Solo il papa insiste: due popoli due stati.

Mentre gran parte dell’attenzione mondiale è concentrata sul conflitto in corso tra Israele e la Striscia di Gaza (e Libano) e sullo scontro senza precedenti con l’Iran, il governo di destra israeliano sta intensificando la sua campagna, che dura ormai da mezzo secolo, volta a conquistare completamente la Cisgiordania, scatenando bande di milizie di coloni (500mila), protette dall’esercito, per aggredire i residenti palestinesi (3,4 milioni), distruggere le loro case e i loro mezzi di sussistenza, limitare la loro libertà di movimento in tutto il territorio occupato, deportarli. L’obiettivo è quello di eliminare rapidamente le condizioni necessarie alla creazione di uno Stato palestinese (in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza) accanto a Israele, una soluzione proposta per porre fine a un secolo di conflitto israelo-palestinese, cioè la cosiddetta soluzione dei due Stati, soluzione che, peraltro, non è stata mai a cuore di nessuno e ora neppure strategicamente dell’Iran.
 
Clicca qui Daniel Williams* *Ex corrispondente estero per il *Washington Post*, il *Los Angeles Times* e il *Miami Herald* ed ex ricercatore per *Human Rights Watch*.

Leone XIV, papa scomodo contro il colonialismo.

L’enciclica Magnifica Humanitas mette in discussione chi comanda l’Intelligenza Artificiale (IA), chi concentra il potere, chi fabbrica la verità, chi sacrifica il lavoro umano amministrando dati, coscienze e vite come se fossero semplici risorse.
 
Chi comanda l’Intelligenza Artificiale sta alterando la comunicazione pubblica fino a sfumare i confini tra fatto, opinione, manipolazione e spettacolo. Una democrazia non può reggersi a lungo se la verità viene delegata a piattaforme progettate per massimizzare così l’attenzione. La rivoluzione digitale è collegata a forme rinnovate di schiavitù e colonialismo: il colonialismo non è scomparso: si è semplicemente raffinato: si appropria di informazioni sanitarie, genetiche, epidemiologiche e demografiche di regioni vulnerabili per alimentare modelli predittivi, orientare gli investimenti e decidere chi conta e chi è di troppo. Addirittura, si appropria delle decisioni morali, sulla decisione di uccidere.
 
Secondo José Antonio Gómez, clicca qui, l’enciclica di papa Leone non è in guerra con la tecnologia, ma con il vecchio vizio del potere di usarla per dominarci mentre ci assicura, vendendola come redenzione, che tutto è per il nostro bene.

La civiltà persiana e la civiltà americana: i due americani.

E’ passata la notte e la civiltà persiana, millenaria ma minacciata di essere cancellata in queste ore, è ancora lì, mentre il cosiddetto regime degli ayatollah, pur uccisi i suoi capi, ha dato una prova di straordinaria dignità e coraggio. Invece c’è un’altra civiltà, antica di tre secoli, quella nordamericana, che non è finita, perché una civiltà non può essere soppressa, ma è sparita alla vista, perché non è una civiltà quella che vuole distruggere le altre. Certo, si deve dire, Trump non è la civiltà americana, ne è solo un usurpatore e un sintomo grottesco, ma è pur vero che il Congresso non lo ha fermato, l’esercito non si è ribellato, i giudici hanno dovuto tacere, gli infermieri non l’hanno prelevato, il suo staff lo ha sostenuto. Quello che è finito è però il mito americano, di cui anche noi siamo stati vittime, il mito o “sogno americano”, “libertà democrazia e libera impresa”, in nome del quale sono state portate guerre e maledizioni in tutto il pianeta, e popoli interi resi servi, e i “valori occidentali” contrapposti al “resto del mondo”, parola del “Corriere della Sera”. Né si è salvata l’Europa di Bruxelles, già complice del genocidio compiuto dallo Stato di Israele, con l’eccezione della Spagna che ha chiuso il cielo agli avvoltoi; e anche il Regno Unito ha reagito negando le basi ai cugini americani, facendosi per questo sbeffeggiare da Trump, come i nuovi Chamberlain.

È ora da qui che per mille segni, in Iran, negli Stati Uniti e anche in Italia, grazie ai giovani che hanno vinto il referendum, sta partendo la resistenza, comincia la risalita. E i cortei “No King” che hanno spontaneamente riempito oltre 3.000 piazze di tutto il mondo, con la partecipazione di oltre 8 milioni di persone, stanno lì a dimostrarlo.

Intanto deve essere stato uno straordinario regista quello che ha organizzato lo spettacolo della notte di Pasqua, nel quale si è mostrata in modo quasi plastico la scena oggi del mondo: da un lato il presidente americano alla Casa Bianca che promette l’inferno se non viene riaperto lo stretto di Hormuz, di cui lui stesso, gettandolo in guerra, ha provocato la chiusura, dall’altro il papa americano a San Pietro che promette il regno dei cieli a chi apre i sepolcri della guerra e dell’ingiustizia, guardando alla potenza dell’amore di Dio, capace di “dissipare l’odio” e di “piegare la durezza dei potenti”.

Nei giorni precedenti papa Leone aveva tracciato una specie di identikit di Trump: (continua Raniero La Valle)

Facendo eco alle parole di Papa Leone XIV, Pax Christi International…

In seguito all’aggressione militare perpetrata dal Governo e dalle Forze Armate degli Stati Uniti d’America contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela nella notte del 3 gennaio 2026, Pax Christi International ha immediatamente rilasciato una dichiarazione in cui condanna fermamente l’operazione.

Tali dimostrazioni di forza, si legge nella dichiarazione, sono in palese contrasto con il diritto internazionale e rischiano di legittimare azioni simili da parte degli Stati più potenti.

Facendo eco alle parole di Papa Leone XIV, Pax Christi International chiede la cessazione immediata delle azioni militari in Venezuela, continuando a schierarsi fermamente dalla parte di una pace giusta e disarmata.

https://paxchristi.net/pax-christi-international-condemns-the-military-aggression-of-the-united-states-against-venezuela/#

Papa Leone XIV: la giusta lotta dei movimenti popolari.

Più di dieci anni fa, qui in Vaticano, Papa Francesco vi ha detto che eravate venuti per piantare una bandiera. Cosa c’era scritto? “Terra, casa e lavoro”. Era una “cosa nuova” per la Chiesa, ed era una cosa buona! Facendo eco alle richieste di Francesco, oggi dico: la terra, la casa e il lavoro per gli esclusi sono diritti sacri, vale la pena lottare per essi, e voglio che mi sentiate dire “Ci sto!”, “sono con voi”! Clicca qui.