV. Le bugie hanno le gambe corte e il naso lungo.

In più la lunghezza delle  orecchie di Alessandro Morelli, viceministro alle Infrastrutture per il governo italiano dei “migliori” nonchè leghista già direttore di Radio Padania,  negli incontri internazionali ha raggiunto dimensioni  già viste ai suoi partner: clicca qui.

Hanno blaterato per anni che in Valsusa i lavori procedevano, hanno militarizzato un’intera Valle costruendo  cantieri tra cemento, reti di ferro e filo spinato e questo non gli è bastato per proseguire con l’opera devastatrice. Che a lor signori piaccia di più intascarsi i denari che procedere con i lavori? La nostra lotta infatti si fonda sulla convinzione che questa “grande opera” devastatrice non serve che ad arricchire i soliti panzuti, che da troppo tempo mangiano sulle teste di tutte e tutti, a discapito proprio dei bisogni di primaria necessità come la salvaguardia dell’ambiente e dei territori per una vita in salute, che sicuramente in tempi di pandemia andrebbe messa al primo posto.

Il MIR: storia, struttura, aree di lavoro, campagne e progetti.

Il M.I.R. (Movimento Internazionale della Riconciliazione), il cui acronimo inglese è IFOR (International Fellowship of Reconciliation), è un movimento internazionale, a base spirituale, composto di donne e uomini che sono impegnati nel praticare la nonviolenza attiva come stile di vita, come mezzo di riconciliazione nella verità e mezzo di trasformazione personale, sociale, economica e politica.

Il MIR italiano ha scelto come simbolo il charkha, l’arcolaio a ruota per filare il cotone. Gandhi chiedeva a tutti gli indiani di tessere da se stessi il cotone per rivalutare il lavoro manuale perché, attraverso la tradizionale attività artigianale, tutti potessero guadagnarsi il pane: per questo ne aveva fatto il simbolo della nonviolenza. Per noi rappresenta un richiamo alla semplicità di vita, ad un lavoro senza sfruttati e sfruttatori, rispettoso dell’ambiente; il modello di vita che perseguiamo.

Per saperne di più leggi di seguito. LEGGI ORA

Convegno “sicurezza, salute, obbligo di fedeltà”.

Che ha come protagonisti familiari di stragi e morti sul lavoro, lavoratori e lavoratrici, Rsu e Rls, attivisti/e che lottano e proprio per questo sono colpiti dalla repressione, esperti che mettono a disposizione conoscenze e competenze a sostegno di chi subisce rappresaglie fino al licenziamento e di chi, dovunque, conduce la lotta per l’unità della classe.

Il quadrilatero della morte siciliano, il prete verde e l’arcivescovo industrialista.

4 raffinerie, una fabbrica di cloro a celle di mercurio e un’altra di magnesio, un inceneritore, un cementificio, 3 centrali termoelettriche e un depuratore: il “quadrilatero della morte” che si estende tra i comuni di Augusta, Priolo Gargallo e Melilli fino alle porte di Siracusa, è famoso per il numero impressionante di tumori maligni che colpiscono soprattutto gli uomini al colon retto e le donne ai polmoni.. Fin dagli anni 90 è dunque famoso padre Palmiro  Prisutto per aver fatto battaglie per la tutela della salute, del lavoro e dell’ambiente. Più volte ha chiesto l’intervento delle istituzioni, con lettere indirizzate ai diversi capi di Stato, premier e politici perché intervenissero sulle mancate bonifiche e sull’inquinamento.

Ebbene, l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, gli contesta gli articoli canonici 1740 e 1741, perché avrebbe “arrecato grave danno o turbamento alla comunione ecclesiale”, “la perdita della buona considerazione da parte di parrocchiani”, “grave negligenza o violazione dei doveri parrocchiali”, e la “cattiva amministrazione delle cose temporali con grave danno della Chiesa”. Durante la messa padre Palmiro infatti ha il vizio di leggere i nomi dei morti di tumore, la lista ormai supera gli 800 nomi. Per questo il prete verde  dovrà lasciare la guida della chiesa madre, malgrado che in poco meno di una settimana sono state raccolte più di 3 mila firme contro l’arcivescovo. Irremovibile. Che ci sia una pressione dell’area industriale per la sua rimozione? Ma daiii!

