
Superando.it.

Movimenti di Lotta per la Salute, l"Ambiente, la Pace e la Nonviolenza




Il lavoro è durato oltre sei mesi e accanto al gruppo costituito dal Consiglio dell’Ordine hanno preso parte alla sua elaborazione anche le organizzazioni della società civile riunite nel Coordinamento Torino Pride. Ora, la Carta Arcobaleno per un’informazione rispettosa e consapevole sulle persone LGBTQI+ -documento il cui testo è già stato oggetto del confronto nella categoria– è pronta ad essere presentata. Il primo appuntamento è fissato il 17 maggio alle 14,45 al Salone del Libro negli spazi della Città di Torino. Con il presidente Stefano Tallia interverranno il consigliere che ha coordinato il tavolo di lavoro, Gabriele Guccione, la segretaria Maria Teresa Martinengo e la tesoriera Antonella Mariotti che hanno fatto anch’esse parte del gruppo di studio, il Diversity Editor del gruppo Gedi Pasquale Quaranta e Margherita Anna Jannon e Sofia Darino del coordinamento Torino Pride. L’assessore Jacopo Rosatelli porterà il saluto della città di Torino. Lo stesso panel, al quale si aggiungerà la presidente del Consiglio di Disciplina dell’OdG Piemonte Emmanuela Banfo, prenderà poi parte il 27 maggio alle 10 a palazzo Ceriana Mayneri al corso di formazione che attribuirà 5 crediti deontologici.
Iscrizioni su www.formazionegiornalisti.it

11 parole saranno il filo rosso della serata. Viola Sartoretto, attrice, leggerà brani tratti dall’antologia. E don Luigi Ciotti ci accompagnerà nel suo lessico civile e spirituale. Di ogni parola dirà cosa ha significato per lui, che valore ha oggi, perché sono parole da portare con noi.
Clicca qui tre delle 11 parole, in anteprima, accompagnate da un brano selezionato dall’antologia. Le altre otto — scoprile alla serata. Ti aspettiamo.


Care compagne e cari compagni,
vi invitiamo a leggere il giornale comunista Scintilla di aprile 2026, che potete scaricare in pdf al seguente link: https://piattaformacomunista.








Esplosione dei Pfas, trasportati da migliaia di chilometri (da Spinetta Marengo eccetera) fino al cuore dell’Artico, in uno degli angoli più remoti e incontaminati del pianeta, l’arcipelago delle Svalbard, tra ghiacciai millenari e tundre sferzate dal vento. Qui vive una sottospecie unica di renna (Rangifer tarandus platyrhynchus), un animale simbolo di resistenza che ha imparato a sopravvivere a inverni lunghi e bui. Eppure, anche queste creature solitarie non sono immuni all’impronta dell’uomo. Un recente studio guidato dalla ricercatrice Malin Andersson Stavridis della Norwegian University of Science and Technology, e pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, ha rivelato che i livelli di PFAS sono aumentati del 900% in dieci anni (concentrazione da 0,6 a 5,48 nanogrammi per grammo).

I titoli giganteggiano: “IKEA elimina completamente i PFAS dalle sue pentole”. Più appropriato l’avverbio dovrebbe essere “finalmente”. Poco meno di venti anni fa, c’era chi (come Lino Balza) teneva conferenze in giro per l’Italia diffidando di utilizzare le pentole antiaderenti trattate con PFOA (Teflon).


10 aprile alle 17 in piazza Vittorio, a Roma, sarà dispiegato il grande lenzuolo bianco che ha viaggiato di città in città, un sudario di venticinque metri per otto coi nomi dei 18457 bambini uccisi a Gaza dall’ottobre del 2023 al maggio del 2025. Mentre Israele sta continuando anche in Libano

(Per leggere l’articolo completo clicca qui)

E’ passata la notte e la civiltà persiana, millenaria ma minacciata di essere cancellata in queste ore, è ancora lì, mentre il cosiddetto regime degli ayatollah, pur uccisi i suoi capi, ha dato una prova di straordinaria dignità e coraggio. Invece c’è un’altra civiltà, antica di tre secoli, quella nordamericana, che non è finita, perché una civiltà non può essere soppressa, ma è sparita alla vista, perché non è una civiltà quella che vuole distruggere le altre. Certo, si deve dire, Trump non è la civiltà americana, ne è solo un usurpatore e un sintomo grottesco, ma è pur vero che il Congresso non lo ha fermato, l’esercito non si è ribellato, i giudici hanno dovuto tacere, gli infermieri non l’hanno prelevato, il suo staff lo ha sostenuto. Quello che è finito è però il mito americano, di cui anche noi siamo stati vittime, il mito o “sogno americano”, “libertà democrazia e libera impresa”, in nome del quale sono state portate guerre e maledizioni in tutto il pianeta, e popoli interi resi servi, e i “valori occidentali” contrapposti al “resto del mondo”, parola del “Corriere della Sera”. Né si è salvata l’Europa di Bruxelles, già complice del genocidio compiuto dallo Stato di Israele, con l’eccezione della Spagna che ha chiuso il cielo agli avvoltoi; e anche il Regno Unito ha reagito negando le basi ai cugini americani, facendosi per questo sbeffeggiare da Trump, come i nuovi Chamberlain.
È ora da qui che per mille segni, in Iran, negli Stati Uniti e anche in Italia, grazie ai giovani che hanno vinto il referendum, sta partendo la resistenza, comincia la risalita. E i cortei “No King” che hanno spontaneamente riempito oltre 3.000 piazze di tutto il mondo, con la partecipazione di oltre 8 milioni di persone, stanno lì a dimostrarlo.
Intanto deve essere stato uno straordinario regista quello che ha organizzato lo spettacolo della notte di Pasqua, nel quale si è mostrata in modo quasi plastico la scena oggi del mondo: da un lato il presidente americano alla Casa Bianca che promette l’inferno se non viene riaperto lo stretto di Hormuz, di cui lui stesso, gettandolo in guerra, ha provocato la chiusura, dall’altro il papa americano a San Pietro che promette il regno dei cieli a chi apre i sepolcri della guerra e dell’ingiustizia, guardando alla potenza dell’amore di Dio, capace di “dissipare l’odio” e di “piegare la durezza dei potenti”.
Nei giorni precedenti papa Leone aveva tracciato una specie di identikit di Trump: (continua Raniero La Valle)





