A proposito di elezioni. Non è meglio un “Fronte per la democrazia”?

Piuttosto che “programma e campo largo”, non è meglio un eccezionale e irripetibile “Fronte per la Costituzione”? Che va dal PD a Potere al popolo? Infatti, un programma raffazzonato, un campo troppo stretto o troppo largo, primarie divisive, con un candidato premier stiracchiato: non consentirebbero l’indispensabile recupero dell’astensionismo protagonista del miracolo del referendum giustizia grazie alla rete dell’impegno civico. Clicca qui.
Enunciato il principio, praticamente in cosa consisterebbe questa “Rete dell’impegno civico”, questo “schieramento di forze grandi e piccole, parlamentari e non”, volontariato? terzo settore? che dovrebbe progettare e formare il “Fronte per la Costituzione”, nel quale appunto “i partiti dovrebbero attenersi ad un atteggiamento quasi collaterale”? Basta indicare, come “capo coalizione, un autorevole e noto costituzionalista”?

A proposito di programmi elettorali.

 IL 17 ottobre a Roma ci sarà la manifestazione nazionale per chiedere
di aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari,
contrastare il lavoro povero e il divario retributivo tra donne e uomini; una riforma più equa del fisco, ridurre il carico fiscale su salari e pensioni; tassare
extraprofitti, rendite e grandi ricchezze;  portare il finanziamento
della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello per l’istruzione al 5%;
investire in una vera politica industriale e guidare la transizione
ecologica creando buona occupazione; no all’aumento della spesa
militare; difendere il diritto di manifestare democraticamente,
garantire gli spazi sociali, abrogare le norme dei decreti sicurezza che limitano gli spazi di libertà e partecipazione; difendere l’equilibrio tra i poteri, l’uguaglianza dei
diritti, l’unità del Paese; promuovere la rappresentanza e la partecipazione democratica.

Mobilità per persone cieche e ipovedenti.

Verrà presentato il 30 settembre a Roma un progetto nazionale Un progetto nazionale per favorire la mobilità delle persone cieche e ipovedenti che punta a favorire gli spostamenti e la mobilità delle persone cieche e ipovedenti per lavoro e per attività sportive, iniziativa che vedrà collaborare l’azienda globale Uber, l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e la FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi.) 

Prevenire la guerra è prevenzione primaria dei danni alla salute.

La guerra non rappresenta soltanto un problema politico, militare o umanitario: è uno dei più gravi determinanti evitabili di morte, malattia, distruzione ambientale e disuguaglianza. Il documento di ISDE https://www.isdenews.it/isde-italia-prevenire-la-guerra-e-prevenzione-primaria-dei-danni-alla-salute/ propone di guardare ai conflitti anche attraverso la lente della sanità pubblica. Le conseguenze, infatti, vanno molto oltre le vittime direttamente provocate dalle armi: la distruzione dei sistemi sanitari e delle infrastrutture civili, l’interruzione delle cure, la fame, le migrazioni forzate, i traumi psichici, l’impoverimento e la disgregazione delle reti sociali possono produrre effetti che durano per anni e coinvolgono anche le generazioni successive. 

Corsa alle guerre: corsa al collasso climatico.

Mentre l’olocausto nucleare è “facoltativo”, nelle mani di poche persone o di un solo Stranamore, la catastrofe climatica, nel suo procedere sempre più rapido, appare quasi “ineluttabile”. Dipende ovviamente anch’essa da decisioni umane, che fanno capo a un numero molto ampio di individui al vertice di molte istituzioni – imprese, banche, Stati, eserciti, media, centri di ricerca, Università – tutti legati tra loro in una rete di rapporti che rende difficilmente praticabile e comunque inefficace disertarla.
 