Un infortunio sul lavoro ogni 50 secondi.

600.000 all’anno. Tre omicidi al giorno. 130.000 incidenti con invalidi. A questo crimine di pace aggiungiamo le malattie professionali, ad esempio i morti per amianto. Milioni di imprese e soli 4.500 ispettori del lavoro  spesso costretti in ufficio piuttosto che in ispezioni. (Quanti  dei 10.000 poliziotti  inviati di rinforzo in Valsusa contro i NoTav potevano essere riqualificati ispettori?). E nei pochi controlli effettuati oltre l’80% delle imprese risultano fuorilegge, anzi in nero, dunque anche in evasione fiscale e collusioni con le mafie, sulla pelle di milioni di lavoratori soprattutto immigrati. Tant’è che il 35% del PIL si nutre di economie sommerse, e delle loro vittime che tanto commuovono pochi politici. Clicca qui due commenti.

Il mondo del lavoro è diventato una trincea bellica.

Tanto i costi delle stragi operaie vengono scaricati sulla collettività. Morti, feriti e ammalati al lavoro. Niente prevenzione, niente sicurezza, ma tante polizie. Perché non si riqualifica metà del personale delle polizie e lo si destina alla prevenzione e il controllo dell’insicurezza e delle irregolarità nelle molteplici attività economiche? Clicca qui.

Festa di Liberazione dal fascismo e di Resistenza al nuovo fascismo.

76 anni dopo, cosa  sono fascismo e antifascismo oggi?  Antifascismo sono stati  lo Statuto dei Lavoratori, il Sistema Sanitario Nazionale, la legge Basaglia, le leggi sul divorzio, sull’interruzione volontaria di gravidanza, ecc. Chi sono i fascisti di questo millennio?  Coloro che si oppongono all’attuazione della Costituzione e che negano l’esercizio dei diritti civili, politici e sociali affermati nella carta costituzionale: il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, all’ambiente salubre, alla partecipazione alla vita politica, la parità di genere, il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ecc..

Dunque gli antifascisti sono gli avversari di  coloro che hanno fiaccato il Sistema Sanitario Nazionale a tal punto da farlo crollare sotto Covid; che hanno smontato pezzo per pezzo la Scuola Pubblica; che hanno reso precario il lavoro; che hanno finanziato e continuano a finanziare le fabbriche di armi e a sostenerne le esportazioni in tutto il mondo; che impongono restrizioni alle libertà ed ai diritti costituzionali (vedi Decreti Sicurezza e situazione carceri in Italia); che consentono che il 10% della popolazione residente nelle aree SIN continui ad ammalarsi e a morire di tumore; che finanziano i paesi in cui è consentito detenere e torturare impunemente uomini, donne e bambini in veri e propri lager (vedi caso Libia); che trattano e fanno affari con regimi incuranti del rispetto dei diritti civili e politici (vedi casi Turchia ed Egitto); che reprimono il dissenso processando, carcerando (vedi fatti del G8 di Genova e torture nella Caserma di Bolzaneto, arresti degli attivisti No Tav e No Tap, ecc.) e sopprimendo spazi di utilità sociale (vedi Labas a Bologna, Casa Internazionale delle Donne e Cinema Palazzo a Roma, ecc.). Clicca qui.

Fascismo aziendale.

Consideriamo che lo Stato è ri-entrato nel capitale dell’azienda dell’acciaio. Ebbene, nell’ArcelorMittal di Taranto, di fatto statale, un lavoratore è stato licenziato dalla direzione  perché aveva pubblicato un post su Facebook, col quale invitava a seguire una fiction televisiva che faceva eco alla grave situazione ambientale della fabbrica e della città

Negli anni cinquanta Giuseppe Di Vittorio chiamava fascismo aziendale quel regime autoritario nei luoghi di lavoro che non solo imponeva alle lavoratrici ed ai lavoratori l’oppressione di durissime condizioni di sfruttamento, ma colpiva la libertà di pensiero e di espressione, imponendo loro di non manifestare e di nascondere le loro opinioni. Oggi quel fascismo aziendale sta tornando e si sta diffondendo in questo clima politico. Clicca qui.

