
Mentre l’olocausto nucleare è “facoltativo”, nelle mani di poche persone o di un solo Stranamore, la catastrofe climatica, nel suo procedere sempre più rapido, appare quasi “ineluttabile”. Dipende ovviamente anch’essa da decisioni umane, che fanno capo a un numero molto ampio di individui al vertice di molte istituzioni – imprese, banche, Stati, eserciti, media, centri di ricerca, Università – tutti legati tra loro in una rete di rapporti che rende difficilmente praticabile e comunque inefficace disertarla.
Il pretesto è la guerra per difesa. Difesa di chi? E da chi? Il governo di Israele ritiene che il diritto di Israele a difendersi possa e debba arrivare fino al genocidio, allo sterminio di un intero popolo: con le armi, la fame, le malattie, la mancanza di igiene, la debilitazione fisica e mentale di adulti e bambini. Se invece, come ritengono i più, il diritto a difendersi (dal genocidio) spetta ai palestinesi?
Difesa dell’Ucraina. Se e quando la guerra cesserà, l’Ucraina non vivrà una felice ricostruzione. Si ritroverà distrutta e inquinata, in mano agli oligarchi e alla corruzione che Zelenski aveva promesso di abolire e che la guerra non ha fatto che ingrassare. Prigioniera in una Europa di un’economia di guerra, in un contesto ulteriormente degradato dalla crisi climatica, ormai priva degli antidoti di mitigazione e adattamento che il mondo ha deciso di obliterare per dare la priorità alle loro guerre.
L’opposizione al riarmo, alle guerre e al reclutamento, emersa in sondaggi che hanno deluso e contraddetto le aspettative dei governi lanciati nella corsa al “riarmo”, è forse la leva principale per contrastare la corsa parallela alla catastrofe climatica. Clicca qui.
Le guerre? Un “gioco” inventato dai ricchi dove si vince sulla pelle dei poveri. Disertare?