Il pretesto è la guerra per difesa. Difesa di chi? E da chi? Il governo di Israele ritiene che il diritto di Israele a difendersi possa e debba arrivare fino al genocidio, allo sterminio di un intero popolo: con le armi, la fame, le malattie, la mancanza di igiene, la debilitazione fisica e mentale di adulti e bambini. Se invece, come ritengono i più, il diritto a difendersi (dal genocidio) spetta ai palestinesi? 
Difesa dell’Ucraina. Se e quando la guerra cesserà, l’Ucraina non vivrà una felice ricostruzione. Si ritroverà distrutta e inquinata, in mano agli oligarchi e alla corruzione che Zelenski aveva promesso di abolire e che la guerra non ha fatto che ingrassare. Prigioniera in una Europa di un’economia di guerra, in un contesto ulteriormente degradato dalla crisi climatica, ormai priva degli antidoti di mitigazione e adattamento che il mondo ha deciso di obliterare per dare la priorità alle loro guerre.
 
L’opposizione al riarmo, alle guerre e al reclutamento, emersa in sondaggi che hanno deluso e contraddetto le aspettative dei governi lanciati nella corsa al “riarmo”, è forse la leva principale per contrastare la corsa parallela alla catastrofe climatica. Clicca qui.
 
Le guerre? Un “gioco” inventato dai ricchi dove si vince sulla pelle dei poveri. Disertare?

Organizziamo i disertori.

“Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Organizzeremo i disertori” sono le parole di Virginia Libero, segretaria dei giovani democratici. Per giustificare la retorica bellicista dicono alcuni: ma allora non avremmo dovuto prendere le armi contro i nazi-fascisti? Strano che a chiederlo siano spesso dei nazi-fascisti. Come è strano il fatto che ad accusarci di antisemitismo siano i discendenti politici di chi sterminò gli ebrei. La verità è che il riarmo europeo non ha niente a che fare con la Resistenza. In Francia come in Italia la Resistenza fu opera di coloro che disertarono le armate nazionali. I partigiani erano disertori che dovevano sopravvivere alla guerra cui non volevano partecipare. Per disertare talvolta occorre resistere, talvolta i disertori sono costretti a prendere le armi. Perchè contro i disertori il nazionalismo vince: ricapitoliamo la lezione del secolo passato. Clicca qui.

Per Solvay al primo posto sicurezza e salute.

Nella Safety Week, i vigili del fuoco dimostrano agli studenti interventi per la sicurezza.  
La casa madre Solvay, con sede a Bruxelles, fa molto affidamento sull’immagine. Tant’è che la propaganda in Italia è indirizzata direttamente dai “country manager”: Raffaele Calabrese De Feo per Solvay e Francesco Luccisano per Syensqo.  Tant’è che nei due stabilimenti l’immagine dei due direttori è ingentilita da due volti femminili: a Spinetta Marengo da Mirian Arca e a Rosignano da Maria Rita Maresca.
Solvay coinvolge nel territorio gli studenti delle scuole superiori di Rosignano e Cecina tramite incontri e workshop, coinvolgendoli in attività pratiche e dimostrazioni dedicate alla gestione delle emergenze antincendio. L’edizione 2026 ha approfondito il “Life Saving Rules” (Regole Salvavita), la responsabilità individuale e collettiva nella prevenzione degli incidenti e l’equilibrio tra vita privata e lavoro.
La parola d’ordine è stata: “La sicurezza non è soltanto un obiettivo aziendale, un traguardo, ma un valore che accompagna ogni nostra attività, che mette al centro le persone per una cultura della prevenzione sempre più solida e condivisa. Insomma una missione”.
A Spinetta Marengo, che è nell’occhio del ciclone per il disastro sanitario e ambientale, l’impegno economico per la propaganda è maggiore. Così Syensqo sul territorio di Alessandria sta puntando molto sull’università: https://www.rete-ambientalista.it/2026/09/25/la-missione-per-cui-e-nata-syensqo/ . Ma la missione è la stessa: “Migliorare la qualità della vita delle persone è la missione per cui è nata Syensqo”.