Un servizio di informazione sulla disabilità.

Superando.it è un servizio di informazione sulla disabilità promosso dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e gestito da Agenzia E.Net s.c.a.r.l. L’aggiornamento gratuito è disponibile a tutti ed attivabile direttamente dal sito cliccando qui. Di seguito puoi cliccare alcuni esempi:

Scuola e disabilità: convocare subito l’Osservatorio per l’Inclusione (continua…)

Norme anti-Covid a scuola e disabilità: altro che accomodamenti ragionevoli! (continua…)

Un’assistenza dignitosa per tutte le persone non autosufficienti (continua…)

Come la ricerca sulle malattie genetiche rare contribuisce alla lotta al Covid (continua…)

Violenza nei confronti delle donne con disabilità: la nuova indagine della FISH (continua…)

Tante domande e altrettante risposte sull’aumento delle pensioni di invalidità (continua…)

Quando votare diventa un’umiliazione (continua…)

Una novità importante nel panorama dei Movimenti Liguri.

E’ nato il Forum Civico Ligure per i Diritti Fondamentali, costituito da esponenti delle 4 province liguri attivi finora soprattutto nel movimento per l’acqua, nella sanità, nella gestione dei rifiuti, nella partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Il Forum si sta ora concentrando  sulla sanità, che merita una particolare attenzione anche a prescindere dall’attuale pandemia. La “Rete Ambientalista dei Movimenti di lotta per la salute, l’ambienta, la pace e la nonviolenza” mette a disposizione del Forum i proprio strumenti: Sito e Lista.

La Caporetto ILVA: perdite esorbitanti e licenziamenti inaccettabili.

1) E’ impossibile rendere competitiva una fabbrica viziata da gigantismo. Il punto di pareggio costi/ricavi a Taranto è a 7 milioni di tonnellate/anno mentre nel 2018 ne ha prodotti 4,7.

2) ArcelorMittal richiede una “cura da cavallo” che non risolleverà lo stabilimento ma che lo farà definitivamente stramazzare morto per terra.

E allora la domanda è: possibile che questa cosa chi governa non l’abbia capita?

L’impressione è che nessuno la voglia capire per mera convenienza politica. Occorrerebbe prendere atto che l’ILVA sta affondando e che l’unico modo per salvare i lavoratori è preparare le scialuppe di salvataggio, non rimanere sulla nave che si inabisserà.

Clicca qui.

Ilva di Taranto: lavoro o salute.

Sta per essere convertito in legge il decreto comprensivo dello scudo penale per i manager Acelor Mittal legato all’attuazione del piano ambientale (e anche i  capisquadra e i capireparto, spalleggiati da qualche sindacato, chiedono l’analogo  esonero delle responsabilità). Clicca qui un appello di Salvatore Palidda: affinché i sindacati fermino la deriva reazionaria.

Questo nuovo governo vuole fare un piano strategico contro gli infortuni sul lavoro?

Ma chi se ne occupa?  La persona giusta c’è: Raffaele Guariniello, il magistrato che in Italia ha più indagato su malattie e infortuni  mortali, dall’Eternit ala Thyssenkrupp. Non è una questione di norme: ne abbiamo e i reati sono sanzionati. Non funziona neanche aumentare le ammende. Il problema è l’organizzazione della giustizia (basta prescrizioni)  e soprattutto una Procura nazionale della sicurezza del lavoro, che proprio Guariniello reclama da anni. Nonché ci vorrebbe una revisione del Testo unico sul lavoro, e un ministero o quanto meno un dipartimento della presidenza del consiglio.  Clicca qui.   

Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, ma le persone con disabilità…

Non si può  tacere la profonda esclusione vissuta dalle persone con disabilità che cercano inutilmente lavoro, oppure da quelle che tentano disperatamente di mantenerlo o ancora da coloro che subiscono trattamenti meno favorevoli nel loro impiego. C’è dunque l’urgente necessità di modificare le politiche, i servizi, gli incentivi, i controlli per una reale inclusione lavorativa. (continua…)

Basta! L’Ilva va chiusa. Manifestazione il 4 maggio a Taranto.