Chi immette in commercio una carta da forno è tenuto a rilasciare una dichiarazione sulla sicurezza, in modo da certificare che il prodotto contenga solo sostanze ammesse dalla legge. Quello che però le etichette non riportano è la presenza di tre diversi Pfas. Il test su 16 marche, che trovate su “Il Salvagente”, rivela la presenza diffusa di “inquinanti per sempre”, pur entro i limiti stabiliti dal regolamento UE relativi alla produzione e commercializzazione di imballaggi alimentari, cioè la quantità di Pfas in una forma che può liberarsi durante la cottura in forno e subire una migrazione nel cibo stesso, finendo nell’organismo di chi consuma il pasto. Il nodo resta l’esposizione cumulativa e l’impatto ambientale sia nei processi industriali che durante lo smaltimento, quale ennesima fonte di contaminazione.



Contro i Pfas, il consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità una mozione che “chiede di individuare le fonti dell’inquinamento, rafforzare i controlli, inserire stabilmente il tema Pfas nel Piano di Tutela delle Acque e istituire un Osservatorio tecnico-scientifico regionale” perché “intervenire oggi significa dare una risposta ai cittadini e alle associazioni che si battono da anni per portare all’attenzione del governo regionale questo problema e provare e mettere un argine alla diffusione di queste sostanze, purtroppo già eccessivamente presenti. L’acqua è un bene comune e va difesa con scelte coraggiose”.



Con tenacia, analisi giuridiche, impegno, lotta, conflitto, proposta, i movimenti campani per l’acqua pubblica, lottando sui territori sin dal 2024, hanno ottenuto il ritiro della delibera che prevedeva la privatizzazione della grande adduzione delle risorse idriche in Campania, cioè il ritiro, in autotutela, della Procedura… per la selezione del socio privato operativo di minoranza del costituendo soggetto gestore del Servizio di gestione del Sistema Acquedottistico della Grande Adduzione Primaria di Interesse Regionale, nella forma della Società per Azioni a partecipazione mista pubblico/privata ‘GRIC S.p.A. Un percorso tutto da creare, quale obbiettivo chiaro e trasparente di istituzione di un soggetto di diritto pubblico, al quale affidare la gestione della grande adduzione delle risorse idriche, nel quale sia previsto da subito l’istituzione di un Osservatorio civico permanente.






“Forse andrebbe aperto un ciclo di assemblee popolari, in tutti i territori e in tutte le città del Paese…” Marco Bersani interviene sulla discussione avviata da Lea Melandri e Andrea Segre su Comune. Marco Bersani
Tutti gli interventi sono leggibili qui: Società in movimento.


Le votazioni, per la prestigiosa onorificenza che “premia” dal 2004 i nostri figli peggiori: industriali, politici, amministratori che nel corso dell’anno si sono particolarmente distinti a danno dell’ambiente, della salute e della pace, per il 2025 hanno registrato una accanita concorrenza tra Marina Calderone, Hadja Lahbib, Giorgio Abonante, Sergio Brugnaro, Sergio Mattarella, Carlo Nordio, Matteo Salvini, Volodymyr Zelensky, Unione Europea, Emilio Fede, giornalismo italiano, Kaja Kallas, Francesco Lollobrigida, famiglia Benetton, Pina Picerno, Giuseppe Sala, Antonio Tajani, Chicco Testa, Donald Trump, voltagabbana referendum, Luca Zaia, Luigi di Maio. Per gli sconfitti, comunque pubblichiamo in sintesi (saccheggiando Travaglio e vignettisti) le motivazioni che hanno accompagnato i voti, scegliendo i commenti tra i più salaci e i meno offensivi. Non prima di aver annunciato che il vincitore 2025 è stato Donald Trump, in quanto il Premio Attila, destinato in origine ai nostri “patrioti”, ormai ha valicato i confini nazionali.


Sono decine di migliaia i manifestanti e centinaia le realtà sociali, sindacali e associative, dalla Cgil, all’Arci fino ad Askatasuna, scese in piazza a Roma per la manifestazione di No Kings Italia, tappa nazionale della mobilitazione globale del weekend “Together. Contro i Re e le loro guerre”. È una piazza collegata a quella di Togheter contro l’estrema destra a Londra e a quelle del movimento No Kings negli Stati Uniti. Una piazza volutamente senza partiti.