Il tradimento dei Cinquestelle contestato ai ministri Di Maio (Mise), Grillo (Salute) e Costa (Ambiente)  al tavolo di confronto governo/associazioni .

Clicca qui il video con  Massimo Battista e Michele Riondino rappresentanti dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”

Clicca qui il video con Alessandro Marescotti  presidente dell'”Associazione PeaceLink

Con la gestione Arcelor Mittal c’è più inquinamento di prima. Clicca qui i dati.

Primo Maggio a Taranto. Corteo e concerto autofinanziati da “Comitato cittadini  e lavoratori liberi e pensanti”.  Sul palco Movimenti e Artisti di tutta Italia. Michele Riondino: i Cinquestelle ci hanno sedotti e abbandonati. Se si vuole conciliare la salute con il lavoro: bisogna chiudere l’Ilva.  Clicca qui Maria Teresa Totaro (Il Fatto).

Osservatorio nazionale amianto: +500% di tumori tra i lavoratori Ilva. Clicca qui.

Il Convegno al servizio della lobby Ilva Acelor Mittal.

E’ scontato che il “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” sia al fianco dei Comitati e delle Associazioni che si battono per la “Urgente chiusura dell’Ilva e conseguente riconversione economica dell’intera area ionica” (clicca qui)

per le motivazioni ripetutamente riportate sul Sito della Rete Ambientalista: clicca qui.

E’ scontato che imprenditori, sindacati, politici, ministri, giornalisti, si oppongano alla chiusura urgente dell’Ilva, come sempre avvenuto (Acna, Farmoplant, Tav ecc.) per “conciliare lavoro e salute” ovvero gli interessi padronali e politici sulla pelle delle vittime.

Ma non era per tutti scontato che facesse parte di questa schiera Medicina democratica, l’Associazione già conflittuale e anticapitalista fondata dallo scienziato Giulio Maccacaro, la quale si era sempre battuta per la chiusura delle fabbriche della morte. Questa sciagurata posizione ribadita in un Convegno a Taranto (clicca qui)

era invece scontata per i Soci, anche fondatori dell’Associazione, che l’hanno abbandonata a causa della sopravvenuta mutazione genetica che ha tradito i princìpi di Maccacaro. Il recente Convegno di una Associazione sconosciuta nel territorio può passare inosservato fra i tarantini, anche se  fotografa il circolo vizioso che caratterizza la mutazione genetica di una Medicina democratica oggi ridotta ai minimi termini dell’iscrizione e pienamente integrata nel sistema: essa, annichilite le Sezioni territoriali e cessata ogni azione come Movimento di lotta nei territori,

a) entra come parte civile (parte lesa, lesa di che?) in tutti i procedimenti penali, i quali normalmente si risolvono senza condanne e bonifiche e soprattutto senza risarcimenti sostanziali per le Vittime, ma assicurano foraggiamenti agli avvocati e alla propria cassa;

b) la cassa è vitale per il bilancio: senza di essa per alcuni non sarebbero praticabili conferenze, rappresentanze, trasferimenti, libri, riviste, referenze, consulenze, incarichi ecc.;

c) tra queste attività autoreferenziali rientrano costosi convegni come quello di Taranto (vitto e alloggio e viaggio: una bestemmia per il volontariato di  chi per decenni se li è sempre pagati di tasca propria);

d) abolito il Movimento delle Sezioni, le suddette attività servono a giustificare la propria esistenza quale “studio legale” di fatto. In tale veste è l’interesse di Medicina democratica per Taranto: per i processi. E ritorniamo al punto a) del circolo vizioso.

Marcia per il Clima e Contro le Grandi Opere Inutili. Siamo ancora in tempo.

23 marzo 2019. A Roma in migliaia da ogni parte d’Italia. Dopo che da nord a sud abbiamo dato vita ad assemblee con migliaia di partecipanti e organizzato imponenti manifestazioni nei territori. Siamo i comitati, i movimenti, le associazioni e i singoli che da anni si battono contro le grandi opere inutili e imposte e per l’inizio di una nuova mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. (continua il manifesto)

I cinquestelle garantiscono per l’acqua pubblica.

La replica al Forum: i nostri emendamenti rispondono al voto referendario,  aggiornano e arricchiscono un testo di 12 anni fa come proposta di legge di iniziativa popolare, assicurano un passaggio alla esclusiva gestione pubblica efficace e con giusta gradualità, mantenendo i livelli occupazionali.

Una lotta esemplare che cambiò la condizione bracciantile.

Se oggi i braccianti immigrati che lavorano nelle campagne alessandrine possono vantare salari un po’ più alti, versamenti contributivi abbastanza regolari, possibilità di accedere all’indennità di disoccupazione, tutto questo è grazie a quei lavoratori che hanno osato alzare la testa e ribellarsi, pagando anche di persona. Clicca qui.

ILVA, le associazioni tarantine protestano: “I ministri non ci rispondono”.

Se entro lunedì 23 luglio non accetterete il confronto, riterremo questo governo nemico della città, al pari di quelli che lo hanno preceduto, e come tale sarà trattato”: firmato Aps Progentes -Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti -Comitato quartiere Tamburi- FLMUniti CUB- Giustizia per Taranto- Legamjonici- Movimento di cittadini ed associazioni pro aeroporto di Taranto Grottaglie- Tamburi Combattenti- Taranto Respira- TuttaMiaLaCittà- Singole e singoli cittadini. Clicca qui.

La disabilità, il lavoro e il divieto di discriminare.

E’ diritto del lavoratore con disabilità -dunque è divieto di discriminazioni- l’accomodamento ragionevole della propria posizione lavorativa, in termini di adattamento dei ritmi e degli orari, di redistribuzione delle mansioni, di abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali nel luogo di lavoro, di utilizzo di ausili e tecnologie assistive (continua…)

Marcia per la dignità di Venezia 10 giugno 2018.

Per la città storica e per la terraferma – Per estromettere le grandinavi da crociera dalla Laguna – Per Salvare Venezia dallo spopolamento e dalla turistificazione. Parliamo di casa, di ripopolamento del centro storico, di qualità dell’aria in terraferma e in Laguna, di trasformazione di Mestre, con l’edificazione di nuovi alberghi ed ostelli, in “dormitorio” per il turismo “mordi e fuggi”, parliamo della cessazione della svendita del patrimonio pubblico, del rispetto dell’ambiente, della fine del consumo di suolo, dei diritti al lavoro e al reddito e dei conflitti di interessi del sindaco.

Clicca qui l’organizzazione della marcia
Clicca qui la conferenza sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico dalla navigazione nel Mediterraneo
Clicca qui il manifesto fondativo della rete SET città del sud Europa

1° maggio festa di disoccupazione precariato morti.

450 morti nei primi 4 mesi del 2018, in aumento rispetto al 2017, soprattutto nell’edilizia (+ 22%) e non per effetto di un maggior numero di occupati bensì del numero delle ore lavorate ovvero degli straordinari, ma anche per l’invecchiamento della forza lavoro ovvero per disoccupazione giovanile, infine per lavoro in nero.

Neoschiavitų, mortalitā, malattie al lavoro (e fuori).

I morti sul lavoro o per il lavoro o dal lavoro sono molti di più ma non sono riconosciuti tali dalle statistiche. Si muore dentro e fuori dai luoghi di lavoro: l’insicurezza non è solo dei lavoratori ma di tutti e la lotta contro essa deve essere di lavoratori e della popolazione. Clicca qui Salvatore Palidda.

Morti bianche: non servono comunicati indignati, né Primi maggio, bensì lotte nelle fabbriche e nei territori.

Tornano a crescere le vittime sul lavoro. Soprattutto extracomunitari, ultrasessantenni, precari. Quasi metà neppure ricevono l’indennizzo economico. Senza contare che l’Inail neppure registra tutti gli infortuni. Sempre peggio le ispezioni e i controlli pubblici (Jobs Act).